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Litigi

MessaggioInviato: venerdì 3 aprile 2009, 23:27
da Giovanni
L'essere umano è per istinto aggressivo e, quando non riesce a manifestare la violenza, ricorre ai meccanismi di fuga, di depressione e di afflizione. Questa è un'eredità che si trascina da stadi inferiori di evoluzione e deve essere canalizzata per potere acquisire dei valori morali, intellettuali, artistici, professionali.
La conquista della ragione rende possibile la trasmutazione dell'aggressivíta facendo sì che nell'essere umano prevalga la natura spirituale a discapito di quella animale. Quando I'individuo non riesce o non vuole modificarsi, indirizzando iI proprio comportamento verso I'equilibrio e iI progresso, sceglie iI litigio come forma di auto-soddisfazione, di esaltazione dell'ego. Diventa offensivo, invidioso, geloso e agisce contro iI processo naturale dell'evoluzione.
Esiste iI momento adatto per i chiarimenti e per i dissensi, a livelli elevati di disaccordo. Non lo si puó fare in
qualsiasi momento e per qualunque motivo.

Abbi cura di te!!! Permetti all'energía divina di avvicinarsi a te e di entrarti dentro in modo che tu possa superare la tentazione di contendere o cedere a chi ti perseguita ostinatamente, ossía coloro che litigano inutilmente.
La tendenza al litigio, alla competizione, alla discordia è un'eredita dell'istinto animale predominante nelI'essere umano e, a causa del primitivismo di cui non si e liberato, diventa aggressiva e turpe.
Discordare è spesso un comportamento positivo quando non ci troviamo d'accordo per una ragione o per un'altra, ma trasformare la discordanza in motivo di litigio è ingiustificabile; comprensibile solo quando riguarda I'inferiorita morale rimanente dell'oppositore.

Per difendere il suo punto di vista, colui che litiga usa spesso del meccanismi di violenza, ricorre alla calunnia, all'infamia e alla bieca aggressione.
Residuo della fase iniziale dell'evoluzione, della lotta per la sopravvivenza, I'essere razionale rimane, così, in posizione di autodifesa, prigioniero delle proprle insicurezze e si abbandona all'aggressività, alla lite sconvolgente nella quale il suo ego ha il sopravvento e si soddisfa.
Man mano che I'avversario vede il trionfo dell'altro, di colui contro cui combatte, diventa sempre più impietoso, servendosi di una tattica demoralizzatrice per I'impossibilità di superarlo attraverso i valori dello spirito.

Nel passato si utilizzavano i duelli, gli agguati, I'affronto fisico vero e proprio per soddisfare le passioni inferiori.
Anche oggi, mantenendo le dovute proporzioni, si fa ricorso ai medesimi mezzi ma di nascosto, con la scusa di difendere degli ideali nobili e di sbarazzarsi dei nemici pericolosi, da eliminare.
I litigi sono reminiscenze del passato, segno dell'arretratezza a cui rimane attacato un grande numero di membri della società umana.
Non deve stupirti, qualunque sia I'ideale che stai perseguendo, la presenza di un oppositore, la provocazione al litigio.
Questi compagni non lottano per la Causa che dicono di difendere, anzi agiscono stimolati dall'invidia, dal rancore per un dispetto subìto e dall'amor proprio ferito. Sentendosi in posizione di inferiorità si esaltano, esibendo e utilizzando le armi dell'arroganza, della crudeltà e desiderano ardentemente la sofferenza, la rovina, la disfatta dell'avversario, di colui che hanno scelto di annientare. Non dare loro alcuno spazio nei tuoi sentimenti.

Chiunque si impegni a svolgere un compito di nobilitazione, si munisce di coraggio per affrontare le conseguenze della propria decisione e azione.
Ignora dunque quelli che ti tormentano, anche quando sono travestiti da benefattori, da difensori della verità - la loro verità...
Taci e vai avanti.
Rettifica tutto ció che ti sembra sbagliato, dubbio, erroneo e, per quanto ti e possibile, fai del tuo meglio.

Coloro che vogliono litigare avranno sempre ragioni sufficienti per farlo. Vivono sostenuti emozionalmente dalle polemiche che essi stessi mantengono accese.
Sono in sintonia fra loro fino al momento in cui arriva lo scontro, non riescono, infatti, a vivere senza imporsi, senza mettersi al centro dell'attenzione, senza presunzione...

Gesù non é passato per iI mondo senza soffrire.
A ogni passo Ii affrontava, quando era sfidato dai Iitiganti.
Sii tu colui che non litiga, ma fa il bene, che non controbatte, ma rimane con fermezza nel suo ideale fino alla fine dell'esistenza fisica.

Da "Risveglio verso la felicità" di Joanna De Angelis, santa, martire e benefattrice. Psicografia di Divaldo Pereira Franco

Re: Litigi

MessaggioInviato: domenica 5 aprile 2009, 12:48
da cosimo
La tendenza al litigio sorge dal triplice corpo (fisico-emotivo-mentale).
Tutti quanti in una qualche misura ne subiamo l'influenza.
Attraverso il litigio cerchiamo di imporre agli altri la nostra ignoranza e la nostra insicurezza.
L'ignoranza perchè non conosciamo l'inesistenza della separatività, ogni singola unità appartiene ad una unità più grande: l'umanità.
Una offesa fatta ad una persona è come offendere te stesso.

L'insicurezza perchè non sei sicuro di quello che pensi dici e fai allora ti avvali del litigio come una arma per imporre.

abbraccio fraterno cosimo.