Testo importante che vorrei condividere con voi

Discussioni su articoli e messaggi.

Testo importante che vorrei condividere con voi

Messaggioda Fernanda » giovedì 16 settembre 2010, 10:01

La mania della ricerca interiore
pubblicata da Andrea Degli Angeli il giorno mercoledì 15 settembre 2010 alle ore 17.21
Condivido questo interessante articolo, già pubblicato da Maria Grazia, che ringrazio. Ho aggiunto un mio commento, alla fine della nota:

"Immagina un viaggiatore che a un certo punto si ritrovi a Roma, ma non se ne accorga. Così, con grande impegno, cerca di sapere dov'è Roma e di raggiungerla. Si affanna sulla mappa, gira per le strade della città, chiede alle persone: tutto gli indica che egli si trova già lì, ma lui non ne vuole sapere e, continuando a cercare finisce per perdersi. Perchè fa così? E' semplice: questo viaggiatore non sta cercando Roma, ma l'idea che se ne è fatta, e così, anche quando la trova, non la riconosce, poichè la realtà non combacia col modello mentale prefabbricato.Lo stesso paradosso avviene per molti di noi che si mettono "alla ricerca di se stessi", un percorso la cui insidia forse più grande è proprio quella di non accorgersi di essere già lì, di essere già noi. Ci sono sempre più persone infatti che desiderano uscire dalle vite "meccaniche" a cui li spinge la produttività sociale, e iniziano percorsi esistenziali che li portino alla conoscenza di sè e alla libertà interiore. Ma se l'intento è lodevole, e se le capacità psichiche spesso non mancano, in troppi casi oggi questa "ricerca di sè" diventa un'arma a doppio taglio, che blocca il dinamismo vitale e rovina esistenze.Infatti a un certo punto si innesca uno strano circolo vizioso per cui la persona non beneficia delle tecniche o delle filosofie acquisite, anzi continua a stare male, ma non riesce più a farne a meno. Diventa dipendente dalla "ricerca di sè", senza che questa tocchi minimamente la sua realtà quotidiana, col risultato di... vivere per prepararsi a vivere, mentre gli anni passano.

Sono persone introspettive ma molto suggestionabili, che non fanno sedimentare ciò che incontrano, come se ogni esperienza non bastasse mai. Perciò si appassionano di continuo a discipline, tecniche e filosofie, in una "ansia da prestazione esistenziale" che non lascia tregua e che non soddisfa. Si prendono "cotte" esoteriche per maestri orientali che abbandonano per tecniche di respirazione azteche, a cui seguono corsi di neurolinguistica, il tutto accompagnato da una psicanalisi decennale ormai alla deriva e con il rischio di farsi manipolare e di cadere in mani sbagliate. Se gli parli di problemi del quotidiano le considerano banalità, sono sempre "sopra le righe" e vivono le relazioni in un modo funzionale alla "ricerca": se sei banale, se non sei profondo, non sei interessante. Anche nel divertimento si cerca di fare qualcosa che "accresca la conoscenza" e una nuova percezione di sè. E in tal modo il vero svago, che è fatto di cose inutili, di incanti e di gioco, si fa impossibile, soprattutto quando la ricerca diventa "il" passatempo, l'hobby. Quella tanto auspicata leggerezza dell'essere diventa una zavorra continua al libero fluire della spontaneità: tutto deve avere senso, tutto far crescere, tutto deve essere "elevato".La cosa sorprendente in queste persone è che la profondità dell'esperienza non ottiene nulla rispetto alla sforzo prodotto. Anzi si creano false idee su se stessi e l'illusione di una crescita interiore che invece non avviene.

Il problema centra è che tutto ciò che fanno queste persone avviene all'interno di un modello mentale: si confonde la vera ricerca con la suggestione fascinosa, si pensa che la verità sia "la fuori", da raggiungere con funambolismi di anima e corpo, si crede che più ci si cerca e più ci si trova, si parte per viaggi interiori pensando di poter bypassare fragilità strutturali dell'io. A volte, invece, tutta questa preparazione costituisce un riempitivo e un alibi per non iniziare a vivere davvero. Se pensi di avere questo problema, affrontalo fin d'ora. Riconoscerlo è semplice: se hai incontrato Pensieri o Vie meravigliose e la tua vita non è diventata più semplice, o se non riesci mai a sdraiarti in pace dentro te stesso, sei come quel viaggiatore di cui sopra. Allora ferma il tuo finto viaggio e comincia, finalmente, a osservare. Qualcosa di vero accadrà

La strada giusta è quella su cui sei già. Guardati intorno e vivi quel che c'è
1. Fai cose senza scopo di ricerca: letture, viaggi, incontri, ritrovi, giochi, scampagnate. Esci dal bisogno che tutto debba servire a "conoscerti", non essere fanatico. Gli elementi per la vera ricerca li raccogli proprio mentre non te ne accorgi. Il cervello viene soffocato dall'eccesso di senso, e si logora.
2. Poni un velo di silenzio: se ti interessi di "percorsi di conoscenza", non puoi non sapere che essi sono reali solo quando sono segreti e misteriosi. Perciò non usarli mai per farti bello o per sembrare originale, altrimenti è il segno che non stai mentendo solo agli altri, ma anche a te stesso.
3. Mantieni la lucidità critica: con grande ironia Jung disse: "Niente è assolutamente vero, e anche questo non è del tutto vero". Non aderire mai del tutto a nessuna idea, ogni via è soltanto una via, e per legge di natura da sola non può bastare. Non crederci troppo, e neanche troppo poco."
P. Fornari da "Riza psicosomatica n°279"


Alla fine, vorrei ampliare solo il come riconoscere se sei in questa condizione, quella descritta dall'articolo.
Non dimentichiamo infatti che ci sono persone che hanno un obiettivo spirituale molto alto e presente, come ad esempio Padre Pio, e non vanno confuse con lo stato descritto dall'articolo.
Come sapere se siamo vittime di questo problema?
L'articolo dice "se la tua vita non è diventata più semplice": cosa significa?
Ecco in pratica qualche esempio: i rapporti con gli altri sono migliori; soprattutto i rapporti con i famigliari sono migliori almeno per quanto dipende da noi; la salute, in genere, è migliore; la gestione finanziaria è migliiore, come sono migliori anche i rapporti sociali, lavorativi, ecc. ecc Soprattutto, siamo in pace, e chi ci sta vicino riceve un miglioramento del suo stesso stato.
Se invece, notiamo che ci sono stati dei peggioramenti, allora, indipendentemente dalle giustificazioni che per tali peggioramenti si possono addurre, significa che siamo in fase di allontanamento dalla vita, e ci siamo chiusi in una ricerca di illusione.

Ricordo che la ricerca di sé DEVE arrivare al punto in cui SERVE a qualcosa, non solo per noi, ma anche per gli altri, altrimenti è sterile, deve essere cambiata la direzione, il senso.
Le cose senza senso, inutili, che non servono, vengono scartate dall'Universo, buttate nel trinciatutto cosmico per essere riciclate come energia: non è certo questa la nostra direzione!


"Come li vuole, gli occhiali, spiritualmente
Allegati
58755_1610442386605_1402612813_31636659_5854147_s.jpg
58755_1610442386605_1402612813_31636659_5854147_s.jpg (9.83 KiB) Osservato 1133 volte
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

Spirito Joanna de Ângelis
Psicografia Divaldo Pereira Franco
Avatar utente
Fernanda
Amministratore
 
Messaggi: 1501
Iscritto il: venerdì 20 febbraio 2009, 16:08
“Mi Piace” dati: 0 volta
“Mi Piace” ricevuti: 424 volte
Religione: Spiritista

Torna a Articoli, citazioni e messaggi

Chat Room Vita Oltre la Vita
Commenta:

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 4 ospiti