perdita di un figlio

Raccontare le esperienze può aiutare nel trasformare il dolore e comprendere che l'amore é infinito e la vita é eterna con legami che non si spezzano mai

perdita di un figlio

Messaggioda ceresa maria grazia » martedì 8 gennaio 2013, 18:03

Sono una mamma di 56 anni che ha perso suo figlio piccolo di 14 anni.Oggi sono due anni che mio figlio Marco se ne andato nella casa di nostro Signore. Questo giorno per me è un grande dolore. Io come mamma sono distrutta dentro e fuori. Il mio cuore e la mia anima da quel giorno che Marco è partito, una parte è partita con lui. Non riesco ancora adesso dopo due anni ad accettare che un ragazzo di 14 anni, allegro,pieno di vita e voglia di vivere come aveva lui è dovuto morire durante l' attività che gli piaceva di più, "lo sci". Non riesco ad accettare questa sua scomparsa. Proprio Marco che amava la vita sopra ogni cosa, lui cosi pieno di entusiasmo, vivace e con tanti progetti per il futuro. Da quando il mio angelo non c è più io sono caduta in un buco nero e non riesco più ad rialzarmi, nonostante il continuo aiuto dei altri due miei figli più grandi,di mio marito e dei miei genitori. Lo so che stanno soffrendo anche loro,ma non riesco a farmene una ragione. Per me la vita non ha più senso,quando se ne è andato Marco è andata via la mia voglia di vivere. Spero che qualcuno con la mia stessa esperienza mi possa dare ancora una speranza, un motivo per continuare a vivere, perchè io l'ho persa. Mi basterebbe anche soltanto ad attutire questo dolore che è dentro il mio cuore e trovare un po di serenità per me, mio marito e i miei due figli rimasti. Ho bisogno di aiuto. Grazie a tutti quelli che mi scriveranno.Mamma Maria grazia.

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Re: R: perdita di un figlio

Messaggioda Giovanni » mercoledì 9 gennaio 2013, 11:04

Ciao Maria Grazia,
il dolore per la perdita di un figlio é sicuramente il dolore più grande che ci possa essere ed é il più difficile da accettare.
Tu non ti dai pace perchè pensi che lui aveva tanta gioia di vivere, progetti per il futuro e adesso non potrà più realizzarli, ma non è così. Dall'altra parte c'è una vita molto simile a questa, ma anche molto più bella, lì si possono fare tutte le cose che si fanno qui e anche di più e meglio. Si può sciare, si può fare sport, si possono visitare posti meravigliosi, ci sono le case, i laghi, i boschi, le città, tutto, ci si può fidanzare, non manca nulla e non ci sono tutti i problemi che ci sono qui.
Non ti dovresti disperare quindi perchè lui non potrà "vivere" o non potrà fare le cose che avrebbe fatto qui o non potrà trovare la felicità perché lì si vive come qui, si può fare tutto e meglio, é come se fosse andato a vivere in un paradiso tropicale come i Caraibi.
Lui quindi vive in una condizione infinitamente migliore di come vivi tu adesso, dovrebbe essere lui a disperarsi per la tua condizione, non tu per la sua...

C'è un altro motivo per cui non dovresti addolorarti ed è che lui sente il tuo dolore e ovviamente si dispiace per te che soffri e vorrebbe dirti: "perché ti disperi? Io qui posso essere felice.". Potrebbe essere felice, ma non può perché vedendoti soffrire in questo modo si dispiace e si addolora per te.

Un altro motivo per non soffrire é che niente accade per caso, per ogni cosa c'è un motivo preciso, non esiste la "sfortuna", le cose ci accadono perché noi abbiamo qualcosa da imparare e la nostra vita così come anche la nostra morte li programmiamo noi prima di nascere. Non è avvenuto per caso quindi, era tutto programmato e accettato già da prima che voi nasciate, sia da lui sia da te. Sei tu stessa che hai scelto questa prova così dolorosa e difficile e se l'hai fatto c'era un motivo molto importante.

Un'altra cosa che ti dico é che non dovrai attendere tanto, nel mondo stanno avvenendo cambiamenti epocali e a breve potremo andare lì in quel posto meraviglioso a riabbracciare i nostri cari e a vivere molto più felicemente di qui.

Ti saluto sperando di averti dato un pochino di serenità e di speranza.

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Re: perdita di un figlio

Messaggioda Ivana » mercoledì 9 gennaio 2013, 20:35

Ciao Maria Grazia,
poco tempo fa ho scritto ad una mamma ciò che mi appresto a condividere con te. E’ indirizzata ad una mamma che, come me, aveva un solo figlio, ma credo con tutto il cuore che il dolore per l’assenza di un figlio non sia differente se si hanno altri figli.
Il dolore che procura l’assenza di un figlio è lancinante per tutti i genitori, ma, per chi come noi ne aveva uno solo, oltre al dolore lancinante c’è anche la costernazione della fine di ogni progetto legato alla continuità della vita che i nostri figli rappresentavano.
Ho pianto all’inverosimile per lui… per me… ho pianto meravigliandomi della quantità infinita di lacrime, lacrime che mai e nessuno, pensavo, avrebbero potuto arginare. Il tempo trascorso mi ha insegnato che le parole consolatorie, che allora consideravo vacue, tipo: “Sentilo con il cuore, sentilo nel vento, senti che vive, senti che sente il tuo dolore…” vacue non sono! Mi è stato necessario aprire la mente a nuove possibilità d’intendere la morte perché, una mente chiusa, rimane bloccata al passato.
Ho letto, selezionandoli, tantissimi libri, ho partecipato a convegni, a seminari… ho frequentato ambienti religiosi e laici, partecipato a pellegrinaggi e ritiri spirituali, navigato in internet, ho avuto incontri con psicoterapeuti, medium e tanti altri genitori e, tutto questo, per avere un ventaglio più ampio possibile di esperienze e di termini di confronto che poi, passati al vaglio della ragione, hanno permesso di trovare la mia verità non condizionata e, grazie alla forza della “mia verità”, ho permesso ai miei occhi di vedere, e al mio cuore di sentire.
Piango ancora, ma sono lacrime di nostalgia… mi manca troppo tutto di lui!
I nostri figli “vivono spiritualmente”, ma già quando erano con noi, sicuramente, avranno manifestato la loro levatura di esseri spirituali… inconsapevolmente, certo! Penso ai bambini che sono andati via a seguito di terribili malattie e sofferenze ma che, mentre le vivevano, hanno stupito per la capacità di sopportazione e di consolazione che davano ai loro cari. Penso ai tanti giovani che, prima di subire un incidente che li avrebbe portati via hanno, sempre inconsapevolmente, salutato i loro genitori o addirittura, pensando di scherzare, hanno lasciato una sorta di testamento spirituale. Penso ai tanti insegnamenti che ci hanno trasmesso mentre erano qui ma noi, presi dal vortice della vita fisica, non abbiamo saputo riconoscere.
La loro anima viveva e si evolveva attraverso il corpo che noi genitori gli abbiamo dato, ed è la sua essenza spirituale quella che “muove i fili” e conosce tutto. L’anima è immortale, è pregna d’amore e, in forza di quell’amore, continuano ad essere accanto a chi hanno tanto amato per sorreggerli e cercare, con i loro mezzi che non sono i nostri, di comunicare che vivono in ambienti saturi d’amore, ma che per loro le lezioni della scuola della vita erano terminate per continuare, invece, quelle dell’accrescimento spirituale.
Pensa a Marco intento, con i suoi compiti, ad ampliare il suo livello spirituale… pensa che il tuo essere mamma non è terminato, si è trasformato con lui… che un giorno rivedrai!
Ti abbraccio
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Re: perdita di un figlio

Messaggioda ceresa maria grazia » martedì 15 gennaio 2013, 17:19

Ciao Giovanni.Ho letto con piacere il tuo messaggio che mi hai fatto pervenire il giorno 09/01/2013.Il dolore della perdita di mio figlio Marco è ancora molto presente in ogni momento della mia giornata.Dopo che ho letto e riletto il tuo messaggio ho cominciato a riflettere su tutte quelle cose che tu mi hai scritto.Qualcosa in me si è mosso,il mio cuore e la mia anima si sono fermati un attimo a riflettere su tutto quello che mi hai scritto.Se veramente è cosi, dall' altra parte c è un 'altra vita simile a questa terrena, allora io mi sento già un po' meglio,mi dà un po di gioia e speranza che il mio Marco sta bene.Però te mi dici che lui soffre per il mio dolore e non può essere felice finchè io non smetterò di soffrire.Dimmi tu cosa devo fare per arrivare a non soffrire più,per fare felice il mio Marco.A me questa cosa in questo momento pare molto difficile da fare.Mi manca ancora troppo la sua presenza fisica con la sua allegria,le sue risate...Mi manca tutto di lui,anche i suoi difetti.Caro Giovanni tu mi spieghi,che niente accade per caso,che non esiste la sfortuna,che la nostra vita e la nostra mortela programmiamo noi stessi prima di nascere, che io stessa ho scelto questa prova cosi dolorosa e difficile.Mi puoi spiegare come una mamma possa decidere la morte del proprio figlio,che ama più della propria vita?Un altra cosa che non ho capito,il tuo discorso su dei cambiamenti epocali,tu mi dici che a breve atempo potremo andare li ad abbracciare i nostri cari,comè possibile?Grazie delle tue parole che mi hanno dato un po di speranza nel futuro.Ti saluto e aspetto con piacere tue parole di speranza e serenità.

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Re: perdita di un figlio

Messaggioda ceresa maria grazia » martedì 15 gennaio 2013, 17:36

Cara Ivana,
ho letto con piacere il tuo messaggio e ti ringrazio di cuore per le belle parole.
Ti dirò che il dolore che procura l 'assenza di mio figlio è lancinante,nonostante la presenza di altri due figli.
Ho pianto,e sto ancora piangendo,quantità infinite di lacrime,anche di nascosto dai miei cari che mi sono sempre vicino.
Ho letto molti libri,ho avuto dei incontri con psicoterapeuti e per ultimo mi sono rivolta a una medium,ma non ancora riuscita ad accettare la partenza del mio piccolo Marco.Continuo a piangere,mi manca troppo tutto di lui.
Tu mi dici che devo sentirlo con il cuore e con l'anima,ma finora non ci sono riuscita.
Mi hai scritto che ancora quando erano qui con noi,loro manifestavano la loro levatura di esseri spirituali.Questo io posso confermarlo perchè mio figlio Marco,io lo sentivo "Speciale".
C'era in lui qualcosa che io non sono mai riuscita a capire,tra noi due c'era un feeling speciale,ci capivamo senza parlare.
Dentro di me sentivo la paura di perderlo,ero iperprottettiva.Lui mi diceva sempre di stare tranquilla,che sarebbe andato tutto bene.
Sembrava come se lui sentisse che dovesse andarsene via presto,perchè faceva tutto in fretta,cercava di fare tante cose tutte insieme,come se volesse apprendere il più possibile della vita.
Forse è soltanto un immaginazione da mamma disperata e piena di dolore per la mancanza del proprio figlio Marco.
Spero tanto che tu abbia ragione e che un giorno rivedrò il mio amato Marco.
Intanto cerco di riuscire a capire e col tempo mettere in atto tutti i tuoi consigli e ad arrivare a pensare e accettare la sua partenza con un altro modo di pensare e sentire.
Grazie di cuore ancora per il tuo messaggio.Ti abbraccio Maria grazia

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Re: perdita di un figlio

Messaggioda Giovanni » venerdì 18 gennaio 2013, 1:44

ceresa maria grazia ha scritto:Però te mi dici che lui soffre per il mio dolore e non può essere felice finchè io non smetterò di soffrire. Dimmi tu cosa devo fare per arrivare a non soffrire più, per fare felice il mio Marco. A me questa cosa in questo momento pare molto difficile da fare. Mi manca ancora troppo la sua presenza fisica con la sua allegria, le sue risate... Mi manca tutto di lui, anche i suoi difetti.

Non soffrire più è una cosa difficilissima, l'unica consolazione possibile è sapere che sta bene in un posto molto migliore di questo e che abbastanza "presto" potrai essere con lui. Anche io ho delle persone che mi mancano da morire e che vorrei abbracciare ogni giorno e alle quali penso spessissimo e per questo soffro molto la loro mancanza, l'unica consolazione che riesco a trovarmi è appunto questa: che in un giorno non molto lontano tutte queste barriere finalmente cadranno e potrò abbracciarle. La mancanza purtroppo nel frattempo non si può non sentire, ma almeno cerco di contornarla il più possibile di speranza, che però grazie alla Fede diventa certezza.

ceresa maria grazia ha scritto:Caro Giovanni tu mi spieghi, che niente accade per caso, che non esiste la sfortuna, che la nostra vita e la nostra morte la programmiamo noi stessi prima di nascere, che io stessa ho scelto questa prova cosi dolorosa e difficile. Mi puoi spiegare come una mamma possa decidere la morte del proprio figlio, che ama più della propria vita?

So bene che sembra incredibile, ma è proprio così. A causa di quello che avete fatto in vite precedenti avete creato un debito karmico, il quale vi ha costretti poi a dover accettare, vostro malgrado ovviamente, questa dolorosissima prova. Dolorosissima soprattutto per te. Prova che serve al contempo sia per espiare questo debito karmico, sia per trarre un insegnamento spirituale da questa prova. Quale possa essere questo debito e quale l'insegnamento non ne ho idea, l'insegnamento puoi scoprirlo solo tu, nel momento in cui comprenderai questo insegnamento la tua sofferenza finirà.
Ho una brutta notizia, ma te la devo dire. Dato che lo scopo di questa terribile prova è proprio trarre quell'insegnamento, nel caso tu non dovessi comprendere questo insegnamento e dovessi quindi fallire questa prova, dovrai ripeterla daccapo in una prossima vita. Può darsi che questo insegnamento consista nell'accettare questa prova non come una punizione ma qualcosa che è derivato da un tuo comportamento in vite passate, nel mandare via tutta la rabbia che possibilmente hai ancora per quello che è successo, nel non vederlo come un'ingiustizia, ma anzi come una conseguenza della legge karmica di causa-effetto. Può darsi che l'insegnamento comprenda anche altre cose, puoi scoprirlo solo tu. So bene che è difficilissimo, ma è l'unica via, non ne esistono altre.

ceresa maria grazia ha scritto:Un'altra cosa che non ho capito, il tuo discorso su dei cambiamenti epocali, tu mi dici che a breve a tempo potremo andare li ad abbracciare i nostri cari, comè possibile? Grazie delle tue parole che mi hanno dato un po di speranza nel futuro. Ti saluto e aspetto con piacere tue parole di speranza e serenità.

Io sono convintissimo che nel giro di un paio d'anni al massimo scoppierà una guerra mondiale e potremo finalmente (e lo grido con tutto il cuore: finalmente!!) mettere fine a queste prove terrene così dolorose e andare in un luogo dove non ci sono guerre, prove, sofferenze, povertà, corruzione, ipocrisie, materialismo, ecc. ecc. un luogo che in confronto a questo è un vero paradiso!! Non so se questa prospettiva ti spaventa, ma non c'è niente da aver paura. Pensa che non esiste nessun'anima che una volta andata nell'aldilà avrebbe voluto rimanere qui nella "vita" terrena un attimo in più del dovuto.
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Re: perdita di un figlio

Messaggioda sandrok12 » mercoledì 27 febbraio 2013, 15:31

Ciao cara,
penso che le parole di Giovanni siano le stesse che potrei dirti io. Io sono Alessandro dal Piemonte e pratico metafonia. Ti invito a provare anche tu con una radio, dalle tue parole sei vicina a tuo figlio con il cuore e con l'anima, quindi probabilmente ti risponderà. Provare con una radio non costa nulla e mi raccomando di non affidarti a chi chiede soldi, queste cose non hanno nulla a che vedere con il guadagno economico, sono solo fonte per chi le fa e chi le riceve di guadagno spirituale. Puoi provare tu a casa da sola con una radio! Se vuoi sapere come fare per provare la metafonia scrivimi per e-mail: sandro.kg@libero.it oppure contatta qui altri del forum o inserisci una richiesta per farti dare consigli, sono sicuro che qui ci sono persone ancora più competenti di me in metafonia e che la esercitano da più tempo.

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Re: perdita di un figlio

Messaggioda dosi 1 » venerdì 29 marzo 2013, 10:00

Ciao Maria Grazia,
ho letto i tuoi post e sento il dovere di risponderti per la comunanza del vissuto. Il mio Iacopo è trapassato 3 anni fa e ancora non trovo pace, soluzione al dolore che tu ben conosci. Ho un'altra figlia, dovrebbe aiutarmi, spesso è così, ma quando rimango sola ritorno al pensiero del mio cucciolo. Anch'io piango di nascosto, all'inizio mi facevo vedere, ora non più davanti a lei perchè sento di non doverle creare altra ansia perchè, in qualche modo per la sua giovane età, ha abbastanza superato questo lutto. Anch'io sin da quando Iacopo è nato non solo lo sentivo speciale ma stavo sempre attenta alla sua crescita spirituale, ero come in apprensione (pur non avendone motivo). Ora lo so che già da allora io percepivo, o meglio la mia anima sapeva e si preparava a questo distacco improvviso, troppo presto, troppo giovane. Il mio apporto nei tuoi confronti può essere quello della vicinanza del nostro comune dolore, della condivisione, la fiducia che qualcosa possa per noi col tempo mutare. Conosco varie mamme che hanno "perso" i loro figli, mi aiuta a parlare con loro perchè mi danno speranza; essendo per loro trascorso molto tempo, hanno trovato una serenità, una nuova gioia nel vivere. Certo la strada è lunga, un andare avanti e poi spesso ricadere. Mi dicono che il dolore ovviamente anche a distanza di tanto tempo riappare, è un'intimità fisiologica da cui non si può scappare, ma hanno trovato il modo per riconciliarsi con questo dolore e il loro viso è sereno.
Un abbraccio forte Silvia

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