non riconoscere ciò che ci circonda

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non riconoscere ciò che ci circonda

Messaggioda dolcezza_5 » mercoledì 22 aprile 2009, 9:46

Un violinista nella metro

Un
uomo si mise a sedere
in una stazione della metro a Washington DC ed
iniziò a suonare il
violino; era un freddo mattino di gennaio. Suonò
sei pezzi di Bach per
circa 45 minuti. Durante questo tempo, poiché
era l'ora di punta, era
stato calcolato che migliaia di persone
sarebbero passate per la
stazione, molte delle quali sulla strada per
andare al lavoro.

Passarono 3 minuti ed un uomo
di mezza età notò che
c'era un musicista che suonava. Rallentò il
passo e si fermò per alcuni
secondi e poi si affrettò per non essere
in ritardo sulla tabella di
marcia.

Alcuni
minuti dopo, il violinista ricevette
il primo dollaro di mancia: una
donna tirò il denaro nella cassettina e
senza neanche fermarsi
continuò a camminare.

Pochi
minuti dopo,
qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, poi guardò
l'orologio e
ricominciò a camminare.

Quello che
prestò
maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo tirava,
ma
il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Finalmente la madre

lo tirò con decisione ed il bambino continuò a camminare girando la

testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi
altri
bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a
muoversi.

Nei 45 minuti in cui il musicista
suonò, solo 6
persone si fermarono e rimasero un momento. Circa 20
gli diedero dei
soldi, ma continuarono a camminare normalmente.
Raccolse 32 dollari.

Quando finì di suonare e
tornò il silenzio, nessuno
se ne accorse. Nessuno applaudì, ne' ci fu
alcun riconoscimento.

Nessuno lo sapeva ma il
violinista era Joshua Bell,
uno dei più grandi musicisti al mondo.
Suonò uno dei pezzi più
complessi mai scritti, con un violino del
valore di 3,5 milioni di
dollari.
Due giorni
prima che suonasse nella metro,
Joshua Bell fece il tutto esaurito al
teatro di Boston e i posti
costavano una media di 100 dollari.


Questa è una
storia vera. L'esecuzione di Joshua
Bell in incognito nella stazione
della metro fu organizzata dal
quotidiano Washington Post come parte di
un esperimento sociale sulla
percezione, il gusto e le priorità delle
persone. La domanda era: "In
un ambiente comune ad un'ora
inappropriata: percepiamo la bellezza?
Ci fermiamo ad apprezzarla?
Riconosciamo il talento in un contesto
inaspettato?".

Ecco una domanda su cui
riflettere: "Se non abbiamo
un momento per fermarci ed ascoltare uno
dei migliori musicisti al
mondo suonare la miglior musica mai
scritta, quante altre cose ci
stiamo perdendo?".
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Re: non riconoscere ciò che ci circonda

Messaggioda glo55 » mercoledì 22 aprile 2009, 11:19

Ciao Lina,
questa storia fa veramente riflettere..... siamo sempre così di corsa che i tanti nn sono capaci di soffermarsi davanti a nulla...
Non sanno cosa si perdono....
Io spesso...anche stamani ...mi sono incantata a vedere l'azzurro del cielo..il sole ... e mi sono sentita viva con una voglia di ringraziare immensa....
Quante persone riescono a fare questo? ed a fermarsi a cogliere gli sguardi della gente? quanti sorridono alla gente che nn conoscono?
Grazie per averci dato l'opportunità di pensare a questo argomento...
Ciao, un abbraccio di luce

Gloriana
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Re: non riconoscere ciò che ci circonda

Messaggioda cosimo » mercoledì 22 aprile 2009, 11:58

una storia stupenda e molto profonda quella di dolcezza
tutti noi siamo coinvolti nella frenesia della vita e quanto sono vere le parole: hanno occhi per vedere ma non vedono orecchie per sentire ma non odono.
Praticamente non viviamo, vegetiamo.
Vivere vuol dire accorgersi di ogni cosa, dalla storia raccontata da dolcezza, ci rendiamo conto che raramente ci accorgiamo di vivere.
Per dare valore ad ogni cosa la dobbiamo pagare, tutto ciò che ci viene gratis non diamo valore, ci sembra talmente scontato che non diamo nessun valore.
Grazie per questa riflessione dolcezza ci dai modo di riflettere, una riflessione che vale
molto di più di tutte le filosofie.
cosimo
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