R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Condividiamo le nostre esperienze di viaggi astrali

R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda Medwyn » lunedì 15 febbraio 2016, 20:23

Ciao a tutti,

ultimamente ho letto un libro che mi era stato consigliato da un caro amico, "Il destino dell'uomo" di Steiner, prego astenersi dalla lettura i convinti e radicati sostenitori del classico spiritismo di Kardec : Chessygrin :

il fatto e'.. che in questo libricino ho trovato conferme di alcune esperienze onirico/astrali..
infatti non esiste un "uscire" dal corpo, e' solo una traslazione della coscienza che.. ora in stato di veglia sta nel fisico e nell'attimo del sonno passa all'astrale..
so' che e' dura da credere per tanti ma, ogni volta che ci addormentiamo lavoriamo con la sottile materia astrale, e ci identifichiamo con il corpo astrale e mentale (in veglia siamo fisico-astrale-mentale)
Non esiste separazione, come poi, in ultima analisi, al livello piu puro ed elevato, non esiste separazione neppure tra vari individui.. (ma questo e' un'altro discorso.. si parla di Akasico : Wink : )

Quindi mi direte.. ogni volta che sogno faccio viaggi astrali? "ni".. nel senso che formalmente si ma non ne siamo coscienti e molte volte non ricordiamo le esperienze in cui ci "svegliamo" all'astrale, quindi credo che l'unica "tecnica" realmente utile e' la convinzione prima di addormentarsi che.. in astrale ci si va comunque ed in ogni caso, con il tempo poi si acquisisce quel "click" del risveglio all'interno del sogno e da li parte tutto un'universo da scorprire.. : Lol :

Il destino dell'uomo pag. 18-19
"Il caso e' il sentiero che Dio utilizza quando vuole rimanere anonimo" (Einstein)

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Re: R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda marisol » lunedì 15 febbraio 2016, 22:11

Carl Gustav Jung!

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Re: R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda pierotto 52 » martedì 16 febbraio 2016, 6:15

: Smile : Ciao mitico Medwyn, è sempre un piacere ritrovarti :cuoricini: Grazie del testo, Steiner è stato uno dei miei " primi amori ", tanti anni fa :cuore8: Piera

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Re: R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda Reminiscenza1 » martedì 16 febbraio 2016, 16:44

Ciao Med, bentornato anche come meteora. :ahaha:
E' sempre un piacere rileggerti. :yess:
Ho provato a leggere le due pagine da te postate, ma le ho trovate difficili. : Sad :
Grazie, un caro saluto :cuoricini:

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Re: R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda Medwyn » martedì 16 febbraio 2016, 19:44

grazie a voi, siete carissime come sempre : Thumbup :
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Re: R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda Reminiscenza1 » martedì 16 febbraio 2016, 20:53

Vieni a trovarci piu' spesso. :yess:
Una domanda: che cosa contesti maggiormente della filosofia di Kardec?

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Re: R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda Medwyn » giovedì 18 febbraio 2016, 11:00

Carissima Remi,
mi pare che della mia opinione su Kardec ne avevamo gia' parlato, ma non voglio addentrarmi troppo dato che alcuni admin di questo forum sono filo-spiritismo, non vorrei certo creare inutili incomprensioni : Wink :

"Non porta a niente quel che si immaginano gli spiritisti, quando pensano di poter avere comunicazioni dai defunti grazie a un medium e nell'usuale linguaggio terreno. Gia' da come son fatte quelle comunicazioni si puo' vedere che si tratta di stati subconsci dei vivi e non di vere e dirette comunicazioni dei defunti tramite medium" ..scrive Steiner sempre in quel libro..
forse in quel periodo ce l'aveva un po' con gli spiritisti.. boh xD

Ha detto comunque una parte di grande verita' (tutti dicono una parte di verita' in effetti, anche Kardec dice la sua parte : Wink : ) ogni comunicazione catalogata da Kardec, compresa la metafonia e la scrittura automatica, avviene tramite un canale (la persona che lo riceve ovvero colui che funge da medium), il messaggio parte da un'entita' ovviamente disincarnata (ma non e' detto.. vedi connessioni alle "egregor"), ma prima di arrivare al "pubblico" incarnato passa OBBLIGATORIAMENTE per i filtri psichici del medium, quindi spesso i messaggi risultano discordanti o addirittura si contraddicono..
fermo restando che il mio punto fisso anti-kardec sta nel voler creare un "tramite" (mentre la ricerca verso la Fonte DEVE essere personale), si crea ancora una volta un illusorio stacco tra lo spirituale e il materiale (mi ricorda tanto le religioni.. : Wink : ) mentre in realta' e' un tutt'uno manifestato in differenti stati.. un po' come l'acqua che ora e' vapore, poi ghiaccio..

ancora una volta forse mi son sbilanciato troppo qui :ahaha: ..spero nessuno si senta offeso e persegua la propria strada, che comunque sia, e' quella giusta perche' prima o poi condurra' sempre alla stessa Fonte.
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Re: R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda Reminiscenza1 » giovedì 18 febbraio 2016, 16:03

Caro Med, grazie della risposta. Non crei alcuna incomprensione, perche' esprimeri il tuo parere, anche se discosta dalla filosofia di Kardec, da cui ha preso vita questo forum, ed e' giusto e lecito poter dire la propria opinione, senza venire criticati o osteggiati, ci mancherebbe. Tutto cio' che viene espresso con educazione e rispetto non puo' essere condannato, non siamo mica sotto dittatura! : Wink :
Riguardo a cio' che ha scritto Steiner, cioe' che i discorsi che scrivono i medium nelle sedute spiritiche non hanno fondamento e sono dettati dal subconscio, piu' che dagli Spiriti, proprio qualche tempo fa, in uno dei libri di Kardec, ho letto cio' che smentisce questa ipotesi. Riporto, di seguito, un riassunto che avevo fatto:

"La dottrina spiritica, come tutte le cose nuove, ha seguaci, ed ha oppositori. Riepiloghiamo anzitutto, in poche parole, la serie progressiva dei fenomeni da cui questa dottrina ebbe origine.
Il primo fatto, che attirò l’attenzione di molti, fu quello di alcuni oggetti messi in movimento, fatto che venne volgarmente designato con la denominazione di tavole semoventi. Questo fenomeno si produsse accompagnato da circostanze singolari, come rumori insoliti e colpi battuti da forze occulte e misteriose. Se questo fenomeno si fosse limitato al movimento di oggetti materiali, si sarebbe potuto spiegare con qualche ragione puramente fisica, ma non fu così; dovevano a poco a poco rivelarci fatti veramente straordinari. Si avvertì, non sappiamo in qual modo, che l’impulso dato agli oggetti non era effetto di una cieca forza meccanica, ma palesava l’intervento di una causa intelligente.
Le prime manifestazioni intelligenti ebbero luogo per mezzo di piccoli tavoli che, sollevandosi da un lato e battendo con uno dei piedi un determinato numero di colpi, rispondevano alla domanda per sì e per no, secondo una convenzione precedente.
Fin qui nessuna prova evidente per gli scettici, poiché tutto questo poteva essere un puro caso. Ma in seguito si ottennero risposte precise con le lettere dell’alfabeto: il tavolo batteva un numero determinato di colpi, corrispondente al numero d’ordine di ciascuna lettera, e così dettava parole e proposizioni, che rispondevano alle domande fatte.
La giustezza delle risposte, la loro perfetta correlazione con le domande destarono meraviglia.
Interrogato intorno alla sua natura, l’essere misterioso che rispondeva in quel modo, dichiarò di essere “spirito”, si diede un nome, e forni’ chiarimenti sul proprio stato. Questa è una circostanza importantissima e degna di nota, poiché risulta da essa che nessuno è ricorso all’ ipotesi degli Spiriti per spiegare il fenomeno, ma che invece e’ stata l’ entita’ comunicante a suggerire la parola. Però questa modo di comunicazione era lungo e scomodo. Lo “Spirito” stesso, e questa è una seconda circostanza da non trascurare, suggerì un’altra maniera più spedita, consigliando di adattare una matita ad un canestrino. Il canestrino, posato sopra un foglio di carta, viene messo in movimento dalla stessa forza occulta che fa muovere i tavoli, e intanto la matita, mossa da una
mano invisibile, segna delle lettere, e ne forma parole, frasi, e interi discorsi di molte pagine, trattando le più sublimi questioni di filosofia, di morale, di metafisica, di psicologia e simili, con tanta rapidità, come se si scrivessero con la mano.
Ora, siccome l’oggetto al quale si lega la matita, altro non è che un sostegno, e poco importano la sua natura e la sua forma, se ne cercò qualche altro più comodo, e molti usano a tale scopo, una tavoletta.
Ma, sia tavoletta o canestrino, il mezzo non si muove che sotto l’influenza di certe persone dotate di una facoltà speciale, e queste persone vengono designate col nome di medium, cioè mezzi intermedi fra gli Spiriti e gli uomini. Le condizioni da cui dipende questa facoltà sono determinate da ragioni fisiche e morali sin oggi poco note, poiché si trovano medium in ogni età, in ogni sesso, e nei gradi più disparati di cultura e di sviluppo intellettuale. La medianità, del resto, si svolge e migliora con l’esercizio.
Con l’andare del tempo si riconobbe che canestrino o tavoletta non erano altro, in realtà, che una semplice appendice della mano; cosi’ il medium,
presa la matita, si mise a scrivere sotto un impulso involontario e quasi febbrile. Con questo mezzo le comunicazioni divennero più rapide, più facili e più compiute, e questo mezzo oggi è tanto più comune, quanto più si accresce di giorno in giorno il numero delle persone dotate di questa facoltà.
L’esperienza, in seguito, fece conoscere molte altre specie di facoltà medianiche, e si apprese che le comunicazioni potevano ottenersi ugualmente sia per mezzo della parola del medium, sia per mezzo dell’udito, della vista e del tatto, e anche della scrittura diretta degli Spiriti, vale a dire di quella ottenuta senza il concorso della mano del medium.
Ottenuto i fenomeno in questa nuova maniera, restava da verificare un punto essenziale, cioè l’influenza che può esercitare il medium nelle risposte e la parte che vi può prendere meccanicamente e psicologicamente. Due circostanze che non dovrebbero sfuggire in nessun modo ad un osservatore oculato, possono eliminare ogni dubbio.
La prima di queste circostanze è la maniera con la quale canestrino si muove con la sola inerte imposizione delle dita del medium sugli orli estremi di esso.
Un esame, anche non molto accurato, fa comprendere subito l’impossibilità di imprimergli una determinata direzione. Questa impossibilità poi diventa assoluta, quando due o tre persone insieme pongono le loro dita sullo stesso panierino, perché sarebbe necessaria in loro una uniformità di movimenti che e’ impossibile e, oltre a ciò, un’assoluta concordanza di pensiero per potersi intendere intorno alle risposte da dare alle domande che si fanno.
Un altro fatto degno di essere preso in grande considerazione è il cambiamento radicale della scrittura, che si verifica ogni volta che cambia lo Spirito comunicante, e che si riproduce nella forma precedente, quando la prima entità ritorna. Bisognerebbe che ogni medium si fosse esercitato a trasformare la propria grafia in cento modi diversi, e a ricordarsi delle caratteristiche speciali che egli avrebbe attribuito al tale o al tal altro Spirito.
La seconda circostanza sulla quale conviene fermarsi a riflettere, risulta dalla natura stessa delle risposte le quali, di solito, e specialmente quando si tratta di questioni astratte o scientifiche, sono del tutto estranee alle cognizioni del medium e spesso molto superiori alla sua capacità intellettuale. Egli, del resto, il più delle volte non ha coscienza di quel che si scrive per suo mezzo, e spesso non intende o non capisce il quesito proposto, poiché può essere espresso o mentalmente, o in una lingua che egli non conosce, e qualche volta la sua mano scrive la risposta nella medesima lingua.
Accade infine assai spesso, che la tavoletta scriva spontaneamente, senza precedente domanda, sopra qualche argomento del tutto inatteso. Siffatte risposte, in certi casi, hanno una tale impronta di saggezza e di dottrina e contengono pensieri così nobili e così sublimi, che non possono provenire che da una intelligenza superiore, e di moralità purissima ed elevatissima. In certi casi, al contrario, le risposte sono tanto leggere, tanto frivole, e spesso anche tanto triviali, che la ragione si rifiuta di crederle scaturite dalla medesima fonte. Tale diversità di linguaggio non si può spiegare che con la diversità delle intelligenze che si manifestano.
Ma queste intelligenze sono intelligenze umane, o sono fuori dell’umanità? .
Abbiamo dunque dei fatti che non si possono mettere in dubbio e che hanno necessariamente una causa, e poiché rivelano l’azione di una intelligenza e di una volontà, escono dal campo puramente fisico."


Personalmente concordo molto con quanto sopra esposto, e riguardo alla metafonia, mi permetto di dissentire sul fatto che le parole che il metafonista ascolta, siano anch' esse frutto del subconscio, perche' nella mia esperienza personale (che ammetto non avere significato, proprio perche' personale, ma tant'e'... io ci credo ciecamente, perche' la sento con le mie personali orecchie : Chessygrin : ) io sento perfettamente la voce di mio padre, che parla con la sua vera voce, e non credo di essere ne' allucinata, ne' fuori di testa, ma al contrario sono strasicura di cio' che vado affermando, per una serie di motivi tra cui questo, che ho estrapolato da quanto ho riportato sopra a proposito dei medium:

"Un altro fatto degno di essere preso in grande considerazione è il cambiamento radicale della scrittura, che si verifica ogni volta che cambia lo Spirito comunicante, e che si riproduce nella forma precedente, quando la prima entità ritorna. Bisognerebbe che ogni medium si fosse esercitato a trasformare la propria grafia in cento modi diversi, e a ricordarsi delle caratteristiche speciali che egli avrebbe attribuito al tale o al tal altro Spirito."


Ecco, in maniera diversa, nella metafonia io ascolto la registrazione, che spesso e' piuttosto lunga, con la voce di mio padre; scrivo di getto sul foglio cio' che sento, senza preoccuparmi di dare un senso. Non solo spessissimo viene fuori un discorso logico, ma anche determinate parole e concetti si ripetono nelle stessa registrazione e anche nelle altre, a distanza di mesi, ed io non potrei mai ricordarmi certi particolari, perche' di registrazioni ne facevo tantissime (ora mi sono dovuta quasi fermare per mancanza di tempo ed energia).


Questa e' soltanto la mia esperienza ed il mio parere, poi puo' anche darsi che io sia da ricovero psichiatrico e il discorso finisce qui. :ahaha:
A parte gli scherzi, Med, ho anche altre esperienze metafoniche importanti da portare come esempio, come la vera voce di due cari colleghi trapassati qualche anno fa e molto altro. Una delle cose che per me e' stata fondamentale, deriva dall' aver potuto trovare conferme in quanto descritto nei libri, o visto nel film Nosso Lar, riguardo la vita nell' Aldila'. Secondo me e' tutto vero, e ne ho avuto appunto conferma dalla metafonia.

Cio' che invece ancora mi riesce difficile comprendere, e' questo stacco illusorio tra spirituale e materiale di cui parli, e che si rifa' alla filosofia della non individualita'. Ma se non ci fosse l'individualita', come potrebbe la coscienza rimanere tale, pur fondendosi con tutto cio' che e' presente nell'Universo?
Ecco, questo e' un punto cruciale e chissa' dove sta la verita': alla fine si perde l'individualita', oppure, come afferma Kardec, l'individualita' viene mantenuta intatta sempre, anche nello stato di Angelo o Spirito Superiore? :uhm2:
In tutta sincerita', non so se avrei voglia di fondermi con il tutto e con tutti! :ahaha: Per ora mi sento troppo umana per concepire questa eventualita' e preferisco rimanere individuale, almeno per un po' di tempo :yess:

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Re: R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda marisol » giovedì 18 febbraio 2016, 16:58

...il bello di questo forum è la libertà dello spirito che precede quella del pensiero...
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Re: R. Steiner "Il destino dell'uomo"

Messaggioda Medwyn » giovedì 18 febbraio 2016, 18:15

Remi non fraintendermi, non intendevo dire che sono false le comunicazioni, ma che ognuno le codifica con il proprio psichismo (non subconscio), si creano forme pensiero in continuazione ed alcune ad-hoc per fare in modo che qualcuno le usi come strumento di comunicazione, diversamente ci sarebbe una sorta di "attacco" da parte delle entita' su chi e' incarnato.

Il discorso dell'individualita' ad esempio e' un limite dello spiritismo a mio parere, non deve essere certo un problema, nulla viene perso, si amplifica si guadagna di vita in vita e si fonde al livello piu alto.. daltronde Remi, la tua individualita' della precedente vita, le tante passate vite.. le hai veramente perse o non te ne ricordi? (come giusto che sia) : Wink : , ad ogni incarnazione c'e' questo problema dell'individualita', e' l'ego nel senso stretto del termine, e dall'altro lato una coscienza-eterna che ogni volta si esprime come puo', migliorandosi e creando un nuovo.. individuo.

Considerando che questa e' la sezione viaggi astrali, introducevo questa nota di Steiner non da poco per chi desidera saltare nella "la porta del sogno", ed aggiungerei che.. il corpo astrale e' costituito da emozioni e comunica attraverso le emozioni, ci segue sempre ogni istante (come il mentale.. dato che ogni momento pensiamo ), la coscienza, il puro sentire eterno di esistere trasla da uno strato all'altro nel momento un cui c'e' un black out dello strato piu pesante (il sonno ad esempio o un trauma in cui si perde coscienza), questo intende Steiner nel mio post piu in altro e questo e' quello che ho potuto sperimentare (e tutti lo sperimentiamo piu o meno consapevolmente) in esperienze onirico-astrali.
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