CORALE

Messaggi dagli spiriti raccolti per mezzo di radio o registratori audio

CORALE

Messaggioda Amadeus » mercoledì 13 gennaio 2021, 12:20

Bentrovati. C'è un passo del Vangelo secondo Matteo che, fino all'interpretazione del messaggio che propongo, ha suscitato sempre in me molta perplessità. Dice Gesù : ". . . perchè dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io in mezzo a loro".Mi sono allora chiesto se le preghiere che ognuno di noi credenti spesso recita in solitudine, e magari in silenzio, abbiano valore. Certamente si. Anche la preghiera dell'ultimo uomo della terra recitata in un deserto ha il proprio valore e viene ascoltata da Dio. Nella vita vi sono circostanze che materialmente impediscono il momento della coralità della preghiera. Cosa ben diversa è quando rinunciamo per principio alla comunione con altri nel pregare. magari per un nostro modo di intendere la religiosità in maniera del tutto individuale. Posso anche pregare in solitudine, in silenzio e nei luoghi più impensati, ma deve arrivare il momento in cui unisco la mia preghiera in un comune anelito verso il Cielo. Ricordo un episodio che, a me piccoletto, narrava mia nonna, avvenuto agli inizi del'900. Era tornata alla Casa del Padre una giovinetta dalle virtù morali e religiose fuori dal comune, Qualcuno direbbe "in odore di santità". Molte signore, durante la veglia funebre ( era presente anche mia nonna allora coeva della giovinetta) si erano riunite per pregare e lo facevano in maniera intensa. Fu all'apice di quella preghiera corale che avvenne un evento prodigioso. Nella stanza apparve un monaco che teneva tra le mani un fascio di gigli il cui odore intenso avvolse ogni cosa e persona. Ma quando una delle presenti, abbandonando per un attimo la preghiera, emise un piccolo grido di sorpresa, il monaco, così come era venuto, svanì nel nulla. Non ho motivo di dubitare della veridicità del racconto che mia nonna mi narrava spesso,perchè mi accorgevo che alla fine della narrazione era assalita da un momento di commozione fino alle lacrime che ne suggellavano la sincerità . Anche a me , allora piccoletto, la narrazione provocava commozione mista ad ansia. Nella registrazione l'Entità che comunica afferma di sentire sia un inno che un canto, sicuramente solitario. Ma è solo il primo che ha il privilegio di arrivare per primo nell'alto dei Cieli. Da radio ad o/c- Lato dir.A ben risentirci
Allegati
200909 audio lab SENTO QUA' UN INNO- CANTO SENTO- UN INNO HA SPAZIO IN PARADISO.mp3
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" Chiesi al mandorlo di parlarmi di Dio ed il mandorlo fiorì" ( adagio giapponese)
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" Mettiti in ascolto,
dunque. E sentirai,
non sentendo più niente,
che il rumore
nel quale siamo nati
e cresciuti non c'è più".
( Michele Serra )
Amadeus
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