Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della Luce"

Approfondimento degli insegnamenti di Allan Kardec, le sue opere ed altre.

Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 4 febbraio 2019, 18:23

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Preparazione di Esperienze
Alessandro ed io ci preparavamo a ritornare alla nostra sede spirituale di lavoro, quando l’orientatore fu sollecitato da un compagno di elevato livello gerarchico che ci salutò dimostrando grande stima ed affetto.
– Sarò breve – disse al mio istruttore che lo ascoltava sollecito –, il tempo non mi permette lunghe conversazioni.
E modificando la sua espressione facciale, accentuò:
– Ti ricordi di Sigismundo, il nostro vecchio amico?
– Ovviamente. – rispose l’interpellato. – Entrambi gli dobbiamo importanti favori di altri tempi.
– Bene, – tornò a dire il visitatore. – Sigismundo ha bisogno di aiuto con urgenza. Riconosco che tu non sei specialista in lavori riguardanti la reincarnazione. Tuttavia, mi trovo obbligato a ricorrere alla collaborazione degli amici.
Il nuovo compagno fece un piccolo intervallo e continuò:
– Tu non hai dimenticato che il nostro amico, nonostante i suoi tratti di generosità, scese a compromessi molto seri nel passato.
– Sì, sì – rispose l’orientatore –, il suo dramma è ancora vivo nella nostra memoria.
– Sigismundo, attualmente – proseguì l’altro – ritornerà al fiume della vita fisica. Le circostanze esigono ciò e non dobbiamo perdere l’opportunità di introdurlo alla necessaria riabilitazione. Come sai, Rachele, la povera compagna che egli deviò durante la nostra epoca comune in cui abbiamo avuto i nostri legami affettivi più forti e Adelino, l’infelice marito che il nostro fratello assassinò in un deplorevole duello con arma da fuoco, si trovano già sulla Terra da tempo e da quattro anni sono tornati uniti con il legame del matrimonio. Tutto è preparato affinché Sigismundo ritorni in compagnia della vittima e del nemico del passato, con il fine di santificare il proprio cuore. Egli sarà, in conformità con l’autorizzazione dei nostri Superiori, il secondo figlio del loro matrimonio. Ma stiamo lottando con grandi difficoltà per ubicarlo lì. Disgraziatamente, Adelino, che deve essere il suo futuro padre nella sua nuova esistenza, lo respinge calorosamente durante le ore del sonno fisico, lavorando contro i nostri migliori propositi di armonizzazione. In considerazione di ciò, il lavoro preparatorio della nuova esperienza, è molto in ritardo e duro.
– E Sigismundo? – indagò il mentore, preoccupato – qual è il suo atteggiamento dominante?
Ercolano, il messaggero che ci visitava, spiegò con fraterna partecipazione:
– Al principio era animato da grande speranza. Ora che il suo antico rivale gli invia pensieri di odio e di gelosia, dimenticando gli impegni assunti nella nostra sfera di azione, si sente nuovamente sventurato e senza forze per riparare al male. Altre volte si riempie di tristezza e di ribellione e in quello stato negativo si sottrae alla nostra efficiente cooperazione.
Il visitatore fece una pausa e aggiunse con inflessione di supplica.
– Non potresti aiutarci tu in questo difficile processo di reincarnazione? Ricordo che la tua amicizia si divideva tra tutti e due. Forse il tuo intervento affettuoso riuscirebbe a convincere Adelino.
– Conta su di me – rispose l’orientatore, affettuosamente, – farò quanto è nelle mie possibilità affinché non si perda l’opportunità auspicata.
Davanti al sorriso di soddisfazione dell’altro, Alessandro concluse:
– La prossima settimana starò al tuo fianco per conversare spiritualmente con Adelino e risolvere il problema del riavvicinamento. Confidiamo nell’aiuto divino.
Ercolano ringraziò, commosso e salutò.
Da solo con il mentore affezionato e amico, cominciai a meditare sulla possibilità di contribuire, ugualmente, al nuovo caso.
Non avevo mai avuto l’opportunità di accompagnare da vicino un processo di reincarnazione, studiando gli antecedenti spirituali delle questioni dell’embriologia. Non sarebbe stato interessante, per me, utilizzare questa esperienza? Con questo proposito, mi rivolsi all’istruttore, senza parlare, naturalmente, in senso diretto, della mia pretesa:
– È notevole, per me, il sollecito di oggi – esclamai. – Nel mondo, ero molto lontano dal pensare alla molteplicità dei compiti assegnati ai benefattori e missionari disincarnati. L’estensione del servizio nel nostro campo di azione stupirebbe qualunque mortale.
– Senza dubbio – rispose attento il mentore – i lavori si dispiegano in tutte le direzioni. La petizione di Ercolano, viene a focalizzare uno dei più importanti problemi della felicità umana: quello dell’avvicinamento fraterno, del perdono reciproco, della semina dell’amore, attraverso la legge della reincarnazione.
Alessandro meditò alcuni secondi e continuò:
– Il caso è tipico. Il dramma di Sigismundo è troppo complesso per essere commentato in poche parole. Basta ricordare che Adelino e Rachele sono gli attori principali di una dolorosa tragedia successa all’epoca della mia ultima esistenza sulla Terra. Dopo una violenta passione, Adelino fu vittima di un omicidio; Sigismundo, del crimine; e Rachele del postribolo40. Si disincarnarono, ognuno a suo tempo, sotto intensa vibrazione di odio e disperazione, soffrendo vari anni nelle zone inferiori dell’astrale. Più tardi, per intercessione di amici redenti, gli antichi coniugi ottennero il ritorno al corpo fisico con il fine di santificare i legami sentimentali e riavvicinarsi agli antichi avversari.

40 dal latino prostibulum casa di prostituzione, casa chiusa, lupanare, bordello, casino, prostituto, prostituta e successivamente bordello; derivato di prostrare stare davanti, esposto, in vendita.


Ma, come accade comunemente, coloro che fanno gli eroi all’atto della promessa, si indeboliscono nella realizzazione, per attaccarsi molto più ai propri desideri che alla comprensione della Volontà Divina. Già in possesso dei beni della vita fisica, Adelino si rifiuta di perdonare, ricordando erroneamente le lezioni del passato. Prima della reincarnazione del vecchio disonesto, già si manifestava contrario a qualunque aiuto. Sempre il vecchio circolo vizioso: trovandosi fuori dalla benedetta opportunità del lavoro terrestre e vedendo l’estensione delle sue necessità, si sforza il compagno di promettere fedeltà e realizzazione; ma appena in possesso del tesoro del corpo fisico, ritorna all’indurimento spirituale e al disprezzo delle leggi di Dio.
Il mentore fece una breve pausa, aggiungendo subito:
– Ma cercherò di far ricordare loro gli impegni.
In quel momento, stimando che l’opportunità era preziosa, sollecitai:
– È possibile accompagnarti? Credo che mi sarebbe di molto profitto. Forse, potrei acquisire significativi valori per il servizio al prossimo e per il mio beneficio personale. Ignoro fino a quando mi sarà permesso studiare in tua compagnia e, pertanto, mi piacerebbe utilizzare completamente tale opportunità.
Alessandro sorrise, buono e disse:
– Non ho alcuna obiezione. Ma, non credo che tu debba seguire questi lavori senza prima acquisire qualche conoscenza della materia. In ogni costruzione davvero utile, non possiamo prescindere dalla base. Abbiamo buoni amici nella Pianificazione delle Reincarnazioni, servizio molto importante nella nostra colonia spirituale, direttamente collegato alle attività del Dipartimento del Chiarimento. In quell’istituzione, per alcuni giorni, tu potrai acquisire un’idea approssimativa del nostro compito, addentrandoti nei lavori. Una grande percentuale delle reincarnazioni sulla Terra avviene con dei modelli standardizzati per tutti, nel campo delle manifestazioni puramente evolutive. Ma un’altra percentuale non ubbidisce allo stesso programma. Elevandosi l’anima in cultura, conoscenza e conseguentemente in responsabilità, il processo di reincarnazione individuale diventa più complesso, sfuggendo, com’è logico, al quadro generale. In considerazione di ciò, le colonie spirituali più elevate hanno servizi speciali per la reincarnazione di lavoratori e missionari.
Le spiegazioni erano seducenti e rilevanti e comprovando l’importanza dei chiarimenti per il mio povero spirito, Alessandro continuò:
– Quando mi riferisco a lavoratori, non parlo di compagni non completamente buoni e redenti, bensì di quelli che rappresentano la maggiore somma delle qualità superiori, in cammino verso la piena vittoria sulle condizioni e manifestazioni grossolane della vita. In generale, come accade con noi stessi, siamo per la maggior parte delle entità che si trovano ancora in debito, ma già con valori di buona volontà, perseveranza e sincerità a cui viene concesso il diritto di influire sui fattori della loro reincarnazione, sfuggendo, in un certo modo, al modello generale. Indubbiamente non sempre si verificano tali modifiche in condizioni gradevoli per l’esperienza futura. I servizi di rettifica hanno compiti enormi.
E desiderando imprimere con forza nel mio spirito la nozione di responsabilità, l’istruttore, facendo più grave l’inflessione della sua voce, proseguì:
– Il problema della caduta è anche una questione di apprendimento ed il male indica una posizione di squilibrio, esigendo rinnovamento e ammenda. L’evoluzione ci conferisce potere; ma spendiamo molto tempo nell’imparare ad utilizzare armoniosamente questo potere. La razionalità offre campo sicuro alle nostre conoscenze; nel frattempo, André, quasi tutti noi, i lavoratori della Terra, impieghiamo secoli nel servizio d’illuminazione intima; perché non basta acquisire idee e possibilità, è necessario essere responsabile e non è giusto che abbiamo solamente l’informazione del raziocinio, dobbiamo anche avere la luce dell’amore.
– Perciò le lotte successive in continue reincarnazioni dell’anima! – esclamai, vivamente impressionato.
– Sì – continuò il mio gentile interlocutore –, abbiamo bisogno della lotta che corregge, rinnova, restaura e perfeziona. La reincarnazione è il mezzo e l’educazione divina è il fine. Per questo, allo stesso modo di milioni di nostri simili che evolvono, esistono milioni che si rieducano in determinati settori del sentimento perché, se possiedono già certi valori della vita, mancano loro altri non meno importanti.
Notando la mia difficoltà nel comprendere il suo insegnamento in modo integrale, il mio orientatore continuò:
– Anche nella tua condizione di medico, nel mondo, credo che tu non sia stato completamente estraneo agli studi evangelici.
– Sì, sì – risposi –, ho i miei ricordi in quel senso.
– Bene, lo stesso Gesù ci lasciò materiale di riflessione sul tema che stiamo esaminando, quando affermò che se la nostra mano o i nostri occhi fossero motivo di scandalo, avrebbero dovuto essere tagliati al penetrare nel tempio della vita41. Ci compete trasferire l’immagine letterale all’interpretazione semplice dello spirito. Se fallimmo già molte volte in esperienze di autorità, ricchezza, bellezza fisica, intelligenza, non sarebbe logico ricevere identiche opportunità nei lavori di rettifica.
Comprendevo chiaramente dove voleva arrivare Alessandro con i suoi amichevoli chiarimenti.
– Per esempio: è per la regolamentazione di simili servizi che esiste nella nostra colonia spirituale la Pianificazione delle Reincarnazioni, dove tu avrai occasione di raccogliere preziosi insegnamenti.
E rispondendo alle mie necessità come un padre affettuoso, l’istruttore mi portò, il giorno dopo, a un’imponente istituzione.
Il movimentato centro di servizio constava di vari edifici, vari campi e numerose installazioni. Accoglienti alberi si dispiegavano allineati attraverso estesi giardini, dando un aspetto affascinante al paesaggio. Osservai che l’istituto si caratterizzava per un intenso

41 *Mc 9,38–43.45.47–48

movimento. Entità, isolate o in piccoli gruppi, andavano e venivano, mostrando grande interesse e attenzione nella loro espressione. Non sembravano assolutamente preoccupati della nostra presenza, perché quando non passavano accanto a noi, assorti in profondi pensieri, andavano in gruppi affettuosi, sostenendo, per quello che sembrava, discrete conversazioni, molto intense e coinvolgenti. Molti di quei fratelli che ci passavano a fianco, portavano nelle loro mani piccoli rotoli simili alle pergamene terrestri, dei quali io non avevo fino ad allora la minima notizia.
Però Alessandro, come sempre, venne in mio soccorso, spiegandomi benevolmente:
– Le entità che vediamo sono lavoratori della nostra sfera, interessati in prossime reincarnazioni. Non tutti sono direttamente uniti in simile proposito, dato che gran parte di essi si trova in lavoro di intercessione, ottenendo favori di questa natura per amici intimi. I rotoli bianchi che hanno sono piccole mappe delle forme organiche, elaborate da orientatori del nostro piano, specializzati in conoscenze biologiche dell’esistenza terrena. In conformità al grado di avanzamento spirituale del futuro reincarnante e in accordo col servizio che gli è assegnato nel suo nuovo corpo carnale, diventa necessario stabilire piani adeguati ai fini essenziali.
– E la legge dell’eredità genetica? – domandai.
– Funziona con il completo dominio su tutti gli esseri in evoluzione, ma soffre, naturalmente, l’influenza di tutti quelli che raggiungono qualità superiori all’ambiente generale. Inoltre, quando l’interessato in nuove esperienze nel piano terreno è meritevole di servizi di “intercessione”, le forze più elevate possono imprimere certe modifiche alla materia, fin dalle attività embriologiche, determinando alterazioni favorevoli al lavoro di redenzione.
A questo punto della spiegazione, Alessandro mi invitò ad entrare.
Presto ci trovammo in uno degli estesi gabinetti dell’edificio principale, dove uno dei numerosi amici dell’orientatore venne ad accoglierci con grande disponibilità.
Alessandro mi presentò all’Assistente Josino che mi ricevette con grande gentilezza e signorilità. L’istruttore indicò l’obiettivo della nostra visita. Desiderava che mi fosse offerta la possibilità di visitare l’istituzione di pianificazione, tutte le volte che mi era possibile durante la settimana in corso, data la necessità in cui mi trovavo di acquisire nozioni sicure sul lavoro di aiuto nelle attività di reincarnazione. L’Assistente si mise a mia disposizione con la miglior buona volontà. Mi avrebbe condotto davanti a suoi colleghi, affinché non mi mancassero dettagli nella conoscenza; avrebbe esposto le sue esperienze alla mia osservazione, affinché io traessi da esse il massimo profitto, ed infine, per quello che era alla sua portata, avrebbe guidato i miei interessi durante l’apprendistato.
Mi rallegravo intimamente con le migliori e più confortanti impressioni, non solo per l’accoglienza affettuosa, ma anche per l’ambiente educativo.
Non lontano da noi, su luminosi piedistalli, riposavano due statue meravigliose: la delicata figura di un corpo maschile ed un altro modello femminile, singolarmente belli per la loro perfezione anatomica, non solo per la forma in sé, ma anche per quella di tutti gli organi e le più diverse ghiandole. Attraverso disposizioni elettriche, entrambe le figure palpitavano di vita e di calore, esibendo effluvi luminosi come se si trattasse degli uomini e delle donne più evoluti nella sfera carnale.
Davanti al mio stupore Alessandro sorrise e disse all’Assistente Josino, con il proposito di farsi sentire da me:
– Forse André non conosce abbastanza il nostro rispetto e la gratitudine che abbiamo per il corpo fisico terrestre.
– In realtà – aggiunsi – ignoravo, fino ad ora, che il corpo carnale fosse, tra noi, oggetto di tanto eccellenti attenzioni. Non sapevo che la nostra colonia contasse su un’istituzione di questo tenore.
– Ovviamente, amico mio. – interferì l’Assistente con inflessione affettuosa –, il corpo fisico sulla Terra rappresenta una benedizione del nostro Eterno Padre. Costituisce una delicata opera della Saggezza Divina nel cui perfezionamento incessante noi abbiamo la felicità di collaborare. Quanto dobbiamo alla macchina umana per i suoi millenni di servizio a beneficio della nostra elevazione nella vita eterna? Non sapremo mai quantificare la grandezza di simile debito.
E guardando i modelli che causavano il mio stupore, aggiunse:
–Tutto il nostro zelo nel servizio della reincarnazione è ben poco rispetto al molto che dovremmo realizzare a beneficio del perfezionamento della macchina organica.
Benché indeciso, osai domandare:
– Tutti i nuclei della spiritualità superiore hanno circoli di lavoro di questa natura?
Fu Alessandro a rispondere con la sua abituale delicatezza:
– In tutte le colonie di elevata espressione, questi compiti sono svolti con infinito affetto. L’aiuto alla reincarnazione dei nostri compagni, traduce il nostro riconoscimento al corpo fisico che ci ha offerto tanti benefici attraverso i tempi.
Ricordai che mio padre terrestre42 era ritornato all’esperienza carnale, procedendo da zone francamente inferiori e indagai:
– E quelli che ritornano alla Terra, provenienti dalle zone più basse, avranno lo stesso soccorro generoso?
Desiderando imprimere alla domanda la più viva sincerità, aggiunsi:
– Mio padre nell’ultimo pellegrinaggio terrestre, ritornò, qualche tempo fa alla sfera carnale, in condizioni molto amare…
Alessandro interruppe il corso della mia frase, ponderando:

42 Nosso Lar – La vita nel Mondo Spirituale. Nota dell’Autore Spirituale.

– Comprendiamo. Se egli era una persona di illustre ragione, benché non illuminata, rimase dopo la morte in stato di caduta e non deve essere tornato alla benedetta opportunità della scuola fisica senza il lavoro di intercessione e senza il forte aiuto di cuori molto amati del nostro piano. In questo caso, avrà ricevuto la cooperazione di benefattori situati in posizioni più elevate che avrebbero appoggiato le sue promesse per il servizio rigeneratore. Ma se egli era un individuo in sforzo puramente evolutivo, circostanza questa nella quale non sarebbe ritornato in condizioni dolorose, avrà contato, naturalmente con il santo concorso dei lavoratori spirituali che vegliano sulla Terra per la esecuzione dei lavori di reincarnazione, in processi naturali.
In accordo con i chiarimenti dell’orientatore, compresi le differenti condizioni e tranquillizzai il mio cuore.
Forse perché la conversazione toccava delicati temi della famiglia umana, forse già con il proposito di lasciarmi da solo con le mie profonde riflessioni, in quell’esteso laboratorio di servizio, l’orientatore e l’assistente rimasero in silenzio, rendendomi propenso a cercare nuovi motivi di conversazione per il mio apprendistato.
Passai allora a osservare attentamente i modelli maschile e femminile che si trovavano non lontano dai miei occhi. Gentilmente, Josino posò soavemente la sua mano destra sulle mie spalle e mi disse:
– Avvicinati a quelle creazioni educative. Imparerai molto osservandoli da vicino.
Con un gesto di gratitudine mi allontanai dai due rispettabili amici, avvicinandomi alle figure esposte. Mi fermai nella contemplazione del modello maschile che presentava assoluta armonia nelle sue linee quale arte ellenica di sapore antico.
Il modello, strutturato in sostanza luminosa, costituiva, nella mia opinione, la più delicata opera anatomica sottoposta, fino ad allora, alla mia analisi. Quella figura umana, immobile, assomigliava a qualcosa di divino.
Osservai i suoi dettagli con stupore. Non avevo mai visto simile perfezione nei dettagli corporali. Tutta la muscolatura era lì, formata da fibre luminose. Dal muscolo frontale fino al legamento anulare del tarso, si vedevano fili di luce che rappresentavano le diverse regioni della muscolatura generale. Determinate fibre, come quelle che si localizzavano nella zona orbitale delle palpebre, nel triangolare delle labbra, nel gran pettorale, nel pettineo43, nelle eminenze tenare e ipotenare44 fino all’estensore delle dita, erano più brillanti. Dall’esame di superficie, passai a osservazioni più profonde, identificando le disposizioni meravigliose delle figure rappresentative della circolazione linfatica e sanguinea. Oh! Gli organi erano tutti lì, vibrando in obbedienza a dispositivi elettrici, propiziando dimostrazioni educative. I vasi per il sangue venoso apparivano in luce cenerina, mentre le regioni del sangue arterioso apparivano in colore rosso.
Sorpreso, resi silenzioso tributo di ammirazione alla Saggezza Divina che ci concede il sublime corpo fisico terrestre per le nostre acquisizioni eterne.

43Nell'anatomia umana il muscolo pettineo è un muscolo che fa parte dei muscoli anteriori della coscia, si ritrova nella parte superomediale.
44 L'eminenza tenar o tenare è il rilievo carnoso posto alla base del pollice sulla faccia palmare della mano e ipotenar o eminenza ipotenar o eminenza ipotenare è il rilievo carnoso posto alla base del mignolo sulla faccia palmare della mano.

Mi impressionavano la perfetta disposizione delle vene distribuite intorno al tronco celiaco45 che, simili a piccoli fiumi di luce, risaltavano in espressione, la luminosità delle cave superiore ed inferiore, delle giugulari esterna e interna, delle arterie splenica46 e mesenterica superiore, dell’aorta discendente, dei vasi iliaci e dei gangli dei linfonodi inguinali. A coprire le meraviglie organiche c’era il sistema nervoso, assomigliante a una cappa radiante strutturata con sottilissimi fili di luce meravigliosa. La regione del cervello sembrava una lampada di un soave azzurro la cui luminosità si legava in modo diretto al cervelletto, discendendo subito per il midollo spinale fino al plesso sacrale, dove il fuoco brillante acquisiva espressione più intensa, per attenuarsi, dopo, nel gran nervo sciatico.
Trasferii le mie osservazioni alla forma femminile, altrettanto radiosa, concentrando il mio potenziale analitico sul sistema endocrino, disposto alla maniera di costellazione, tra i vari organi. Dall’epifisi, situata tra gli emisferi cerebrali, fino ai nuclei procreatori, le ghiandole sembravano formare un bel sistema luminoso simili a piccoli astri di vita, congregati in senso verticale come un’antenna splendente, attraendo la luce proveniente dall’Alto.
Ognuno aveva la sua forma specifica, le sue espressioni vibratorie, le sue caratteristiche particolari, diversificandosi ugualmente il colore di ognuna, sebbene, dopo avere ricevuto tutte a loro volta la colorazione dell’epifisi simile a un piccolo sole azzurrino, mantenevano nel loro campo di attrazione magnetica tutte le altre, dall’ipofisi alla regione delle ovaie, come il nostro astro della vita, che garantisce la coesione e il movimento della sua gran famiglia di pianeti ed asteroidi.
Il mio stupore non aveva limiti.
Ma è obbligatorio confessare che la mia sorpresa si estendeva molto di più, fissando gli effluvi brillanti che derivavano dai centri genitali, assomiglianti, nell’insieme, a un minuscolo santuario pieno di luce.
Non appena ebbi rivolto al mio istruttore uno sguardo indagatore, i suoi chiarimenti non si fecero aspettare.
– In senso generale sulla Terra, – mi disse Alessandro sorridendo, dopo essersi avvicinato a me – esiste ancora molta ignoranza sulla missione divina del sesso. Per noi che desideriamo dare valore alle esperienze, la paternità e la maternità terrestri sono sacre. La facoltà creatrice, è anche divinità nell’uomo. L’utero materno significa per noi la porta benedetta della redenzione; per un gran numero di persone, nella Sfera del Globo, la visione celestiale è simbolo di riposo e di allegria senza fine, mentre per molti di noi, la visione terrestre significa lavoro edificante e salutare. Ma non raggiungeremmo la terra promessa del servizio redentore, senza l’aiuto delle forze creatrici associate dell’uomo e della donna.
Compresi, con spirito rinnovato, il carattere sublime delle energie sessuali e ricordai, compassionevolmente, tutti gli incarnati che ancora non erano riusciti a costruire rispetto e comprensione in relazione ai sacri organi procreatori. Il mio orientatore, come se fosse un’antenna ricevente di tutte le mie emissioni mentali, mi avvertì con bontà:

45 Il tronco celiaco o arteria celiaca o anche tripode celiaco di Haller è un voluminoso ramo arterioso che nasce dall'aorta discendente a livello della dodicesima vertebra toracica.
46 Splenica: della milza – mesenterica superiore: assicura l'irrorazione di gran parte dell'intestino

– Dimentica qualunque espressione di reminiscenze poco costruttive. Quelli che oltraggiano il sesso, scrivendo, agendo o parlando, sono già grandi infelici di per sé.
Conservai quella lezione e benedissi la nuova esperienza che mi si offriva.
Alessandro salutò, lasciandomi nella grande istituzione di pianificazione, dove l’Assistente Josino, occupato con le attribuzioni del suo ministero, mi affidò alle attenzioni di Manasses, un fratello dei servizi informativi dell’istituto che mi accolse piacevolmente, circondandomi di gentilezza e di affetto.
Immediatamente sentii che il mio apprendistato incominciava con immenso profitto. Manasses era un libro aperto.
Le sue opinioni e i suoi rapporti trasmettevano preziosi insegnamenti.
Avvicinandoci ai padiglioni di disegno, dove numerosi cooperatori tracciavano piani per le reincarnazioni speciali, il mio nuovo compagno fu avvicinato da una simpatica entità che gli chiedeva informazioni. Manasses me la presentò con ottimismo. Si trattava di un collega che, dopo quindici anni di lavoro nelle attività di aiuto, sarebbe ritornato nella sfera carnale per la liquidazione di determinati conti. Il nuovo arrivato sembrava preoccupato. Gli si vedevano in viso apprensione e indecisione.
– Non lasciarti dominare da impressioni negative – gli diceva Manasses, infondendogli coraggio. – Il problema della rinascita non è così tanto intricato. Naturalmente esige coraggio e buona disponibilità.
– Tuttavia – esclamava l’interlocutore, un po’ triste –, temo di contrarre nuovi debiti invece di pagare i vecchi compromessi. Risulta tanto difficile vincere nell’esperienza carnale, in vista dell’oblio che sopravviene alla reincarnazione…
– Ma sarebbe molto più difficile trionfare ricordando – replicò Manasses, senza esitazione.
Proseguendo, sorridente, aggiunse:
– Se avessimo grandi virtù e belle realizzazioni, non ci sarebbe necessario rivivere le lezioni già vissute sulla carne. E se anche possediamo solo piaghe e deviazioni da ricordare, benediciamo l’oblio che il Signore ci concede temporaneamente.
L’altro si sforzò per abbozzare un sorriso e obiettò:
– Riconosco il tuo ottimismo e vorrei essere come te. Ritornerò fiducioso con il concorso fraterno di tutti voi.
E modificando il tono della sua voce, indagò:
– Puoi dirmi se il mio modello è pronto?
– Credo che potrà cercarlo domani – disse Manasses, con entusiasmo – già ho osservato la grafica iniziale e mi congratulo con te per avere accettato il suggerimento amoroso degli amici ben orientati, sul difetto della gamba. Certamente, lotterai con grande difficoltà all’inizio della nuova esistenza, ma la tua decisione ti farà molto bene.
– Sì – disse l’altro, un poco più rianimato – devo difendermi contro certe tentazioni della mia natura inferiore e la gamba malata mi soccorrerà, dandomi intense preoccupazioni. Sarà un antidoto alla mia vanità, una sentinella contro la devastazione dell’eccessivo amor proprio.
– Molto bene! – rispose Manasses, francamente ottimista.
– Puoi informarmi sulla misura di tempo concessa alla mia futura forma fisica?
– Settant’anni, come minimo – rispose il mio nuovo compagno, contento.
L’altro rivelò un’espressione di riconoscimento, mentre Manasses continuava:
– Pondera la grazia ricevuta, Silverio e dopo avere preso possesso nel piano fisico, non ritornare qui prima dei settanta. Cerca di approfittare dell’opportunità. Tutti i tuoi amici sperano che tu torni più tardi, alla nostra colonia, nella gloriosa condizione di un “completista”.
L’interpellato mostrò un raggio di speranza nei suoi occhi, ringraziò e salutò.
Le ultime osservazioni di Manasses, svegliarono in me una forte curiosità. Non potei contenere l’indagine che dominava il mio pensiero e domandai senza riserve:
– Amico, che cosa significa la parola “completista47”?
Egli sorrise compiacente e rispose col migliore umore:
– È il titolo che designa i rari fratelli che sfruttano tutte le possibilità costruttive che il corpo terrestre offre loro. In generale quasi tutti noi, ritornando alla sfera carnale, perdiamo opportunità molto importanti, sprecando le forze fisiche. Deambuliamo lì, facendo qualcosa di utile per noi e per gli altri, ma a volte, disprezziamo il cinquanta, il sessanta, il settanta percento e frequentemente anche di più, delle nostre possibilità. In molte occasioni, prevale ancora, contro noi, l’aggravante di avere mobilitato le energie sacre della vita, in attività inferiori che degradano l’intelligenza e abbrutiscono il cuore. Ma quelli che utilizzano la macchina fisica come l’operaio molto fedele conquistano diritti molto espressivi nei nostri piani. Il “completista”, in qualità di lavoratore leale e produttivo, può scegliere di sua volontà il corpo futuro, quando vorrà ritornare sulla Terra in missioni di amore e di illuminazione, o ricevere un corpo nobilitato per la continuità dei suoi compiti, in cammino a circoli più elevati di lavoro.
Simile notizia, rappresentava per me una preziosa rivelazione. Nient’altro legittimo che dotare di risorse complete il servitore fedele. Ricordai allora gli abusi di ogni tipo ai quali si consegnano le creature umane, in tutti i paesi, dottrine e situazioni, complicando i cammini evolutivi, creando legami schiavizzanti, radicandosi nell’attaccamento alle situazioni transitorie dell’esistenza materiale, alimentando inganni e fantasie, distruggendo il corpo ed avvelenando l’anima.

47 Completista: titolo che designa i rari fratelli che sfruttano tutte le possibilità costruttive che il corpo terrestre offre loro.

Trasportato da giustificata ammirazione, esposi:
– Ricordando la prigione degli spiriti incarnati nel piano della sensazione, ci consola sapere che c’è un premio per i rarissimi uomini che vivono nella sublime arte dell’equilibrio spirituale, pure trovandosi ancora nella carne.
– Sì – disse Manasses, approvando con uno sguardo quanto detto –, per quanto strano possa sembrare, simili eccezioni esistono nel mondo. Ritornano frequentemente alla nostra sfera, tra gli anonimi della Terra, senza schede di propaganda terrestre, ma con un immenso bagaglio di spiritualità superiore.
E dandomi l’impressione che desiderava fornirmi chiarimenti relativi a lui stesso, aggiunse:
– È da molti anni che mi sforzo per ottenere la condizione di “completista”; tuttavia, fino ad ora continuo in fase di preparazione…
Compresi che Manasses, come me, portava un regolare bagaglio di ricordi poco felici, rispetto all’uso che fece del corpo terrestre nelle esperienze passate e cercai di modificare l’orientamento della conversazione.
– Sai di qualche “completista” che sia ritornato sulla Terra? – interrogai.
– Sì.
– Naturalmente – continuai, curioso – avrà scelto un organismo irreprensibile.
Il mio nuovo compagno mostrò un’eloquente espressione facciale e sottolineò:
– Nessuno di quelli che ho visto partire, nonostante i meriti dei quali erano rivestiti, scelse forme irreprensibili in quanto alle linee esterne. Sollecitarono provvidenze a beneficio di un’esistenza salutare, preoccupandosi della resistenza, equilibrio, durabilità e forza dello strumento che avrebbe dovuto servirli, ma sollecitarono misure tendenti ad attenuare il loro magnetismo personale, in modo provvisorio, evitando così una presentazione fisica molto delicata, occultando la bellezza delle loro anime, come efficiente garanzia per i loro compiti. Procedono così, perché, vivendo la maggioranza delle persone nel gioco delle apparenze durante la permanenza sulla Terra, quelle si incaricherebbero di schiacciare i missionari del Bene se conoscessero la loro vera condizione, attraverso le vibrazioni distruttrici dell’invidia, del dispetto, dell’antipatia gratuita e delle dispute ingiustificabili. In considerazione di ciò, i lavoratori coscienti, la maggioranza delle volte, organizzano i loro lavori in modelli esteriori meno graziosi, fuggendo, in anticipo, all’influsso delle passioni devastatrici delle anime in squilibrio.
Compresi l’immensità di quel chiarimento e meditavo sulla grandezza dei principi spirituali che dirigono l’esperienza umana, quando Manasses rimarcò, dopo una lunga pausa:
– Le menti giovanili, come bambini nel mondo, giocano con il fuoco delle emozioni; ma gli spiriti maturi, a maggior ragione quando arrivano alla condizione di “completista”, abbandonano tutte le esperienze che possano distrarli durante il tragitto della realizzazione della Volontà Divina.
Di seguito, invitato dal mio nuovo amico, entrai in una delle dipendenze consacrate ai servizi di disegno. Piccole tele che mostravano pezzi dell’organismo umano, si trovavano ordinatamente da tutte le parti. Avevo la chiara impressione di trovarmi in un grande centro di anatomia, circondati da ausiliari competenti e diligenti. Erano sparpagliati lì, disegni di membra, tessuti, ghiandole, fibre, organi di tutte le classi e per tutti i gusti.
– Come sai – osservò Manasses, diligente –, nel servizio di sintesi o di compiti specializzati nella superficie del Globo, la reincarnazione non può essere mai comune. Per questo, lavorano qui centinaia di tecnici in questioni di Embriologia e Biologia in generale, con il fine di orientare tutti i fratelli che si uniscono a noi nello sforzo collettivo, nelle esperienze individuali del futuro.
Provando spontanea venerazione contemplai i servitori che, con la più grande cura, si applicavano, preparando il futuro di molti compagni. Come era complessa l’opportunità di rinascere! Che intense attività esigeva dai benefattori spirituali! Di fronte al mio gesto di sorpresa, Manasses rispose con una sintesi espressiva:
– Tu non ignori che gli uomini selvaggi o semi selvaggi, utilizzando sempre le risorse sacre della Natura, edificano le loro case in forme più semplici e rudimentali; ma l’uomo che già ha raggiunto un certo modello di ideale, sviluppando facoltà superiori, costruisce la casa organizzando prima il disegno.
Indicando la scena interiore, molto movimentata, aggiunse sorridente:
– Allo stesso modo, noi stiamo qui sviluppando progetti per future abitazioni carnali. Quando siamo costretti a rimanere sulla Terra, il corpo umano non smette di essere la più importante dimora per noi. Non possiamo dimenticare che lo stesso Divino Maestro lo classificava come il tempio del Signore.
Impressionato, seguivo con grande attenzione i lavori che lì si sviluppavano. Ci disponemmo a continuare, quando una sorella, dall’aspetto molto rispettabile, si avvicinò salutando Manasses affettuosamente.
Egli rispose con gentilezza e me la presentò:
– È nostra sorella Anacleta.
La salutai, sentendo la sua personale simpatia.
– È una delle nostre lavoratrici più valorose – sottolineò il funzionario del servizio di informazioni.
La signora sorrise un po’ contrariata, vedendosi bersaglio dell’opinione sincera del compagno. Ma Manasses, con l’ottimismo che lo caratterizzava, proseguì:
– Immagina che lei tornerà alla Sfera Terrestre entro pochi giorni con un compito di profonda abnegazione per quattro entità che, da più di quaranta anni, si dibattono nelle regioni abissali delle zone inferiori.
– Non vedo in questo abnegazione alcuna – interruppe la signora sorridendo –, solamente compirò un dovere.
E guardandomi senza stupore e rasserenata, affermò:
– Le madri che non completarono l’opera di amore che il Padre confidò loro vicino agli amati figli, devono essere abbastanza forti per cominciare di nuovo i servizi imperfetti. È il mio caso. Non si deve parlare di sacrificio dove esiste solamente l’obbligo.
Mi interessava la storia di quella sorella semplice e simpatica e pertanto, mi azzardai a domandarle:
– Allora, ritornerai in breve? Comunque, la tua decisione rappresenta devozione e bontà. Non posso dimenticare che anche mia madre ritornò al circolo della carne, stimolata da sublime consacrazione.
Notai che i suoi occhi si riempivano di discrete lacrime che, benché non arrivassero a cadere, mettevano in rilievo la sua emozione, davanti alla mia osservazione sincera. Mi tese gentilmente la mano destra e facendo capire che non desiderava continuare nella conversazione sul tema, mi disse commossa:
– Sono molto grata per le tue confortanti parole. Più tardi, quando ti ricorderai di me, aiutami col tuo pensiero amichevole.
A quel punto della breve conversazione, Manasses domandò:
– Hai già ricevuto tutti i tuoi progetti?
– Sì – rispose lei –, non solo quelli che si riferiscono ai miei poveri figli, ma anche il piano relativo alla mia forma futura.
– Sei soddisfatta?
– Moltissimo! – rispose la signora. – Nella legge del Padre, la giustizia è piena di misericordia e continuo nella condizione di grande debitrice.
Di seguito, calma e affabile, salutò.
Manasses comprese la mia curiosità e spiegò:
– Anacleta è un esempio vivente di tenerezza e devozione, ma ritornerà alle lotte del corpo al fine di operare determinate rettifiche nel cuore materno. Per la sua imprevidenza, in un altro tempo, i quattro figli che il Signore le affidò, caddero disastrosamente. La poveretta aveva alcune nozioni di affetto che non corrispondevano alla realtà. Suo marito era uomo probo e lavoratore e nonostante fosse ricco, non dimenticò mai i doveri che univano le attività di uomo per bene al campo della società in generale. Si caratterizzava sempre per un’energia costruttiva, ma la moglie, benché affezionata, contrastava la sua influenza nella casa, corrompendo l’affetto di madre con eccessi di tenerezza senza ragione. E, come conseguenza indiretta, quelle quattro anime non trovarono le risorse necessarie per il tempo della loro redenzione. Tre ragazzi e una giovane la cui preparazione intellettuale ha avuto bisogno dei più ardui sacrifici, caddero molto presto in eccessi di natura fisica e morale, sotto il pretesto di rispondere ad obblighi sociali. Furono tanto degradanti quegli eccessi che molto presto persero il tempio del corpo, entrando nelle regioni basse, in tristi condizioni. Anacleta, ritornando al campo spirituale, comprese il problema e si dispose a lavorare affannosamente per ottenere non solo la sua reincarnazione, ma anche quella dei figli che dovranno seguirla nelle nuove prove purificatrici sulla Terra.
– Quanti anni sono stati necessari per ottenere simile concessione? – domandai impressionato.
– Più di trenta.
– Mi immagino i suoi futuri sacrifici! – esclamai.
–Sì, – chiarì Manasses – l’esperienza sarà molto dura, perché due dei giovani dovranno ritornare nella condizione di paralitici, uno con disabilità psichiche e per soccorrerla nella precoce vedovanza, avrà solamente la figlia che di per sé, sarà portatrice anche di urgenti necessità di rettifica.
Cercavo di esprimere la mia profonda sorpresa davanti al meccanismo della reincarnazione quando un’altra sorella ci si avvicinò, cercando Manasses.
Dopo gli affettuosi saluti, rivolgendosi al mio nuovo amico, spiegò gentilmente:
– Desidero la tua preziosa opinione nella rettifica del mio piano.
E aprendo un piccolo progetto nel quale si vedeva disegnato con estrema perfezione un organismo di donna, espresse:
– Guardi bene il mio progetto per il sistema endocrino. So che gli amici mi favorirono pianificandolo con molta armonia fino nei minimi dettagli; tuttavia, desidererei qualche modifica…
– In che senso? – domandò l’interpellato con sorpresa.
La nuova arrivata indicò il punto del progetto dove si trovava il collo e disse:
– Fui informata dai benefattori di qui del fatto di non presentarmi sulla Terra in una forma fisica di linee impeccabili; per tale ragione e affinché io abbia più probabilità di successo a mio favore, nel compito che mi propongo di sviluppare, desidererei che la tiroide e le paratiroidi, non fossero così perfettamente delineate. Come sai, Manasses, il mio compito non sarà facile. Devo raggiungere un patrimonio spirituale di grandi proporzioni. Devo fuggire da qualunque possibilità di caduta e la perfetta armonia fisica perturberebbe le mie attività.
Il nuovo compagno mi rivolse uno sguardo espressivo e disse:
– Hai ragione. La seduzione carnale è un immenso pericolo, non solo ferma quelli che emettono la sua influenza, ma ferma anche quanti la ricevono.
– Preferisco la bruttezza del corpo – disse lei. – Non sono interessata a un corpo di Venere ma sì, nella redenzione del mio spirito per l’Eternità. Manasses promise di interporre i suoi buoni uffici e non appena salutò la nuova interlocutrice, passò a mostrarmi le più interessanti figure del corpo umano.
Ammiravo, pieno di profonda impressione, quei numerosi grafici che si allineavano in assoluto ordine, dimostrando la cura spirituale che precede il servizio delle reincarnazioni, quando il mio amico approfondì:
– La medicina umana sarà molto diversa nel futuro, quando la Scienza potrà comprendere l’estensione e la complessità dei fattori mentali nel campo dei disturbi del corpo fisico. Sono molto rare le affezioni che non sono in relazione con la psiche. Tutti gli organi sono subordinati all’ascendenza morale. Le eccessive preoccupazioni per i sintomi patologici, aumentano le malattie; le grandi emozioni possono curare il corpo o annichilirlo. Se questo può succedere nella sfera delle attività volgari delle lotte fisiche, immagina l’enorme campo di osservazioni che ci offre il piano spirituale, verso il quale si spostano, tutti i giorni, migliaia di anime disincarnate in deplorevoli condizioni di squilibrio mentale. Il medico del futuro conoscerà simili verità e non limiterà la sua azione professionale alla semplice somministrazione di indicazioni tecniche, dirigendosi molto di più in lavori curativi, alle provvidenze spirituali, nei quali l’amore cristiano rappresenti il ruolo principale.
Desiderando proseguire nei chiarimenti sul servizio di reincarnazione, Manasses prese un piccolo grafico e mostrandomi le sue linee generali, disse:
– C’è qui il progetto di futura reincarnazione per un mio amico. Osservi certi punti oscuri, dal colon discendente, fino all’ansa sigmoidea? Questo indica che egli soffrirà di un’importante ulcera in quella regione, non appena arriverà alla maggior età. Si tratta di una malattia scelta da lui.
E vedendo che un’estrema curiosità mi dominava, Manasses disse:
– Più di cento anni fa quell’amico commise un orribile crimine, assassinando un povero uomo a coltellate. Dopo quell’omicidio, come succede molte volte, la vittima disincarnata si unì a lui fortemente; e dal seme del crimine che l’infelice assassino piantò in un momento, raccolse risultati terribili durante molti anni. Come sai, l’odio reciproco produce altrettanta poderosa magnetizzazione e l’entità fuori dalla carne passò a vendicarsi di lui, tutti i giorni, ammazzandolo lentamente, attraverso attacchi sistematici mediante il pensiero mortifero. Riassumendo, quando l’omicida, a sua volta, si disincarnò, l’organismo perispirituale era in pietose condizioni, oltre al rimorso naturale che la situazione gli imponeva. Si pentì del crimine, soffrì molto in regioni purgatorie e dopo prolungate sofferenze purificatrici, si avvicinò alla vittima, beneficandola mediante lodevoli servizi di riscatto e penitenza. Crebbe moralmente e conquistò la simpatia di vari gruppi del nostro piano, ottenendo preziose “intercessioni”. Ma… il debito sussiste. Tuttavia, l’amore orientò le sue azioni alla redenzione. Il nostro amico, ritornando sulla Terra, non avrà bisogno di disincarnarsi in uno spettacolo sanguinante; ma ovunque egli sia, durante i tempi di cura completa, nella carne che egli sottovalutò in un’altra vita, trascinerà la sua ferita, conquistando, giorno per giorno, il necessario rinnovamento. Sperimenterà dispiaceri in virtù della sofferenza fisica costante, lotterà incessantemente, dalla comparsa dell’ulcera fino al giorno del riscatto finale nel corpo fisico; e così, se saprà mantenersi fedele ai nuovi compromessi, raggiungerà, più tardi, la piena liberazione.
Mentre fissavo il progetto con la mia più grande attenzione, Manasses continuava:
– Come osserviamo, la giustizia si realizza sempre; ma, quando si dispone lo Spirito alla necessaria trasformazione nel Signore, si attenua il rigore del processo redentore. Lo stesso Pietro ci ricordò, secoli fa, che “l’amore copre una moltitudine di peccati.”
Esaminai, impressionato, il piano educativo e siccome non trovavo parole sufficienti per illustrare la mia ammirazione per la sua chiarezza, rimasi in silenzio pienamente commosso.
Comprendendo il mio stato d’animo, il compagno aggiunse:
– Sono innumerabili i progetti di corpi futuri nei nostri settori di servizio. Sembra che la maggioranza dei malati nella carne, siano anime che lavorano nell’immensa opera di conquista di sé stessi. Nessuno tradisce la Volontà di Dio nei processi evolutivi senza incorrere in pesanti compiti di rettifica; e tutti quelli che cercano di ingannare la Natura, quadro legittimo delle leggi divine, finiscono per ingannare sé stessi. La vita è una sinfonia perfetta. Quando cerchiamo di stonarla nell’ambito delle note che dobbiamo emettere per la sua massima glorificazione, siamo costretti a rimanere fermi nel pesante servizio di ricomposizione dell’armonia spezzata.
Rimasi alcuni giorni in quell’istituzione benefica, comprendendo che l’esistenza umana non è un atto accidentale e che, nel piano dell’ordine divino, la giustizia esercita il suo ministero tutti i giorni, ubbidendo all’alto disegno che ordina la somministrazione dei doni della vita “a ciascuno secondo le sue opere.”
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 11 febbraio 2019, 22:03

13
Reincarnazione
Quando Alessandro mi invitò a visitare, in sua compagnia, l’ambiente domestico di Adelino e Rachele, dove avrebbe avuto luogo la reincarnazione di Sigismundo, mi sentii felice ed emozionato. Dal mio spirito emanava una profonda allegria, giacché era la prima volta che avrei avuto conoscenza diretta del fenomeno della reincarnazione. Dai primi tempi di studio nel campo della Medicina, mi affascinavano le leggi biogenetiche. Tuttavia, non ebbi mai l’occasione di intensificare osservazioni e fare esperienze specialistiche. Nella colonia spirituale alla quale mi condussero la Provvidenza di Dio e la generosa intercessione degli amici, avevo ricevuto molte volte lezioni sul tema; ma, fino a allora, non avevo visto mai, da vicino, il processo di immersione dell’entità disincarnata nel campo della materia densa.
Per questo motivo accompagnai il servizievole orientatore con gradevole e ansiosa aspettativa.
Alessandro mi spiegò, per eccesso di gentilezza, che in un altro tempo aveva ricevuto molti favori dai personaggi coinvolti in quel caso di reincarnazione e che si sentiva felice per l’opportunità di esser loro utile. Commentò le difficoltà del servizio di liberazione spirituale ed esaltò la legge del bene, che chiama tutti i figli della Creazione al concorso fraterno e ai servizi “intercessori”.
Dopo la confortante e istruttiva conversazione, raggiungemmo la casa di Adelino, deliziosamente situata in un casale pittoresco vicino alla città, come un nido grazioso, circondato da ricca vegetazione.
Erano approssimativamente le diciotto.
Con sorpresa, vidi che Ercolano ci aspettava sulla porta. L’istruttore mi disse che aveva informato l’amico della nostra visita, raccomandandogli che portasse Sigismundo per realizzare il lavoro di riavvicinamento.
Il compagno ci salutò affettuosamente e si rivolse al mio orientatore, chiarendo:
– Sigismundo è venuto con me e ci aspetta dentro.
– È stata un’eccellente decisione – disse Alessandro, di buon umore –, consacrerò ai nostri amici la mia notte. Vedremo quello che è possibile fare.
Entrammo.
La coppia Adelino – Rachele consumava il pasto del pomeriggio vicino ad un bambino, nel quale individuai il primogenito della casa. Non lontano, sistemato su una poltrona, riposava un’entità che si alzò immediatamente percependo la nostra presenza, andando incontro al mio orientatore che gli aprì affettuosamente le braccia.
Ercolano, vicino a me, mi spiegò discretamente:
– È Sigismundo.
Vidi il disincarnato abbracciare Alessandro, piangendo convulsamente. L’istruttore lo accolse come un padre e dopo averlo ascoltato per alcuni minuti, gli disse compassionevole:
– Calmati amico mio! Chi non ha le sue lotte, i suoi problemi, i suoi dolori? E se tutti siamo debitori, gli uni degli altri, non sarà motivo di giubilo e di glorificazione ricevere le sublimi possibilità di riscatto e di pagamento? Non piangere! I nostri fratelli stanno mangiando. Non dobbiamo perturbarli emettendo forze magnetiche di scoraggiamento.
E ricollocandolo nell’ampia poltrona, come se Sigismundo fosse debole e infermo, continuò:
– Sii coraggioso. La prossima opportunità è divina per il tuo futuro spirituale. Organizzeremo le cose, non avere dubbi.
– Tuttavia, amico mio – disse l’interlocutore, bagnato di lacrime – presagisco grandi ostacoli.
E sottolineava in tono umile:
– Riconosco che fui un grande criminale, ma voglio redimere le mie vecchie colpe. Adelino, nonostante le promesse che fece nella sfera spirituale, si dimenticò, nella presente ricapitolazione il perdono ai miei vecchi errori…
Alessandro che lo ascoltava intenerito, sorrise paternamente e disse:
– Andiamo, Sigismundo, perché avvelenare il cuore? Perché non provi tu a perdonare questa volta? Non complicare la tua situazione adottando un ingiustificabile scoraggiamento. Eleva le tue energie, amico mio! Mettiti nei panni dell’ex avversario, vittima, in un altro tempo, del tuo atto impulsivo! Non incontrerebbe, forse, le stesse difficoltà? Mantieni la calma e la prudenza: non perdere la benedetta occasione di tollerare qualcosa di sgradevole ai tuoi sentimenti, al fine di riparare al passato e servire le necessità del presente. Andiamo, riequilibrati! Il momento è di gratitudine a Dio e di armonia con i simili…!
Sigismundo si asciugò gli occhi, sorrise con sforzo e mormorò:
– Hai ragione.
Ercolano, che lo contemplava intenerito, entrò nella conversazione, aggiungendo:
– È stato molto abbattuto, scoraggiato…
– È naturale – disse Alessandro con decisione –, perché in tali circostanze, l’individuo soffre certi squilibri, in vista delle necessità del ritorno alla carne; ma Sigismundo è andato molto lontano con il fenomeno, accentuando le proprie sofferenze, con aspettative e ingiustificate inquietudini.
Fissando più attentamente la sua attenzione alla coppia che restava al tavolo, disse affettuosamente:
– Osserviamo Adelino e Rachele. Vediamo la cooperazione che possono ricevere.
Lo accompagnammo in silenzio.
Il capo della casa rimaneva taciturno, conversando con la sposa solo a monosillabi. Si notava che la compagna si sforzava; nonostante ciò, lui continuava quasi scontroso.
– Non si è concluso l’affare che speravi? – interrogò la moglie, tentando una conversazione affettuosa.
– No – le rispose seccamente.
– Ma, sei comunque interessato?
– Sì.
– Viaggerai la prossima settimana, nel caso in cui non si concluda l’affare prima di domenica?
– Forse.
La moglie fece una lunga pausa, un po’ scoraggiata, aggiungendo subito:
– Che scuse presenta la Compagnia per un simile ritardo?
Il marito la guardò freddamente e rispose laconico:
– Nessuna.
A questo punto, Alessandro fece un cenno molto eloquente con la testa e preoccupato ci disse:
– Veramente, la condizione spirituale di Adelino è delle peggiori, perché il sublime amore dell’altare domestico cammina molto lontano quando i coniugi perdono il gusto di conversare tra di loro. In un simile stato psichico, in nessun modo potrà essere utile ai nostri propositi.
Alessandro si alzò, fece alcuni passi attorno alla piccola famiglia e si diresse a noi affermando:
– Cercherò di svegliare le fibre sensibili del cuore, con il fine di prepararlo convenientemente affinché possa sentirci questa notte.
E dicendo questo, l’affezionato orientatore si avvicinò al bambino, un bel ragazzino di circa tre anni e gli collocò la destra sul cuore. Vidi che il piccolo sorrise mostrando una nuova lucentezza nei suoi occhi azzurri, dicendo con inflessione di infinito affetto:
– Mamma, perché papà è triste?
Il padrone di casa alzò la testa con sorpresa, nello stesso momento in cui la moglie rispondeva, commossa:
– Non lo so Giovannino. Deve essere preoccupato per gli affari, figlio mio.
– E che cosa sono gli affari mamma? – tornò a domandare l’ingenua creatura.
– Sono le battaglie della vita.
Il bambino guardò la sua mamma con attenzione e domandò di nuovo:
– Papà è allegro al lavoro?
– Sì – rispose la signora sorridendo.
– E perché è triste in casa?
Mentre il padre seguiva il dialogo, molto colpito, la moglie affettuosa chiarì al bambino con pazienza:
– Nelle battaglie di ogni giorno, Giovannino, tuo papà deve stare sereno con tutti e non deve offendere nessuno. Quella che ti sembra tristezza, è stanchezza da lavoro. Quando lui torna a casa, porta con sé molte preoccupazioni. Se tuo padre deve mostrarsi in strada cordiale e allegro con tutti, per non ferire gli altri, non succede lo stesso qui, dove si trova a suo agio per riflettere sui problemi che lo concernono da vicino. Questa è la casa, figlio mio, dove ha il diritto di non nascondere le sue intime preoccupazioni…
Il bambino ascoltò attento, dividendo i suoi sguardi affettuosi tra il padre e la madre e disse:
– Che pena! Vero, mamma?
Il capo della piccola famiglia, toccato nelle fibre più recondite dell’anima per la tenerezza del figlio e per la sincera umiltà della compagna, sentì che la nuvola di ombra dei suoi pensieri, lasciava spazio a sensazioni di riposo e di sollievo riconfortante. Sorrise improvvisamente trasformato e si rivolse al piccolo, con nuova inflessione di voce:
– Che idea è questa Giovannino? Non mi sento rattristato. Inoltre, sono molto contento, come nell’ultimo giorno della nostra escursione in montagna! Tua mamma ti ha spiegato molto bene quello che mi succede. Quando tuo papà è silenzioso non vuole dire che sia rattristato. A volte, è necessario tacere per pensare meglio.
La padrona di casa fece un ampio sorriso, osservando il cambiamento improvviso del compagno. A sua volta, il bambino non dissimulava la sua gioia nel suo aspetto infantile; e quando il padre finì le affettuose spiegazioni, sempre avvolto nelle irradiazioni magnetiche del buon istruttore, si rivolse nuovamente al capo della casa, domandando:
– Papà, perché non vieni a pregare di sera con me?
Il padre scambiò un espressivo sguardo con la moglie e disse:
– Ho avuto sempre molto da fare la sera ma oggi tornerò prima per accompagnarti nelle preghiere.
E sorridendo con paterna allegria, aggiunse:
– Sai già pregare da solo?
Il piccolo rispose, soddisfatto:
– Mamma mi insegna tutte le notti a pregare per te. Vuoi vedere?
E, abbandonando le posate, guardò istintivamente verso l’alto e con le mani giunte, recitò:
– “Dio, conserva papà nelle strade della vita, dà a lui la salute e donagli tranquillità e coraggio nelle battaglie di ogni giorno! Che così sia!”
Il padre, che si presentava tanto impenetrabile e rude al principio, mostrò i suoi occhi colmi di lacrime, sensibilizzato nelle fibre più intime e guardando teneramente il figlio, mormorò:
– Sei molto maturo. Oggi, Giovannino, pregherò anch’io.
Con l’anima serena, ora Adelino contemplò la compagna, orgoglioso di possedere la sua devozione e disse:
– Le parole di Giovannino mi hanno fatto molto bene. Avevo il cuore sconfortato, oppresso. Io stesso non saprei definire il mio stato d’animo… da molti giorni, le mie notti sono agitate, piene di afflizioni e di incubi! Ho sognato che qualcuno mi si avvicina, sistematicamente, come un vigoroso nemico. A volte rendo grazie a Dio, al risveglio alla mattina, perché mi sento meglio affrontando le maschere umane che lottando durante notti intere in sogni crudeli…
La moglie sorpresa, osservò affettuosa:
– Credo che tu debba riposare un po’…
Commosso davanti alla delicatezza della donna, Adelino continuò:
– Ho dubitato di me stesso. Non appena vado a letto, sento istintivamente che un’ombra mi si avvicina. Mi addormento con incredibile ansia e l’incubo comincia, senza che io sappia coscientemente spiegarmelo.
– E i sogni sono sempre gli stessi?
– Sempre – egli rispose con emozione –; vedo che un uomo mi si avvicina, estendendo le mani, come se fosse un volgare mendicante implorando soccorso, ma osservando la sua fisionomia, un inspiegabile terrore mi invade lo spirito… Ho l’impressione che egli desideri assassinarmi alle spalle… In certe occasioni cerco di tendergli le mani, vincendo la sensazione di paura; ma finisco sempre per fuggire, tra un miscuglio di odio e di ripugnanza. Oh! Che incubi lunghi e terribili.
E modificando il tono della voce, aggiunse:
– Ammetto che mi trovo sotto forti squilibri nervosi, ma non posso trovare la causa…
– Perché non ti sottoponi a un buon trattamento medico? – domandò affettuosamente la moglie.
Il marito pensò durante alcuni secondi, come se il suo spirito vagasse attraverso lontani ricordi. Subito, fissando nella sua compagna i suoi occhi molto brillanti, disse:
– Forse non devo ricorrere ai medici. È possibile che nostro figlio abbia ragione… Le lotte materiali del mondo, mi hanno imposto la dimenticanza della fede in Dio. Quanti anni saranno che ho abbandonato la preghiera?
Pensoso e con gli occhi umidi, proseguì:
– Quando ero bambino, mia madre mi educava nella scienza della preghiera. Insegnandomi a piegarmi davanti alla volontà dell’Eccelso, sentivo la Bontà Divina in tutte le cose e mi inginocchiavo vicino alla mia affettuosa madre, implorando le benedizioni dell’Alto… Dopo vennero le emozioni dei sensi, le sfida con i malvagi, la difficile esperienza della lotta per il pane quotidiano… Da allora persi la fede pura, ora sento la necessità di riacquistarne.
La moglie asciugò le sue lacrime, commossa. Da molti anni non osservava nel compagno simili dimostrazioni emotive. Si alzò, emozionata e disse con tenerezza:
– Torna più presto oggi così preghiamo insieme. E cercando di imprimere note di allegria alla conversazione chiamò Giovannino, dicendo:
– Giovannino, papà pregherà con noi oggi.
Il volto del bambino si illuminò con intraducibile allegria. Contemplò la mamma intenerita e osservò:
– Allora, mamma, dirò tutte le preghiere che so già.
Dopo avere mangiato, sperimentando un diverso stano d’animo, Adelino salutò con una delicatezza che Ercolano giudicò inusuale.
Alessandro, molto soddisfatto, affermò, dopo avere restituito il bambino alle attenzioni materne:
– Fortunatamente, i nostri servizi preparatori si manifestano con eccellenti promesse. Abbiamo ottenuto abbastanza in pochi minuti.
Da parte mia, posso dire che era immensa la sorpresa che invadeva il mio spirito. Perché tante attenzioni? Alessandro e altri benefattori tanto elevati quanto lui, non potevano organizzare tutti i servizi relativi alla reincarnazione di Sigismundo? Non erano signori di grande potere su tutti gli ostacoli?
Ma, desiderando rispondere alle mie domande intime, l’istruttore parlò affabilmente a Ercolano, in questi termini:
– Non dobbiamo né possiamo forzare nessuno, perché abbiamo bisogno della disponibilità di Adelino, per realizzare il nostro lavoro.
Di seguito, passò a orientare Sigismundo a proposito della condotta mentale, consigliandolo che si preparasse con tutti le risorse alla sua portata, affinché avesse successo nella sua prossima esperienza. Altri amici spirituali dei personaggi di questo dramma tra due sfere arrivarono al nido domestico, accentuandosi l’allegria e il cameratismo fraterno. La presenza del nostro istruttore sembrava un incentivo per l’entusiasmo generale. Alessandro sapeva condurre una elevata discussione e comunicava il suo prezioso ottimismo a tutti i compagni. Si commentava la difficoltà della reincarnazione con attenzione ai conflitti vibratori causati per l’incomprensione delle creature terrestri, quando il capo famiglia tornò a casa, interessato a coltivare le dolci emozioni di quel giorno.
Gradevolmente sorpresi, la moglie e il figlio gli fecero molti complimenti iniziando una nuova conversazione riconfortante ed educativa. Fecero un’ora di buona lettura e di eccellente scambio di idee, rinnovando, Adelino, i suoi propositi di riacquistare la propria serenità intima, attraverso una maggiore comunione spirituale con la piccola famiglia.
Quando l’affettuosa mamma ricordò al piccolo la necessità di ritirarsi, Giovannino ricordò la promessa paterna e chiese:
– Sa papà quello che dobbiamo fare prima della preghiera?
Il padrone di casa sorrise e gli chiese spiegazioni. Il bambino, con sorprendente vivacità, chiarì:
– Dice la mamma che dobbiamo chiamare i messaggeri di Dio affinché ci assistano.
– Bene – disse il padre di buon umore –, chiamali affinché accorrano in nostro aiuto.
Il piccolo pronunciò alcune parole di invito, con le sue mani giunte e subito si raccolsero i tre, nell’intimità del loro cuore.
Alessandro, che sembrava molto soddisfatto dal chiarimento spontaneo del bambino, ci disse:
– Siamo invitati a partecipare alle loro più intime preghiere. Accompagniamoli.
In quel momento il nostro gruppo era aumentato con tre entità amiche di Rachele che erano venute fin lì, convocate sempre da Ercolano, con il fine che cooperassero nella soluzione del tema.
Il quadro interno era molto commovente. Il piccolino si mise in ginocchio facendo la preghiera domenicale con infantile emotività. Adelino e la compagna seguivano la sua preghiera con grande attenzione. Da parte nostra continuammo in silenzio, osservando e collaborando con le migliori forze dei nostri sentimenti, in questo servizio spirituale.
Notai che la moglie era circondata da intensa luminosità che, partendo dal suo cuore, avvolgeva il marito e il piccolino in soavi irradiazioni. Molto emozionato, Adelino si lasciò sfuggire una furtiva lacrima quando il figlio, finendo le preghiere, di poche parole ma grandiose
in spiritualità, gli baciò affettuosamente le mani. Dopo pochi minuti tutti si ritiravano sotto le coperte, felici e tranquilli.
In quell’istante, Alessandro disse:
– Ora, amici miei, facciamo il nostro servizio di preghiera cooperatrice. Dobbiamo conversare seriamente della situazione con Adelino.
A voce alta l’orientatore chiese la protezione divina per quella coppia, accompagnato da noi in profondo silenzio. Le vibrazioni del nostro pensiero in preghiera, si condensarono come particelle di luminose sostanze, riunendosi in un tutto e spargendosi sul letto coniugale, come correnti sottili di forze magnetiche tonificanti e rigeneranti.
Allora, vidi Rachele abbandonare il suo corpo fisico, avvolta in luminose irradiazioni, sembrando estranea alla situazione. Spensierata e felice, abbracciò una delle entità che ci accompagnavano, una signora anziana che Alessandro ci aveva presentato poco prima, dichiarando che si trattava della nonna materna della padrona di casa. L’anziana disincarnata, invitò la nipote a rimanere unite in preghiera e Rachele annuì con visibile allegria.
La moglie di Adelino sembrava percepire solo la presenza dell’amata anziana. Fissava lo sguardo su di noi senza vederci, come se non fossimo lì. Stupito da questo fatto, mi rivolsi all’istruttore chiedendogli spiegazioni.
Alessandro non si fece pregare e benché il servizio in corso fosse importante, mi chiarì delicatamente:
– Non ti sorprendere. Ognuno di noi deve avere la possibilità di vedere solo quello che ci dia legittimo profitto. Inoltre, non sarebbe giusto intensificare la percezione della nostra amica affinché ci accompagni nel lavoro di questa notte. Lei ci soccorrerà con il valore della preghiera, ma non dovrà seguire da vicino i chiarimenti che la condizione del marito richiede. Colui che fa quello che può, riceve il salario della pace. Rachele sta facendo quanto le è possibile per riuscire con successo nell’adempimento degli obblighi che la portarono al mondo; per questo non deve essere informata né perturbata. Aspettiamo Sigismundo e Adelino.
Soddisfatto dei chiarimenti ricevuti e ammirando la Giustizia Divina che così si manifestava nei minimi particolari dalle nostre attività spirituali, osservai che la compagna di Adelino si manteneva, non lontano da noi, in fervida preghiera.
In questo momento il marito di Rachele si allontanava dal corpo fisico, pesantemente. Non presentava, come la sua consorte, un alone radiante attorno alla sua persona, sembrava muoversi con estrema difficoltà. Mentre il suo sguardo vagava per la stanza, angosciato e pauroso, Alessandro si avvicinò a me e osservò:
– Stai esaminando la lezione? Osserva le singolarità della vita spirituale. Adelino e Rachele sono Spiriti associati da molte esistenze in comune, condividendo lo stesso calice di dolori e le stesse allegrie terrestri. Attualmente, i loro corpi riposano uno a fianco all’altro, nello stesso letto; tuttavia, ognuno vive in un piano mentale diverso. È molto difficile che si trovino riuniti nei legami domestici, anime della stessa sfera. Rachele, slegata, fuori dal veicolo della carne, può vedere la nonnina con la quale si trova legata nello stesso circolo di elevazione. Adelino, al contrario, potrà solamente vedere Sigismundo con il quale si trova magneticamente
legato dalle forze di quell’odio che egli lasciò, imprudentemente, svilupparsi di nuovo, nel suo cuore…
Tuttavia, la parola dell’orientatore fu interrotta da un grido terrificante. Adelino, sospettoso, aveva identificato la presenza del vecchio avversario, e, impaurito, inutilmente cercava di correre. Si muoveva con estrema difficoltà, ansioso di tornare nel corpo fisico alla maniera della creatura timorosa cercando un rifugio, ma Alessandro, avvicinandosi a lui con amorevole autorità, estese le sue mani, dalle quali uscivano grandi scintille di luce. Avvolto dai raggi magnetici, il marito di Rachele si mise a tremare, sentendo che stava vedendo qualcosa di più che la figura dell’ex nemico. Subito, grazie alle vigorose emissioni magnetiche di Alessandro, poté vedere il nostro venerabile orientatore, con il quale entrò direttamente in sintonia, cadendo in ginocchio in un pianto convulsivo. Osservai il pensiero di Adelino in questo momento commovente e percepii che egli associava la visione radiante alle preghiere di suo figlio. Vedeva la strana figura di Sigismundo e la risplendente presenza di Alessandro e faceva uno sforzo intraducibile per ricordarsi di qualcosa del lontano passato che la sua memoria non riusciva a collocare con esattezza. Suppose, naturalmente che il nostro mentore doveva essere un emissario del Cielo per salvarlo degli incubi crudeli e, offuscato per l’intensa luce, singhiozzava in ginocchio, tra la paura e il giubilo, supplicando pace e protezione.
Il benevolo istruttore si rivolse a lui, con la serenità di un padre affettuoso e sperimentato e alzandolo, esclamò:
– Adelino conserva la pace che ti portiamo in nome del Signore!
E stringendolo sul suo petto amico, continuò:
– Che cosa temi fratello mio?
Alzò gli occhi in lacrime indicando Sigismundo, triste e aggiunse in modo commosso:
– Messaggero di Dio, liberami da questo infelice incubo! Se sei venuto per le preghiere del mio innocente figlio, aiutami per carità!
E indicando il povero amico, continuava:
– Questo fantasma mi fa impazzire! Mi sento ammalato, sventurato…!
Ma Alessandro, guardandolo fermamente, domandò:
– È così che ricevi i fratelli infelici? È così che ti comporti, davanti ai propositi supremi? Dove hai messo i principi di solidarietà umana? Perché fuggire dai più sfortunati della vita? È sempre molto facile amare gli amici, ammirare i buoni, comprendere gli intelligenti, difendere i famigliari, lodare gli affetti, conservare quelli che ci stimano, esaltare i giusti ed elogiare gli eroi conosciuti; ma se siamo rispettabili per simili atteggiamenti intimi, è doveroso riconoscere che essi sono risultati di un servizio realizzato durante il nostro processo evolutivo. Noi, amico mio, non abbiamo ancora raggiunto la redenzione finale. Per questo la tempesta è la nostra benefattrice; la difficoltà, la nostra maestra; l’avversario, un istruttore efficiente. Modifica le vibrazioni dei tuoi pensieri! Ricevi con carità il mendicante che bussa alla tua porta anche se non hai ancora acquisito abbastanza luce da riceverlo con l’amore che Gesù ci insegnò!
Impressionato dalle parole ascoltate, pronunciate con inflessione di tenerezza paterna, Adelino, piangendo copiosamente, si girò verso Sigismundo, guardandolo di fronte. Alessandro, come se volesse approfittare del suo nuovo atteggiamento, disse:
– Osserva il poveretto che ti chiede soccorso! Osserva il suo stato di umiliazione e di necessità. Immaginati nella sua posizione e rifletti! Non ti ferirebbe l’indifferenza degli altri? La crudeltà altrui non ti avrebbe lacerato l’anima? Ti piacerebbe che qualcuno ti classificasse come fantasma, solamente per le tue dimostrazioni di sofferenza? Adelino, amico mio, apri le porte del cuore a quelli che ti cercano in nome del Padre Onnipotente.
L’interpellato si girò come una creatura timorosa e guardando il generoso mentore, esclamò:
– Oh, messaggero dei Cieli! Ho paura, molta paura…! C’è qualcosa tra quest’uomo ombra e me, che mi costringe ad una profonda avversione! Mi sembra che desideri rubarmi la vita, annichilire la mia felicità familiare, avvelenare il mio cuore per sempre…!
Compresi che l’avvicinamento di Sigismundo risvegliava in Adelino reincarnato le reminiscenze del passato oscuro. Lui, vittima in un altro tempo, non riusciva a localizzare i fatti vissuti, ma sperimentava, nel piano emotivo, ricordi imprecisi degli avvenimenti, pieni di dolorosa ansietà.
Terminato il breve intervallo, Alessandro obiettò:
– Non devi permettere l’intromissione di forze negative distruttrici nel campo intimo dell’anima. È sempre possibile trasformare il male in bene, quando c’è ferma disposizione della creatura nel servizio di fedeltà al Signore. Considera, amico mio, le grandi verità della vita eterna! Anche se questo fratello ti cercasse in qualità di avversario, anche se lui ti sollecitasse come nemico feroce, dovresti aprirgli lo spirito fraterno! Ogni riconciliazione è difficile quando siamo ignoranti nella pratica dell’amore, ma senza la riconciliazione umana non sarà mai possibile la nostra integrazione gloriosa con la Divinità!
Vedendo che il marito di Rachele piangeva copiosamente, l’orientatore disse:
– Non piangere! Equilibra il tuo cuore e approfitta di questa sacra opportunità…!
Allora, Adelino asciugandosi le lacrime chiese umilmente:
– Aiutami per l’amor di Dio!
Sentendo la sua profonda sincerità, l’istruttore invitò Sigismundo ad avvicinarsi. Egli si alzò, barcollante, angosciato.
Proteggendo l’ex vittima, Alessandro gli indicò la figura dell’ex assassino, presentandoglielo:
– Questo è il nostro amico Sigismundo che ha bisogno della tua cooperazione nel servizio redentore. Estendigli le tue mani fraterne e servilo nel nome di Gesù!
Adelino non titubò e, benché dovesse realizzare un grande sforzo intimo, visibile alla nostra percezione spirituale, strinse la destra dell’ex avversario, profondamente commosso.
– Mi perdoni, fratello! – mormorò Sigismundo, con infinita umiltà. – Il Signore la ricompenserà per il bene che mi fa…!
Il marito di Rachele lo guardò agli occhi, come volendo dissipare le ultime ombre di incomprensione e disse:
– Sono a tua disposizione… sarò tuo amico…!
L’ex omicida si inchinò rispettoso e gli baciò le mani. L’atto spontaneo di Sigismundo lo conquistò. Non poteva essere cattivo quello Spirito angosciato e triste che gli baciava le mani con venerazione e affetto. Fu allora che vidi un fenomeno singolare. L’organismo perispirituale di Adelino sembrava liberarsi da pesanti nuvole che si rompevano dall’alto in basso, rivelando le loro caratteristiche luminose. Soavi irradiazioni circondavano ora, come un’aureola, la sua personalità, lasciando percepire la sua condizione elevata e nobile.
Ercolano, al mio fianco, mi disse in tono discreto:
– Il perdono di Adelino fu sincero. Le ombre dense di quell’odio sono state effettivamente dissipate. Dio sia lodato!
Alessandro abbracciò le due anime riconciliate, rinnovando loro fraterne osservazioni, piene di saggezza e tenerezza. Subito, preparandosi a uscire in nostra compagnia, raccomandò al marito di Rachele di smettere di lottare. Notai che marito e moglie, spinti dagli amici spirituali presenti, tornavano ai loro corpi fisici con il fine di scambiare impressioni relative ai fatti che sarebbero classificati come sogni, secondo il modello mentale di ciascuno.
Alessandro, ritirandosi soddisfatto, commentò paternamente:
– Con l’aiuto di Gesù, il compito è stato realizzato con successo.
E guardando Sigismundo, aggiunse:
– Credo che la prossima settimana potrai iniziare il tuo servizio definitivo di reincarnazione. Ti accompagneremo affettuosamente. Non avere paura.
Mentre Sigismundo sorrideva, rassegnato e fiducioso, l’orientatore si rivolse a Ercolano e commentò:
– Ho già osservato il progetto relativo all’organismo fisico che il nostro amico riceverà nel futuro, verificando da vicino le immagini del disturbo al cuore di cui soffrirà nell’età matura, come conseguenza della mancanza commessa nel passato. Sigismundo sperimenterà grandi perturbazioni dei nervi cardiaci, maggiormente dei nervi del tono cardiaco48. Tuttavia – e in questo momento concentrò tutta la sua attenzione sull’interessato –, è necessario che tu gli
48 Fenomeno acustico prodotto dall’attività cardiaca e rilevabile mediante l’ascoltazione. I toni cardiaci sono dovuti essenzialmente al rapido spostamento di sangue (accelerazione) o al suo arresto (decelerazione).
faccia vedere che le prove del riscatto legittimo portano l’anima incarnata a situazioni pericolose e difficili nella reiterazione delle esperienze; ma non obbligano a nuove cadute spirituali, quando disponiamo di vera buona volontà nel lavoro di elevazione. L’apprendista applicato può guadagnare molto tempo e conquistare immensi valori se, in realtà, cerca di comprendere le lezioni e metterle in pratica. La giustizia divina mai si esercita senza amore. Quando la fedeltà sincera al Signore rimane viva nel cuore degli uomini, c’è sempre un posto per “accrescere la misericordia” alla quale si riferiva Gesù nel suo apostolato.
Di seguito, invitandomi ad accompagnarlo, Alessandro salutò gli altri, dicendo:
– Torneremo a vederli il giorno dell’unione iniziale di Sigismundo con la materia fisica. È necessario cooperare, in quest’occasione, con i nostri amici Costruttori ai quali chiesi che mi presentassero le mappe cromosomiche relative ai servizi che cominceranno.
Ci separammo. Ed io torturato da una strana curiosità, in considerazione di quelle cure estreme affinché Adelino e Sigismundo si riconciliassero prima del riavvicinamento dei legami della carne, non potei contenere le domande che mi tormentavano lo spirito. Non sarebbe lecito facilitare la reincarnazione del bisognoso, senza più ritardi? Perché tanta dimostrazione di affetto verso il marito di Rachele, se era lui, quello che avrebbe dovuto sentirsi soddisfatto di potere cooperare nella sublime opera di redenzione? Non disponevamo di sufficiente potere per rompere tutte le resistenze?
Alessandro mi ascoltò pazientemente, mostrò un sorriso paterno e rispose:
– Il tuo stupore è naturale. Perché ancora non ti sei abituato ai lavori di soccorso o di organizzazione in questo lato della vita.
E dopo una piccola pausa, disse:
– Ogni uomo, come ogni Spirito, è un mondo a parte e ogni mente è come un cielo…Dal firmamento scendono i raggi del sole e le piogge benefiche per l’organizzazione planetaria, ma anche nell’istante della lotta degli elementi atmosferici, da quello stesso cielo arrivano scintille distruttrici. Così è la mente umana. In essa nascono le forze equilibrate e restauratrici per i miliardi di cellule dell’organismo fisico; ma, quando è perturbata, emette raggi magnetici di alto potere distruttivo per le comunità cellulari che la servono. Il pensiero avvelenato di Adelino distruggeva la sostanza delle caratteristiche fisiche dell’ereditarietà, intossicando la cromatina dentro la propria borsa seminale. Adelino poteva rispondere alle chiamate della Natura, consacrandosi all’unione sessuale, ma non avrebbe raggiunto i sacri obiettivi della Creazione, perché, le deplorevoli disposizioni della sua vita intima, stavano annichilendo le cellule creatrici sul nascere e, benché non le annichilissero completamente, intossicava i geni del carattere, ostacolando la nostra azione… Ora, nel caso di Sigismundo, unito a lui in un attivo processo di redenzione, non abbiamo potuto dispensargli l’assistenza amorosa e fraterna. Da lì, la necessità di questo lavoro immenso per svegliare in Adelino i valori affettivi. Solamente l’amore dà la vita, l’allegria e l’equilibrio. Modificato nella sua posizione intima Adelino emetterà, d’ora in poi, forze magnetiche protettrici agli elementi destinati all’elevato servizio della procreazione.
Il discorso dell’orientatore non poteva essere più logico. Cominciavo, ora, a comprendere il senso sublime del lavoro che si realizzava affinché il marito di Rachele si facesse più umano e più dolce. Siccome non trovavo espressioni per definire il mio stupore, Alessandro sorrise, dicendo dopo un lungo intervallo:
– Come puoi osservare, non esistono qui miracoli senza il minimo sforzo. Quando insegniamo la necessità della pratica dell’amore in ogni luogo, non procediamo ubbidendo a meri principi di natura religiosa, bensì attendendo imperativi reali della vita stessa.
Nel corso dei suoi chiarimenti, allusivi all’interessante caso di Sigismundo, il buon istruttore trattava temi di grande rilevanza per me. Menzionò l’unione sessuale e designò il lavoro creatore come suo obiettivo sacro. Non sarebbe questo il momento più opportuno per approfondire un tema così delicato? Lo sommersi di domande ansiose. Alessandro non si mostrò sorpreso e ascoltò le mie inquietudini con imperturbabile serenità. Quando mi posi in atteggiamento di attesa, rispose gentilmente:
– Il sesso è stato vilipeso dalla maggioranza degli uomini reincarnati sulla Terra, è molto difficile per noi, per adesso, fare chiarezza nel raziocinio umano con riferimento al tema. Basta dire che la sessualità, per la maggioranza degli uomini e delle donne terrestri, si avvicina troppo alle manifestazioni di questa natura tra gli animali. Nel capitolo delle relazioni di questo tipo, c’è molta incoscienza scellerata e sistematica indifferenza alle Leggi Divine. Da questo punto di vista, non sarebbe ragionevole qualsiasi commento da parte nostra. Si tratta di un dominio dei rozzi istinti, in cui molte ammirabili intelligenze preferiscono rimanere nelle basse correnti evolutive. È innegabile che anche lì funzionino i servizi degli abnegati costruttori spirituali che collaborano nella formazione basica dei corpi destinati a servire alle entità che si reincarnano nei circoli più grossolani. Tuttavia è necessario considerare che il servizio, in una simile sfera, è effettuato in massa, con le caratteristiche di un meccanismo primitivo. L’amore, nei piani più bassi, è come l’oro nascosto in mezzo ai residui rocciosi che esige grande sforzo e laboriosa esperienza per essere rivelato agli intenditori. Ma, tra le creature che si avviano alle cime dell’elevazione, l’unione sessuale è molto differente. Rappresenta lo scambio sublime delle energie spirituali, simbolizzando l’alimento divino per l’intelligenza e per il cuore e forza creatrice non solamente di figli carnali, ma anche di opere e generose realizzazioni dell’anima per la vita eterna.
Alessandro fece una leggera pausa, sorrise paternamente e continuò:
– Ricorda, André, che mi riferivo agli obiettivi sacri della Creazione e non esclusivamente al lavoro di procreare. La procreazione è uno dei servizi che può essere realizzato da colui che ama, senza essere oggetto esclusivo delle unioni. Lo Spirito che odia o che si impiega in posizione negativa davanti alla Legge di Dio, non può creare la vita superiore in nessun luogo.
Compresi che era molto difficile spiegare il problema ma come se desiderasse dissolvere tutti i miei dubbi, il generoso istruttore, dopo una breve interruzione, proseguì:
– È necessario ampliare la concezione del sesso, astenendoci d’inquadrarlo solamente in determinati organi del corpo transitorio delle creature umane. Vediamo il sesso come qualità attiva o passiva, trasmettitrice o ricevitrice dell’anima. Giunti a questa comprensione, verifichiamo che ogni manifestazione sessuale evolve con l’essere. Mentre ci immergiamo nel pozzo delle vibrazioni pesanti e velenose, sperimentiamo, in questo campo, solamente sensazioni. Man mano che ci incamminiamo verso l’equilibrio, raccogliamo materiale di esperienze vantaggiose, opportunità di rettifica, forza, conoscenza, allegria e potere. Armonizzandoci con le leggi supreme, troviamo l’illuminazione e la rivelazione, mentre gli Spiriti Superiori acquisiscono i valori della Divinità. Sostituiamo le parole “unione sessuale” con “unione delle qualità” e osserveremo che tutta la vita universale si basa su questo fenomeno divino la cui causa risiede in Dio stesso, Padre Creatore di tutte le cose e di tutti gli esseri.
Le parole di Alessandro aprivano nuovi orizzonti al mio pensiero. Nel mio campo mentale diventavano chiare le questioni oscure del tema. Facendomi capire che gli intervalli nella conversazione mi servivano a darmi tempo per riflettere, il benevolo orientatore continuò, dopo una lunga pausa.
– Questa “unione delle qualità” tra gli astri si chiama magnetismo di attrazione planetario, tra le anime, si denomina amore e tra gli elementi chimici, è conosciuta per affinità. Pertanto, non sarebbe possibile ridurre simile fondamento della vita universale, circoscrivendolo a mere attività di certi organi del corpo fisico. La paternità o la maternità sono compiti sublimi; tuttavia, non rappresentano gli unici servizi divini nel settore della Creazione infinita. L’apostolo che produce nei domini della Virtù, della Scienza o dell’Arte, si avvale degli stessi principi di scambio, con la differenza dei piani, perché, per lui, lo scambio di qualità accade nelle sfere superiori. Ci sono fecondazioni fisiche e fecondazioni psichiche. Le prime esigono le disposizioni della forma corporea, col fine di attendere, in via provvisoria, le esigenze della vita, nel campo delle necessarie esperienze. Le seconde, prescindono dalla prigione delle limitazioni e si effettuano nei risplendenti domini dell’anima, in un processo meraviglioso di eternità. Quando ci riferiamo all’amore dell’Onnipotente, quando sentiamo sete del Divino, i nostri spiriti non procurano altra cosa che un scambio di qualità con le sfere sublimi dell’Universo, assetati dell’Eterno Principio Fecondante…
Alessandro fece una lunga pausa, come se egli stesso fosse estasiato da simili evocazioni. Da parte mia, ero abbagliato. Non avevo mai ascoltato definizioni tanto profonde con riferimento alla collocazione del sesso nella vita universale.
– È deplorevole – continuò gravemente l’orientatore, – che la maggioranza dei nostri fratelli incarnati sulla Terra, abbia disprezzato le facoltà creative del sesso, deviandole verso il vortice di piaceri inferiori. Ma tutti pagheranno, centesimo su centesimo, quello che devono all’altare santificato, attraverso la cui porta hanno ricevuto la grazia di lavorare ed imparare sulla superficie terrestre. Ogni atto creativo è pieno di sacra commozione da parte della Divinità ed è questa commozione sublime per la partecipazione dell’anima ai poteri creativi della Natura, che gli uomini portano incoscienti alle zone dell’abuso e del vizio. Cercano di trascinare la luce verso le tenebre e convertono gli atti sessuali, profondamente venerabili in tutte le loro caratteristiche, in una passione viziosa tanto deplorevole quanto l’ubriachezza o il vizio dell’oppio. Tuttavia, André, senza che gli occhi mortali possono osservare le angosce rettificatrici, tutti gli infelici, caduti in simili precipizi, sono puniti severamente dalla divina Natura.
A questo punto delle illuminanti delucidazioni, sentendo che il rispettabile amico stava iniziando una nuova pausa, osai chiedere:
– Ma non è l’uso del sesso una legge naturale sulla Terra?
Alessandro sorrise con benevolenza e rispose:
– Nessuno discute questo carattere delle manifestazioni sessuali nei circoli della carne, ma tutte le leggi naturali tanto nell’esperienza umana, come in tutti i luoghi, devono essere impiegate sulle basi della legge universale del bene e dell’ordine. Chi fugge dal bene, s’incontra nel crimine; chi fugge all’ordine, cade nello squilibrio. Pertanto, le unioni sessuali che si realizzino fuori da quegli imperativi sublimi, si trasformano in cause generatrici di sofferenza e di perturbazione. D’altra parte, non dobbiamo dimenticare che il sesso, nell’esistenza umana, può essere uno degli strumenti dell’amore, senza che l’amore lo sia del sesso. Per questo, gli uomini e le donne le cui anime si vanno liberando dalle prigioni della forma fisica, scappano gradualmente dall’impero assoluto delle sensazioni carnali. Per loro, l’unione sessuale organica, piano, piano smette di essere un’imposizione, perché imparano a scambiare i valori divini dell’anima tra di loro, alimentandosi reciprocamente attraverso scambi magnetici, non meno preziosi ai settori della Creazione Infinita; generando realizzazioni spirituali per la eternità gloriosa, senza nessuna esigenza degli attriti cellulari. Per questo genere di creature, l’unione riconfortante e sublime non è circoscritta all’emotività di alcuni minuti ma costituisce l’integrazione d’anima con l’anima, attraverso tutta la vita, nel campo della Spiritualità Superiore. Davanti ai fenomeni della presenza fisica è sufficiente, nella maggioranza dei casi, un sguardo, una parola, o un semplice gesto di affetto e di comprensione, affinché ricevano il magnetismo creativo del cuore amato, impregnandosi di forza e di stimolo per le più difficili edificazioni.
Alessandro fece un piccolo intervallo nella conversazione e subito, muovendo significativamente la testa, osservò:
– Non c’è creazione senza fecondazione. Le forme fisiche discendono dalle unioni fisiche. Le costruzioni spirituali procedono delle unioni spirituali. L’opera dell’Universo è figlia di Dio. Pertanto, il sesso come qualità attiva o passiva dei principi e degli esseri, è manifestazione cosmica in tutti i circoli evolutivi, fino a che arriviamo a raggiungere il campo dell’Armonia Perfetta, dove queste qualità si equilibrano nel seno della Divinità.
Non osai rompere il silenzio che seguì. Il venerato istruttore, astratto in profondi pensieri, non tornò a toccare il tema, costringendomi, forse, a meditazioni più edificanti. Attesi, ansioso, l’istante di ritornare alle osservazioni del caso di Sigismundo. Lo studio che cominciava era davvero affascinante. Fu per questo motivo che, con giustificata allegria, ricevetti l’invito di Alessandro per il ritorno alla casa di Adelino. Il buon orientatore sosteneva che era necessario visitare la coppia e l’amico in procinto di reincarnarsi, alla vigilia della prima unione intima con la materia organica.
Arrivati alla dimora che conoscevamo, trovammo Ercolano e Sigismundo in compagnia di altre entità. Alessandro mi informò che si trattava di spiriti Costruttori, che erano venuti a cooperare nella formazione fetale del nostro amico. Come nella visita precedente, il nido domestico era immerso nella luce crepuscolare, trovandosi la piccola famiglia nello stesso atto del pasto. Ma ora Adelino mostrava una diversa posizione spirituale. Era avvolto da un chiaro ambiente di ottimismo, delicatezza e allegria. Il mio gentile istruttore, molto soddisfatto con la nuova situazione, passò ad esaminare le mappe cromosomiche, con l’assistenza dei costruttori presenti. Invano cercai di comprendere quei caratteri singolari, simili a piccoli arabeschi, francamente indecifrabili alla mia vista.
Ma Alessandro sempre gentile e benevolente, chiarì:
– Questo non è uno studio che tu puoi capire, per adesso. Sto esaminando la geografia dei geni nelle strie cromosomiche, al fine di accertarmi fino a che punto potremo collaborare a beneficio del nostro amico Sigismundo, con le risorse magnetiche, per l’organizzazione delle proprietà ereditarie.
Mi accontentai e passai a osservare Sigismundo che sembrava così stremato e abbattuto da non riuscire a mantenersi seduto. Assistito dalla devozione di Ercolano, conversava con noi con difficoltà, sdraiato in un letto, in grande prostrazione.
Si mostrava soddisfatto per la mia fraterna simpatia e mentre gli altri studiavano la sua situazione, tenni con lui una rapida conversazione che, ancora una volta, mi permise di conoscere la penosa sensazione di quelli che si trovano all’imminenza di una nuova esperienza terrestre.
– Sono stato più entusiasmato – mi disse, un po’ triste –; ma, ora mi manca l’energia… mi sento debole, incapace… Mentre lottavo per ottenere la trasformazione del mio futuro padre, sperimentavo più fiducia e serenità…, ma ora che ho ottenuto la benedizione del ritorno alla lotta, ho paura di nuovi fallimenti…
– Mantieni la calma – risposi, riconfortandolo; – la tua opportunità di redenzione è delle migliori. Inoltre, molti compagni vegliano su di te da vicino, collaborando nel tuo successo futuro.
L’interlocutore sorrise con difficoltà e osservò:
– Sì, lo riconosco… Tra i fratelli che mi assistono ora, Ercolano mi accompagnerà con cura e costanza…Lo so bene. Tuttavia, la rinascita nella carne, coi valori spirituali che possediamo già, rappresenta un fatto gravissimo per il nostro processo di elevazione… Povero me, se cado un’altra volta…!
Gli dirigevo esortazioni di forza d’animo e coraggio, quando il mio orientatore, dando per finito l’esame della documentazione, si avvicinò a noi, dicendogli con affettuosa autorità:
– Sigismundo, è incredibile che tu venga meno nel momento culminante delle tue attuali realizzazioni. Restaura la tua fede, rigenera la speranza, perché tu non puoi entrare nella corrente materiale alla maniera dei nostri fratelli ignoranti e infelici che necessitano uno stato quasi assoluto di incoscienza per introdursi, di nuovo, nel santuario materno. Non smettere di cooperare con la tua fiducia nel nostro lavoro per il tuo beneficio. Fai lavorare la tua immaginazione creativa. Visualizza i primordi della tua condizione fetale, formando nella tua mente il modello adeguato. Troverai nella maternità nobile di Rachele gli aiuti più efficienti e riceverai da noi la più decisa collaborazione; nel frattempo ricorda che, affinché tu trionfi nella presente opportunità, il tuo lavoro individuale nel campo dell’adattamento e dell’accettazione sarà molto importante. Non perdere tempo in ansiose aspettative, piene di dolori e apprensioni. Eleva il tenore delle tue forze morali.
Sigismundo ascoltò rispettoso l’avvertimento. Riconobbi che le parole riconfortanti di Alessandro furono seguite da un meraviglioso effetto. Sigismundo migliorò improvvisamente, sforzandosi di alleggerire il carico di preoccupazioni inutili. Impressionato dai chiarimenti del prestigioso mentore, non esitai a consultarlo di nuovo.
– Esistono, allora, – domandai con grande interesse –, quelli che si reincarnano, incoscienti dell’atto che realizzano?
– Certamente – rispose sollecito –, nello stesso modo in cui si disincarnano giornalmente sulla Terra migliaia di persone, senza avere la minima nozione dell’atto che realizzano. Solamente le anime preparate hanno la comprensione reale della vera situazione che affrontano nell’atto della morte del corpo. Allo stesso modo accade qui.
La maggioranza di quelli che ritornano all’esistenza corporale nella sfera del Globo, è magnetizzata dai benefattori spirituali che organizzano i loro nuovi compiti redentori; e quanti ricevono tale aiuto, sono condotti al tempio materno della carne come bambini addormentati. Il lavoro iniziale che di rigore compete loro nell’organizzazione del feto, viene eseguito dalla mente materna e dagli amici che li aiutano dal nostro piano. Sono innumerabili quelli che ritornano sulla Terra in queste condizioni, riportati dalle autorità superiori della nostra sfera di azione, in considerazione delle necessità di certe anime incarnate, di certe famiglie e di determinate associazioni.
La spiegazione non poteva essere più logica; e un’altra volta ammirai il dono della chiarezza e della semplicità nell’amorevole amico.
Rimanemmo qualche tempo in più in quel nido accogliente, e, salutando, quasi a mezzanotte, dopo avere riconfortato lo spirito di Sigismundo, Alessandro si rivolse a Ercolano e ai Costruttori, in questi termini:
– Torneremo domani a mezzanotte, per effettuare l’unione iniziale, consegnando ai nostri amici il nostro fratello in procinto di reincarnarsi.
Uno degli Spiriti Costruttori che sembrava il capo del gruppo, lo abbracciò commosso e disse:
– Contiamo sulla tua collaborazione per la divisione della cromatina nell’utero materno.
– Con molto piacere! – concluse di buon umore.
Ritornando ad altre occupazioni, non potevo controllare le nuove idee che l’esperienza del caso di Sigismundo suscitavano in me. Come si verificherebbe l’aiuto in queste circostanze? Rachele sarebbe cosciente della nostra collaborazione? Come interpreterebbe la coppia, le attività del nostro piano, nel caso in cui venissero a conoscenza dell’estensione del nostro lavoro?
Ma, Alessandro, come d’abitudine, si incaricò di interrompere i miei pensieri, chiarendo, come se stesse sentendo le mie domande:
– Nei casi di questa natura André, il nostro intervento si sviluppa con la stessa santità che caratterizza il concorso di un medico responsabile e serio nell’assistere un comune parto. Il modello fetale e lo sviluppo dell’embrione obbediscono a leggi fisiche naturali, come succede nell’organizzazione di forme in altri regni della Natura, ma, in tutti questi fenomeni, in accordo coi piani di evoluzione o di riscatto, gli ascendenti della cooperazione spirituale coesistono con le leggi. La nostra collaborazione, in tali processi, è uno dei compiti più comuni.
Compresi l’elevazione del chiarimento e calmai la mia mente, aspettando il giorno successivo. Trascorsero le ore del giorno, la curiosità tornò a invadermi. In quale momento saremmo dovuti ritornare alla dimora di Adelino? Senza nessuna intenzione indegna, mi preoccupava l’istante della prima unione di Sigismundo alla materia. Alessandro avrebbe agito nel momento dell’unione sessuale, o il fenomeno ubbidiva a differenti determinazioni? Il mio orientatore sorrideva in silenzio, comprendendo la mia tortura mentale. Le ore si succedevano le une alle altre e, osservando la mia impazienza, Alessandro mi chiarì, con bontà:
– Non è necessaria la nostra presenza nell’atto dell’unione cellulare. Simili momenti nel talamo coniugale, sono sublimi ed inviolabili nelle case con solida rettitudine. Tu sai che la fecondazione dell’ovulo materno si verifica solamente alcune ore dopo l’unione generatrice. L’elemento maschile deve fare un lungo viaggio, prima di raggiungere il suo obiettivo.
E, sorridendo, aggiunse:
– Abbiamo tempo.
Compresi la delicatezza dei chiarimenti e assetato di informazioni relative al tema, domandai:
– In accordo con la tua opinione, sono inviolabili tutte le unioni sessuali?
– No, – aggiunse l’attento istruttore – tu non devi dimenticare che ho fatto allusione alle “case con solida rettitudine.” Tutti gli incarnati che edificano il nido coniugale sulla rettitudine, conquistano la presenza di testimoni rispettosi che garantiscono l’intimità degli atti più intimi, consolidando le frontiere vibratorie e difendendoli contro le forze poco degne; prendendo per base dei loro lavori i pensieri elevati che si trovano nell’ambiente domestico degli amici; non succede la stessa cosa nelle dimore i cui proprietari scelgono bassi testimoni spirituali, cercandoli nelle zone inferiori. La moglie infedele ai principi nobili della vita in comune e il marito che mette la sua casa in comunione col meretricio, non possono sperare che i loro atti affettivi rimangano incoronati da venerazione e santità. Le loro relazioni più intime sono oggetto della partecipazione dei testimoni deviati che scelsero. Si costituiscono in vittime incoscienti di gruppi perversi che condividono le loro emozioni di natura fisiologica, inducendoli ai più dolorosi vizi. Benché questi infelici coniugi siano temporaneamente situati all’apice delle posizioni sociali umane, non potranno tradire la miserabile condizione interna, poiché vivono desiderosi di piaceri criminali, dominati da estranea e incoercibile voluttuosità.
L’impressionante risposta di Alessandro mi sorprese. Compresi con maggiore intensità che ognuno di noi rimane nella propria condizione scelta. Tuttavia, una nuova questione sorgeva nel mio cervello e cercai di rivelarla, per chiarire meglio il mio ragionamento.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 11 febbraio 2019, 22:04

Continuazione:

– Capisco la grandezza delle tue delucidazioni – affermai rispettoso. – Ma considerando il pericolo di certi atteggiamenti inferiori di quelli che assumono il compromesso della fondazione di un focolare, per esempio, che condizione è quella della moglie fedele e dedicata, davanti ad un marito sleale e avventuroso nel campo sessuale? Rimarrà la donna nobile e sacra, alla mercé dei criminali testimoni che il marito scelse?
– No! – rispose con veemenza –, il male non può perturbare ciò che è genuinamente buono. In casi simili la moglie garantirà l’ambiente domestico, benché ciò le costi le più difficili abnegazioni e i più pesanti sacrifici. Gli atti che esigano la sua nobile presenza, sono sacri, anche se il suo compagno nella vita comune si è collocato in un livello inferiore ai bruti. Tuttavia, in situazioni come queste, il marito imprevidente diventa gradualmente cieco alla virtù e si converte, a volte, in uno schiavo integrale delle entità perverse che scelse per testimoni abituali fuori dal santuario della famiglia. Arrivato a questo punto, è difficile ostacolare la sua caduta nei burroni del crimine e delle tenebre.
– Oh, mio Dio! – esclamai – quanto lavoro aspettando l’aiuto di anime coraggiose! Quanta ignoranza ad essere vinta…!
– Tu dici bene – aggiunse l’orientatore, gravemente –, perché, in realtà, la maggioranza delle tragedie coniugali va oltre la tomba, creando spaventosi inferni per quelli che le vissero sulla Superficie del Mondo. È molto doloroso osservare l’estensione dei crimini perpetrati nell’esistenza carnale; e poveri gli sprovveduti che non si sforzano, a tempo, nel senso di combattere le basse passioni! Un angoscioso risveglio li attende qui...!
Tacqui ed anche Alessandro, pensoso, rimase in silenzio, dimostrandomi le sue ammirabili facoltà di concentrazione.
Erano approssimativamente le ventidue, quando ci avviammo alla residenza di Rachele.
La piccola famiglia si era ritirata. Ercolano e gli altri ci riceverono con inequivocabili dimostrazioni di affetto.
Il capo dei Costruttori si rivolse al mio istruttore, in questi termini:
– Aspettavamo la sua cooperazione per iniziare il servizio magnetico al paziente.
Passammo subito nella piccola stanza, dove Sigismundo riposava. Rimaneva afflitto e con lo sguardo triste e vago. Non ho potuto reprimere una domanda:
– Per quale motivo soffre tanto Sigismundo? – chiesi a Alessandro in tono discreto.
– Da qualche tempo e specialmente dalla settimana scorsa è in processo di unione fluidica diretta coi futuri genitori. Ercolano è incaricato di aiutarlo in questo lavoro. Nella misura in cui si intensifica simile avvicinamento, egli continua a perdere i punti di contatto coi mezzi che consolidò nella nostra sfera attraverso l’assimilazione degli elementi del nostro piano. Simile operazione è necessaria affinché l’organismo perispirituale possa ritornare alla plasticità che gli è caratteristica e nello stato evolutivo in cui egli si trova, questa operazione gli impone certe sofferenze.
L’osservazione era proprio nuova per me, perciò continuai a indagare:
– Ma l’organismo perispirituale di Sigismundo, non è lo stesso che egli portò dalla Terra quando si disincarnò l’ultima volta?
– Sì – concordò l’orientatore –, ha la stessa identità essenziale, ma, nel corso del tempo, a causa di una nuova alimentazione e di nuove abitudini in un luogo molto diverso, incorporò determinati elementi dei nostri circoli di vita, dei quali è necessario che si disfi col fine di poter addentrarsi con successo nella corrente della vita carnale. Per questo le lotte dei lacci fluidici primordiali con le emozioni che gli sono conseguenti, consumano le resistenze di questa natura, sottolineando che, questa notte, faremo la parte restante del servizio, mobilitando, in suo aiuto, le nostre risorse magnetiche.
– Oh! – dissi – non avremo qui un fatto simile alla morte fisica sulla Terra?
Alessandro sorrise e disse:
– Senza dubbio, purché consideriamo la morte del corpo carnale come un semplice abbandono di involucri atomici terrestri.
Riconobbi, però, che il momento non permetteva lunghe dissertazioni e vedendo il mio buon istruttore fissare la sua attenzione sui Costruttori, mi astenni da nuove domande.
Seguito dagli amici, Alessandro si avvicinò a Sigismundo e disse con buon umore:
– Allora? Ti senti più forte?
E, accarezzandogli il volto, aggiunse:
– Tu devi essere soddisfatto: è arrivato il momento decisivo. Tutte le nostre espressioni di riconoscimento a Dio sono insignificanti davanti alla nuova opportunità ricevuta.
– Sì…– disse Sigismundo ansimante – sono grato… non dimenticatevi di me… offrendomi l’aiuto necessario.
E guardando angosciosamente al mio orientatore, osservò con inquietudine:
– Ho paura … molta paura…
Alessandro si sedette paternamente al suo fianco, dicendogli con tenerezza:
– Non ospitare il mostro della paura nel cuore. È il momento della fiducia e del coraggio. Ascolta, Sigismundo! Se tu hai qualche preoccupazione, condividi con noi i tuoi dispiaceri, parla di tutto quello che ti causa difficoltà nel tuo intimo! Apri la tua anima, caro amico! Ricorda che l’istante del cambiamento definitivo di piano si avvicina. È indispensabile che tu mantenga il tuo pensiero puro, libero da tutti i residui!
L’interlocutore lasciò cadere alcune lacrime e disse, con sforzo:
– Sai che intrapresi una piccola opera di soccorso, nelle vicinanze della nostra colonia spirituale… L’opera fu autorizzata dai nostri Superiori e… nonostante il suo buon funzionamento…sento che non è finita e che ho grandi responsabilità nella sua struttura… non so se agii bene… chiedendo ora il mio ritorno sulla Terra, prima di consolidare il mio lavoro… tuttavia, riconobbi che per proseguire… dovevo riconciliarmi con la mia coscienza, cercando gli avversari di un altro tempo… con il fine di riscattare le mie mancanze…
Mentre l’istruttore e gli altri amici l’accompagnavano in silenzio, Sigismundo proseguiva:
– Fu per questo… che ho tanto chiesto di ottenere il mio ritorno…Come potrei condurre gli altri alla piena conversione spirituale… davanti agli insegnamenti del Cristo… senza avere pagato i miei debiti? Come insegnare ai fratelli sofferenti …soffrendo io stesso… dolorose piaghe in virtù del mio passato crudele? Ma, ora… che si avvicina il difficile inizio… mi tortura la paura di sbagliare di nuovo… Quando Rachele e Adelino ritornarono… mi promisero difesa fraterna e sono sicuro…che saranno due benefattori per me… tuttavia, mi affliggono ansie e diffidenze davanti al futuro sconosciuto…
Avvalendosi della pausa che si fece naturalmente, Alessandro prese la parola, con franchezza e ottimismo:
– Non vale la pena inquietarsi tanto, amico mio! Liberati qui dalle tue creazioni. Tutte le nostre opere, effettuate in accordo con le Leggi Divine, si sostengono da sole e ci aspettano in qualunque tempo per il raccolto di saporiti frutti di allegria eterna. Solamente il male è condannato alla distruzione ed è solo l’errore quello che ha bisogno di laboriosi processi di rettifica. Pertanto, rimani calmo e felice. La tua insistenza per il ritorno di oggi ai circoli terreni è stata una buona idea. Il riscatto dalla deviazione di un’altra epoca concederà al tuo spirito una nuova e più brillante luce. Persevera nel tuo proposito. Avvalersi della scuola, ricevere l’orientamento sublime e crescere con i benefici, rappresenta la maggiore felicità dell’alunno fedele. Perciò, Sigismundo, la tua felicità di ritornare ora alla sfera carnale è molto grande. Lava la tua mente nell’acqua viva della fiducia in Dio e cammina. Per questa nuova esperienza, tu non puoi portare altra cosa che il patrimonio divino già acquisito col tuo sforzo, costituito dalle idee nobilitanti e dalle luci intime conquistate dal tuo spirito. Non trattenerti, in questo modo, nel ricordo degli aspetti esteriori delle nostre attività in questo piano. Persistere in simili stati dell’anima potrà portare conseguenze molto gravi, per quanto il tuo non adattamento perturberebbe lo sviluppo fetale e determinerebbe la morte prematura del tuo nuovo corpo fisico nel periodo infantile. Non aggrapparti a diffidenze puerili. È vero che devi e hai bisogno di pagare ma, in sana coscienza, chi di noi non è debitore? Con la tristezza e l’abbattimento, mai riscatteremo i nostri debiti. È indispensabile creare nuove speranze
Sigismundo fece un gesto affermativo, molto espressivo e sorrise con difficoltà, mostrandosi meno triste.
– Non perturbare il tuo prezioso lavoro di adesso. Ricorda le grazie che abbiamo ricevuto e non temere!
Tacendo il mentore, notai che Sigismundo, sotto forte emozione, non disponeva di risorse per sostenere la conversazione. Lo vidi allora prendere la destra di Alessandro, con infinito sforzo, la baciò rispettoso in segno di riconoscimento.
Riflettei allora sull’enorme aiuto che tutti riceviamo ritornando al circolo carnale. Quei devoti benefattori soccorrevano Sigismundo dal primo giorno; e ancora lì, davanti al possibile rifiuto dell’interessato, si mostravano disposti a consolare tutte le sue tristezze, innalzando il suo animo per riuscire nel successo finale.
Gli Spiriti Costruttori cominciarono il lavoro di magnetizzazione del corpo perispirituale, per il quale erano ampiamente assecondati dallo sforzo dell’abnegato mentore che si manteneva devoto e deciso in tutti i campi del servizio.
Senza potermi far comprendere facilmente da un lettore comune, devo dire che “qualcosa della forma di Sigismundo, stava per essere eliminata”. Quasi impercettibilmente, man mano che si intensificavano le operazioni magnetiche, si faceva più pallido. Il suo sguardo sembrava penetrare in altri domini. Stava diventando assente, meno lucido.
A un certo punto, Alessandro gli disse con autorità:
– Sigismundo, aiutaci! Mantieni chiarezza di propositi e pensiero deciso!
Ebbi l’impressione che il reincarnato si sforzava di ubbidire.
– Ora – continuò l’istruttore – sintonizzati con noi, in relazione alla forma Pre-infantile. Immagina il tuo ritorno al rifugio materno della carne terrestre! Ricorda l’organizzazione fetale, fatti piccolino! Immagina la tua necessità di tornare a essere bambino, per imparare a essere uomo!
Compresi che l’interessato doveva offrire maggiore coefficiente di cooperazione individuale per riuscire con ampio successo. Sorpreso, riconobbi che all’influsso magnetico di Alessandro e dei Costruttori Spirituali, la forma perispirituale di Sigismundo, si rimpiccioliva. L’operazione non fu né breve né semplice. Identificavo lo sforzo generale affinché si eseguisse la necessaria riduzione.
Sigismundo sembrava sempre meno cosciente. Non ci guardava con la stessa lucidità e le sue risposte alle nostre domande affettuose si dimostravano incomplete.
Alla fine, con mio grande stupore, notai che la forma del nostro amico assomigliava a quella di un bambino.
Il fenomeno mi stupiva e non potei contenere le domande che mi opprimevano nell’intimo. Osservando che Alessandro e i Costruttori si disponevano ad alcuni minuti di intervallo prima dell’ingresso nella camera coniugale, mi avvicinai al servizievole orientatore che immediatamente percepì la mia curiosità.
Come sempre, mi accolse cortese e disse:
– So già. Tu continui ad essere torturato dallo spirito di ricerca.
Sorrisi sorpreso, ma ripresi coraggio e domandai:
– Come può essere quello che vedo? Ignoravo che la rinascita obbligasse il piano spirituale a servizi tanto complessi!
– Il lavoro nobilitante si trova da tutte le parti – affermò Alessandro, intenzionalmente. – Il paradiso dell’oziosità è forse la maggiore illusione dei principi teologici che sulla Terra oscurano il senso divino della vera Religione.
Si fermò, fece un gesto espressivo e continuò:
– In quanto alla stranezza che ti turba, non vediamo ragione per tutto ciò. La disincarnazione normale sulla Terra obbliga il corpo denso della carne a non poche modifiche.
La malattia mortale, per l’uomo terreno, è simile in un certo senso a una prolungata operazione riduttiva, liberando alla fine l’anima, svincolandola dai legami fisiologici. Ci sono persone che, dopo alcune settimane a letto diventano francamente irriconoscibili. Tuttavia, dobbiamo considerare che l’apparato fisico rimane molto distante della plasticità del corpo perispirituale, profondamente sensibile all’influenza magnetica.
La spiegazione non poteva essere più logica.
– Ma quello che abbiamo appena visto con Sigismundo, è regola generale in tutti i casi? – domandai.
– In nessun modo – rispose l’istruttore con attenzione –, i processi di reincarnazione, tanto quanto quelli della morte fisica, differiscono fino all’infinito, non esistendo, come crediamo, due assolutamente uguali. Le agevolazioni e gli ostacoli sono subordinati a numerosi fattori, molte volte relazionati con lo stato di coscienza degli interessati nel ritorno alla Terra o nella liberazione dei veicoli carnali.
Ci sono compagni di grande elevazione che, ritornando alla sfera terrestre in apostolato di servizio e illuminazione, rendono quasi non necessario il nostro servizio. Al contrario, gli altri nostri fratelli che procedono da zone inferiori hanno bisogno di una cooperazione molto più complessa di quella esercitata nel caso di Sigismundo.
– Pertanto, non dovrebbero rinascere solamente quelli che si rivelano preparati? –interrogai curioso.
– Ma non possiamo dimenticare – confutò il mio illustre interlocutore – che la reincarnazione è un corso ripetuto di lezioni necessarie. La sfera terrestre è una scuola divina. L’amore, attraverso le attività d’“intercessione”, riconduce giornalmente milioni di apprendisti a quel banco di scuola che è la carne.
L’orientatore amico tacque per alcuni istanti e proseguì:
– La reincarnazione di Sigismundo ubbidisce alle più comuni direttive. Rappresenta un’espressione simbolica della maggioranza dei fatti di questa natura, per quanto nostro fratello appartenga alla grande classe media degli spiriti che abitano la Terra: né esageratamente buoni, né coscientemente cattivi. Bisogna aggiungere che il ritorno di certe entità delle zone più basse causa laboriosi sforzi dei lavoratori del nostro piano. Simili esseri, ci obbligano a processi di servizio per i quali tu avrai bisogno di molto tempo per poter comprendere.
I chiarimenti di Alessandro mi impressionavano profondamente, soddisfacendo, contemporaneamente, le mie ansie di investigazione intellettuale. Nel frattempo, nuovi punti interrogativi sorgevano nella mia mente, assetata di conoscenze. Fu allora che, sollecitato da intensa e legittima curiosità, domandai rispettoso:
– L’aiuto che stiamo vedendo, raggiungerà forse, tutti? Qui ci troviamo in una casa sostentata da basi solide, secondo la tua affermazione. Ma… se ci trovassimo in una casa tipica di libertinaggio carnale? E se noi, fossimo qui testimoni di passioni criminali e deliri squilibrati?
L’istruttore meditò seriamente e rispose:
– André, il diamante perso nel fango per qualche tempo, non smette di essere diamante. Allo stesso modo, la paternità e la maternità, in sé stesse, sono sempre divine. In tutti i luoghi si estende l’aiuto della sfera superiore, quando si trova in gioco il lavoro della Volontà di Dio. Tuttavia, dobbiamo considerare che in tali circostanze le attività di aiuto acquisiscono un carattere di vero sacrificio. Le vibrazioni contraddittorie e sovversive delle passioni deviate dell’anima in squilibrio, compromettono i nostri migliori sforzi; e molte volte in questo panorama di irresponsabilità e di vizio, per aiutare, in obbedienza il nostro ministero, dobbiamo lottare innanzitutto, contro entità mostruose, dominatrici dei circoli di vita degli uomini e delle donne che, negligentemente, scelgono il pericoloso cammino della perturbazione emozionale, nel quale transitano tali entità ignoranti e squilibrate. In questi casi, non sempre la nostra collaborazione può essere perfetta per quanto sono gli stessi genitori quelli che, sottovalutando la grandezza del mandato che fu loro conferito, aprono le porte delle loro potenze sacre agli impietosi mostri dell’ombra che perseguitano i loro figli fin dalla nascita. Certe anime eroiche scelgono una simile entrata nell’esistenza carnale, col fine di fortificarsi nelle resistenze supreme contro il male, dai primi giorni del servizio uterino. Tuttavia, bisogna considerare che è necessario essere sufficientemente forti nella fede e nel coraggio per non soccombere. Nelle rinascite di questo genere, il maggiore numero di creature normalmente compie il programma salutare delle prove rettificatrici. Molte creature falliscono; ma c’è sempre una grande quantità di quelle che ottengono maggiori benefici spirituali nell’ambito dell’esperienza per la vita eterna.
Alessandro commentò il tema con imponente bellezza. Io cominciavo a comprendere l’origine di certi fenomeni teratologici 49e di determinati disturbi congeniti che in questo mondo angosciano il cuore. Le asserzioni del momento mi portavano ad un nuovo ed affascinante studio: la questione delle prove rettificatrici e necessarie.
Di seguito, Alessandro invitò i Costruttori a esaminare, con lui e Ercolano, le mappe cromosomiche. Seguii il lavoro con interesse, benché assolutamente sprovvisto di competenza per giudicare con precisione quei bizzarri disegni esposti alla mia vista.
Non mi è stato permesso divulgare determinate definizioni di quella piccola assemblea di autorità spirituali, per mancanza di elementi utili a una comparazione analogica; ma posso dire che, finita propriamente la parte tecnica delle conversazioni, il mio orientatore si manifestava, soddisfatto:
– Ad eccezione del tubo arteriale, nella parte che dovrà dilatarsi per il meccanismo del cuore, tutto andrà molto bene. Tutti i geni potranno essere localizzati con normalità assoluta.
Dopo una piccola pausa, aggiunse:
– Le membra e gli organi saranno eccellenti. Se il nostro amico sa valutare le opportunità del futuro, probabilmente conquisterà l’equilibrio dell’apparato circolatorio, mantenendosi nel servizio di illuminazione nel tempo benedetto del lavoro terrestre. Il successo finale dipende da lui.
Dirigendosi ai Costruttori, disse loro affabilmente:
49 È lo studio delle mostruosità o delle anomalie morfologiche dell'intero individuo o di parte di esso, prendendo questi termini come sinonimi di gradi più o meno avanzati di una deviazione di forma dal tipo fondamentale di una specie; però le semplici variazioni dal tipo specifico (variabilità), come le variazioni di razza, non debbono essere considerate come deviazioni specifiche, quindi non sono anomalie.
– Amici miei, nella nuova esperienza, nostro fratello Ercolano rimarrà definitivamente vicino a Sigismundo, fino a quando lui, raggiungerà i sette anni, momento in cui il processo della reincarnazione sarà consolidato. Dopo questo periodo, il suo compito di amico e di orientatore, si mitigherà, poiché seguirà nostro fratello da maggior distanza. So che l’affezionato compagno prenderà tutte le misure indispensabili per ottenere un’armoniosa organizzazione fetale, sia soccorrendo il reincarnante, sia difendendo il tempio materno contro quell’assedio di forze poco degne; nel frattempo, chiedo a voi molta attenzione ai primordi della formazione del timo, ghiandola che, come sapete, è di importanza essenziale per la vita infantile, fin dall’utero materno. Abbiamo bisogno dell’equilibrio perfetto di questo dipartimento ghiandolare, affinché si formi il midollo osseo e inizi la produzione dei globuli rossi per il sangue. I diversi grafici delle disposizioni cromosomiche faciliteranno i servizi di questa natura.
Alcuni degli amici presenti, iniziarono a osservare le mappe con maggiore attenzione.
Mentre si estendevano alla mia vista quei microscopici segnali, permettendo un ampio esame della cellula–uovo, mi avvicinai all’istruttore e sentendolo ancora più disponibile alle mie domande, gli chiesi:
– Abbiamo in queste mappe la geografia dei geni ereditari, distribuiti nei cromosomi. Per caso la legge della ereditarietà sarà illimitata? Riceverà la creatura rinascendo la totale imposizione delle caratteristiche dei genitori? Le malattie o le disposizioni criminali saranno trasmissibili in modo integrale?
– No, André – osservò l’orientatore, con inflessione grave – siamo davanti ad un fenomeno fisico naturale. L’organismo dei nascituri, nella sua espressione più densa, proviene dal corpo dei genitori che gli sostenta la vita e crea le sue caratteristiche con il loro stesso sangue ma, in simile imperativo delle leggi divine per il servizio di riproduzione delle forme non dobbiamo vedere la sovversione dei principi della libertà spirituale, immanente all’ordine della Creazione Infinita. Per lo stesso motivo, la creatura terrena eredita tendenze e non qualità. Le prime, circondano l’uomo che rinasce, fin dai primi giorni della lotta, non solo nel suo corpo transitorio, ma anche nell’ambiente generale in cui è chiamato a vivere, per perfezionarsi; le seconde derivano dal lavoro individuale dell’anima incarnata, nella difesa, educazione e purificazione di sé stessa nei circoli benedetti dell’esperienza. Se lo spirito reincarnato preferisce le tendenze inferiori, le svilupperà, ritrovandole dentro il nuovo quadro dell’esperienza umana, perdendo un tempo prezioso e disprezzando le sublimi opportunità di elevazione. Ma se l’anima che ritorna al mondo rimane disposta al servizio di auto elevazione, supererà qualunque esigenza ignobile del corpo o della mente, trionfando sulle condizioni avverse e ottenendo titoli di vittoria dal più alto significato per la vita eterna. Pertanto, in tutta coscienza, nessuno può lamentarsi di forze distruttrici o di circostanze asfissianti, riferendosi al circolo in cui rinacque. Ci sarà sempre, dentro noi, la luce della libertà intima indicandoci l’ascensione. Praticando l’elevazione spirituale, miglioreremo sempre. Questa è la legge.
In virtù delle anteriori spiegazioni dell’orientatore, riguardo all’importanza dell’assistenza di Ercolano a Sigismundo reincarnato fino ai sette anni, cercai di ottenere dall’istruttore qualche chiarimento al riguardo. Chiesi scusa ad Alessandro, ma non mi potevo sottrarre alla delicata investigazione. Perché tanta attenzione al sangue del neonato? Il servizio della reincarnazione durerebbe solamente nei primi sette anni iniziali dell’esistenza umana?
Come accadeva sempre, il nobile mentore, mi ascoltò compiacente, sorrise quale padre affettuoso e rispose, sollecito:
– Tu non ignori che il corpo umano ha le sue proprie attività vegetative, ma forse non sai ancora che il corpo perispirituale che dà forma agli elementi cellulari, è molto radicato nel sangue. Nell’organizzazione fetale, il patrimonio sanguineo è un dono dell’organismo materno. Dopo la nascita, incomincia il periodo di assimilazione delle diverse energie organiche in cui l’“io” reincarnato inizia il consolidamento delle sue nuove esperienze e solamente a sette anni di vita comune, comincia a presiedere, da solo, il processo di formazione del sangue, elemento basilare di equilibrio al corpo perispirituale o forma preesistente, nel nuovo servizio iniziato. Pertanto è come se il sangue fosse il fluido divino che ci fissa alle attività nel campo materiale e nel suo flusso e riflusso incessante, nell’organizzazione fisiologica, ci fornisce l’essenza dell’eterno movimento delle forze sublimi della Creazione Infinita. Quando la sua circolazione smette di essere libera, sorge lo squilibrio o malattia e se sorgono ostacoli che impediscono il suo movimento, in maniera assoluta, allora sopravviene l’estinzione del tono vitale, nel campo fisico, al quale segue la morte con la ritirata immediata dell’anima.
Fortemente impressionato dalla rivelazione del rispettabile amico, osservai:
– Oh! Com’è grande la responsabilità dell’uomo davanti al corpo materiale!
– Dici bene – aggiunse l’orientatore – riferendosi con simile ammirazione a questo sovrano dovere della creatura reincarnata. Senza rispondere alle pesanti responsabilità che gli competono nella preservazione del corpo fisico, nessun uomo potrà realizzare il progresso spirituale. Lo Spirito rinasce nella carne, per la produzione di valori divini nella sua natura ma, come realizzare simile imperativo, distruggendo la macchina organica, base fondamentale del servizio da compiere? Poco fa ti riferivi alla legge dell’ereditarietà. Il corpo terrestre è anche un patrimonio ereditato millenni fa e che l’Umanità va perfezionando attraverso i secoli. Il plasma, sublime costruzione effettuata all’influsso divino, con acqua del mare, nelle epoche primitive, è il fondamento primordiale delle organizzazioni fisiologiche. Ritornando alla Terra, dobbiamo approfittare dell’ereditarietà, più o meno evoluta nel corpo umano.
A quel punto delle delucidazioni, sorprendenti per me, Alessandro, dopo breve intervallo, continuò:
– Per questo, tu non ignori che, mentre noi ci muoviamo nella sfera della carne, siamo creature marine che respirano sulla terra ferma. Nel comune processo dell’alimentazione, non possiamo prescindere dal sale; certamente, il nostro meccanismo fisiologico, si costituisce del settanta per cento di acqua salata la cui composizione è quasi identica a quella del mare, costituita dai sali di sodio, di calcio e di potassio. Nella sfera della attività fisiologica dell’uomo reincarnato, si trova il sapore del sale nel sangue, nel sudore, nelle lacrime, nelle secrezioni. I corpuscoli acclimatati nei mari più caldi, potrebbero vivere bene nel liquido organico. Esistono vere sorprese di comparazione analogica che potremmo fare in questo senso.
Non seppi che cosa rispondere a queste definizioni sentite; e davanti al mio silenzio, fu proprio Alessandro che continuò, dopo una pausa piena di espressione.
– Come vedi, rinascendo sulla superficie del Mondo, riceviamo con il corpo, un’eredità sacra i cui valori dobbiamo preservare, perfezionandolo. Le forze fisiche devono evolvere, come le nostre anime. Se ci offrono il vaso organico di lavoro per nuove esperienze di elevazione, dobbiamo ripagare col nostro sforzo, aiutandole con la luce del nostro rispetto e equilibrio spirituale, nel campo del lavoro e dell’educazione organica. L’uomo del futuro comprenderà che le sue cellule non rappresentano solo segmenti della sua carne, bensì compagne dell’evoluzione, creditrici del suo riconoscimento ed aiuto effettivo. Senza questa comprensione di armonia nel dominio organico, è inutile cercare la pace.
La brillante conversazione del magnanimo e saggio orientatore suggeriva sublimi questioni. Nel frattempo, lui stesso ricordò il lavoro in corso e diede per terminati i chiarimenti del momento. Erano le due dopo la mezzanotte. Rimanevano ora, al nostro lato, non solo Alessandro e i Costruttori, ma anche diversi amici spirituali della famiglia.
Come massima figura di quella riunione, Alessandro, raccogliendo tutti i compagni intorno a sé, disse:
Depositando Sigismundo nelle braccia dell’entità che era stata sulla Terra l’affettuosa madre di Rachele, aggiunse:
– Sia tu, sorella mia, la portatrice del sacro deposito. Il cuore filiale che ci aspetta, sentirà nuove felicità al contatto con la sua tenerezza. Rachele si merita simile allegria.
Dirigendosi all’assemblea lì riunita, spiegò:
– Faremo ora l’atto dell’unione iniziale, in senso diretto, di Sigismundo con la materia organica. Attendo cari compagni, le continue visite di tutti voi al nostro fratello reincarnante, principalmente nel periodo di gestazione del suo futuro corpo. Non ignorate il valore della collaborazione affettuosa in questo servizio. Solamente quelli che seminarono molti affetti, possono ricevere il concorso di molti amici e Sigismundo deve ricevere quel premio per i suoi nobili sentimenti ed elevati lavori con tutti noi in questi ultimi anni, nei quali si dedicò a grandi opere di beneficenza e fraternità.
Entrammo nella stanza coniugale, dove lo spettacolo intimo, era divinamente bello. Nel letto di legno, in soavi lenzuola di lino, riposavano due corpi che la benedizione del sonno immobilizzava; ma, lì, Adelino e Rachele ci attendevano nello spirito, coscienti della grandezza dell’ora in corso. Al risveglio nella sfera densa di lotta e apprendimento, i loro cervelli carnali non sarebbero riusciti a fissare il ricordo perfetto di quella scena spirituale, nella quale risaltavano come principali protagonisti. Tuttavia, il fatto sarebbe rimasto inciso per sempre nella loro memoria eterna.
Gli amici invisibili della casa, compagni del nostro piano, avevano riempito la stanza di fiori luminosi. Dalla mezzanotte, avevano ottenuto permesso per entrare nella futura culla di Sigismundo, con l’amoroso proposito di adornare i cammini del re inizio.
Più di cento amici si riunivano lì, prestandogli affettuoso omaggio.
Alessandro camminò davanti a noi, salutando affettuosamente la coppia, temporaneamente slegata dai corpi fisici.
Di seguito, nella migliore armonia, i presenti manifestarono i loro saluti, riempiendo di stimolo celestiale i cuori dei coniugi speranzosi.
Il quadro era bello e commovente.
Due entità che si trovavano al mio fianco commentavano fraternamente:
– È sempre penoso ritornare alla carne, dopo avere conosciuto le regioni della luce divina; tuttavia è così sacro l’amore cristiano che anche in tale circostanza, è sublime la felicità di quelli che lo praticano.
– Sì – rispose l’altra –, Sigismundo ha lottato molto per la sua redenzione e in questa lotta, è diventato un abnegato servitore di tutti noi. Bene, merita le allegrie del momento.
In quell’istante, osservai che l’entità incaricata di conservare il reincarnante restava a poca distanza da Rachele, tra gli Spiriti Costruttori.
Riflettevo su quel fatto, quando qualcuno mi toccò lievemente, attirando la mia attenzione.
Era Alessandro che mi sorrideva paternamente, chiarendomi:
– Lasciamo gli amici, per alcuni minuti, godendo delle soavi allegrie delle espansioni affettive. Inizieremo il lavoro nel momento opportuno.
Perplesso davanti a quei fatti nuovi per me, non avevo raggiunto una perfetta chiarezza sui molteplici avvenimenti di quella notte. Per questo motivo, nel mio cervello vagavano allucinanti interrogativi. L’orientatore percepì il mio stato d’animo e per tale motivo mi diede l’impressione di essere ancora più paziente.
Approfittando di quell’istante, indicai Sigismundo, raccolto nelle braccia accoglienti che lo conservavano e domandai:
– Più tardi, il nostro fratello reincarnante, si presenterà tra gli uomini, tale e quale a come viveva tra noi? Poiché le sue istruzioni si basano sulla forma perispirituale preesistente, avrà la stessa altezza, come le stesse espressioni che lo caratterizzavano nella nostra sfera?
Alessandro rispose senza titubare:
– Ragiona con calma, André! Parliamo della forma preesistente, significando per te il modello della configurazione tipica o più propriamente, la “divisa umana”. I contorni e gli altri dettagli anatomici si sviluppano in accordo con i principi di equilibrio e con la legge di ereditarietà genetica. La forma fisica futura del nostro amico Sigismundo dipenderà dai cromosomi paterni e materni; aggiungi, inoltre, a questo fattore primordiale l’influenza dei modelli mentali di Rachele, l’agire dello stesso interessato, il concorso invisibile al nostro sguardo degli Spiriti Costruttori, che agiranno come funzionari della natura divina, con l’aiuto affettuoso delle entità amiche che visiteranno costantemente il reincarnante durante i mesi di formazione del suo nuovo corpo e si potrà fare un’idea di come sarà il tempio fisico che egli possiederà, per qualche tempo, come donazione della Superiore Autorità di Dio, affinché si avvalga della benedetta opportunità di redenzione dal passato e illuminazione per il futuro, nel tempo e nello spazio. Alcuni fisiologi della Terra concordano nell’assicurare che la vita umana è un risultato di conflitti biologici dimenticando che, molte volte, il conflitto apparente delle forze organiche, non è altro che la pratica avanzata della legge di cooperazione spirituale.
– Allora Sigismundo, per adesso, avrà una forma fisica provvisoria, imprecisa, alla nostra conoscenza? – insistetti.
L’istruttore mi chiarì, senza esitazione:
– Se fossimo direttamente vincolati al suo caso, saremmo in possesso di tutte le informazioni relative al suo futuro così dettagliatamente; ma, la nostra collaborazione in quest’avvenimento è transitoria e senza grande significato nel tempo. Tuttavia, gli orientatori di Sigismundo, nelle alte sfere, conservano il programma tracciato per il bene del reincarnante. Osserva che mi riferisco al bene e non al destino. Molta gente, confonde il piano costruttivo con il fatalismo. Lo stesso Sigismundo e il nostro fratello Ercolano sono in possesso delle relazioni alle quali ci riferiamo, perché nessuno entra nella scuola, per un periodo più o meno lungo, senza finalità specifica e senza conoscenza degli statuti ai quali deve ubbidire.
A questo punto, il generoso mentore fece un leggero intervallo e continuò subito:
– I contorni anatomici della forma fisica, deformi o perfetti, snelli o grassi, belli o brutti, fanno parte degli statuti educativi. In generale, la reincarnazione sistematica è sempre un corso laborioso di lavoro contro i difetti morali preesistenti nelle lezioni e i conflitti presenti. Particolari anatomici imperfetti, circostanze avverse, ambienti ostili, costituiscono, nella maggioranza delle volte, le migliori opportunità di apprendistato e di redenzione per quelli che rinascono. Per questo motivo la mappa delle prove utili è organizzata in anticipo, come succede con il quaderno di appunti degli apprendisti nelle scuole comuni. In considerazione di ciò, la mappa corrispondente a Sigismundo è debitamente tracciata, tenendo in conto la cooperazione fisiologica dei genitori, l’ambiente domestico e il concorso fraterno che gli sarà prestato dagli innumerabili amici di qui. Immagina tu, il nostro compagno tornando a una scuola che, in questo caso è la Terra; procedendo così, alimenta un proposito che è quello dell’acquisizione di nuovi valori. Ora, per realizzarlo, dovrà sottomettersi alle regole di quell’istituzione educativa, rinunciando, fino ad un certo punto, alla grande libertà che dispone nel nostro ambiente.
– Non potremmo dire che simile prova equivale a un destino già definito? – domandai.
L’istruttore espose con pazienza:
– Non cadere nell’errore di molta gente. Questo implicherebbe obbligatorietà di condotta spirituale. Naturalmente, la persona rinasce con relativa indipendenza e, a volte, subordinata a certe condizioni molto aspre, in virtù delle finalità educative ma tale imperativo non sopprime, in nessun caso, l’impulso libero dell’anima, nel senso dell’elevazione, delle soste o cadute a situazioni più basse. Esiste un programma di compiti edificanti che devono essere compiuti da chi reincarna, dove i dirigenti dell’anima, nel piano Spirituale, fissano la quota approssimativa dei valori eterni che il reincarnante è suscettibile di acquisire nell’esistenza transitoria. Lo Spirito che torna alla sfera della carne può migliorare quella quota di valori, sorpassando la previsione superiore, per proprio sforzo intensivo o distanziarsi da essa, sprofondando ancora di più nei debiti verso il prossimo, disprezzando le sacre opportunità che gli furono conferite.
A questo punto, Alessandro rimase in silenzio, forse ponderando il tempo utilizzato nella nostra conversazione; e come chi sentiva necessità di mettere fine alla stessa, osservò:
– Ogni piano tracciato nella Sfera Superiore ha come obiettivi fondamentali il bene e l’ascensione; e ogni anima che reincarna nel circolo della Superficie Terrestre, anche quella che si trova in condizioni apparentemente disperate, ha sempre a disposizione le risorse per migliorare.
Subito, l’orientatore amico, mi invitò ad avvicinarci alla coppia.
Ricordò ad Alessandro che era arrivata già l’ora in cui dovevamo consegnare il sacro tesoro ai felici coniugi.
I Costruttori, per mezzo del mentore che li dirigeva, supplicarono che lui facesse la preghiera di quell’atto di fiducia e osservai che si fece un profondo silenzio tra tutti.
L’istruttore si disponeva a iniziare il servizio della preghiera, quando Rachele gli si avvicinò, chiedendogli umilmente:
– Buonissimo amico, se fosse possibile, desidererei ricevere il mio nuovo figlio in ginocchio!
Alessandro acconsentì sorridendo e mantenendosi tra lei inginocchiata e Adelino che restava in piedi come noi, estremamente commosso, cominciò a pregare, estendendo le mani generose verso l’alto:
– Padre di Amore e Saggezza, degnati di benedire i figli della Tua Casa Terrestre che condivideranno con te, in questo momento, la divina facoltà creatrice! Signore, fa discendere, per misericordia, la Tua benedizione in questo nido affettuoso, trasformato in asilo di riconciliazione. Qui ci riuniamo, compagni di lotta nel passato, accompagnando l’amico che ritorna alla prova di umiltà e di comprensione della Tua legge!
“Oh! Padre, fortificalo per la traversata del lungo fiume della dimenticanza temporanea, permetti che possiamo mantenere sempre viva la sua speranza; aiutalo ora e sempre, affinché possa vincere tutto il male!
“Concedi la Tua luce generosa e santificata che dissipa tutte le ombre, a quelli che ricevono ora il nuovo ministero dell’orientamento del focolare, con la nascita di un nuovo figlio! Fortifica, Signore, la loro nozione di responsabilità; apri loro la porta della Tua fiducia sublime; conservali nella tua benedetta allegria di amore senza limiti! Restaura loro le energie affinché ricevano, giubilanti, la missione della rinuncia fino alla fine; santifica i loro piaceri affinché non si perdano nel precipizio della fantasia!
“Signore, questo è un atto di fiducia della Tua bontà infinita, che desideriamo onorare per sempre! Benedici, dunque, il nostro lavoro amoroso e, soprattutto, Padre, supplichiamo la Tua grazia per nostra sorella che si consegna, riverente, al divino sacrificio della maternità. Ungile il cuore con la Tua magnanimità paterna, intensifica il suo coraggio, dilatale la fede nel futuro senza fine! Siano per lei, in particolare, i nostri migliori pensieri, i nostri voti di pace e le nostre speranze più pure!
“Soprattutto, Signore, che si faccia la tua volontà in tutti gli spazi dell’Universo e che colpisca noi, umili servitori del tuo regno, l’allegria incessante di riverirti e obbedire a Te per sempre!”
Alessandro tacque e osservai che tutta la stanza si colmava di nuove luci. Riconobbi che da tutti noi, le entità spirituali che lì ci riunivamo, partivano raggi luminosi che si spargevano su Rachele in pianto di sublime emozione; ma il radiante fenomeno non si circoscrisse a quello. Non appena il mio orientatore tacque, sembrava che qualcosa rispondesse alla sua supplica. Un lieve rumore che appena trovava eco nei nostri uditi, si faceva sentire sopra le nostre teste. Mi eressi sorpreso e ho potuto vedere che una corona brillante e infinitamente bella, discendeva dall’alto sulla fronte di Rachele, inginocchiata in silenzio. Ebbi l’impressione che un’aureola di tormaline eteree create da un miracoloso orafo, risplendeva luminosa ai nostri occhi. La loro lucentezza feriva la nostra vista e lo stesso Alessandro, guardandola, si inclinò riverente. La sublime corona, sostenuta da Spiriti molto superiori a noi che io non potevo vedere, fu deposta sulla fronte di Rachele.
Nonostante l’emozione del momento, notai che il mio istruttore fece un gesto alla custode di Sigismundo, affinché effettuasse la consegna del reincarnante tra le braccia materne.
Rachele che dava l’impressione di non vedere la luminosa aureola, alzò i suoi occhi pieni di lacrime e ricevette il lascito che il Cielo le conferiva. Alessandro le estese la destra, aiutandola ad alzarsi e vidi che Adelino si avvicinava alla sposa, stringendola affettuosamente tra le braccia, mentre baciava la sua fronte ricoperta di luce.
Fu allora, oh divino mistero della Creazione Infinita di Dio, che la vidi stringere la “forma infantile” di Sigismundo sul suo cuore, ma tanto forte ed amorevolmente che mi sembrò una sacerdotessa del Potere della Divinità Suprema. Sigismundo si univa a lei, come il fiore che si unisce al gambo. Allora, compresi che, da quel momento, quello che era anima della sua anima, sarebbe stato carne della sua carne.
Alessandro raccomandò gli amici presenti, ad eccezione dei Costruttori, di Ercolano e di me che si ritirassero dalla stanza, conducendo Adelino, confortato e felice, in una piccola escursione all’esterno; e guidando Rachele con infinita cura al corpo fisico, ci disse:
– Ora, aiutiamo il nostro amico nel primo contatto con la materia densa.
Rachele si svegliava, sperimentando nel cuore una strana gioia. Abbracciò istintivamente il compagno addormentato, come il felice navigante che si sente in porto tranquillo e sicuro. Aveva attraversato lo spesso velo di vibrazioni che separava il piano spirituale dalla sfera fisica e non conservava reminiscenza alcuna della sublime felicità dei momenti passati; tuttavia, il suo sentimento giubilante rimaneva grande, le sue speranze trasbordavano e una fiducia immensa nel futuro accarezzava ora il suo cuore. Sarebbe diventata madre per la seconda volta? – pensava, contenta. Quell’idea che non spuntava a caso dal suo cervello, riempiva di balsamo la sua anima con deliziosa allegria. Era disposta al servizio divino della maternità; si fidava del Signore, come schiava della sua bontà infinita.
Non vedevo la moglie di Adelino alla quale Alessandro e i Costruttori spirituali circondavano la mente di sublime luce, bagnando le sue idee nell’acqua viva dell’amore spirituale.
Osservando che la forma di Sigismundo si univa a lei, per divino processo di unione magnetica, ricevetti l’indicazione del mio orientatore per seguire da vicino il lavoro di aiuto, nell’unione definitiva di Sigismundo alla materia.
Indicando gli organi riproduttori di Rachele e dirigendo su di essi la sua luce, Alessandro mi istruì sulla grandezza della scena che avevamo sotto la nostra osservazione, aggiungendo rispettosamente:
– Abbiamo qui l’altare sublime della maternità umana. Davanti a quest’augusto tabernacolo, al quale dobbiamo la chiarità divina delle nostre esperienze, dobbiamo cooperare, nel compito dell’amore, con la nostra coscienza volta verso la Maestà Suprema.
Mi inchinai verso l’apparato femminile della nostra sorella incarnata, con una venerazione che fino ad allora mai avevo sentito.
Aiutato dal concorso magnetico dell’affettuoso mentore, ho potuto osservare i dettagli del fenomeno della fecondazione.
Attraverso i condotti naturali, correvano gli elementi sessuali maschili, alla ricerca dell’ovulo, come se fossero preparati in anticipo ad una prova a eliminazione, a una velocità di tre millimetri, approssimativamente, per minuto. Sorpreso, riconobbi che il loro numero si contava a milioni e che seguivano in massa in avanti, con l’impulso istintivo, nella sacra competizione.
Nel silenzio sublime di quei minuti, compresi che Alessandro, in considerazione di essere il missionario più elevato del gruppo nell’operazione di aiuto, dirigeva i solenni servizi dell’unione primordiale. Da come ho potuto comprendere, egli poteva vedere le disposizioni cromosomiche di tutti i principi maschili che si trovavano in movimento, dopo avere osservato attentamente il futuro ovulo materno, presiedendo al primo lavoro della determinazione del sesso del corpo che si stava organizzando.
Dopo avere accompagnato, profondamente assorto nel servizio la marcia dei minuscoli competitori che costituivano la sostanza fecondante, identificò il più adatto, fissando in lui il suo potenziale magnetico, dandomi l’idea che l’aiutava a sbarazzarsi dei compagni affinché fosse il primo a penetrare nel piccolo involucro materno. L’elemento scelto da lui guadagnò nuova energia sugli altri e avanzò rapidamente in direzione del bersaglio. La cellula femminile, vicino al microscopico proiettile spermatico assomigliava a un piccolo mondo arrotondato, di zucchero, amido e proteine, aspettando il raggio di vitalità, soffrì la lacerazione della cuticola, come una piccola imbarcazione silurata, diventando rossa in modo particolare, chiudendo i tenui pori, come se fosse disposta a ritirarsi nelle profondità di se stessa, al fine di ricevere, faccia a faccia, l’atteso visitatore, ostacolando l’intromissione di chiunque degli altri competitori che avevano perso la prima posizione nella grande prova. Sempre sotto l’influsso luminoso–magnetico di Alessandro, l’elemento vittorioso proseguì la marcia, dopo avere attraversato la periferia dell’ovulo, impiegando poco più di quattro minuti per raggiungere il nucleo. Entrambe le forze, quella maschile e quella femminile, ne formavano ora una sola, trasformandosi alla mia vista in un tenue faro di luce. Il mio orientatore, dedicato in assoluto al suo lavoro, toccò la piccola forma con la destra, continuando il servizio di divisione della cromatina le cui particolarità sono ancora inaccessibili alla mia comprensione, conservando, Alessandro, l’atteggiamento del chirurgo sicuro di sé nella tecnica operatoria. Subito dopo
accomodò la forma perispirituale ridotta di Sigismundo che si amalgamava con l’organismo perispirituale di Rachele, su quel microscopico globo di luce, intriso di vita e osservai che quella vita latente cominciò a muoversi. Era trascorso precisamente un quarto d’ora, contando dall’istante in cui l’elemento attivo aveva raggiunto il nucleo dell’ovulo passivo.
Dopo una prolungata applicazione magnetica che era assecondata dallo sforzo degli Spiriti Costruttori, Alessandro mi si avvicinò, dicendo:
– È finita l’operazione iniziale dell’unione. Che Dio ci protegga!
Sentendo l’ammirazione con cui io seguivo, ora, il processo della divisione cellulare, nel quale si formava rapidamente la vescicola di germinazione, l’orientatore affermò:
– L’organismo materno somministrerà tutto l’alimento necessario per l’organizzazione basilare dell’apparato fisico, mentre la piccola forma di Sigismundo, come vigoroso modello, agirà come calamita tra le maglie di ferro, dando forma consistente alla sua futura manifestazione nello scenario della Superficie Terrestre.
Ero a bocca aperta dinanzi a tutto quello che mi era permesso osservare. E sentendo che il fenomeno della riduzione perispirituale di Sigismundo era un fatto straordinario ai miei occhi, il mio istruttore benevolmente aggiunse:
– Non dimenticare, André, che reincarnarsi significa ricominciare i processi di evoluzione o di rettifica. Ricordi che gli organismi più perfetti della nostra Casa Planetaria, procedono inizialmente dall’ameba. Ora, ricominciare, significa “ricostruzione” o “ritorno all’inizio”. Per questo motivo, nel suo sviluppo embrionale, il futuro corpo dell’uomo non può essere distinto della formazione del rettile o dell’uccello. Quello che fa la differenziazione della forma è il valore evolutivo, contenuto nel modello perispirituale dell’essere che prende i fluidi della carne. Perciò, ritornando alla sfera più densa, come accade ora a Sigismundo, è indispensabile riassumere tutte le esperienze vissute nel lungo dramma del nostro perfezionamento, benché sia solo per pochi giorni o ore, ripetendo, in un corso rapido, le tappe vinte o le lezioni acquisite, fino a rimanere nella posizione nella quale dobbiamo proseguire l’apprendistato. Poco dopo della forma microscopica dell’ameba, sorgeranno nel processo fetale di Sigismundo i segni dell’era acquatica della nostra evoluzione e così in avanti, tutti i periodi di transizione o stazioni di progresso che la creatura percorse già nell’incessante giornata del perfezionamento, nella quale ci troviamo, ora, nel genere umano.
L’ora era molto avanzata.
Presentendo che Alessandro non si sarebbe trattenuto, mi avvicinai una volta in più alla scena della formazione fetale. L’ovulo fecondato era animato da profonda vita, evolvendo verso la vescicola germinale.
L’orientatore amico mi invitò a ritirarci dicendo:
– Il mio lavoro è terminato. Tuttavia, André, considerando le tue necessità di acquisire nuove nozioni, potrò sollecitare agli Spiriti Costruttori l’acquiescenza per la tua cooperazione fraterna nei servizi protettivi, sempre che tu abbia l’opportunità di potere venire fino a qui.

Mi rallegrai, contento. Effettivamente, non desideravo altro. Quello studio di embriologia, sotto una nuova ottica, era affascinante e meraviglioso. Mentre davo espansione alla mia allegria intima, l’ossequioso mentore combinava opportunità riguardo alla mia collaborazione e al mio apprendimento simultaneo, sentendo i compagni.
Dopo alcuni minuti, mentre scambiavamo saluti di addio, Ercolano, con molta simpatia e ospitalità, dichiarò che sarebbe rimasto ad aspettarmi purché io potessi ritornare alla residenza di Adelino, per collaborare nei lavori di protezione.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

Spirito Joanna de Ângelis
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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 18 marzo 2019, 20:56

Buona sera!

Vi aspettiamo per la preghiera alle 21 e per la lettura del libro.

https://hangouts.google.com/call/Enm3eA ... 1f2D8DAEEI

Grazie per la partecipazione. :cuore1:
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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » domenica 24 marzo 2019, 22:06

14
Protezione
Il giorno seguente, dopo essermi riposato dai miei obblighi quotidiani, relativi al compito comunitari ritornai, ansioso, alla casa di Rachele.
Era ben avanzata la notte quando trovai lì un fedele amico di Sigismundo e gli Spiriti Costruttori, che operavano nella intimità affettuosa che caratterizzano le riunioni delle entità superiori.
Apuleo, il capo, mi ricevette con gentilezza. Al contrario della vigilia la moglie di Adelino non si sentiva bene fisicamente. Benché mantenesse il suo corpo in posizione di riposo, era molto agitata e inquieta.
– Nostra sorella Rachele – mi chiarì il direttore – comincia a sentire lo sforzo dell’adattamento. Per il momento, durante alcuni giorni, rimarrà indisposta, ma è passeggero.
– Non riuscirà a dormire? – domandai.
– Più tardi – egli rispose –; per adesso, il suo sonno sarà ridotto fino a quando non si formeranno i foglietti blastodermici. È il lavoro di organizzazione iniziale del feto e non possiamo fargli mancare la nostra cooperazione attiva.
Osservai con interesse lo straordinario movimento cellulare, nello sviluppo della struttura del nuovo corpo in formazione e notai la cura affettuosa usata dagli Spiriti presenti affinché il disco embrionale fosse scolpito con la dovuta esattezza.
– L’ingegneria organica – esclamò il capo del lavoro, di buon umore – richiede basi perfette. Il corpo carnale è anche un edificio delicato e complesso. È imprescindibile badare alle fondamenta con serenità e conoscenza.
Riconobbi che il servizio di segmentazione cellulare e l’accomodamento dei corpuscoli, divisi dalla forma del corpo perispirituale in riduzione, erano tipicamente meccanici, ubbidendo a disposizioni naturali del campo organico; ma tutta l’entità microscopica dello sviluppo della struttura cellulare riceveva il tocco magnetico delle generose entità in servizio, dandomi l’idea che tutta la cellula–figlia fosse convenientemente preparata per sostentare il compito di iniziazione del futuro corpo.
Forse con l’intenzione di giustificare le attenzioni usate, Apuleo mi spiegò con cura:
– Abbiamo grandi responsabilità nella missione di costruzione del meccanismo fetale. Bisogna rimuovere ostacoli e ausiliare gli organismi unicellulari dell’embrione nell’intimità dell’utero materno affinché la reincarnazione, a volte tanto difficilmente proiettata ed elaborata, non fallisca all’inizio per mancanza di collaborazione del nostro piano, dove si sono presi gli accordi.
Ascoltavo la sua saggia parola di esperto con molta attenzione, al fine di approfittare di tutto il suo contenuto educativo.
– In ragione di questo – proseguì – molto raramente avviene l’aborto ubbidendo a cause della nostra sfera di azione. Di regola, nasce per l’inaspettato rifiuto dei genitori terreni davanti ai sacri obblighi assunti o dovuti agli eccessi di leggerezza e scellerata incoscienza delle madri, poco preparate per la responsabilità e comprensione di quel ministero divino. Anche così, quando troviamo atteggiamenti materni indegni facciamo tutto il possibile, opponendo la nostra resistenza ai progetti di fuga dal dovere, quando quella fuga rappresenta un mero capriccio della irresponsabilità, senza base alcuna in programmi edificanti. Ma indubbiamente la nostra interferenza nel tema, trattandosi di lotta aperta contro i nostri amici reincarnati, che hanno momentaneamente dimenticato l’obbligo da compiere, ha ugualmente i suoi limiti. Se gli interessati retrocedono nelle loro decisioni spirituali e perseverano sistematicamente nel contrariare la nostra azione, ci vediamo obbligati a lasciarli alla loro sorte. Da lì la ragione dell’esistenza di molti matrimoni umani rigorosamente senza la corona dei figli, già che annullarono le loro proprie facoltà generatrici. Quando non si comportarono così in questa vita, assetati di soddisfazione egoista, agirono così nel passato, determinando serie anomalie nell’organizzazione psichica che è loro peculiare. In quest’ultimo caso sperimentano dolorosi periodi di solitudine e di sete affettiva, fino a quando non si rifaranno, degnamente, del patrimonio di venerazione che tutti noi dobbiamo alle leggi di Dio.
Le definizioni del capo dei Costruttori chiarivano il mio pensiero in rapporto ai gravi problemi della lotta umana.
Interessato ad imparare cooperando, cercai di prendere la posizione del lavoratore comune, cercando il servizio che mi competeva, nel campo dell’aiuto magnetico alle organizzazioni cellulari.
Ma, più tardi, prima di ritirarmi, mi avvicinai al direttore, col fine di raccogliere alcune informazioni.
Mi impressionavano certi dettagli del lavoro che sono stati portati a termine la notte prima. Mediante quale processo si era potuta fare l’unione iniziale di Sigismundo al futuro corpo, negli organi riproduttori di Rachele? In cosa consisteva il problema dell’elemento maschile più adatto? In tutti i casi di fecondazione, amici del rango di Alessandro aiutavano nel servizio della selezione?
Apuleo mi ascoltò con la benevolenza che caratterizza le entità superiori, informandomi:
– La passività, non significa assenza di cooperazione. Quando Rachele accettò il compito materno, lo fece con decisione ed obbedienza costruttiva. Ricevette Sigismundo nel suo organismo perispirituale e, mobilitando i poteri naturali della sua mente, situò il modello vivo nella sfera uterina, con la stessa spontaneità di altri processi organici, controllati dall’attività meccanica inconscia il cui automatismo riflette la conquista di esperienze multi millenarie dell’anima reincarnata. Nel caso della donna è molto facile l’ambientazione delle forze creative, com’è naturale per l’uomo la manifestazione dell’atteggiamento patriarcale e protettivo, in quanto permane l’esistenza dei legami paterni.
Percependo la mia intenzione di approfittare le sue informazioni, per questo piccolo sforzo di scrivere per i lettori incarnati, Apuleo affermò:
– Avremmo grandi difficoltà a spiegare agli uomini terrestri il fenomeno dell’adattamento delle energie creative nell’utero materno nei processi della reincarnazione. Per ora, la tendenza della maggioranza dei nostri fratelli incarnati, tende ad inquadrare tutti i nostri chiarimenti nei modelli del materialismo. È necessario aspettare più tempo per insegnare loro alcune informazioni che, per ora, sarebbero loro incomprensibili.
E sorridendo, proseguì:
– Essi si alimentano giornalmente di forme mentali, senza utilizzare la loro bocca fisica, avvalendosi della capacità di assorbimento dell’organismo perispirituale, ma ancora non sentono l’estensione di questi fenomeni nelle loro esperienze giornaliere. Nella casa, nella strada, nel lavoro, nei divertimenti, ogni persona riceve l’alimento mentale che gli è offerto da quelli con cui convive, condito dal magnetismo personale di ognuno. Da questa alimentazione dipendono, la maggioranza delle volte, gli stati intimi di felicità o di dolore, di piacere o di sofferenza, nella grande percentuale degli incarnati che ancora non hanno raggiunto il dominio delle proprie emozioni. Come puoi osservare, anche l’uomo assorbe materia mentale a tutte le ore, ambientandola dentro sé stesso, nei circoli più intimi della sua struttura fisiologica.
Il capo dei Costruttori mi guardò, di buon umore, percependo la mia espressione di sorpresa ricevendo delucidazioni così semplici per un tema tanto complesso, aggiunse:
– Nella tua ultima esperienza sulla Terra, quando indossavi i fluidi carnali, non sentisti mai la perturbazione del fegato, dopo una forte discussione? Non sperimentasti mai un momentaneo squilibrio nel cuore, ricevendo una notizia angosciosa? Perché la disarmonia organica se molte volte erano minuti di soddisfazione e di felicità? È che l’uomo, in tali momenti, riceve una “certa quantità di forza mentale” nel campo del suo pensiero, nello stesso modo in cui il cavo riceve “la carica di elettricità positiva”. Il punto di ricezione, si trova, effettivamente, nel cervello, ma se la persona non si identifica con la legge del dominio emotivo che comanda di selezionare le emissioni che arrivano fino a noi, conserverà la forza perturbatrice dentro sé stessa, nell’intimità delle cellule organiche, con grande danno per le zone vulnerabili.
Apuleo, con molta serenità, fece un piccolo intervallo e osservò:
– Se è molto difficile spiegare agli uomini incarnati episodi di routine come questi ai quali ci siamo riferiti che nella lotta carnale si ripetono decine di volte ogni giorno, come informarli, con esattezza e dettaglio, sull’ambientazione del modello vivo per la costruzione fetale nell’intimità uterina? Dobbiamo contare sulla collaborazione del tempo, per coniugare le nostre esperienze.
Incoraggiato dalle delucidazioni ricevute, osservai:
– Hai ragione. Ancora oggi, a dispetto della mia condizione di disincarnato, non mi sento all’altezza di ricevere determinate notizie, senza soffrire alterazioni nel mio campo emozionale.
– Molto bene! – disse il direttore, soddisfatto – tu stai facendo un esteso corso di autocontrollo e solamente dopo aver raggiunto quella vittoria morale, saprai selezionare le forze che lo causano conservando nelle zone intime della tua anima, solamente quelle di tenore riconfortante o costruttivo.
Di seguito, dandomi l’impressione che desiderava proseguire trattando il tema che esaminavamo, Apuleo disse:
– Quanto alle tue osservazioni riguardate alla collaborazione di Alessandro nella selezione dell’elemento maschile di fecondazione, mi tocca affermare che non possiamo contare in tutti i casi su questo concorso poiché dipende dal merito. Quando il fattore magnetico non procede da una cooperazione elevata di questa ordine, dobbiamo considerare che esso prevale nello stesso modo, dal momento che si capisce che la sfera passiva è altrettanto intrisa di energie di attrazione. Se l’elemento maschile della procreazione è colmo di forza positiva, l’ovulo femminile lo è di forza ricettiva. Se quell’ovulo è magnetizzato da energie riequilibranti, naturalmente eserciterà una speciale attrazione per l’elemento che più è affine con la sua natura intrinseca. In considerazione di questo, amico mio, la cellula maschile che raggiunga l’ovulo per primo, per fecondarlo, non sarà la più adatta nel senso di “superiorità”, bensì, nel senso di “sintonia magnetica” per tutti i casi di fecondazione per il mondo delle forme. Questa è la legge, per la quale sulla Terra, gli specialisti in genetica sono spesso sorpresi nelle loro osservazioni, di fronte a cambi inattesi in strutture di vari tipi, all’interno della stessa specie. Anche le cellule possiedono, nel campo delle manifestazioni vitali, la loro “individualità magnetica”, un qualcosa di indipendente.
A quel punto, il direttore sorrise, proseguendo:
– Se la donna può esercitare la sua influenza decisiva nella selezione del compagno, anche la cellula femminile, nella maggioranza dei casi, può esercitare il suo influsso nella selezione dell’elemento che deve fecondarla. Indubbiamente ci riferiamo qui a un problema di scienza fisica, senza allusione ai problemi spirituali di compiti, missioni o prove necessarie.
Identificando il mio silenzioso gesto d’interrogazione, il direttore osservò:
– Sì, perché per determinati obblighi di certi Spiriti durante la reincarnazione, le autorità della nostra sfera di lotta dispongono di sufficiente potere per intervenire, entro certi limiti, nella legge biogenetica, aggiustando le disposizioni verso obiettivi speciali.
Ma, in quel momento, la nostra conversazione fu interrotta.
Un piccolo gruppo di entità amiche, sollecitava la presenza di Apuleo fuori dalla camera del servizio di reincarnazione. Molto gentilmente il capo del lavoro m’invitò ad accompagnarlo.
Con buona volontà mi presentò al gruppo che era formato da due signore disincarnate, amiche di Rachele e di un amico di Sigismundo, desiderosi di testimoniargli affetto e abnegazione nell’esperienza in corso. Venivano dalla nostra colonia spirituale, in servizio di assistenza a parenti radicati ancora sulla Terra e volevano approfittare dell’opportunità per fare quella visita affettuosa.
Il direttore li ascoltò con la più grande attenzione e il miglior buon umore, ma, con gran sorpresa per me, osservò:
– Come responsabili per l’organizzazione primordiale del nuovo corpo carnale di nostro fratello Sigismundo, ringraziamo la vostra attenzione, ma non possiamo autorizzare la visita a quest’ora. Stiamo approfittando dello scarso tempo di armonia relativa che la mente materna ci offre per delicati e molto urgenti servizi di magnetizzazione cellulare.
Sorridendo, affabile, aggiunse:
– Ma, dopo il ventunesimo giorno, quando l’embrione avrà raggiunto la conformazione basilare, i nostri amici potranno essere visitati a qualunque ora, comprendendo che per quel tempo, ambedue, madre e figlio, potranno assentarsi dal corpo con facilità. Per adesso, l’amico Sigismundo, non può allontanarsi dalla sua futura madre e, la sorella Rachele, ancora in stato di sonno fisico, è obbligata a rimanere vicino a noi, a breve distanza.
– Non c’è dubbio! – replicò il gentiluomo della nostra sfera – non desideriamo perturbare lo sviluppo del lavoro.
– Sappiamo che Rachele si commuoverebbe molto con il nostro abbraccio personale –commentò una delle signore. – Perché, in ogni modo, l’allegria inaspettata è anche uno choc.
– È quello che dobbiamo evitare – rispose Apuleo, soddisfatto –; nonostante, desidero far sentire loro che Sigismundo ha bisogno della protezione spirituale di tutti noi. Abbiamo la raccomandazione di notificare la sua presente reincarnazione a tutti i suoi amici, con il fine che vengano fino a qui, purché sia loro possibile, non solo per beneficiarlo coi valori dello stimolo spirituale, ma anche per collaborare nell’organizzazione armoniosa del feto con le loro vibrazioni di simpatia.
– Ritorneremo alla prima opportunità – esclamò una delle visitatrici che fino a allora era rimasta in silenzio. – Dobbiamo collaborare per il bene di Rachele.
Aggiungendo, sorridente:
– Abbiamo organizzato una serie di escursioni spirituali per le prossime notti. Faremo tutto quanto sia alla nostra portata, per offrirle uno stato d’animo fiducioso e felice. Diverse amiche sono state avvisate a tale proposito
– Molto bene! – esclamò il direttore, soddisfatto.
Immediatamente salutarono i visitatori, mentre io acquisivo una preziosa lezione in più, del piano spirituale.
Una volta soli di nuovo, Apuleo mi chiarì, benevolmente:
– Il momento che stiamo attraversando è delicato e non possiamo distrarci.
Notte dopo notte penetrai nella stanza da letto dove si portava al termine il lavoro di reincarnazione, imparando e cooperando, per conoscere meglio la generosità dei Benefattori Spirituali e la Saggezza di Dio, manifestata in tutte le cose.
Dopo la vescicola germinale, con la cooperazione magnetica degli Spiriti Costruttori per ogni cellula, si formarono i tre foglietti blastodermici, approfittando del modello che Rachele idealizzava mentalmente per il suo futuro figlio, per applicarlo sul modello vivo di Sigismundo, nel processo della nuova reincarnazione.
Osservai che i lavori dei tecnici spirituali erano in tutti i loro aspetti simili ai servizi che avevo seguito nella sessione di materializzazione di disincarnati, dunque, si servivano del concorso dell’interessato e si avvalevano della collaborazione di Rachele, che in questo caso, prendeva la funzione di “medium” della vita, si mobilitavano amici, si utilizzavano risorse magnetiche, si sollecitava l’aiuto diretto e positivo di Adelino, il futuro padre di Sigismundo, così come si richiedeva nelle sessioni di materializzazioni, il concorso dell’orientatore medianico sulle forze passive della intermediaria. L’immagine modello era completa, con la sola differenza che, nei lavori di materializzazione dei disincarnati, si impiegavano alcune ore di preparazione per una rinascita incompleta e transitoria, mentre qui, erano necessari nove mesi consecutivi per ottenere una reincarnazione tangibile dell’anima, con carattere più o meno lungo e definitivo.
Col trascorrere dei giorni, si andava formando il nuovo corpo di Sigismundo, cellula per cellula, con un piano semplice e intelligente.
Proseguendo con le osservazioni metodiche, verificai che il foglietto blastodermico inferiore, ubbidendo a disposizioni del modello vivo, si arrotolava, presentando la preforma del tubo intestinale, contemporaneamente al foglietto superiore che prendeva lo stesso impulso di avvolgimento, formando i tubi epidermico e nervoso. Il foglietto medio, assumendo una forma specialissima, dava luogo alle prime manifestazioni della colonna vertebrale, dei muscoli e dei diversi vasi sanguigni.
Il tubo intestinale cominciò a dilatarsi in certe regioni, dando origine allo stomaco e a diverse specie di maniglie e rivelando subito, determinati movimenti di invaginazione interna e esterna, egli organizzava, dopo, le strie inferiori e superiori, costituite da pieghe, villosità e ghiandole. Il tubo cutaneo cominciò il servizio della strutturazione complicata della pelle, allo stesso tempo in cui il tubo nervoso si piegava gradualmente su sé stesso, preparando il tronco encefalico. Mentre quello accadeva, le sostanze del foglietto medio si trasformavano in modo sorprendente. Giorno per giorno, erano, per me, sempre di più le belle lezioni che ricevevo, osservando allora per quali meravigliose disposizioni si segmentava il cordone assiale in vertebre che abbracciavano il tubo nervoso nella parte superiore ed il tubo intestinale nella zona inferiore.
Il servizio degli Spiriti Costruttori, unito all’abnegazione di Ercolano, rivelava sempre insegnamenti nuovi. Non sarebbe possibile descrivervi le minuziose attenzioni e l’affetto messo nella nuova costruzione della dimora carnale di Sigismundo. Si lavorava con molto zelo e rigore, sviluppando il vasto sistema di garanzia delle organizzazioni cellulari. A volte, nei prodromi della formazione degli organi più importanti, ci trattenevamo in preghiera, supplicando le benedizioni di Gesù per il compito iniziato e osservai che mentre accadeva ciò, brillanti luci, provenienti dall’Alto, si diffondevano nella camera da letto, incoraggiandoci all’azione.
Il lavoro assumeva caratteristiche di vera rivelazione divina. Per fissarci sui dettagli, sarebbe necessario dimenticare la finalità dottrinaria delle nostre semplici osservazioni, scivolando nel campo della tecnica propriamente detta, sforzo descrittivo che è stato oggetto di
estese considerazioni di esperti del tema e che dovranno servire all’investigatore come pure informazioni di ordine materiale, nei vari settori dell’intelligenza.
La prima cellula della fecondazione era trasformata in un vero mondo di organizzazione attiva e sapiente. L’embrione si rivelava notevolmente sviluppato.
Nella parte anteriore, il tubo intestinale dava origine all’esofago, mentre l’intestino, con le sue disposizioni complesse si situava nella regione posteriore; internamente, si faceva in lui un perfetto lavoro di piegatura e si evidenziava che, mentre nella zona interna si formavano pieghe e villosità, nella parte esterna si organizzavano parti salienti che, a loro volta e a poco a poco, si trasformavano in diverse ghiandole.
Proseguiva, velocemente, la formazione dei diversi dipartimenti cerebrali, la preparazione delle ghiandole sudoripare e sebacee, gli organi autonomi, i vasi sanguinei, i muscoli e le ossa.
Nel ventesimo giorno di servizio, Apuleo si mostrava molto soddisfatto. Mi informò che il lavoro basilare era finito. Alcuni dei cooperatori potevano già ritirarsi. Per la continuazione del compito, bastavano solo due di loro, associati allo sforzo continuo di Ercolano.
Quel giorno, la futura forma fisica di Sigismundo, sistemata nel liquido amniotico, mi diede la perfetta impressione di un pesce. Non mancavano perciò neppure le rientranze branchiali che, con esattezza assoluta, si rivelavano nel feto, testimoniando il servizio di ricapitolazione in corso e delle reminiscenze delle antiche epoche del nostro passaggio per le correnti marine.
Nella notte del ventunesimo giorno, si aprì la porta magnetica della stanza di Rachele alle visite di carattere affettivo.
Non erano pochi gli amici spirituali che aspettavano quel momento felice.
La futura mamma, slegata dal corpo per la dolce influenza del sonno, si sentiva alleviata e quasi felice.
Apuleo e i suoi compagni, così come Ercolano, furono salutati con allegria e con emozione. Erano arrivati anche alcuni amici di Adelino, con il proposito di congratularsi con lui e di prestargli eventuale collaborazione.
Notai che anche Sigismundo era alleviato. I fili tenui che uniscono gli incarnati al corpo fisico quando si trovano in stato temporaneo di liberazione, allo stesso modo lo univano all’organizzazione fetale. Man mano che Rachele si allontanava, anche lui poteva separarsi, ma non gli era possibile abbandonare la compagnia materna. Rachele lo sosteneva nelle sue affettuose braccia, mentre sorrideva, al nostro fianco, slegata dal denso campo materiale.
Riconobbi che la tregua si verificava per tutti, con eccezione di Ercolano che non si allontanò dalla camera da letto, restando vigile. I Costruttori, in modo generale, fecero una grande pausa nel servizio; e mentre gli amici di Adelino lo guidavano in piani diversi, affinché ottenesse certe informazioni che gli erano necessarie, accompagnai il gruppo che formava con Rachele e suo figlio un’assemblea di speranza e di allegria. Molte amicizie riunite conducevano, entrambi a un grande giardino situato sulla Superficie Terrestre e, nel momento in cui il Sole annunciava, in lontananza, la sua ricomparsa nell’emisfero, pregammo tutti assieme, lodando la bontà di Dio, affinché riempisse di benedizioni il nostro cammino evolutivo.
Subito, osservai che molti amici disincarnati, lì presenti, preparavano tonici e balsami riconfortanti, con emanazioni di piante e fiori, spargendoli su Rachele e suo figlio, con il fine di fortificarli per la lotta. Era bello comprovare l’affetto fraterno in quelle dimostrazioni di devozione e di tenerezza. Imparavo, estasiato, una lezione in più nella sfera spirituale. Come gli uccelli viaggiatori che sanno cercare lontano le piume soavi per il nido e il prezioso alimento per i piccoli appena nati, l’anima delle madri affettuose e devote sa attraversare grandi distanze, alla ricerca di elementi delicati per la formazione del nido di carne in cui un figlio benamato dovrà rinascere.
Il servizio di organizzazione fetale proseguì normalmente, in vista delle legittime abitudini della coppia che, giorno dopo giorno, sembrava più integrata con l’assistenza della nostra sfera di azione.
Lo sviluppo della futura forma di Sigismundo costringeva Rachele a veri sacrifici organici. Tuttavia, ogni notte, all’alba, si ripetevano le escursioni spirituali che lei e suo figlio ricevevano dagli amici del nostro piano. Il lavoro di Ercolano ha meritato la cooperazione di numerosi amici. Rara era la notte in cui non arrivavano Spiriti grati a Sigismundo, per proteggere l’armonia della sua nuova reincarnazione, prestando alla casa, ai genitori e a lui, i più svariati aiuti. Finito il periodo delle mie osservazioni fondamentali, non ritornai alla casa di Adelino con la stessa assiduità. Nonostante continuassi a essere interessato al lavoro in corso, ritornavo alla stanza da letto dove si realizzava la reincarnazione, solamente di tanto in tanto, perché ero impegnato in un altro genere di servizio a fianco di Alessandro.
Ma, alla vigilia della nascita della nuova forma fisica di Sigismundo, comparvi in compagnia di Alessandro, il mio venerabile orientatore che si propose di cooperare per il rinvigorimento materno, nel momento culminante.
Dopo prolungati sforzi, nei quali sentii, una volta in più, la sublime glorificazione della moglie–madre, Sigismundo rinasceva…
Attonito dalla vigorosa assistenza spirituale che la nostra sfera dispensava al fatto, sentii Alessandro dire commosso:
– È pronto il servizio di reincarnazione iniziale. Il lavoro completo, con la piena integrazione del nostro amico negli elementi fisici, avverrà solamente tra sette anni!
Ammirato e intenerito nelle mie fibre più intime, mi raccolsi in preghiere di ringraziamento che formulavamo al Signore, riconoscendo il tesoro divino che costituiva la donazione di un corpo carnale, per la nostra esperienza e apprendimento sulla superficie della Terra.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda ale_209 » venerdì 4 ottobre 2019, 14:46

:cuore1: Grazie Fernanda
Per la mia amatissima Nonna Leo: Alcuni addii non sono per sempre. Non sono la fine. Semplicemente significano: “mi mancherai finché non ci incontreremo di nuovo”
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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 11 novembre 2019, 17:53

15
Fallimento
Verificando il mio apprendimento nel caso di Sigismundo, Alessandro, sempre tanto gentile, salutando i Costruttori, si rivolse al suo direttore, affermando:
– Ti ringrazio Apuleo, per tutto quello che hai fatto per André in questi ultimi giorni. Il nostro compagno non dimenticherà la tua gentile partecipazione e gli esempi.
Il direttore sorrise, mi disse alcune parole di riconoscimento e quando si dispose a uscire, definitivamente, il mio orientatore osservò:
– Ma il nostro amico deve consolidare gli insegnamenti ricevuti. André ha accompagnato un caso normale di reincarnazione, nel quale un marito onesto ha ceduto, inizialmente, alle nostre suppliche affinché Sigismundo rinascesse con l’imprescindibile serenità. Ha visto, da vicino, un cuore materno sensibile e affezionato, ed è rimasto a studiare in una stanza da letto coniugale difesa dal potere sacro della preghiera e riconfortata dalla protezione del piano superiore. Comunque, sarebbe giusto che osservasse qualche processo diverso, che esistono a centinaia, in cui affrontiamo ogni tipo di ostacoli. In questo modo, sarebbe abilitato per conoscere l’estensione e la complessità del nostro sforzo in difendere compagni imprevidenti che disprezzano la responsabilità morale, fuggendo ai compromessi.
E, mostrando un gesto di affetto fraterno, domandò:
– Tu non avrai, in questo momento, un caso di questo tipo, dove André possa raccogliere le lezioni precise?
– Certo – chiarì Apuleo, distintamente –, abbiamo il caso Volpini.
E siccome Alessandro ignorava il processo al quale si riferiva, continuò:
– Dopo avere organizzato le basi del processo di Sigismundo, mi occupai di altri servizi della stessa natura e tra essi, fu affidato alla nostra vigilanza il compito relativo al fratello che menzionai. Credetemi, abbiamo fatto tutto quello che era alla nostra portata nel settore dell’assistenza per evitare il fallimento del lavoro, ciò nonostante, so che questa esperienza è assolutamente impraticabile.
– Vuole dire allora – arguì il mio istruttore con saggezza –, che la futura madre non corrispose alle aspettative del nostro piano di azione…
– Esatto – proseguì l’interlocutore. – Quando gli squilibri sono localizzati, nella sfera paterna o procedono dell’influenza di entità maligne, esistono risorse da interporre; ma, se la disarmonia parte dal campo materno, è molto difficile stabilire una protezione efficiente. La povera donna, per due volte successive, provocò l’aborto incosciente per eccesso di frivolezza e ora, come sembra, sarà vittima delle sue proprie irriflessioni per la terza volta. Invano le abbiamo offerto tutto il soccorso di cui possiamo disporre. L’infelice si lasciò attrarre dall’idea di godere della vita e entrò in sintonia con delle entità disincarnate della peggiore specie, che la separarono dal compagno, ansiose di farle sprofondare il cuore nella sfera delle basse emozioni.
Mentre Alessandro lo ascoltava in silenzio, Apuleo, continuò, dopo un lungo intervallo:
– Volpini ha raggiunto ora il settimo mese di gestazione della nuova forma fisica, ma la prossima notte sarà decisiva per lui. Ho già ricevuto una chiamata dei collaboratori che rimangono in servizio attivo nelle vicinanze del caso, al fine di evitare certe stravaganze previste per oggi dalla futura madre; ma non credo che lei ci ubbidirà. L’organizzazione fetale non si trova nelle condizioni di sopportare nuovi squilibri e se la poveretta non si sveglia al sacro dovere, raccoglierà oggi un terzo fallimento. Ci farebbe molto piacere se André potesse venire oggi con noi.
Alessandro che in quel momento mi sembrava molto circospetto, dando l’idea di chi non desiderava fare nessun commento poco edificante, osservò:
– Il nostro compagno verrà con voi. A volte, per preservare convenientemente la salute, è necessario conoscere le malattie e per coltivare il bene, è necessario non ignorare l’esistenza del male.
In effetti, la sera arrivammo, Apuleo, due compagni suoi ed io, a una residenza confortevole e dall’apparenza distinta. Il grande orologio della parete mostrava che erano le venti meno cinque minuti.
Seguendo il direttore, entrammo in una stanza ben ammobiliata, dove si trovavano tre entità disincarnate, dall’aspetto orrendo che, a causa del loro basso modello vibratorio, non percepirono la nostra presenza. Conversavano tra di loro, combinando detestabili misure che non è caso riferire qui. A un certo punto della conversazione si riferivano al caso della reincarnazione, in maniera franca:
– Non so – commentò uno di quei perversi nemici del bene – per qualche arte infernale l’intruso resiste. Ci sbarazzeremo di lui, alla prima opportunità.
– Quando questo succede – disse l’altro – è perché ci sono “mani di angeli” che lavorano dietro.
– Che vadano all’inferno! – esclamò quello che sembrava più crudele. – Vedremo chi può di più. Cesarina ci appartiene già al novanta percento. Serve perfettamente i nostri propositi. Perché tollerare l’intrusione di un figlio nei nostri piani? È necessario combatterlo fino al fine.
–Tuttavia – considerò il terzo, che fino a allora si era mantenuto in silenzio – sono già più di sei mesi che stiamo lavorando per sbarazzarci di lui e tutto è stato inutile
– Ma abbiamo ottenuto molto – tornò a dire il più ribelle –; non credo che l’intruso possa sopportare molto tempo di più. Forse oggi ci riusciremo. Un figlio verrebbe a rubarci la buona compagna sulla quale contiamo ora. Tutte le sue attenzioni convergerebbero verso di lui e il nostro danno sarebbe enorme. Ma, se esistono “mani di angeli” che lavorano, noi abbiamo anche “mani di demoni” per agire. Abbiamo vinto già due volte; perché non vincere ugualmente ora?
– E se arrivasse il figlio – considerò uno degli interlocutori –, sicuramente il marito tornerebbe. Non riusciremo a tenerlo a distanza per più tempo, nel caso in cui ciò si verifichi.
– Questo mai! – rispose l’avversario più feroce, con inflessione sinistra.
Quanto era diverso quell’ambiente interiore, comparato a quello della stanza da letto di Rachele, dove avevo portato a termine osservazioni tanto belle, relative al compito della reincarnazione! La stanza si manteneva assolutamente sguarnita di difese magnetiche e non si vedeva il movimento di visitatori spirituali della sfera superiore che caratterizzava il lavoro di formazione del nuovo corpo di Sigismundo.
– Stai osservando? – disse Apuleo, con gentilezza – non sempre il nostro compito si sviluppa nei giardini affettivi. Molte volte dobbiamo operare sotto veri tormente di odio, che disintegrano i nostri migliori elementi magnetici di cooperazione. Questo caso è tipico.
Ricordai che la residenza di Adelino si riempiva giornalmente di amicizie del piano spirituale e domandai:
– Non dispone la futura madre di relazioni nella nostra sfera?
– In ogni modo – egli rispose –, abbiamo sempre buoni amici nella zona superiore a quella in cui ci troviamo; ma, in certe circostanze, ci allontaniamo volontariamente. Cesarina potrebbe contare su diverse amicizie; nonostante ciò, lei stessa li obbliga ad assentarsi.
Impressionato, considerai:
– Per caso non avrà lei un padre o una madre, nei nostri circoli spirituali che prenda su di sé il sacrificio di difenderla?
– Ha un padre che la stima con esagerato affetto – chiarì il direttore –, nonostante, soffriva immeritatamente per la figlia superficiale e grossolana e tanto soffrì per lei che i suoi superiori, nella nostra colonia spirituale, lo sottomisero a trattamento di oblio affinché dimenticasse temporaneamente la cara figlia, affinché lui possa ricordare e avvicinarla senza angosce emotive.
Il tema era nuovo per me. Allora, c’erano risorse per applicare l’oblio nel mondo delle anime?
Apuleo sorrise, buono e disse:
– Non avere dubbi di ciò. Nella nostra sfera, la durezza e l’ingratitudine non possono molestare l’amore puro. Quando le anime reincarnate si rivelano impermeabili alla riconoscenza e alla comprensione, ci allontaniamo da loro naturalmente, benché rinchiudano per noi preziosi gioielli del cuore, fino a quando si integrino nella conoscenza delle leggi di Dio e si dispongano a seguirle, in nostra compagnia. Quando siamo deboli pur essendo molto affettuosi e non sentiamo di avere sufficiente coraggio per l’indispensabile allontanamento, siamo favoriti col trattamento magnetico che causa in noi l’oblio passeggero, purché meritiamo l’aiuto dei nostri Superiori.
In quell’istante, Cesarina entrò nella stanza, seguita dagli Spiriti Costruttori che proteggevano Volpini, il reincarnante. Mentre la signora si sedeva di fronte ad un grande specchio, dando inizio a complicati abbellimenti per la festa, i cooperatori di Apuleo si avvicinarono, salutandoci, affettuosi.
– Disgraziatamente, – disse uno di loro al capo – la situazione è molto grave. È impossibile proseguire col successo desiderabile nel nostro sforzo di assistenza. Nostra sorella affonda, ogni volta più, negli squilibri distruttori. Unendosi volontariamente – indicando le entità viziose che la circondavano – a questi avversari infelici, si arrende ora, a piaceri e abusi di ogni sorta. Le sue deviazioni sessuali, negli ultimi giorni, sono state deplorevoli, ed è enorme la quantità di alcolici, apparentemente inoffensivi, dei quali ha fatto sistematico consumo. Tali tumulti, alleati alle vibrazioni disordinate del piano mentale, mostrano che la posizione di Volpini è insostenibile, malgrado i nostri migliori sforzi di soccorso.
Apuleo ascoltò i seri avvertimenti in silenzio e osservò subito:
– So già quello che si prospetta per questa notte.
– Sì – disse l’interlocutore – ricorriamo alla tua autorità, perché l’organizzazione fetale non potrà resistere a un nuovo attacco.
Il direttore mi invitò ad esaminare la gestante. Al suo fianco, restavano le entità inferiori alle quali mi riferii, che dimostravano assoluta ignoranza della nostra presenza.
Cesarina, con l’eccessiva attenzione delle donne molto vanitose e incoscienti della responsabilità morale, utilizzava certe risorse per mascherare l’aspetto che mostrava la sua gravidanza avanzata, lasciando indovinare che si preparava con attenzione per una notte di forti emozioni.
Fissai la mia attenzione sul feto, soccorso dal capo dei Costruttori, ma non potei nascondere la mia sorpresa e compassione.
Il caso Volpini era molto diverso dal processo di reincarnazione verificato in casa di Rachele. La forma fisica embrionale dimostrava macchie violacee, rivelando lacerazioni. Piccoli mostri, percettibili solo al nostro sguardo, nuotavano nel liquido amniotico, invadendo il cordone ombelicale appropriandosi della maggior parte del delicato alimento riservato al corpo in formazione. Tutta la placenta era assediata da loro, provocando in me una terribile impressione.
Percepii, per l’intensa anormalità degli organi riproduttori che l’aborto non avrebbe tardato. Allo stesso modo, Apuleo, facendomi un espressivo gesto con la testa, accusava forte preoccupazione. E abbandonando improvvisamente l’esame ci disse:
– Se l’infelice ossessionata dai piaceri criminali non si trattiene questa notte, l’organizzazione fetale sarà espulsa non più tardi domani.
Dopo avere pensato alcuni momenti, affermò:
– Tenterò l’ultima risorsa.
Apuleo si diresse all’interno della casa e ritornò, seguito da una signora di età avanzata.
– Questa – mi disse lui, indicandola – è la padrona della casa e vecchia amica di Cesarina, suscettibile di ricevere la nostra influenza. Approfitterò del suo concorso affinché la nostra sventurata sorella, nel futuro, non possa affermare che le mancarono assistenza e consigli adeguati.
In un gesto di bontà da me già osservato in diversi compagni superiori del nostro piano, collocò la sua destra sulla fronte della nuova arrivata che si avvicinò a Cesarina con molta tenerezza e parlò:
– Amica mia, sono molto preoccupata per te… Non andare. Diffida di certe amicizie, poco degne. Il tuo stato, Cesarina, è delicato. Perché esagerare? Una festa di compleanno, in un bar, non può servire alle tue necessità presenti. Ti ho accolto nella nostra residenza come se fossi una figlia e devo essere vigile. Nutro la speranza di vederti riavvicinare a tuo marito, che, come credo, deve essere assente per un semplice motivo di incompatibilità di carattere, ma, se tu non ti difendi dal male, come rispondere alla situazione?
Uno degli infelici esseri ignoranti che perseguitavano Cesarina per la sua mancanza di vigilanza, l’avvolgeva ora nelle braccia, come se desiderasse comunicarle il suo strano e pericoloso magnetismo. Vidi che le entità inferiori presenti osservavano la signora da vicino e sentivano le sue parole sensate, perché tutte facevano gesti e dimostrazioni di ribellione e di fastidio che non possiamo registrare qui.
L’interpellata, lasciandosi avvolgere dall’influenza neutralizzante del male, rise in un modo franco e aggiunse:
– Stai tranquilla buona Francesca. Non devi insegnarmi la virtù… Ho il mio impegno per oggi, non posso mancare…!
– Non sono d’accordo, Cesarina – riprese a dire l’interlocutrice con energia, sotto l’ispirazione diretta di Apuleo –, non sto facendo una predica sulle virtù alla tua responsabile coscienza. Voglio svegliare le tue fibre di moglie e madre. L’uomo il cui invito pretendi di soddisfare, non merita fiducia, non è degno di considerazione. Inoltre, il tuo organismo deve essere preservato. Non ti fa male l’idea di pregiudicare il bimbo nascituro? Non dai valore al futuro?
E la rispettabile amica continuò avvertendo con severità materna, mentre la futura madre di Volpini si manteneva in una franca posizione negativa e impermeabile.
Due ore durò la conversazione, nella quale il direttore dei Costruttori usò carità, logica e pazienza, nella più alta dose; ma, terminato il tempo, un’automobile suonò il clacson fuori alla porta.
Chiudendo un piccolo astuccio di profumo, Cesarina abbracciò la vecchia amica delusa e salutò:
– Addio, ritornerò più tardi. Non ho tempo da perdere.
La vettura se ne andò per i viali asfaltati. Le entità perturbate seguirono rapidamente la macchina, ma noi, aspettando la manifestazione di Apuleo, rimanemmo lì, aspettando la sua parola.
Un po’ triste, il caposervizio si rivolse ai collaboratori, dichiarando:
– Potete ritornare alla nostra colonia, a riposare. Per adesso, non ci resta più nulla da fare. Il dovere di tutti fu ben compiuto. E guardando verso me, significativamente, aggiunse:
– Andrò, io stesso, in compagnia di André, a cercare Volpini per raccoglierlo in un posto conveniente.
L’atmosfera era di costernazione, perché sebbene gli Spiriti Superiori siano equilibrati, non sono insensibili.
Accompagnai Apuleo, durante alcuni minuti di silenzio, entrando, di seguito, in una casa dal rumore assordante.
Il gran salone e i separé erano strapieni di uomini e donne inquieti, eccitati dalla musica assordante e turbolenta, ma l’assemblea di disincarnati di condizione grossolana presa dalla stessa allucinazione di pericoloso piacere, era molto maggiore.
– Mantieniti sulla difensiva – mi avvertì il direttore –; sono pochi i disincarnati con poca esperienza, che possono entrare in ambienti come questo per servizi di protezione.
Non sta a noi descrivere i tristi paesaggi, dispiegati davanti al nostro sguardo. Solamente ci corrisponde chiarire che non avemmo difficoltà a ritrovare Cesarina in compagnia di un cavaliere poco scrupoloso, tra fini bicchieri di alcolici, elegantemente decorati.
Apuleo si avvicinò e ritirò Volpini che si abbracciava alla madre, semi incosciente.
Subito, lo vidi applicare i Passi magnetici in tutta la regione uterina, con infinita cura.
Prendendo Volpini e affidandolo alle mie mani, per poter operare con efficienza, mi disse, con calma:
– Ho slegato il reincarnante dal santuario materno; ma non dobbiamo dimenticarci di somministrare il dovuto soccorso alla trascurata madre. Ella deve continuare la lotta terrestre, quanto le sia possibile, per imparare almeno qualcosa dalla sua opportunità…
Ci ritirammo conducendo il compagno prematuramente slegato, ad un’organizzazione di soccorso, ma, dopo avere compiuto tutti i doveri che mi competevano, desiderai, in qualità di medico, osservare quello che succedeva alla povera donna, fallita nella sua missione sublime.
Nelle prime ore del mattino, mi diressi alla residenza che visitammo alla vigilia.
Ma, con gran sorpresa verificai che Cesarina non si trovava in casa.
Non passarono molti minuti e una vicina interpellava la signora che Apuleo aveva influenzato domandandole quello che io desideravo sapere.
– Cesarina – spiegò la signora, preoccupata – è stata ricoverata in gravi condizioni questa mattina.
Nel corso della rapida conversazione, raccolsi le informazioni necessarie sull’indirizzo e cercai di visitare immediatamente l’infelice donna che lasciammo nella festa elegante della vigilia.
Fortemente impressionato, venni a sapere che Cesarina, in gravi condizioni, aveva appena dato alla luce un bambino morto.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 11 novembre 2019, 18:00

16
Incorporazione
Proseguendo i miei studi sui fenomeni medianici di varia espressione, purché i miei servizi abituali me lo permettevano, ritornavo alla superficie terrestre, imparando e cooperando nel gruppo in cui Alessandro esercitava come orientatore.
Ma, a causa degli obblighi assunti nella nostra colonia spirituale, la mia frequenza non poteva essere assidua, ragion per cui cercavo di approfittare delle minime opportunità al fine di arricchire le mie esperienze.
In una delle riunioni alle cui assistetti, uno dei cooperatori della nostra sfera si avvicinò al compassionevole istruttore e gli chiese con umiltà:
– I nostri confratelli incarnati, con successivi solleciti, insistono nel ricevere qualche comunicazione dal fratello Dionisio Fernandes che, come sai, è accolto in un’organizzazione di soccorso. Dicono anche che la famiglia si sente inconsolabile e che sarebbe conveniente e interessante ricevere la sua visita e sentire un antico compagno di lotte dottrinarie…
Mentre Alessandro ascoltava in silenzio, il simpatico collaboratore proseguì, dopo una piccola pausa:
– Ringrazieremmo per ricevere la dovuta autorizzazione per portarlo...potrebbe incorporarsi nell’organizzazione medianica di nostra sorella Ottavia ed in qualche modo, farsi sentire, davanti ad amici e familiari…
Il mentore pensò alcuni istanti e rispose:
– Non ho nessuna obiezione personale al piano che tu suggerisci, mio caro Euclide; ma, sebbene il nostro gruppo di cooperatori incarnati sia costituito da eccellenti amici, non li vedo convenientemente preparati per l’utilizzazione integrale di questa esperienza. Eccede in quasi tutti loro, in investigazione e in raziocinio, quello che loro manca in sentimento e comprensione. Collocano l’indagine molto al di sopra della comprensione e come tu sai, le organizzazioni medianiche non sono filtri meccanici… Inoltre, Dionisio è da poco tempo che si trova nella nostra sfera e non può ancora assentarsi dall’asilo che l’accolse nel nostro piano. Aggiungiamo a questi fattori l’inquietudine della famiglia, poco osservante della fede viva, la differenza di vibrazioni della nuova sfera alla quale il nostro amico cerca di adattarsi al presente, la profonda emozione che potrà causare questo riavvicinamento prematuro e l’instabilità naturale dell’apparato medianico, probabilmente saremo d’accordo sull’inopportunità di simile misura.
Euclide, l’interlocutore, patrocinando con veemenza quella domanda del circolo, non si scoraggiò, insistendo:
– Riconosco che la vostra parola è sempre ponderata e amica. Concordo che non raggiungeremo l’obiettivo desiderato; tuttavia, reitero il mio sollecito. Benché il fatto non vada oltre l’essere una semplice esperienza… È che esistono fratelli abnegati, ai quali dobbiamo
molto nel lavoro del bene giornaliero al prossimo sofferente e sentiremmo felicità nel dimostrar loro l’attestazione del nostro riconoscimento e sincera stima…
Alessandro sorrise con la sua caratteristica generosità e osservò:
– Possiedo solo ragioni per avvallare la sua petizione e poiché tu insisti in questo provvedimento con lo scopo di servire i compagni che si sentono altrettanto creditori della tua fiducia e stima, puoi avvisarli che Dionisio verrà. Mi incaricherò personalmente, di portarlo.
E poiché Euclide ringraziava per il suo appoggio con immensa allegria, Alessandro concluse la conversazione, aggiungendo:
– Fai la promessa per domani sera. Dunque, è sempre più facile dare con allegria che ricevere con accortezza.
Uscimmo. Dato che l’avrei interrogato sul processo fenomenico dell’incorporazione, il benigno istruttore chiarì di buona volontà:
– Medianicamente parlando, le misure sono le stesse adottate nei casi di psicografia comune, ma dobbiamo tener in conto che dovremo proteggere, con speciale affetto, il centro del linguaggio nella zona motrice, facendo riflettere il nostro aiuto magnetico su tutti i muscoli della parola, localizzati lungo la bocca, la gola, la laringe, il torace e l’addome.
Rispondendo alle mie interpellanze, l’istruttore riferì diverse delucidazioni di ordine morale, allusive al tema, commentando le difficoltà per diffondere nei cuori terreni i valori della legittima consolazione, in virtù delle assurde esigenze dell’indagine intellettuale. Ammiravo la sua profonda saggezza e la sublime comprensione delle debolezze umane, quando raggiungemmo, in piena regione inferiore, non molto distante dalla Superficie Terrestre, l’istituzione di soccorso in cui Dionisio era stato accolto.
In accordo con gli Spiriti del Bene, consacrati in quelle zone, a servizi di amore cristiano, mi condusse davanti all’appena disincarnato che era sotto forte eccitazione.
– Dionisio – gli disse Alessandro, benevolmente, dopo gli usuali saluti –, ti ricordi del nostro gruppo di studi spiritualistici?
– Ovviamente. E con quanta nostalgia! – sospirò l’interlocutore.
– I nostri amici del circolo chiedono la tua presenza, per lo meno per alcuni minuti –proseguì il mentore, con gentilezza – e deliberai di condurti fino a là, affinché tu comunichi le tue idee, non solo a loro, ma anche ai tuoi parenti…
– Che fortuna! – esclamò Dionisio, quasi piangendo di allegria.
– Ma, ascolta bene, amico mio! – tornò a dire Alessandro, con serenità ed energia – è indispensabile che tu mediti su questo fatto. Ti ricordi che utilizzerai un sistema neuromuscolare che non ti appartiene. La nostra amica Ottavia servirà da intermediaria. Comunque, tu non devi ignorare le difficoltà di un medium per soddisfare le particolarità tecniche di identificazione dei comunicanti, di fronte alle esigenze dei nostri fratelli. Comprendi bene?
– Sì – rispose Dionisio, un po’contrariato –, ora sono nel mondo della verità e non devo mancarle. Mi ricordo che molte volte ricevevo le comunicazioni dal piano invisibile, attraverso Ottavia, con molte prevenzioni e generalmente dubitavo, credendomi vittima di innumerevoli mistificazioni.
Alessandro, con molta calma, osservò:
– Bene, ora è arrivata la tua opportunità di sperimentare. E se anticamente ti era tanto facile dubitare degli altri, perdona ora l’incredulità dei nostri fratelli incarnati, se dubitano del tuo sforzo. È possibile che non raggiungiamo l’obiettivo; ma, dato che i nostri collaboratori insistono nel volere ricevere la tua visita, non dobbiamo impedire l’esperienza.
Prima che Dionisio si raccogliesse in nuove considerazioni, l’interlocutore concluse:
– Concentrati con attenzione sul tema, chiedi luce divina nelle tue preghiere e aspettami. Ti condurrò fino alla residenza della medium con alcuni ore di anticipo, affinché tu trovi agevolazioni nel servizio di armonizzazione.
Salutammo subito, registrando gli affettuosi ringraziamenti dell’interlocutore.
Il caso mi interessava. Per questo, sollecitai il permesso di Alessandro per accompagnarlo da vicino.
Autorizzato a farlo, seguii l’istruttore che si diresse, il giorno seguente, all’istituzione che accolse Dionisio, proteggendolo convenientemente per la visita prevista.
Con la gentilezza di sempre, Alessandro ci guidò fino alla dimora della medium Ottavia, dove Euclide, il benevolo amico della vigilia, ci aspettava pieno di attenzioni.
Il servizievole mentore salutò con estrema delicatezza e lasciandomi in compagnia dei nuovi confratelli, aggiunse:
– La riunione dei compagni incarnati comincerà alle ore venti; sarò qui di ritorno tra le ore diciotto e le diciannove, per accompagnarli al nostro nucleo di lavoro.
E fissando in me il suo sguardo, concluse benevolmente:
– Caro André, approfitta della presenza di Euclide, perché un buon lavoratore ha sempre utili lezioni da insegnare.
Euclide, sorridendo, ringraziò, commosso e ci condusse all’interno della casa, mentre Alessandro andava in un’altra direzione. Ci fermammo davanti ad un’umile stanza.
– In questa parte della casa – spiegò la guida accogliente – nostra sorella Ottavia usa fare le sue meditazioni e preghiere. Perciò, l’atmosfera che regna qui è confortante, lieve e balsamica. Passate e sentitevi come a casa vostra. Poiché oggi è uno dei giorni dedicati al servizio medianico, ella finirà più presto i lavori della cena, per potere pregare e prepararsi.
Consultai il grande orologio a parete, non lontano da noi, che segnava precisamente le ore sedici e manifestai il desiderio di vedere la nostra sorella che quella notte sarebbe stata l’intermediaria tra i due piani.
Lasciando Dionisio nella stanza alla quale mi riferii, Euclide mi condusse a una piccola cucina, dove una signora avanti con l’età preparava con attenzione alcuni piatti modesti. Tutto era pulizia, ordine ed armonia domestica. Ma notai che era un poco pallida e abbattuta…
Sentendo il discreto commento, il compagno chiarì:
– Ottavia è un’eccellente collaboratrice dei nostri servizi spirituali, ma, per la forza delle prove necessarie per la sua redenzione, rimane unita ad un uomo ignorante e quasi crudele. Mentre il brutale compagno è assente, nelle ore in cui deve “guadagnarsi” il pane, la casa è tranquilla e felice, perché la nostra amica non offre alloggio ad entità perturbatrici dell’ombra. Ma, quando l’infelice Leonardo entra in questo piccolo dominio, la situazione si modifica, perché il povero marito è un vero “rovo di spine”, nel giardino di questa casa. Si fa accompagnare da pericolosi elementi delle zone più basse…
– Non è riuscito ad identificarsi con la missione spirituale di sua moglie?
– No, in nessun modo – spiegò Euclide, senza esitare. – Non si fa coinvolgere nella comprensione elevata; tuttavia, è ostinato con i suoi stessi errori. Permette che la consorte ci aiuti, in considerazione dell’insistenza di parenti suoi consanguinei, dedicati alla nostra causa e che influenzati da noi, non gli permettono di allontanarla.
Ma il compito non è molto facile, perché se Ottavia è docile agli Spiriti del Bene, il marito è ubbidiente ai coltivatori del male. A volte, basta che tracciamo un programma costruttivo con collaborazione di Ottavia, perché Leonardo, cedendo ai portatori delle tenebre, ci perturbi l’azione, creandoci gravi difficoltà.
Percependo che l’abbattimento della medium non passava inosservato, Euclide aggiunse:
– Quando promisi ieri, con allegria, la venuta di Dionisio, desideroso di incentivare il coraggio degli amici incarnati, contando sul concorso medianico di nostra sorella, è peggiorata la situazione psichica del marito imprevidente. Leonardo si è svegliato oggi più nervoso del solito, si è ubriacato poco prima di pranzo, ha insultato l’umile compagna e arrivò perfino a infliggerle tormenti fisici. Spaventata, la buona Signora ha sofferto un tremendo choc nervoso che le ha raggiunto il fegato, trovandosi ora, con una forte perturbazione gastrointestinale. Per tale motivo, la sua alimentazione durante il giorno fu molto deficiente e non ha potuto mantenere la necessaria armonia della mente per soddisfare, con esattezza, i nostri propositi. Ho già portato diverse risorse per l’assistenza, compresa la cooperazione magnetica di competenti infermieri spirituali per aumentarle il livello di energie necessarie, ed è solo per questo motivo che la poverina non si è dovuta mettere a letto, anche se si sente abbastanza indebolita, nonostante tutti i soccorsi.
Un poco disilluso, Euclide considerò, dopo un breve silenzio:
– Come sapete, l’armonia non è qualcosa che si improvvisa, se noi, i disincarnati devoti al bene, siamo in lotta frequente per la nostra illuminazione intima, i medium sono creature umane, suscettibili alle vicissitudini e agli squilibri della sfera carnale…
– Oh! – esclamai, guardando la povera donna – non abbiamo qualcuno che la sostituisca? Lei sta quasi barcollando…
– Tutti i lavori esigono preparazione, allenamento – osservò il mio interlocutore, sensatamente – e da un momento all’altro non potremo fare arrivare qualcuno che faccia le veci di Ottavia.
– Non credi che ella dovrebbe essere felice affinché possa essere più utile? – indagai.
– Chi lo sa? – rispose Euclide, risolutamente. – La medianicità attiva e missionaria non è incompatibile con il benessere e in genere, tutte le persone che godono di relativa comodità materiale, potrebbero svolgere eccellenti opportunità di servizio nei loro piani di lavoro e edificazione; nonostante ciò, le anime incarnate, quando sono favorite dalla tranquillità naturale dell’esistenza fisica, si mantengono nella regione del servizio comune che è propria alle loro necessità individuali e siccome il compimento preciso del dovere rappresenta già un grande sforzo, raramente oltrepassano la frontiera degli obblighi legittimi, alla ricerca del campo divino della rinuncia. Tuttavia, la lotta intensiva aumenta le aspirazioni intime. La sofferenza, quando è accettata alla luce della fede viva, è una fonte creativa di ali spirituali.
A questo punto delle fraterne spiegazioni, il compagno sorrise e osservò:
– Formulando simili considerazioni, non vogliamo dire che la medianità costruttiva debba essere una caratteristica dei cuori incatenati al dolore. Questo no. Le missioni della Spiritualità Superiore appartengono a tutti gli esseri di buona volontà. Solamente esprimiamo la nostra convinzione che esistono anime, fervide nell’ideale del Bene e della Verità che si avvalgono degli ostacoli per scalare meglio la montagna della redenzione divina.
La padrona di casa finì il compito di preparare l’umile cena e prima che il marito ritornasse a casa, si diresse alla stanza privata in cui, come detto da Euclide, soleva svolgere le sue preghiere preparatorie.
Entrammo nella stanza in sua compagnia.
Euclide fece accomodare Dionisio di fianco a lei e, mentre la medium si concentrava sulla preghiera, l’affezionato amico gli applicava Passi magnetici, fortificando i nervi delle viscere e, per quello che percepii, somministrandole vigorose quote di forza, non solo nelle fibre nervose, ma anche nelle cellule gliali50.
La signora Ottavia chiedeva a Gesù abbastanza energia per lo svolgimento del suo compito, commuovendoci con la sua preghiera silenziosa, semplice e sincera. Meditò sulla

50 cellula gliale - Tipologia di cellule che compongono, insieme ai neuroni, il sistema nervoso centrale e periferico. Descritte per la prima volta dal fisiologo tedesco Rudolf Virchow nel 1860, esse svolgono moltissime attività ausiliarie al funzionamento e alla sopravvivenza dei neuroni, offrendo loro soprattutto un supporto meccanico e nutritivo ed esercitando un controllo metabolico del milieu intercellulare.

promessa che gli amici spirituali avevano fatto il giorno prima, in relazione alla comunicazione di Dionisio, appena disincarnato. Cercava di disporsi al concorso medianico efficientemente, cercando di isolare la mente dalle contrarietà di natura materiale. A poco a poco, sotto l’influenza di Euclide, si formò un legame fluidico che unì la medium al comunicante vicino.
Il compagno che preparava il lavoro raccomandò all’amico disincarnato che parlasse alla Signora Ottavia, con tutte le sue energie mentali, organizzando l’ambiente favorevole per il servizio della notte.
Dionisio cominciò a parlarle delle sue necessità spirituali, parlando della speranza di farsi sentire vicino alla famiglia terrena e agli antichi compagni di apprendimento spiritualistici, notavo che la medium sentiva la sua presenza e il suo linguaggio, in forma di immagini e ricordi, apparentemente immaginari, nella sfera del pensiero. Osservai, con interesse, l’estensione della frontiera vibratoria che ci separa dagli Spiriti incarnati ma, anche se ci trovavamo lì, di fronte ad un’organizzazione medianica addestrata, dovevamo iniziare il lavoro di comunicazione come chi si trovasse molto distante, vincendo, lentamente, gli spessi circoli di resistenza.
Il singolare dialogo durò molto tempo ed io riconobbi che, alla fine dell’interessante conversazione precedente tra la medium e il comunicante, la signora Ottavia sembrava familiarizzata con l’argomento, aderendo con chiarezza a ciò che Dionisio aveva intenzione di fare. La chiacchierata fu pienamente orientata in tutti i suoi dettagli dal tatto fraterno di Euclide.
Tutto andava bene e non mi stancavo di ammirare quell’inaspettato lavoro di preparazione medianica quando accadde qualcosa di molto grave. Il padrone di casa era di ritorno, interrompendo in modo violento la tranquillità delle vibrazioni nella quale ci immergevamo. Appena entrato, urlando, obbligò la moglie ad alzarsi immediatamente. Lo sfortunato signore sembrava un energumeno con tutte le sue caratteristiche di tiranno domestico. Alcune entità burlone e perverse costituivano il suo seguito.
La signora Ottavia servì la cena, facendo prodigi nel campo della pazienza evangelica.
Terminato il semplice pasto, al quale partecipò il marito coi due figli maggiori, la nobile Signora disse al marito.
– Leonardo, come tu sai, oggi andrò alla riunione, andando via prima delle otto.
– Che cosa? – esclamò l’interlocutore, impregnato dal vino, pettinandosi i baffi grigiastri – tu non puoi uscire oggi! Niente riunioni! Oggi, no!
Impressionato da quell’atteggiamento intempestivo, domandai a Euclide che seguiva la scena, molto calmo:
– Ed ora?
– Avevo già previsto questo avvenimento – affermò, con manifesta tristezza nello sguardo – e pertanto, chiesi ad una delle nostre sorelle che portasse fino a qui una zia del irascibile Leonardo che intercederà a beneficio dei nostri desideri. Non devono tardare. Si tratta di una persona alla quale si arrenderà, senza sforzo.
In effetti, mentre la signora Ottavia si asciugava le lacrime in silenzio, sistemando il tavolo dove era stato consumato il pasto, si sentì bussare alla porta.
Leonardo andò ad aprire e in pochi minuti, un’entità disincarnata, molto simpatica, penetrava all’interno, accompagnando una signora anziana di aspetto accogliente e sorridente.
La cooperatrice di Euclide venne fino a noi, salutandoci sorridente.
Profondamente sorpreso, in considerazione della quantità di lavori richiesti per l’organizzazione di un piccolo servizio di consolazione, prestai la mia attenzione alla conversazione che iniziò tra gli incarnati:
– Che bello che la lotta del giorno sia finita – disse la rispettabile signora, dirigendosi alla medium, dopo i primi saluti –, sono venuta fino a qui affinché possiamo andare insieme.
Ottavia cercò di nascondere il suo scoraggiamento, sorrise con sforzo e rispose:
– Mia buona Georgina, oggi non posso… Leonardo è indisposto e vuole ritirarsi più presto.
– Lo so, lo so – osservò la visitatrice, con affetto nelle parole e severità negli atteggiamenti, guardando il capo della casa –; tu, Ottavia, hai un impegno e non puoi mancare!
Subito, si alzò, toccò le spalle del nipote che era sdraiato sul sofà e gli parlò con franchezza:
– Figlio mio, io non posso evitare che tu ti arrenda ai piaceri e ritardi la tua realizzazione spirituale, per imprevidenza e cattiva volontà; ma, ti avverto, rispetto ai doveri di tua moglie nel nostro nucleo di illuminazione, ti chiedo di non intrometterti tra lei ed i propositi superiori. Ottavia è una moglie esemplare che ha tollerato le tue impertinenze tutta la vita e ha donato già al tuo spirito di padre due figli grandi, rigorosamente educati nell’intelligenza e nel cuore. Non impedirle ora il servizio divino. Potrei ribellarmi contro di te, inducendola a resistere, ma preferisco avvisarti che la tua attitudine contro il bene non rimarrà impune.
Osservai che le parole della venerata Signora erano emesse congiuntamente con grandi proiezioni di energia magnetica che avvolgevano Leonardo, obbligandolo a ragionare meglio. Egli meditò per alcuni secondi e rispose, vinto:
– Ottavia potrà andare quando vuole, purché sia in tua compagnia.
La signora ringraziò, stimolandolo allo studio delle questioni della Spiritualità e quando le due signore si disposero a incamminarsi verso il gruppo di studi, arrivò Alessandro, di ritorno, con il fine di accompagnarci anche lui.
Riconobbi che l’istruttore notò, immediatamente, lo stato di abbattimento della medium, percependo le difficoltà che si opponevano alla promessa comunicazione di Dionisio ma, lontano dal riferirsi alle avvertenze del giorno prima, ora, era lui stesso quello che si mostrava più ottimista, stimolando come notai l’entusiasmo di Euclide al servizio del bene.
Raggiungemmo il vasto salone di quel laboratorio di spiritualità, precisamente quando mancavano quindici minuti alle ore venti.
Come sempre i lavoratori del nostro piano erano numerosi nei molteplici lavori di assistenza, preparazione e vigilanza. E mentre alcuni amici ansiosi e la famiglia del comunicante, costituita da moglie e figli aspettavano la parola di Dionisio, era molto grande il nostro sforzo per migliorare la posizione ricettiva di Ottavia.
Come sempre, Alessandro si impegnava nell’offrire il buon esempio di vigorosa cooperazione.
Determinò che alcuni dei nostri collaboratori soccorressero in maniera generale il sistema endocrino e offrissero al fegato migliori risorse per la normalizzazione immediata delle sue funzioni, in modo che si stabilisse il giusto equilibrio per lo stomaco e l’intestino, in virtù delle necessità del momento, affinché l’apparato medianico funzionasse con la maggiore armonia possibile.
Alle ore venti, riunita la piccola assemblea di fratelli incarnati, fu iniziato il servizio, con la commovente preghiera del compagno che dirigeva la casa.
Avvalendosi del concorso magnetico che le era stato offerto, la medium si sentiva molto più forte.
Una volta in più contemplavo, stupito, il fenomeno luminoso dell’epifisi e accompagnavo il prezioso lavoro di Alessandro nella tecnica di preparazione medianica, osservando che lì, l’instancabile istruttore si tratteneva con maggiore attenzione nel compito di ausiliare tutte le cellule della corteccia cerebrale, agli elementi del centro del linguaggio e i muscoli del sistema motorio della parola.
Finita la preghiera e portato a effetto l’equilibrio vibratorio dell’ambiente, con la cooperazione di numerosi servitori del nostro piano, Ottavia fu diligente e parzialmente appartata del suo veicolo fisico, Dionisio, allo stesso modo, cominciò ad avvalersi delle possibilità della medium. Ottavia si manteneva a breve distanza ma con il potere di riprendere il corpo in qualunque momento lei desiderasse, conservando relativa coscienza di quello che stava succedendo, mentre Dionisio riusciva a parlare da solo ma, mobilitando potenzialità che non gli appartenevano e che avrebbe dovuto usare, accuratamente, sotto il controllo diretto della legittima proprietaria e sotto l’affettuosa vigilanza degli amici e benefattori che gli scrutavano l’espressione con lo sguardo, per mantenerlo in buona posizione di equilibrio emotivo.
Riconobbi che il processo di incorporazione comune era più o meno identico a quello dell’innesto degli alberi da frutta. La pianta estranea rivela le sue caratteristiche e offre i suoi frutti particolari, ma l’albero innestato non perde la sua personalità e prosegue operando con la sua vitalità. Anche lì Dionisio era un elemento che aderiva alle facoltà di Ottavia, utilizzandole nella produzione dei valori spirituali che gli erano caratteristici ma, naturalmente subordinato alla medium, che senza la sua crescita mentale, forza e ricettività, non sarebbe stato possibile per il comunicante rivelare davanti agli assistenti le caratteristiche di se stesso. Per questo, logicamente, non era possibile isolare completamente l’influenza di Ottavia, che era vigile.
La casa fisica era il suo tempio che urgeva difendere contro qualunque espressione squilibrante e nessuno di noi, i disincarnati presenti, aveva il diritto di esigerle un maggiore allontanamento, perché le competeva proteggere le sue potenzialità fisiologiche e preservarle contro il male, vicino a noi o a distanza dalla nostra assistenza affettiva. Tuttavia, la nostra atmosfera di armonia non riusciva a calmare la perturbante aspettativa dei compagni incarnati. Tra di noi prevalevano il controllo, la disciplina, l’autocontrollo; tra di loro, soffiavano lo squilibrio e l’inquietudine.
Esigevano un Dionisio – uomo per la bocca di Ottavia, ma il nostro piano gli imponeva un Dionisio – spirito, attraverso le espressioni della medium. La famiglia umana aspettava il padre emozionato e ancora sottomesso a passioni poco costruttive, ma noi soccorrevamo il fratello affinché la sua anima si mantenesse calma e nobilitata, a beneficio dei suoi parenti terrestri.
Il comunicante parlava sotto forte emotività ma Alessandro ed Euclide, occupandosi rispettivamente di lui e della intermediaria, gli controllavano gli atteggiamenti e le parole, affinché si manifestasse solamente su temi necessari per l’edificazione di tutti, responsabilizzandolo per tutte le immagini mentali nocive che la sua parola potesse creare nel cervello e nel cuore degli ascoltatori.
Per questo, il comunicante si comportò con ammirabile dignità spirituale, in tutti i punti del messaggio parlato, facendo veri prodigi di disciplina interiore per tacere certe situazioni familiari e contenere le lacrime trattenute nel cuore.
Dopo avere parlato quasi quaranta minuti, rivolgendosi alla famiglia e a compagni della lotta umana, Dionisio salutò ripetendo una commovente preghiera di gratitudine che Alessandro gli dettò, commosso.
Il nostro concorso era trascorso con assoluta armonia.
Il manifestante offrì i possibili elementi di identificazione personale, ma la piccola congregazione degli incarnati non ricevette il dono come avevamo desiderato. Conclusa la concentrazione mentale con il termine della comunicazione incominciarono i commenti, verificandosi che un ottanta percento degli assistenti non accettava la veracità della manifestazione. Solamente la moglie di Dionisio e alcuni pochi amici ne sentirono, effettivamente, la parola viva e vibrante. Gli stessi figli si addentrarono nella regione del dubbio e della negazione. Interpellato da uno dei compagni, il più grande commentò:
– Impossibile. Non può essere mio padre. Se il comunicante fosse lui, naturalmente avrebbe commentato la nostra difficile situazione familiare.......
Un altro dei figli di Dionisio aggiunse, superficialmente:
– Non credo in una simile manifestazione. Se fosse papà, avrebbe risposto alle mie domande intime. Sarà che nell’altro mondo i genitori non si ricordano più dell’affetto dovuto ai figli?
In un gruppo che chiacchierava, formato in uno degli angoli della sala, cominciò la maliziosa insinuazione. Solo la vedova e tre fratelli di ideale elevato si mantenevano vicino alla medium, incentivandole lo spirito di servizio con parole e pensieri di comprensione e di allegria.
Nel gruppo, dove i figli esteriorizzavano impressioni ingrate un amico, influenzato dallo scientismo, affermava, solenne:
– Non possiamo accettare la pretesa incorporazione di Dionisio. Ottavia conosce tutti i particolari della sua vita passata, rimane quasi quotidianamente in contatto con la famiglia e lo Spirito comunicante non ha rivelato nessuna particolarità per la quale potesse essere identificato. E dopo avere lanciato la cenere della sigaretta in un portacenere vicino, aggiungeva, con mordacità:
– Il problema della medianità è questione molto grave nella Dottrina; l’animismo è da tutte le parti un’erba dannosa. Il nostro scambio col piano invisibile è pieno di deplorevoli inganni.
Guardandolo con sorpresa, uno dei giovani presenti, domandò, improvvisamente:
– Lei ritiene la Signora Ottavia capace di ingannarci?
– Non consapevolmente – affermò lo scienziato con un sorriso di superiorità –, ma, inconsciamente, sì. La maggioranza dei medium è vittima dei propri deliri emotivi. Le personalità comunicanti, in generale, rappresentano creazioni mentali dei sensitivi. Ho studiato pazientemente il tema per non cadere, come succede a molta gente, in conclusioni fantastiche. Bisogna fuggire dal ridicolo, amici miei. E sarcasticamente continuava a sorridere, mentre accentuava, trionfante:
– Le manifestazioni dell’inconscio nelle ipnosi profonde riescono a confondere i più coraggiosi investigatori.
E, come se le parole difficili e i riferimenti preziosi rappresentassero l’ultima soluzione al tema, proseguiva, enfatico:
– Per correggere gli straripamenti dell’immaginazione nello Spiritismo, si creò la Metapsichica per dirigere le nostre investigazioni intellettuali e in tale senso, non possiamo dimenticare che proprio il Richet morì dubitando. Non gli bastarono decine di anni consecutivi di studio sistematico dei fenomeni. Le stesse materializzazioni non gli assicurarono la certezza della sopravvivenza. Pertanto…
La ridotta assemblea ascoltava le enfatiche parole, come se parlasse un oracolo infallibile.
In un altro lato del salone, si commentava lo stesso tema, discretamente.
– Non credo nella veridicità della manifestazione – affermava, a voce bassa, una signora relativamente giovane, rivolgendosi al marito e alle amiche. – In fin dei conti nella comunicazione è prevalsa la banalità… Niente di nuovo. Per me, le parole di Ottavia provengono da lei stessa. Non ho sentito nessun’indicazione convincente, rispetto alla possibile presenza del nostro vecchio amico. La sfera dei disincarnati sarebbe molto poco interessante, se offrisse solamente a quelli che ci precedono le frivolezze che il supposto Dionisio ci portò.
– Forse ha avuto qualche perturbazione – disse il marito della stessa signora. – Non ci troviamo liberi dai mistificatori del piano invisibile…
Il gruppo nascondeva le risatine.
Non sperimentai mai tanta delusione come in quegli istanti nei quali esaminavo il processo di incorporazione medianica.
Nessuno ponderava lì le difficoltà che Euclide, il buon cooperatore spirituale, dovette affrontare per portare alla casa la consolazione di quella notte. Nessuno ponderava sulla lotta che quell’avvenimento rappresentava per la stessa medium, interessata a servire con amore nella causa del bene. I compagni incarnati si sentivano assolutamente creditori di tutto. I benefattori spirituali, nell’opinione dei presenti, non smetterebbero di essere semplici servitori dei loro capricci, tornando dall’Oltretomba solo per soddisfare il loro gusto per le novità. Con rare eccezioni, nessuno pensò in termini di consolazione, edificazione o di buon profitto dell’esperienza ottenuta. Invece di gratitudine, dell’osservazione costruttiva, coltivavano la sfiducia e la maldicenza. Alessandro percepì che Euclide accompagnava la scena con giustificata delusione, aggravata dalle avvertenze della vigilia; ma, praticando la sua fede di amore e gentilezza, l’istruttore gli raccomandò di appartarsi, confidandogli le cure per l’entità comunicante che doveva ritornare, senza perdita di tempo, al suo posto di origine.
L’istruttore mi si avvicinò, comprese il mio stupore e disse:
– Non stupirti André. I nostri fratelli incarnati soffrono di complicate limitazioni.
E mostrando un volto fiducioso e allegro, affermò:
– Per il resto, come tu osservi bene, la maggioranza ha il cervello ipertrofico e il cuore piccolo. In generale, i nostri amici della Terra, criticano in eccesso e sentono molto poco; apprezzano la comprensione altrui; tuttavia, raramente sono disposti a comprendere gli altri… Ma il lavoro è una concessione del Signore e dobbiamo fidarci della Provvidenza del Padre, lavorando sempre per il bene.
Subito fece alcune raccomandazioni ai vari amici che sarebbero rimasti nel locale di realizzazioni spirituali e disse:
– Andiamo.
Allontanandoci, vicino alla porta sentimmo che un gentiluomo diceva al direttore dei servizi:
– Tutti noi abbiamo il diritto di dubitare.
Non sentii la risposta dell’interlocutore incarnato ma Alessandro considerò, con l’aspetto di un padre ottimista e buono:
– Quasi tutte le persone terrestri che si avvalgono della nostra cooperazione, si sentono in diritto a dubitare. È molto raro che appaia un compagno che si senta col dovere di aiutare.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 11 novembre 2019, 18:05

17
Dialogo e chiarimento
Finivano i lavori di una delle riunioni comuni di studi evangelici, quando un’entità molto simpatica ci si avvicinò, salutando il mio istruttore, che rispose con spontanea allegria.
Si trattava di una madre affettuosa che espose, senza tanti giri, le dolorose preoccupazioni che assalivano il suo spirito, sollecitando, dopo le sue prime parole, la preziosa collaborazione di Alessandro.
– Oh, amico mio! Disse – Sto ancora lottando col mio sfortunato Marino. Nonostante i miei costanti sforzi, quel poveretto è ancora prigioniero dei poteri oscuri. Nel frattempo, nella speranza del suo possibile rinnovamento, vengo a chiederti la tua cooperazione nel servizio di aiuto alla sua anima infelice!
– Un nuovo dialogo? – interrogò il mentore, sollecito.
– Sì – disse la madre angosciata, asciugando le sue lacrime. –Sono già ricorsa a diversi amici che collaborano nel dipartimento dei lavori spirituali, dove conosco la tua condotta come orientatore e tutti si sono offerti di prestarmi il loro aiuto fraterno.
– Non noti in Marino segni evidenti di trasformazione interna? – domandò Alessandro.
Lei rispose con un gesto affermativo, muovendo la sua testa e proseguì:
– È da più di dieci anni che cerco di distoglierlo dalla cattiva strada, influenzandolo in maniera indiretta. Per più di una volta ho potuto condurlo a momenti di chiarimento e illuminazione, ma senza risultato, come tu sai. Ma ora noto il suo comportamento, un poco modificato. Non sente lo stesso entusiasmo nel ricevere i suggerimenti maligni degli infelici compagni di ribellione e di disperazione. Sente inesprimibile tedio nella sua posizione di squilibrio e in diverse occasioni ho avuto la soddisfazione di poterlo condurre alla preghiera solitaria, pur non riuscendo a sottrarlo a fondo nella sua ribellione.
La venerabile entità fece una leggera pausa nella conversazione, continuando con tono di supplica:
– Chissà se sarà arrivato per lui il divino istante di acquisire l’illuminazione interna? Ho sofferto molto per questo povero figlio, deviato dalla retta via, ed è possibile che il Signore mi conceda ora la grazia di portarlo sul sentiero del bene…A questo fine, sto radunando i miei affetti più puri.
Di seguito, guardando il mentore, con strana lucentezza negli occhi, implorò:
– Oh, Alessandro, conto sul tuo appoggio decisivo! Bisogna lavorare per Marino, della cui sventura fino ad un certo punto, mi considero colpevole, e ti confesso, amico mio: mi sento stanca e in profondo sfinimento spirituale…!
– La comprendo – esclamò l’interlocutore, commosso –, la lotta incessante per strappare un cuore amato che si trova prigioniero delle tenebre, può sfinire ognuno di noi. Ma, abbiate calma. Se Marino comincia a sentire tedio davanti ai compagni, nella scellerata deviazione, allora sarà facile poterlo aiutare, collocando il suo spirito sul cammino della vera elevazione. Se così non fosse, non mi lancerei in questa missione. Abbia fiducia nel nostro compito e facciamo per lui quanto è alla portata delle nostre possibilità. È tutto pronto nel campo di preparazione?
– Sì – chiarì la rispettabile matrona disincarnata. – Alcuni amici mi aiuteranno a portarlo, mentre altri si incaricheranno di aiutare Ottavia, avviando convenientemente il tema nel gruppo.
– Bene – continuò dicendo cordialmente Alessandro –, nella notte indicata, sarò presente per cooperare in suo favore in tutto quello che mi sia possibile.
Dopo commoventi dimostrazioni di gratitudine, rimanemmo nuovamente da soli.
– Perché questo dialogo e chiarimento si deve fare nell’ambiente degli incarnati? – indagai. – Tale misura, è un’imposizione nel lavoro di questo tipo?
– No – spiegò l’istruttore – non è una risorsa imprescindibile. Abbiamo vari gruppi di servitori nel nostro piano dedicati esclusivamente a questo genere di aiuto. Nella nostra colonia, le attività sono colme di istituti devoti alla carità fraterna nel settore di illuminazione dei deviati. I posti di soccorso e le organizzazioni di emergenza, nei diversi dipartimenti delle nostre sfere di azione, contano con avanzati nuclei di servizio dello stesso ordine. Ma, in determinati casi, la cooperazione del magnetismo umano può avere un’influenza più intensa a beneficio dei bisognosi che si trovino carcerati sulla superficie della Terra, prigionieri nelle zone di certe sensazioni.
Anche così, la collaborazione degli amici terrestri, benché sia apprezzabile, non costituisce un fattore assoluto e imprescindibile; ma, quando è possibile ed utile ci avvaliamo dell’aiuto dei medium e degli istruttori umani, non solo per facilitare la soluzione desiderata, ma anche per offrire insegnamenti vivi ai compagni incarnati, svegliando nei loro cuori la spiritualità.
Il mentore, sorridendo, proseguì:
– Aiutando le entità squilibrate, aiuteremo noi stessi; istruendo, saranno altrettanto istruiti.
Soddisfatto dei chiarimenti ricevuti, passai a considerare il caso personale della tenera entità che ci aveva visitato. Per quale motivo rimarrebbe uno Spirito illuminato, nei continui servizi in favore di qualcuno, che si rallegra nel rimanere tra le ombre? Sarebbe giusto incatenare cuori materni a figli impenitenti?
L’orientatore venne all’incontro alle mie interrogazioni, spiegando:
– L’affezionata amica che ci visitò è una povera madre, che continua a lottare dopo la morte fisica.
– A chi si riferisce, nella sua intercessione? – domandai.
– Ad un figlio che fu sacerdote sulla Terra.
– Sacerdote? – domandai profondamente sorpreso.
– Sì – chiarì Alessandro. – Le deviazioni delle anime che ricevettero compiti di natura religiosa, sono sempre i più gravi. Esistono presbiteri che, contrariamente a tutte le speranze del nostro piano, si consegnano completamente al senso letterale degli insegnamenti della fede. Ricevono i titoli sacerdotali, come i medici che non sentono amore per il lavoro di curare, o come gli avvocati senza nessun tipo di devozione al diritto. Apprezzano gli interessi immediati, perseguono gli onori mondani e, finita la loro esistenza transitoria, si trovano con il doloroso fallimento della coscienza. Abituati all’incenso degli altari e alla sottomissione delle anime incarnate, non riconoscono, nella maggior parte delle volte, i loro stessi errori e preferiscono rifugiarsi in castelli di deplorevole ribellione che li trasforma in geni51 delle ombre.
In questa considerazione – disse con enfasi l’istruttore, modificando l’inflessione della sua voce – dobbiamo riconoscere che simile condizione in questo aspetto della vita, è quella di tutti gli uomini e le donne di notevole intelligenza, con eccellente cultura terrestre, ma deviati dal vero cammino di elevazione morale. Comunemente, le persone più sensibili e colte, creano il mondo che è loro peculiare e sperano di sottrarsi alla legge di testimonianza proprio nel campo delle virtù edificanti. Abituate alla facile acquisizione di vantaggi convenzionali sulla Terra, pretendono di risolvere, dopo la perdita del corpo fisico, per lo stesso processo, i problemi spirituali e trovando solamente la Legge che concede a ognuno secondo le sue opere, e non è raro che aggravino la loro situazione, addentrandosi nell’oscuro paradiso della disperazione, nella quale si riuniscono innumerevoli compagnie della stessa specie. Tra le creature di questo ordine, emerge la percentuale elevata dei ministri delle varie religioni. Riferendoci solo a quelli delle scuole cristiane, verifichiamo che la maggioranza non segue l’esempio dello stesso Maestro Divino. Chiudono occhi e orecchie ai sacrifici apostolici. Simon Pietro, Giovanni Evangelista, Paolo di Tarso, rappresentano per loro figure troppo distanti. Si attaccano alle decisioni puramente convenzionali dei concili, studiano appena i libri ecclesiastici e vogliono risolvere tutte le trascendenti questioni dell’anima, attraverso programmi assurdi, di dominazione attraverso il culto esterno. Erigono basiliche suntuose, dimenticando il tempio vivo del loro stesso spirito; omaggiano il Signore, come gli orgogliosi romani onoravano la statua di Giove, cercando di corrompere il potere celeste con la grandezza materiale delle offerte. Ma, ahimè! dimenticano il cuore umano, sottovalutano lo spirito di umanità, ignorano le afflizioni del popolo, dove furono mandati a servire. E ciechi ai propri deliri, aspettano un Cielo fantastico che valorizzi la loro vanità criminale e la loro crudele oziosità.
Alessandro, a questo punto delle spiegazioni, come se fosse chiamato a pensieri più profondi, stette in silenzio per alcuni secondi, continuando subito:
– Per questi, André, la morte del corpo è un avvenimento terribile. Alcuni affrontano coraggiosamente la necessaria e provvida delusione. Ma, la maggioranza, fuggendo dal doloroso processo di reinserimento nella realtà, si precipitano nei campi inferiori del dissenso presuntuoso, organizzando pericolosi gruppi di anime ribelli, con le quali dobbiamo lottare a nostra volta… Quasi tutte le scuole religiose parlano dell’inferno di pene angosciose e orribili,dove i condannati sperimentano torture eterne. Ma, sono rare quelle che insegnano la verità sulla caduta della coscienza dentro noi stessi, chiarendo che il piano infernale e l’espressione diabolica trovano il loro inizio nella sfera interna delle nostre stesse anime.
51 GENI, NUME - MITOL Volere, potenza divina, nella mitologia pagana|| Divinità, specialmente. pagana: i numi dell'Olimpo; i celesti umi, folletti, demoni, spiritelli… protettore di una persona, di una famiglia, di una città.
L’orientatore amico fece un nuovo intervallo e dopo aver pensato in silenzio durante alcuni minuti, disse:
– Tu comprendi; quelli che sbagliano per ignoranza, accettano con allegria la rettifica, purché si mantengano nel modello di buona volontà sincera. Ma, quelli che si precipitano nello squilibrio, rispondendo alla suggestione dell’orgoglio, sperimentano grandi difficoltà per potere assimilare la correzione in sé stessi. Devono edificare maggiore patrimonio di umiltà, prima di portare a termine l’imprescindibile restaurazione.
Osservando il mentore che stava facendo una nuova pausa, domandai:
– Ma se l’errore volontario appartiene al sacerdote, come nel caso che esaminiamo, come spiegare il sacrificio materno?
Alessandro non titubò.
– Nel nostro piano, ci sono rinunce sublimi – esclamò, scosso –, dentro le quali esistono compagni che si sacrificano per gli altri, durante moltissimi anni; ma, nel processo che studiamo, la nostra amica ha la sua percentuale di colpevolezza. Nella sua condizione di madre, volle forzare le tendenze del figlio quando era giovane. In realtà, egli era incarnato per realizzare un compito elevato nel campo della filosofia spiritualistica. Tuttavia, in nessun modo si trovava preparato per quel posto di condottiere delle anime. La sua progenitrice lo obbligò ad accettare di entrare in seminario, violentando il suo ideale in forma indiretta, contribuendo affinché l’orgoglio si accentuasse eccessivamente. Interpretando le sue tendenze per la filosofia, come se si trattasse di vocazione sacerdotale, gli impose l’ordine dei Gesuiti che egli macchiò con la sua eccessiva vanità. Indubbiamente la nostra sorella si trovava in possesso delle più sacre intenzioni tuttavia si sente nel dovere di partecipare alle sofferenze del figlio, che non ancora sperimentato in tutta la loro estensione, a causa della corazza di insensibilità con la quale la ribellione ha rivestito la sua anima deviata.
Alessandro, avendo fatto una pausa più lunga, chiesi:
– Ma se come figlio fu portato ad una situazione difficile, per la quale era impreparato, sarà stata tanto grande la sua colpa?
Considerando i miei reiterati interrogativi, l’istruttore sorrise, e chiarì:
– La progenitrice sbagliò per la sua imprevidenza, ma egli fallì per i suoi criminosi abusi durante la sua opportunità di sacro servizio. Qualcuno può aprirci la porta di un castello per eccesso di affetto, ma solo perché abbiamo ottenuto simile facilità, non significa esenzione di colpa, sottovalutando l’opportunità e distruggendo, quindi, i tesori sistemati sotto i nostri occhi. Per questo, l’affettuosa madre sta portando a termine la rettifica amorosa di un errore, mentre l’infelice figlio espierà le sue gravi mancanze.
Quella spiegazione chiuse la conversazione sul tema.
Nella notte indicata in precedenza, accompagnai il piccolo gruppo che cercò Marino per offrirgli soccorso spirituale. La nostra piccola spedizione era costituita solamente da quattro entità: Alessandro, la progenitrice disincarnata, un collega ed io. Con gran sorpresa, venni a sapere che il nostro compagno, di nome Necesio, avrebbe agito come interprete vicino all’infelice sacerdote. Siccome Necesio era stato un presbitero militante e manteneva un livello vibratorio, accessibile alla percezione degli amici di ordine inferiore, Marino non ci avrebbe visto. E come ci informò Alessandro, sarebbe riuscito a vedere l’ex collega entrando in contatto con lui per ricevere i nostri suggerimenti per mezzo del nuovo collaboratore.
Impressionato dalla saggezza che presiede simili lavori di cooperazione fraterna, seguii attentamente il gruppo che si diresse verso una chiesa di antica costruzione.
Se mi fossi trovato ancora nella carne, forse la scena sotto il mio sguardo avrebbe risvegliato in me terribili sensazioni di paura, ma, ora la condizione di disincarnato mi imponeva disciplina emotiva. Il tempio era colmo di figure da patibolo. Innumerevoli entità dei piani inferiori si riunivano lì, coltivando, oltre la morte, le stesse idee di non impegnarsi nel campo dell’edificazione religiosa. Alcuni sacerdoti, avvolti in paramenti neri, rimanevano ancora ai piedi degli altari mentre uno di essi, che sembrava esercitare funzioni di capo, commentava da un pulpito il potere della chiesa esclusivista alla quale apparteneva, esponendo con estrema sottigliezza nuove teorie sul cielo e le beatitudini. Attonito, sentii la parola amica di Alessandro che mi spiegava, gentilmente:
– Non stupirti, anche i disperati e i pigri si riuniscono, dopo la transizione della morte fisica, secondo le tendenze che sono loro peculiari. Così come accade nelle congregazioni di entità ribelli, nella sfera della Superficie Planetaria, i più intelligenti e sagaci assumono la direzione. Molti mali sono praticati, da questi infelici, inconsciamente …
– Oh! – esclamai con incredulità – come possono dare importanza all’ignoranza fino a quel punto? Chi potrebbe credere alla scena che osserviamo? Se sono entità informate della verità, per quale motivo si danno ancora alla pratica del male?
– Trattasi di azione malefica inconscia – chiarì il buon Alessandro.
– Ma – risposi, stordito – per quale controsenso le anime coscienti della distanza che li separa della carne non si arrendono alla legge del bene?
L’istruttore sorrise e disse:
– Ma, nella stessa Umanità incarnata tu troverai identici fenomeni. Trascorsi più di mille anni dagli insegnamenti del Cristo, con la visione ampia dei sacrifici del Maestro e dei suoi prosecutori e, coscienti della lezione della Mangiatoia e della Croce e, in possesso dei tesori evangelici, gli uomini si sono lanciati nelle cosiddette guerre sante, sterminandosi gli uni con altri. Nel nome di Gesù, istituirono il tribunale dell’Inquisizione pieni di supplizi, dove, persone di tutte le condizioni sociali furono tormentate a migliaia nel nome della carità di Nostro Signore. Come tu puoi vedere, l’ignoranza è antica e il semplice cambio di abito che la morte fisica impone, non modifica l’intimo delle anime. Non abbiamo “cieli automatici”, abbiamo realtà.
Senza mascherare il mio stupore, tornai a indagare:
– Ma, come vivono queste sventurate entità? Ubbidiscono alle loro organizzazioni? Per caso hanno sistemi speciali?
– La maggioranza qui – chiarì l’istruttore – è costituita da entità disincarnate, in situazione di parassitismo. Naturalmente essi hanno un peso nell’economia psichica delle persone alle quali si uniscono e sull’atmosfera delle case che li accolgono. Ma non crediate, però, nella inesistenza di organizzazioni nelle zone inferiori. Esse esistono e in gran numero, nonostante gli ascendenti di orgoglio e ribellione che ne ispirano le fondazioni. In tali gruppi dominano i geni della perversità deliberata. Qui, sotto il nostro sguardo, abbiamo solamente un’assemblea di anime sofferenti e disorientate. Tu non conosci ancora gli antri del male e la loro vera portata.
E, con un gesto eloquente, rimarcò:
– Non viviamo in pace questi focolai di malvagità. Ci compete lottare contro di loro, fino alla completa vittoria del bene.
Ancora una volta sentii l’estensione e la grandezza dei servizi che aspettano i servitori leali di Gesù, dopo la morte del corpo fisico.
Ascoltavo con interesse l’ingegnoso sermone del dirigente disincarnato, quando, il nuovo cooperatore, che ci accompagnava interessato a non immischiarsi nella moltitudine a causa della sua condizione di visibilità agli astanti, ci fece un leggero segnale da una certa distanza, segnale al quale Alessandro rispose immediatamente, seguito dalla afflitta progenitrice e da me.
Il compagno aveva localizzato Marino e ci richiamava al lavoro.
In un angolo oscuro di una delle vecchie dipendenze di quel tempio, si manteneva la povera entità in meditazione. L’affettuosa madre si avvicinò e gli accarezzò la fronte. Ma, proprio come accade alla maggioranza degli uomini terrestri davanti all’influenza delle anime superiori, lo sfortunato figlio sentì appena una vaga allegria nel cuore. Tuttavia, riuscì a scorgere il nostro nuovo amico col quale stabilì un interessante dialogo.
Dopo avere ricevuto il suo affettuoso saluto, Marino domandò, sorpreso:
– Anche lei fu sacerdote?
– Sì – rispose Necesio, gentilmente.
– Appartiene ai sottomessi o ai lottatori? – interrogò Marino, un po’ ironico, facendo capire che per sottomessi intendeva tutti i colleghi che coltivavano l’umiltà evangelica e per lottatori tutti quelli che, non trovando la realtà spirituale, secondo le false promesse del loro culto esterno, si trovavano dediti all’ingrato compito della ribellione e della disperazione.
– Appartengo al gruppo della Buona Volontà – rispose Necesio, con intelligenza.
Incapace di percepire la nostra presenza al suo fianco, Marino guardò il nostro compagno con sarcasmo e tristezza simultanei e domandò:
– Perché mi cerca?
– Seppi che lei, amico mio – gli spiegò l’interlocutore con emozione –, sperimenta certe difficoltà intime delle quali soffro anch’io. La difficoltà di riconoscere il bene e la stanchezza della permanenza nel male, la necessità di affetti e il tedio delle compagnie inferiori rappresentarono per me enormi patimenti.
Mentre il sacerdote, triste, cambiava espressione in viso, Necesio continuava:
– È molto amaro riconoscere l’impossibilità di vivere con speranza, conservando contemporaneamente la delusione del vivere.
– Oh, sì, è vero! – esclamò l’interlocutore, commosso dall’osservazione.
– E perché non lavoriamo contro tutto ciò?
– Ma, come? – interrogò Marino con dolorosa inflessione. – sulla Terra ci promisero un cielo aperto ai nostri titoli e la morte ci rivelò situazioni francamente opposte. Non amministravamo i sacramenti? Non fummo investiti di potere? Ci confidarono domini e qui c’imposero umiliazioni angosciose… A chi ricorrere? Ribellarsi, è ora un dovere.
Notai che il nostro collaboratore si disponeva a rispondere con solida argomentazione, di essenza evangelica. Parlandogli delle vanità terrestri e delle interpretazioni arbitrarie dell’uomo, nel campo delle leggi divine, prima che Necesio potesse iniziare la sua conversazione, con un segno d’intesa, Alessandro, benevolmente, lo avvisò:
– Non discutere.
L’interpellato modificò il suo atteggiamento e con affabilità, rispose:
– Sì, amico mio, ogni coscienza ha le sue lotte e i suoi problemi. Non vengo a discutere il tuo rinnovamento immediato. Sollecitato da alcuni amici che si preoccupano della tua felicità, da un piano più elevato, vengo ad invitarti a una riunione.
– Per caso desiderano modificare il mio atteggiamento come già hanno provato? – domandò Marino con curiosità.
– Naturalmente, sono avvisati del tuo nuovo stato intimo – aggiunse Necesio, deciso – e forse pretendono di offrirti nuovi vantaggi. Chi lo sa?
L’interlocutore pensò per alcuni minuti e tornò a fare indagini sui suoi probabili benefattori. Ma il nostro compagno lo informò con serenità:
– Non disponiamo di tempo per molti chiarimenti. Credo che l’amico, come accadde a me, guadagnerà moltissimo. Ma se desidera tentare una soluzione per il suo caso, non dobbiamo perdere tempo.
Si vedeva che Marino penetrava nel terreno oscuro dell’indecisione; ma la sua progenitrice lo abbracciò con grande affetto chiedendogli mentalmente che accompagnasse il
messaggero senza esitare. Senza poter offrire resistenza a quella vigorosa imposizione magnetica di amore materno, esclamò con risoluzione:
– Andiamo!
Necesio gli porse il braccio fraternamente e si ritirarono rapidamente per una delle piccole porte laterali.
Dopo pochi minuti penetrammo nel recinto di preghiera e di lavori spirituali a noi noto.
Osservai che molti servitori, della nostra sfera, mantenevano le loro mani intrecciate, formando un’estesa corrente protettiva attorno al tavolo destinato ai servizi della notte. La scena era per me una novità.
Ma Alessandro mi spiegò con discrezione:
– Si tratta della catena magnetica necessaria per l’efficienza del nostro compito di indottrinamento. Senza questa rete di forze positive che esercita la vigilanza indispensabile, non avremmo elementi per contenere le entità perverse e recalcitranti.
Ma l’istruttore mi fece capire, in quel momento, che non era conveniente entrare in conversazione. Ma piuttosto aiutare Necesio, a mettere Marino nel circolo magnetico, dove, con sorpresa, verificai la presenza di vari disincarnati sofferenti, portati da altri piccoli gruppi di amici spirituali che, a loro volta, aspettavano l’opportunità dell’indottrinamento. Percependo ora l’ambiente in cui si trovava, Marino volle retrocedere, ma non poté. La frontiera vibratoria stabilita dai nostri collaboratori, a poca distanza dal tavolo di fraternità, gli ostacolava la fuga.
– Questo è un abuso! – esclamò con rabbia.
– Calmati! – gli rispose Necesio, senza alterarsi –, Tu otterrai grande sollievo. Aspetta! Potrai sfogare le tue tristezze e ascoltare la parola compassionevole di un orientatore cristiano ancora incarnato. E dopo, chi lo sa? Potrai, forse, vedere qualche essere caro che si trova in zone più elevate, nell’attesa del tuo rinvigorimento e della tua illuminazione…
– Non voglio! Non voglio! – gridava l’infelice.
– Sai qual è la verità, amico mio? – gli domandò il nostro compagno con inflessione di tenerezza. – Puoi indovinare la provenienza del soccorso che hai ricevuto oggi? Riuscirai a ricordarti di chi mi invitò a incontrarti?
Il sacerdote disincarnato fissò il suo strano e terribile sguardo, ma Necesio, senza perdere la calma, dopo una lunga pausa, gli disse:
– È tua madre!
Marino nascose il suo viso tra le mani e proruppe in un pianto angoscioso.
In quell’istante, Alessandro, assecondato da vari ausiliari, prestava all’organismo di Ottavia il massimo aiuto fraterno con abbondanti quote di risorse magnetiche. Compresi che, se per i fenomeni di scambio con i disincarnati di un grado più elevato, era necessario l’aiuto
del nostro piano di azione al campo medianico, nel presente caso, questa cooperazione doveva essere maggiore, in vista della condizione dolorosa e deplorevole del comunicante. In effetti, la medium Ottavia riceveva le più varie risorse magnetiche per l’esecuzione del suo compito.
In pochi minuti si provvide all’incorporazione di Marino che procurò alla medium una forte eccitazione. Ottavia, temporaneamente slegata dai veicoli fisici, si manteneva un po’ confusa, nel sentirsi avvolta dai fluidi squilibrati, non mostrando la stessa lucidità che avevamo osservato anteriormente, benché l’assistenza che riceveva dagli amici del nostro piano era molto grande.
Un istruttore di elevata condizione gerarchica, sostituì Alessandro vicino alla medium. Il mio orientatore cominciò a ispirare direttamente il collaboratore incarnato che dirigeva la riunione.
Mentre succedeva questo, vari aiutanti del servizio raccoglievano le forze mentali emesse dai fratelli presenti, comprese quelle che fluivano abbondantemente dall’organismo medianico, benché non fosse una novità per me sorprendendomi per le differenti caratteristiche con cui era stato portato a compimento il lavoro.
Non potei contenermi e domandai a un amico che si trovava in attività nel settore.
– Questo materiale – mi spiegò benevolmente –, si costituisce di vigorose risorse plastiche affinché i benefattori della nostra sfera si facciano visibili ai fratelli turbati ed afflitti, o materializzino temporaneamente certe immagini o scene indispensabili per ravvivare l’emotività e la fiducia delle anime infelici. Con i raggi e le energie di varia espressione, emessi dall’uomo incarnato, possiamo formare certi servizi importanti per tutti quelli che si trovano legati al livello vibratorio dell’uomo comune, malgrado rimangano distanti dal corpo fisico.
Compresi la spiegazione, e riconobbi che, se è possibile fare una sessione di materializzazione per i compagni incarnati, è anche possibile fare la stessa cosa per i fratelli disincarnati di condizione inferiore.
Apprezzando l’eccellenza e l’ampiezza delle attività dei nostri orientatori, fissai la mia attenzione sulla conversazione che si stabilì tra Marino incorporato in Ottavia e l’indottrinatore umano, orientato intuitivamente da Alessandro.
Al principio, il sacerdote mostrava immensa disperazione e pronunciava parole forti che denunciavano la sua ribellione. Nonostante questo, l’interlocutore gli parlava con serenità cristiana, facendogli capire la superiorità del Vangelo vissuto sul Vangelo interpretato.
A un certo punto dell’indottrinamento, percepii che Alessandro richiamava a sé uno dei cooperatori che manipolava i fluidi e le forze raccolte nella sala raccomandandoli di aiutare la progenitrice di Marino a farsi visibile per lui.
Notai che la signora disincarnata, con gli aiuti di altri amici, accorse immediatamente, mentre Alessandro, abbandonando per alcuni attimi il suo posto vicino all’indottrinatore, applicò Passi magnetici nella regione visiva del comunicante. Comprese, allora, che lì, si mettevano in gioco interessanti principi di cooperazione. L’amorosa progenitrice, si rassegnava ad essere avvolta, per alcuni minuti, da vibrazioni più dense, mentre il figlio di suo conto
avrebbe elevato di più la percezione visuale fino alla massima portata di sua competenza, in maniera da effettuare un ritrovo temporale di benefiche conseguenze per lui.
Alessandro tornò a mettersi di fianco al dirigente e, con sorpresa, senti che l’amico incarnato sfidava l’esasperato comunicante Marino, con la sua voce calda di sincerità nel ministero dell’amore fraterno:
– Osserva intorno a te, fratello mio! – esclamava l’indottrinatore, commovendosi – riconosci la persona che si trova al tuo fianco?
Fu allora che il sacerdote lanciò un grido terribile:
– Mia madre! – egli disse, pieno di dolore e di vergogna – è mia madre…!
– Perché non ti arrendi all’amore del Nostro Padre Celestiale, figlio mio? – disse la progenitrice, emozionata, abbracciandolo – Basta con vane discussioni e contese intellettuali! Marino, la porta delle nostre illusioni terrene si chiuse con i nostri occhi fisici… Non trasferire qui i nostri vecchi inganni! Ascoltami! Non ti ribellare più! Umiliati davanti alla verità! Non farmi soffrire più…!
Gli incarnati presenti videro solamente il corpo di Ottavia, soggiogato dal sacerdote che scoppiando in singhiozzi atroci, rimaneva a loro invisibile mentre noi vedevamo.
La nobile Signora disincarnata si mise di fianco al figlio e cominciò a baciarlo, ricoprendolo di lacrime di riconoscimento e di amore. Un pianto copioso li caratterizzava entrambi.
Recuperando nuove forze, la progenitrice continuò:
– Perdonami, caro figlio, se in un’altra epoca indussi il tuo cuore alla responsabilità ecclesiastica, condizionando il corso delle tue tendenze. Le tue lotte di oggi raggiungono la mia anima angosciata. Sii forte Marino e aiutami! Allontanati dai cattivi compagni! Non serve a nulla ribellarsi. Non potremo mai fuggire alla legge dell’Eterno! Ovunque tu sia, la voce divina si farà sentire nell’intimo della coscienza…
In quel momento, osservai che il sacerdote, pieno di profonda diffidenza, si ricordò dei suoi amici. Ora che il sacerdote ritrovò la mamma affettuosa e devota a Dio, che sentiva la vibrazione confortante dell’ambiente di fraternità e di fede, aveva paura di ritornare alla convivenza coi suoi complici induriti dal male.
Strinse con fiducia la mano materna e domandò:
– Oh, madre mia! Posso accompagnarti per sempre?
L’affettuosa entità lo contemplò, con grande amore, attraverso il velo di pianto e rispose:
– Per ora questo non è possibile, figlio mio! Potrai allontanarti dallo squilibrio in questo momento, rompere tutti i fili che ti legano alle zone inferiori, abbandonarli per sempre, ma nel frattempo è necessario trasformare la tua condizione vibratoria, attraverso l’intimo rinnovamento per il bene, per il quale sarà possibile, a breve, la nostra unione nella Casa Divina.
Non avere dubbi. Mobiliteremo tutte le risorse necessarie per la tua nuova vita, non appena andrai a modificare sinceramente i tuoi propositi spirituali. Mostraci la tua buona e fedele volontà e Gesù ci soccorrerà con il resto…! Abbiamo qui un amico volenteroso che ci presterà la sua preziosa collaborazione. Mi riferisco a Necesio, il buon fratello che ti portò al nostro incontro. Egli metterà a tua disposizione le risorse necessarie affinché tu segua una condotta diversa. Al principio, tu Marino, sperimenterai difficoltà e dispiaceri, sarai assediato dagli antichi compagni che diventeranno i tuoi avversari, ma, senza la lotta che favorisce l’acquisizione di valori reali, non impareremo dove si trova il nostro vero posto nell’opera di Dio.
Lo sfortunato figlio le promise il suo impegno nel cambiamento
Dopo che lo ebbe incoraggiato con delicata tenerezza, la devota Signora lo lasciò alle cure di Necesio che, con piacere, ricevette la missione di avviarlo nella sfera dei suoi nuovi doveri.
Dopo avere salutato l’affettuosa mamma che ritornò nella nostra compagnia, il sacerdote conversò ancora per alcuni minuti con il dirigente incarnato, sorprendendolo del suo brusco cambiamento.
Era stato ottenuto, in realtà, un dono del Signore. L’abnegazione materna produsse salutari effetti in quel cuore esasperato e deluso. Marino non poteva essere strappato dalle tenebre alla luce, solo in virtù dell’amorosa cooperazione del nostro piano, ma ricevendo il nostro aiuto fraterno avrebbe utilizzato i nuovi elementi per impegnarsi in una Vita Più Elevata. Riconobbe, stupito della giustizia del Padre, che l’affezionata progenitrice non poteva consegnargli il suo raccolto di luce senza avergli fornito preziose sementi, affinché egli li coltivasse come un buon agricoltore.
Altri gruppi, provenienti da altre regioni, portavano i loro protetti per essere indottrinati, in accordo con il programma stabilito preventivamente. Quattro furono le entità che ricevettero i benefici diretti di quella natura attraverso Ottavia e un altro medium. In tutti i casi, il magnetismo fu usato in grande scala dai nostri istruttori, evidenziando il caso di un povero commerciante che ancora ignorava la sua propria morte. Dimostrando egli una certa ostinazione davanti alla verità, uno degli orientatori spirituali, della stessa condizione gerarchica di Alessandro, imponendogli la sua vigorosa volontà, gli fece vedere, a distanza, i suoi resti in decomposizione. L’infelice, esaminando la scena, gridava pietosamente, arrendendosi, finalmente, all’evidenza dei fatti.
In tutti i servizi, il materiale plastico fu raccolto dalle emanazioni dei collaboratori incarnati, con soddisfacente efficienza. Non solo era stato utilizzato dagli amici di più nobile condizione che avevano necessità di farsi vedere visibili ai comunicanti ma fu anche usato nella fabbricazione momentanea di scene provvisorie e di idee–forme che agivano con beneficio sull’animo degli infelici che si trovano ancora in lotta con sé stessi. Uno dei bisognosi che aveva messo il medium in forte eccitazione, avrebbe voluto aggredire i compagni del tavolo lì presenti con il compito di un aiuto fraterno. Prima che potesse mettere in pratica il sinistro piano, vidi che i tecnici, della nostra sfera, stavano lavorando attivamente alla composizione di una forma senza vita propria per portarla immediatamente vicino all’aggressore. Era uno scheletro di aspetto terribile che lo fissò dall’alto in basso, facendolo tremare umiliato, e indurlo a dimenticare il triste proposito di ferire i suoi benefattori.
Dopo complessi lavori portati a termine nella nostra sfera, la sessione finì, con grandi benefici per tutti.
Dentro di me, germinavano nuovi mondi di pensiero.
I lavori realizzati per ogni caso in questione, costituivano differenti lezioni per la mia anima.
Abbagliato per la dilatazione della luce, che si faceva sempre di più intensa e viva nel mio circolo mentale, riconobbi che i geni celesti avrebbero potuto portare il più bello ed efficiente soccorso agli Spiriti delle ombre i quali mossi dalla pietà e dall’ amore, sarebbero riusciti a creare abbondanti granai di benedizioni per il bene di quelli che soffrono, ma che, in conformità con l’Eterna legge, i bisognosi avrebbero potuto ricevere i benefici divini solo se disposti ad aderire di loro spontanea volontà ai lavori del bene.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 11 novembre 2019, 18:24

18
Ossessione
Consigliati dallo sperimentato orientatore, il gruppo a cui Alessandro prestava preziosa collaborazione, si riuniva nelle notti preventivamente concordate, per servire i casi di ossessione. Era necessario ridurre fin dove fosse possibile, l’eterogeneità vibratoria dell’ambiente e questo obbligava la direzione della casa a limitare il numero degli incarnati nei servizi di beneficio spirituale. Tale aspetto delle nostre attività mi impressionava intensamente e per questo motivo, dopo avere ottenuto il permesso di Alessandro per poterlo accompagnare nel lavoro, lo interrogai con la curiosità di sempre:
– Tutti gli ossessionati sono medium, nella legittima accezione del termine?
L’istruttore sorrise e disse:
–Tutti siamo medium, amico mio, incluso noi disincarnati, dato che, quando ci eleviamo, agiamo come intermediari del bene che viene dall’Alto, o come portatori del male, raccolto nelle zone inferiori, quando cadiamo nello squilibrio. Ma, l’ossessionato, oltre ad essere medium con le energie perturbate, è quasi sempre un malato che rappresenta una legione di malati invisibili allo sguardo umano. Per questo motivo costituisce, in tutte le circostanze, un caso speciale, che esige molta attenzione, prudenza e affetto.
Ricordando le conversazioni ascoltate tra i compagni incarnati, cooperatori assidui dello sforzo di Alessandro e di altri istruttori, aggiunsi:
– Per quello che mi dici, comprendo le difficoltà che avvolgono i problemi relativi alla cura ma nel frattempo ti ricordo l’ottimismo con il quale i nostri amici commentano la posizione degli ossessionati che saranno portati a trattamento…
Il generoso mentore con un sorriso osservò:
– Per adesso, loro non possono vedere altro che l’atto presente di questo dramma multi secolare di ognuno. Non considerano che l’ossessionato e l’ossessore sono due anime che arrivano da molto lontano, immensamente legate alle perturbazioni che sono loro peculiari. I nostri fratelli incarnati procedono correttamente dandosi al lavoro con gioia, perché qualsiasi nobile sforzo, è un bene che rimane indistruttibile nella sfera spirituale; dovrebbero essere moderati nelle promesse di miglioramento immediato nel campo fisico e in nessun modo, dovrebbero formulare giudizi prematuri su ogni caso, perché è molto difficile identificare la vera vittima con la visione circoscritta del corpo terrestre.
Dopo avere fatto una piccola pausa, continuò:
– Osservai anche l’esagerato ottimismo dei compagni, i più superficiali, che nella loro diagnosi promettono alle famiglie dei malati, risultati formali di guarigione. Indubbiamente saranno enormi i benefici raccolti dai malati; ma, se dobbiamo apprezzare la buona volontà, è di dovere non approvare l’entusiasmo squilibrato e senza meta.
– Conosce già tutti questi casi? – indagai.
– Tutti – rispose Alessandro senza dubitare. – Dei cinque che costituiranno il motivo della prossima riunione, solamente quello di una giovane rivela più o meno possibilità di miglioramento rapido. Gli altri verranno semplicemente per ottenere soccorso, evitando così, l’aggravamento delle loro prove necessarie.
Considerando molto interessante l’esempio speciale che faceva, domandai:
– Godrà la giovane di una protezione diversa?
L’istruttore sorrise e chiarì:
– Non si tratta di protezione, bensì di sforzo proprio. L’ossessionato, oltre ad essere un malato, rappresentante di altri malati, è quasi sempre anche una creatura colma di torturanti problemi spirituali. Se le manca la ferma volontà per l’auto–educazione, per la disciplina di sé stesso, quasi sicuramente prolungherà la sua condizione dolorosa oltre la morte. Che cosa succede a un uomo indifferente al governo della sua casa? Indubbiamente, sarà assediato da uno e mille problemi nel corso di ogni giorno e finirà vinto, trasformandosi in giocattolo delle circostanze. Immagina ora che quest’uomo indifferente sia circondato da nemici che egli stesso creò, da avversari che lo vigilano nei minimi gesti, presi, nella maggioranza dei casi, da sinistri propositi…Se non si sveglia per la realtà della situazione, e impugna le armi della resistenza avvalendosi dell’aiuto esterno che gli è prestato da amici, è ragionevole pensare che rimanga schiacciato. Questa è la definizione della maggiore percentuale dei casi spirituali che stiamo trattando. Ma non rappresenta la caratteristica esclusiva delle ossessioni di ordine generale. Esistono ugualmente i processi laboriosi di riscatto dove, dopo che gli elementi di perturbazione e di ombra sono stati allontanati, persistono le situazioni espiatorie. Pertanto, in tutte le vicende di questa specie non si può prescindere dall’adesione dei diretti interessati nella cura. Se l’ossessionato è soddisfatto nella posizione di squilibrio, bisogna aspettare o la fine della sua cecità, riducendo la ribellione che gli è propria, o il suo allontanamento dall’ignoranza che gli occulta la comprensione della verità. Davanti ad ostacoli di questa natura, benché siamo chiamati con fervore da quelli che amano particolarmente i malati, niente possiamo fare, che non sia seminare il bene per raccogliere nel futuro, senza nessuna aspettativa di profitto immediato.
L’istruttore fece una piccola pausa nella conversazione e vedendo la mia necessità di maggiori spiegazioni, proseguì:
– La giovane alla quale mi riferii sta procurando, da sola, il ristabilimento delle sue forze psichiche; ha lottato intensamente contro gli attacchi di entità maligne, mobilitando tutte le risorse che dispone nel campo della preghiera, dell’auto dominio e della meditazione. Non è in attesa del miracolo della guarigione senza sforzo e nonostante sia perseguitata da esseri inferiori, approfitta di ogni tipo di aiuto che gli amici del nostro piano proiettano nel suo circolo personale. Dunque, la differenza tra lei e gli altri, è che, usando le sue proprie energie, entrerà, benché lentamente, in contatto con la nostra corrente ausiliatrice, mentre gli altri, secondo la
nostra esperienza, continueranno, nell’impassibilità di quelli che abbandonano volontariamente la lotta edificante.
Compresi la spiegazione e attesi la sera dell’aiuto agli ossessionati, come Alessandro definiva questo genere di servizio.
Non erano trascorsi molti giorni quando in compagnia dell’istruttore entrai, sommamente interessato, nel luogo da me conosciuto.
Il personale era, ora, ridotto. Attorno al tavolo si riunivano solo due medium, sei fratelli esperti nella conoscenza e nella pratica dei problemi spirituali e degli ossessionati in trattamento.
I malati, in numero di cinque, presentavano caratteristiche speciali. Due di loro, una signora relativamente giovane e un uomo maturo, dimostravano enorme agitazione. Altri due, entrambi giovani e fratelli di sangue, sembravano completamente imbecilliti, e, infine, osservammo la giovane alla quale Alessandro si era riferito che si controllava con sforzo, davanti all’assedio di cui era vittima.
Le entità inferiori che circondavano i malati erano numerose. Nessuna di loro notava la nostra presenza, in virtù del basso livello vibratorio nel quale si mantenevano, ma si sentivano a loro agio al contatto con i compagni incarnati. Scambiavano impressioni, con grande interesse e attraverso le conversazioni lasciavano percepire i loro terribili progetti di attacco e di vendetta.
Seguivo la situazione, quando mi sorprese l’arrivo di due amici del nostro piano, ai quali gli ossessori guardarono con un certo timore.
– Sono i nostri interpreti davanti alle entità persecutrici – disse Alessandro, chiarendo. – Data la condizione in cui si trovano, possono essere visti da loro e contemporaneamente mantenersi in stretta unione con noi.
Osservando la serenità con la quale ci sorridevano, senza partecipare alla comprensione diretta con gli istruttori della nostra sfera che si trovavano lì presenti, sentii il mio istruttore spiegare:
– Sono già in possesso delle istruzioni precise per i lavori di questa notte.
Le creature disincarnate che si riunivano lì in dolorosa perturbazione, vedendo i due missionari, rettificarono, in un certo modo, il linguaggio che usavano. Dalla modificazione del loro lessico, verificai che entrambe erano già conosciuti da tutti loro.
Uno degli ossessori, evidentemente crudele, si rivolse sussurrando a uno dei compagni e disse:
– Stanno arrivando i predicatori. Speriamo che non vengano con maggiori esigenze.
– Non so cosa desiderano questi ministri – rispose l’interlocutore, con ironia –, perché in fin dei conti i consigli e l’acqua sono dati a chi li chiedono.
– Sembra che abbiano invitato quelli del tavolo, a stancarci fino a quando dimentichiamo i nostri propositi di fare giustizia con le nostre stesse mani.
– Le parole se le porta via il vento – affermò l’altro.
A questo punto, i nuovi amici entravano in conversazione con le entità delle ombre. Uno di loro si rivolse a una signora disincarnata che si trovava in tristi condizioni, unita a uno degli ossessionati come se stesse fra le nuvole e con bontà, le disse:
– Allora, sorella mia, sembra migliorata, sembra più forte. Molto bene!
Lei cominciò a piangere amaramente, ma il missionario, senza inquietudine alcuna, proseguì:
– Si calmi! La vendetta aggrava i crimini commessi. Per ristabilire la felicità perduta, amica mia, è necessario dimenticare tutto il male. Finché concedi accoglienza a pensieri di odio, non potrà raggiungere il miglioramento che desidera. La collera persistente si converte in un permanente stato di distruzione. Non riuscirà a raggiungere la sua pace intima, fino a che non perdonerà con il cuore.
– È quasi impossibile – rispose l’interpellata –, quest’uomo oltraggiò il mio ideale di donna, mi lanciò nella corruzione, si burlò della mia felicità, trasformò il mio destino in un fiume di mali. Non sarà giusto che paghi ora? Non dicono che il Padre è giusto? Ma io non vedo il Padre e devo fare giustizia usando le mie sole forze.
Osservando che l’indottrinatore disincarnato la guardava commosso, mormorò:
– E se lei fosse donna? Si metta nei miei panni e pensi a come procederebbe. Sarebbe disposto a scusare i malvagi che le gettarono fango al cuore? Chiuderebbe le porte della memoria, al punto di anestetizzare i più bei sentimenti del carattere? Non lo credo! Lei reagirebbe come io sto reagendo. Devono esserci le condizioni per perdonare. E le condizioni che io impongo nella mia condizione di vittima, sono che il mio carnefice sperimenti anch’ essi l’ironia della sorte. Egli mi rese infelice e ritornò al mondo. Si preparò per una vita piena di apprezzamenti sociali. Si laureò per conquistare la stima altrui. E quello che mi deve? In un altro tempo, non ero anch’io, degna del rispetto generale? Non mi dedicai a un’esistenza laboriosa e onesta, col fermo proposito di servire Dio?
Osservavo la discussione con forte interesse, sorprendendomi dell’individualismo che caratterizza ogni creatura, perfino oltre la morte del corpo. L’interprete della nostra sfera, contemplandola, senza irritazione, osservò:
– Tutte le sue considerazioni, amica mia, sono, apparentemente molto rispettabili. Ma, in tutti i disastri che ci accadono, dobbiamo esaminare serenamente la percentuale della nostra co-partecipazione. Solamente in rare situazioni, potremmo esibire, in realtà, il titolo di vittime. Nella maggioranza degli avvenimenti di questa natura, abbiamo la nostra parte di colpa. Non possiamo evitare che l’uccello rapace attraversi i cieli, sulla nostra fronte, ma possiamo sì ostacolare che faccia il suo nido sulla nostra testa.
A questo punto, la suscettibile interlocutrice, affermò con asprezza:
– Le sue parole sono figlie del suo credo religioso, ma io sono alla ricerca di giustizia.
E con ironico sorriso, concludeva: – Della stessa giustizia predicata da Gesù.
Il missionario non si alterò davanti al sarcasmo del gesto che accompagnò a quell’osservazione ingrata e, benevolmente, disse:
– Giustizia! Quanti crimini si commettono nel mondo in tuo nome! Quanti uomini e donne che vivono cercando fare giustizia per sé stessi, non fanno altro che cedere alla tirannia del “io”? La sorella si riferisce al Divino Maestro: che tipo di giustizia reclamò il Signore per Lui, quando si umiliava sulla croce? In questo senso, amica mia, il Cristo ci lasciò norme che non dobbiamo dimenticare. Il Maestro si manteneva vigilante in tutti gli atti referenti alla giustizia per gli altri. Difese gli interessi spirituali della collettività, fino alla suprema rinuncia; ma quando giunse l’occasione dal suo giudizio, mantenne silenzio e coerenza fino alla fine. Naturalmente, con questo atteggiamento, il Maestro non desiderò sottrarre alla considerazione del sacro servizio dei giudici retti del mondo carnale, ma, preferì adottare una condotta differente, stabilendo il modello di prudenza per tutti i discepoli del suo Vangelo, nelle più diverse situazioni. Trattandosi degli interessi altrui, sorella mia, dobbiamo essere rapidi nella giustificazione legittima; tuttavia, quando i temi difficili e dolorosi avvolgono il nostro “io”, conviene moderare tutti gli impulsi di rivendicazione. Non sempre la nostra visione incompleta ci lascia percepire il volume del nostro debito. E, nel dubbio, è lecito astenersi. Crede che Gesù avesse qualche debito che lo facesse meritevole della sentenza di condanna? Egli conosceva il crimine che si stava praticando, possedeva solide ragioni per reclamare il soccorso delle leggi; tuttavia, preferì tacere e passare, aspettandoci nel campo della legittima comprensione. È che il Maestro, andò oltre l’occhio per occhio” delle antiche disposizioni della legge e insegnò “amatevi gli uni gli altri”, praticandolo sempre. Confermò la legalità della giustizia, ma proclamò la divinità dell’amore. Dimostrò che sarà sempre eroico l’atto di difendere quelli che se lo meritano, ma si astenne dal fare giustizia per sé stesso, affinché gli apprendisti della sua dottrina, apprezzassero la prudenza umana e la fedeltà divina, nei gravi problemi della personalità, fuggendo ai deliri che le passioni dell’io” possono scatenare nelle strade del mondo.
L’interlocutrice, di fronte alla veemente e bella argomentazione, ammutolì fortemente impressionata.
Alessandro che, commosso seguiva anche lui le spiegazioni dell’interprete, dirigendosi a me, disse:
– Il lavoro di chiarimento spirituale, dopo la morte, tra le creature, esige da noi molta attenzione e affetto. È necessario sapere seminare nella “terra abbandonata” dei cuori delusi che si allontanano dalla Terra sotto tempeste di odio e di angoscia sconosciuta. Dice il Libro Sacro che in principio era il Verbo … Anche qui, davanti al caos degli spiriti inferiori e infelici, è necessario utilizzare il verbo nel principio della vera illuminazione. Non possiamo creare senza amore, e solamente quando ci prepariamo adeguatamente, edificheremo con successo per la vita eterna.
Rimanendo in silenzio l’entità che con tanto criterio era stata avvertita, passai a osservare la signora ancora giovane che si sentiva sotto forte irritazione, preoccupando gli amici incarnati. Diversi persecutori invisibili agli occhi terrestri, si mantenevano al suo fianco, imponendole terribili perturbazioni, ed emergeva tra tutti loro un infelice ossessore di crudeli
maniere. Le aderiva al corpo in tutta la sua estensione, dominando tutti i centri della sua energia organica. Osservavo la lotta della vittima che cercava di resistere, quasi inutilmente.
Il mio generoso orientatore percepì la mia stranezza e disse:
– André, questo è un caso di possessione completa.
E dirigendosi all’interprete che aveva parlato alcuni momenti prima, gli raccomandò che stabilisse un breve dialogo con quel temibile persecutore, con il fine che io mi formassi un mio personale giudizio sul caso.
Sentendosi toccato sulla destra dal nostro compagno, lo sfortunato gridò:
– No! No! Non mi venire a insegnare il cammino verso il cielo! Conosco la mia situazione e nessuno potrà fermare il mio braccio vendicatore! …
– Non desideriamo forzarlo, fratello mio – affermò l’amico, con serenità evangelica –, si tranquillizzi! Finché alimenta propositi di vendetta, sarà punito da sé stesso. Nessuno ti infastidisce, è la tua propria coscienza a parlarti. Le catene che ti legano all’inquietudine e al dolore furono fabbricate dalle tue stesse mani!
– Mai! – gridò lo sventurato. – Mai! E lei?
Accompagnò la domanda gesticolando orribilmente e continuò:
– Il signore che predica la virtù, giustifica la schiavitù di uomini liberi? Crede nel diritto di costruire infami Senzalas52 per umiliare i figli dello stesso Dio? Questa donna fu perversa con tutti noi. Oltre al mio sforzo vendicatore, vibrano di odio altri cuori che non la lasciano riposare. La perseguiremo ovunque sia.
Abbozzò un orrendo gesto e proseguì:
– Per semplice capriccio, lei ha venduto mia moglie ed i miei figli! Non è giusto che soffra fino a che non me li restituisca? Sarà credibile che Gesù, il Salvatore per eccellenza, applaudisse la prigionia?
Il nostro interprete, con molta calma, considerò:
– Il Maestro non approverebbe la schiavitù; ma, amico mio, ci raccomandò il perdono reciproco, senza il quale mai ci libereremo delle liane delle nostre mancanze. Chi di noi, antichi ospiti della carne, potrà esibire un passato senza crimini? In questo momento, i tuoi occhi rivelano la colpa di un’infelice sorella. Ma la tua anima, fratello mio, rimane allucinata dall’uragano della ribellione. La tua memoria è, di conseguenza, squilibrata e non può possedere tutti i ricordi che la contengono. Non essendole possibile ricordare il passato con esattezza, non sarebbe più ragionevole aspettare, nel tuo caso, il Giusto Giudice?
52Senzala o Senzalas erano grandi alloggi, tipo capannoni destinati a ospitare gli schiavi nelle piantagioni e le fattorie del Brasile coloniale e Imperiale tra il XVI e il XIX secolo. L'origine del termine è africano, vale lo stesso di "dimora", "abitazione". Il termine è noto a partire dalla seconda metà del XVI secolo.
Come giudicare e condannare qualcuno, con le proprie mani, se ancora non puoi valutare l’estensione dei tuoi stessi debiti?
Il ribelle sembrava schioccato dagli argomenti che ascoltava, ma, lontano dal capitolare nella sua posizione di persecutore, rispose aspramente:
– Per i più deboli, le tue osservazioni saranno preziose; ma non per me che conosco le sottigliezze dei predicatori della tua sfera. Non abbandonerò i miei propositi. La mia situazione non si risolverà con semplici parole.
Il nostro compagno, comprendendo l’indurimento di quello antagonista e impietosendosi della sua ignoranza, con tono fraterno, continuò:
– Non si tratta di sottigliezza bensì di buon senso. Inoltre, non desidero toglierti le tue ragioni di natura individuale, in considerazione dei legami vigorosi che uniscono la tua influenza alla mente della vittima. Nonostante ciò, mi appello al tuo cuore, facendoti riconoscere che, senza le scuse reciproche, non potremo liquidare i nostri debiti. In generale, il creditore esigente è cieco davanti ai suoi compromessi. Il tuo reclamo, in effetti, deve essere legittimo; tuttavia, è strano il tuo processo di liquidazione, nel quale non scopro nessun vantaggio, perché con le tue attività di vendicatore, oltre ad approfondire le tue piaghe intime, ti rendono antipatico agli occhi di tutti i compagni.
Forse ferito più profondamente nella sua vanità, l’ossessore tacque, mentre l’interprete tornava verso di noi, domandando al mio orientatore sulla convenienza di aiutare magneticamente l’infelice, con il fine che le sue reminiscenze potessero abbracciare alcune scene del passato lontano.
Ma Alessandro, disse:
– Non sarebbe opportuno dilatare i suoi ricordi. Potrebbe non comprendere. Prima di ottenere maggiore aiuto per la sua comprensione, è necessario che soffra.
Approfittando della lunga pausa che si fece tra tutti, osservai attentamente la povera ossessa. Circondata da entità aggressive, il suo corpo si era trasformato come l’abitazione del persecutore più crudele. Egli occupava il suo organismo dal cranio fino ai piedi, imponendogli tremende reazioni in tutti i centri di energia cellulare. Fili tenui, ma vigorosi, li univano, e, mentre l’ossessore ci presentava un quadro psicologico di satanica lucidità, la sventurata donna mostrava ai collaboratori incarnati, l’immagine opposta, rivelando angoscia e incoscienza.
– “Salvatemi dal demonio! Salvatemi dal demonio!” – gridava senza cessare, commuovendo i compagni che si trovavano intorno all’umile tavolo. – “Oh Dio mio! Quando finirà il mio supplizio?”
Coi suoi occhi smisuratamente spalancati, come se stesse guardando nemici invisibili alla vista comune, gridava angosciosamente, dopo brevi istanti di silenzio:
– “Arrivarono tutti dall’inferno! Sono qui! Sono qui! Ahi! Ahi!”
I suoi gemiti assomigliavano a lunghi sibili stentorei.
Rispondendo alla mia aspettativa, l’istruttore mi chiarì:
– Questa giovane signora presenta un doloroso caso di ossessione. Dall’infanzia, è perseguitata tenacemente da avversari di un altro tempo. Nella sua vita da nubile, mentre rimase protetta dall’ambiente dei suoi genitori, benché ne sentisse la presenza, ma in maniera meno percettibile, ottenne di sottrarsi in qualche modo all’integrale influenza dei persistenti nemici. Arrivando le responsabilità del matrimonio, durante il quale, a volte, la donna ricevette maggiore percentuale di sacrifici, non poté più resistere. Dopo la nascita del primo figlio, cadde in una prostrazione più intensa, offrendo opportunità ai crudeli persecutori e, da allora, venne sperimentando penose prove.
Stavo per esporre altre nuove domande che il caso richiedeva, ma l’istruttore amico mi fece vedere che la riunione di aiuto, da parte degli incarnati, incominciava in quell’istante.
Dovevamo mantenere la cooperazione vigilante e lo spirito di fraternità.
Osservai, gradevolmente sorpreso, le emissioni magnetiche di quelli che si riunivano lì con il compito di soccorso, animati dal più sacro impulso di carità redentrice. I nostri tecnici in cooperazione avanzata, si avvalevano dell’abbondante flusso di forze benefiche, improvvisando ammirabili risorse di assistenza, non solo agli ossessionati, ma anche agli infelici persecutori.
Di tutti i malati psichici, solamente la giovane risoluta alla quale ci siamo riferiti, riusciva ad approfittare del nostro aiuto al cento per cento. Io notavo il suo valoroso sforzo per reagire contro l’assedio dei pericolosi elementi che la circondavano. Avvolta nella corrente delle nostre vibrazioni fraterne, recuperava la normalità organica assoluta, benché con carattere temporale. Si sentiva tranquilla, quasi felice.
Nonostante si mantenesse nel lavoro attivo, Alessandro richiamò la mia attenzione, segnalando il fatto.
– Questa sorella, – disse l’orientatore – è, di fatto, vicina alla sua guarigione. Comprese a tempo che la cura, qualunque essa sia, non è solo nel necessario ristabilimento dell’equilibrio fisico. Sa già che il nostro soccorso rappresenta un materiale che deve essere approfittato dal malato che desidera ristabilirsi. Per questo motivo, sviluppa tutta la sua capacità di resistenza, al male collaborando con noi nel suo stesso interesse. Osserva.
Effettivamente, sentendosi protetta dalla nostra estesa rete di vibrazioni difensive, la giovane emetteva vigoroso flusso di energie mentali, espellendo tutte le idee malsane che gli sventurati ossessori, le avevano depositato nella mente, assorbendo subito i pensieri rigeneranti e costruttivi che la nostra influenza le offriva. Approvando il mio minuzioso esame con un gesto espressivo, Alessandro riprese a parlare:
– Non appena il malato si converte volontariamente in medico di sé stesso, raggiunge la positiva guarigione. Nel doloroso quadro delle ossessioni, il principio è analogo. Se la vittima capitola senza condizioni davanti all’avversario, gli si consegna totalmente e si trasforma in posseduta, trasformandosi in un automa alla mercé del persecutore. Se possiede volontà fragile e indecisa, si abitua con la persistente attuazione dei carnefici e cade nel circolo vizioso delle irregolarità molto difficili da correggere, in quanto si converte, a poco a poco, in poli di vigorosa attrazione mentale per i suoi stessi carnefici. In tali casi, le nostre attività di assistenza si trovano quasi circoscritte a meri lavori di soccorso, mirando a risultati lontani. Ma quando troviamo il malato interessato nella sua cura, avvalendosi delle nostre risorse per applicarle alla sua edificazione interna, allora possiamo prevedere trionfi immediati.
Rimanendo l’istruttore in silenzio, proseguii osservando i servizi che si sviluppavano nella stanza.
L’ indottrinatore incarnato, compagno di grande e bella sincerità, era al centro di una scena singolare. Il suo torace si convertì in un faro irradiante e ogni parola che usciva dalle sue labbra, era simile a un fascio di luce che raggiungeva direttamente il bersaglio, sia l’udito perturbato dei malati che il cuore dei persecutori crudeli. Le sue parole erano, in effetti, di una semplicità affascinante, ma la sostanza dei sentimenti di ognuna stupiva per la sua sublimità, elevazione e bellezza. Osservando il mio stupore, Alessandro venne in mio aiuto, spiegandomi:
– Siamo qui in una scuola spirituale. L’indottrinatore umano è incaricato di trasmettere le lezioni. Ma tu puoi notare che, per insegnare con successo non basta conoscere le materie di apprendimento e insegnarle. Innanzitutto, è necessario sentirle e vivere la loro sostanza nel cuore. L’uomo che predica il bene deve praticarlo, se non desidera che le sue parole siano portate via dal vento, come semplice eco di un tamburo vuoto. Il compagno che insegna la virtù, vivendo le sue grandezze in sé stesso, ha il verbo carico di magnetismo positivo, stabilendo costruzioni spirituali nelle anime che lo ascoltano. Senza questa caratteristica, l’indottrinamento, quasi sempre, è vano.
Vedendo l’espressiva scena, analizzata con i chiarimenti dell’istruttore, compresi che il contagio, attraverso l’esempio, non costituisce un fenomeno puramente ideologico ma un fatto scientifico nelle manifestazioni magnetico–mentali.
Ad esclusione della povera sorella che si trovava posseduta, gli altri ossessionati, in quel momento, si vedevano liberi dall’influenza diretta dei persecutori; nel frattempo, ad eccezione della giovane che reagiva coraggiosamente, gli altri presentavano singolare inquietudine, ansiosi di riunirsi di nuovo coi loro carnefici.
I nostri ausiliari avevano rimosso i carnefici, espellendoli da quei corpi malati e tormentati, ma gli interessati ai miglioramenti psicofisici brillavano per l’assenza intima, conservandosi a distanza spirituale dagli insegnamenti che l’indottrinatore incarnato, sotto l’influsso dei mentori dell’Altissimo, somministrava con ammirabile sentimento. Il loro atteggiamento era di insoddisfazione e di ansietà. Si direbbe che non sopportassero la separazione dagli ossessori invisibili. Abituato a osservare malati che, per lo meno apparentemente, dimostravano desideri di guarigione, mi causò stupore la situazione mentale di quelli che si riunivano davanti a noi, in un gruppo molto piccolo, deplorevolmente disinteressati al rimedio che la Spiritualità offriva loro per amore.
Alessandro percepì la mia sorpresa e mi fece un’osservazione:
– In generale, il novanta percento dei casi di ossessione che si verificano sulla Terra, sono problemi dolorosi e intricati. Quasi sempre l’ossessionato soffre di deplorevole cecità, con relazione alla propria infermità. E, così come non rispondono alla chiamata della verità, trasformandosi a colpa della cristallizzazione personalistica, diventano preda facile ed incosciente, anche se responsabile, di pericolosi nemici delle zone di attività poco elevate.
Comunemente si verificano casi di tale natura, in considerazione delle unioni vigorose e profonde nell’affetto mal compreso, o per i detestabili legami di odio che, in tutte le circostanze rappresenta la fiducia squilibrata convertita in mostro.
L’orientatore amico fece una lunga pausa, verificando i lavori in corso; ma, come chi, desiderasse aiutarmi con le lezioni indimenticabili per la lotta pratica, proseguì, a dispetto dei suoi obblighi di quell’ora:
– Per questo motivo, André, anche per lo psichiatra illuminato alla luce dello Spiritismo cristiano, la maggioranza dei casi di quest’ordine è, francamente, sconcertante. In virtù degli ascendenti sentimentali, ognuno di questi problemi esige una differente soluzione. Inoltre, è necessario notare che i nostri compagni incarnati osservano solamente una fase della questione, anche se ogni processo di questo tenore si caratterizza per infiniti aspetti, con relazione al passato dei protagonisti incarnati e disincarnati. Davanti all’ossessionato, si fissano solo l’imperativo immediato: l’allontanamento dell’ossessore. Ma, come rompere, da un momento a un altro, catene secolari, forgiate dai compromessi reciproci della vita in comune? Come separare esseri che si aggrappano l’uno l’altro, ansiosamente, per comprendere che nel dolore di simile unione, esiste il prezzo del riscatto indispensabile? Effettivamente, non mancano i casi, benché rari, di liberazione istantanea. Ma, vediamo lì, o la fine di un laborioso processo redentore, o troviamo il malato che, di fatto, esercita la violenza contro sé stesso, al fine di abbreviare la cura necessaria.
Esaminando l’estensione degli ostacoli da vincere per il ristabilimento completo dei malati psichici, considerai:
– Da tutto questo, si evince che…
Alessandro, non mi lasciò finire. Interrompendo la mia frase inopportuna, rispose:
– So già quello che voi dire. Evidenziando le difficoltà indicate per il tuo apprendimento naturale, tu domandi se non sarà infruttuoso il nostro lavoro e se non sarebbe meglio consegnare l’ossessionato alla sua sorte. Ma questa osservazione è un controsenso. Se tu fossi sulla Terra, ancora incarnato e vedessi un figlio amato in condizioni preagoniche, completamente disilluso dalla medicina umana, avresti il coraggio di abbandonarlo al sapore delle circostanze? Non confideresti in qualche risorsa inaspettata della Divina Provvidenza? Non aspetteresti, ansioso, il benevolo intervento della Natura? Chi sta dentro nell’intimo del cuore di un uomo, nostro fratello, per dire con certezza matematica se reagirà contro il male o smetterà di farlo, se pretende il riposo o il lavoro attivo? Non possiamo, pertanto, utilizzare qualsiasi argomento intellettuale per sfuggire al nostro dovere di assistenza fraterna all’ignorante e sofferente. Urge rispondere alla nostra parte di obbligo immediato, comprendendo che la costruzione dell’amore, è, anche essa un’opera del tempo. Nessuna parola, nessun gesto o pensiero, nei servizi del bene, va perso.
Compresi la nobiltà dell’osservazione e mi mantenni in silenzio.
Tornando il mio orientatore alla cooperazione attiva nei lavori che si realizzavano, passai a esaminare i malati psichici, mentre l’indottrinatore terrestre proseguiva nel suo luminoso compito di evangelizzazione.
La giovane che reagiva contro la pericolosa attuazione degli abitanti delle ombre, dimostrava regolare normalità nel suo organismo fisico. Assomigliava a qualcuno che movimentava tutte le possibilità difensive per conservare intatto l’equilibrio della propria casa.
Nel frattempo, gli altri esibivano deplorevoli condizioni organiche.
La sventurata ossessionata presentava serie perturbazioni, dal cervello fino ai nervi lombare e sacro, dimostrando completa disorganizzazione del centro della sensibilità, oltre al deplorevole rilassamento delle fibre motorie. Tali squilibri non solo si caratterizzavano nel sistema nervoso, ma allo stesso modo nelle ghiandole in generale e nei più diversi organi. Negli altri ossessionati, i fenomeni di degradazione fisica non erano minori. Due di loro, rivelavano strane intossicazioni nel fegato e nei reni. Un altro mostrava singolare squilibrio nel cuore e nei polmoni, tendendo all’insufficienza cardiaca, in connivenza con la Pré-tubercolosi avanzata.
Mentre esaminavo attentamente quegli inquietanti quadri clinici, l’orientatore incarnato dell’assemblea, facendosi interprete dei grandi benefattori del nostro piano di azione, spargeva intenso amore cristiano e profonda saggezza evangelica, con estrema fedeltà al Cristo, effettuando la semina della carità, della luce e del perdono.
Desiderando la mia elevazione in quelle attività costruttive, Alessandro mi si avvicinò dicendo:
– Rifletti sul servizio di legittima fraternità. In quelli che si dimorano nel campo inferiore, non abbiamo il miracolo delle trasformazioni repentine, né la promozione immediata ai piani elevati. Il compito è di semina, di attenzione, di persistenza e di vigilanza. Non si possono rompersi, in un istante, le catene che esistono da molti secoli, neppure edificare una città in un giorno. È indispensabile continuare a logorare le manette del male, con perseveranza e praticare il bene con coraggio evangelico.
I servizi stavano arrivando al termine.
Percependo che il mio orientatore tornava alla nostra conversazione con più facilità, esposi le mie osservazioni, domandandogli di seguito:
– Esaminando i tumulti fisiologici che mi fu dato verificare nei malati psichici, devo considerarli anche come malati nel corpo?
– Perfettamente – affermò l’istruttore – lo squilibrio della mente può determinare la perturbazione generale delle cellule organiche. È per questo motivo che le ossessioni, quasi sempre, sono accompagnate da caratteristiche molto dolorose. Le intossicazioni dell’anima determinano i disturbi nel corpo.
Prima che io potessi ritornare alle mie domande, percepii che la riunione stava per essere definitivamente chiusa da parte degli amici della Terra. Si era interrotta la catena magnetica di difesa. Notai, sorpreso, che la giovane, risoluta e ferma nella fede, aveva raggiunto considerabili miglioramenti, mentre l’ossessionata si ritirava con la sua situazione inalterata. Osservai gli altri tre malati. Non appena si ruppe la corrente di vibrazioni benefiche che si era stabilita lì, tornarono ad attrarre intensamente i carnefici invisibili alla cui influenza si erano abituati, dimostrando scarso intendimento.
Avvalendomi dell’opportunità, mi avvicinai ad Alessandro, per non perdere le sue conclusioni e domandai:
– Che cosa possiamo dedurre finalmente dal trattamento agli ossessionati?
Egli sorrise e rispose:
– In tutte le nostre attività di soccorso, è sempre immenso il profitto, anche se la sua estensione non è percettibile alla vista comune. E qualunque malato di questa natura che si disponga a cooperare con noi, a beneficio proprio, collaborando concretamente nella restaurazione delle sue attività mentali, rigenerandosi alla luce della vita rinnovata in Cristo, può aspettare il ristabilimento della relativa salute nel corpo terrestre. Ma quando la creatura prega l’assistenza di Gesù con le labbra, senza aprire il cuore all’influenza divina, non deve aspettare miracoli dalla nostra collaborazione. Possiamo aiutare, soccorrere, contribuire, illuminare ma non è possibile improvvisare risorse la cui organizzazione è lavoro esclusivo dell’interessato.
– Sento commiserazione davanti al quadro clinico che presentano gli infelici ossessionati – pensai molto impressionato. – Quanto è dolorosa la condizione fisica di ognuno!
– Sì, sì! – rispose l’istruttore – Il problema della responsabilità non si limita alle parole. È questione vitale nel cammino della vita. Preservando i suoi figli contro il pericolo di quello svilimento, Dio creò la risorsa delle luci religiose, svegliando le anime per la glorificazione immortale. Tuttavia, sono rari gli uomini che si dispongono a rispettare i propositi della Religione, dimenticando, volontariamente, che le minime cadute e i minimi vizi rimangono impressi nell’anima, esigendo rettifica. Tu stai osservando qui alcuni poveri ossessionati in positivo processo di trattamento, ma dimentichi che innumerevoli creature incarnate, nonostante siano state informate dalla Religione quanto alle necessità dello spirito, si lasciano trascinare all’attaccamento vizioso nel campo delle sensazioni di diverso ordine contraendo debiti, assumendo compromessi pesanti e trascinando compagni nelle loro avventure poco degne, forgiando legami forti per i dolorosi drammi di ossessione in futuro.
E, dopo aver sorriso paternamente, aggiunse:
– Che cosa desideri tu? È certo che dobbiamo lavorare per quanto sia alla nostra portata per il bene del prossimo, ma non possiamo esonerare i nostri simili dagli obblighi contratti. Il servitore fedele non è quello che piange, contemplando le sventure altrui, né quello che le osserva in modo impassibile con il pretesto di non interferire nel lavoro della giustizia. Il sentimentalismo malaticcio e la fredda correttezza non costruiscono il bene. Il buon lavoratore è quello che aiuta, senza fuggire dall’equilibrio necessario, costruendo tutto il lavoro benefico che si trova alla sua portata, cosciente che il suo sforzo rappresenta la Volontà Divina.
Alessandro non poteva essere più chiaro. Compresi i suoi istruttivi chiarimenti, ma, notando l’uscita dei malati, sotto la difesa vigilante dei parenti che li aspettavano alla porta, tornai a domandare:
– Amico mio e se ottenessimo l’allontanamento definitivo degli implacabili persecutori? Nella mia antica condizione di medico nel mondo, riconosco che questi malati psichici non portano le malattie circoscritte alla mente delle quali sono portatori. Ad eccezione della giovane
che reagisce valorosamente, gli altri rivelano strani squilibri del sistema nervoso, con tumulti nel cuore, fegato, reni e polmoni. Ammettiamo che si ottenga la conversione dei carnefici che li tormentano, tornerebbero dopo questo alla normalità organica? Raggiungerebbero il ritorno alla salute completa?
Alessandro meditò per alcuni minuti prima di rispondere e, subito, affermò:
– André, il corpo di carne è come se fosse un violino consegnato a un artista che, in questo caso, è lo Spirito incarnato. Diventa indispensabile preservare lo strumento dai vermi distruttori e difenderlo dai ladri. Hai visto la giovane che fa tutto quello che può per allontanarsi dal male? Stava cadendo sotto i colpi dei persecutori che l’assediavano, senza pietà, il suo cuore. Nonostante questo, come qualcuno che attraversa un lungo e pericoloso sentiero sull’abisso, confidandosi a Dio, lei ricorre alla preghiera incessantemente, studiando sé stessa e mobilitando le possibilità di cui dispone per non perturbare l’ordine dentro di sé. Nella tentazione di cui è vittima, questa sorella ha la prova che la redime. Pertanto, con l’eroismo silenzioso del suo lavoro, ha illuminato i suoi persecutori, obbligandoli alla meditazione e alla disciplina. Come puoi vedere, questa lottatrice sa preservare lo strumento che le fu confidato e, convertita in indottrinatrici dei carnefici, attraverso l’esempio di resistenza al male, trasforma i nemici, illuminando sé stessa. Davanti a una collaborazione di questo tipo, il problema della guarigione è molto facilitato. Ma, non accadrà la stessa cosa con quelli che non hanno precauzione con la difesa del loro strumento corporale. La consegna ai malviventi del violino simbolico al quale ci siamo riferiti, può supporre che lo stesso venga semidistrutto. E benché sia restituito al legittimo possessore, non potrà servire al lavoro d’armonia con la stessa esattezza di un altro tempo. Uno Stradivari53 può essere autentico, ma non si farà sentire se i suoi archi sono rotti. Come vediamo, i casi di ossessione presentano complessità naturali e, nella loro soluzione, non possiamo prescindere dalla cooperazione diretta degli interessati.
– Comprendo! – esclamai. E, in virtù della lunga pausa che l’istruttore impresse alla conversazione, osservai:
– Conveniamo, dunque, che i persecutori si convertano, che si allontanino definitivamente dalla cattiva strada, dopo avere viziato l’organismo delle vittime, per molto tempo… In questo caso, otterranno esse il ristabilimento immediato? Recupereranno l’equilibrio fisiologico integrale?
Con la bontà che gli è peculiare, Alessandro rispose:
– Ho osservato avvenimenti di questo tipo e quando occorrono, gli antichi carnefici si trasformano in amici ansiosi di riparare il male praticato. A volte, ricevendo l’aiuto dei piani superiori, ottengono la restaurazione dell’armonia organica di quelli che sopportarono la loro inumana influenza; ma nella maggioranza dei casi, le vittime non ristabiliscono più l’equilibrio del corpo.
53 Stradivari -Violino, violoncello o altro strumento ad arco costruito dal famoso liutaio Antonio. Stradivari: universalmente riconosciuto come uno dei migliori. Molti studiosi hanno avanzato teorie sulla presunta superiorità degli strumenti di Stradivari, ma i tentativi di identificare una sola componente responsabile della qualità sonora si sono finora dimostrati del tutto insufficienti. Si avvalsero delle sue creazioni anche Niccolò Paganini e Giovanni Battista Viotti che le fece apprezzare in Francia e in Gran Bretagna.
– Allora, rimangono con la loro salute deteriorata fino al sepolcro? – domandai, fortemente impressionato.
– Sì – chiarì tranquillamente Alessandro.
Osservando il mio grande sconcerto, l’orientatore aggiunse:
– Il tuo stupore si ricollega ancora alla incompletezza dell’analisi umana. Il persecutore, conosciuto come tale tra i compagni incarnati, può rivelare modificazioni, ma forse la presunta vittima non è convertita. Nell’ossessione, le difficoltà non sono unilaterali. L’eventuale allontanamento del persecutore, non significa sempre l’estinzione del debito. E in qualunque parte dell’Universo, André, riceveremo sempre in accordo con le nostre opere.
Il tema suggeriva grandi e belle domande ma, altre esigenze ci reclamavano in un’altra parte.
Alessandro si dispose a partire, salutato affettuosamente dai cooperatori e lo accompagnai, in silenzio, meditando sulla grandezza delle minime disposizioni della Giustizia Divina.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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