Reincarnazione come processo educativo e non punitivo

Reincarnazione come processo educativo e non punitivo

Messaggioda Fernanda » sabato 7 ottobre 2017, 19:28

Ciao a tutti! Oggi mi sono imbattuta con questo testo :book: e volevo condividere con voi, perché l'ho trovato molto interessante, chiaro ed esauriente!

Vi auguro buona domenica e buona lettura.

Un abbraccio di cuore a cuore,

Fernanda.
:fiori2:

Di Ricardo Malta
La reincarnazione, contrariamente a quanto comunemente propagato, non è un processo punitivo. È, in verità, un sistema educativo di evoluzione spirituale, regolato da leggi che sono state istituite da Dio. Quindi, lo Spirito non torna al corpo fisico per soffrire punizioni, il suo ritorno all'abbigliamento carnale fa parte della pedagogia divina.
L'espiazione stessa, che il laico confonde con la pena, è in realtà il risultato della legge di causa ed effetto. Per comprendere meglio questa dinamica, dobbiamo utilizzare un’analogia: supponiamo che un adolescente, a causa della sua negligenza negli studi (causa), sia costretto a ripetere l'anno scolastico
(effetto). In questo caso, possiamo dire che il collegio sta applicando una punizione allo studente? No.
Fintanto che lo studente non soddisfa gli obiettivi fissati dall'istituto scolastico, non può mai progredire
nel periodo successivo. Questa non è una punizione, ma fa parte di un processo educativo. In questa
situazione specifica, possiamo solo responsabilizzare lo studente per la sua bocciatura.
Allo stesso modo, osservando le loro proporzioni, esse si verificano con l'espiazione. Dio non punisce,
stabilisce leggi che regolano l'universo, ed è al trasgressore sopportare la responsabilità delle sue
azioni.
Tuttavia, dobbiamo sottolineare che la reincarnazione non è sinonimo di espiazione. Anche senza gli
errori da riparare, lo Spirito può tornare alla scuola terrena per ricavare nuove conoscenze nel campo intellettuale e morale o, nel caso di Spiriti “superiori”, con lo scopo specifico di svolgere compiti che aiutano nello sviluppo evolutivo dell’umanità. Pertanto, oltre all'espiazione, possiamo stabilire che la reincarnazione ha per obbiettivo il progressivo miglioramento dell'umanità. (L.E, q.167)
Però, anche se non è una conditio sine qua non per il processo della reincarnazione, l'espiazione è un fattore quasi d’unanimità tra gli spiriti incarnati, questo si spiega per la scarsa condizione evolutiva degli
abitanti del globo terrestre. Così, se esistono trasgressioni della legge divina, secondo il Maestro Nazareno “-… in alcun modo andrai via da lì”- (il globo terrestre) finché non avrai pagato fino all'ultimo
centesimo (Matteo 5:26), vale a dire, l'autore del reato dovrà tornare alla sfera carnale che ripristina l'equilibrio naturale delle cose, cioè finché non ripara i suoi errori del passato.
La dottrina della reincarnazione non è peculiare al nostro tempo, è un antico insegnamento dei filosofi provenienti da diverse culture e tradizioni. Non fa parte di un dogma religioso, ma di una legge naturale.
Si rivela come la forma più pura, logica e coerente delle verità spirituali. Purtroppo, a causa dell'influenza di un sistema religioso medievale, comune alle sette dogmatiche occidentali, il credente
semplicistico non riesce a dissociarsi dell'idea teologica dell'esistenza subordinata alla salvazione.
Sono, tra l'altro, gli stessi gruppi dogmatizzati e fanatizzati della teologia di punizione divina e delle
pene eterne, che cercano di infiltrare, per ignoranza o malafede, la falsa idea che la reincarnazione è
un processo di punizione.
Per quanto riguarda la concezione obsoleta del Cielo e dell'Inferno, Gabriel Delanne sottolinea:
Le vecchie concezioni del cielo e dell'inferno sono scadute, perché non si capisce più l'eternità della
sofferenza come punizione di una esistenza che, in relazione all’immensità del tempo, è meno di un
secondo, così come non si concepisce la felicità inattiva e benedetta, la cui monotonia sarebbe un vero tormento.
Questa è la pena! Come può l'errore commesso durante un'esistenza effimera condurre alla
disproporzionalità di una pena eterna? Illogico. Anche il cosiddetto Paradiso, che, secondo la teologia
della chiesa, dovrebbe essere un luogo di gioia, diventa un tormento di letizia. La ragione sana ci dice che la vita dello Spirito è opera e progresso incessante!
Qual è la filosofia spirituale o religione che riesce a spiegare razionalmente, con la teologia dell'esistenza unica, ad esempio, le disuguaglianze sociali, la disparità di competenze, l'esistenza di
bambini che sono nati con disabilità fisiche e mentali, il motivo del dolore e della sofferenza, la morte di
un bambino non ancora nato o di un bambino in tenera età, ecc? Nessuna di loro è in grado di rispondere a queste e ad altre complessità della vita umana. La giustizia divina esiste solo con la reincarnazione.
Per quanto riguarda la moralità poligenica, spiega giustamente il metapsichista Gustave Geley:
Se nel corso della sua evoluzione, nella serie delle loro vite successive, l’essere è il prodotto delle
proprie azioni e reazioni, ne consegue che la sua intelligenza, il suo carattere, le sue competenze, i
suoi buoni o cattivi istinti, sono opera sua e le cui conseguenze deve vivere infallibilmente.
Tutte le sue azioni, il lavoro, gli sforzi, le ansie, gioie e dolori, errori e difetti hanno ripercussioni fatali e
inevitabile, in una o l'altra esistenza.
Così, non c'è bisogno di giudizio divino, né di sanzioni soprannaturali.
Lontano dall'essere una punizione, la dottrina delle vite successive è una prova della misericordia, della
giustizia e della divina bontà. Le possibilità si estendono all'infinito, non ci sono diseredati o abbandonati a punizioni eterne, siamo tutti subordinati al determinismo del progresso, niente è per
caso, ogni effetto ha una causa di origine attuale o remota. Questa è la sintesi della pedagogia divina.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

Spirito Joanna de Ângelis
Psicografia Divaldo Pereira Franco

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Re: Reincarnazione come processo educativo e non punitivo

Messaggioda pierotto 52 » lunedì 9 ottobre 2017, 19:27

: Smile : Grazie Fernanda, finalmente un'ottima, chiara ed equilibrata spiegazione, che non parla di peccati e punizioni ma, semplificando, di causa ed effetto. :grazie1000: :dicocuore:
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Re: Reincarnazione come processo educativo e non punitivo

Messaggioda ale_209 » martedì 18 giugno 2019, 12:36

Fernanda ha scritto:Questa non è una punizione, ma fa parte di un processo educativo.

Verissimo, in 3° ragioneria sono stata rimandata in matematica e mi sono fatta 3 mesi di ripetizioni, inizialmente l'ho presa come una punizione esagerata ma poi, mentre passavano i giorni, la matematica ha iniziato a sembrare facile anche per una testona come me e alla fine dei 3 mesi non mi spavantava piu' ... anzi, ha iniziato a piacermi.
Non ho mai piu' avuto problemi :smile30:
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