Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della Luce"

Approfondimento degli insegnamenti di Allan Kardec, le sue opere ed altre.

Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 4 febbraio 2019, 18:23

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Preparazione di Esperienze
Alessandro ed io ci preparavamo a ritornare alla nostra sede spirituale di lavoro, quando l’orientatore fu sollecitato da un compagno di elevato livello gerarchico che ci salutò dimostrando grande stima ed affetto.
– Sarò breve – disse al mio istruttore che lo ascoltava sollecito –, il tempo non mi permette lunghe conversazioni.
E modificando la sua espressione facciale, accentuò:
– Ti ricordi di Sigismundo, il nostro vecchio amico?
– Ovviamente. – rispose l’interpellato. – Entrambi gli dobbiamo importanti favori di altri tempi.
– Bene, – tornò a dire il visitatore. – Sigismundo ha bisogno di aiuto con urgenza. Riconosco che tu non sei specialista in lavori riguardanti la reincarnazione. Tuttavia, mi trovo obbligato a ricorrere alla collaborazione degli amici.
Il nuovo compagno fece un piccolo intervallo e continuò:
– Tu non hai dimenticato che il nostro amico, nonostante i suoi tratti di generosità, scese a compromessi molto seri nel passato.
– Sì, sì – rispose l’orientatore –, il suo dramma è ancora vivo nella nostra memoria.
– Sigismundo, attualmente – proseguì l’altro – ritornerà al fiume della vita fisica. Le circostanze esigono ciò e non dobbiamo perdere l’opportunità di introdurlo alla necessaria riabilitazione. Come sai, Rachele, la povera compagna che egli deviò durante la nostra epoca comune in cui abbiamo avuto i nostri legami affettivi più forti e Adelino, l’infelice marito che il nostro fratello assassinò in un deplorevole duello con arma da fuoco, si trovano già sulla Terra da tempo e da quattro anni sono tornati uniti con il legame del matrimonio. Tutto è preparato affinché Sigismundo ritorni in compagnia della vittima e del nemico del passato, con il fine di santificare il proprio cuore. Egli sarà, in conformità con l’autorizzazione dei nostri Superiori, il secondo figlio del loro matrimonio. Ma stiamo lottando con grandi difficoltà per ubicarlo lì. Disgraziatamente, Adelino, che deve essere il suo futuro padre nella sua nuova esistenza, lo respinge calorosamente durante le ore del sonno fisico, lavorando contro i nostri migliori propositi di armonizzazione. In considerazione di ciò, il lavoro preparatorio della nuova esperienza, è molto in ritardo e duro.
– E Sigismundo? – indagò il mentore, preoccupato – qual è il suo atteggiamento dominante?
Ercolano, il messaggero che ci visitava, spiegò con fraterna partecipazione:
– Al principio era animato da grande speranza. Ora che il suo antico rivale gli invia pensieri di odio e di gelosia, dimenticando gli impegni assunti nella nostra sfera di azione, si sente nuovamente sventurato e senza forze per riparare al male. Altre volte si riempie di tristezza e di ribellione e in quello stato negativo si sottrae alla nostra efficiente cooperazione.
Il visitatore fece una pausa e aggiunse con inflessione di supplica.
– Non potresti aiutarci tu in questo difficile processo di reincarnazione? Ricordo che la tua amicizia si divideva tra tutti e due. Forse il tuo intervento affettuoso riuscirebbe a convincere Adelino.
– Conta su di me – rispose l’orientatore, affettuosamente, – farò quanto è nelle mie possibilità affinché non si perda l’opportunità auspicata.
Davanti al sorriso di soddisfazione dell’altro, Alessandro concluse:
– La prossima settimana starò al tuo fianco per conversare spiritualmente con Adelino e risolvere il problema del riavvicinamento. Confidiamo nell’aiuto divino.
Ercolano ringraziò, commosso e salutò.
Da solo con il mentore affezionato e amico, cominciai a meditare sulla possibilità di contribuire, ugualmente, al nuovo caso.
Non avevo mai avuto l’opportunità di accompagnare da vicino un processo di reincarnazione, studiando gli antecedenti spirituali delle questioni dell’embriologia. Non sarebbe stato interessante, per me, utilizzare questa esperienza? Con questo proposito, mi rivolsi all’istruttore, senza parlare, naturalmente, in senso diretto, della mia pretesa:
– È notevole, per me, il sollecito di oggi – esclamai. – Nel mondo, ero molto lontano dal pensare alla molteplicità dei compiti assegnati ai benefattori e missionari disincarnati. L’estensione del servizio nel nostro campo di azione stupirebbe qualunque mortale.
– Senza dubbio – rispose attento il mentore – i lavori si dispiegano in tutte le direzioni. La petizione di Ercolano, viene a focalizzare uno dei più importanti problemi della felicità umana: quello dell’avvicinamento fraterno, del perdono reciproco, della semina dell’amore, attraverso la legge della reincarnazione.
Alessandro meditò alcuni secondi e continuò:
– Il caso è tipico. Il dramma di Sigismundo è troppo complesso per essere commentato in poche parole. Basta ricordare che Adelino e Rachele sono gli attori principali di una dolorosa tragedia successa all’epoca della mia ultima esistenza sulla Terra. Dopo una violenta passione, Adelino fu vittima di un omicidio; Sigismundo, del crimine; e Rachele del postribolo40. Si disincarnarono, ognuno a suo tempo, sotto intensa vibrazione di odio e disperazione, soffrendo vari anni nelle zone inferiori dell’astrale. Più tardi, per intercessione di amici redenti, gli antichi coniugi ottennero il ritorno al corpo fisico con il fine di santificare i legami sentimentali e riavvicinarsi agli antichi avversari.

40 dal latino prostibulum casa di prostituzione, casa chiusa, lupanare, bordello, casino, prostituto, prostituta e successivamente bordello; derivato di prostrare stare davanti, esposto, in vendita.


Ma, come accade comunemente, coloro che fanno gli eroi all’atto della promessa, si indeboliscono nella realizzazione, per attaccarsi molto più ai propri desideri che alla comprensione della Volontà Divina. Già in possesso dei beni della vita fisica, Adelino si rifiuta di perdonare, ricordando erroneamente le lezioni del passato. Prima della reincarnazione del vecchio disonesto, già si manifestava contrario a qualunque aiuto. Sempre il vecchio circolo vizioso: trovandosi fuori dalla benedetta opportunità del lavoro terrestre e vedendo l’estensione delle sue necessità, si sforza il compagno di promettere fedeltà e realizzazione; ma appena in possesso del tesoro del corpo fisico, ritorna all’indurimento spirituale e al disprezzo delle leggi di Dio.
Il mentore fece una breve pausa, aggiungendo subito:
– Ma cercherò di far ricordare loro gli impegni.
In quel momento, stimando che l’opportunità era preziosa, sollecitai:
– È possibile accompagnarti? Credo che mi sarebbe di molto profitto. Forse, potrei acquisire significativi valori per il servizio al prossimo e per il mio beneficio personale. Ignoro fino a quando mi sarà permesso studiare in tua compagnia e, pertanto, mi piacerebbe utilizzare completamente tale opportunità.
Alessandro sorrise, buono e disse:
– Non ho alcuna obiezione. Ma, non credo che tu debba seguire questi lavori senza prima acquisire qualche conoscenza della materia. In ogni costruzione davvero utile, non possiamo prescindere dalla base. Abbiamo buoni amici nella Pianificazione delle Reincarnazioni, servizio molto importante nella nostra colonia spirituale, direttamente collegato alle attività del Dipartimento del Chiarimento. In quell’istituzione, per alcuni giorni, tu potrai acquisire un’idea approssimativa del nostro compito, addentrandoti nei lavori. Una grande percentuale delle reincarnazioni sulla Terra avviene con dei modelli standardizzati per tutti, nel campo delle manifestazioni puramente evolutive. Ma un’altra percentuale non ubbidisce allo stesso programma. Elevandosi l’anima in cultura, conoscenza e conseguentemente in responsabilità, il processo di reincarnazione individuale diventa più complesso, sfuggendo, com’è logico, al quadro generale. In considerazione di ciò, le colonie spirituali più elevate hanno servizi speciali per la reincarnazione di lavoratori e missionari.
Le spiegazioni erano seducenti e rilevanti e comprovando l’importanza dei chiarimenti per il mio povero spirito, Alessandro continuò:
– Quando mi riferisco a lavoratori, non parlo di compagni non completamente buoni e redenti, bensì di quelli che rappresentano la maggiore somma delle qualità superiori, in cammino verso la piena vittoria sulle condizioni e manifestazioni grossolane della vita. In generale, come accade con noi stessi, siamo per la maggior parte delle entità che si trovano ancora in debito, ma già con valori di buona volontà, perseveranza e sincerità a cui viene concesso il diritto di influire sui fattori della loro reincarnazione, sfuggendo, in un certo modo, al modello generale. Indubbiamente non sempre si verificano tali modifiche in condizioni gradevoli per l’esperienza futura. I servizi di rettifica hanno compiti enormi.
E desiderando imprimere con forza nel mio spirito la nozione di responsabilità, l’istruttore, facendo più grave l’inflessione della sua voce, proseguì:
– Il problema della caduta è anche una questione di apprendimento ed il male indica una posizione di squilibrio, esigendo rinnovamento e ammenda. L’evoluzione ci conferisce potere; ma spendiamo molto tempo nell’imparare ad utilizzare armoniosamente questo potere. La razionalità offre campo sicuro alle nostre conoscenze; nel frattempo, André, quasi tutti noi, i lavoratori della Terra, impieghiamo secoli nel servizio d’illuminazione intima; perché non basta acquisire idee e possibilità, è necessario essere responsabile e non è giusto che abbiamo solamente l’informazione del raziocinio, dobbiamo anche avere la luce dell’amore.
– Perciò le lotte successive in continue reincarnazioni dell’anima! – esclamai, vivamente impressionato.
– Sì – continuò il mio gentile interlocutore –, abbiamo bisogno della lotta che corregge, rinnova, restaura e perfeziona. La reincarnazione è il mezzo e l’educazione divina è il fine. Per questo, allo stesso modo di milioni di nostri simili che evolvono, esistono milioni che si rieducano in determinati settori del sentimento perché, se possiedono già certi valori della vita, mancano loro altri non meno importanti.
Notando la mia difficoltà nel comprendere il suo insegnamento in modo integrale, il mio orientatore continuò:
– Anche nella tua condizione di medico, nel mondo, credo che tu non sia stato completamente estraneo agli studi evangelici.
– Sì, sì – risposi –, ho i miei ricordi in quel senso.
– Bene, lo stesso Gesù ci lasciò materiale di riflessione sul tema che stiamo esaminando, quando affermò che se la nostra mano o i nostri occhi fossero motivo di scandalo, avrebbero dovuto essere tagliati al penetrare nel tempio della vita41. Ci compete trasferire l’immagine letterale all’interpretazione semplice dello spirito. Se fallimmo già molte volte in esperienze di autorità, ricchezza, bellezza fisica, intelligenza, non sarebbe logico ricevere identiche opportunità nei lavori di rettifica.
Comprendevo chiaramente dove voleva arrivare Alessandro con i suoi amichevoli chiarimenti.
– Per esempio: è per la regolamentazione di simili servizi che esiste nella nostra colonia spirituale la Pianificazione delle Reincarnazioni, dove tu avrai occasione di raccogliere preziosi insegnamenti.
E rispondendo alle mie necessità come un padre affettuoso, l’istruttore mi portò, il giorno dopo, a un’imponente istituzione.
Il movimentato centro di servizio constava di vari edifici, vari campi e numerose installazioni. Accoglienti alberi si dispiegavano allineati attraverso estesi giardini, dando un aspetto affascinante al paesaggio. Osservai che l’istituto si caratterizzava per un intenso

41 *Mc 9,38–43.45.47–48

movimento. Entità, isolate o in piccoli gruppi, andavano e venivano, mostrando grande interesse e attenzione nella loro espressione. Non sembravano assolutamente preoccupati della nostra presenza, perché quando non passavano accanto a noi, assorti in profondi pensieri, andavano in gruppi affettuosi, sostenendo, per quello che sembrava, discrete conversazioni, molto intense e coinvolgenti. Molti di quei fratelli che ci passavano a fianco, portavano nelle loro mani piccoli rotoli simili alle pergamene terrestri, dei quali io non avevo fino ad allora la minima notizia.
Però Alessandro, come sempre, venne in mio soccorso, spiegandomi benevolmente:
– Le entità che vediamo sono lavoratori della nostra sfera, interessati in prossime reincarnazioni. Non tutti sono direttamente uniti in simile proposito, dato che gran parte di essi si trova in lavoro di intercessione, ottenendo favori di questa natura per amici intimi. I rotoli bianchi che hanno sono piccole mappe delle forme organiche, elaborate da orientatori del nostro piano, specializzati in conoscenze biologiche dell’esistenza terrena. In conformità al grado di avanzamento spirituale del futuro reincarnante e in accordo col servizio che gli è assegnato nel suo nuovo corpo carnale, diventa necessario stabilire piani adeguati ai fini essenziali.
– E la legge dell’eredità genetica? – domandai.
– Funziona con il completo dominio su tutti gli esseri in evoluzione, ma soffre, naturalmente, l’influenza di tutti quelli che raggiungono qualità superiori all’ambiente generale. Inoltre, quando l’interessato in nuove esperienze nel piano terreno è meritevole di servizi di “intercessione”, le forze più elevate possono imprimere certe modifiche alla materia, fin dalle attività embriologiche, determinando alterazioni favorevoli al lavoro di redenzione.
A questo punto della spiegazione, Alessandro mi invitò ad entrare.
Presto ci trovammo in uno degli estesi gabinetti dell’edificio principale, dove uno dei numerosi amici dell’orientatore venne ad accoglierci con grande disponibilità.
Alessandro mi presentò all’Assistente Josino che mi ricevette con grande gentilezza e signorilità. L’istruttore indicò l’obiettivo della nostra visita. Desiderava che mi fosse offerta la possibilità di visitare l’istituzione di pianificazione, tutte le volte che mi era possibile durante la settimana in corso, data la necessità in cui mi trovavo di acquisire nozioni sicure sul lavoro di aiuto nelle attività di reincarnazione. L’Assistente si mise a mia disposizione con la miglior buona volontà. Mi avrebbe condotto davanti a suoi colleghi, affinché non mi mancassero dettagli nella conoscenza; avrebbe esposto le sue esperienze alla mia osservazione, affinché io traessi da esse il massimo profitto, ed infine, per quello che era alla sua portata, avrebbe guidato i miei interessi durante l’apprendistato.
Mi rallegravo intimamente con le migliori e più confortanti impressioni, non solo per l’accoglienza affettuosa, ma anche per l’ambiente educativo.
Non lontano da noi, su luminosi piedistalli, riposavano due statue meravigliose: la delicata figura di un corpo maschile ed un altro modello femminile, singolarmente belli per la loro perfezione anatomica, non solo per la forma in sé, ma anche per quella di tutti gli organi e le più diverse ghiandole. Attraverso disposizioni elettriche, entrambe le figure palpitavano di vita e di calore, esibendo effluvi luminosi come se si trattasse degli uomini e delle donne più evoluti nella sfera carnale.
Davanti al mio stupore Alessandro sorrise e disse all’Assistente Josino, con il proposito di farsi sentire da me:
– Forse André non conosce abbastanza il nostro rispetto e la gratitudine che abbiamo per il corpo fisico terrestre.
– In realtà – aggiunsi – ignoravo, fino ad ora, che il corpo carnale fosse, tra noi, oggetto di tanto eccellenti attenzioni. Non sapevo che la nostra colonia contasse su un’istituzione di questo tenore.
– Ovviamente, amico mio. – interferì l’Assistente con inflessione affettuosa –, il corpo fisico sulla Terra rappresenta una benedizione del nostro Eterno Padre. Costituisce una delicata opera della Saggezza Divina nel cui perfezionamento incessante noi abbiamo la felicità di collaborare. Quanto dobbiamo alla macchina umana per i suoi millenni di servizio a beneficio della nostra elevazione nella vita eterna? Non sapremo mai quantificare la grandezza di simile debito.
E guardando i modelli che causavano il mio stupore, aggiunse:
–Tutto il nostro zelo nel servizio della reincarnazione è ben poco rispetto al molto che dovremmo realizzare a beneficio del perfezionamento della macchina organica.
Benché indeciso, osai domandare:
– Tutti i nuclei della spiritualità superiore hanno circoli di lavoro di questa natura?
Fu Alessandro a rispondere con la sua abituale delicatezza:
– In tutte le colonie di elevata espressione, questi compiti sono svolti con infinito affetto. L’aiuto alla reincarnazione dei nostri compagni, traduce il nostro riconoscimento al corpo fisico che ci ha offerto tanti benefici attraverso i tempi.
Ricordai che mio padre terrestre42 era ritornato all’esperienza carnale, procedendo da zone francamente inferiori e indagai:
– E quelli che ritornano alla Terra, provenienti dalle zone più basse, avranno lo stesso soccorro generoso?
Desiderando imprimere alla domanda la più viva sincerità, aggiunsi:
– Mio padre nell’ultimo pellegrinaggio terrestre, ritornò, qualche tempo fa alla sfera carnale, in condizioni molto amare…
Alessandro interruppe il corso della mia frase, ponderando:

42 Nosso Lar – La vita nel Mondo Spirituale. Nota dell’Autore Spirituale.

– Comprendiamo. Se egli era una persona di illustre ragione, benché non illuminata, rimase dopo la morte in stato di caduta e non deve essere tornato alla benedetta opportunità della scuola fisica senza il lavoro di intercessione e senza il forte aiuto di cuori molto amati del nostro piano. In questo caso, avrà ricevuto la cooperazione di benefattori situati in posizioni più elevate che avrebbero appoggiato le sue promesse per il servizio rigeneratore. Ma se egli era un individuo in sforzo puramente evolutivo, circostanza questa nella quale non sarebbe ritornato in condizioni dolorose, avrà contato, naturalmente con il santo concorso dei lavoratori spirituali che vegliano sulla Terra per la esecuzione dei lavori di reincarnazione, in processi naturali.
In accordo con i chiarimenti dell’orientatore, compresi le differenti condizioni e tranquillizzai il mio cuore.
Forse perché la conversazione toccava delicati temi della famiglia umana, forse già con il proposito di lasciarmi da solo con le mie profonde riflessioni, in quell’esteso laboratorio di servizio, l’orientatore e l’assistente rimasero in silenzio, rendendomi propenso a cercare nuovi motivi di conversazione per il mio apprendistato.
Passai allora a osservare attentamente i modelli maschile e femminile che si trovavano non lontano dai miei occhi. Gentilmente, Josino posò soavemente la sua mano destra sulle mie spalle e mi disse:
– Avvicinati a quelle creazioni educative. Imparerai molto osservandoli da vicino.
Con un gesto di gratitudine mi allontanai dai due rispettabili amici, avvicinandomi alle figure esposte. Mi fermai nella contemplazione del modello maschile che presentava assoluta armonia nelle sue linee quale arte ellenica di sapore antico.
Il modello, strutturato in sostanza luminosa, costituiva, nella mia opinione, la più delicata opera anatomica sottoposta, fino ad allora, alla mia analisi. Quella figura umana, immobile, assomigliava a qualcosa di divino.
Osservai i suoi dettagli con stupore. Non avevo mai visto simile perfezione nei dettagli corporali. Tutta la muscolatura era lì, formata da fibre luminose. Dal muscolo frontale fino al legamento anulare del tarso, si vedevano fili di luce che rappresentavano le diverse regioni della muscolatura generale. Determinate fibre, come quelle che si localizzavano nella zona orbitale delle palpebre, nel triangolare delle labbra, nel gran pettorale, nel pettineo43, nelle eminenze tenare e ipotenare44 fino all’estensore delle dita, erano più brillanti. Dall’esame di superficie, passai a osservazioni più profonde, identificando le disposizioni meravigliose delle figure rappresentative della circolazione linfatica e sanguinea. Oh! Gli organi erano tutti lì, vibrando in obbedienza a dispositivi elettrici, propiziando dimostrazioni educative. I vasi per il sangue venoso apparivano in luce cenerina, mentre le regioni del sangue arterioso apparivano in colore rosso.
Sorpreso, resi silenzioso tributo di ammirazione alla Saggezza Divina che ci concede il sublime corpo fisico terrestre per le nostre acquisizioni eterne.

43Nell'anatomia umana il muscolo pettineo è un muscolo che fa parte dei muscoli anteriori della coscia, si ritrova nella parte superomediale.
44 L'eminenza tenar o tenare è il rilievo carnoso posto alla base del pollice sulla faccia palmare della mano e ipotenar o eminenza ipotenar o eminenza ipotenare è il rilievo carnoso posto alla base del mignolo sulla faccia palmare della mano.

Mi impressionavano la perfetta disposizione delle vene distribuite intorno al tronco celiaco45 che, simili a piccoli fiumi di luce, risaltavano in espressione, la luminosità delle cave superiore ed inferiore, delle giugulari esterna e interna, delle arterie splenica46 e mesenterica superiore, dell’aorta discendente, dei vasi iliaci e dei gangli dei linfonodi inguinali. A coprire le meraviglie organiche c’era il sistema nervoso, assomigliante a una cappa radiante strutturata con sottilissimi fili di luce meravigliosa. La regione del cervello sembrava una lampada di un soave azzurro la cui luminosità si legava in modo diretto al cervelletto, discendendo subito per il midollo spinale fino al plesso sacrale, dove il fuoco brillante acquisiva espressione più intensa, per attenuarsi, dopo, nel gran nervo sciatico.
Trasferii le mie osservazioni alla forma femminile, altrettanto radiosa, concentrando il mio potenziale analitico sul sistema endocrino, disposto alla maniera di costellazione, tra i vari organi. Dall’epifisi, situata tra gli emisferi cerebrali, fino ai nuclei procreatori, le ghiandole sembravano formare un bel sistema luminoso simili a piccoli astri di vita, congregati in senso verticale come un’antenna splendente, attraendo la luce proveniente dall’Alto.
Ognuno aveva la sua forma specifica, le sue espressioni vibratorie, le sue caratteristiche particolari, diversificandosi ugualmente il colore di ognuna, sebbene, dopo avere ricevuto tutte a loro volta la colorazione dell’epifisi simile a un piccolo sole azzurrino, mantenevano nel loro campo di attrazione magnetica tutte le altre, dall’ipofisi alla regione delle ovaie, come il nostro astro della vita, che garantisce la coesione e il movimento della sua gran famiglia di pianeti ed asteroidi.
Il mio stupore non aveva limiti.
Ma è obbligatorio confessare che la mia sorpresa si estendeva molto di più, fissando gli effluvi brillanti che derivavano dai centri genitali, assomiglianti, nell’insieme, a un minuscolo santuario pieno di luce.
Non appena ebbi rivolto al mio istruttore uno sguardo indagatore, i suoi chiarimenti non si fecero aspettare.
– In senso generale sulla Terra, – mi disse Alessandro sorridendo, dopo essersi avvicinato a me – esiste ancora molta ignoranza sulla missione divina del sesso. Per noi che desideriamo dare valore alle esperienze, la paternità e la maternità terrestri sono sacre. La facoltà creatrice, è anche divinità nell’uomo. L’utero materno significa per noi la porta benedetta della redenzione; per un gran numero di persone, nella Sfera del Globo, la visione celestiale è simbolo di riposo e di allegria senza fine, mentre per molti di noi, la visione terrestre significa lavoro edificante e salutare. Ma non raggiungeremmo la terra promessa del servizio redentore, senza l’aiuto delle forze creatrici associate dell’uomo e della donna.
Compresi, con spirito rinnovato, il carattere sublime delle energie sessuali e ricordai, compassionevolmente, tutti gli incarnati che ancora non erano riusciti a costruire rispetto e comprensione in relazione ai sacri organi procreatori. Il mio orientatore, come se fosse un’antenna ricevente di tutte le mie emissioni mentali, mi avvertì con bontà:

45 Il tronco celiaco o arteria celiaca o anche tripode celiaco di Haller è un voluminoso ramo arterioso che nasce dall'aorta discendente a livello della dodicesima vertebra toracica.
46 Splenica: della milza – mesenterica superiore: assicura l'irrorazione di gran parte dell'intestino

– Dimentica qualunque espressione di reminiscenze poco costruttive. Quelli che oltraggiano il sesso, scrivendo, agendo o parlando, sono già grandi infelici di per sé.
Conservai quella lezione e benedissi la nuova esperienza che mi si offriva.
Alessandro salutò, lasciandomi nella grande istituzione di pianificazione, dove l’Assistente Josino, occupato con le attribuzioni del suo ministero, mi affidò alle attenzioni di Manasses, un fratello dei servizi informativi dell’istituto che mi accolse piacevolmente, circondandomi di gentilezza e di affetto.
Immediatamente sentii che il mio apprendistato incominciava con immenso profitto. Manasses era un libro aperto.
Le sue opinioni e i suoi rapporti trasmettevano preziosi insegnamenti.
Avvicinandoci ai padiglioni di disegno, dove numerosi cooperatori tracciavano piani per le reincarnazioni speciali, il mio nuovo compagno fu avvicinato da una simpatica entità che gli chiedeva informazioni. Manasses me la presentò con ottimismo. Si trattava di un collega che, dopo quindici anni di lavoro nelle attività di aiuto, sarebbe ritornato nella sfera carnale per la liquidazione di determinati conti. Il nuovo arrivato sembrava preoccupato. Gli si vedevano in viso apprensione e indecisione.
– Non lasciarti dominare da impressioni negative – gli diceva Manasses, infondendogli coraggio. – Il problema della rinascita non è così tanto intricato. Naturalmente esige coraggio e buona disponibilità.
– Tuttavia – esclamava l’interlocutore, un po’ triste –, temo di contrarre nuovi debiti invece di pagare i vecchi compromessi. Risulta tanto difficile vincere nell’esperienza carnale, in vista dell’oblio che sopravviene alla reincarnazione…
– Ma sarebbe molto più difficile trionfare ricordando – replicò Manasses, senza esitazione.
Proseguendo, sorridente, aggiunse:
– Se avessimo grandi virtù e belle realizzazioni, non ci sarebbe necessario rivivere le lezioni già vissute sulla carne. E se anche possediamo solo piaghe e deviazioni da ricordare, benediciamo l’oblio che il Signore ci concede temporaneamente.
L’altro si sforzò per abbozzare un sorriso e obiettò:
– Riconosco il tuo ottimismo e vorrei essere come te. Ritornerò fiducioso con il concorso fraterno di tutti voi.
E modificando il tono della sua voce, indagò:
– Puoi dirmi se il mio modello è pronto?
– Credo che potrà cercarlo domani – disse Manasses, con entusiasmo – già ho osservato la grafica iniziale e mi congratulo con te per avere accettato il suggerimento amoroso degli amici ben orientati, sul difetto della gamba. Certamente, lotterai con grande difficoltà all’inizio della nuova esistenza, ma la tua decisione ti farà molto bene.
– Sì – disse l’altro, un poco più rianimato – devo difendermi contro certe tentazioni della mia natura inferiore e la gamba malata mi soccorrerà, dandomi intense preoccupazioni. Sarà un antidoto alla mia vanità, una sentinella contro la devastazione dell’eccessivo amor proprio.
– Molto bene! – rispose Manasses, francamente ottimista.
– Puoi informarmi sulla misura di tempo concessa alla mia futura forma fisica?
– Settant’anni, come minimo – rispose il mio nuovo compagno, contento.
L’altro rivelò un’espressione di riconoscimento, mentre Manasses continuava:
– Pondera la grazia ricevuta, Silverio e dopo avere preso possesso nel piano fisico, non ritornare qui prima dei settanta. Cerca di approfittare dell’opportunità. Tutti i tuoi amici sperano che tu torni più tardi, alla nostra colonia, nella gloriosa condizione di un “completista”.
L’interpellato mostrò un raggio di speranza nei suoi occhi, ringraziò e salutò.
Le ultime osservazioni di Manasses, svegliarono in me una forte curiosità. Non potei contenere l’indagine che dominava il mio pensiero e domandai senza riserve:
– Amico, che cosa significa la parola “completista47”?
Egli sorrise compiacente e rispose col migliore umore:
– È il titolo che designa i rari fratelli che sfruttano tutte le possibilità costruttive che il corpo terrestre offre loro. In generale quasi tutti noi, ritornando alla sfera carnale, perdiamo opportunità molto importanti, sprecando le forze fisiche. Deambuliamo lì, facendo qualcosa di utile per noi e per gli altri, ma a volte, disprezziamo il cinquanta, il sessanta, il settanta percento e frequentemente anche di più, delle nostre possibilità. In molte occasioni, prevale ancora, contro noi, l’aggravante di avere mobilitato le energie sacre della vita, in attività inferiori che degradano l’intelligenza e abbrutiscono il cuore. Ma quelli che utilizzano la macchina fisica come l’operaio molto fedele conquistano diritti molto espressivi nei nostri piani. Il “completista”, in qualità di lavoratore leale e produttivo, può scegliere di sua volontà il corpo futuro, quando vorrà ritornare sulla Terra in missioni di amore e di illuminazione, o ricevere un corpo nobilitato per la continuità dei suoi compiti, in cammino a circoli più elevati di lavoro.
Simile notizia, rappresentava per me una preziosa rivelazione. Nient’altro legittimo che dotare di risorse complete il servitore fedele. Ricordai allora gli abusi di ogni tipo ai quali si consegnano le creature umane, in tutti i paesi, dottrine e situazioni, complicando i cammini evolutivi, creando legami schiavizzanti, radicandosi nell’attaccamento alle situazioni transitorie dell’esistenza materiale, alimentando inganni e fantasie, distruggendo il corpo ed avvelenando l’anima.

47 Completista: titolo che designa i rari fratelli che sfruttano tutte le possibilità costruttive che il corpo terrestre offre loro.

Trasportato da giustificata ammirazione, esposi:
– Ricordando la prigione degli spiriti incarnati nel piano della sensazione, ci consola sapere che c’è un premio per i rarissimi uomini che vivono nella sublime arte dell’equilibrio spirituale, pure trovandosi ancora nella carne.
– Sì – disse Manasses, approvando con uno sguardo quanto detto –, per quanto strano possa sembrare, simili eccezioni esistono nel mondo. Ritornano frequentemente alla nostra sfera, tra gli anonimi della Terra, senza schede di propaganda terrestre, ma con un immenso bagaglio di spiritualità superiore.
E dandomi l’impressione che desiderava fornirmi chiarimenti relativi a lui stesso, aggiunse:
– È da molti anni che mi sforzo per ottenere la condizione di “completista”; tuttavia, fino ad ora continuo in fase di preparazione…
Compresi che Manasses, come me, portava un regolare bagaglio di ricordi poco felici, rispetto all’uso che fece del corpo terrestre nelle esperienze passate e cercai di modificare l’orientamento della conversazione.
– Sai di qualche “completista” che sia ritornato sulla Terra? – interrogai.
– Sì.
– Naturalmente – continuai, curioso – avrà scelto un organismo irreprensibile.
Il mio nuovo compagno mostrò un’eloquente espressione facciale e sottolineò:
– Nessuno di quelli che ho visto partire, nonostante i meriti dei quali erano rivestiti, scelse forme irreprensibili in quanto alle linee esterne. Sollecitarono provvidenze a beneficio di un’esistenza salutare, preoccupandosi della resistenza, equilibrio, durabilità e forza dello strumento che avrebbe dovuto servirli, ma sollecitarono misure tendenti ad attenuare il loro magnetismo personale, in modo provvisorio, evitando così una presentazione fisica molto delicata, occultando la bellezza delle loro anime, come efficiente garanzia per i loro compiti. Procedono così, perché, vivendo la maggioranza delle persone nel gioco delle apparenze durante la permanenza sulla Terra, quelle si incaricherebbero di schiacciare i missionari del Bene se conoscessero la loro vera condizione, attraverso le vibrazioni distruttrici dell’invidia, del dispetto, dell’antipatia gratuita e delle dispute ingiustificabili. In considerazione di ciò, i lavoratori coscienti, la maggioranza delle volte, organizzano i loro lavori in modelli esteriori meno graziosi, fuggendo, in anticipo, all’influsso delle passioni devastatrici delle anime in squilibrio.
Compresi l’immensità di quel chiarimento e meditavo sulla grandezza dei principi spirituali che dirigono l’esperienza umana, quando Manasses rimarcò, dopo una lunga pausa:
– Le menti giovanili, come bambini nel mondo, giocano con il fuoco delle emozioni; ma gli spiriti maturi, a maggior ragione quando arrivano alla condizione di “completista”, abbandonano tutte le esperienze che possano distrarli durante il tragitto della realizzazione della Volontà Divina.
Di seguito, invitato dal mio nuovo amico, entrai in una delle dipendenze consacrate ai servizi di disegno. Piccole tele che mostravano pezzi dell’organismo umano, si trovavano ordinatamente da tutte le parti. Avevo la chiara impressione di trovarmi in un grande centro di anatomia, circondati da ausiliari competenti e diligenti. Erano sparpagliati lì, disegni di membra, tessuti, ghiandole, fibre, organi di tutte le classi e per tutti i gusti.
– Come sai – osservò Manasses, diligente –, nel servizio di sintesi o di compiti specializzati nella superficie del Globo, la reincarnazione non può essere mai comune. Per questo, lavorano qui centinaia di tecnici in questioni di Embriologia e Biologia in generale, con il fine di orientare tutti i fratelli che si uniscono a noi nello sforzo collettivo, nelle esperienze individuali del futuro.
Provando spontanea venerazione contemplai i servitori che, con la più grande cura, si applicavano, preparando il futuro di molti compagni. Come era complessa l’opportunità di rinascere! Che intense attività esigeva dai benefattori spirituali! Di fronte al mio gesto di sorpresa, Manasses rispose con una sintesi espressiva:
– Tu non ignori che gli uomini selvaggi o semi selvaggi, utilizzando sempre le risorse sacre della Natura, edificano le loro case in forme più semplici e rudimentali; ma l’uomo che già ha raggiunto un certo modello di ideale, sviluppando facoltà superiori, costruisce la casa organizzando prima il disegno.
Indicando la scena interiore, molto movimentata, aggiunse sorridente:
– Allo stesso modo, noi stiamo qui sviluppando progetti per future abitazioni carnali. Quando siamo costretti a rimanere sulla Terra, il corpo umano non smette di essere la più importante dimora per noi. Non possiamo dimenticare che lo stesso Divino Maestro lo classificava come il tempio del Signore.
Impressionato, seguivo con grande attenzione i lavori che lì si sviluppavano. Ci disponemmo a continuare, quando una sorella, dall’aspetto molto rispettabile, si avvicinò salutando Manasses affettuosamente.
Egli rispose con gentilezza e me la presentò:
– È nostra sorella Anacleta.
La salutai, sentendo la sua personale simpatia.
– È una delle nostre lavoratrici più valorose – sottolineò il funzionario del servizio di informazioni.
La signora sorrise un po’ contrariata, vedendosi bersaglio dell’opinione sincera del compagno. Ma Manasses, con l’ottimismo che lo caratterizzava, proseguì:
– Immagina che lei tornerà alla Sfera Terrestre entro pochi giorni con un compito di profonda abnegazione per quattro entità che, da più di quaranta anni, si dibattono nelle regioni abissali delle zone inferiori.
– Non vedo in questo abnegazione alcuna – interruppe la signora sorridendo –, solamente compirò un dovere.
E guardandomi senza stupore e rasserenata, affermò:
– Le madri che non completarono l’opera di amore che il Padre confidò loro vicino agli amati figli, devono essere abbastanza forti per cominciare di nuovo i servizi imperfetti. È il mio caso. Non si deve parlare di sacrificio dove esiste solamente l’obbligo.
Mi interessava la storia di quella sorella semplice e simpatica e pertanto, mi azzardai a domandarle:
– Allora, ritornerai in breve? Comunque, la tua decisione rappresenta devozione e bontà. Non posso dimenticare che anche mia madre ritornò al circolo della carne, stimolata da sublime consacrazione.
Notai che i suoi occhi si riempivano di discrete lacrime che, benché non arrivassero a cadere, mettevano in rilievo la sua emozione, davanti alla mia osservazione sincera. Mi tese gentilmente la mano destra e facendo capire che non desiderava continuare nella conversazione sul tema, mi disse commossa:
– Sono molto grata per le tue confortanti parole. Più tardi, quando ti ricorderai di me, aiutami col tuo pensiero amichevole.
A quel punto della breve conversazione, Manasses domandò:
– Hai già ricevuto tutti i tuoi progetti?
– Sì – rispose lei –, non solo quelli che si riferiscono ai miei poveri figli, ma anche il piano relativo alla mia forma futura.
– Sei soddisfatta?
– Moltissimo! – rispose la signora. – Nella legge del Padre, la giustizia è piena di misericordia e continuo nella condizione di grande debitrice.
Di seguito, calma e affabile, salutò.
Manasses comprese la mia curiosità e spiegò:
– Anacleta è un esempio vivente di tenerezza e devozione, ma ritornerà alle lotte del corpo al fine di operare determinate rettifiche nel cuore materno. Per la sua imprevidenza, in un altro tempo, i quattro figli che il Signore le affidò, caddero disastrosamente. La poveretta aveva alcune nozioni di affetto che non corrispondevano alla realtà. Suo marito era uomo probo e lavoratore e nonostante fosse ricco, non dimenticò mai i doveri che univano le attività di uomo per bene al campo della società in generale. Si caratterizzava sempre per un’energia costruttiva, ma la moglie, benché affezionata, contrastava la sua influenza nella casa, corrompendo l’affetto di madre con eccessi di tenerezza senza ragione. E, come conseguenza indiretta, quelle quattro anime non trovarono le risorse necessarie per il tempo della loro redenzione. Tre ragazzi e una giovane la cui preparazione intellettuale ha avuto bisogno dei più ardui sacrifici, caddero molto presto in eccessi di natura fisica e morale, sotto il pretesto di rispondere ad obblighi sociali. Furono tanto degradanti quegli eccessi che molto presto persero il tempio del corpo, entrando nelle regioni basse, in tristi condizioni. Anacleta, ritornando al campo spirituale, comprese il problema e si dispose a lavorare affannosamente per ottenere non solo la sua reincarnazione, ma anche quella dei figli che dovranno seguirla nelle nuove prove purificatrici sulla Terra.
– Quanti anni sono stati necessari per ottenere simile concessione? – domandai impressionato.
– Più di trenta.
– Mi immagino i suoi futuri sacrifici! – esclamai.
–Sì, – chiarì Manasses – l’esperienza sarà molto dura, perché due dei giovani dovranno ritornare nella condizione di paralitici, uno con disabilità psichiche e per soccorrerla nella precoce vedovanza, avrà solamente la figlia che di per sé, sarà portatrice anche di urgenti necessità di rettifica.
Cercavo di esprimere la mia profonda sorpresa davanti al meccanismo della reincarnazione quando un’altra sorella ci si avvicinò, cercando Manasses.
Dopo gli affettuosi saluti, rivolgendosi al mio nuovo amico, spiegò gentilmente:
– Desidero la tua preziosa opinione nella rettifica del mio piano.
E aprendo un piccolo progetto nel quale si vedeva disegnato con estrema perfezione un organismo di donna, espresse:
– Guardi bene il mio progetto per il sistema endocrino. So che gli amici mi favorirono pianificandolo con molta armonia fino nei minimi dettagli; tuttavia, desidererei qualche modifica…
– In che senso? – domandò l’interpellato con sorpresa.
La nuova arrivata indicò il punto del progetto dove si trovava il collo e disse:
– Fui informata dai benefattori di qui del fatto di non presentarmi sulla Terra in una forma fisica di linee impeccabili; per tale ragione e affinché io abbia più probabilità di successo a mio favore, nel compito che mi propongo di sviluppare, desidererei che la tiroide e le paratiroidi, non fossero così perfettamente delineate. Come sai, Manasses, il mio compito non sarà facile. Devo raggiungere un patrimonio spirituale di grandi proporzioni. Devo fuggire da qualunque possibilità di caduta e la perfetta armonia fisica perturberebbe le mie attività.
Il nuovo compagno mi rivolse uno sguardo espressivo e disse:
– Hai ragione. La seduzione carnale è un immenso pericolo, non solo ferma quelli che emettono la sua influenza, ma ferma anche quanti la ricevono.
– Preferisco la bruttezza del corpo – disse lei. – Non sono interessata a un corpo di Venere ma sì, nella redenzione del mio spirito per l’Eternità. Manasses promise di interporre i suoi buoni uffici e non appena salutò la nuova interlocutrice, passò a mostrarmi le più interessanti figure del corpo umano.
Ammiravo, pieno di profonda impressione, quei numerosi grafici che si allineavano in assoluto ordine, dimostrando la cura spirituale che precede il servizio delle reincarnazioni, quando il mio amico approfondì:
– La medicina umana sarà molto diversa nel futuro, quando la Scienza potrà comprendere l’estensione e la complessità dei fattori mentali nel campo dei disturbi del corpo fisico. Sono molto rare le affezioni che non sono in relazione con la psiche. Tutti gli organi sono subordinati all’ascendenza morale. Le eccessive preoccupazioni per i sintomi patologici, aumentano le malattie; le grandi emozioni possono curare il corpo o annichilirlo. Se questo può succedere nella sfera delle attività volgari delle lotte fisiche, immagina l’enorme campo di osservazioni che ci offre il piano spirituale, verso il quale si spostano, tutti i giorni, migliaia di anime disincarnate in deplorevoli condizioni di squilibrio mentale. Il medico del futuro conoscerà simili verità e non limiterà la sua azione professionale alla semplice somministrazione di indicazioni tecniche, dirigendosi molto di più in lavori curativi, alle provvidenze spirituali, nei quali l’amore cristiano rappresenti il ruolo principale.
Desiderando proseguire nei chiarimenti sul servizio di reincarnazione, Manasses prese un piccolo grafico e mostrandomi le sue linee generali, disse:
– C’è qui il progetto di futura reincarnazione per un mio amico. Osservi certi punti oscuri, dal colon discendente, fino all’ansa sigmoidea? Questo indica che egli soffrirà di un’importante ulcera in quella regione, non appena arriverà alla maggior età. Si tratta di una malattia scelta da lui.
E vedendo che un’estrema curiosità mi dominava, Manasses disse:
– Più di cento anni fa quell’amico commise un orribile crimine, assassinando un povero uomo a coltellate. Dopo quell’omicidio, come succede molte volte, la vittima disincarnata si unì a lui fortemente; e dal seme del crimine che l’infelice assassino piantò in un momento, raccolse risultati terribili durante molti anni. Come sai, l’odio reciproco produce altrettanta poderosa magnetizzazione e l’entità fuori dalla carne passò a vendicarsi di lui, tutti i giorni, ammazzandolo lentamente, attraverso attacchi sistematici mediante il pensiero mortifero. Riassumendo, quando l’omicida, a sua volta, si disincarnò, l’organismo perispirituale era in pietose condizioni, oltre al rimorso naturale che la situazione gli imponeva. Si pentì del crimine, soffrì molto in regioni purgatorie e dopo prolungate sofferenze purificatrici, si avvicinò alla vittima, beneficandola mediante lodevoli servizi di riscatto e penitenza. Crebbe moralmente e conquistò la simpatia di vari gruppi del nostro piano, ottenendo preziose “intercessioni”. Ma… il debito sussiste. Tuttavia, l’amore orientò le sue azioni alla redenzione. Il nostro amico, ritornando sulla Terra, non avrà bisogno di disincarnarsi in uno spettacolo sanguinante; ma ovunque egli sia, durante i tempi di cura completa, nella carne che egli sottovalutò in un’altra vita, trascinerà la sua ferita, conquistando, giorno per giorno, il necessario rinnovamento. Sperimenterà dispiaceri in virtù della sofferenza fisica costante, lotterà incessantemente, dalla comparsa dell’ulcera fino al giorno del riscatto finale nel corpo fisico; e così, se saprà mantenersi fedele ai nuovi compromessi, raggiungerà, più tardi, la piena liberazione.
Mentre fissavo il progetto con la mia più grande attenzione, Manasses continuava:
– Come osserviamo, la giustizia si realizza sempre; ma, quando si dispone lo Spirito alla necessaria trasformazione nel Signore, si attenua il rigore del processo redentore. Lo stesso Pietro ci ricordò, secoli fa, che “l’amore copre una moltitudine di peccati.”
Esaminai, impressionato, il piano educativo e siccome non trovavo parole sufficienti per illustrare la mia ammirazione per la sua chiarezza, rimasi in silenzio pienamente commosso.
Comprendendo il mio stato d’animo, il compagno aggiunse:
– Sono innumerabili i progetti di corpi futuri nei nostri settori di servizio. Sembra che la maggioranza dei malati nella carne, siano anime che lavorano nell’immensa opera di conquista di sé stessi. Nessuno tradisce la Volontà di Dio nei processi evolutivi senza incorrere in pesanti compiti di rettifica; e tutti quelli che cercano di ingannare la Natura, quadro legittimo delle leggi divine, finiscono per ingannare sé stessi. La vita è una sinfonia perfetta. Quando cerchiamo di stonarla nell’ambito delle note che dobbiamo emettere per la sua massima glorificazione, siamo costretti a rimanere fermi nel pesante servizio di ricomposizione dell’armonia spezzata.
Rimasi alcuni giorni in quell’istituzione benefica, comprendendo che l’esistenza umana non è un atto accidentale e che, nel piano dell’ordine divino, la giustizia esercita il suo ministero tutti i giorni, ubbidendo all’alto disegno che ordina la somministrazione dei doni della vita “a ciascuno secondo le sue opere.”
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 11 febbraio 2019, 22:03

13
Reincarnazione
Quando Alessandro mi invitò a visitare, in sua compagnia, l’ambiente domestico di Adelino e Rachele, dove avrebbe avuto luogo la reincarnazione di Sigismundo, mi sentii felice ed emozionato. Dal mio spirito emanava una profonda allegria, giacché era la prima volta che avrei avuto conoscenza diretta del fenomeno della reincarnazione. Dai primi tempi di studio nel campo della Medicina, mi affascinavano le leggi biogenetiche. Tuttavia, non ebbi mai l’occasione di intensificare osservazioni e fare esperienze specialistiche. Nella colonia spirituale alla quale mi condussero la Provvidenza di Dio e la generosa intercessione degli amici, avevo ricevuto molte volte lezioni sul tema; ma, fino a allora, non avevo visto mai, da vicino, il processo di immersione dell’entità disincarnata nel campo della materia densa.
Per questo motivo accompagnai il servizievole orientatore con gradevole e ansiosa aspettativa.
Alessandro mi spiegò, per eccesso di gentilezza, che in un altro tempo aveva ricevuto molti favori dai personaggi coinvolti in quel caso di reincarnazione e che si sentiva felice per l’opportunità di esser loro utile. Commentò le difficoltà del servizio di liberazione spirituale ed esaltò la legge del bene, che chiama tutti i figli della Creazione al concorso fraterno e ai servizi “intercessori”.
Dopo la confortante e istruttiva conversazione, raggiungemmo la casa di Adelino, deliziosamente situata in un casale pittoresco vicino alla città, come un nido grazioso, circondato da ricca vegetazione.
Erano approssimativamente le diciotto.
Con sorpresa, vidi che Ercolano ci aspettava sulla porta. L’istruttore mi disse che aveva informato l’amico della nostra visita, raccomandandogli che portasse Sigismundo per realizzare il lavoro di riavvicinamento.
Il compagno ci salutò affettuosamente e si rivolse al mio orientatore, chiarendo:
– Sigismundo è venuto con me e ci aspetta dentro.
– È stata un’eccellente decisione – disse Alessandro, di buon umore –, consacrerò ai nostri amici la mia notte. Vedremo quello che è possibile fare.
Entrammo.
La coppia Adelino – Rachele consumava il pasto del pomeriggio vicino ad un bambino, nel quale individuai il primogenito della casa. Non lontano, sistemato su una poltrona, riposava un’entità che si alzò immediatamente percependo la nostra presenza, andando incontro al mio orientatore che gli aprì affettuosamente le braccia.
Ercolano, vicino a me, mi spiegò discretamente:
– È Sigismundo.
Vidi il disincarnato abbracciare Alessandro, piangendo convulsamente. L’istruttore lo accolse come un padre e dopo averlo ascoltato per alcuni minuti, gli disse compassionevole:
– Calmati amico mio! Chi non ha le sue lotte, i suoi problemi, i suoi dolori? E se tutti siamo debitori, gli uni degli altri, non sarà motivo di giubilo e di glorificazione ricevere le sublimi possibilità di riscatto e di pagamento? Non piangere! I nostri fratelli stanno mangiando. Non dobbiamo perturbarli emettendo forze magnetiche di scoraggiamento.
E ricollocandolo nell’ampia poltrona, come se Sigismundo fosse debole e infermo, continuò:
– Sii coraggioso. La prossima opportunità è divina per il tuo futuro spirituale. Organizzeremo le cose, non avere dubbi.
– Tuttavia, amico mio – disse l’interlocutore, bagnato di lacrime – presagisco grandi ostacoli.
E sottolineava in tono umile:
– Riconosco che fui un grande criminale, ma voglio redimere le mie vecchie colpe. Adelino, nonostante le promesse che fece nella sfera spirituale, si dimenticò, nella presente ricapitolazione il perdono ai miei vecchi errori…
Alessandro che lo ascoltava intenerito, sorrise paternamente e disse:
– Andiamo, Sigismundo, perché avvelenare il cuore? Perché non provi tu a perdonare questa volta? Non complicare la tua situazione adottando un ingiustificabile scoraggiamento. Eleva le tue energie, amico mio! Mettiti nei panni dell’ex avversario, vittima, in un altro tempo, del tuo atto impulsivo! Non incontrerebbe, forse, le stesse difficoltà? Mantieni la calma e la prudenza: non perdere la benedetta occasione di tollerare qualcosa di sgradevole ai tuoi sentimenti, al fine di riparare al passato e servire le necessità del presente. Andiamo, riequilibrati! Il momento è di gratitudine a Dio e di armonia con i simili…!
Sigismundo si asciugò gli occhi, sorrise con sforzo e mormorò:
– Hai ragione.
Ercolano, che lo contemplava intenerito, entrò nella conversazione, aggiungendo:
– È stato molto abbattuto, scoraggiato…
– È naturale – disse Alessandro con decisione –, perché in tali circostanze, l’individuo soffre certi squilibri, in vista delle necessità del ritorno alla carne; ma Sigismundo è andato molto lontano con il fenomeno, accentuando le proprie sofferenze, con aspettative e ingiustificate inquietudini.
Fissando più attentamente la sua attenzione alla coppia che restava al tavolo, disse affettuosamente:
– Osserviamo Adelino e Rachele. Vediamo la cooperazione che possono ricevere.
Lo accompagnammo in silenzio.
Il capo della casa rimaneva taciturno, conversando con la sposa solo a monosillabi. Si notava che la compagna si sforzava; nonostante ciò, lui continuava quasi scontroso.
– Non si è concluso l’affare che speravi? – interrogò la moglie, tentando una conversazione affettuosa.
– No – le rispose seccamente.
– Ma, sei comunque interessato?
– Sì.
– Viaggerai la prossima settimana, nel caso in cui non si concluda l’affare prima di domenica?
– Forse.
La moglie fece una lunga pausa, un po’ scoraggiata, aggiungendo subito:
– Che scuse presenta la Compagnia per un simile ritardo?
Il marito la guardò freddamente e rispose laconico:
– Nessuna.
A questo punto, Alessandro fece un cenno molto eloquente con la testa e preoccupato ci disse:
– Veramente, la condizione spirituale di Adelino è delle peggiori, perché il sublime amore dell’altare domestico cammina molto lontano quando i coniugi perdono il gusto di conversare tra di loro. In un simile stato psichico, in nessun modo potrà essere utile ai nostri propositi.
Alessandro si alzò, fece alcuni passi attorno alla piccola famiglia e si diresse a noi affermando:
– Cercherò di svegliare le fibre sensibili del cuore, con il fine di prepararlo convenientemente affinché possa sentirci questa notte.
E dicendo questo, l’affezionato orientatore si avvicinò al bambino, un bel ragazzino di circa tre anni e gli collocò la destra sul cuore. Vidi che il piccolo sorrise mostrando una nuova lucentezza nei suoi occhi azzurri, dicendo con inflessione di infinito affetto:
– Mamma, perché papà è triste?
Il padrone di casa alzò la testa con sorpresa, nello stesso momento in cui la moglie rispondeva, commossa:
– Non lo so Giovannino. Deve essere preoccupato per gli affari, figlio mio.
– E che cosa sono gli affari mamma? – tornò a domandare l’ingenua creatura.
– Sono le battaglie della vita.
Il bambino guardò la sua mamma con attenzione e domandò di nuovo:
– Papà è allegro al lavoro?
– Sì – rispose la signora sorridendo.
– E perché è triste in casa?
Mentre il padre seguiva il dialogo, molto colpito, la moglie affettuosa chiarì al bambino con pazienza:
– Nelle battaglie di ogni giorno, Giovannino, tuo papà deve stare sereno con tutti e non deve offendere nessuno. Quella che ti sembra tristezza, è stanchezza da lavoro. Quando lui torna a casa, porta con sé molte preoccupazioni. Se tuo padre deve mostrarsi in strada cordiale e allegro con tutti, per non ferire gli altri, non succede lo stesso qui, dove si trova a suo agio per riflettere sui problemi che lo concernono da vicino. Questa è la casa, figlio mio, dove ha il diritto di non nascondere le sue intime preoccupazioni…
Il bambino ascoltò attento, dividendo i suoi sguardi affettuosi tra il padre e la madre e disse:
– Che pena! Vero, mamma?
Il capo della piccola famiglia, toccato nelle fibre più recondite dell’anima per la tenerezza del figlio e per la sincera umiltà della compagna, sentì che la nuvola di ombra dei suoi pensieri, lasciava spazio a sensazioni di riposo e di sollievo riconfortante. Sorrise improvvisamente trasformato e si rivolse al piccolo, con nuova inflessione di voce:
– Che idea è questa Giovannino? Non mi sento rattristato. Inoltre, sono molto contento, come nell’ultimo giorno della nostra escursione in montagna! Tua mamma ti ha spiegato molto bene quello che mi succede. Quando tuo papà è silenzioso non vuole dire che sia rattristato. A volte, è necessario tacere per pensare meglio.
La padrona di casa fece un ampio sorriso, osservando il cambiamento improvviso del compagno. A sua volta, il bambino non dissimulava la sua gioia nel suo aspetto infantile; e quando il padre finì le affettuose spiegazioni, sempre avvolto nelle irradiazioni magnetiche del buon istruttore, si rivolse nuovamente al capo della casa, domandando:
– Papà, perché non vieni a pregare di sera con me?
Il padre scambiò un espressivo sguardo con la moglie e disse:
– Ho avuto sempre molto da fare la sera ma oggi tornerò prima per accompagnarti nelle preghiere.
E sorridendo con paterna allegria, aggiunse:
– Sai già pregare da solo?
Il piccolo rispose, soddisfatto:
– Mamma mi insegna tutte le notti a pregare per te. Vuoi vedere?
E, abbandonando le posate, guardò istintivamente verso l’alto e con le mani giunte, recitò:
– “Dio, conserva papà nelle strade della vita, dà a lui la salute e donagli tranquillità e coraggio nelle battaglie di ogni giorno! Che così sia!”
Il padre, che si presentava tanto impenetrabile e rude al principio, mostrò i suoi occhi colmi di lacrime, sensibilizzato nelle fibre più intime e guardando teneramente il figlio, mormorò:
– Sei molto maturo. Oggi, Giovannino, pregherò anch’io.
Con l’anima serena, ora Adelino contemplò la compagna, orgoglioso di possedere la sua devozione e disse:
– Le parole di Giovannino mi hanno fatto molto bene. Avevo il cuore sconfortato, oppresso. Io stesso non saprei definire il mio stato d’animo… da molti giorni, le mie notti sono agitate, piene di afflizioni e di incubi! Ho sognato che qualcuno mi si avvicina, sistematicamente, come un vigoroso nemico. A volte rendo grazie a Dio, al risveglio alla mattina, perché mi sento meglio affrontando le maschere umane che lottando durante notti intere in sogni crudeli…
La moglie sorpresa, osservò affettuosa:
– Credo che tu debba riposare un po’…
Commosso davanti alla delicatezza della donna, Adelino continuò:
– Ho dubitato di me stesso. Non appena vado a letto, sento istintivamente che un’ombra mi si avvicina. Mi addormento con incredibile ansia e l’incubo comincia, senza che io sappia coscientemente spiegarmelo.
– E i sogni sono sempre gli stessi?
– Sempre – egli rispose con emozione –; vedo che un uomo mi si avvicina, estendendo le mani, come se fosse un volgare mendicante implorando soccorso, ma osservando la sua fisionomia, un inspiegabile terrore mi invade lo spirito… Ho l’impressione che egli desideri assassinarmi alle spalle… In certe occasioni cerco di tendergli le mani, vincendo la sensazione di paura; ma finisco sempre per fuggire, tra un miscuglio di odio e di ripugnanza. Oh! Che incubi lunghi e terribili.
E modificando il tono della voce, aggiunse:
– Ammetto che mi trovo sotto forti squilibri nervosi, ma non posso trovare la causa…
– Perché non ti sottoponi a un buon trattamento medico? – domandò affettuosamente la moglie.
Il marito pensò durante alcuni secondi, come se il suo spirito vagasse attraverso lontani ricordi. Subito, fissando nella sua compagna i suoi occhi molto brillanti, disse:
– Forse non devo ricorrere ai medici. È possibile che nostro figlio abbia ragione… Le lotte materiali del mondo, mi hanno imposto la dimenticanza della fede in Dio. Quanti anni saranno che ho abbandonato la preghiera?
Pensoso e con gli occhi umidi, proseguì:
– Quando ero bambino, mia madre mi educava nella scienza della preghiera. Insegnandomi a piegarmi davanti alla volontà dell’Eccelso, sentivo la Bontà Divina in tutte le cose e mi inginocchiavo vicino alla mia affettuosa madre, implorando le benedizioni dell’Alto… Dopo vennero le emozioni dei sensi, le sfida con i malvagi, la difficile esperienza della lotta per il pane quotidiano… Da allora persi la fede pura, ora sento la necessità di riacquistarne.
La moglie asciugò le sue lacrime, commossa. Da molti anni non osservava nel compagno simili dimostrazioni emotive. Si alzò, emozionata e disse con tenerezza:
– Torna più presto oggi così preghiamo insieme. E cercando di imprimere note di allegria alla conversazione chiamò Giovannino, dicendo:
– Giovannino, papà pregherà con noi oggi.
Il volto del bambino si illuminò con intraducibile allegria. Contemplò la mamma intenerita e osservò:
– Allora, mamma, dirò tutte le preghiere che so già.
Dopo avere mangiato, sperimentando un diverso stano d’animo, Adelino salutò con una delicatezza che Ercolano giudicò inusuale.
Alessandro, molto soddisfatto, affermò, dopo avere restituito il bambino alle attenzioni materne:
– Fortunatamente, i nostri servizi preparatori si manifestano con eccellenti promesse. Abbiamo ottenuto abbastanza in pochi minuti.
Da parte mia, posso dire che era immensa la sorpresa che invadeva il mio spirito. Perché tante attenzioni? Alessandro e altri benefattori tanto elevati quanto lui, non potevano organizzare tutti i servizi relativi alla reincarnazione di Sigismundo? Non erano signori di grande potere su tutti gli ostacoli?
Ma, desiderando rispondere alle mie domande intime, l’istruttore parlò affabilmente a Ercolano, in questi termini:
– Non dobbiamo né possiamo forzare nessuno, perché abbiamo bisogno della disponibilità di Adelino, per realizzare il nostro lavoro.
Di seguito, passò a orientare Sigismundo a proposito della condotta mentale, consigliandolo che si preparasse con tutti le risorse alla sua portata, affinché avesse successo nella sua prossima esperienza. Altri amici spirituali dei personaggi di questo dramma tra due sfere arrivarono al nido domestico, accentuandosi l’allegria e il cameratismo fraterno. La presenza del nostro istruttore sembrava un incentivo per l’entusiasmo generale. Alessandro sapeva condurre una elevata discussione e comunicava il suo prezioso ottimismo a tutti i compagni. Si commentava la difficoltà della reincarnazione con attenzione ai conflitti vibratori causati per l’incomprensione delle creature terrestri, quando il capo famiglia tornò a casa, interessato a coltivare le dolci emozioni di quel giorno.
Gradevolmente sorpresi, la moglie e il figlio gli fecero molti complimenti iniziando una nuova conversazione riconfortante ed educativa. Fecero un’ora di buona lettura e di eccellente scambio di idee, rinnovando, Adelino, i suoi propositi di riacquistare la propria serenità intima, attraverso una maggiore comunione spirituale con la piccola famiglia.
Quando l’affettuosa mamma ricordò al piccolo la necessità di ritirarsi, Giovannino ricordò la promessa paterna e chiese:
– Sa papà quello che dobbiamo fare prima della preghiera?
Il padrone di casa sorrise e gli chiese spiegazioni. Il bambino, con sorprendente vivacità, chiarì:
– Dice la mamma che dobbiamo chiamare i messaggeri di Dio affinché ci assistano.
– Bene – disse il padre di buon umore –, chiamali affinché accorrano in nostro aiuto.
Il piccolo pronunciò alcune parole di invito, con le sue mani giunte e subito si raccolsero i tre, nell’intimità del loro cuore.
Alessandro, che sembrava molto soddisfatto dal chiarimento spontaneo del bambino, ci disse:
– Siamo invitati a partecipare alle loro più intime preghiere. Accompagniamoli.
In quel momento il nostro gruppo era aumentato con tre entità amiche di Rachele che erano venute fin lì, convocate sempre da Ercolano, con il fine che cooperassero nella soluzione del tema.
Il quadro interno era molto commovente. Il piccolino si mise in ginocchio facendo la preghiera domenicale con infantile emotività. Adelino e la compagna seguivano la sua preghiera con grande attenzione. Da parte nostra continuammo in silenzio, osservando e collaborando con le migliori forze dei nostri sentimenti, in questo servizio spirituale.
Notai che la moglie era circondata da intensa luminosità che, partendo dal suo cuore, avvolgeva il marito e il piccolino in soavi irradiazioni. Molto emozionato, Adelino si lasciò sfuggire una furtiva lacrima quando il figlio, finendo le preghiere, di poche parole ma grandiose
in spiritualità, gli baciò affettuosamente le mani. Dopo pochi minuti tutti si ritiravano sotto le coperte, felici e tranquilli.
In quell’istante, Alessandro disse:
– Ora, amici miei, facciamo il nostro servizio di preghiera cooperatrice. Dobbiamo conversare seriamente della situazione con Adelino.
A voce alta l’orientatore chiese la protezione divina per quella coppia, accompagnato da noi in profondo silenzio. Le vibrazioni del nostro pensiero in preghiera, si condensarono come particelle di luminose sostanze, riunendosi in un tutto e spargendosi sul letto coniugale, come correnti sottili di forze magnetiche tonificanti e rigeneranti.
Allora, vidi Rachele abbandonare il suo corpo fisico, avvolta in luminose irradiazioni, sembrando estranea alla situazione. Spensierata e felice, abbracciò una delle entità che ci accompagnavano, una signora anziana che Alessandro ci aveva presentato poco prima, dichiarando che si trattava della nonna materna della padrona di casa. L’anziana disincarnata, invitò la nipote a rimanere unite in preghiera e Rachele annuì con visibile allegria.
La moglie di Adelino sembrava percepire solo la presenza dell’amata anziana. Fissava lo sguardo su di noi senza vederci, come se non fossimo lì. Stupito da questo fatto, mi rivolsi all’istruttore chiedendogli spiegazioni.
Alessandro non si fece pregare e benché il servizio in corso fosse importante, mi chiarì delicatamente:
– Non ti sorprendere. Ognuno di noi deve avere la possibilità di vedere solo quello che ci dia legittimo profitto. Inoltre, non sarebbe giusto intensificare la percezione della nostra amica affinché ci accompagni nel lavoro di questa notte. Lei ci soccorrerà con il valore della preghiera, ma non dovrà seguire da vicino i chiarimenti che la condizione del marito richiede. Colui che fa quello che può, riceve il salario della pace. Rachele sta facendo quanto le è possibile per riuscire con successo nell’adempimento degli obblighi che la portarono al mondo; per questo non deve essere informata né perturbata. Aspettiamo Sigismundo e Adelino.
Soddisfatto dei chiarimenti ricevuti e ammirando la Giustizia Divina che così si manifestava nei minimi particolari dalle nostre attività spirituali, osservai che la compagna di Adelino si manteneva, non lontano da noi, in fervida preghiera.
In questo momento il marito di Rachele si allontanava dal corpo fisico, pesantemente. Non presentava, come la sua consorte, un alone radiante attorno alla sua persona, sembrava muoversi con estrema difficoltà. Mentre il suo sguardo vagava per la stanza, angosciato e pauroso, Alessandro si avvicinò a me e osservò:
– Stai esaminando la lezione? Osserva le singolarità della vita spirituale. Adelino e Rachele sono Spiriti associati da molte esistenze in comune, condividendo lo stesso calice di dolori e le stesse allegrie terrestri. Attualmente, i loro corpi riposano uno a fianco all’altro, nello stesso letto; tuttavia, ognuno vive in un piano mentale diverso. È molto difficile che si trovino riuniti nei legami domestici, anime della stessa sfera. Rachele, slegata, fuori dal veicolo della carne, può vedere la nonnina con la quale si trova legata nello stesso circolo di elevazione. Adelino, al contrario, potrà solamente vedere Sigismundo con il quale si trova magneticamente
legato dalle forze di quell’odio che egli lasciò, imprudentemente, svilupparsi di nuovo, nel suo cuore…
Tuttavia, la parola dell’orientatore fu interrotta da un grido terrificante. Adelino, sospettoso, aveva identificato la presenza del vecchio avversario, e, impaurito, inutilmente cercava di correre. Si muoveva con estrema difficoltà, ansioso di tornare nel corpo fisico alla maniera della creatura timorosa cercando un rifugio, ma Alessandro, avvicinandosi a lui con amorevole autorità, estese le sue mani, dalle quali uscivano grandi scintille di luce. Avvolto dai raggi magnetici, il marito di Rachele si mise a tremare, sentendo che stava vedendo qualcosa di più che la figura dell’ex nemico. Subito, grazie alle vigorose emissioni magnetiche di Alessandro, poté vedere il nostro venerabile orientatore, con il quale entrò direttamente in sintonia, cadendo in ginocchio in un pianto convulsivo. Osservai il pensiero di Adelino in questo momento commovente e percepii che egli associava la visione radiante alle preghiere di suo figlio. Vedeva la strana figura di Sigismundo e la risplendente presenza di Alessandro e faceva uno sforzo intraducibile per ricordarsi di qualcosa del lontano passato che la sua memoria non riusciva a collocare con esattezza. Suppose, naturalmente che il nostro mentore doveva essere un emissario del Cielo per salvarlo degli incubi crudeli e, offuscato per l’intensa luce, singhiozzava in ginocchio, tra la paura e il giubilo, supplicando pace e protezione.
Il benevolo istruttore si rivolse a lui, con la serenità di un padre affettuoso e sperimentato e alzandolo, esclamò:
– Adelino conserva la pace che ti portiamo in nome del Signore!
E stringendolo sul suo petto amico, continuò:
– Che cosa temi fratello mio?
Alzò gli occhi in lacrime indicando Sigismundo, triste e aggiunse in modo commosso:
– Messaggero di Dio, liberami da questo infelice incubo! Se sei venuto per le preghiere del mio innocente figlio, aiutami per carità!
E indicando il povero amico, continuava:
– Questo fantasma mi fa impazzire! Mi sento ammalato, sventurato…!
Ma Alessandro, guardandolo fermamente, domandò:
– È così che ricevi i fratelli infelici? È così che ti comporti, davanti ai propositi supremi? Dove hai messo i principi di solidarietà umana? Perché fuggire dai più sfortunati della vita? È sempre molto facile amare gli amici, ammirare i buoni, comprendere gli intelligenti, difendere i famigliari, lodare gli affetti, conservare quelli che ci stimano, esaltare i giusti ed elogiare gli eroi conosciuti; ma se siamo rispettabili per simili atteggiamenti intimi, è doveroso riconoscere che essi sono risultati di un servizio realizzato durante il nostro processo evolutivo. Noi, amico mio, non abbiamo ancora raggiunto la redenzione finale. Per questo la tempesta è la nostra benefattrice; la difficoltà, la nostra maestra; l’avversario, un istruttore efficiente. Modifica le vibrazioni dei tuoi pensieri! Ricevi con carità il mendicante che bussa alla tua porta anche se non hai ancora acquisito abbastanza luce da riceverlo con l’amore che Gesù ci insegnò!
Impressionato dalle parole ascoltate, pronunciate con inflessione di tenerezza paterna, Adelino, piangendo copiosamente, si girò verso Sigismundo, guardandolo di fronte. Alessandro, come se volesse approfittare del suo nuovo atteggiamento, disse:
– Osserva il poveretto che ti chiede soccorso! Osserva il suo stato di umiliazione e di necessità. Immaginati nella sua posizione e rifletti! Non ti ferirebbe l’indifferenza degli altri? La crudeltà altrui non ti avrebbe lacerato l’anima? Ti piacerebbe che qualcuno ti classificasse come fantasma, solamente per le tue dimostrazioni di sofferenza? Adelino, amico mio, apri le porte del cuore a quelli che ti cercano in nome del Padre Onnipotente.
L’interpellato si girò come una creatura timorosa e guardando il generoso mentore, esclamò:
– Oh, messaggero dei Cieli! Ho paura, molta paura…! C’è qualcosa tra quest’uomo ombra e me, che mi costringe ad una profonda avversione! Mi sembra che desideri rubarmi la vita, annichilire la mia felicità familiare, avvelenare il mio cuore per sempre…!
Compresi che l’avvicinamento di Sigismundo risvegliava in Adelino reincarnato le reminiscenze del passato oscuro. Lui, vittima in un altro tempo, non riusciva a localizzare i fatti vissuti, ma sperimentava, nel piano emotivo, ricordi imprecisi degli avvenimenti, pieni di dolorosa ansietà.
Terminato il breve intervallo, Alessandro obiettò:
– Non devi permettere l’intromissione di forze negative distruttrici nel campo intimo dell’anima. È sempre possibile trasformare il male in bene, quando c’è ferma disposizione della creatura nel servizio di fedeltà al Signore. Considera, amico mio, le grandi verità della vita eterna! Anche se questo fratello ti cercasse in qualità di avversario, anche se lui ti sollecitasse come nemico feroce, dovresti aprirgli lo spirito fraterno! Ogni riconciliazione è difficile quando siamo ignoranti nella pratica dell’amore, ma senza la riconciliazione umana non sarà mai possibile la nostra integrazione gloriosa con la Divinità!
Vedendo che il marito di Rachele piangeva copiosamente, l’orientatore disse:
– Non piangere! Equilibra il tuo cuore e approfitta di questa sacra opportunità…!
Allora, Adelino asciugandosi le lacrime chiese umilmente:
– Aiutami per l’amor di Dio!
Sentendo la sua profonda sincerità, l’istruttore invitò Sigismundo ad avvicinarsi. Egli si alzò, barcollante, angosciato.
Proteggendo l’ex vittima, Alessandro gli indicò la figura dell’ex assassino, presentandoglielo:
– Questo è il nostro amico Sigismundo che ha bisogno della tua cooperazione nel servizio redentore. Estendigli le tue mani fraterne e servilo nel nome di Gesù!
Adelino non titubò e, benché dovesse realizzare un grande sforzo intimo, visibile alla nostra percezione spirituale, strinse la destra dell’ex avversario, profondamente commosso.
– Mi perdoni, fratello! – mormorò Sigismundo, con infinita umiltà. – Il Signore la ricompenserà per il bene che mi fa…!
Il marito di Rachele lo guardò agli occhi, come volendo dissipare le ultime ombre di incomprensione e disse:
– Sono a tua disposizione… sarò tuo amico…!
L’ex omicida si inchinò rispettoso e gli baciò le mani. L’atto spontaneo di Sigismundo lo conquistò. Non poteva essere cattivo quello Spirito angosciato e triste che gli baciava le mani con venerazione e affetto. Fu allora che vidi un fenomeno singolare. L’organismo perispirituale di Adelino sembrava liberarsi da pesanti nuvole che si rompevano dall’alto in basso, rivelando le loro caratteristiche luminose. Soavi irradiazioni circondavano ora, come un’aureola, la sua personalità, lasciando percepire la sua condizione elevata e nobile.
Ercolano, al mio fianco, mi disse in tono discreto:
– Il perdono di Adelino fu sincero. Le ombre dense di quell’odio sono state effettivamente dissipate. Dio sia lodato!
Alessandro abbracciò le due anime riconciliate, rinnovando loro fraterne osservazioni, piene di saggezza e tenerezza. Subito, preparandosi a uscire in nostra compagnia, raccomandò al marito di Rachele di smettere di lottare. Notai che marito e moglie, spinti dagli amici spirituali presenti, tornavano ai loro corpi fisici con il fine di scambiare impressioni relative ai fatti che sarebbero classificati come sogni, secondo il modello mentale di ciascuno.
Alessandro, ritirandosi soddisfatto, commentò paternamente:
– Con l’aiuto di Gesù, il compito è stato realizzato con successo.
E guardando Sigismundo, aggiunse:
– Credo che la prossima settimana potrai iniziare il tuo servizio definitivo di reincarnazione. Ti accompagneremo affettuosamente. Non avere paura.
Mentre Sigismundo sorrideva, rassegnato e fiducioso, l’orientatore si rivolse a Ercolano e commentò:
– Ho già osservato il progetto relativo all’organismo fisico che il nostro amico riceverà nel futuro, verificando da vicino le immagini del disturbo al cuore di cui soffrirà nell’età matura, come conseguenza della mancanza commessa nel passato. Sigismundo sperimenterà grandi perturbazioni dei nervi cardiaci, maggiormente dei nervi del tono cardiaco48. Tuttavia – e in questo momento concentrò tutta la sua attenzione sull’interessato –, è necessario che tu gli
48 Fenomeno acustico prodotto dall’attività cardiaca e rilevabile mediante l’ascoltazione. I toni cardiaci sono dovuti essenzialmente al rapido spostamento di sangue (accelerazione) o al suo arresto (decelerazione).
faccia vedere che le prove del riscatto legittimo portano l’anima incarnata a situazioni pericolose e difficili nella reiterazione delle esperienze; ma non obbligano a nuove cadute spirituali, quando disponiamo di vera buona volontà nel lavoro di elevazione. L’apprendista applicato può guadagnare molto tempo e conquistare immensi valori se, in realtà, cerca di comprendere le lezioni e metterle in pratica. La giustizia divina mai si esercita senza amore. Quando la fedeltà sincera al Signore rimane viva nel cuore degli uomini, c’è sempre un posto per “accrescere la misericordia” alla quale si riferiva Gesù nel suo apostolato.
Di seguito, invitandomi ad accompagnarlo, Alessandro salutò gli altri, dicendo:
– Torneremo a vederli il giorno dell’unione iniziale di Sigismundo con la materia fisica. È necessario cooperare, in quest’occasione, con i nostri amici Costruttori ai quali chiesi che mi presentassero le mappe cromosomiche relative ai servizi che cominceranno.
Ci separammo. Ed io torturato da una strana curiosità, in considerazione di quelle cure estreme affinché Adelino e Sigismundo si riconciliassero prima del riavvicinamento dei legami della carne, non potei contenere le domande che mi tormentavano lo spirito. Non sarebbe lecito facilitare la reincarnazione del bisognoso, senza più ritardi? Perché tanta dimostrazione di affetto verso il marito di Rachele, se era lui, quello che avrebbe dovuto sentirsi soddisfatto di potere cooperare nella sublime opera di redenzione? Non disponevamo di sufficiente potere per rompere tutte le resistenze?
Alessandro mi ascoltò pazientemente, mostrò un sorriso paterno e rispose:
– Il tuo stupore è naturale. Perché ancora non ti sei abituato ai lavori di soccorso o di organizzazione in questo lato della vita.
E dopo una piccola pausa, disse:
– Ogni uomo, come ogni Spirito, è un mondo a parte e ogni mente è come un cielo…Dal firmamento scendono i raggi del sole e le piogge benefiche per l’organizzazione planetaria, ma anche nell’istante della lotta degli elementi atmosferici, da quello stesso cielo arrivano scintille distruttrici. Così è la mente umana. In essa nascono le forze equilibrate e restauratrici per i miliardi di cellule dell’organismo fisico; ma, quando è perturbata, emette raggi magnetici di alto potere distruttivo per le comunità cellulari che la servono. Il pensiero avvelenato di Adelino distruggeva la sostanza delle caratteristiche fisiche dell’ereditarietà, intossicando la cromatina dentro la propria borsa seminale. Adelino poteva rispondere alle chiamate della Natura, consacrandosi all’unione sessuale, ma non avrebbe raggiunto i sacri obiettivi della Creazione, perché, le deplorevoli disposizioni della sua vita intima, stavano annichilendo le cellule creatrici sul nascere e, benché non le annichilissero completamente, intossicava i geni del carattere, ostacolando la nostra azione… Ora, nel caso di Sigismundo, unito a lui in un attivo processo di redenzione, non abbiamo potuto dispensargli l’assistenza amorosa e fraterna. Da lì, la necessità di questo lavoro immenso per svegliare in Adelino i valori affettivi. Solamente l’amore dà la vita, l’allegria e l’equilibrio. Modificato nella sua posizione intima Adelino emetterà, d’ora in poi, forze magnetiche protettrici agli elementi destinati all’elevato servizio della procreazione.
Il discorso dell’orientatore non poteva essere più logico. Cominciavo, ora, a comprendere il senso sublime del lavoro che si realizzava affinché il marito di Rachele si facesse più umano e più dolce. Siccome non trovavo espressioni per definire il mio stupore, Alessandro sorrise, dicendo dopo un lungo intervallo:
– Come puoi osservare, non esistono qui miracoli senza il minimo sforzo. Quando insegniamo la necessità della pratica dell’amore in ogni luogo, non procediamo ubbidendo a meri principi di natura religiosa, bensì attendendo imperativi reali della vita stessa.
Nel corso dei suoi chiarimenti, allusivi all’interessante caso di Sigismundo, il buon istruttore trattava temi di grande rilevanza per me. Menzionò l’unione sessuale e designò il lavoro creatore come suo obiettivo sacro. Non sarebbe questo il momento più opportuno per approfondire un tema così delicato? Lo sommersi di domande ansiose. Alessandro non si mostrò sorpreso e ascoltò le mie inquietudini con imperturbabile serenità. Quando mi posi in atteggiamento di attesa, rispose gentilmente:
– Il sesso è stato vilipeso dalla maggioranza degli uomini reincarnati sulla Terra, è molto difficile per noi, per adesso, fare chiarezza nel raziocinio umano con riferimento al tema. Basta dire che la sessualità, per la maggioranza degli uomini e delle donne terrestri, si avvicina troppo alle manifestazioni di questa natura tra gli animali. Nel capitolo delle relazioni di questo tipo, c’è molta incoscienza scellerata e sistematica indifferenza alle Leggi Divine. Da questo punto di vista, non sarebbe ragionevole qualsiasi commento da parte nostra. Si tratta di un dominio dei rozzi istinti, in cui molte ammirabili intelligenze preferiscono rimanere nelle basse correnti evolutive. È innegabile che anche lì funzionino i servizi degli abnegati costruttori spirituali che collaborano nella formazione basica dei corpi destinati a servire alle entità che si reincarnano nei circoli più grossolani. Tuttavia è necessario considerare che il servizio, in una simile sfera, è effettuato in massa, con le caratteristiche di un meccanismo primitivo. L’amore, nei piani più bassi, è come l’oro nascosto in mezzo ai residui rocciosi che esige grande sforzo e laboriosa esperienza per essere rivelato agli intenditori. Ma, tra le creature che si avviano alle cime dell’elevazione, l’unione sessuale è molto differente. Rappresenta lo scambio sublime delle energie spirituali, simbolizzando l’alimento divino per l’intelligenza e per il cuore e forza creatrice non solamente di figli carnali, ma anche di opere e generose realizzazioni dell’anima per la vita eterna.
Alessandro fece una leggera pausa, sorrise paternamente e continuò:
– Ricorda, André, che mi riferivo agli obiettivi sacri della Creazione e non esclusivamente al lavoro di procreare. La procreazione è uno dei servizi che può essere realizzato da colui che ama, senza essere oggetto esclusivo delle unioni. Lo Spirito che odia o che si impiega in posizione negativa davanti alla Legge di Dio, non può creare la vita superiore in nessun luogo.
Compresi che era molto difficile spiegare il problema ma come se desiderasse dissolvere tutti i miei dubbi, il generoso istruttore, dopo una breve interruzione, proseguì:
– È necessario ampliare la concezione del sesso, astenendoci d’inquadrarlo solamente in determinati organi del corpo transitorio delle creature umane. Vediamo il sesso come qualità attiva o passiva, trasmettitrice o ricevitrice dell’anima. Giunti a questa comprensione, verifichiamo che ogni manifestazione sessuale evolve con l’essere. Mentre ci immergiamo nel pozzo delle vibrazioni pesanti e velenose, sperimentiamo, in questo campo, solamente sensazioni. Man mano che ci incamminiamo verso l’equilibrio, raccogliamo materiale di esperienze vantaggiose, opportunità di rettifica, forza, conoscenza, allegria e potere. Armonizzandoci con le leggi supreme, troviamo l’illuminazione e la rivelazione, mentre gli Spiriti Superiori acquisiscono i valori della Divinità. Sostituiamo le parole “unione sessuale” con “unione delle qualità” e osserveremo che tutta la vita universale si basa su questo fenomeno divino la cui causa risiede in Dio stesso, Padre Creatore di tutte le cose e di tutti gli esseri.
Le parole di Alessandro aprivano nuovi orizzonti al mio pensiero. Nel mio campo mentale diventavano chiare le questioni oscure del tema. Facendomi capire che gli intervalli nella conversazione mi servivano a darmi tempo per riflettere, il benevolo orientatore continuò, dopo una lunga pausa.
– Questa “unione delle qualità” tra gli astri si chiama magnetismo di attrazione planetario, tra le anime, si denomina amore e tra gli elementi chimici, è conosciuta per affinità. Pertanto, non sarebbe possibile ridurre simile fondamento della vita universale, circoscrivendolo a mere attività di certi organi del corpo fisico. La paternità o la maternità sono compiti sublimi; tuttavia, non rappresentano gli unici servizi divini nel settore della Creazione infinita. L’apostolo che produce nei domini della Virtù, della Scienza o dell’Arte, si avvale degli stessi principi di scambio, con la differenza dei piani, perché, per lui, lo scambio di qualità accade nelle sfere superiori. Ci sono fecondazioni fisiche e fecondazioni psichiche. Le prime esigono le disposizioni della forma corporea, col fine di attendere, in via provvisoria, le esigenze della vita, nel campo delle necessarie esperienze. Le seconde, prescindono dalla prigione delle limitazioni e si effettuano nei risplendenti domini dell’anima, in un processo meraviglioso di eternità. Quando ci riferiamo all’amore dell’Onnipotente, quando sentiamo sete del Divino, i nostri spiriti non procurano altra cosa che un scambio di qualità con le sfere sublimi dell’Universo, assetati dell’Eterno Principio Fecondante…
Alessandro fece una lunga pausa, come se egli stesso fosse estasiato da simili evocazioni. Da parte mia, ero abbagliato. Non avevo mai ascoltato definizioni tanto profonde con riferimento alla collocazione del sesso nella vita universale.
– È deplorevole – continuò gravemente l’orientatore, – che la maggioranza dei nostri fratelli incarnati sulla Terra, abbia disprezzato le facoltà creative del sesso, deviandole verso il vortice di piaceri inferiori. Ma tutti pagheranno, centesimo su centesimo, quello che devono all’altare santificato, attraverso la cui porta hanno ricevuto la grazia di lavorare ed imparare sulla superficie terrestre. Ogni atto creativo è pieno di sacra commozione da parte della Divinità ed è questa commozione sublime per la partecipazione dell’anima ai poteri creativi della Natura, che gli uomini portano incoscienti alle zone dell’abuso e del vizio. Cercano di trascinare la luce verso le tenebre e convertono gli atti sessuali, profondamente venerabili in tutte le loro caratteristiche, in una passione viziosa tanto deplorevole quanto l’ubriachezza o il vizio dell’oppio. Tuttavia, André, senza che gli occhi mortali possono osservare le angosce rettificatrici, tutti gli infelici, caduti in simili precipizi, sono puniti severamente dalla divina Natura.
A questo punto delle illuminanti delucidazioni, sentendo che il rispettabile amico stava iniziando una nuova pausa, osai chiedere:
– Ma non è l’uso del sesso una legge naturale sulla Terra?
Alessandro sorrise con benevolenza e rispose:
– Nessuno discute questo carattere delle manifestazioni sessuali nei circoli della carne, ma tutte le leggi naturali tanto nell’esperienza umana, come in tutti i luoghi, devono essere impiegate sulle basi della legge universale del bene e dell’ordine. Chi fugge dal bene, s’incontra nel crimine; chi fugge all’ordine, cade nello squilibrio. Pertanto, le unioni sessuali che si realizzino fuori da quegli imperativi sublimi, si trasformano in cause generatrici di sofferenza e di perturbazione. D’altra parte, non dobbiamo dimenticare che il sesso, nell’esistenza umana, può essere uno degli strumenti dell’amore, senza che l’amore lo sia del sesso. Per questo, gli uomini e le donne le cui anime si vanno liberando dalle prigioni della forma fisica, scappano gradualmente dall’impero assoluto delle sensazioni carnali. Per loro, l’unione sessuale organica, piano, piano smette di essere un’imposizione, perché imparano a scambiare i valori divini dell’anima tra di loro, alimentandosi reciprocamente attraverso scambi magnetici, non meno preziosi ai settori della Creazione Infinita; generando realizzazioni spirituali per la eternità gloriosa, senza nessuna esigenza degli attriti cellulari. Per questo genere di creature, l’unione riconfortante e sublime non è circoscritta all’emotività di alcuni minuti ma costituisce l’integrazione d’anima con l’anima, attraverso tutta la vita, nel campo della Spiritualità Superiore. Davanti ai fenomeni della presenza fisica è sufficiente, nella maggioranza dei casi, un sguardo, una parola, o un semplice gesto di affetto e di comprensione, affinché ricevano il magnetismo creativo del cuore amato, impregnandosi di forza e di stimolo per le più difficili edificazioni.
Alessandro fece un piccolo intervallo nella conversazione e subito, muovendo significativamente la testa, osservò:
– Non c’è creazione senza fecondazione. Le forme fisiche discendono dalle unioni fisiche. Le costruzioni spirituali procedono delle unioni spirituali. L’opera dell’Universo è figlia di Dio. Pertanto, il sesso come qualità attiva o passiva dei principi e degli esseri, è manifestazione cosmica in tutti i circoli evolutivi, fino a che arriviamo a raggiungere il campo dell’Armonia Perfetta, dove queste qualità si equilibrano nel seno della Divinità.
Non osai rompere il silenzio che seguì. Il venerato istruttore, astratto in profondi pensieri, non tornò a toccare il tema, costringendomi, forse, a meditazioni più edificanti. Attesi, ansioso, l’istante di ritornare alle osservazioni del caso di Sigismundo. Lo studio che cominciava era davvero affascinante. Fu per questo motivo che, con giustificata allegria, ricevetti l’invito di Alessandro per il ritorno alla casa di Adelino. Il buon orientatore sosteneva che era necessario visitare la coppia e l’amico in procinto di reincarnarsi, alla vigilia della prima unione intima con la materia organica.
Arrivati alla dimora che conoscevamo, trovammo Ercolano e Sigismundo in compagnia di altre entità. Alessandro mi informò che si trattava di spiriti Costruttori, che erano venuti a cooperare nella formazione fetale del nostro amico. Come nella visita precedente, il nido domestico era immerso nella luce crepuscolare, trovandosi la piccola famiglia nello stesso atto del pasto. Ma ora Adelino mostrava una diversa posizione spirituale. Era avvolto da un chiaro ambiente di ottimismo, delicatezza e allegria. Il mio gentile istruttore, molto soddisfatto con la nuova situazione, passò ad esaminare le mappe cromosomiche, con l’assistenza dei costruttori presenti. Invano cercai di comprendere quei caratteri singolari, simili a piccoli arabeschi, francamente indecifrabili alla mia vista.
Ma Alessandro sempre gentile e benevolente, chiarì:
– Questo non è uno studio che tu puoi capire, per adesso. Sto esaminando la geografia dei geni nelle strie cromosomiche, al fine di accertarmi fino a che punto potremo collaborare a beneficio del nostro amico Sigismundo, con le risorse magnetiche, per l’organizzazione delle proprietà ereditarie.
Mi accontentai e passai a osservare Sigismundo che sembrava così stremato e abbattuto da non riuscire a mantenersi seduto. Assistito dalla devozione di Ercolano, conversava con noi con difficoltà, sdraiato in un letto, in grande prostrazione.
Si mostrava soddisfatto per la mia fraterna simpatia e mentre gli altri studiavano la sua situazione, tenni con lui una rapida conversazione che, ancora una volta, mi permise di conoscere la penosa sensazione di quelli che si trovano all’imminenza di una nuova esperienza terrestre.
– Sono stato più entusiasmato – mi disse, un po’ triste –; ma, ora mi manca l’energia… mi sento debole, incapace… Mentre lottavo per ottenere la trasformazione del mio futuro padre, sperimentavo più fiducia e serenità…, ma ora che ho ottenuto la benedizione del ritorno alla lotta, ho paura di nuovi fallimenti…
– Mantieni la calma – risposi, riconfortandolo; – la tua opportunità di redenzione è delle migliori. Inoltre, molti compagni vegliano su di te da vicino, collaborando nel tuo successo futuro.
L’interlocutore sorrise con difficoltà e osservò:
– Sì, lo riconosco… Tra i fratelli che mi assistono ora, Ercolano mi accompagnerà con cura e costanza…Lo so bene. Tuttavia, la rinascita nella carne, coi valori spirituali che possediamo già, rappresenta un fatto gravissimo per il nostro processo di elevazione… Povero me, se cado un’altra volta…!
Gli dirigevo esortazioni di forza d’animo e coraggio, quando il mio orientatore, dando per finito l’esame della documentazione, si avvicinò a noi, dicendogli con affettuosa autorità:
– Sigismundo, è incredibile che tu venga meno nel momento culminante delle tue attuali realizzazioni. Restaura la tua fede, rigenera la speranza, perché tu non puoi entrare nella corrente materiale alla maniera dei nostri fratelli ignoranti e infelici che necessitano uno stato quasi assoluto di incoscienza per introdursi, di nuovo, nel santuario materno. Non smettere di cooperare con la tua fiducia nel nostro lavoro per il tuo beneficio. Fai lavorare la tua immaginazione creativa. Visualizza i primordi della tua condizione fetale, formando nella tua mente il modello adeguato. Troverai nella maternità nobile di Rachele gli aiuti più efficienti e riceverai da noi la più decisa collaborazione; nel frattempo ricorda che, affinché tu trionfi nella presente opportunità, il tuo lavoro individuale nel campo dell’adattamento e dell’accettazione sarà molto importante. Non perdere tempo in ansiose aspettative, piene di dolori e apprensioni. Eleva il tenore delle tue forze morali.
Sigismundo ascoltò rispettoso l’avvertimento. Riconobbi che le parole riconfortanti di Alessandro furono seguite da un meraviglioso effetto. Sigismundo migliorò improvvisamente, sforzandosi di alleggerire il carico di preoccupazioni inutili. Impressionato dai chiarimenti del prestigioso mentore, non esitai a consultarlo di nuovo.
– Esistono, allora, – domandai con grande interesse –, quelli che si reincarnano, incoscienti dell’atto che realizzano?
– Certamente – rispose sollecito –, nello stesso modo in cui si disincarnano giornalmente sulla Terra migliaia di persone, senza avere la minima nozione dell’atto che realizzano. Solamente le anime preparate hanno la comprensione reale della vera situazione che affrontano nell’atto della morte del corpo. Allo stesso modo accade qui.
La maggioranza di quelli che ritornano all’esistenza corporale nella sfera del Globo, è magnetizzata dai benefattori spirituali che organizzano i loro nuovi compiti redentori; e quanti ricevono tale aiuto, sono condotti al tempio materno della carne come bambini addormentati. Il lavoro iniziale che di rigore compete loro nell’organizzazione del feto, viene eseguito dalla mente materna e dagli amici che li aiutano dal nostro piano. Sono innumerabili quelli che ritornano sulla Terra in queste condizioni, riportati dalle autorità superiori della nostra sfera di azione, in considerazione delle necessità di certe anime incarnate, di certe famiglie e di determinate associazioni.
La spiegazione non poteva essere più logica; e un’altra volta ammirai il dono della chiarezza e della semplicità nell’amorevole amico.
Rimanemmo qualche tempo in più in quel nido accogliente, e, salutando, quasi a mezzanotte, dopo avere riconfortato lo spirito di Sigismundo, Alessandro si rivolse a Ercolano e ai Costruttori, in questi termini:
– Torneremo domani a mezzanotte, per effettuare l’unione iniziale, consegnando ai nostri amici il nostro fratello in procinto di reincarnarsi.
Uno degli Spiriti Costruttori che sembrava il capo del gruppo, lo abbracciò commosso e disse:
– Contiamo sulla tua collaborazione per la divisione della cromatina nell’utero materno.
– Con molto piacere! – concluse di buon umore.
Ritornando ad altre occupazioni, non potevo controllare le nuove idee che l’esperienza del caso di Sigismundo suscitavano in me. Come si verificherebbe l’aiuto in queste circostanze? Rachele sarebbe cosciente della nostra collaborazione? Come interpreterebbe la coppia, le attività del nostro piano, nel caso in cui venissero a conoscenza dell’estensione del nostro lavoro?
Ma, Alessandro, come d’abitudine, si incaricò di interrompere i miei pensieri, chiarendo, come se stesse sentendo le mie domande:
– Nei casi di questa natura André, il nostro intervento si sviluppa con la stessa santità che caratterizza il concorso di un medico responsabile e serio nell’assistere un comune parto. Il modello fetale e lo sviluppo dell’embrione obbediscono a leggi fisiche naturali, come succede nell’organizzazione di forme in altri regni della Natura, ma, in tutti questi fenomeni, in accordo coi piani di evoluzione o di riscatto, gli ascendenti della cooperazione spirituale coesistono con le leggi. La nostra collaborazione, in tali processi, è uno dei compiti più comuni.
Compresi l’elevazione del chiarimento e calmai la mia mente, aspettando il giorno successivo. Trascorsero le ore del giorno, la curiosità tornò a invadermi. In quale momento saremmo dovuti ritornare alla dimora di Adelino? Senza nessuna intenzione indegna, mi preoccupava l’istante della prima unione di Sigismundo alla materia. Alessandro avrebbe agito nel momento dell’unione sessuale, o il fenomeno ubbidiva a differenti determinazioni? Il mio orientatore sorrideva in silenzio, comprendendo la mia tortura mentale. Le ore si succedevano le une alle altre e, osservando la mia impazienza, Alessandro mi chiarì, con bontà:
– Non è necessaria la nostra presenza nell’atto dell’unione cellulare. Simili momenti nel talamo coniugale, sono sublimi ed inviolabili nelle case con solida rettitudine. Tu sai che la fecondazione dell’ovulo materno si verifica solamente alcune ore dopo l’unione generatrice. L’elemento maschile deve fare un lungo viaggio, prima di raggiungere il suo obiettivo.
E, sorridendo, aggiunse:
– Abbiamo tempo.
Compresi la delicatezza dei chiarimenti e assetato di informazioni relative al tema, domandai:
– In accordo con la tua opinione, sono inviolabili tutte le unioni sessuali?
– No, – aggiunse l’attento istruttore – tu non devi dimenticare che ho fatto allusione alle “case con solida rettitudine.” Tutti gli incarnati che edificano il nido coniugale sulla rettitudine, conquistano la presenza di testimoni rispettosi che garantiscono l’intimità degli atti più intimi, consolidando le frontiere vibratorie e difendendoli contro le forze poco degne; prendendo per base dei loro lavori i pensieri elevati che si trovano nell’ambiente domestico degli amici; non succede la stessa cosa nelle dimore i cui proprietari scelgono bassi testimoni spirituali, cercandoli nelle zone inferiori. La moglie infedele ai principi nobili della vita in comune e il marito che mette la sua casa in comunione col meretricio, non possono sperare che i loro atti affettivi rimangano incoronati da venerazione e santità. Le loro relazioni più intime sono oggetto della partecipazione dei testimoni deviati che scelsero. Si costituiscono in vittime incoscienti di gruppi perversi che condividono le loro emozioni di natura fisiologica, inducendoli ai più dolorosi vizi. Benché questi infelici coniugi siano temporaneamente situati all’apice delle posizioni sociali umane, non potranno tradire la miserabile condizione interna, poiché vivono desiderosi di piaceri criminali, dominati da estranea e incoercibile voluttuosità.
L’impressionante risposta di Alessandro mi sorprese. Compresi con maggiore intensità che ognuno di noi rimane nella propria condizione scelta. Tuttavia, una nuova questione sorgeva nel mio cervello e cercai di rivelarla, per chiarire meglio il mio ragionamento.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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Re: Un nuovo libro da leggere e studiare "Missionari della L

Messaggioda Fernanda » lunedì 11 febbraio 2019, 22:04

Continuazione:

– Capisco la grandezza delle tue delucidazioni – affermai rispettoso. – Ma considerando il pericolo di certi atteggiamenti inferiori di quelli che assumono il compromesso della fondazione di un focolare, per esempio, che condizione è quella della moglie fedele e dedicata, davanti ad un marito sleale e avventuroso nel campo sessuale? Rimarrà la donna nobile e sacra, alla mercé dei criminali testimoni che il marito scelse?
– No! – rispose con veemenza –, il male non può perturbare ciò che è genuinamente buono. In casi simili la moglie garantirà l’ambiente domestico, benché ciò le costi le più difficili abnegazioni e i più pesanti sacrifici. Gli atti che esigano la sua nobile presenza, sono sacri, anche se il suo compagno nella vita comune si è collocato in un livello inferiore ai bruti. Tuttavia, in situazioni come queste, il marito imprevidente diventa gradualmente cieco alla virtù e si converte, a volte, in uno schiavo integrale delle entità perverse che scelse per testimoni abituali fuori dal santuario della famiglia. Arrivato a questo punto, è difficile ostacolare la sua caduta nei burroni del crimine e delle tenebre.
– Oh, mio Dio! – esclamai – quanto lavoro aspettando l’aiuto di anime coraggiose! Quanta ignoranza ad essere vinta…!
– Tu dici bene – aggiunse l’orientatore, gravemente –, perché, in realtà, la maggioranza delle tragedie coniugali va oltre la tomba, creando spaventosi inferni per quelli che le vissero sulla Superficie del Mondo. È molto doloroso osservare l’estensione dei crimini perpetrati nell’esistenza carnale; e poveri gli sprovveduti che non si sforzano, a tempo, nel senso di combattere le basse passioni! Un angoscioso risveglio li attende qui...!
Tacqui ed anche Alessandro, pensoso, rimase in silenzio, dimostrandomi le sue ammirabili facoltà di concentrazione.
Erano approssimativamente le ventidue, quando ci avviammo alla residenza di Rachele.
La piccola famiglia si era ritirata. Ercolano e gli altri ci riceverono con inequivocabili dimostrazioni di affetto.
Il capo dei Costruttori si rivolse al mio istruttore, in questi termini:
– Aspettavamo la sua cooperazione per iniziare il servizio magnetico al paziente.
Passammo subito nella piccola stanza, dove Sigismundo riposava. Rimaneva afflitto e con lo sguardo triste e vago. Non ho potuto reprimere una domanda:
– Per quale motivo soffre tanto Sigismundo? – chiesi a Alessandro in tono discreto.
– Da qualche tempo e specialmente dalla settimana scorsa è in processo di unione fluidica diretta coi futuri genitori. Ercolano è incaricato di aiutarlo in questo lavoro. Nella misura in cui si intensifica simile avvicinamento, egli continua a perdere i punti di contatto coi mezzi che consolidò nella nostra sfera attraverso l’assimilazione degli elementi del nostro piano. Simile operazione è necessaria affinché l’organismo perispirituale possa ritornare alla plasticità che gli è caratteristica e nello stato evolutivo in cui egli si trova, questa operazione gli impone certe sofferenze.
L’osservazione era proprio nuova per me, perciò continuai a indagare:
– Ma l’organismo perispirituale di Sigismundo, non è lo stesso che egli portò dalla Terra quando si disincarnò l’ultima volta?
– Sì – concordò l’orientatore –, ha la stessa identità essenziale, ma, nel corso del tempo, a causa di una nuova alimentazione e di nuove abitudini in un luogo molto diverso, incorporò determinati elementi dei nostri circoli di vita, dei quali è necessario che si disfi col fine di poter addentrarsi con successo nella corrente della vita carnale. Per questo le lotte dei lacci fluidici primordiali con le emozioni che gli sono conseguenti, consumano le resistenze di questa natura, sottolineando che, questa notte, faremo la parte restante del servizio, mobilitando, in suo aiuto, le nostre risorse magnetiche.
– Oh! – dissi – non avremo qui un fatto simile alla morte fisica sulla Terra?
Alessandro sorrise e disse:
– Senza dubbio, purché consideriamo la morte del corpo carnale come un semplice abbandono di involucri atomici terrestri.
Riconobbi, però, che il momento non permetteva lunghe dissertazioni e vedendo il mio buon istruttore fissare la sua attenzione sui Costruttori, mi astenni da nuove domande.
Seguito dagli amici, Alessandro si avvicinò a Sigismundo e disse con buon umore:
– Allora? Ti senti più forte?
E, accarezzandogli il volto, aggiunse:
– Tu devi essere soddisfatto: è arrivato il momento decisivo. Tutte le nostre espressioni di riconoscimento a Dio sono insignificanti davanti alla nuova opportunità ricevuta.
– Sì…– disse Sigismundo ansimante – sono grato… non dimenticatevi di me… offrendomi l’aiuto necessario.
E guardando angosciosamente al mio orientatore, osservò con inquietudine:
– Ho paura … molta paura…
Alessandro si sedette paternamente al suo fianco, dicendogli con tenerezza:
– Non ospitare il mostro della paura nel cuore. È il momento della fiducia e del coraggio. Ascolta, Sigismundo! Se tu hai qualche preoccupazione, condividi con noi i tuoi dispiaceri, parla di tutto quello che ti causa difficoltà nel tuo intimo! Apri la tua anima, caro amico! Ricorda che l’istante del cambiamento definitivo di piano si avvicina. È indispensabile che tu mantenga il tuo pensiero puro, libero da tutti i residui!
L’interlocutore lasciò cadere alcune lacrime e disse, con sforzo:
– Sai che intrapresi una piccola opera di soccorso, nelle vicinanze della nostra colonia spirituale… L’opera fu autorizzata dai nostri Superiori e… nonostante il suo buon funzionamento…sento che non è finita e che ho grandi responsabilità nella sua struttura… non so se agii bene… chiedendo ora il mio ritorno sulla Terra, prima di consolidare il mio lavoro… tuttavia, riconobbi che per proseguire… dovevo riconciliarmi con la mia coscienza, cercando gli avversari di un altro tempo… con il fine di riscattare le mie mancanze…
Mentre l’istruttore e gli altri amici l’accompagnavano in silenzio, Sigismundo proseguiva:
– Fu per questo… che ho tanto chiesto di ottenere il mio ritorno…Come potrei condurre gli altri alla piena conversione spirituale… davanti agli insegnamenti del Cristo… senza avere pagato i miei debiti? Come insegnare ai fratelli sofferenti …soffrendo io stesso… dolorose piaghe in virtù del mio passato crudele? Ma, ora… che si avvicina il difficile inizio… mi tortura la paura di sbagliare di nuovo… Quando Rachele e Adelino ritornarono… mi promisero difesa fraterna e sono sicuro…che saranno due benefattori per me… tuttavia, mi affliggono ansie e diffidenze davanti al futuro sconosciuto…
Avvalendosi della pausa che si fece naturalmente, Alessandro prese la parola, con franchezza e ottimismo:
– Non vale la pena inquietarsi tanto, amico mio! Liberati qui dalle tue creazioni. Tutte le nostre opere, effettuate in accordo con le Leggi Divine, si sostengono da sole e ci aspettano in qualunque tempo per il raccolto di saporiti frutti di allegria eterna. Solamente il male è condannato alla distruzione ed è solo l’errore quello che ha bisogno di laboriosi processi di rettifica. Pertanto, rimani calmo e felice. La tua insistenza per il ritorno di oggi ai circoli terreni è stata una buona idea. Il riscatto dalla deviazione di un’altra epoca concederà al tuo spirito una nuova e più brillante luce. Persevera nel tuo proposito. Avvalersi della scuola, ricevere l’orientamento sublime e crescere con i benefici, rappresenta la maggiore felicità dell’alunno fedele. Perciò, Sigismundo, la tua felicità di ritornare ora alla sfera carnale è molto grande. Lava la tua mente nell’acqua viva della fiducia in Dio e cammina. Per questa nuova esperienza, tu non puoi portare altra cosa che il patrimonio divino già acquisito col tuo sforzo, costituito dalle idee nobilitanti e dalle luci intime conquistate dal tuo spirito. Non trattenerti, in questo modo, nel ricordo degli aspetti esteriori delle nostre attività in questo piano. Persistere in simili stati dell’anima potrà portare conseguenze molto gravi, per quanto il tuo non adattamento perturberebbe lo sviluppo fetale e determinerebbe la morte prematura del tuo nuovo corpo fisico nel periodo infantile. Non aggrapparti a diffidenze puerili. È vero che devi e hai bisogno di pagare ma, in sana coscienza, chi di noi non è debitore? Con la tristezza e l’abbattimento, mai riscatteremo i nostri debiti. È indispensabile creare nuove speranze
Sigismundo fece un gesto affermativo, molto espressivo e sorrise con difficoltà, mostrandosi meno triste.
– Non perturbare il tuo prezioso lavoro di adesso. Ricorda le grazie che abbiamo ricevuto e non temere!
Tacendo il mentore, notai che Sigismundo, sotto forte emozione, non disponeva di risorse per sostenere la conversazione. Lo vidi allora prendere la destra di Alessandro, con infinito sforzo, la baciò rispettoso in segno di riconoscimento.
Riflettei allora sull’enorme aiuto che tutti riceviamo ritornando al circolo carnale. Quei devoti benefattori soccorrevano Sigismundo dal primo giorno; e ancora lì, davanti al possibile rifiuto dell’interessato, si mostravano disposti a consolare tutte le sue tristezze, innalzando il suo animo per riuscire nel successo finale.
Gli Spiriti Costruttori cominciarono il lavoro di magnetizzazione del corpo perispirituale, per il quale erano ampiamente assecondati dallo sforzo dell’abnegato mentore che si manteneva devoto e deciso in tutti i campi del servizio.
Senza potermi far comprendere facilmente da un lettore comune, devo dire che “qualcosa della forma di Sigismundo, stava per essere eliminata”. Quasi impercettibilmente, man mano che si intensificavano le operazioni magnetiche, si faceva più pallido. Il suo sguardo sembrava penetrare in altri domini. Stava diventando assente, meno lucido.
A un certo punto, Alessandro gli disse con autorità:
– Sigismundo, aiutaci! Mantieni chiarezza di propositi e pensiero deciso!
Ebbi l’impressione che il reincarnato si sforzava di ubbidire.
– Ora – continuò l’istruttore – sintonizzati con noi, in relazione alla forma Pre-infantile. Immagina il tuo ritorno al rifugio materno della carne terrestre! Ricorda l’organizzazione fetale, fatti piccolino! Immagina la tua necessità di tornare a essere bambino, per imparare a essere uomo!
Compresi che l’interessato doveva offrire maggiore coefficiente di cooperazione individuale per riuscire con ampio successo. Sorpreso, riconobbi che all’influsso magnetico di Alessandro e dei Costruttori Spirituali, la forma perispirituale di Sigismundo, si rimpiccioliva. L’operazione non fu né breve né semplice. Identificavo lo sforzo generale affinché si eseguisse la necessaria riduzione.
Sigismundo sembrava sempre meno cosciente. Non ci guardava con la stessa lucidità e le sue risposte alle nostre domande affettuose si dimostravano incomplete.
Alla fine, con mio grande stupore, notai che la forma del nostro amico assomigliava a quella di un bambino.
Il fenomeno mi stupiva e non potei contenere le domande che mi opprimevano nell’intimo. Osservando che Alessandro e i Costruttori si disponevano ad alcuni minuti di intervallo prima dell’ingresso nella camera coniugale, mi avvicinai al servizievole orientatore che immediatamente percepì la mia curiosità.
Come sempre, mi accolse cortese e disse:
– So già. Tu continui ad essere torturato dallo spirito di ricerca.
Sorrisi sorpreso, ma ripresi coraggio e domandai:
– Come può essere quello che vedo? Ignoravo che la rinascita obbligasse il piano spirituale a servizi tanto complessi!
– Il lavoro nobilitante si trova da tutte le parti – affermò Alessandro, intenzionalmente. – Il paradiso dell’oziosità è forse la maggiore illusione dei principi teologici che sulla Terra oscurano il senso divino della vera Religione.
Si fermò, fece un gesto espressivo e continuò:
– In quanto alla stranezza che ti turba, non vediamo ragione per tutto ciò. La disincarnazione normale sulla Terra obbliga il corpo denso della carne a non poche modifiche.
La malattia mortale, per l’uomo terreno, è simile in un certo senso a una prolungata operazione riduttiva, liberando alla fine l’anima, svincolandola dai legami fisiologici. Ci sono persone che, dopo alcune settimane a letto diventano francamente irriconoscibili. Tuttavia, dobbiamo considerare che l’apparato fisico rimane molto distante della plasticità del corpo perispirituale, profondamente sensibile all’influenza magnetica.
La spiegazione non poteva essere più logica.
– Ma quello che abbiamo appena visto con Sigismundo, è regola generale in tutti i casi? – domandai.
– In nessun modo – rispose l’istruttore con attenzione –, i processi di reincarnazione, tanto quanto quelli della morte fisica, differiscono fino all’infinito, non esistendo, come crediamo, due assolutamente uguali. Le agevolazioni e gli ostacoli sono subordinati a numerosi fattori, molte volte relazionati con lo stato di coscienza degli interessati nel ritorno alla Terra o nella liberazione dei veicoli carnali.
Ci sono compagni di grande elevazione che, ritornando alla sfera terrestre in apostolato di servizio e illuminazione, rendono quasi non necessario il nostro servizio. Al contrario, gli altri nostri fratelli che procedono da zone inferiori hanno bisogno di una cooperazione molto più complessa di quella esercitata nel caso di Sigismundo.
– Pertanto, non dovrebbero rinascere solamente quelli che si rivelano preparati? –interrogai curioso.
– Ma non possiamo dimenticare – confutò il mio illustre interlocutore – che la reincarnazione è un corso ripetuto di lezioni necessarie. La sfera terrestre è una scuola divina. L’amore, attraverso le attività d’“intercessione”, riconduce giornalmente milioni di apprendisti a quel banco di scuola che è la carne.
L’orientatore amico tacque per alcuni istanti e proseguì:
– La reincarnazione di Sigismundo ubbidisce alle più comuni direttive. Rappresenta un’espressione simbolica della maggioranza dei fatti di questa natura, per quanto nostro fratello appartenga alla grande classe media degli spiriti che abitano la Terra: né esageratamente buoni, né coscientemente cattivi. Bisogna aggiungere che il ritorno di certe entità delle zone più basse causa laboriosi sforzi dei lavoratori del nostro piano. Simili esseri, ci obbligano a processi di servizio per i quali tu avrai bisogno di molto tempo per poter comprendere.
I chiarimenti di Alessandro mi impressionavano profondamente, soddisfacendo, contemporaneamente, le mie ansie di investigazione intellettuale. Nel frattempo, nuovi punti interrogativi sorgevano nella mia mente, assetata di conoscenze. Fu allora che, sollecitato da intensa e legittima curiosità, domandai rispettoso:
– L’aiuto che stiamo vedendo, raggiungerà forse, tutti? Qui ci troviamo in una casa sostentata da basi solide, secondo la tua affermazione. Ma… se ci trovassimo in una casa tipica di libertinaggio carnale? E se noi, fossimo qui testimoni di passioni criminali e deliri squilibrati?
L’istruttore meditò seriamente e rispose:
– André, il diamante perso nel fango per qualche tempo, non smette di essere diamante. Allo stesso modo, la paternità e la maternità, in sé stesse, sono sempre divine. In tutti i luoghi si estende l’aiuto della sfera superiore, quando si trova in gioco il lavoro della Volontà di Dio. Tuttavia, dobbiamo considerare che in tali circostanze le attività di aiuto acquisiscono un carattere di vero sacrificio. Le vibrazioni contraddittorie e sovversive delle passioni deviate dell’anima in squilibrio, compromettono i nostri migliori sforzi; e molte volte in questo panorama di irresponsabilità e di vizio, per aiutare, in obbedienza il nostro ministero, dobbiamo lottare innanzitutto, contro entità mostruose, dominatrici dei circoli di vita degli uomini e delle donne che, negligentemente, scelgono il pericoloso cammino della perturbazione emozionale, nel quale transitano tali entità ignoranti e squilibrate. In questi casi, non sempre la nostra collaborazione può essere perfetta per quanto sono gli stessi genitori quelli che, sottovalutando la grandezza del mandato che fu loro conferito, aprono le porte delle loro potenze sacre agli impietosi mostri dell’ombra che perseguitano i loro figli fin dalla nascita. Certe anime eroiche scelgono una simile entrata nell’esistenza carnale, col fine di fortificarsi nelle resistenze supreme contro il male, dai primi giorni del servizio uterino. Tuttavia, bisogna considerare che è necessario essere sufficientemente forti nella fede e nel coraggio per non soccombere. Nelle rinascite di questo genere, il maggiore numero di creature normalmente compie il programma salutare delle prove rettificatrici. Molte creature falliscono; ma c’è sempre una grande quantità di quelle che ottengono maggiori benefici spirituali nell’ambito dell’esperienza per la vita eterna.
Alessandro commentò il tema con imponente bellezza. Io cominciavo a comprendere l’origine di certi fenomeni teratologici 49e di determinati disturbi congeniti che in questo mondo angosciano il cuore. Le asserzioni del momento mi portavano ad un nuovo ed affascinante studio: la questione delle prove rettificatrici e necessarie.
Di seguito, Alessandro invitò i Costruttori a esaminare, con lui e Ercolano, le mappe cromosomiche. Seguii il lavoro con interesse, benché assolutamente sprovvisto di competenza per giudicare con precisione quei bizzarri disegni esposti alla mia vista.
Non mi è stato permesso divulgare determinate definizioni di quella piccola assemblea di autorità spirituali, per mancanza di elementi utili a una comparazione analogica; ma posso dire che, finita propriamente la parte tecnica delle conversazioni, il mio orientatore si manifestava, soddisfatto:
– Ad eccezione del tubo arteriale, nella parte che dovrà dilatarsi per il meccanismo del cuore, tutto andrà molto bene. Tutti i geni potranno essere localizzati con normalità assoluta.
Dopo una piccola pausa, aggiunse:
– Le membra e gli organi saranno eccellenti. Se il nostro amico sa valutare le opportunità del futuro, probabilmente conquisterà l’equilibrio dell’apparato circolatorio, mantenendosi nel servizio di illuminazione nel tempo benedetto del lavoro terrestre. Il successo finale dipende da lui.
Dirigendosi ai Costruttori, disse loro affabilmente:
49 È lo studio delle mostruosità o delle anomalie morfologiche dell'intero individuo o di parte di esso, prendendo questi termini come sinonimi di gradi più o meno avanzati di una deviazione di forma dal tipo fondamentale di una specie; però le semplici variazioni dal tipo specifico (variabilità), come le variazioni di razza, non debbono essere considerate come deviazioni specifiche, quindi non sono anomalie.
– Amici miei, nella nuova esperienza, nostro fratello Ercolano rimarrà definitivamente vicino a Sigismundo, fino a quando lui, raggiungerà i sette anni, momento in cui il processo della reincarnazione sarà consolidato. Dopo questo periodo, il suo compito di amico e di orientatore, si mitigherà, poiché seguirà nostro fratello da maggior distanza. So che l’affezionato compagno prenderà tutte le misure indispensabili per ottenere un’armoniosa organizzazione fetale, sia soccorrendo il reincarnante, sia difendendo il tempio materno contro quell’assedio di forze poco degne; nel frattempo, chiedo a voi molta attenzione ai primordi della formazione del timo, ghiandola che, come sapete, è di importanza essenziale per la vita infantile, fin dall’utero materno. Abbiamo bisogno dell’equilibrio perfetto di questo dipartimento ghiandolare, affinché si formi il midollo osseo e inizi la produzione dei globuli rossi per il sangue. I diversi grafici delle disposizioni cromosomiche faciliteranno i servizi di questa natura.
Alcuni degli amici presenti, iniziarono a osservare le mappe con maggiore attenzione.
Mentre si estendevano alla mia vista quei microscopici segnali, permettendo un ampio esame della cellula–uovo, mi avvicinai all’istruttore e sentendolo ancora più disponibile alle mie domande, gli chiesi:
– Abbiamo in queste mappe la geografia dei geni ereditari, distribuiti nei cromosomi. Per caso la legge della ereditarietà sarà illimitata? Riceverà la creatura rinascendo la totale imposizione delle caratteristiche dei genitori? Le malattie o le disposizioni criminali saranno trasmissibili in modo integrale?
– No, André – osservò l’orientatore, con inflessione grave – siamo davanti ad un fenomeno fisico naturale. L’organismo dei nascituri, nella sua espressione più densa, proviene dal corpo dei genitori che gli sostenta la vita e crea le sue caratteristiche con il loro stesso sangue ma, in simile imperativo delle leggi divine per il servizio di riproduzione delle forme non dobbiamo vedere la sovversione dei principi della libertà spirituale, immanente all’ordine della Creazione Infinita. Per lo stesso motivo, la creatura terrena eredita tendenze e non qualità. Le prime, circondano l’uomo che rinasce, fin dai primi giorni della lotta, non solo nel suo corpo transitorio, ma anche nell’ambiente generale in cui è chiamato a vivere, per perfezionarsi; le seconde derivano dal lavoro individuale dell’anima incarnata, nella difesa, educazione e purificazione di sé stessa nei circoli benedetti dell’esperienza. Se lo spirito reincarnato preferisce le tendenze inferiori, le svilupperà, ritrovandole dentro il nuovo quadro dell’esperienza umana, perdendo un tempo prezioso e disprezzando le sublimi opportunità di elevazione. Ma se l’anima che ritorna al mondo rimane disposta al servizio di auto elevazione, supererà qualunque esigenza ignobile del corpo o della mente, trionfando sulle condizioni avverse e ottenendo titoli di vittoria dal più alto significato per la vita eterna. Pertanto, in tutta coscienza, nessuno può lamentarsi di forze distruttrici o di circostanze asfissianti, riferendosi al circolo in cui rinacque. Ci sarà sempre, dentro noi, la luce della libertà intima indicandoci l’ascensione. Praticando l’elevazione spirituale, miglioreremo sempre. Questa è la legge.
In virtù delle anteriori spiegazioni dell’orientatore, riguardo all’importanza dell’assistenza di Ercolano a Sigismundo reincarnato fino ai sette anni, cercai di ottenere dall’istruttore qualche chiarimento al riguardo. Chiesi scusa ad Alessandro, ma non mi potevo sottrarre alla delicata investigazione. Perché tanta attenzione al sangue del neonato? Il servizio della reincarnazione durerebbe solamente nei primi sette anni iniziali dell’esistenza umana?
Come accadeva sempre, il nobile mentore, mi ascoltò compiacente, sorrise quale padre affettuoso e rispose, sollecito:
– Tu non ignori che il corpo umano ha le sue proprie attività vegetative, ma forse non sai ancora che il corpo perispirituale che dà forma agli elementi cellulari, è molto radicato nel sangue. Nell’organizzazione fetale, il patrimonio sanguineo è un dono dell’organismo materno. Dopo la nascita, incomincia il periodo di assimilazione delle diverse energie organiche in cui l’“io” reincarnato inizia il consolidamento delle sue nuove esperienze e solamente a sette anni di vita comune, comincia a presiedere, da solo, il processo di formazione del sangue, elemento basilare di equilibrio al corpo perispirituale o forma preesistente, nel nuovo servizio iniziato. Pertanto è come se il sangue fosse il fluido divino che ci fissa alle attività nel campo materiale e nel suo flusso e riflusso incessante, nell’organizzazione fisiologica, ci fornisce l’essenza dell’eterno movimento delle forze sublimi della Creazione Infinita. Quando la sua circolazione smette di essere libera, sorge lo squilibrio o malattia e se sorgono ostacoli che impediscono il suo movimento, in maniera assoluta, allora sopravviene l’estinzione del tono vitale, nel campo fisico, al quale segue la morte con la ritirata immediata dell’anima.
Fortemente impressionato dalla rivelazione del rispettabile amico, osservai:
– Oh! Com’è grande la responsabilità dell’uomo davanti al corpo materiale!
– Dici bene – aggiunse l’orientatore – riferendosi con simile ammirazione a questo sovrano dovere della creatura reincarnata. Senza rispondere alle pesanti responsabilità che gli competono nella preservazione del corpo fisico, nessun uomo potrà realizzare il progresso spirituale. Lo Spirito rinasce nella carne, per la produzione di valori divini nella sua natura ma, come realizzare simile imperativo, distruggendo la macchina organica, base fondamentale del servizio da compiere? Poco fa ti riferivi alla legge dell’ereditarietà. Il corpo terrestre è anche un patrimonio ereditato millenni fa e che l’Umanità va perfezionando attraverso i secoli. Il plasma, sublime costruzione effettuata all’influsso divino, con acqua del mare, nelle epoche primitive, è il fondamento primordiale delle organizzazioni fisiologiche. Ritornando alla Terra, dobbiamo approfittare dell’ereditarietà, più o meno evoluta nel corpo umano.
A quel punto delle delucidazioni, sorprendenti per me, Alessandro, dopo breve intervallo, continuò:
– Per questo, tu non ignori che, mentre noi ci muoviamo nella sfera della carne, siamo creature marine che respirano sulla terra ferma. Nel comune processo dell’alimentazione, non possiamo prescindere dal sale; certamente, il nostro meccanismo fisiologico, si costituisce del settanta per cento di acqua salata la cui composizione è quasi identica a quella del mare, costituita dai sali di sodio, di calcio e di potassio. Nella sfera della attività fisiologica dell’uomo reincarnato, si trova il sapore del sale nel sangue, nel sudore, nelle lacrime, nelle secrezioni. I corpuscoli acclimatati nei mari più caldi, potrebbero vivere bene nel liquido organico. Esistono vere sorprese di comparazione analogica che potremmo fare in questo senso.
Non seppi che cosa rispondere a queste definizioni sentite; e davanti al mio silenzio, fu proprio Alessandro che continuò, dopo una pausa piena di espressione.
– Come vedi, rinascendo sulla superficie del Mondo, riceviamo con il corpo, un’eredità sacra i cui valori dobbiamo preservare, perfezionandolo. Le forze fisiche devono evolvere, come le nostre anime. Se ci offrono il vaso organico di lavoro per nuove esperienze di elevazione, dobbiamo ripagare col nostro sforzo, aiutandole con la luce del nostro rispetto e equilibrio spirituale, nel campo del lavoro e dell’educazione organica. L’uomo del futuro comprenderà che le sue cellule non rappresentano solo segmenti della sua carne, bensì compagne dell’evoluzione, creditrici del suo riconoscimento ed aiuto effettivo. Senza questa comprensione di armonia nel dominio organico, è inutile cercare la pace.
La brillante conversazione del magnanimo e saggio orientatore suggeriva sublimi questioni. Nel frattempo, lui stesso ricordò il lavoro in corso e diede per terminati i chiarimenti del momento. Erano le due dopo la mezzanotte. Rimanevano ora, al nostro lato, non solo Alessandro e i Costruttori, ma anche diversi amici spirituali della famiglia.
Come massima figura di quella riunione, Alessandro, raccogliendo tutti i compagni intorno a sé, disse:
– Ora, fratelli miei, entriamo nella camera dei nostri abnegati collaboratori, affinché si compia il giubilo dell’unione spirituale.
Depositando Sigismundo nelle braccia dell’entità che era stata sulla Terra l’affettuosa madre di Rachele, aggiunse:
– Sia tu, sorella mia, la portatrice del sacro deposito. Il cuore filiale che ci aspetta, sentirà nuove felicità al contatto con la sua tenerezza. Rachele si merita simile allegria.
Dirigendosi all’assemblea lì riunita, spiegò:
– Faremo ora l’atto dell’unione iniziale, in senso diretto, di Sigismundo con la materia organica. Attendo cari compagni, le continue visite di tutti voi al nostro fratello reincarnante, principalmente nel periodo di gestazione del suo futuro corpo. Non ignorate il valore della collaborazione affettuosa in questo servizio. Solamente quelli che seminarono molti affetti, possono ricevere il concorso di molti amici e Sigismundo deve ricevere quel premio per i suoi nobili sentimenti ed elevati lavori con tutti noi in questi ultimi anni, nei quali si dedicò a grandi opere di beneficenza e fraternità.
Entrammo nella stanza coniugale, dove lo spettacolo intimo, era divinamente bello. Nel letto di legno, in soavi lenzuola di lino, riposavano due corpi che la benedizione del sonno immobilizzava; ma, lì, Adelino e Rachele ci attendevano nello spirito, coscienti della grandezza dell’ora in corso. Al risveglio nella sfera densa di lotta e apprendimento, i loro cervelli carnali non sarebbero riusciti a fissare il ricordo perfetto di quella scena spirituale, nella quale risaltavano come principali protagonisti. Tuttavia, il fatto sarebbe rimasto inciso per sempre nella loro memoria eterna.
Gli amici invisibili della casa, compagni del nostro piano, avevano riempito la stanza di fiori luminosi. Dalla mezzanotte, avevano ottenuto permesso per entrare nella futura culla di Sigismundo, con l’amoroso proposito di adornare i cammini del re inizio.
Più di cento amici si riunivano lì, prestandogli affettuoso omaggio.
Alessandro camminò davanti a noi, salutando affettuosamente la coppia, temporaneamente slegata dai corpi fisici.
Di seguito, nella migliore armonia, i presenti manifestarono i loro saluti, riempiendo di stimolo celestiale i cuori dei coniugi speranzosi.
Il quadro era bello e commovente.
Due entità che si trovavano al mio fianco commentavano fraternamente:
– È sempre penoso ritornare alla carne, dopo avere conosciuto le regioni della luce divina; tuttavia è così sacro l’amore cristiano che anche in tale circostanza, è sublime la felicità di quelli che lo praticano.
– Sì – rispose l’altra –, Sigismundo ha lottato molto per la sua redenzione e in questa lotta, è diventato un abnegato servitore di tutti noi. Bene, merita le allegrie del momento.
In quell’istante, osservai che l’entità incaricata di conservare il reincarnante restava a poca distanza da Rachele, tra gli Spiriti Costruttori.
Riflettevo su quel fatto, quando qualcuno mi toccò lievemente, attirando la mia attenzione.
Era Alessandro che mi sorrideva paternamente, chiarendomi:
– Lasciamo gli amici, per alcuni minuti, godendo delle soavi allegrie delle espansioni affettive. Inizieremo il lavoro nel momento opportuno.
Perplesso davanti a quei fatti nuovi per me, non avevo raggiunto una perfetta chiarezza sui molteplici avvenimenti di quella notte. Per questo motivo, nel mio cervello vagavano allucinanti interrogativi. L’orientatore percepì il mio stato d’animo e per tale motivo mi diede l’impressione di essere ancora più paziente.
Approfittando di quell’istante, indicai Sigismundo, raccolto nelle braccia accoglienti che lo conservavano e domandai:
– Più tardi, il nostro fratello reincarnante, si presenterà tra gli uomini, tale e quale a come viveva tra noi? Poiché le sue istruzioni si basano sulla forma perispirituale preesistente, avrà la stessa altezza, come le stesse espressioni che lo caratterizzavano nella nostra sfera?
Alessandro rispose senza titubare:
– Ragiona con calma, André! Parliamo della forma preesistente, significando per te il modello della configurazione tipica o più propriamente, la “divisa umana”. I contorni e gli altri dettagli anatomici si sviluppano in accordo con i principi di equilibrio e con la legge di ereditarietà genetica. La forma fisica futura del nostro amico Sigismundo dipenderà dai cromosomi paterni e materni; aggiungi, inoltre, a questo fattore primordiale l’influenza dei modelli mentali di Rachele, l’agire dello stesso interessato, il concorso invisibile al nostro sguardo degli Spiriti Costruttori, che agiranno come funzionari della natura divina, con l’aiuto affettuoso delle entità amiche che visiteranno costantemente il reincarnante durante i mesi di formazione del suo nuovo corpo e si potrà fare un’idea di come sarà il tempio fisico che egli possiederà, per qualche tempo, come donazione della Superiore Autorità di Dio, affinché si avvalga della benedetta opportunità di redenzione dal passato e illuminazione per il futuro, nel tempo e nello spazio. Alcuni fisiologi della Terra concordano nell’assicurare che la vita umana è un risultato di conflitti biologici dimenticando che, molte volte, il conflitto apparente delle forze organiche, non è altro che la pratica avanzata della legge di cooperazione spirituale.
– Allora Sigismundo, per adesso, avrà una forma fisica provvisoria, imprecisa, alla nostra conoscenza? – insistetti.
L’istruttore mi chiarì, senza esitazione:
– Se fossimo direttamente vincolati al suo caso, saremmo in possesso di tutte le informazioni relative al suo futuro così dettagliatamente; ma, la nostra collaborazione in quest’avvenimento è transitoria e senza grande significato nel tempo. Tuttavia, gli orientatori di Sigismundo, nelle alte sfere, conservano il programma tracciato per il bene del reincarnante. Osserva che mi riferisco al bene e non al destino. Molta gente, confonde il piano costruttivo con il fatalismo. Lo stesso Sigismundo e il nostro fratello Ercolano sono in possesso delle relazioni alle quali ci riferiamo, perché nessuno entra nella scuola, per un periodo più o meno lungo, senza finalità specifica e senza conoscenza degli statuti ai quali deve ubbidire.
A questo punto, il generoso mentore fece un leggero intervallo e continuò subito:
– I contorni anatomici della forma fisica, deformi o perfetti, snelli o grassi, belli o brutti, fanno parte degli statuti educativi. In generale, la reincarnazione sistematica è sempre un corso laborioso di lavoro contro i difetti morali preesistenti nelle lezioni e i conflitti presenti. Particolari anatomici imperfetti, circostanze avverse, ambienti ostili, costituiscono, nella maggioranza delle volte, le migliori opportunità di apprendistato e di redenzione per quelli che rinascono. Per questo motivo la mappa delle prove utili è organizzata in anticipo, come succede con il quaderno di appunti degli apprendisti nelle scuole comuni. In considerazione di ciò, la mappa corrispondente a Sigismundo è debitamente tracciata, tenendo in conto la cooperazione fisiologica dei genitori, l’ambiente domestico e il concorso fraterno che gli sarà prestato dagli innumerabili amici di qui. Immagina tu, il nostro compagno tornando a una scuola che, in questo caso è la Terra; procedendo così, alimenta un proposito che è quello dell’acquisizione di nuovi valori. Ora, per realizzarlo, dovrà sottomettersi alle regole di quell’istituzione educativa, rinunciando, fino ad un certo punto, alla grande libertà che dispone nel nostro ambiente.
– Non potremmo dire che simile prova equivale a un destino già definito? – domandai.
L’istruttore espose con pazienza:
– Non cadere nell’errore di molta gente. Questo implicherebbe obbligatorietà di condotta spirituale. Naturalmente, la persona rinasce con relativa indipendenza e, a volte, subordinata a certe condizioni molto aspre, in virtù delle finalità educative ma tale imperativo non sopprime, in nessun caso, l’impulso libero dell’anima, nel senso dell’elevazione, delle soste o cadute a situazioni più basse. Esiste un programma di compiti edificanti che devono essere compiuti da chi reincarna, dove i dirigenti dell’anima, nel piano Spirituale, fissano la quota approssimativa dei valori eterni che il reincarnante è suscettibile di acquisire nell’esistenza transitoria. Lo Spirito che torna alla sfera della carne può migliorare quella quota di valori, sorpassando la previsione superiore, per proprio sforzo intensivo o distanziarsi da essa, sprofondando ancora di più nei debiti verso il prossimo, disprezzando le sacre opportunità che gli furono conferite.
A questo punto, Alessandro rimase in silenzio, forse ponderando il tempo utilizzato nella nostra conversazione; e come chi sentiva necessità di mettere fine alla stessa, osservò:
– Ogni piano tracciato nella Sfera Superiore ha come obiettivi fondamentali il bene e l’ascensione; e ogni anima che reincarna nel circolo della Superficie Terrestre, anche quella che si trova in condizioni apparentemente disperate, ha sempre a disposizione le risorse per migliorare.
Subito, l’orientatore amico, mi invitò ad avvicinarci alla coppia.
Ricordò ad Alessandro che era arrivata già l’ora in cui dovevamo consegnare il sacro tesoro ai felici coniugi.
I Costruttori, per mezzo del mentore che li dirigeva, supplicarono che lui facesse la preghiera di quell’atto di fiducia e osservai che si fece un profondo silenzio tra tutti.
L’istruttore si disponeva a iniziare il servizio della preghiera, quando Rachele gli si avvicinò, chiedendogli umilmente:
– Buonissimo amico, se fosse possibile, desidererei ricevere il mio nuovo figlio in ginocchio!
Alessandro acconsentì sorridendo e mantenendosi tra lei inginocchiata e Adelino che restava in piedi come noi, estremamente commosso, cominciò a pregare, estendendo le mani generose verso l’alto:
– Padre di Amore e Saggezza, degnati di benedire i figli della Tua Casa Terrestre che condivideranno con te, in questo momento, la divina facoltà creatrice! Signore, fa discendere, per misericordia, la Tua benedizione in questo nido affettuoso, trasformato in asilo di riconciliazione. Qui ci riuniamo, compagni di lotta nel passato, accompagnando l’amico che ritorna alla prova di umiltà e di comprensione della Tua legge!
“Oh! Padre, fortificalo per la traversata del lungo fiume della dimenticanza temporanea, permetti che possiamo mantenere sempre viva la sua speranza; aiutalo ora e sempre, affinché possa vincere tutto il male!
“Concedi la Tua luce generosa e santificata che dissipa tutte le ombre, a quelli che ricevono ora il nuovo ministero dell’orientamento del focolare, con la nascita di un nuovo figlio! Fortifica, Signore, la loro nozione di responsabilità; apri loro la porta della Tua fiducia sublime; conservali nella tua benedetta allegria di amore senza limiti! Restaura loro le energie affinché ricevano, giubilanti, la missione della rinuncia fino alla fine; santifica i loro piaceri affinché non si perdano nel precipizio della fantasia!
“Signore, questo è un atto di fiducia della Tua bontà infinita, che desideriamo onorare per sempre! Benedici, dunque, il nostro lavoro amoroso e, soprattutto, Padre, supplichiamo la Tua grazia per nostra sorella che si consegna, riverente, al divino sacrificio della maternità. Ungile il cuore con la Tua magnanimità paterna, intensifica il suo coraggio, dilatale la fede nel futuro senza fine! Siano per lei, in particolare, i nostri migliori pensieri, i nostri voti di pace e le nostre speranze più pure!
“Soprattutto, Signore, che si faccia la tua volontà in tutti gli spazi dell’Universo e che colpisca noi, umili servitori del tuo regno, l’allegria incessante di riverirti e obbedire a Te per sempre!”
Alessandro tacque e osservai che tutta la stanza si colmava di nuove luci. Riconobbi che da tutti noi, le entità spirituali che lì ci riunivamo, partivano raggi luminosi che si spargevano su Rachele in pianto di sublime emozione; ma il radiante fenomeno non si circoscrisse a quello. Non appena il mio orientatore tacque, sembrava che qualcosa rispondesse alla sua supplica. Un lieve rumore che appena trovava eco nei nostri uditi, si faceva sentire sopra le nostre teste. Mi eressi sorpreso e ho potuto vedere che una corona brillante e infinitamente bella, discendeva dall’alto sulla fronte di Rachele, inginocchiata in silenzio. Ebbi l’impressione che un’aureola di tormaline eteree create da un miracoloso orafo, risplendeva luminosa ai nostri occhi. La loro lucentezza feriva la nostra vista e lo stesso Alessandro, guardandola, si inclinò riverente. La sublime corona, sostenuta da Spiriti molto superiori a noi che io non potevo vedere, fu deposta sulla fronte di Rachele.
Nonostante l’emozione del momento, notai che il mio istruttore fece un gesto alla custode di Sigismundo, affinché effettuasse la consegna del reincarnante tra le braccia materne.
Rachele che dava l’impressione di non vedere la luminosa aureola, alzò i suoi occhi pieni di lacrime e ricevette il lascito che il Cielo le conferiva. Alessandro le estese la destra, aiutandola ad alzarsi e vidi che Adelino si avvicinava alla sposa, stringendola affettuosamente tra le braccia, mentre baciava la sua fronte ricoperta di luce.
Fu allora, oh divino mistero della Creazione Infinita di Dio, che la vidi stringere la “forma infantile” di Sigismundo sul suo cuore, ma tanto forte ed amorevolmente che mi sembrò una sacerdotessa del Potere della Divinità Suprema. Sigismundo si univa a lei, come il fiore che si unisce al gambo. Allora, compresi che, da quel momento, quello che era anima della sua anima, sarebbe stato carne della sua carne.
Alessandro raccomandò gli amici presenti, ad eccezione dei Costruttori, di Ercolano e di me che si ritirassero dalla stanza, conducendo Adelino, confortato e felice, in una piccola escursione all’esterno; e guidando Rachele con infinita cura al corpo fisico, ci disse:
– Ora, aiutiamo il nostro amico nel primo contatto con la materia densa.
Rachele si svegliava, sperimentando nel cuore una strana gioia. Abbracciò istintivamente il compagno addormentato, come il felice navigante che si sente in porto tranquillo e sicuro. Aveva attraversato lo spesso velo di vibrazioni che separava il piano spirituale dalla sfera fisica e non conservava reminiscenza alcuna della sublime felicità dei momenti passati; tuttavia, il suo sentimento giubilante rimaneva grande, le sue speranze trasbordavano e una fiducia immensa nel futuro accarezzava ora il suo cuore. Sarebbe diventata madre per la seconda volta? – pensava, contenta. Quell’idea che non spuntava a caso dal suo cervello, riempiva di balsamo la sua anima con deliziosa allegria. Era disposta al servizio divino della maternità; si fidava del Signore, come schiava della sua bontà infinita.
Non vedevo la moglie di Adelino alla quale Alessandro e i Costruttori spirituali circondavano la mente di sublime luce, bagnando le sue idee nell’acqua viva dell’amore spirituale.
Osservando che la forma di Sigismundo si univa a lei, per divino processo di unione magnetica, ricevetti l’indicazione del mio orientatore per seguire da vicino il lavoro di aiuto, nell’unione definitiva di Sigismundo alla materia.
Indicando gli organi riproduttori di Rachele e dirigendo su di essi la sua luce, Alessandro mi istruì sulla grandezza della scena che avevamo sotto la nostra osservazione, aggiungendo rispettosamente:
– Abbiamo qui l’altare sublime della maternità umana. Davanti a quest’augusto tabernacolo, al quale dobbiamo la chiarità divina delle nostre esperienze, dobbiamo cooperare, nel compito dell’amore, con la nostra coscienza volta verso la Maestà Suprema.
Mi inchinai verso l’apparato femminile della nostra sorella incarnata, con una venerazione che fino ad allora mai avevo sentito.
Aiutato dal concorso magnetico dell’affettuoso mentore, ho potuto osservare i dettagli del fenomeno della fecondazione.
Attraverso i condotti naturali, correvano gli elementi sessuali maschili, alla ricerca dell’ovulo, come se fossero preparati in anticipo ad una prova a eliminazione, a una velocità di tre millimetri, approssimativamente, per minuto. Sorpreso, riconobbi che il loro numero si contava a milioni e che seguivano in massa in avanti, con l’impulso istintivo, nella sacra competizione.
Nel silenzio sublime di quei minuti, compresi che Alessandro, in considerazione di essere il missionario più elevato del gruppo nell’operazione di aiuto, dirigeva i solenni servizi dell’unione primordiale. Da come ho potuto comprendere, egli poteva vedere le disposizioni cromosomiche di tutti i principi maschili che si trovavano in movimento, dopo avere osservato attentamente il futuro ovulo materno, presiedendo al primo lavoro della determinazione del sesso del corpo che si stava organizzando.
Dopo avere accompagnato, profondamente assorto nel servizio la marcia dei minuscoli competitori che costituivano la sostanza fecondante, identificò il più adatto, fissando in lui il suo potenziale magnetico, dandomi l’idea che l’aiutava a sbarazzarsi dei compagni affinché fosse il primo a penetrare nel piccolo involucro materno. L’elemento scelto da lui guadagnò nuova energia sugli altri e avanzò rapidamente in direzione del bersaglio. La cellula femminile, vicino al microscopico proiettile spermatico assomigliava a un piccolo mondo arrotondato, di zucchero, amido e proteine, aspettando il raggio di vitalità, soffrì la lacerazione della cuticola, come una piccola imbarcazione silurata, diventando rossa in modo particolare, chiudendo i tenui pori, come se fosse disposta a ritirarsi nelle profondità di se stessa, al fine di ricevere, faccia a faccia, l’atteso visitatore, ostacolando l’intromissione di chiunque degli altri competitori che avevano perso la prima posizione nella grande prova. Sempre sotto l’influsso luminoso–magnetico di Alessandro, l’elemento vittorioso proseguì la marcia, dopo avere attraversato la periferia dell’ovulo, impiegando poco più di quattro minuti per raggiungere il nucleo. Entrambe le forze, quella maschile e quella femminile, ne formavano ora una sola, trasformandosi alla mia vista in un tenue faro di luce. Il mio orientatore, dedicato in assoluto al suo lavoro, toccò la piccola forma con la destra, continuando il servizio di divisione della cromatina le cui particolarità sono ancora inaccessibili alla mia comprensione, conservando, Alessandro, l’atteggiamento del chirurgo sicuro di sé nella tecnica operatoria. Subito dopo
accomodò la forma perispirituale ridotta di Sigismundo che si amalgamava con l’organismo perispirituale di Rachele, su quel microscopico globo di luce, intriso di vita e osservai che quella vita latente cominciò a muoversi. Era trascorso precisamente un quarto d’ora, contando dall’istante in cui l’elemento attivo aveva raggiunto il nucleo dell’ovulo passivo.
Dopo una prolungata applicazione magnetica che era assecondata dallo sforzo degli Spiriti Costruttori, Alessandro mi si avvicinò, dicendo:
– È finita l’operazione iniziale dell’unione. Che Dio ci protegga!
Sentendo l’ammirazione con cui io seguivo, ora, il processo della divisione cellulare, nel quale si formava rapidamente la vescicola di germinazione, l’orientatore affermò:
– L’organismo materno somministrerà tutto l’alimento necessario per l’organizzazione basilare dell’apparato fisico, mentre la piccola forma di Sigismundo, come vigoroso modello, agirà come calamita tra le maglie di ferro, dando forma consistente alla sua futura manifestazione nello scenario della Superficie Terrestre.
Ero a bocca aperta dinanzi a tutto quello che mi era permesso osservare. E sentendo che il fenomeno della riduzione perispirituale di Sigismundo era un fatto straordinario ai miei occhi, il mio istruttore benevolmente aggiunse:
– Non dimenticare, André, che reincarnarsi significa ricominciare i processi di evoluzione o di rettifica. Ricordi che gli organismi più perfetti della nostra Casa Planetaria, procedono inizialmente dall’ameba. Ora, ricominciare, significa “ricostruzione” o “ritorno all’inizio”. Per questo motivo, nel suo sviluppo embrionale, il futuro corpo dell’uomo non può essere distinto della formazione del rettile o dell’uccello. Quello che fa la differenziazione della forma è il valore evolutivo, contenuto nel modello perispirituale dell’essere che prende i fluidi della carne. Perciò, ritornando alla sfera più densa, come accade ora a Sigismundo, è indispensabile riassumere tutte le esperienze vissute nel lungo dramma del nostro perfezionamento, benché sia solo per pochi giorni o ore, ripetendo, in un corso rapido, le tappe vinte o le lezioni acquisite, fino a rimanere nella posizione nella quale dobbiamo proseguire l’apprendistato. Poco dopo della forma microscopica dell’ameba, sorgeranno nel processo fetale di Sigismundo i segni dell’era acquatica della nostra evoluzione e così in avanti, tutti i periodi di transizione o stazioni di progresso che la creatura percorse già nell’incessante giornata del perfezionamento, nella quale ci troviamo, ora, nel genere umano.
L’ora era molto avanzata.
Presentendo che Alessandro non si sarebbe trattenuto, mi avvicinai una volta in più alla scena della formazione fetale. L’ovulo fecondato era animato da profonda vita, evolvendo verso la vescicola germinale.
L’orientatore amico mi invitò a ritirarci dicendo:
– Il mio lavoro è terminato. Tuttavia, André, considerando le tue necessità di acquisire nuove nozioni, potrò sollecitare agli Spiriti Costruttori l’acquiescenza per la tua cooperazione fraterna nei servizi protettivi, sempre che tu abbia l’opportunità di potere venire fino a qui.

Mi rallegrai, contento. Effettivamente, non desideravo altro. Quello studio di embriologia, sotto una nuova ottica, era affascinante e meraviglioso. Mentre davo espansione alla mia allegria intima, l’ossequioso mentore combinava opportunità riguardo alla mia collaborazione e al mio apprendimento simultaneo, sentendo i compagni.
Dopo alcuni minuti, mentre scambiavamo saluti di addio, Ercolano, con molta simpatia e ospitalità, dichiarò che sarebbe rimasto ad aspettarmi purché io potessi ritornare alla residenza di Adelino, per collaborare nei lavori di protezione.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

Spirito Joanna de Ângelis
Psicografia Divaldo Pereira Franco

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