Messaggio Cerchio di Catania 6-12-2011

Messaggio Cerchio di Catania 6-12-2011

Messaggioda Giovanni » lunedì 19 dicembre 2011, 11:56

Vi saluto,fratelli, sono con voi. Questa sera affronteremo alcuni argomenti che dovranno diventare le metodiche più giuste, più corrette per affrontare i momenti di disagio che sono momenti inevitabili del vostro percorso incarnativo. La saldezza interiore, la saldezza dell'animo che vi fa sentire incorruttibili, che soprattutto vi fa essere incorruttibili dinanzi ai colpi della vita è uno stato di grazia che può e deve essere continuamente posto in essere, rafforzato.

Non dimentichiamo che siete degli uomini in balia delle forze negative pur avendo scelto, come vostra dirittura morale, le forze del bene. Pertanto non bisogna mai dimenticare di mettere in atto la metodica che vi salvaguarda dal pericolo di una prostrazione profonda e, quindi, impedisce che si provi quel senso di disfatta totale, pericolo sempre incombente sui di voi.

Voglio dirvi, fratelli, che la forza interiore e il vigore spirituale che voi avete riconosciuto - a differenza di altri fratelli - vanno conservati integri ad ogni costo perché quanto più vi impegnate in una difesa ad oltranza, tanto più si verificano avvenimenti di contrasto; ovvero, tanto più i vostri fratelli vi attaccano per quella legge della bivalenza dimensionale. In tali momenti così critici nei quali la vostra energia sembra depauperarsi e sopravviene un senso di annichilimento totale perché sono messi in atto e coinvolti i sentimenti, la dignità della persona, dovete necessariamente ricorrere al vostro spirito: è lì che prendete, attingete la forza necessaria per il superamento di questa fase.

I fratelli che amate, che vi stanno a cuore, ai quali chiedete solidarietà e conforto, possono darvi qualche aiuto, ma quello che vi serve, ciò che vi fa tornare la gioia di vivere e la forza a continuare il percorso vi proviene esclusivamente dal vostro spirito, insieme all'accettazione di ciò che non può essere cambiato, modificato.

L'accettazione della cattiveria o dell'indifferenza da parte dei vostri fratelli vi proviene sempre dalla forza dello spirito! Se nello spirito di ognuno di noi c'è l'emblema di Dio, è sempre Dio che dona forza e vigore; è sempre Dio che dona conforto nei momenti di disperazione. Non bisogna mai dimenticare questo tipo di approccio come prioritario, come indispensabile anche nei momenti di indecisione sulle scelte da compiere, da operare.

Un altro elemento cardine del vostro apprendistato spirituale è quello della “non aspettativa”, sia in positivo che in negativo; ed è qualcosa di veramente difficile da realizzare perché la mente ripropone sempre gli antichi prototipi: aspettarsi gratitudine per il bene dato, aspettarsi amore se si è dato amore; e quindi, di conseguenza, la delusione, la cocente delusione se si riceve solo del male.

Questo procedimento che al momento sembra un procedimento logico, quindi frutto della vostra mente, nel tempo e col metodo diventerà frutto del vostro cuore. In parole povere diventerà un habitus del vostro pensiero e del vostro comportamento!

Un altro elemento importante è il controllo delle emozioni che, come sapete, provengono dai vostri corpi sottili ma non certo dal vostro spirito.

Le reazioni istintive ad una ingiustizia subita, ad un affronto alla vostra dignità producono - in larga misura - una reazione di risentimento, a volte anche desiderio di vendetta: emozioni dannose al soggetto stesso che le ha prodotte oltre che alla persona verso cui sono indirizzate.

Il risentimento produce altro risentimento, cosicché un male che può essere minore diventa un male maggiore!

Come si fa dunque a controllare queste emozioni apparentemente incontrollabili?

In questi momenti fermatevi e riflettete esaminando le vostre emozioni dall'esterno come se foste estranei agli avvenimenti. È l'unico modo, l'unico metodo per evitare l'insorgere di queste emozioni e scongiurare che, permanendo dentro di voi, producano un danno incredibile al vostro fisico.

La gestione equilibrata delle proprie emozioni e di conseguenza - poi - dei comportamenti che ne derivano, potrà dare una svolta nuova alla vostra vita, un orizzonte più sereno, più pacato; farvi così conservare quella pace e quel benessere che vi siete conquistati a caro prezzo. Ormai siete edotti sulla dinamica degli avvenimenti della vostra vita e sul programma karmico che vi compete.

Anche nelle preghiere che rivolgete al nostro Creatore dovete sempre tenere presente questo programma, nel senso che nemmeno Dio può, col Suo intervento, capovolgere, distruggere e annullare tutto quello che voi stessi, il vostro spirito ha programmato.

Se cercate il miracolo, arriverà, ma solo al momento giusto, cioè a dire nel momento del superamento di quel programma karmico che deve essere vissuto, compreso e trasceso.

La fase più importante di questo grande processo è quella della comprensione di ciò che si sta vivendo e perché si sta vivendo non chiedendosi: “perché è capitato a me e non ad un altro”?

Una comprensione totale, convinta può e deve portare alla trascendenza.

Però, fratelli miei, tutti questi passaggi non sono semplici, non sono indolori; alla comprensione piena si arriva per gradi, pian pianino e dopo avere sperimentato momenti bui, momenti tristi.

Ma quanto più si pensa – naturalmente in modo errato - di andare a fondo tanto più in alto si riemerge. Se credete alle nostre parole, ai nostri consigli -- come tante volte vi abbiamo chiesto - mettete in pratica quotidianamente queste metodiche. Esse servono per la salvaguardia del vostro benessere e inoltre per farvi edotti dei processi oscuri e indecifrabili dell'esistenza; una volta messi in atto i correttivi, non ci sarà più niente di oscuro e di indecifrabile.

Comprenderete chiaramente come si articola il vostro programma nel cosiddetto bene e male, nella gioia e nel dolore, così da non avere più alcuna aspettativa.

Forse qualcuno di voi ha paura di tutto questo!

Essere senza prospettive di miglioramento, prospettive di un futuro migliore, potrebbe significare non crearsi aspettative. Le vere aspettative riguardano un ritorno per ciò che avete speso, perciò che avete attivato, però senza escludere un pensiero di miglioria sul vostro futuro.

Comprendere esattamente il significato dell'aspettativa è importantissimo, ma essere protesi verso la gioia che succederà necessariamente al dolore di oggi è un modo saggio di vivere, di impostare la propria vita!

Addio, fratelli.


Commento

Un Insegnamento come un programma: una serie di proposte chiare, semplici, di buona gestione di noi e del nostro tempo restante; un'opportunità di crescita grazie ad una pratica efficace e volta all'efficienza del nostro Progetto. Fondamentale per le nostre Guide il riconoscimento dell'importanza della saldezza. Ci servirà pensare che siamo soggetti a vacillare: una volta che il male verrà colto e osservato dentro di noi - perché da noi prodotto - dopo che abbiamo passato vite a sentirlo al di fuori, allora troveremo fermezza. L'osservazione amorevole e prolungata nei confronti della nostra instabilità, ci permetterà di discernere dentro di noi ciò che è più opportuno che continui ad essere e ciò che invece è destinato ad estinguersi. La gentile, ma costante, attenzione verso i nostri nemici interni, destabilizzanti - rispetto agli "amici", pure interni, che amiamo di più e che ci danno stabilità - ci aiuterà a comprendere la nostra Divinità creatrice, che ha progettato una dimensione "esterna" per permettere di proiettare lì le nostre parti interne malevoli, i nostri, altrimenti invisibili. La saldezza sarà una dimensione acquisita, assolutamente non forzata, in quanto Pura Dimensione dell'Essere.
In questo processo è pure importante sospendere ogni giudizio e con ciò ogni aspettativa nei confronti di qualsivoglia comportamento altrui. L'aspettativa è un giudizio su come dovrebbero andare le cose, secondo i nostri criteri, relativi per definizione. Ci vincola nel passato o nel futuro, ci lega al Divenire, distogliendoci dal Presente, Unica Dimora dell'Essere!
La gestione delle nostre Parti, con fermezza e gentilezza insieme, ci permetterà poi di sperimentare quelle Risorse che, sottostanti e latenti da secoli, hanno atteso pazienti che lo spesso velo d'oblio scivolasse via dai nostri occhi, per mostrarci la Luce per Come Veramente E': il Vero nella Sua Essenza.
Avverrà come in un compimento e senz'altro, non vi sarà nessuna delle Guide, che tanto pazientemente ci istruiscono e assistono, che non esulterà quel giorno e che non riconoscerà come, in realtà, veramente ciascuno di noi, Figliol prodigo, con maturata saggezza e riscoprendo la Sua Regale Origine, sia tornato con piena Gioia, piena Consapevolezza e titolo pieno, alla Casa del Padre Suo, alla Casa del Padre di tutti noi.
Denis
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