Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Raccontare le esperienze può aiutare nel trasformare il dolore e comprendere che l'amore é infinito e la vita é eterna con legami che non si spezzano mai

Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda Oria » martedì 19 agosto 2014, 5:57

Ti ringrazio Uranium del tuo affetto ma sai bene che se non c'è la convinzione intima è impossibile tornare a vivere con un minimo di serenità ! Mio figlio mi manca tantissimo ; è come se questi 20 mesi di malattia in cui lui non è stato più lo stesso ,terribili ed impietosi, sì attenuassero nella loro tragedia e facessero riemergere il vero Giàcomo, quello brillante , pieno di vita. impegnato in tante attività . Io vorrei vederlo, toccarlo, non mi rassegno.
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Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda Uranium » martedì 19 agosto 2014, 9:32

Oria ha scritto:...ma sai bene che se non c'è la convinzione intima è impossibile tornare a vivere con un minimo di serenità !... Io vorrei vederlo, toccarlo, non mi rassegno.


Ciao, Orietta. Sì, lo so bene, hai ragione. Vorrei soltanto consigliarti di non escludere (a priori, almeno) che la tua vita, ora, possa ancora riservarti esperienze grazie alle quali possa rivelarsi comunque degna di essere vissuta. La vita che ci viene data non smette mai di sorprenderci, e qualche volta lo fa in senso positivo, magari anche superando di gran lunga le nostre aspettative; lungi dal salire in cattedra e pretendere di insegnare alcunchè a chicchessia (sono troppo piccolo e insignificante per poterlo fare e mi sono invisi coloro che lo fanno), è questo che io ti auguro con tutto il cuore. Tu non ti rassegni, e anche questo è giusto: rassegnarsi è arrendersi, e Giacomo stesso non vuole che tu lo faccia, perchè il vostro rapporto continua, anche se in modo diverso. Spero davvero che tu, molto presto, possa averne la prova.
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Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda Reminiscenza1 » martedì 19 agosto 2014, 11:00

Cara Orietta, l'unica cosa che so dirti e' che ti sono vicina con il cuore. E' presto, ci vuole tempo.
Un abbraccio
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Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda adelfo » giovedì 21 agosto 2014, 8:16

Cara Orietta, mi unisco all'abbraccio degli altri del forum.
Ogni cosa che incontriamo è un nuovo tassello di un puzzle che si forma, perciò anche gli scambi di opinioni aiutano a formare qualcosa di nuovo.
vorresti parlare un po' di più della tua esperienza?

Mi sono reso conto che quel che volevo scrivere qui in pratica ricalcherebbe quello che ho già scritto poco fa in un altro messaggio.
Questo: viewtopic.php?f=7&t=3267&p=17132#p17132
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Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda Oria » venerdì 22 agosto 2014, 6:19

Mi È stato chiesto di parlare un po' di più della mia esperienza e quindi lo farò; mio figlio Giacomo si è ammalato all'improvviso di leucemia, una bruttissima forma di leucemia ; ma sembrava che comunque tutto andasse come doveva andare, le prime cure gli avevano ottenuto la remissione completa e quando si è deciso il trapianto il fratello era compatibile al 100%. Abbiamo pensato mio marito ed io ad un miracolo. Il trapianto è riuscito felicemente ma dopo nove mesi è arrivata la recidiva; a quel punto abbiamo deciso di portarlo in un centro superspecializzato ed ha effettuato un secondo trapianto questa volta con me come donatrice; Ed è andato di nuovo in remissione completa e abbiamo ricominciato a sperare fortemente. È stato effettuato il trapianto e per circa un mese le cose sono andate nel verso giusto, anche se devo dire che dopo ogni chemio Giacomo aveva sempre febbre molto alta e reazioni particolarmente avverse;purtroppo si è verificata una complicazione che avviene solo nel 15 -20% dei casi; una forma di reazione delle nuove cellule donate contro i suoi organi. Le cure per questa reazione che si chiama graft tendono naturalmente ad indebolire il sistema immunitario per far si che questo non continui ad attaccare gli organi; ma indebolendo il sistema immunitario si lascia strada aperta ad infezioni virus funghi eccetera; Il rischio infettivo si è tramutato in realtà e Giacomo purtroppo se ne andato per una serie di complicazioni causate dal sistema immunitario debole; ad un certo punto ci siamo trovati di fronte a un bivio curare una cosa significava creare una complicazione infettiva. I 20 mesi di calvario di mio figlio sono stati una serie di salite e discese di cui ancora non riusciamo a darci una spiegazione. Quando lui si è ammalato poteva morire nel giro di 3-4 giorni, ma non è successo; siamo stati illusi diverse volte che le cose potessero andare bene, e questo adesso ancora di più ci sembra un accanimento del destino. E poi ha sofferto molto specialmente negli ultimi periodi e di questo non ci diamo pace. Mio figlio era un medico ed assolutamente consapevole di tutto quello che gli stava succedendo; vorrei solo essere certa che almeno gli ultimi giorni non si sia reso conto che se ne stava andando; noi genitori abbiamo chiesto che fosse sedato e così è stato fatto. Giacomo somigliava molto a me era mio figlio nella sensibilità ,nei tratti somatici , nella curiosità intellettuale; mi manca moltissimo e non mi rassegno all'idea di non averlo più ,vorrei che mi contattasse, vorrei avere dei segni; durante
la giornata provo a vivere ma i sensi di colpa mia assalgono; questo probabilmente perché cerco di compensare il vuoto continuamente pensando a lui; ed anche i sensi di colpa sicuramente sono un modo di creare un legame continuo.

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Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda Reminiscenza1 » venerdì 22 agosto 2014, 11:46

Cara Orietta, grazie per aver condiviso con noi questo dolorosissimo momento della tua vita. Il parlarne puo' aiutare molto ad elaborare il lunghissimo percorso verso l'accettazione di un lutto cosi' grande.
Una cosa mi sento di dirti dal profondo del cuore, perche' ci sono passata con la morte di mio padre: cerca di scacciare gli inutili e irrazionali sensi di colpa per non essere riuscita ad evitare la morte di tuo figlio. Mio padre mori' trent'anni fa per un infarto fulminante; era da un mese sotto beta bloccanti perche', da un ecocardiogramma, il cuore si era ingrossato a causa della coronopatia. Pare che non si potesse fare nulla, tranne che somministrare medicine, poi io ero ragazza, avevo vent'anni, forse allora non avevano le tecniche operatorie di ora, non saprei dirti, fatto sta che mio padre, un mese dopo questo controllo ecocardiografico e la somministrazione di medicine, e' trapassato.
Ti ho raccontato questa cosa perche' i sensi di colpa sono stati tantissimi da parte di tutta la famiglia, soprattutto per il fatto che mio padre, incoscientemente, pur avendo i medici detto di non interrompere mai i betabloccanti senza stretto controllo medico (si sa che vanno diminuiti gradatamente), da un'informazione dataci da mia madre, pare li avesse interrotti da solo. Immagina i sensi di colpa, da parte di mia madre per questo fatto, per non averlo fermato e avergli detto di non interromperli e di noi figlie, che pur non sapendo niente, avremmo voluto fare ugualmente qualcosa, magari interessarci di piu' del suo stato di salute. I se e i ma sono stati tantissimi per molto tempo, non ricordo quanto, ma forse anni. Poi c'e' stata la rassegnazione e la comprensione che mio padre aveva portato a termine il suo compito, e che nulla avremmo potuto fare di piu' per lui.
Nel tuo caso, Orietta, tu davvero non avresti potuto fare nulla di piu' di cio' che hai fatto per tuo figlio. Ogni persona e' diversa e reagisce in maniera diversa alle malattie, agli interventi, ecc...
Tu non ha colpe, e al riguardo ti invito a riflettere su un'altra questione: puo' darsi che il tuo senso di colpa, provenga non soltanto dal fatto che, con la donazione del tuo midollo, non sei riuscita a salvare tuo figlio, ma anche per il fatto che, come madre, ti senti in colpa della sua malattia, del fatto che lui labbia sviluppata. Anche qui il senso di colpa e' inutile, perche' tutto risponde ad un disegno divino, che e' perfetto per ciascuno di noi.
Inoltre concordo con te che i sensi di colpa, sono anch'essi un pretesto, una specie di meccanismo di difesa, per mantenere il legame. Ma il legame, Orietta, c'e', stanne certa, anche se tu non lo senti ancora. Dai tempo al tempo, lascia che ora tuo figlio prenda consapevolezza della sua nuova condizione e del nuovo piano di esistenza in cui si trova.
Piu' in la', quando il forte dolore si sara' placato, potrai avvicinarti all'altra dimensione e riuscire a metterti in contatto con lui, ma ora e' davvero troppo presto e ancora non sei pronta. L'ansia non porta a nulla, mentre la calma e l'attendere il momento giusto per ogni cosa, danno ottimi frutti.
Ti abbraccio forte, noi siamo qui quando hai bisogno.

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Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda Uranium » venerdì 22 agosto 2014, 17:24

Buonasera a tutti!
Remi ha espresso il proprio pensiero in modo esemplare, e mi trova d'accordo in toto. Vorrei aggiungere un appunto personale: sono convinto che se Giacomo si è reso conto di quanto stava per accadergli, abbia potuto trovare in sè stesso la forza morale necessaria per affrontarlo. In primo luogo perchè medico e quindi scienziato, in secondo luogo perchè nell' ultima fase di esistenza terrena di un individuo, sovente, sembra formarsi in esso una consapevolezza nuova: uno stato interiore che ai nostri occhi può apparire come semplice rassegnazione, ma che in realtà sembra qualcosa di più...Di qualsiasi cosa si tratti, è un fatto che grazie a questo Intervento dall'Alto (come mi piace definirlo), l'individuo pare affrontare con maggiore coraggio e con relativa serenità il proprio destino. Da circa quindici anni a questa parte ho "perduto" diversi amici: persone che amavano la vita in modo profondo e che hanno dovuto lasciarla a causa di lunghe malattie. Sono certo che questo lungo e lento Calvario abbia permesso loro di comprendere ed accettare che il loro compito fosse giunto al termine, e posso affermare ciò in base a quanto ho potuto udire da essi stessi. Anche mio padre, che se n'è andato ormai nove anni or sono, era affezionatissimo alla vita; a 85 anni di età era ancora piuttosto in forma e pedalava in bicicletta senza fatica. A fine giugno, dopo una visita, i medici comunicarono a me e a mio fratello che nostro padre aveva un mesotelioma pleurico: una delle peggiori forme di cancro polmonare causata da esposizione all'amianto e che non lascia spazio alla speranza. Non gli rivelammo mai la verità su quanto stava accadendo e del perchè avesse iniziato a tossire in quel modo, ma egli, evidentemente, aveva capito di essere giunto alla fine. Con noi cercava di apparire normale, di dissimulare, e noi non potevamo che stare al gioco. Il 15 di settembre si spense. Dopo qualche tempo, riordinando le sue cose, trovammo un cofanetto ben avvolto in una coperta. Una volta apertolo, trovammo una somma di denaro e un biglietto che diceva: Usateli per il mio funerale. Papà.
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Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda Reminiscenza1 » venerdì 22 agosto 2014, 19:06

Grazie Roberto per aver condiviso questo commovente episodio della tua vita.
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Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda anghelos » venerdì 5 settembre 2014, 18:35

Ciao Orietta..
forse in questo caso sarebbe meglio tacere per non dire cose banali..
non ho la forza di scrivere nulla....(anch'io soffro per un lutto recente)..
sento solo il bisogno di dirti che ti sono empaticamente vicino .. e comprendo il tuo dolore..
.un caro saluto.A.
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che non vorresti che essi facessero verso di te".Confucio
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Re: Volevo farvi partecipe dell'esperienza di una mamma!

Messaggioda Fernanda » sabato 6 settembre 2014, 0:48

Orietta, piacere di conoscerti, mi dispiace se in un momento di sofferenza :cuore1:

Non potrei immaginare comè il tuo dolore, ma volevo parlarti del mio: 3 anni fa anche la mia sorella è partita… credo nella continuità della vita, ossia, credo nella vita dopo la vita, ma anche così ho pianto tanto, ho avuto un dolore immenso nel mio cuore quando sono andata in Brasile per stare un po’ con i miei dopo il suo trapasso. Nel ritorno in Svizzera, una sensazione di vuoto e tanti pensieri di quello che avrei potuto fare per lei … ho avuto momenti di disperazioni, ma dopo un mese il mio cuore ha cominciato a calmarsi… non potevo continuare a pensarla ricevendo tutte quelle lacrime con i nostri sentimenti di sofferenza. Mi mancava, ma soprattutto la ricordavo in tanti momenti dove pensavo di aver fallito con lei… tutto questo sarebbe come colpirla ancora diritto al cuore... anche lei sicuramente soffriva la mancanza dalla sua famiglia e io non potevo permettermi di farla soffrire di più e anche sentire come se la mia fiducia fosse a tale punto fragilizzata, io che sempre dicevo "Dio tutto vede e provvede" ...non era il caso; lei era una persona solare, di fede molto ragionata, molto perspicace e riflessiva; ho pensato anche che avrei potuto compromettere il suo adattamento nella dimensione con tutti quelli miei pensieri fissi sommati a quelli degli altri, era importante emanare altro, rompere una suposta sintonia di quello genere, pensare a lei nei momenti di allegria, di sorrisi, di incontri!!! E così ho cercato di pregare aprendo totalmente il mio cuore e direzionando la mia energia, anche se da lontano, telefonavo ai miei genitori; ai miei nipoti provavo ad aiutarli parlando su questa possibilità della vita oltre la vita, cosa potrebbe comportare questa visione. Ho anche letto i libri che parlavano sulla vita oltre la vita, perché così, visualizzandola in una dimensione d’armonia, sicuramente era una forma di portare a lei la serenità che avevo ritrovato.
Oggi riesco a capire meglio che il dolore torna... non averla vicina fisicamente con il suo grande sorriso, la sua anima solare… ma non ci sarà più quella sofferenza.
Lei non tornerà più con il suo corpo fisico, l’“abito di Lienne” ma sono sicura e se sarò ricettiva, lei potrà tornare tante volte come la Lienne stessa, con la sua individualità, la sua personalità, il suo bagaglio, la sua consapevolezza di essere Spirito immortale e che ha compiuto in questa vita quello che doveva compiere.
Meraviglioso solo pensare che un domane ci ritroveremo, non solo oggi nei sogni, ma spiritualmente parlando, in un abbraccio stretto d’amicizia, di tenerezza, d’affetto, proprio come vorrei abbracciarla… so che lo faremo. Non vorrei compromettere questa possibilità di rincontrarla e nel frattempo spero lasciare i mei canali sempre aperti per percepire i suoi messaggi o segnali quando lei avrà la possibilità o la disponibilità di venire a trovarmi ancora un’altra volta.

Incollo qui il link di uno esperimento fatto a casa mia un mese dopo il trapasso di mia sorella, viewtopic.php?f=12&t=716

"Ricordati", Orietta, Giacomo é vivo! :cuore7:

Ti abbraccio forte e ti auguro luce, pace e tanta fiducia, :cuoricini:

Fernanda.

PS: Un abbraccio a tutti!
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

Spirito Joanna de Ângelis
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