Messaggio Cerchio Catania 10.01.2012

Messaggio Cerchio Catania 10.01.2012

Messaggioda Fernanda » giovedì 19 gennaio 2012, 22:04

10.01.2012

Miei cari fratelli, io vi saluto. Vi porto anche i saluti degli altri fratelli della Comunità di cui sono portavoce: la Comunità che vi ha in carico e dalla quale voi ricevete la summa del nostro pensiero. Ogni volta, noi proponiamo una dissertazione su un argomento che la vostra stessa mente ha proposto, anche se non è stata espressa esplicitamente in parole. Gli argomenti sarebbero moltissimi e non si può dire che essi, in questo lunghissimo tempo della nostra relazione, non siano stati toccati ed espletati dalla comprensione dei vostri animi. Le argomentazioni di stampo metafisico sono molto impegnative e vengono proposte secondo uno schema, una didattica che è completamente diversa dalla didattica della conoscenza umana. Voi pensate di avere già gli strumenti necessari e quindi anche le prime acquisizioni di sapere per approcciarvi ad una conoscenza più approfondita. Ma il tempo è un vostro amico/nemico perché a volte una sola esistenza incarnativa non basta per sentirsi ed essere edotti delle verità spirituali. È vostro amico in quanto l'apprendimento segue lo scandire del tempo, perché senza il tempo non rimarrebbe niente nella memoria fisica che è diversa dalla memoria dello spirito.

Vi trovo ancora un po’ incerti sul come dare un assetto equilibrato e statico alla vostra vita. Tra il grande disordine e la paura che regna nel mondo a voi circostante, si crea un disordine mentale che fa disperdere le forze dell'individuo in pensieri e azioni che danneggiano la stessa creatura e la società del suo tempo. Il tasso della paura aumenta ogni giorno e si amplifica in quando non si può conoscere un futuro che si prevede difficile, tormentato per tutti. Non si può conoscere il futuro in quanto esso nasce dalle certezze del presente: è una prosecuzione logica del presente.
E se il presente è nebuloso, non gratificante, come potrà essere il futuro? Non certo diverso dal presente!

Noi abbiamo lavorato assieme a voi sulla rielaborazione di questi concetti o stereotipi ben radicati nella mente umana. Abbiamo lavorato assieme per riproporre una modalità di pensiero diverso da quello della massa, dai mass media e dai messaggi che da loro arrivano. Se voi ricordate, fratelli, vi abbiamo sempre stimolato a tenere alto il morale, a non scoraggiarvi neanche di fronte alle evidenze di fattori destabilizzanti, fattori di apparente disfatta come ad un ritorno all'indietro, come un'apparente regressione di tuffa l'umanità.
Questa apparente confusione genera - in molti fratelli - un disordine morale e mentale e pertanto aumentano i casi di violenza, di barbarie nei confronti di altri fratelli. Ma non bisogna fare di tutta l'erba un fascio. Anche voi, fratelli, che siete stati educati, cresciuti alla scuola del nostro pensiero condividete questo mio dire. Fra tanta sozzura, fra tanto sudiciume c'è tanta bontà, c'è tanta umanità volta al bene.

“Ma perché non viene riconosciuta, perché non emerge a galla della cronaca?” vi chiedete. Perché il pensiero umano collettivo è sempre focalizzato sui falsi valori e centrato sul cosiddetto male. Ciò che va fuori da questo fuoco diventa poco percepibile, poco visibile. Tutto appare, dunque, sfocato per chi non ha aperto gli occhi alla verità e pertanto modificato il suo modo d'essere e la visione della vita, poiché è tanto più facile mettere in mostra i valori negativi dell'esistenza, le difficoltà del vivere: così si può fare aumentare il grado della paura collettiva. L'uomo che ha paura può essere facilmente manovrato, controllato e indirizzato verso mete anche non desiderate, non richieste dalla stessa persona.
Voi pensate che la barbarie degli uomini primitivi sia un fatto superato, debellato; io vi dico che non è così. In mezzo a tanta cosiddetta civiltà coesiste il barbaro, il barbaro che uccide per il suo benessere, il barbaro che cerca il potere e la ricchezza a qualsiasi prezzo e ad ogni costo; ma siamo sempre là, fratelli, fra questa umanità così mescolata, eterogenea non si possono ignorare tutti quelli che emergono per saggezza, per amore, per conoscenza, soprattutto spirituale. È giusto che sia così in quanto per ognuno c'è un tempo per apprendere, c'è un tempo per insegnare; in tempi che non sono collegati allo scorrere del tempo ma piuttosto agli stati di coscienza a cui si avvicina ogni spirito incarnato, incarnato o non.
La vita che vivete sulla vostra pelle, sulla vostra carne con tutti i suoi avvenimenti, i suoi dolori e le sue gioie, le mortificazioni e i patemi d'animo, appartiene a un tempo, a uno stato dell'essere. Costituisce uno stato di coscienza, un'area apparentemente ben delimitata da altre aree - chiamate, definite "aldilà;" ma la delimitazione - in realtà - non esiste. È necessario averla inventata, averla definita per poter restringere il raggio d'azione ad un determinato ambito, cioè circoscrivere l'esperienza in una delimitata e particolare area. Ma voi, fratelli, sapete che esiste una interconnessione fra queste cosiddette aree di esperienza o aree di conoscenza di ogni essere. La delimitazione è solo un fatto mentale, provvisorio; quando sarà arrivato il momento di avere scoperto, di avere fatto proprio il passaggio morbido, graduale della comunicazione tra le varie fasi, tra le varie aree, avrete raggiunto la certezza del vostro grado di consapevolezza.

Il vostro modo di pensare ha la caratteristica di attribuire compartimenti stagni fra individuo e individuo, come in seno alla vostra interiorità. Anche il vostro corpo fisico soggiace a questa caratteristica: un apparato lo immaginate separato da un altro apparato e così pure ciascun organo dagli altri. I compartimenti stagni non esistono, è un’invenzione che la mente umana ha creato per difendersi dalla violenza e dalla intromissione altrui. Così l’uomo si è chiuso in solitudine creando una prigione per l'animo dalla quale è difficile uscire. Se invece riesce a pensare con fluidità, si rende conto che tutto è fluido, tutto è interconnesso dalla creatura al Creatore: così in tutte le fasi, o aree dell'esistenza, si applica lo stesso principio.
La grande famiglia dello spirito è una realtà, l'energia meravigliosa dell'Universo circola anche nei vostri corpi ed è uguale alla nostra stessa energia; l'amore che il Creatore infonde alle sue creature è lo stesso amore che le creature inviano al loro Creatore. Devo parlare in questi termini per potermi fare capire e usare quindi i codici umani per includermi nella vostra logica. Comunque, il tutt'Uno di cui siamo facenti parte, l'Unicum così difficile da accettare per la mente umana è una verità assoluta, incontrovertibile e il mondo della fisica atomica ne dà la prova inconfutabile, incontestabile.
Poi c'è un altro detto, anch'esso una verità: "Ciò che è in alto è in basso" e viceversa - secondo i canoni umani. Pertanto, fratelli - ritornando alla situazione esteriore della vostra esistenza - il clima così eterogeneo in cui vivete io vi dico che non va affrontato alla stessa maniera di tutti gli altri uomini, con alti e bassi, con depressioni e con positività. Cercate di mantenere un comportamento interiore di fiducia illimitata nella Provvidenza divina, la Provvidenza che non lascia mai i suoi figli senza aiuti nell'affrontare le conseguenze del loro operato, a volte poco diligente o poco operoso. E allora armatevi di fermezza, di saldezza interiore e allontanate decisamente ogni tentativo che proviene dal di fuori, per farvi abbattere, per farvi costernare. I problemi ci saranno, si presenteranno sempre - più o meno per tutti - ma io vi assicuro che tenendo alta la fiducia, verranno superati senza troppi sacrifici, senza troppi stenti. È vero che ognuno ha il proprio programma o karma e lo espleterà in maniera diversa, in maniera singolare, ma dovrà anche affrontare - assieme al proprio - il karma collettivo. Da tutto ciò viene fuori quell'apparente differenza della vita da un uomo ad un altro. Poi - alla fine - il karma collettivo vige per tutti.

Avete domande da fare? Allora io vado.

Addio, fratelli.




Commento
L'interconnettività è il grande messaggio che, a mio avviso, viene proposto, o meglio, riproposto in questa comunicazione dalle nostre amorevoli e certamente instancabili Guide. L'esistenza del Flusso, sotto molteplici aspetti e nei vari modi in cui ci è dato di intenderlo, rimanda alla Realtà dell'Uno come Unica Entità esistente. La stessa fisica ce lo mostra ugualmente come spostamento di parti(celle) singole, ma pure come espressione di un'onda di informazione nell'ambito di un Mare quale Universo di Energia, Unità, Consapevolezza. È il meraviglioso fluire di sangue all'interno di un organismo di Divine fattezze - così come di ciascun organismo, poiché creato a Sua Immagine - tenuto in movimento da un cuore centrale d'amore. Il flusso è l'interscambio.
Il diamante propone le sue facce in sequenza a chiunque potrà apprezzarne lo sfavillìo, così come il ciottolo di vetro - se non veniamo distratti da una mente che conferisce differenze di valore tutte umane - in entrambi i casi il riconoscimento dell'UNICA LUCE, che viene percepita in diversi modi da ciascuno, avrà assolto lo scopo dell'esistenza di questi due oggetti.
Onorare l'Uno nel molteplice è riconoscere la Meravigliosa versatilità di Dio che ricrea continuamente Se Stesso nelle Sue diverse forme.
È cogliere nella voce di qualunque fratello o sorella la Fragranza della Sua Voce.
È permettersi di fluire, insieme a tutti quanti, con quel Sangue che nutre, scambia, trasforma e vivifica il Suo Santo Corpo.
Un abbraccio a tutti.
Denis
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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