La perdita di un fratello

La perdita di un fratello

Messaggioda Echo » venerdì 5 giugno 2020, 16:18

Salve a tutti,
Nell'aprile 2018 ho perso il mio amatissimo fratello, in circostanze assurde.
Mio fratello, una persona atletica e sana, è mancato nel sonno qualche minuto dopo il nostro ultimo messaggio, a 40 anni, il giorno prima del compleanno dei suoi figli e lo stesso giorno in cui uno dei suoi migliori amici ed ex coinquilino si è tragicamente tolto la vita. Per me queste non sono mai state coincidenze ma una vera e propria conferma di qualcosa di più grande che ci attende dopo questa vita terrena.
Ho avuto modo di "sentirlo" e "vederlo", mi ha e ci ha mandato tanti segnali che lui è ancora qua con noi, il dolore è ancora grandissimo ma è stato alleviato da questi piccoli eventi che mi hanno fatta sentire ancora legata a lui qua sulla Terra.
Mi sento veramente sola in questo dolore,per me è impossibile parlare delle mie credenze a livello spirituale (ed esperienze che comunque risalgono a tantissimi anni prima di questo evento)senza che la gente mi giudichi o che mi dica che è frutto del trauma e del lutto, ho dovuto abbandonare anche un percorso terapeutico professionale per via di svariate uscite molto tristi dalla persona che avrebbe dovuto aiutarmi ad affrontare questa situazione in maniera più serena.
A volte vorrei ancora poter sentire la sua voce e potergli dire quanto bene gli voglio e quanto mi manca.

Grazie a tutti quelli che leggeranno queste righe, non è facile parlarne "ad alta voce" ma è anche per questo che sono qui.

:cuore1: :cuore1: :cuore1:
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Re: La perdita di un fratello

Messaggioda adelfo » venerdì 5 giugno 2020, 21:59

Ciao o Echo.
Dal punto di vista nostro, umano, certo...una perdita è dolorosa.
E purtroppo esistono diverse sensibilità, ma anche chi dovrebbe svolgere la funzione di supporto, a volte, non ha i mezzi o la capacità per farlo.
Comunque penso abbia provato anche lui a fare del suo meglio. Anche se non ha trovato il modo di esserti vicino, di capirti... Purtroppo non capita sempre.

Dicevi però che hai avuto dei segnali dopo il suo distacco.
Vuoi parlarne?

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Re: La perdita di un fratello

Messaggioda Lory 61 » sabato 6 giugno 2020, 10:32

Ciao Echo, capisco il tuo dolore, è umano che ci sia. Secondo me la strada per uscirne, (e ci vorrà del tempo), è imparare a sentire la sua presenza in modalità che vanno oltre i nostri limitati sensi fisici. Lui c'è ancora, e ne hai già avuto prova: questo già deve essere motivo di consolazione. Devi solo imparare ad affinare le tue capacità di percezione. Inoltre, e questo è un altro fatto certo, la vostra separazione fisica è solo temporanea: lui ti ha solo preceduto perché il suo ruolo terreno era finito, ma ti sta aspettando e un giorno vi ritroverete e potrete riabbracciarvi e vivere insieme.
Ti consiglio di leggere con attenzione le varie sezioni di questo forum, ci troverai tante prove ed esperienze interessanti che potranno consolidare le tue certezze. Leggi anche i libri consigliati nella biblioteca, almeno quelli più importanti: per me sono stati illuminanti.
Quanto al fatto che vorresti potergli parlare ancora e dirgli quanto gli vuoi bene, sappi che lui ti sente: pensalo intensamente, ritagliati un momento della giornata, magari la sera prima di dormire, per connetterti con lui e parlagli come se fosse li'. I tuoi pensieri d'amore gli arriveranno e gli faranno bene, e se saprai prestare attenzione a tanti segnali, magari nei giorni successivi riuscirai anche a percepire la sua risposta.
Un abbraccio :cuoricini:
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Re: La perdita di un fratello

Messaggioda Echo » sabato 6 giugno 2020, 15:16

Grazie mille per le vostre risposte :cuore1:

I vari segnali sono stati mandati tramite televisione e cellulare, io ho avuto sogni "lucidi" dal momento della sua dipartita fino a gennaio 2019, dove lui mi disse che non poteva piu' venire cosi frequentemente (mi ha detto anche il motivo), i miei nipoti (al tempo avevano 2 anni) si svegliavano nel cuore della notte ridendo e aprendo le braccia, l'unica parola che usciva dalla bocca era "Papà", oppure sia io (qua in scozia) che la mia famiglia in Italia vediamo costantemente farfalle monarca nel giardino.
Tanti mi hanno detto che sono solo coincidenze, ma in cuor mio lo so che lui vive ancora :cuore1:
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Re: La perdita di un fratello

Messaggioda Uranium » sabato 6 giugno 2020, 16:54

Carissima Martina, è un "mi piace" molto doloroso quello che ho assegnato al tuo messaggio. Parallelamente alla sofferenza che provi, e che naturalmente condivido con te, ho sentito ed apprezzato la genuinità del tuo messaggio, ed è per questo che mi è piaciuto.
Credo che abbia ragione il tuo cuore. Credo, cioè, che tuo fratello, così come tutti i nostri cari defunti, non siano scomparsi o inspiegabilmente "eliminati", ma solo nascosti ai nostri sensi fisici. Come la grande maggioranza di noi incarnati, non dispongo di prove di prima mano per avallare tale tesi, ma da molti anni studio l'argomento. Avere letto tanto, ascoltato tante esperienze, conosciuto tante persone, è bastato a fare di me, da scettico qual ero, un sostenitore della sopravvivenza dell'anima. Credo che questa legge naturale risponda ad una Logica Divina che, nonostante le apparenze, possa essere spiegata e conciliata alla perfezione con la nostra essenza. Sono convinto che anche la scienza, che ha già mosso i primissimi, timidi passi in questa direzione, un giorno giungerà a riconoscere questa verità che suole definire inconciliabile con i suoi dettami. Forse ci sarebbe già giunta, se solo accantonasse quanto basta della sua cieca presunzione.
Condivido completamente quanto ti ha consigliato Lory: riserva ancora a tuo fratello tutta l'attenzione e l'amore che gli riservavi quando ancora ti era accanto nel suo corpo fisico, continua a parlargli, a coinvolgerlo nella tua vita, a chiedergli pareri e consigli; se mi si può passare il giochetto di parole, è vitale, per un trapassato, la certezza di essere amato e di godere ancora di importanza e di considerazione presso coloro che ha lasciato "quaggiù", e sono certo che, se per esso è cambiata la modalità di comunicare, non lo è affatto la sua gioia di poterlo fare ancora con noi. Sta a noi fare il possibile per aprire la nostra anima a questa comprensione, continuando la nostra vita fisica e dedicando al nostro prossimo quanto sentiamo di non aver potuto o di non essere riusciti a dedicare a coloro che, ora, ci attendono nell'Aldilà.
Voglio proporti un brano di Dali, una delle Guide spirituali del Cerchio Firenze 77, che pervenne tramite il famoso medium Roberto Setti. Te lo propongo perchè in me, a suo tempo, produsse un effetto miracoloso e perchè, avendo conosciuto di persona tanti che partecipavano a quegli incontri, so di offrirti parole assolutamente autentiche e di valore:

Rivolgo queste mie parole a coloro che si avvicinano a noi addolorati dalla cosiddetta perdita di una persona a loro cara, sperando di mettersi in comunicazione con lei per lenire il loro dolore col trovare la prova della sua sopravvivenza.


Quello che io spero di riuscire a darvi non è tanto il sollievo alla vostra sofferenza quanto farvi comprendere che quello che vi è accaduto deve essere il fermento per la vostra trasformazione, che deve condurvi a vedere la vita da un nuovo punto di vista.
Uno degli interessi che spingono l'uomo ad accostarsi e ricercare il fenomeno medianico è quello di trovare una conferma della sopravvivenza dell'essere alla morte del corpo. Tale conferma può essere ricercata, fra l'altro, per fugare la propria paura di cessare di esistere, oppure per lenire il dolore che la morte di persone amate ha determinato.


In più occasioni ci siamo espressi sulla validità del fenomeno medianico, che si può chiamare spiritico solo di rado, quando raggiunge il contatto con un essere disincarnato. Infatti, anche nei casi in cui non c'è frode cosciente, il che è abbastanza raro, la comunicazione può avere origine nella psiche dei presenti, che dirige le facoltà paranormali del soggetto medianico.


La ragione della frode involontaria sovente risiede nel desiderio di mettersi in contatto con chi non vive più fisicamente, oppure di avere la prova della sopravvivenza, cioè nel desiderio che la realtà sia quale si vorrebbe che fosse.
Tuttavia, anche la prova che il raro fenomeno realmente spiritico costituisce ha, quasi sempre, valore soggettivo, cioè non è assolutamente probatoria per chi non ha vissuto di persona l'esperienza; perciò non dà alla scienza umana, costituita da certezze oggettive, un arricchimento, un punto fermo per la conquista di ulteriori mete.
D'altra parte, siccome le azioni degli uomini non traggono origine solo e sempre dalle certezze oggettive, tutto questo non deve impedire all'uomo di avere una sua opinione in merito e, conseguentemente, un suo comportamento.


Il fatto che noi rappresentiamo costituisce una proposta di opinione e, conseguentemente, una proposta di vita, nella quale l'uomo è consapevole di far parte di una collettività in cui i più dotati che detengono un qualsiasi potere non sopraffanno i deboli, ma colmano le loro deficienze; in cui si invocano maggiori diritti solo quando si adempiono nel miglior modo tutti i propri doveri; in cui gli errori degli altri non diventano giustificazione dei propri ed invito ad errare, ma incentivo a perseguire un mondo migliore cominciando a migliorare se stessi.
Non è, questa, una comoda concezione della vita; tutt'altro; però è una concezione che ha il pregio di rispecchiare l'ordine naturale delle cose; che non chiude la realtà in schemi fissi sacrificando l'individuo ma, via via, l'adatta alle sue reali esigenze evolutive.
Chi si rivolge a noi, più che la prova della sopravvivenza trova una simile concezione della vita, che è molto di più della certezza che l'essere non cessa di esistere. Chi, invece, cercasse solo tale conferma, o la comunicazione con qualche caro trapassato, perderebbe il suo tempo.
Anzi, vi dirò di più: esorto a diffidare dei medium che si dichiarano capaci di evocare a piacimento i disincarnati.
Acciocché il contatto avvenga non basta che vi sia il tramite: la comunicazione deve essere prevista dall'ordine generale secondo cui si svolgono le cose.


Chi conosce la storia dello spiritismo sa che vi sono stati medium che hanno servito da tramite per le comunicazioni di molte entità e non sono essi riusciti a mettersi in contatto con una che, più delle altre, amavano e desideravano sentire.
Noi siamo una delusione per chi avesse tali aspettative. Tuttavia, non possiamo ignorare la dolorosa aspirazione di chi soffre per il trapasso di una persona amata. Con tutto ciò, più che permettere il contatto con essa, invitiamo chi soffre di questo a riflettere sul suo dolore. Naturalmente, parlo nel presupposto che chi mi ascolta sia una persona ragionevole perché, altrimenti, a nulla servirebbe il mio dire.


Comincerò il mio discorso invitando a riflettere sul fatto che la vita dell'uomo deve avere uno scopo, che non può essere quello di soddisfare tutti i desideri umani e di pensare o preoccuparsi solo per se stessi.
La vita sociale e di relazione in cui l'uomo viene a trovarsi, gli avvenimenti stessi che gli accadono, il suo stesso modo di reagire agli stimoli, lo inducono a dedicare uno spazio più o meno grande agli altri. E gli altri sono - almeno in principio dell'evoluzione della coscienza - coloro la cui vita in qualche modo si riflette sulla propria, in qualche maniera la condiziona. E un dedicarsi egoistico, quindi, allorché il legame non sia stabilito dall'affetto; ma anche quando l'interesse all'altro è originato dall'amore, non sempre è spoglio di egoismo; anzi, spesso si tratta di amore possessivo.
Il vero amore desidera il bene di colui che si ama anche se ciò si concretizza in una situazione in cui l'amato non si può più avere vicino come prima. Credo che nessuna persona ragionevole possa contraddire tale affermazione.
La vita presenta degli avvenimenti che non sono conseguenza della volontà di alcuno ed altri che, pur essendo conseguenza del comportamento di qualcuno, coinvolgono certi che non vi parteciperebbero se non fosse il caso che li ha messi a tiro.



Di fronte a tali eventi si ripropone il quesito che indubbiamente ogni uomo si è posto nel corso della sua vita, e cioè se l'esistenza di tutto abbia un suo significato, oppure se tutto sia un non-senso.
Quelli che non accettano il significato trascendente della vita si giustificano dicendo che non è dimostrato questo significato trascendente della vita; tuttavia, quando la loro esistenza li mette di fronte a dover accettare o no qualcosa di indimostrabile, suppliscono alla mancanza di certezza con la plausibilità offerta da un ragionamento logico. E non si può certo affermare che logico sia pensare che all'origine di tutto quanto esiste vi sia una fortuita circostanza che dal nulla - in senso organico - non solo avrebbe creato la materia e la vita, ma avrebbe soprattutto composto quel codice genetico secondo cui tutto si sviluppa ordinatamente. Cioè, è assurdo pensare che dal caos il caso abbia creato, o quanto meno avviato, il procedere ordinato, ossia l'ordine e il fine.


Se, invece, si volesse supplire a tale mancanza di logica pensando che tutto quanto esiste, esiste da sempre - cioè senza origine -, allora ne conseguirebbe che tutto sarebbe eterno, al di là della caducità delle singole forme, e quindi l'esistere sarebbe eterno, al di là della caducità delle singole esistenze: ossia si affermerebbe, implicitamente, ciò che si vuol negare.
Perciò, il negatore del senso trascendente della vita in nessun caso fonda la sua opinione sulla logica, come fa invece tranquillamente quando nella vita deve prendere partito di una cosa inaccertabile oggettivamente.


La logica conforta, invece, l'opinione di chi crede che l'esistenza del Tutto abbia un significato trascendente. Non è certo il caso di addentrarci in dispute religiose o filosofiche, che nascono da una simile convinzione; tuttavia credo che si possano accettare, senza scomodare troppo la fede, alcune plausibili affermazioni come, per esempio, che se l'esistenza del cosmo ubbidisce a precise leggi, cioè ha un ordine, lo stesso ordine non può mancare nella vita dell'uomo, elemento di tale cosmo; e che al di là dell'incomprensibile, per noi, significato degli avvenimenti che ci capitano, a cui prima facevo cenno, vi sia un preciso significato, una profonda ragione.
In altre parole: o Dio non esiste, ma è illogico; oppure, se esiste, non può essere dispettoso e crudele. Cosicché quello che si reputa un castigo, una cattiveria della vita, al di là del suo sapore immediato deve nascondere un fine degno della Divinità, cioè un fine di amore e di vero bene per chi lo subisce. Tutto ciò è quanto suggerisce la logica e il buon senso.


Allora, voi che siete schiantati dal dolore per la perdita di una persona amata, se siete creature ragionevoli, se veramente amate chi è trapassato, dovete arginare il vostro dolore nel pensiero che la sofferenza che state vivendo ha un senso per la vostra vita, e che la morte di chi amate è un evento necessario al suo vero bene.
Se veramente amate chi è trapassato non potete essere tanto egoisti da pensare che sarebbe stato meglio che il suo bene non si fosse compiuto.



Ripeto: tutto questo è quanto una persona di buon senso può accettare senza scomodare la fede, semplicemente seguendo il raziocinio, strumento che appunto è dato all'uomo per fargli capire il senso della realtà nella quale vive.
Se poi, per bontà vostra, credete che la voce che vi parla giunga da quella dimensione di cui prende coscienza l'essere dopo la morte del suo corpo fisico, e se ancora credete che questa voce conosca, se non tutto, almeno parte della Verità, perché non basta essere trapassati per essere nel Vero; allora vi dico, sapendo che mi credete, che la separazione dai vostri cari trapassati è solo per voi, che rimanete nel mondo fisico, perché loro vi sentono e vi vedono in forza del legame amoroso che vi unisce.
Non pensateli quindi con dolore, perché li rattristereste; ricordateli nei momenti in cui erano sereni, nella certezza che li ritroverete, perché il legame creato dall'amore è un legame che non si spezza mai e che, nelle future esistenze, conduce chi si ama a ritrovarsi in amore.


Come l'esistenza di chi è trapassato continua, così la vostra deve proseguire a beneficio di coloro che vi sono vicini fisicamente. Se vi sembra che il destino sia stato crudele con voi, avete un motivo di più per non essere crudeli con gli altri facendo pesare su loro il vostro dolore.


Ora mi fo' portavoce di un ideale messaggio che tutti i vostri amati, che hanno lasciato il piano fisico, potrebbero rivolgervi. Accoglietelo nella convinzione che corrisponde al loro sentire:



« Amore mio, non potermi vedere più fisicamente ti ha lasciato in un dolore che ti fa rifiutare la vita.
Sappi che questa è l'unica cosa che può farmi soffrire, e perciò promettimi che troverai la forza necessaria per reagire e continuare a vivere come quando mi vedevi, mi toccavi, mi interrogavi, ed io ti rispondevo.
Sappi che sono egualmente vicino a te; anzi, più di prima; e che l'amore che ci unisce ci lega indissolubilmente e ti condurrà a rivedermi, riabbracciarmi, riavermi.
Le nostre strade sono solo momentaneamente ed apparentemente divise, ma al di là del velo che ti separa da me, e che dà corpo al romanzo della vita, noi siamo una cosa sola.
Ora tu non puoi più dedicarti a me fisicamente, e se rimpiangi di non averlo fatto in passato più di quanto potevi, promettimi che da ora in poi ti dedicherai di più agli altri a cui sei vicino, ed offrimi quel di più che farai.
Un giorno, quando tutto questo anche per te sarà compiuto e trascorso, volgendoti indietro nel ricordo tutto ti sembrerà un brevissimo sogno, quasi non vissuto, e solamente la pienezza data dalla consapevolezza di aver pagato un debito, la gioia della comprensione del perché è potuto accadere, la felicità di ritrovarsi quale frutto del tuo dolore, saranno ciò che ne rimane.
Ti amo.
Per sempre tuo »


Un grandissimo abbraccio, cara Martina! :cuoricini:
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Re: La perdita di un fratello

Messaggioda Echo » sabato 6 giugno 2020, 17:41

Ti ringrazio infinitamente per la tua risposta, mi ha commossa :cuore1:
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Re: La perdita di un fratello

Messaggioda Fernanda » domenica 7 giugno 2020, 18:27


Ciao Martina, Uranium, Lory e Adelfo!

Ciao a tutti che sono con noi in questo forum!

Grazie speciale a Uranium per aver trascritto questo bellissimo e commovente messaggio che ci ha toccato il cuore a tutti.

Penso che oggi come oggi sono tanti i segni dei nostri cari nell'altra dimensione e se abbiamo un cuore semplice, una mente serena, avremo la ricettività per sentire; caso contrario, non dimentichiamo che anche loro dall'altra parte continuano il loro percorso, e con i loro impegni, non sempre possono essere a disposizione accanto a noi; così, aspettiamo con calma e fiducia, inviando sempre i nostri sentimenti di voler bene e loro riceveranno come energie rinvigorenti d'amore.

Vi abbraccio e vi auguro buon proseguimento, :abbracci: :grazie1000:

Fernanda.
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Re: La perdita di un fratello

Messaggioda adelfo » giovedì 11 giugno 2020, 16:37

Ciao Fernanda. E un saluto a tutti.
Echo ha scritto: io ho avuto sogni "lucidi" dal momento della sua dipartita fino a gennaio 2019, dove lui mi disse che non poteva piu' venire cosi frequentemente (mi ha detto anche il motivo),
i miei nipoti (al tempo avevano 2 anni) si svegliavano nel cuore della notte ridendo e aprendo le braccia, l'unica parola che usciva dalla bocca era "Papà", oppure sia io (qua in scozia) che la mia famiglia in Italia vediamo costantemente farfalle monarca nel giardino.
Tanti mi hanno detto che sono solo coincidenze, ma in cuor mio lo so che lui vive ancora :cuore1:

Ciao Echo.
Scrivono i medium che si sono distinti e le guide dell'umanità che, di tanto in tanto, capita che surante il sonno i nostri cari riescano a venirci a trovare e talvolta noi riusciamo a ricordarlo.
Questo capita perchè il mondo del sogno è una parte dell'astrale in cui i trapassati sostano per un certo periodo.
Durante il sonno perchè è più facile: in quel momento i corpi sottili si separano dal fisico, mentre ci sono pochissime persone che riescono a vivere coscientemente nell'astrale, fin che sono svegli.
Il mondo astrale o mondo del desiderio è parallelo al mondo materiale, là prendono dorpo i desideri che spingono gli esseri animali all'azione.
E' fondamentale per l'evoluzione dell'umanità, al fine di trarre l'esperienza ed imparare a dominare le forti attrazioni che genera la materia e non esserne dominati.
Ma da come parli sembra che tu avessi avuto qualche esperienza anche prima. Hai mai pensato ad approfondire "il discorso"?
E si sente "quanto" ti sta a cuore.
Comunque tutto quello che vi succere è certo, che non sono coincidenze.

In questa sua nuova condizione (che terminerà, a suo tempo, per andare oltre... verso un'altra fase ancora della sua esistenza), vivrà varie fasi diverse che a volte lo assorbiranno completamente, a volte (se riuscirà) potrà fare anche altro a seconda della sua coscienza, ma hai mai pensato a cosa potrebbe desiderare tuo fratello per i suoi cari? per la moglie, i suoi figli, per te che sei sua sorella...? cosa può chiedere di più, se potesse, per tutte le persone più care che aveva?
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Re: La perdita di un fratello

Messaggioda Lory 61 » venerdì 12 giugno 2020, 9:01

« Amore mio, non potermi vedere più fisicamente ti ha lasciato in un dolore che ti fa rifiutare la vita.
Sappi che questa è l'unica cosa che può farmi soffrire, e perciò promettimi che troverai la forza necessaria per reagire e continuare a vivere come quando mi vedevi, mi toccavi, mi interrogavi, ed io ti rispondevo.
Sappi che sono egualmente vicino a te; anzi, più di prima; e che l'amore che ci unisce ci lega indissolubilmente e ti condurrà a rivedermi, riabbracciarmi, riavermi.
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Ora tu non puoi più dedicarti a me fisicamente, e se rimpiangi di non averlo fatto in passato più di quanto potevi, promettimi che da ora in poi ti dedicherai di più agli altri a cui sei vicino, ed offrimi quel di più che farai.
Un giorno, quando tutto questo anche per te sarà compiuto e trascorso, volgendoti indietro nel ricordo tutto ti sembrerà un brevissimo sogno, quasi non vissuto, e solamente la pienezza data dalla consapevolezza di aver pagato un debito, la gioia della comprensione del perché è potuto accadere, la felicità di ritrovarsi quale frutto del tuo dolore, saranno ciò che ne rimane.
Ti amo.
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Uranium, queste parole sono veramente bellissime, grazie!



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Re: La perdita di un fratello

Messaggioda Uranium » sabato 13 giugno 2020, 11:33

Lory 61 ha scritto:Uranium, queste parole sono veramente bellissime, grazie!


Ciao, Lory, grazie a te! In effetti, io non ho alcun merito: come le stesse Guide del Cerchio ripetevano, "solo l'Altissimo sia ringraziato".
Sapevo bene che queste parole avrebbero sortito il loro effetto, fu così anche per me la prima volta che le lessi. Come ho già detto, poi, il loro valore è accresciuto dalla garanzia della loro provenienza...Ho conosciuto, se non tutti, alcuni dei fortunati ai quali questo messaggio venne rivolto direttamente; ho visto i loro volti, udito le loro voci, stretto le loro mani, ed erano i volti, le voci e le mani di persone certamente "toccate" da qualcosa di straordinario. :dicocuore:
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