Gesù è Dio o è figlio di Dio?
Secondo il dogma cattolico, Gesù non sarebbe mai stato creato da Dio, ma sarebbe sempre esistito e sarebbe uguale a Dio. Secondo il dogma protestante addirittura Gesù sarebbe Dio stesso che si è fatto bimbo, poi uomo e si è fatto torturare a morte per regalarci la salvezza eterna.
Vediamo cosa dice Gesù stesso nei Vangeli e gli apostoli negli Atti degli Apostoli:
Da questa frase appare evidente come Gesù stesso spieghi che la sua volontà e quella di Dio siano ben distinte, che Dio sia suo padre che lo ha inviato qui. Non si tratta quindi della stessa "persona", ma di due "persone" diverse, con due volontà distinte, Padre e figlio appunto. Se Gesù fosse stato Dio stesso non avrebbe mai potuto esprimersi con quella frase, che sarebbe stata ingannevole.
Qui Gesù specifica che non c'è uguaglianza, equivalenza o parità tra Dio e suo figlio. Dio è più grande di suo figlio Gesù.
Gesù insegna che solo Dio è buono. La perfezione della bontà divina appartiene solo a Dio e a nessun altro, neppure a Gesù stesso. Anche qui se Dio e Gesù fossero la stessa "persona" o se anche fossero allo stesso livello di perfezione, non avrebbe mai potuto dire queste cose. Invece ha voluto insegnare che Dio è al di sopra di tutti, Gesù compreso.
Qui Gesù chiarisce un punto fondamentale dicendo che Dio non è soltanto suo Padre, ma è il Padre di tutti gli uomini. In altre parole Gesù non è figlio unigenito, ma siamo tutti figli di Dio, tutti fratelli, compreso Gesù che è figlio di Dio quanto noi siamo figli di Dio.
In questo passo Gesù chiarisce per l'ennesima volta, in modo inequivocabile, che lui non è Dio, non ha natura divina, ma è un uomo.
S.Pietro qui non potrebbe essere più chiaro per dissipare ogni dubbio persino a coloro che non vogliono sentire: Gesù non è Dio, ma è un uomo inviato da Dio tra gli uomini e che Dio si servì di Gesù per fare miracoli. Le stesse cose sono ripetute altre cento volte in tutto il Nuovo Testamento, da Gesù e dagli apostoli, in modo tale da togliere ogni dubbio.
Anche nelle Lettere Paoline, S.Paolo, che sapeva benissimo che Gesù era un uomo e non era Dio scriveva in modo inequivocabile a Timoteo:
Ma se ai tempi dei primi cristiani dei primi 3 secoli tutti avevano le idee chiarissime sul fatto che Gesù fosse un uomo, ecco che nel 325 d.C. l'imperatore Costantino, convertitosi come noto per ragioni politiche, creò il dogma della Trinità nel Concilio di Nicea.
Al Concilio fu fatta una votazione tra i vescovi orientali per "decidere" se Gesù avesse la stessa natura divina di Dio. Il clima del Concilio fu alquanto turbolento, tanto che si presero a sberle! Al Concilio non partecipò neppure il Papa, ma solo un sesto dei vescovi, tutti greci orientali. Infine il Vescovo di Alessandria ebbe la maggioranza e fu stabilito il dogma secondo cui Dio non è uno, ma sono tre "persone": Padre, Figlio e Spirito Santo.
La tesi dei "trinitisti" sulla divinità di Gesù si basa principalmente su una singola frase, un po' equivoca, del Vangelo:
A parte che se Gesù fosse Dio avrebbe detto: "Io sono il Padre" e non "Io e il Padre", ma questa conclusione non tiene conto di tutte le altre frasi (vedi sopra) in cui Gesù chiarisce in modo inequivocabile che lui non è Dio, ma è un uomo; che Dio è superiore a tutti, Gesù compreso; che lui è figlio di Dio, come tutti sono figli di Dio, come ribadisce anche S.Paolo, più volte, nelle sue lettere.
Il dire "siamo una cosa sola" si riferisce a una volontà comune, è come dire "vogliamo la stessa cosa". Infatti:
Preso alla lettera questo passaggio significherebbe che tutti gli esseri umani sono una cosa sola in senso materiale, invece è chiaro che si parla in senso simbolico, ossia di una comunione di intenti, ossia tutti coloro che credono in Dio formano un tutt'uno.
Anche qui prendendo alla lettera si potrebbe arrivare a ritenere che tutti siano una sola cosa con Dio in senso sostanziale, cioè fisico. Leggendo invece cum grano salis, cioè con un pizzico di buon senso, tra le righe e andando al di là della mera lettera è evidentissimo che ci si riferisce a un'unione di sentimenti, di amore e di volontà e non significa certo che noi abbiamo la stessa sostanza divina di Dio, né che siamo al suo stesso livello o che abbiamo gli stessi suoi attributi di infinita perfezione. Come dice Gesù: "A buon intenditor..."
Parimenti in passi in cui Gesù dice: "Il sono nel Padre e il Padre è in me" (Giovanni, XIV, 11) non significa certo che Gesù è Dio, perchè altrimenti avrebbe detto: "Io sono il Padre" e non "Io sono nel Padre". Altrimenti subito dopo quando dice: "Lo Spirito di Verità dimora presso di voi e sarà in voi" (Giovanni, XIV, 17) ragionando allo stesso modo dovremmo concludere che noi siamo lo Spirito di Verità e anche questa è un'evidente assurdità. Le parole sono chiarissime e ripetute cento volte, non si possono stravolgere per forzarle a significati completamente diversi da quelli che erano la volontà di Gesù quando ci parlò.
Da Costantino in poi le varie Chiese "cristiane" hanno poi fondato il loro potere economico e politico su dogmi come questo, quasi sempre imposti con la violenza e il sangue, che avevano poco o nulla a che fare con il messaggio originario di semplicità e di pace di Gesù Cristo che appare limpido e chiaro a chiunque legga le sue parole senza preconcetti, liberandosi la mente da tutte quelle forzature, quei dogmi decisi e imposti col sangue nei secoli dagli uomini corrotti che si autoproclamano portavoce esclusivi della carità cristiana, ma che dimostravano di non averla compresa affatto.





