La Reincarnazione nel Vangelo

Approfondimento degli insegnamenti di Allan Kardec, le sue opere ed altre.

La Reincarnazione nel Vangelo

Messaggioda Giovanni » mercoledì 17 giugno 2009, 22:23

Un passo tra i più fraintesi è quello dove Gesù parla della reincarnazione.
http://www.vitaoltrelavita.it/articoli-recensioni/14-gesu-vangeli/22-gesu-cristo-reincarnazione.html

Nei vangeli ci sono diversi riferimenti alla reincarnazione. Nel vangelo di Giovanni (III, 3), Gesù dice a Nicodemo:

"In verità, in verità ti dico che se uno non nascerà di nuovo non può vedere il regno di Dio"

Nicodemo gli chiese: "Come può un uomo rinascere quand'è già vecchio? Può forse rientrare nel grembo della madre per essere rigenerato?"

Innanzitutto occorre fare alcune precisazioni. Gesù e Nicodemo parlavano la stessa lingua, l'aramaico. Nicodemo non era un pastore ignorante e analfabeta, ma uno dei più colti maestri religiosi. Gesù e Nicodemo parlarono tutta la notte di questo argomento, anche se l'apostolo Giovanni ci riporta solo i passaggi più significativi.

La conseguenza logica è che non potevano non capirsi, come se uno fosse cinese e l'altro tedesco. Le Chiese cristiane interpretano questo "nascere di nuovo" come una rinascita meramente simbolica, e non fisica. Nicodemo, che parlava la stessa lingua, interpreta invece correttamente in senso materiale, di dover nascere di nuovo, dopo essere stati vecchi, dal grembo di una nuova madre.

Gesù allora gli risponde: "Bisogna che voi siate generati di nuovo"

Il senso è chiarissimo. Il verbo "generare" si riferisce al nascere in senso fisico, carnale, dal grembo materno, non al cambiamento morale. E aggiunge che questo "nascere di nuovo", "essere generati di nuovo" è necessario. Gesù continua spiegando a Nicodemo che lo spirito non nasce insieme alla carne, cioè nella nascita carnale, (come invece sostengono le Chiese cristiane), ma ne è indipendente, preesiste alla nascita terrena e le sopravvive.

Le parole di Gesù sono anche qui chiarissime e inequivocabili:

"Ciò che è generato dalla carne è carne; e quel che nasce dallo spirito è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: bisogna che voi siate generati di nuovo." (Giovanni III,6)

Anche qui le parole si riferiscono in modo evidente a una nascita carnale, generare in senso carnale, come Nicodemo aveva perfettamente capito, non si parla di un cambiamento morale, né di battesimo, come sostengono le varie religioni cristiane.

In particolare non può trattarsi di battesimo, in quanto nella Bibbia, Giobbe usa le stesse parole di Gesù, parlando di "essere generati di nuovo dalla carne", di "nascere di nuovo", "carne e spirito", "corpo e spirito", "ventre materno". Ma Giobbe non poteva conoscere il battesimo perché ai suoi tempi neppure esisteva! Il riferimento alla reincarnazione è evidente.

In un altro passaggio del Vangelo c'è un'altra inequivocabile prova che gli apostoli di Gesù conoscevano la reincarnazione:

Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia cieco dalla nascita?» (Giovanni, IX, 1-2)

Se per i discepoli il concetto di reincarnazione non fosse stato ben chiaro non avrebbero neppure posto questa domanda e invece si interrogano sul perché quell'uomo sia cieco dalla nascita: chi ha peccato? Lui o i suoi genitori? E come poteva peccare lui per essere poi punito ad essere cieco dalla nascita? I teologi cattolici, pur di non ammettere la logica conclusione della reincarnazione, sono arrivati a dire che quell'uomo aveva peccato nel grembo materno! Secondo loro aveva commesso un peccato così grave nel ventre materno da essere stato punito con una malattia terribile! Se quindi vedete un malato di mente, un cieco dalla nascita, un bimbo che è nato con gravi malattie dovete pensare che, secondo i teologi cattolici, è stato punito per aver peccato nel ventre materno!

Un altro riferimento l'abbiamo in Matteo XVII, 12-13 dove Gesù parla del profeta Elìa, che secondo le profezie sarebbe dovuto resuscitare per preparare il terreno al Messìa.

"Elìa è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto. Allora i discepoli capirono che egli aveva parlato loro di Giovanni Battista." (Matteo, XVII, 12-13)

Le parole anche qui sono chiarissime. Elìa venne proprio prima di Gesù per preparargli il terreno, ma non capirono che era lui e lo uccisero. I discepoli invece, che conoscevano la reincarnazione, capirono perfettamente che Elìa e Giovanni Battista erano in realtà la stessa persona.
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Re: La Reincarnazione nel Vangelo

Messaggioda dolcezza_5 » giovedì 18 giugno 2009, 10:22

grazie Cosimo e grazie ad Orleide di aiutare tutti noi con insegnamenti cristiani, la comprensione di domande e risposte semplici che lasciano segni e non solo parole. un abbraccio di continuità poichè vi leggo volentieri.
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Re: La Reincarnazione nel Vangelo

Messaggioda Fernanda » sabato 20 giugno 2009, 19:37

Caro Giovanni,

grazie per questa pagina preziosa.

Aggiungo, per arrichire ancora questo tema, la pagina di Giancarlo:


9. - Casi che suggeriscono la reincarnazione
Sono stati raccolti alcuni casi di bambini che raccontano di ricordare la loro precedente incarnazione, e che mostrano segni fisici di cicatrici e di ferite che appartengono ad una esistenza precedente.

Il Prof. Ian Stevenson - http://www.healthsystem.virginia.edu/in ... tystudies/ - ha raccolto i casi più strabiglianti.

La reincarnazione rende facile la spiegazione di alcuni talenti particolari, pensiamo alle persone geniali che conoscono molto bene materie che non hanno appreso in questa esistenza, a fobie e paure che non trovano la loro spiegazione in questa sola vita e a caratteristiche della personalità che sono così evidenti fin da infanti.

http://www.vitadopovita.it/anima.html


Un grande abbraccio per te,

Fernanda.
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Re: La Reincarnazione nel Vangelo

Messaggioda Orleide » giovedì 25 giugno 2009, 3:33

Prima di tutto dico che potete correggere i miei errori in questo testo liberamente.
Sopra la reincarnazione Paulo Alves Godoy in suo libro Vangelo
Misericordioso para il seguente:
"Quello che porta alcune religioni accettare la teoria del riscatto, dai figli,dalle trasgressioni praticate dai genitori, è la deturpazionedi un tratto del Primo Comandamento,deturpazione questa che ha avuto per scopo principale corroborare l'incredibile teoria dell'unicità della vita dello Spirito nel corpo fisico, in contrapposizione alla misericordiosa legge delle vite successive.
Il tratto finale del Primo Comandamento del Decalogo, nelle traduzioni più antiche della Bibbia, ha il seguente tenore:
Io sono il Signore Dio, sono Dio zelante che punisco l'iniquità dei genitori nei figli nella terza e quarta generazione, coloro che mi annoiano(o aborriscono); e uso di misericordia fino migliaia di generazioni di coloro che amano e praticano(o custodiscono)i miei comandamenti(Esodo, 20:5-6).
Le traduzioni fatte dalle Chiese Cattolica e Protestante, con l'obiettivo di dare validità alla teoria dell'unicità delle esistenze, alterarono il testoe, invece di scrivere "nella terza e quarta generazioni", hanno scritto "fino alla terza e quarta generazioni",cosa che modifica, sostazialmente, il senso del comandamento.
Con tale adulterazione, la Giustizia Divina si rivela mostruosa, poiché figli, nipoti, bisnipoti e tetranipoti inocenti avrebbero di ricevere penalità per le trasgressioni dai genitori, nonni,bisnonni e tetranonni.
(.....)Nella prima e seconda generazioni, come contemporanei di suoi figli e nipoti, lo Spirito colpevole ancora non ha reincarnato, ma, un poco più tardi- nella terza e quarta generazioni- lui e già tornato e riceve le conseguenze di suoi errori. Così, il proprio colpevole, e non altrui, paga i suoi debiti.
Nessuno assume i peccati di altrui. Per distruggere l'accozzaglia di credenze di questo genero,bastano le parole di Gesù Cristo:"A ognuno sarà dato secondo le sue opere".Matteo,16:27)".
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Re: La Reincarnazione nel Vangelo

Messaggioda Michele » giovedì 29 ottobre 2009, 19:47

VORREI LASCIARE UN MESSGGIO A CHI ANCORA NON E CONVINTO DELLA REINCARNAZIONE

La maggioranza delle religioni cristiane nega la reincarnazione sostenendo che una sola vita terrena basti a raggiungere la perfezione che Dio richiede.
Questo potrebbe al limite sostenersi nel caso di una vita lunga e colma di evoluzione spirituale come ad es. quella dei Santi, ma che dire di un bimbo che viva solo pochi mesi di vita?
Oppure di un malato di mente che non capisce quello che fa? E come spiegare l'ingiustizia di chi vive poverissimo, in un paese in guerra rispetto a chi nasce ricco e senza problemi? E chi nasce in una tribù primitiva che non sa nulla del Cristianesimo? Per non parlare degli uomini delle caverne, cannibali ... chissà che brutta fine fanno secondo le varie Chiese cristiane! Come si può sostenere che un uomo delle caverne può arrivare allo stesso livello evolutivo dell'uomo moderno con una singola esistenza terrena? Chiunque capirebbe che questo è letteralmente impossibile.

E' inoltre impossibile conciliare la giustizia perfetta e infinita di Dio con una singola vita, una singola possibilità che per logica pura e semplice dovrebbe essere identica per tutti. Che direste voi di un padre che dà a un figlio tutti i vantaggi possibili e a un altro niente? Direste sicuramente che è un cattivo padre, che è ingiusto. Come si può quindi pensare questo di Dio che è onnipotente ed essendo infinitamente buono e giusto ama tutti i suoi figli allo stesso modo? E che colpa ne avrebbe il cannibale di essere nato così? Finirebbe costui in un Limbo come ci dice la Chiesa cattolica? E hanno pure il coraggio di dire che questa sarebbe una giustizia perfetta. La singola esistenza è la negazione della misericordia divina.
Prendi un sorriso,regalalo a chi non l’ha mai avuto.Prendi un raggio di sole,fallo volare là dove regna la notte.
Scopri una sorgente,fa bagnare chi vive nel fango.Prendi una lacrima,posala sul volto di chi non ha pianto.
Prendi il coraggio,mettilo nell’animo di chi non sa lottare.Scopri la vita,raccontala a chi non sa capirla.
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Re: La Reincarnazione nel Vangelo

Messaggioda Michele » giovedì 29 ottobre 2009, 19:54

Se uno muore con la sua materia chi la pensa cosi' allora pernsa che Dio e ingiusto perche' se un bimbo muore e un altro no ellora chi la pensa cosi' pensa che Dio privileggia una vita che n altra,io penso che la legge di Dio e Divina e Dio non privileggia a nessuno.
Anche gli studi sulla ipnosi regressiva mettono molta luce su questi fatti.
Poi io dico ma se uno crede in Dio come mai non crede all'evoluzione dell'anima?
chi non crede nella vita dopo ala morte allora non deve credere neanche a Gesu' e a un Dio?

Poi giustamente per poter aproffondire il tema reincarnazione ci vorrbbe un argomento separato,se no credo che possiamo confondere i lettori sulla reincarnazione interpretata male nel Vangelo e il vero insegnamento della reincarnazione e tutti i suoi passaggi

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Re: La Reincarnazione nel Vangelo

Messaggioda Ezrha » domenica 28 marzo 2010, 15:41

sono molto daccordo su quello che c'è scritto sulla reincarnazione in questo post, aggiungendo: ho studiato il vangelo, l'ho vissuto e vi ho fatto esperienze legate al soprannaturale, la reincarnazione è l'unica che può giustificare il Cristianesimo, senza di essa non riesco a dare un motivo alla vita.
Non potrei giustificare una evoluzione umana, che di punto in bianco fa nascere persone con capacità o doni che secoli addietro nessuno aveva, solo la reincarnazione può darne un senso, e cioè rinasciamo con bagagli di esperienze vissute ed altro.
: book :
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Re: La Reincarnazione nel Vangelo

Messaggioda Fernanda » domenica 28 marzo 2010, 21:05

È vero, Ezrha, : Thumbup :

discutevamo proprio sulla reincarnazione pochi giorni fa, non solo capire nella pluralità delle esistenze il fatto di tanti talenti particolari, principalmente nei bambini, geniali in materie molto al di là della loro età fisica e della loro conoscenza; ma anche nella vita in se, come spiegare la diversità? Bambini che nascono con malattie irreversibili, altri deformati in handicap diversi, quelli che nascono nella povertà, altri nella ricchezza; anche quelli che avevano tutto e hanno perso, salute, ricchezza, la vita fisica, ma che senso ha? : Rolleyes :

La reincarnazione è una questione di giustizia dove la nostra coscienza è e sempre sarà il nostro giudice, non solo a livello del passato, con esperienze equivocate che dobbiamo imparare in un nuovo percorso di ristrutturazione e riappacificazione del se, ma anche a livello del presente, nell’evoluzione e perfezionamento continuo, che è l’obbiettivo di ogni essere creato. Programmare le esperienze che abbiamo ancora necessità di vivere, con gli affetti o disaffetti, è dare il moto a questo ingranaggio della vita, con incontri e rincontri dove i legami con i nostri cari, i veri legami, non si perdono mai nei diversi cambiamenti di ruoli ed esperienze di apprendimento.

Sicuramente nell’altra dimensione il processo di crescita è lo stesso, ma la Terra è ancora una scuola appropriata per gente come noi, non? Basta vedere ancora quanti sono nella dimensione e non si rendono neanche conto di esserlo, quanti sono ancora qui, attaccati alla materia! Chi di voi si sente veramente pronto per una vita spirituale? Siamo ancora attaccati a tante cose come un bambino al seno della madre, siamo ancora con le nostre inferiorità e debolezze, non riusciamo a perdonare, non riusciamo a equilibrare le nostre ambizioni, non riusciamo ad uscire da questo schema condizionato ed imparare la vita in società! Lo status quo che ci porta ancora e ancora a tutto questo materialismo, consumismo e valorizzazione stereotipate!!! Sarà che siamo veramente in grado di vivere una vita spirituale senza essere attratti dalla vita che facciamo qui e dagli affetti che sono qui? E cosa pensate dell’ipnosi regressiva? Quanti sono i casi eccezionali che non solo parlano di altre vite, ma che ci fanno capire che il corpo non è niente altro che un involucro, che la matrice di tutto è nello spirito che anche se incarnando mille volte non perdi mai quel che hai conquistato e sarà sempre in grado di sviluppare e aumentare ancora il contenuto del suo bagaglio interiore nelle innumerevoli esperienze da vivere.

Comunque, avremo sempre il libero arbitrio per scegliere.

Ciao a tutti e buona settimana, :grazie1000: grazie dalla partecipazione, :abbracci:

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Re: La Reincarnazione nel Vangelo

Messaggioda Ezrha » lunedì 29 marzo 2010, 12:14

perfettamente daccordo con te.
Mi è capitato di pensare anche alla questione dei mondi paralleli, che magari noi come individui, siamo collegati con i nostri doppi nei mondi a noi intangibili, e che magari influenzano ed influenziamo il percorso, non ne sono sicuro, ma di certo so che noi tutti facciamo sogni che non ci riconosciamo e che magari non ci appartengono, o forse sono vite passate che rivisitiamo, chissà!
è bello sapere che non siamo soli e che lo spazio infinto sia materiale che quello spirituale ci offre una famiglia enorme da incontrare, sapere che possiamo rinascere ingannando il tempo che ci dice che dobbiamo abbandonare la tenda che ci ospita senza limiti di volte, e che per ogni vita ovunque ci troviamo, siamo unici padroni delle nostre scelte, il libero arbitrio, un bene senza prezzo.
ogni sera quando vado a letto, si apre un mondo meraviglioso, che si chiama fantasia, ed è questa che mi fa volare su di un aquilone che mi porta dove voglio io, dove posso incontrare chiunque senza limiti fisici, senza conflitti, ma solo spinto dal desiderio di amare, io dico fantasia, ma in realtà è realtà.
la mente capace e creativa, esaudisce ogni desiderio con la fantasia, ma se la fede supera il desiderio, allora si realizza ogni cosa.
ciao a tutti alla prossima volta, vi incontrerò nei miei sogni. :cuoricini:
Ultima modifica di Ezrha il lunedì 24 maggio 2010, 14:04, modificato 1 volta in totale.
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La reincarnazione e la Scienza

Messaggioda Fernanda » lunedì 29 marzo 2010, 15:37

Ho fatto la traduzione di questo testo che mi é piaciuto molto, molto obbiettivo e chiaro.

Vi invito alla lettura.

Un abbraccio e una settimana illuminata a tutti,

Fernanda.



La reincarnazione e la Scienza

Spiritismo dimostra l'immortalità dell'anima, la sopravvivenza dell'uomo al di là della tomba. Tale prova ci è data da diversi modi: da comunicazioni medianiche, le manifestazioni spontanee degli spiriti, le esperienze di materializzazione, nella ricerca della propria sensibilità umana e la ricerca ipnotica nella memoria profonda, secondo i famosi esperimenti di Albert De Rochas.

Lo spiritismo non si limita quindi ad affermare che l'uomo sopravvive alla morte. Egli va oltre, dimostrando questo fatto.

Ma la prova dello spiritismo - dicono alcuni oppositori della dottrina - non sono state universalmente accettate, rimanendo come prova solo tra i suoi aderenti. E 'vero?


No! Abbiamo contestato questa affermazione con fermezza assoluta.

Le prove dello spiritismo sono le prove di valore universale e finora non contestate, mai distrutte. Chi è riuscito a negare la possibilità di fenomeni di materializzazione, voce diretta, l'incorporazione, della tiptologia, distruggendo le prove scientifiche derivanti dagli esperimenti di Crookes, Richet, Notzing di Lodge e molti altri?

Di tanto in tanto, librerie pubblicano un libro o articoli di giornale e interviste di personalità eminenti, negando il valore di queste prove. Poco dopo, però, sorgono dispute energiche, le risposte entusiastiche. E la verità è che nessuno può pretendere di annientare esperienze attraverso argomenti, perché tutti sappiamo che non esiste un argomento contro fatti.

Ora, quel che presenta lo spiritismo sono fatti, fatti potenti, fatti innegabili, scientificamente verificati, e ciò che è più importante - verificati dagli scienziati che non erano spiritisti.

C'è solo un modo per distruggere il valore di questi fatti: è dimostrare, attraverso nuove ricerche ed esperienze altrettanto rigorose come quelle e da uomini della stessa capacità scientifica, che Crookes, Richet, Lodge e gli altri, che loro si sbagliavano.

I fatti, tuttavia, sono terribilmente testardi. Resistono a tutti gli argomenti, a tutte le ragioni degli uomini.

Sono come le rocce e le onde, la cui esistenza si può solo negare a distanza.


Sono come l'evoluzione della terra intorno al sole, che anche al sacrificio di Galileo, non hanno lasciato di esistere, essendo verificate successivamente da quelli stessi che hanno combattuto il saggio.

E la verità è che, quando uno scienziato si propone non ad argomentare le prove spiritiche della sopravvivenza, ma a distruggerli, e si getta al compito con onestà, finisci per provarli e diventa uno spiritista.


Ci sono ancora adesso degli esempi in tal senso.

Il prof. Joseph B. Rhine della Duke University, Carolina del Sud, Stati Uniti, ha scoperto che gli esperimenti di Richet non bastavano e ha creato nuovi metodi di ricerca sulla base di una nuova dottrina, la parapsicologia.

I suoi lavori, però, alla fine, lo convincono della realtà spirituale. Nell’Università di Oxford abbiamo un altro grande esempio: prof. Harry Price, i cui studi sulla fenomenologia dello spirito hanno intensa ripercussione internazionale. Presso l'Università di Upsala in Svezia, vi è l'esempio del prof. Bjorkhem, che ha appena pubblicato il risultato di trentamila esperimenti condotti tra gli studenti universitari in Svezia.

Prove spiritiche sono in discussione, in generale, da persone che non si preoccupano del soggetto, che non si avvolgono nei problemi sollevati da questi ultimi, oppure da persone che hanno un interesse, spesso professionisti o settari, o entrambi, per negarli, o anche dalle persone troppo audaci, che arrivano alle conclusioni precipitatamente di alcuni esperimenti fatti male.

Mai, in nessun luogo, c’è stato un grande scienziato, veramente capace e competente, che contestasse le prove spiritiche di sopravvivenza e gli distruggesse con esperimenti validi.

Piuttosto, ciò che è stato ovunque e senza sosta, sono le prove della sopravvivenza umana dimostrata dallo spiritismo.

Chiunque vorrà, quindi, parlare di spiritismo, dovrà avere la cura di esaminare l’argomento in modo di rivedere questa materia senza preconcetti e atteggiamenti settari, sulla pena di commettere il ridicolo di Don Chisciotte, che si lanciava contro i mulini a vento, pensando di attaccare i giganti immaginari dovendo subire il duro impatto della realtà.

Inoltre, il dottor Ian Stevenson, uno psichiatra accademico, ha condotto lo studio della reincarnazione negli Stati Uniti fino alla sua morte nel 2007. Stevenson fonda la divisione di Studi Personalità presso il Dipartimento di Psichiatria e Scienze Neuro comportamentale nell’Università della Virginia.
Stevenson, che spesso chiamava la reincarnazione di "sopravvivenza della personalità dopo la morte", ha visto l'esistenza di vite passate come una probabile spiegazione per le differenze di origine umana [Fonte: New York Times].

Pertanto, a negare ciò che non si conosci, può solo essere dichiarato da ignoranti che credono che gli argomenti abbiano un peso maggiore dai fatti.

Testo a cura di J. Herculano Pires
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