Vi invito a leggere questo messaggio!!!

Messaggio Cerchio Guarigione Catania 09.12.2010

Messaggioda Fernanda » giovedì 9 dicembre 2010, 7:31

Come sempre le Nostre Guide ci riportano a quanto è essenziale, poiché solo questo è ciò che ci serve veramente. Non l'attenzione alla malattia, ma alla sua genesi, non a ciò che danneggia il corpo, in ultima istanza, ma a ciò che disturba l'anima, non a quale danno abbiamo subìto o a quanto male abbiamo patito in passato, ma al miglioramento che ci riserva il futuro. Eppoi spesso piccoli cambiamenti producono grandi trasformazioni. Dobbiamo attribuire importanza all'efficacia di questi e aspettarci il relativo mutamento.

D'altra parte il potere, la disposizione del pensiero in merito al mantenimento del nostro malessere-benessere e CIO' CHE CONTA VERAMENTE. Tutto il resto è minore. Ciò che rimane è esito di una convinzione. Poi possiamo scegliere, quali Creatori, un destino di dipendenza da ciò che noi non siamo, o a cui non apparteniamo o che ci sembra di non poter controllare. Il libero arbitrio è in fondo il più grande dei doni per l’umanità. Così avverrà quanto ci aspettiamo o ciò che ci incute timore, fosse pure una condizione disperante mediocrità, di sconsolato malessere o di malattia – in apparenza- insanabile.

L’aver Fede è la chiave di volta per la nostra vita. L’esortazione a CREDERE è protratta dalla Guide in modo continuativo, instancabilmente. Tale Credere è “sapere già che le cose stanno così” e il vedere ciò che è ancora invisibile. Allora la Bellezza di noi, in ogni età, nella Vita e nel Mondo si evidenzierà in tutta la sua Perfezione. Allora potremo chiederci perché abbiamo trascorso millenni di misconoscimento della Luce, solo cercandola in specchi che ne riflettevano sprazzi lontani. Sarà allora l’accoglimento che ci farà comprendere la completezza del Progetto che così, con cotanto Amore ci sta portando, pazientemente ma sicuramente, dallo strisciare nella vischiosità del fango a volare in un'infinità celeste che tutto permea, sovrasta ed ama.


Un abbraccio a tutti

Denis



09.11.2010



Miei cari fratelli, io vi saluto a nome della collettività che rappresento e porgo un caldo benvenuto ai fratelli che ospitate questa sera nel vostro gruppo. Non c'è da preoccuparsi eccessivamente per le manifestazioni, fuori dell'ordinario, del fratello Francesco, che sono da imputarsi alle affezioni del suo corpo e della sua psiche. Il suo organismo registra in maniera anomala le vibrazioni energetiche che si creano in questo gruppo, come in altri gruppi da lui frequentati. Le eccessivamente alte vibrazioni entrano in discordanza col suo sistema nervoso e scombinano i processi ordinati di tutte le attività e di tutte le cellule neuro-sensoriali del suo organismo. Consigliamo a questo fratello una scrupolosa attenzione nel perseguire e continuare le cure prescritte e di astenersi da ogni forma di meditazione nella quale si concentrano le energie e si sviluppa quindi, a livello cerebrale, un’attività elettrica molto elevata. Consigliamo ancora molto riposo durante la notte e un’attività motoria continua ma moderata.

Siamo entrati, senza volerlo, nel tema così pernicioso delle vostre malattie e disfunzioni. Quella che voi chiamate malattia non è altro che un allontanamento patologico dai parametri normali di funzionamento di tutto il vostro organismo. Quindi, ancor prima di parlare di malattie, dovremo soffermarci su questa disfunzione - o disfunzionalità - i cui segni sono ben percepibili dal soggetto stesso ma spesso non presi in giusta considerazione. A volte una piccola correzione nell'alimentazione, nelle modalità del vivere, nell'elaborazione del pensiero può far dissipare ogni principio di malanno, di malattia. Il vostro organismo, fratelli, è una macchina meravigliosa il cui funzionamento si basa su delle leggii non scritte, leggi di risonanza, leggi di compartecipazione tra organo e organo, tra cellula e cellula. Ma che cosa sta alla base della risonanza, della reciprocità che rendono armonioso il funzionamento del vostro corpo? Il giusto messaggio impercettibile, silenzioso che la vostra mente, il vostro pensiero trasmette al vostro corpo. Credetemi, non è cosa da poco perché la vostra salute, il vostro stare in forma dipende, esclusivamente, da questo messaggio che voi stessi inviate a tutti gli apparati, a tutti gli organi: questo transfert è importantissimo affinché vi conserviate in salute o, viceversa, prendiate tutte le malattie di questo mondo. È vero, esistono i virus, esistono i batteri di cui non percepite l'esistenza ma ne risentite gli effetti perniciosi. Però vi dico che se doveste ammalarvi per quanti microbi e batteri stanno attorno a voi, stareste perennemente ammalati. Il vostro sistema immunitario è messo lì a difesa della vostra integrità fisica ma anche di quella psichica. Ormai, anche i medici della nuova generazione ammettono la grande importanza del pensiero come base per l'insorgere di una patologia o del suo andamento verso la guarigione oppure verso la fine. Pertanto, raccomandiamo un'attenzione sempre maggiore, sempre più sottile nei riguardi del pensiero, pensiero rivolto a voi stessi quando non siete soddisfatti del vostro essere. Quando non siete contenti del vostro vivere, quando vi alzate al mattino e vi sentite fiacchi e demotivati, è la cosa peggiore che può capitarvi in quanto essa apre le porte, libera il passaggio alle cosiddette malattie. Non ci stancheremo mai di consigliarvi di incrementare il fatto di tenere sempre alto il pensiero positivo facendo di tutto per circondarvi anche di gioie semplici che allietano l'esistenza. E forse sono le gioie più semplici quelle più grandi e quelle più durature. Allontanate dallo schermo della vostra mente ogni pensiero di decadenza, di vecchiaia, di inettitudine. Anche se tutti i mass media inneggiano alla giovinezza, all'efficienza fisica, non fatevi atterrare da questi falsi valori. Sentitevi sempre in auge, non permettete a nessuno dei vostri fratelli di bistrattarvi per la vostra età, per la vostra incipiente vecchiaia in quanto dovete riconoscere che ogni età che si vive, ogni periodo della vita ha una sua ricchezza, ha una sua specificità che vale la pena di essere vissuta. Sta a ognuno di noi, a ognuno di voi umani rintracciare questi elementi di preziosità e di unicità e, così, sentirvi veramente a posto e non fuori posto. Se la bellezza sfiorisce, se la freschezza se ne va via, non sono questi i veri valori, i valori esistenziali per cui siete venuti su questo mondo. Se si raggiunge la vecchiaia c'è sempre un motivo, non un motivo banale ma un motivo spirituale di grande valore. Il prolungarsi della vostra vita è una grazia di Dio per acquisire maggiore esperienza, maggiore conoscenza e, nel contempo, permettere agli altri, ai vostri fratelli di tributarvi amore, rispetto e, alla stessa maniera, da parte vostra si richiederà altrettanto affetto, altrettanto rispetto. Questi elementi così preziosi, così determinanti per la vita spirituale, sfuggono agli occhi della massa inconsapevole che inneggia ad altri pseudo-valori tipo quelli della giovinezza, della freschezza, dell'efficienza fisica. Ma voi siete forti e resistenti a tutti gli attacchi e riconoscete, assieme a noi, che c'è ancora molto da fare, da scoprire, da conoscere negli anni che verranno, nell’arco di tempo che vi è stato assegnato dal nostro Creatore. Quindi, fratelli, anche andando avanti negli anni, se escludiamo alcuni acciacchi prodotti dall’usura del tempo sul vostro corpo, tutti gli altri malanni possono essere evitati e non interferiranno più con l'andamento armonioso e fattivo della vostra vita. A nostro parere tutto quello che voi fate, tutto quello per cui vi adoperate può essere di poca importanza, di minima importanza per alcuni di voi, ma ai nostri occhi è di estremo valore, di grande significato: noi che guardiamo con gli occhi dello spirito e non con gli occhi umani. Come dovete sentirvi a questo punto? Dovete sentirvi fieri di voi stessi, riconoscenti al vostro spirito per quanta bellezza avete messo dentro, avete fatto vostra; bellezza che non è di appannaggio esclusivo del corpo. La bellezza è un sentimento, è un sentire che non può passare inosservato: è fatto di gesti, di parole, di emozioni, di sensazioni. Questa bellezza l'avete fatta vostra attraverso le prove più dure e traspare per chi sa leggere dai vostri occhi, dai vostri visi. Perché sentirsi, dunque, ormai fuori gioco, se avete tanto di bellezza a disposizione? Bisogna però credere. Non perché noi ve lo proponiamo, ma perché ve ne convinciate voi stessi. Tutto il segreto della vita sta nel credere: credere di essere unici e irripetibili; credere di essere figli di Dio e perciò eredi della Sua Potenza, del Suo Amore, della Sua Dignità; credere di essere sempre al posto giusto e al momento giusto perché c'è sempre una spiegazione, un motivo anche se non è evidente; credere che tutto quello che vi accade è sempre per il vostro bene; credere che ogni esperienza, nel cosiddetto bene e male, serva a far crescere, ad aprire la coscienza, per farvi avvicinare alla consapevolezza. È un credo che forse non combacia con quello cristiano, cattolico, ma non fa a pugni con esso. Vi ricordo ancora che la vita è un bene prezioso di cui dovete essere riconoscenti al Vostro Creatore e al vostro spirito per avere scelto questa incarnazione.

Non sciupatela inutilmente, sconsideratamente, affinché ogni giorno che passa possa portarvi un elemento in più, una novità in più nell'orizzonte della vostra vita e così smorzare la monotonia, il tran tran che spesso sopraggiunge quando manca l'attività interiore continua, quando ci si adagia sulle consuetudini, quando si perde il gusto alla vita. Cosa posso dirvi d’altro, fratelli miei, se non di augurarvi di essere felici, felici e grati di quel che possedete: come conoscenza, come amicizia, come amore. Lasciate fuori dai vostri interessi il danaro che tante preoccupazioni e tante inimicizie crea tra di voi. Puntate tutte le vostre forze e la vostra attenzione su questi elementi che sono quelli che reggono nel tempo e possono sempre darvi una mano per andare avanti, per proseguire.



Addio
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Messaggio Cerchio Grarigione Catania 16.11.2010

Messaggioda Fernanda » venerdì 17 dicembre 2010, 10:51

L'Amore qui espresso quale metro di ogni cosa, nonché ragione di un'interattività tra Umani e Guide angeliche, che pure trova spiegazione in un apprendimento da parte delle Guide Stesse a seguito del sostegno che Esse continuamente ci offrono. A tal proposito giunge assai adeguata l'immagine dei vasi comunicanti: tutti livelliamo le nostre conoscenze su quelle degli altri e i vasi più ampi e più profondi, di Chi ha iniziato da assai prima di noi il Cammino evolutivo, hanno lo stesso livello dei nostri. Ma soprattutto, siamo immersi nella stessa Matrice e ciò ci collega alla stessa Acqua di scambio, senza differenze di sostanza, ma solo di forma. E in questa mirabile metafora le Guide si mantengono nell'indicarci la difficoltà di accettare gli "scambi" con altri vasi-fratelli che sono più diversi, meno conformi, più distanti rispetto a noi. Cogliere ed accettare l'essenza di chi non ci è gradito è giungere ad accettare gli aspetti nostri che non comprendevamo e, per ciò, non accoglievamo. Gli altri sono la misura di noi stessi e ciò che facciamo a loro lo facciamo a noi.

Ecco allora l'opportunità, la necessità di dare il nostro meglio in ogni circostanza, percependo quell'interconnessione che ci rende Uno e vivendo la nostra giornata come fosse l'ultima concessaci.

Sicuramente il miracolo dell'alba e del tramonto, lo scroscio della pioggia, la voce del nostro amato/a, ogni piccolo gesto brillerà della Luce che gli era stata tolta da anni di vita appannata d'incoscienza. Ogni peso che ci togliamo ci renderà più spediti verso la meta. E la Meta si mostrerà in tutta la Sua Bellezza.

Sarà la contemplazione della nostra - individuale, collettiva, Unica - Divina Perfezione.

A tutti un abbraccio

Denis






16.11.2010



Vi saluto, fratelli. Anche stasera sono numerose le presenze delle Entità spirituali in seno alla Comunità cui appartengo. Questo afflusso così cospicuo, così numeroso è dettato dall'amore fraterno che lega tutti noi a voi; assieme all'amore, un’altra spinta preponderante è determinata da quel desiderio di riconoscenza verso i vostri spiriti, perché anche noi apprendiamo, anche noi introiettiamo conoscenza attraverso il contatto con voi, fratelli.

Attraverso le vostre stesse esperienze, noi aggiungiamo conoscenza alle nostre conoscenze!

Vi propongo un'immagine che è emblematica del nostro stato spirituale: l'immagine dei vasi comunicanti, là dove un liquido passa facilmente da una parte all'altra, combinandosi. Pertanto, quella diversità, quella eterogeneità che è riscontrabile, e facilmente comprensibile - diversità che caratterizza ogni personalità spirituale - diventa un elemento prezioso per tutti noi, come dovrebbe essere altrettanto preziosa ed importante la diversità che cogliete tra fratello e fratello e che, a volte, costituisce un motivo di allontanamento da una fastidiosa vicinanza. Fino a quando questi elementi, questi disturbi, sono forti, potenti e non controllabili, la vicinanza di altre creature può essere evitata. Ma ricordate sempre che le difficoltà dello stare con gli altri, le famose incompatibilità caratteriali, come voi le definite, dipendono esclusivamente dal vostro sentire interiore; cioè a dire dalle vostre effettive incapacità di accettare gli altri perché - è sottinteso - non siete ancora riusciti ad accettare totalmente voi stessi.

Le note caratteriali di ogni fratello si palesano, vengono fuori, proprio per mettere alla prova la vostra pazienza e quanta capacità di tolleranza avete sviluppato in voi stessi.

“È vero” - qualcuno pensa: “Non siamo santi, non siamo beati”.

La cosiddetta umanità, con tutti i suoi istinti, è difficile da controllare, a volte impossibile da non fare emergere e fare trapelare la vostra genuinità, ma l'addestramento spirituale al quale vi siete sottoposti volontariamente, spontaneamente, ha prodotto necessariamente dei cambiamenti, riducendo al minimo quella parte istintuale connaturata con la vostra natura umana. E c'è di più: avete passato al vaglio del vostro raziocinio, della vostra logica, l'insieme di stereotipi, di luoghi comuni, di pregiudizi che si sono andati formando nell'inserimento sociale. Una massa enorme di condizionamenti che impediva ad ognuno di voi di pensare e di ragionare attraverso un pensiero libero ma improntato all'amore fraterno, al rispetto reciproco. Quindi, i cambiamenti ci sono, sono venuti fuori e l'apprendistato spirituale ha dato i suoi frutti - nonostante qualche volta, ma sempre più di rado - viene fuori quel modo d'essere che è stato in parte debellato.



È molto difficile tenere la mente sgombra dai pensieri. Questo può succedere per qualche minuto, quando si è in meditazione, ma dopo qualche tempo il fiume dei pensieri si riversa nella vostra mente. E da che cosa vengono generati questi pensieri se non dalle esperienze che hanno lasciato un segno dentro di voi? Esperienze lontane del passato ma anche esperienze del presente il cui succo è rappresentato da un’emozione, da uno stato d'animo che resiste tenacemente nella memoria come se fosse scolpito con lettere di fuoco. Si dimenticano i volti di alcune persone, si dimenticano le date, ma le emozioni, il succo delle vostre esperienze, rimane indelebile. Come avete potuto constatare, anche se non viene immediatamente ricordato, c'è un bagaglio enorme, un bagaglio di sensazioni e di emozioni che basta un niente perché ritorni ad essere presente nella vostra memoria. Vi chiedete che cosa avete riposto in questo bagaglio, fratelli miei? Tutta la pesantezza dei ricordi tristi è stata in parte eliminata, eppure, in questi bagagli esiste ancora tutto il vostro vissuto, ricordato, fermato, filmato, sotto un'altra luce, la luce della conoscenza, della vera conoscenza di voi stessi; non quella suggerita dagli altri.



vostro vero valore è quello che porterete con voi come bagaglio in questa vita e nelle vite successive, avendone il vostro spirito fatto incetta. Perché - vi dico - continuare a portare pesi enormi, inutili, che non servono ad altro che a danneggiarvi, ad intristirvi, a non farvi crescere? Queste sostituzioni graduali ma continue sono importantissime per affacciarvi alla vita con una apertura di Ritorniamo sempre su alcune argomentazioni che è d'obbligo ripetere perché vengano fissate a fuoco nella mente e nel cuore. Il riconoscimento della bellezza del vostro essere e delpensiero nuova, con una speranza molto più rosea del passato. E tutto avviene per il vostro bene; piuttosto che per ubbidire o essere aderenti ad una disciplina, ad un comandamento, ad una dottrina religiosa.



D’altro canto anche il Cristo Gesù prediligeva i bambini perché ancora erano freschi di esperienze, privi di bagagli e di pesi che impedivano alla gioia, alla semplicità di esprimersi in loro. Una purezza che si può riavere, fratelli, che si può riconquistare, pur nella consapevolezza raggiunta da adulti, già cresciuti nello spirito e nel corpo. Un apprendistato dunque che non si ferma a un anno, a dieci anni, a una vita, perché non ha un principio né una fine, anche se la fine esiste allorquando ci si rende conto di aver tutto appreso, solo quando si è pura consapevolezza, quando si è pura luce.



Elementi, dunque, da considerarsi comeÈ vero anche che la vita, la quotidianità non offre a voi tanti vantaggi, anzi vi pone continuamente ostacoli che apparentemente impediscono e rallentano il cammino. Ma anche questo aspetto della vostra esistenza è stato previsto, è stato preso in considerazione dal vostro stesso spirito prima di ogni incarnazione. elementi nuovi, non venuti fuori per caso. Ricordate quando vi chiamavamo eroi? Vi chiamiamo ancora eroi per la scelta di una incarnazione. C’era un bel motivo, c'erano i veri motivi. Il vostro spirito sapeva a priori le difficoltà che avrebbe incontrato nella discesa nella carne, le difficoltà relazionali, le difficoltà per la sopravvivenza fisica come le malattie e la fame. Tutto contemplato ma tutto scelto in piena consapevolezza. Non occorrono grandi eventi, grandi gesta per sentirsi eroi.



La vita nella carne e, soprattutto, su questo Pianeta, è di una difficoltà indicibile; però il nostro Creatore ha previsto che fossero in nostro potere dei talismani, delle possibilità per alleggerire questi pesi, per potere cambiare il volto a un’esistenza difficile! E noi Fratelli amorosi di un'altra dimensione, siamo qui per rammentarveli, per farveli riscontrare e riscoprire, per farveli mettere in pratica quando ve ne dimenticate. E se a volte ci ripetiamo, diventando fastidiosi per le vostre orecchie, la ripetizione è d'obbligo, è necessaria. Attraverso la ripetizione, dei processi logici della vostra mente, assieme a tutta la coscienza delle vostre cellule, registrano il messaggio e lo memorizzano per sempre. Quindi, fratelli miei, date più risalto agli aspetti gioiosi e leggeri della vostra vita e poi vivete, vivete la vostra giornata come se fosse l'ultimo giorno che vi è stato dato, che vi è stato concesso; cioè a dire pienamente, senza rimpianti, senza timori, ma anche senza aspettative, come se il futuro non esistesse.

Non rimandate al domani quello che oggi vi aggrada e potrebbe riempirvi la vita!

Non è essere incauti, perché sta qui il segreto dell'esistenza, il segreto della felicità! Siete stati educati a un pensiero diverso, a pensare sempre a un futuro che potrebbe presentarsi peggiore del presente. Siete stati educati ad essere previdenti, a non fare un passo in più di quanto desideravate, di quanto vi era concesso; ma nella vera economia dell'esistenza questo tipo di economia e di ristrettezza non apre le porte alla felicità, alla gioia vera e intensa della vita.



Poi ognuno si regoli a modo proprio e secondo i propri parametri mentali e personali!



Questo è il nostro consiglio. Il consiglio di noi Esseri che viviamo, esistiamo, avulsi dalle beghe della vostra vita, senza una diretta esperienza, ma interagenti spiritualmente col vostro vissuto e, di conseguenza, la nostra visione è molto più ampia, è molto più estesa e non tiene conto delle piccolezze, delle meschinità della dimensione che vi ospita.

Siate cauti nel non danneggiare gli altri perché alla stessa maniera danneggereste voi stessi. Siate cauti e attenti a non ferire gli altri perché ferireste voi stessi.

Trattate il vostro fratello come vorreste essere trattati voi stessi.



Per questa sera i nostri Spiriti, carichi e felici della vicinanza con i vostri spiriti, si accomiatano da voi lasciandovi un raggio di luce, una carica di amore così potente, così intensa da potervi seguire nelle giornate a venire, e per lungo tempo.



Addio, fratelli.
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Messaggio Cerchio Grarigione Catania 30.11.2010

Messaggioda Fernanda » mercoledì 29 dicembre 2010, 12:50

L'Insegnamento in questa occasione è all'impronta del lasciar andare, lasciar andare tutto ciò che non è più di utilità: e d'altra parte le cose che non servono più sono tantissime. Mi arrivano alla mente immagini zen di pura essenzialità, dove venuto meno il superfluo, resta solo ciò che veramente conta, così esaltato in tutto il suo significato.

Viene opportunamente considerato il delicato problema del porgere aiuto ai fratelli e di come ed in quali circostanze farlo.

Le Nostre Amate Guide sono sempre molto precise e qui in modo particolare. E questo dal momento che, prima di giungere a riconoscere la Voce Interiore che ci potrà indirizzare per la corretta scelta nel porgere o no l'aiuto, ed in quale modo farlo, dovremo gestire molte variabili o individuali o legate alla situazione che stiamo vivendo. Prezioso allora, ancor più che adeguato, uno schema che come guida pratica, ci aiuta a discernere in merito, mettendoci nella condizione di muoverci con precisa opportunità spirituale, rispettando le scelte che il nostro fratello o sorella profondamente hanno posto in essere.

Questo ci pone al riparo altresì da ogni forma di orgoglio spirituale che spesso fa capolino in situazioni come queste, offrendoci in ogni caso preziosissime chiavi di conoscenza personale.

Molti che pensano di poter salvare il mondo e con relative migliaia di anime, spesso sono animati da un motore egoico di grandi dimensioni. Il suo riconoscimento ci farà riscoprire l'innocenza: in quegli occhi - quelli del nostro bambino interiore - in quello sguardo purissimo, e nel modo in cui Egli osserverà i suoi-nostri movimenti e azioni ci sarà la vera ispirazione ai fratelli, il presupposto per la Trasformazione, la garanzia per il Nuovo Mondo.

Tutti sappiamo, perché tutti sentiamo nel profondo, che solo chi diventerà, chi tornerà come bambino potrà allora comprendere...

Un abbraccio a tutti

Denis







30.11.2010



Fratelli diletti, sono con voi. Come sempre è il richiamo del vostro cuore spirituale a farmi accorrere prontamente per colloquiare con voi e nel contempo riformularvi il mio amore fraterno. Senza questo richiamo, come espressione della vostra volontà, noi spiriti di altre dimensioni resteremmo inattivi, rispettosi comunque del libero arbitrio delle creature, nostri fratelli.



Vorremmo specificare che l'inattività - nei confronti del prossimo - non significa indifferenza né tanto meno tendenza all'egoismo. Le possibilità di interagire, di condividere e di relazionarsi con gli altri, vengono sempre da una autorizzazione, anche se non esplicita, ma sempre data e concessa dallo spirito a un altro spirito. Così, voi, fratelli miei, nelle vicende umane vi trovate - a volte - in serio imbarazzo allorquando dovete decidere se aiutare - e quindi intervenire nella vita di un fratello - con delle decisioni proprie; o se invece è meglio lasciare all'individuo le determinazioni per la propria vita. Questi momenti si ripetono, sono frequenti nel vostro vivere, ma ci sono dei sistemi, delle modalità per potersi sentire di essere nel giusto.



- Un primo elemento da prendere in considerazione è che ci sia sempre una richiesta, sottintesa o esplicita di aiuto.

- Altro elemento importantissimo è che il fratello si trovi veramente in gravi difficoltà, cioè nella impossibilità di decidere cosa è meglio per se stesso.

- L’altro elemento - da considerare con estrema cautela - è se in questo afflato all'aiuto non ci siano anche elementi personali per dimostrare di essere migliore degli altri, superiore agli altri. Quasi sempre, nelle azioni umane, anche le migliori, di grande generosità e altruismo, se si guarda bene con attenzione, esistono elementi che provengono dall'ego, dall'ego alterato e non dall'ego puro; ed è difficile, a volte impossibile, trovare un’azione di bontà, di altruismo, di amore verso il prossimo dove non c'entri l'ego, dove non ci sia un tornaconto di natura intima e personale.



Riepilogando, quindi, fratelli, quando vi trovate nelle situazioni di dover dare aiuto, passate in rassegna questi elementi, questi punti e comunque se siete decisi ad agire in tal senso, siate anche consapevoli dei rischi che si corrono nei confronti di voi stessi e nei riguardi di chi aiutate.



Qualcuno pensa: “Ma allora sarebbe meglio non aiutare nessuno?” No, non è così! L'aiuto va dato ma in determinate condizioni e con determinati requisiti; altrimenti può assumere anche la forma di una dolce violenza, di un arbitrio.

Se pensate che ogni individuo è un universo sconosciuto, inesplorato da se stesso e dagli altri, come possiamo essere sicuri che il nostro intervento, deciso dalla nostra volontà, possa essere quello più efficace, più utile alla persona in oggetto? Mi rendo conto che, in questa maniera, ogni vostra azione, fratelli, anche nel cosiddetto bene, rivolta al cosiddetto bene, necessita di riflessione e di attenzione continua. Tutto questo perché non si può essere superficiali e, inoltre, perché siamo convinti che non è tutto vero quello che appare!

- La superficialità è di chi è ancora rozzo nella spiritualità, di chi è ignorante nello spirito.

- La superficialità è di chi non usa la riflessione nei confronti degli avvenimenti della propria vita e di quelli del prossimo.

- La superficialità non si addice a nessuna attività della vostra vita nell'ambito del lavoro e nel settore dei rapporti umani che tanto impegnano la vostra esistenza. Ma chi ha sviluppato la propria interiorità, l'ha ingrandita, l'ha espansa, non si ferma mai alla superficie delle cose, degli avvenimenti e scava in profondità perché là sta la verità.

Lo stile della vostra esistenza ha questo aspetto, ha fatto propria questa tendenza!



Ma voi non siete come gli altri e, quindi, quanto più uno è risvegliato, tanto più sente il carico, l'onere della propria responsabilità nell'agire, nelle azioni quotidiane. Per tale motivo avete bandito da tempo i luoghi comuni, gli stereotipi e vi ritrovate a discutere e a colloquiare con la vera parte di voi, con la vera essenza, quella autentica, quella genuina e non quella eterogenea.



Se riflettete bene, fratelli, dall'eliminazione del superfluo, dell'eterogeneo non è scaturito il vuoto ma una pienezza che non sospettavate di possedere, una pienezza interiore che vi fa sentire ricchi, vi fa sentire appagati, gioiosi e non certo isolati dal resto del mondo. Invece, gli altri sono ancora impauriti, timorosi di perdere la zavorra, quel peso enorme che grava sui loro animi, che li fa camminare curvi nel sentiero della vita con il volto rivolto alla Terra anziché verso il Cielo.



Nel sentirsi più leggeri è più facile raddrizzarsi e guardare speranzosi.....



Per questa sera è tutto, io vi saluto fratelli.



Addio.
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Messaggio Cerchio Grarigione Catania 07.12.2010

Messaggioda Fernanda » giovedì 30 dicembre 2010, 3:05

L'Intelligenza, la capacità di leggere, discernere dentro le cose, vibra della stessa natura di Dio: Essa è Dio, poiché Egli si riconosce in ogni Interiorità. Ecco perché l'Intelligenza ci permette di conoscere le cose di Dio, le cose che Dio ha nascosto per giocare con gli uomini nel cercarLo ovunque, persino dentro loro stessi... Giocare con loro per compiere opera di creazione e per essere da loro creato: acutissimo qui il concetto della creatura che porta su di sè la doppia caratteristica di oggetto e di soggetto di creazione. E' colei che ha ricevuto la forma di Dio, la Sua immagine, ma pure è colei che ha le caratteristiche di quella creatività che ugualmente estrinseca: è anche da essa creatura che continua a procedere il processo creativo. Lei che decide cosa fare di quella forma di Luce-Amore che lei stessa crea, che lei stessa emette: può sentirla esterna ed aprirsi, oppure chiudersi ad Essa. Può altresì farsi sorgente di tale fulgore e modularne il fascio su ogni cosa che la circonda o nell'elargizione ai fratelli, tutt'attorno.

Quando però è arduo il ragionare sulla Divinità in noi supplisce la Fede, maestra nell'accoglimento e nella fruizione della Realtà. Con essa l'abbandono dell'anima che si affida si colora di meraviglia e di pazienza. Ora riesce a comprendere l'incomprensibile perché non ragiona più: ha permesso all'eco dell'Assoluto che risuoni in lei. Si libra beata come foglia sulle folate dello Spirito. Lo scopo della natura è far volare molte foglie nella stagione autunnale. Prima di questo trasporto solo la linfa della pianta ci rassicurava. Adesso siamo liberi nel fiato di Dio, ci rendiamo conto che l'attaccamento alla pianta, solo prima era necessario, in questo momento altre prese di coscienza ci fanno da guida. E la stessa farfalla porta con sè, nel suo intimo, la storia stanziale di migliaia di bruchi miopi e pesanti, la cui consapevolezza non avrebbe per loro mai previsto alcun tipo di volo.

A tutti un abbraccio

Denis









07.12.2010



Fratelli diletti, sono con voi. Il mio cuore spirituale esulta di gioia ogni qualvolta avverte il richiamo dei vostri spiriti perché, in questa simbiosi energetica, posso meglio estrinsecare e comunicare la mia verità, quel grado di verità che mi permette la consapevolezza raggiunta dal mio spirito.

È vero, non può essere una verità completa ed esauriente. Tuttavia, il grado raggiunto dà la possibilità di intravederne gli aspetti più cospicui, gli aspetti più salienti. Poi, c'è da aggiungere che - per ogni lembo che si solleva dalla verità nascosta, celata - il rapporto è strettamente e direttamente proporzionale a quel grado di coscienza, a quel grado di comprensione che la creatura ha sviluppato. Pertanto, ad ognuno viene dato di conoscere quello che rientra nelle sue possibilità, nell'accezione della capacità di introiettarlo e farlo proprio. Inoltre, anche quella parte di verità che si è fatta propria non può fare a pugni, non può essere in contrasto con l'intera verità che si può scoprire pian piano, nel tempo e nell'evoluzione della coscienza.

Anche la conoscenza di Dio si inserisce nella ricerca della verità che, a volte, è così lontana che può sembrare un'utopia; ma, se stiamo bene attenti, anche la conoscenza di Dio, sempre per quella parte che ci è consentito, diventa di estrema facilità, di facile comprensione. È vero che la mente umana è tarata secondo dei codici, secondo dei livelli idonei alla dimensione che ospita quella incarnazione - e in tal modo ci si sente bene adattati alla vita terrena. Ma non dimentichiamo le infinite possibilità che risiedono nella vostra intelligenza, che può essere sviluppata a dismisura e permettere, dunque, un’ampia conoscenza della natura di Dio, della Sua Essenza. Mediante l'intelligenza è possibile conoscere Dio, perché la Somma Intelligenza è uno dei Suoi requisiti che ha trasferito in noi come eredità, come codice genetico ma, nel contempo, ci ha dato la possibilità e la libertà di usarla a nostro uso, a nostra discrezione.

Lo spirito divino si rende visibile, palpabile, constatabile anche attraverso l'intelligenza umana. Dall’ intelligenza viene fuori la creatività, quel potere creante che è dato ad ogni individuo ma che si palesa solo quando si creano le circostanze giuste. Potere creante o creativo che si estrinseca in migliaia di modi, in una miriade di settori della vita di ogni creatura. Nella stessa parola "Creatura" esiste un doppio significato: oggetto creato ma anche soggetto creante o creativo. È importantissimo fare affidamento sull'intelligenza come elemento portante, come elemento guida di tutti i rapporti relazionali, ma anche nel rapporto con se stesso.



Potete raffigurarvi l'intelligenza come un faro che dà luce e rischiara tutti i punti oscuri della propria vita; e noi sappiamo che dove c'è la tenebra esiste l'ignoranza, l'incomprensione, esiste l'errore; ma dove c'è luce, la luce dell'intelligenza, c'è tutto: c’è chiarezza e c'è anche amore, perché la luce si accompagna sempre all'amore. Dunque, le tenebre dell'ignoranza sono proprie di chi vuole restare fermo nel proprio stato, ostinato nei propri convincimenti - che poi non sono propri ma acquisiti. Le tenebre dell'ignoranza non danno la possibilità all'intelligenza di farsi avanti e di svilupparsi. Questa luce può essere prima fioca, ma poi diventa un faro accecante. Senza di esso il cammino sarebbe impervio, il cammino sarebbe duro, pieno di difficoltà!

Cos’è che accompagna, dunque, l'individuo, l'essere incarnato, nel suo progetto di vita, nel suo progetto spirituale? L'intelligenza divina che è in lui, che guida dolcemente le sue azioni, i moti del suo animo e soprattutto la ricerca di verità, sulle tante incognite che lo assillano, che premono perché si trovi una risposta, una soluzione.

Chissà quanti fratelli si chiedono il motivo e il vero significato della loro discesa nella carne!? Quanti se lo chiedono e quanti si danno la risposta o cercano di darsi la risposta? Ben pochi fratelli, devo dire! Se questa ricerca è in atto, se queste domande richiedono una risposta impellente, immediata, allora il Gene divino si fa strada dentro di noi tutti, sollecita l'intelligenza e si cerca il cibo dello spirito; ma solo se si ha sete e fame di questo elemento. Come sapete, la ricerca non si esaurisce in una sola esistenza ma fa parte di quella storia infinita che connota ogni spirito che volontariamente ha scelto altre strade, ha scelto un cammino che, apparentemente, è lontano da Dio. Perché è una storia infinita? Perché da una apparente caduta si passa ad una risalita graduale, anche essa apparente.

Ma questo iter, che può sembrare inutile, che può apparire una fatica sprecata, è espressamente richiesto e voluto dalla creatura affinché prenda coscienza di sé; è un circolo vizioso in quanto l'allontanamento e il riavvicinamento alla Fonte prima è un continuum; ma non saprei esprimermi altrimenti, in altro modo.

Qualcuno si chiede il perché di tutto questo andazzo. Non è una risposta che può essere data immediatamente. Né, d'altro canto, si capirebbe l'apparenza di questo percorso, apparentemente inutile, perché la Legge del divenire - con cui fa i conti la vostra mente - è in netto contrasto con il principio dell'eternità, col principio dell'imperituro.



Anche quest'ultimo elemento è di difficile comprensione per la mente umana!



Quel che conta, fratelli, è potere accettare per vero che ogni discesa nella carne, e ogni altro stato di coscienza che lo spirito fa proprio, è utile, necessario per la costruzione, per la messa in atto di quella consapevolezza apparentemente perduta, disconosciuta. È un atto di fede che si richiede allorquando l'intelligenza divina - che è in noi - non ci permette di andare oltre. Perché è giusto così? Perché tutto è proporzionato e relato al programma che si vuol portare avanti, che si vuole portare a termine. È un atto di fede che non si è obbligati a fare proprio. Ma quando questo è avvenuto, cosa succede? Succede che aspetti della verità - prima sconosciuti, prima incomprensibili - diventano facili da acquisire e interiorizzare. È così, fratelli. Anche voi stessi me ne dovete dare atto: un processo che si attiva quando abbiamo concesso alla fede di farci da guida, di essere con noi. Solo allora si aprono spiragli sempre più ampi su quell’orizzonte prima tenebroso, pieno di incognite, pieno di dubbi. Man mano le incognite sono sempre più rare, al dubbio subentra la comprensione.

È un'esperienza meravigliosa, è una esperienza troppo grande e vale la pena - per essa - accettare anche i risvolti negativi, i risvolti pesanti che porta con sé un'incarnazione e, comunque, ogni stato dell'essere. Sulla vostra dimensione questi elementi poco piacevoli sono più evidenti, più marcati, in quanto il corpo fisico comporta sofferenze che il corpo spirituale non produce. Ma c'è anche il dritto della medaglia: il corpo compatto - che avete fatto proprio - consente esperienze meravigliose, esperienze così utili che in altre dimensioni non possono accadere, non possono esistere. Il corpo compatto che avete con voi, con tutti i suoi sensi, vi consente di esplorare e fare proprie, oltre i dolori, anche le gioie della vita.

Quindi, oltre il sentire interiore, la gioia interiore, nel vostro cuore spirituale si aggiunge il piacere che vi procurano i vostri sensi: la condizione più adatta, più aderente alla dimensione che vi ospita, perfettamente idonea al tipo di esperienze cui dovete andare incontro e che dovete portare avanti.



Il vostro corpo fisico, e tutti gli altri corpi, sono gli attributi che vi sono stati dati come strumenti per esercitarvi nel migliore dei modi, per acquisire consapevolezza, per dare e ricevere amore. Non c'è un elemento superfluo, un elemento da disprezzare, da considerare meno importante. Tutti i vostri corpi sono anteposti e utili all’esperienza che vi siete preposta.

Pertanto, fratelli, la diversità che cogliete nell'ambito delle relazioni - diversità nel sentire interiore, diversità nel pensiero e nell'azione - rappresenta l’aspetto significativo del programma personale di ogni creatura, che ha una sua specificità, una sua valenza nel grande Piano di Dio ma che, a volte, in una visione superficiale, in un giudizio immediato, può apparire in aperto contrasto, in dissonanza con il vostro programma e con i vari programmi.

Ciò che appare eterogeneo, ciò che appare disarmonico non lo è nell'ambito del Piano di Dio. Per noi tutto questo è chiaro, è lapalissiano perché il nostro grado di intelligenza e di comprensione ha potuto introiettare questa grande Verità, una Verità che si farà luce, si farà strada dentro di voi al più presto, ne siamo sicuri, perché già siete sulla buona strada. Pertanto, i nostri insegnamenti, le nostre comunicazioni, sono diretti sempre al profondo della vostra intelligenza, della vostra interiorità, per far sì che questi elementi abbiano una espansione sempre maggiore, sempre in crescita. Per la sua specificità il nostro insegnamento non può essere dato a chiunque perché è un insegnamento che procede per gradi di acquisizione, per gradi di comprensione e di consapevolezza raggiunta. Coloro che si allontanano da questa disciplina, che è una disciplina continua, hanno perso qualche occasione, un’occasione che si potrà ripresentare nella loro vita ma, in questo momento, sono rimasti indietro a segnare il passo.



Noi, da parte nostra, mettiamo lo zelo, la disponibilità, l'amore fraterno, la pazienza e la nostra conoscenza. Ma da parte vostra, fratelli, occorre continuità nella diligenza e nello stimolo ad andare avanti, ad acquisire sempre di più. È vero che i fatti dell'esistenza, del quotidiano, possono anche distrarre e farvi allontanare dal cammino intrapreso ma voi già siete edotti su questa verità. Le distrazioni provengono dalla vostra mente che non è ancora convinta totalmente di quale sia il vero percorso, cosa sia più importante: se seguire l’andazzo delle cose umane, della gente inconsapevole, o approfondire la conoscenza della verità, quella con la “V” maiuscola, quella vera.

Comunque, per noi il compito che ci siamo prefissati ha un valore anche da voi riconosciuto e nell'adempimento di esso ci rendiamo meritevoli dell'amore di Dio, della Sua Luce, della Sua Grazia. Se non ci sono domande, fratelli, io vado.



Addio, fratelli.





C.S. domanda: “Fratello, ho un problema che mi assilla molto, posso sperare che tutto si risolva al meglio e in maniera pacifica? Grazie”.

R: Posso darti un consiglio sorella: comincia a guardare a questo problema senza quel fervore negativo, quell'attenzione eccessiva che stai dedicando. Comincia a guardarlo come se non ti appartenesse. Allontanandolo dalla tua vista, dalla attenzione interiore, il problema diventerà sempre più esiguo.

E questo è il primo punto.

Il secondo punto è che facendo in questo modo, la tua disponibilità a risolvere il problema sarà maggiore di quanto invece stai facendo ora. In questo momento non c'è la tua disponibilità, e di contro, non c’è la disponibilità della controparte. Vedi, a volte si devono creare delle attrazioni, come con le calamite. Se tu sei positiva attiri il positivo, se tu sei negativa attiri il negativo; ma non perché tu sia negativa, piuttosto in uno stato di negatività. E’ diverso!

La mia risposta, sorella, è che la soluzione esiste ed esiste in maniera pacifica ma devi metterci tutto il tuo impegno e sperare bene, anzi devi essere sicura che tutto andrà bene. Noi ti aiuteremo, comunque, e te lo promettiamo perché tu meriti un'attenzione particolare per le tue sofferenze, per quanto amore hai dato, per quanta disponibilità hai dimostrato nei confronti del tuo prossimo sacrificando i tuoi legittimi desideri, i tuoi legittimi interessi. Quindi sii fiduciosa. Passerà un po’ di tempo ma le cose si aggiusteranno.



Addio fratelli.
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Messaggio Cerchio Grarigione Catania 14.12.2010

Messaggioda Fernanda » martedì 4 gennaio 2011, 23:34




Gesù, la Luce, il Rinnovamento sono giunti, o meglio, hanno iniziato a proporsi agli uomini il giorno 25 dicembre, collegati al passaggio astronomico, nella data dell'antica ricorrenza del sole invitto. La luce del dì riprende a crescere e con essa tutto ciò che di Grande e di Nobile possiamo a questa collegare. Mai tanto opportuna è stata l'attribuzione a tale data della nascita del Salvatore. Cavalcare la ricorrenza è salire sul carro solare e sfruttarne, insieme ai benefici raggi, il positivo, benché apparente, moto. L'evento del Natale è solo INIZIO dell'interiore età dell'ORO che tutti possiamo vivere individualmente, ma che possiamo condividere affinché tutti noi possa accomunare. E' un Risveglio che, una volta avvenuto, al di là delle rievocazioni di Festa, con relativi scambi di doni e gli eccessi culinari, continua. Una Fiamma una volta accesa può spegnersi in poco tempo, anche solo perché ci hanno convinto a credere che quella candela non sarebbe durata, non avrebbe dato luce se non durante l'arco di un giorno. Cogliamo allora la promessa di un viatico che ci è stato offerto in questa data così ricca di significato e che ci accompagnerà per un anno intero, fino al suo rinnovarsi, di volta in volta.

Ecco allora che in noi deve essere vivente il presepe: noi siamo la Grotta, in noi sono il bue, l'asinello. In noi il principio Maschile di Giuseppe (terreno/basso - sempre dando qualche senso a questa distinzione) e Quello dello Spirito Santo (celeste/alto - vedi nota precedente), insieme con il Principio di Maria si uniscono per concepire e donare al mondo il Figlio della Luce, riscatto e benedizione per tutti. Il nostro permanere in questo stato di Grazia è lo stesso di chi è consapevole di avere una missione tra i fratelli e di benedirli con il Dono che ha ricevuto da Dio e dai suoi Emissari, nostre care Guide, e che cresce nel proprio cuore, continuamente rinnovandosi.

Forse il comprendere questo ci renderà consapevoli di essere Testimoni viventi di un Progetto d'Amore e di Redenzione di grandioso Respiro. Allora i tre Prìncipi che verranno ad onorare il piccolo Re saranno guidati da una cometa fiammeggiante, visibile tutto il tempo, e che non smetterà mai più di brillare. Essa sarà a immagine del Sè Redento di ciascuno di noi, finalmente approdato alle rive di un Giordano per sempre apportatore di Vera Acqua della Vita.


Bevuta la quale nessuno avrà mai più sete, mai più.


Tutti vi abbraccio

Denis








14.12.2010



Fratelli diletti, sono con voi.

Ogni anno, nella ricorrenza delle festività natalizie, ci accorgiamo con molta soddisfazione come la stragrande maggioranza dell'umanità, che si professa cattolica, comunque cristiana, riesce, è in grado di sviluppare uno stato di gioia e di euforia interiore che - guarda caso – coincide con il ricordo della commemorazione della nascita del Cristo Gesù, allorché eravate ancora bambini. Questa è una riflessione che viene spontanea da questo stato di cose.

Rievocando l'immagine virtuale della nascita del bambino Gesù, del Salvatore, ogni animo sensibile è in grado di provare un grado di felicità e di gioia che non è possibile rinvenire in altri momenti della vita, in altri momenti del quotidiano. Questo ci fa pensare che l'uomo è capace, ha la possibilità, di sentire meno il peso dell'esistenza della incarnazione in questi momenti speciali nei quali la leggerezza dell'animo fa apparire la gioia, la serenità.

Perché, dunque - ci chiediamo - questa gioia, questa serenità non può entrare a fare parte dell'abitudine di vita di ogni creatura, di ogni fratello? E se poi colleghiamo questa festività come la più idonea, la più confacente della vostra infanzia, ne deriva una considerazione che, per essere felici, per accettare la vita bisogna ritornare a far ricomparire, bisogna ritornare allo stadio, al periodo dell'infanzia.

Ma come si può essere fanciulli da adulti? Sembra un controsenso, ma in realtà questo è possibile e voi, fratelli, potete esserlo in quanto la pulizia, l'epurazione di quanto vi è stato introiettato è avvenuta. Ci consta che dal vostro animo sono stati asportati, allontanati, e perciò non più presenti, tutti i falsi valori, tutti gli stereotipi che come un peso gravavano su di voi, sulla vostra vita. Il repulisti che è stato messo in atto vi ha reso come fanciulli ma con una consapevolezza molto più ampia, frutto dell'esperienza, frutto delle sofferenze e delle gioie che la vita vi ha dato.



Pure, in questa apparente ambiguità c’è tutta la bellezza del vostro essere, del vostro essere oggi!



E proprio la venuta del Cristo ha voluto lasciare questa impronta di risveglio totale, di pace riconquistata, di benessere riscoperto e non a caso, ogni anno, puntualmente - anche negli aspetti esteriori del consumismo così dilagante - si intravede e spicca questo nuovo modo di gustare, di vedere la vita.



Dunque, tutto è necessario - come già sapete - tutto è utile per chi sa vedere nel profondo, al di sotto delle apparenze perché la superficialità non è più nel vostro costume.

I vostri occhi interiori vedono più dei vostri occhi esteriori!



L'unica cosa che ci turba è il constatare che molti nostri fratelli hanno una facilità a dimenticare, sono capaci immediatamente di voltare pagina e, da questa parentesi di gioia e di fraternità, passare immediatamente ad una condizione di eterna sofferenza, di pessimismo, di cattiveria, di ignoranza.

Comunque, per voi che mi ascoltate, un consiglio prezioso: conservate al massimo, cercate di conservare per lungo tempo, oltre queste ricorrenze natalizie, questo stato di grazia, di gaiezza interiore che la nascita del Cristo ha irradiato nel mondo e che ogni anno - nel corso del tempo, dei secoli - si ripete puntualmente. Fate in modo da mettere da parte i pensieri che vi assillano, le problematiche che dovete risolvere e godete in pieno di questo periodo di distensione, distensione dell'animo e di gioia febbrile, così contagiosa ma anche così impalpabile.



C'è tempo per affrontare i problemi dell'esistenza e c'è il tempo anche per risolverli!



Vi accorgerete con stupore che anche i cosiddetti sintomi delle vostre disfunzioni diventano meno evidenti, si fanno meno sentire e il vostro corpo fisico reagisce meglio a quella che è la volontà interiore di essere sani, di stare bene.

Con la stessa volontà superiore, allontanate dal vostro raggio di esistenza i malanni stagionali e tutta quella sfera negativa che il pensiero collettivo produce, mette sotto i vostri occhi, quotidianamente.

Restate fuori dalle cronache, dalle cronache nere, da tutti i fatti angoscianti che i mass media mettono sotto i vostri occhi.



Non fatevi distrarre da questo stato di grazia, da nessuno e per nessun motivo!



Ricordatevi che può essere come una panacea per tutti vostri malanni, il rimedio più efficace per tutti i vostri malesseri. È questo il nostro pensiero ma anche il pensiero che ci trasmette il nostro Creatore, ma a voi diretto perché è Lui a volere che la gioia entri a far parte della vostra vita, che sia compagna continua della vostra esistenza: dalla nascita alla morte.



Nella gioia si affronta anche il dolore dell'esistenza. Nella gioia si palesa il Divino, si riscopre la Sua vicinanza, la Sua presenza, il Suo amore!



La sofferenza che riscoprite nella vostra vita non vi viene da Dio ma dalla stessa creatura che l'ha voluta e quindi deve essere accettata, ma con la gioia nel cuore.



Pertanto, fratelli, se la gioia è un dono divino dovete riscoprirla in ogni ambito della vostra esistenza e, se non la vedete, cercatela.



Ricercate accuratamente la Sua presenza!



Se credete possibile questa ricerca vi meraviglierete, vi stupirete di quanta gioia c'è nella vostra vita che non avevate mai notato, quanta gioia da fare vostra, da sentire sulla vostra pelle che vi sembrava di esservi negata. Noi vi consigliamo questa ricerca ma sta poi a voi metterla in atto. È una ricerca che va nel sottile, nella profondità del vostro essere: quella parte di bambino che è in voi, che non vi ha mai lasciato. E scoprirete la gioia delle cose più semplici, quelle banali, quelle che consideravate di poca importanza ma sono queste quelle che sorreggono tutto il peso della vita.



Se non ci sono domande, fratelli, io avrei concluso per questa sera.



Addio, fratelli.






14.12.2010



P.V. - Chiede per il cugino Piero, per quanto riguarda problemi di cuore....

R: Tu sai, sorella, come affrontare questo fatto nuovo della vita del tuo congiunto, con quella speranza rosea che deve sempre guidare i tuoi pensieri, la tua vita. Ormai questi tipi di interventi danno esiti favorevoli perché la tecnica operatoria dei nostri fratelli chirurghi si è andata molto perfezionando. Ci sono però dei rischi che attengono al modo di reagire della creatura a questa esperienza. Ma pare che questo fratello abbia tanta voglia di vivere, di continuare a vivere e quindi saprà come difendersi, come combattere gli eventuali rischi del periodo post operatorio. È forte e coraggioso ma tu fa' in modo che venga fuori la sua fede, perché in questa circostanza è di estrema necessità; e comunica a questo fratello la nostra presa in carico del suo stato di salute, l'aiuto che gli daremo per potere reagire con la sua stessa forza al male che si è creato nel suo organismo. Comunica che tutto andrà bene se il suo spirito vorrà continuare a vivere, ad accettare la vita.

Addio fratelli.
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Messaggio Cerchio Grarigione Catania 21.12.2010

Messaggioda Fernanda » martedì 11 gennaio 2011, 22:49

Le Nostre Amate Guide mi fanno giungere alla mente l'immagine un treno di Luce che sfreccia verso altrettanta Luminosità. Ecco che Esso procede ora finalmente veloce perché i binari sono dritti e sono fissi nella loro disposizione. Quanti aggiustamenti e modifiche sono occorsi prima di giungere alla certezza di una via battuta e sicura! Questo varrà per noi, ma è pure per coloro che, benché sconosciuti, entro breve ci seguiranno, o che invece solo tra molti mesi o molti anni potranno farlo. Esso procede verso la Luce e più si avvicina più riscopre di essere se stesso, generato da quel Bagliore che rincorre.


Quale pellegrino che giungendo ad intravedere le fattezze del Santo Sepolcro più non è distratto dalle mondanità di chi non conosce la Luce, o dai piedi doloranti per un cammino che sembrava non avere mai fine, o dalle calzature consunte o inadeguate per chi calpesta luoghi sacri. E ciò perché quel pellegrino ha cambiato se stesso lungo il percorso: è morto e rinato molte volte sulla lunga via che l'ha condotto a quella Meta. Ma la Meta è lui stesso, per questo quando La vede La riconosce: Essa è già parte di lui, della sua natura. In effetti la Meta è il Viaggio, nè d'altro canto vi sarebbe il Viaggio se non ci fosse un valido Scopo per esso.

L'impegno di chi parte per trovare il Tempio Sacro è di cambiare, di trasformare via via gli strumenti e mezzi del viaggio, mutando con esso.

E il dolore gli sarà servito per dare valore alla Gioia, il percorso accidentato per rendere grazie nel calpestare il santo liscio Soglio, le notti all'adiaccio per apprezzare l'accoglienza del Tempio. E non servirà dispiacersi per i disagi vissuti, ciò non gli condurrà merito. Sarà la condivisione della Gioia con i compagni pure giunti allo Scopo, così come con quelli che ancora dovranno affrontare il Viaggio, che produrrà i veri cambiamenti, quelli che serviranno, quelli per arrivare ai quali il Santo Tempio è stato innalzato.

A tutti un abbraccio

Denis





21.12.2010



Sono con voi, fratelli.

Vi porto il saluto dei fratelli della Comunità di cui io sono portavoce e l'augurio più grande che proviene dai nostri cuori spirituali, l'augurio che possiate raggiungere e conquistarvi, nel tempo più breve, quella felicità che il vostro animo desidera: quella felicità che risiede nei progetti della vostra mente, del vostro cuore. Progetti che, sappiamo di certo, sono in ossequio, in aderenza alla legge d'amore, alla legge di fratellanza e soprattutto allo spirito di giustizia e di equità che si accompagna alla vostra natura.

Siamo certi che non è più possibile uscire da quel binario, da quella direzione lineare nella quale vi siete inseriti. Entro questi ambiti - apparentemente ristretti - ci sono tutti quei valori che avete riconosciuto come veri e significativi e in questa importanza non c'è la provenienza altrui, ma quella dal vostro essere. Il vostro nuovo essere è così diventato, ha assunto quella genuinità che gli si confaceva; anche gli obiettivi materiali che consideravate prioritari, di estrema importanza, hanno assunto un altro aspetto e un peso minore.

Il miracolo che si è creato è tutta opera vostra, della vostra volontà e dell'intelligenza divina che si è fatta sentire come voce preponderante, come voce unica. Qualcuno dirà: “Ma questo miracolo non riguarda il tran tran della mia vita, i fatti della mia vita che, forse, sono rimasti sempre uguali, sempre gli stessi. Cos'è cambiato dunque fratelli?”. È cambiato l'approccio agli aspetti dell'esistenza, è cambiato lo stato d'animo nell'affrontarla. E vi pare poco, ben poca cosa? Molti nostri fratelli umani si rivoltano nel dolore e non riescono a sganciarsi da quel bagaglio enorme di esperienze dolorose, negative, che hanno dovuto affrontare in questa vita, nella convinzione che non si può fare altrimenti, che non esiste una via di uscita, neanche nell'ambito della religione professata, perché anche quella - così come viene propinata dai vostri preti - ripropone sempre il dolore, la sofferenza, come espiazione dei propri peccati.

Ma noi e voi siamo fuori e oltre questa visione e siamo convinti che l'essere umano ha infinite possibilità, ha un potenziale immenso per andare oltre i limiti della dimensione della carne. Pertanto, anziché rivolgere tutta l'attenzione, tutta l'energia nella contemplazione dei problemi, delle sofferenze, l’uomo può e deve concentrare la sua riflessione e far convergere tutte le proprie energie nei riguardi degli stati d'animo, delle emozioni che, senza volerlo, hanno creato quei problemi.

I problemi non sorgono come i funghi nella vostra vita, in una notte!

Si sono andati formando lentamente col contributo delle vostre azioni e anche col contributo degli altri, ma pure voi avete una parte preponderante di cui dovete farvi carico e l'attenzione dovrà essere rivolta a quella parte di responsabilità che vi compete. Se ogni problema viene affrontato in questa maniera, sarà più facile la sua soluzione e, nel deprecato caso che non sia possibile risolverlo dopo tanti sforzi e tanto impegno, bisognerà sforzarsi, mettercela tutta per accettarlo, con rassegnazione. Ma la rassegnazione ha un altro significato da quello che voi le attribuite. Rassegnazione non significa piegarsi al dolore, accettare il dolore senza prima avere sperimentato tutte le soluzioni, tutte le vie possibili per annientarlo. Più che di rassegnazione, bisognerebbe parlare di consapevole accettazione di un problema, di uno stato di salute che non può essere altrimenti modificato.

L'accettazione consapevole viene dalla profonda riflessione e dalla comunione col vostro più intimo amico, il vostro consigliere speciale che è lo Spirito. Se non si riconosce la sua presenza, la sua funzione, sapete cosa succede? Si resta a brancolare nel buio, preda degli eventi, preda delle difficoltà, inermi e indifesi.

È vero, la vita è una lotta continua ma è proprio nella lotta che si rivela il valore di una creatura, la sua tenacia, il suo vigore intimo. Senza queste fasi di pseudo lotta dell'esistenza - perché sono solo delle fasi - cosa sarebbe la vita? Uno snodarsi di eventi piatti, di noia perenne, di mancanza di stimoli a reagire, a crescere.

Quel che conta, e che bisogna assolutamente riconoscere, è che esistono delle fasi alterne: di lotta e di riposo, di tensione e di distensione, e non bisogna far prevalere il convincimento che tutta la vostra esistenza è imperniata su problematiche e su sofferenze. Purtroppo, questo è l'andazzo di una parte cospicua dell'umanità ed è perciò che spicca quella ricerca spasmodica, frenetica, di piaceri artificiali, di piaceri in contrasto con l'essenza stessa della vita.

Quanto più si è scontenti del proprio vivere, quanto più si disconosce la gioia, quella vera, tanto più ci si affanna a cercare paradisi artificiali nelle droghe, negli alcolici, nelle violenze fisiche.

Perché cercare fuori di sé quello che già si possiede e non si è voluto ricercare e riscoprire per superficialità, per leggerezza?!

È possibile, fratelli, che la vita dei nostri fratelli umani possa cambiare aspetto. Possono cambiare anche i costumi esteriori dell'umanità ma solo e soltanto se si sovverte questa tendenza all'autocommiserazione, al suicidio della propria dignità, all'annullamento della dignità degli altri. La rivoluzione culturale - che in tanti momenti storici prende il sopravvento sulla cosiddetta pace, tranquillità apparente - non potrà mai assumere, non potrà mai avere connotati di violenza, di brutalità, di distruzione.

Le rivoluzioni culturali partono dall'intimo e il cambiamento che si vuole operare è un cambiamento che parte da un pensiero di solidarietà e di fraternità che fa a pugni, è in netto contrasto con la violenza e con la distruzione.

Dunque, la scontentezza di tanti giovani non parte soltanto dalla delusione dei loro legittimi desideri di lavoro, di diritto allo studio, bensì dalla scontentezza interiore perché priva di valori, di valori veri con cui costruire e dare direttiva alla propria vita.

Senza volerlo, siamo entrati in un ambito molto delicato e molto controverso della vostra società. Ma ricordatevi sempre che se non si fa un lavoro con se stessi, un lavoro individuale, non si può avere uno sbocco, uno sbocco innovativo di cambiamento della realtà sociale.



Addio, fratelli.





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Messaggio Cerchio Grarigione Catania 04.01.2011

Messaggioda Fernanda » lunedì 17 gennaio 2011, 8:00

Ecco che i Nostri Amati ci conducono a soffermarci sulla metafora meravigliosa di un gruppo di strumentisti condotti da una Guida: molte armonie si levano al cielo, ognuna con il suo proprio grado di perfezione. Sapendo che, d'altra parte, in qualsiasi orchestra l'attenzione di ciascun esecutore nei confronti del Direttore è sempre più che opportuna. E questo fa la differenza tra colui che regolarmente segue l'Indicazione del Maestro e chi invece non lo fa. Lo spartito, ogni spartito è stato scritto in collaborazione stretta con la Guida, anche se il musicista potrebbe non averne memoria, o aver dimenticato gli altri innumerevoli concerti passati. Naturalmente non sarà un grave danno non farVi attenzione: l'esecuzione non potrà che essere comunque corretta e giungerà al termine, benché più faticosamente e con senz'altro ben maggior impegno. Forse è proprio il caso di dire che ogni partitura è scritta esclusivamente per chi è nato per interpretarla ed è rivolta solo a chi doveva esser lì per udirla, per nutrirsene, per crescere con essa e grazie ad essa.


Ciascuno è maestro a se stesso e apprende da chi quel brano l'ha già suonato. Ciascuno interpreta quel brano affinché chi lo ascolta ne tragga beneficio e benedica la musica. Ciascuno ascolta quel brano in differente modo: buon per lui se lo sentirà arrivare comunque dalle più alte Sfere della Musica e del Canto, buon per lui se ne coglierà l'esempio di Superiore, trascendente Armonia. Buon per lui se all'ascolto di quelle Divine note, ricorderà di esserne Lui Stesso l'Autore. Ricorderà che quel Maestro che sarà Guida per Altri, ha concluso così la missione per sé medesimo, entrando adesso pienamente nella Dimensione del Servizio.

A tutti un abbraccio

Denis







04.01.2011



Un saluto a tutti voi, fratelli diletti. Mi accompagna, come sempre, il pensiero solidale di tutti i Fratelli della Comunità. Come portavoce, io esprimo un pensiero variegato, frutto della personalità molteplice degli Spiriti di Luce che hanno raggiunto un equilibrio armonico, un'intesa massima vibrazionale che rappresenta, dunque, una conquista meravigliosa della coscienza.

Pur nel rispetto delle caratteristiche specifiche di ogni Individualità spirituale, si è raggiunta tra noi un’assonanza di pensiero e di amore che impronta così tutta la nostra esistenza; come se un grande Direttore d'orchestra dirigesse gli strumenti dei nostri spiriti, ma col contributo del nostro lavoro di musicisti. È chiaro che il direttore di orchestra non può essere altrimenti che il Nostro Creatore e Signore e della Sua Essenza noi percepiamo in maniera incontrovertibile e dolcissima le vibrazioni e la presenza. In tale atmosfera il nostro essere si espande in maniera prodigiosa e riesce a cogliere aspetti della verità che, poco prima, nello stato precedente, non sembravano accessibili. In tal modo, in questa maniera, la coscienza di ogni essere, di ogni creatura acquisisce aspetti nuovi della verità perché si avvicina sempre più alla Fonte Prima della conoscenza, alla Fonte Prima del sapere, alla Verità assoluta.



Vi dico tutto questo, fratelli, per mettervi al corrente che la crescita, apparente crescita spirituale, è un iter che non ha un principio né una fine! Ma se questo concetto è di così difficile accettazione e comprensione, tenendo conto dei limiti dimensionali, tuttavia noi siamo certi che la vostra mente, la vostra intelligenza è già pronta, è già preparata ad introiettare concetti metafisici di grande rilevanza, che a prima vista fanno a pugni con la concezione temporale e spaziale su cui è imperniata la vostra vita, la vostra esistenza.



Sappiamo di certo che è possibile, per voi, avvicinarvi all'idea dell'Assoluto, all'idea dell'infinito e, in tal modo, considerare la vostra esistenza incarnativa sotto altra luce, con altri parametri mentali. Tutto questo non serve per crearsi una prospettiva di speranza di vita migliore oltre questa dimensione, piuttosto per rendersi veramente conto che ogni esperienza incarnativa fa parte di una continuazione logica dell'esistenza spirituale. Cioè a dire, fratelli, che per ogni creatura c'è un aldilà perfettamente congeniale, perfettamente aderente alle qualità del suo spirito e alla peculiarità dell'esperienza che ha portato a termine.

Spesse volte abbiamo parlato di un continuum, concetto anch'esso di difficile comprensione logica per la vostra mente. Da una esperienza incarnativa si passa a una esperienza non incarnativa in maniera soft e in maniera consequenziale.

Non aspettatevi, dunque, salti di qualità peggiori o migliori della vostra esistenza, ma una prosecuzione sempre in crescita, sempre in espansione di ciò che apparentemente avete lasciato e sperimentato sulla Terra. Il salto di qualità che vi attendete è il salto di qualità che avete già acquisito prima della perdita del vostro corpo fisico. Ma allora come procede l'espansione della coscienza? In ogni stadio evolutivo, in ogni stato di coscienza ogni spirito incontra Maestri, Fratelli più illuminati di lui che mettono a disposizione il proprio sapere spirituale come un cibo per l'anima. Questo cibo nutre la coscienza facendola espandere, come un cibo speciale adatto ad ogni creatura, ad ogni spirito, ma direttamente proporzionale al grado di consapevolezza raggiunta da ciascun fratello.

L’intendimento a dare il proprio sapere come succo della propria esperienza si svolge nell'amore più grande, nell'amore autentico, nel rispetto assoluto della fratellanza e, soprattutto, in un continuo dare e avere di amore reciproco, di reciproco rispetto. Sappiamo che la consapevolezza ha bisogno di ulteriori approfondimenti, di ulteriore cibo e, pertanto, è necessario esperire con mezzi propri, con la propria interiorità, ritornando a rinascere per poter proseguire su livelli più espansi, più sottili dell'essere.

La vita, dunque, non si spegne con la perdita dell'involucro fisico perché la vita è contrassegnata, è determinata dalla presenza dello spirito divino e si accompagna su tutti i piani di esistenza, sugli infiniti piani di esistenza.

Quando dite che un vostro fratello non è più in vita, è vero, è così. La vita è andata via col suo spirito, la vita non circola più nel suo corpo, col sangue e tutti gli altri elementi. Allora che cosa è rimasto su questa terra? Una veste, un indumento che non serve più all'esperienza verso cui va incontro il suo spirito. È vero, voi piangete e desiderate la corporeità di quel fratello che vi ha lasciato; non potete più abbracciarlo, toccare il suo viso perché la sua carne, ormai, è priva di vita. Ma so che vi conforta la certezza che il suo essere è libero di andare verso un'altra esperienza, verso un nuovo momento evolutivo della sua coscienza. Il concetto della morte, di così difficile accettazione per i nostri fratelli umani, dovrebbe apparire come un momento di liberazione di un fardello che non serve più per un programma che si è concluso.

“Perché muore un giovane?”. “Perché muore un bambino?” vi chiedete. Questi avvenimenti non sono nell'ordine di quella logica umana che rende accettabile che muoia piuttosto un anziano anziché un giovane. A volte, in questi casi, per disperazione, si può perdere anche la fede in Dio se non si riesce a trovare nella fede stessa la giusta consolazione.

Noi siamo certi che ogni spirito incarnato ha scelto un programma da portare a termine in un arco di tempo, del vostro tempo, che può essere breve o lunghissimo. Il Programma spirituale non sempre è in concomitanza, in ossequio al programma umano. Quello di un giovane può esaurirsi in un breve lasso della sua vita, mentre il programma di un anziano, di un vecchio, può e deve continuare fino ad età avanzata.

Rendetevi conto, fratelli, che è sempre lo spirito individuale che decide la durata di un percorso su questa dimensione.

È vero, a volte si rimane attoniti di fronte a certe apparenti ingiustizie: un bimbo che muore dopo pochi anni, una madre che viene a mancare ai suoi figli e un vecchio che rimane fino a tarda età su questa Terra!

Questa apparente ingiustizia e disuguaglianza non può essere vista in tal modo perché sarebbe in contrasto con la legge di amore, di equità e di giustizia del nostro Creatore. I fatti umani, i vincoli umani, i ruoli, assumono un'importanza relativa perché prevale sempre l'importanza assoluta del percorso dello spirito.

Ciononostante, noi fratelli siamo consapevoli delle sofferenze che porta seco la morte nelle vostre famiglie, nei vostri cuori. Con la nostra vicinanza spirituale cerchiamo di confortarvi. Tuttavia, siamo certi che la vostra apertura mentale e la consapevolezza raggiunta vi fa già accettare anche l'episodio della dipartita dei vostri cari.

I ricordi della loro vita, i ricordi del loro amore vivranno in permanenza, in simbiosi con ognuno di voi!



Addio, fratelli. Se ci sono domande io sono qui per rispondere.



A. chiede un parere dei Fratelli sulla cremazione.



R: Che cosa ti preoccupa in questo processo che non riguarda lo spirito ma solo la materia? La materia, ricordati, è ormai senza vita, anche se dal punto di vista fisico tutto ritorna nella terra. Lo spirito di quella creatura non è più lì, ha preso un'altra strada. Le molecole del suo corpo sono pure pregne dello spirito divino, ma non sono il suo spirito. Non è l’essenza di quell'individuo che giace nella terra o nel mare. Quindi, anche la cremazione può essere un modo dignitoso di seppellire i vostri morti. È una scelta che non incide assolutamente su quello che è il meccanismo, il dramma della morte. La devozione che voi date ai vostri cari defunti è una devozione di tipo esteriore; la devozione più grande è il pensiero che dedicate a loro, l'amore che continuate a nutrire verso di loro.

Quindi, ognuno si regoli secondo i propri dettami interiori, come è giusto che sia!
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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Cerchio Guarigione Catania 18.01.2011

Messaggioda Fernanda » venerdì 28 gennaio 2011, 8:10


Dalle nostre Guide un esempio di superamento di ogni ingrata considerazione, riguardo al venir meno di alcune persone alla frequentazione degli incontri settimanali del Cerchio o all'interesse dimostrato.
Qualunque commento negativo fatto da altri in merito a queste defezioni, viene dalle Nostre Guide mirabilmente integrato in un contesto di rinnovamento e di ridefinizione di obiettivi personali che prendono in considerazione pure strade diverse, anche apparentemente non spirituali, e tutto ciò per crescere. In fondo spesso, molti devono dimenticarsi di Dio per ricordarseNe, o allontanarsi da Lui - sappiamo sempre in apparenza - per poi raggiungerLo, spesso con più profonda determinazione.
L'Amore inteso come strumento e Fine ultimo della Creazione. L'Amore che palpita in ogni aspetto della materia e in ogni nostro atto, anche se è sottostante all'evidenza e non è riconosciuto. L'Amore che, ragione di Se Medesimo, intercorre tra gli esseri a loro conformandosi e assumendo ogni forma che possa tra loro ogni relazione così permettere.
Forti di questo allora, riconosciamo che non possono esservi deviazioni dal Cammino, perché la Vita Tutta è Cammino, e fare scelte che non prevedono più l'interazione diretta con la messaggistica e le comunicazioni del Cerchio è pure camminare nella Ricerca.
Il Graal verrà trovato anche da chi non era direttamente alla sua ricerca. La Grazia di Dio è tale che, se bene in Cerca, Lo troveremo ad ogni nostri passo, verso qualunque direzione ci muoveremo, perché siamo noi la Grazia (inconsapevole) di Dio che cerca la propria consapevolezza, cioè che cerca Se stessa. Il Graal Santissimo verrà riconosciuto quando, specchiandoci al Suo interno scintillante, riconosceremo la nostra Anima, finalmente luminosa e purificata da quella ruggime che la rendeva così terrena ma, proprio per questo, corruttibile.
Un abbraccio a tutti.
Denis





18.01.2011



Vi saluto, fratelli diletti.



Il vostro gruppo di preghiera, il vostro gruppo di ascolto è diventato sempre più esiguo come presenze continue così come - nel corso degli anni - avete constatato che si è andato diradando lo zelo, l'interesse e la diligenza nell'apprendere le comunicazioni che noi vi indirizziamo. Se per voi questo evento può essere motivo di dispiacere, di disappunto, dalla visione allargata della nostra coscienza questo evento non solo era prevedibile ma, nel contempo, ha una sua ragion d'essere.

I nostri fratelli umani sono strettamente collegati e influenzabili dallo scorrere del tempo e quando un lasso di tempo, nella loro prospettiva, si rende tanto lungo - al di là dell’immediato - scattano dei meccanismi che determinano un calo della fiducia, un calo della fede e l'interesse iniziale comincia a scemare. Un altro elemento preponderante degli animi umani è il desiderio, la necessità di vedere gli effetti concreti delle loro credenze, la realizzazione materiale dei loro desideri e, quando questi elementi non abbiano a verificarsi puntualmente e totalmente, ci si abbandona a credere e a dare vigore all'insieme di valori umani più condivisibili e più allettanti dei valori veri dello spirito.

Chi intraprende un percorso spirituale ha al suo attivo tanti momenti, tanti punti nodali che possono farlo fermare. Sono delle incognite previste in ogni programma incarnativo, affidate semplicemente al libero arbitrio della creatura la quale, come sapete, ha a sua disposizione un ordito nel quale è impresso il disegno da riempire col suo lavoro. Può farlo completandolo interamente come può interromperlo e rimandare la sua esecuzione in un'altra vita così come può prendere un’altra direzione che si allontana enormemente da quel programma.

Il nostro Creatore e Signore ha reso tutti i Suoi figli liberi di agire secondo le direttive della Volontà superiore ma anche della volontà del sé inferiore. Tutto questo mio dire può sembrare un assurdo, può sembrare in netto contrasto con l'Amore divino, con l'Amore di un Padre che vuole il bene dei suoi figli. Tuttavia, la creatura che vive in un sonno continuo - e nel sonno sogna di essersi allontanata dal suo Creatore - per riappropriarsi di una consapevolezza apparentemente disconosciuta ha costruito infinite dimensioni della sua coscienza e, nella fattispecie della dimensione umana - dove hanno rilevanza assoluta il tempo e lo spazio - impernia il suo agire e la sua azione su questi elementi e così allunga il periodo, la fase della presa di coscienza del suo vero stato.

Il nostro Signore e Creatore, l’Essenza divina, lascia a noi tutti questa ampia libertà di illusione e di disillusione in quanto tutti siamo facenti parte dell’Unità, interagenti e coesistenti nell'eternità.

Nel qui e ora, fratelli miei, siamo quegli esseri di luce che la Luce Prima, che il nostro Signore ha voluto creare: esseri di luce senza alcuna macchia e senza alcun bisogno di tracciare percorsi nei quali fare esperienze. Ma per raggiungere questo stato di coscienza, per essere in questo stato di coscienza, occorre fare tante prove, occorre anche il tempo. Lo spirito illuminato è cosciente di tutto questo iter apparentemente inutile, lunghissimo ma necessario.

Allora, fratelli, se molti vostri amici e conoscenti, elementi del gruppo, non dimostrano più quello zelo, quella diligenza di un tempo nell’avvicinarsi ai messaggi, a seguirli e a metterli in pratica, non è questo quel male terribile come può apparire: nell'eterno presente siamo già tutti in loro compagnia, realizzati e illuminati dallo Spirito eterno. Ma per coloro la cui coscienza è risvegliata al massimo e vuole accorciare, saltare delle fasi che per altri sono necessarie, allora noi, Fratelli di altre dimensioni, ci proponiamo come collaboratori per accelerare questo iter trasmettendo loro le nostre conoscenze e aiutandole nella crescita col nostro amore fraterno.

Vi chiedete il perché di tutto questo. Perché senza amore la vita di ogni creatura, di ogni pianta, di ogni animale sarebbe arida come un deserto. Ma voi che vi date amore tra di voi riuscite ad accettare meglio la vita con tutte le sue storture, con tutte le sue ingiustizie. Senza l'elemento "amore" avreste in voi e intorno a voi nemici continui, vivreste nella paura, nel terrore, continuamente. Senza l'amore, le piante non vi darebbero frutti per la vostra alimentazione e così gli animali non servirebbero degnamente alla vostra sussistenza e alla vostra compagnia.

Nonostante alcuni possano non cogliere questo sentimento espresso apertamente, comunicato continuamente, tuttavia io vi dico che l'elemento amore è una linfa che nutre tutti i regni della natura!

Qualcuno potrebbe chiederci: nell'azione malvagia, nell'azione di colui che vuole danneggiare il fratello, dov'è l'amore? Non è visibile, non è rivelato, non è ascoltato come voce stentorea ma è presente, sempre presente in tutte le creature.




Addio, fratelli.
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Messaggio Cerchio Grarigione Catania 25.01.2011

Messaggioda Fernanda » domenica 6 febbraio 2011, 20:31

Con grande delicatezza e opportunamente le nostre Amate Guide parlano dei recenti fatti di cui si è discusso in questi giorni. Anche se non nominato, il Presidente del Consiglio e tutta la vicenda relativa a lui e ad altre persone, insieme con le argomentazioni dei rispettivi detrattori e sostenitori sono presi, benché non direttamente, in considerazione. L'equilibrio di questo messaggio, tipico della migliore messaggistica angelica, è quello di riconoscere, in tale vicenda come pure in generale, l'inopportunità di arroccarsi in posizioni inamovibili, da una parte e dall'altra, soprattutto se ciò è motivato da un più o meno riconosciuto tornaconto di parte.

Il tranello è il non riconoscere, comunque in generale, le ragioni di chi non la pensa come noi; l'inganno è stabilire delle priorità non con il fine sacrosanto di riconoscere giusti principi, in tal modo esaltandone l'importanza, bensì per mero interesse personale o di parte. La grande sconfitta, ai fini della nostra crescita e comprensione spirituale, sarà di non riconoscere la nascosta presenza del Progetto Divino in ogni operato umano e di continuare a non scorgerLo in ogni forma di reazione ad esso.

Ogni cosa che pensiamo o diciamo, sentendola, ha risonanza in tutta la Creazione, riproduce la matrice d'origine. Molta responsabilità sarà in chi allora, non attento a ciò che le sue emozioni e i suoi pensieri dettati dall'ego potranno produrre, questi ultimi ingigantirà e mostrerà, sconsideratamente. Viceversa ogni pensiero o parola di (ri)unificazione saranno benedetti e produrrano crescita e il riverbero genererà beneficio.

Con questa attenzione ai nuovi Frutti, già vedendoli freschi e di nutrimento per tutti gli uomini, ci occuperemo dei semi che sceglieremo per il nostro campo. Con il coraggio di chi sa che seminerà per l'Umanità tutta e che la nutrirà unita, in una meravigliosa, benedetta coesione d'Amore.

Un abbraccio

Denis









25.01.2011



Fratelli diletti, vi saluto.

Sicuramente vi siete soffermati a riflettere su alcuni avvenimenti che accadono nella vostra società e che tanto scalpore e tanta dinamica di pensieri variegati, di pensieri contrastanti hanno prodotto. La dialettica che viene fuori dal pensiero, dalla mente dei nostri fratelli umani ha una ragion d’essere ed una logica che non si ferma, non è racchiusa dentro gli ambiti di quelle circostanze, di quegli avvenimenti ma li travalica. Cioè, anche gli episodi apparentemente banali che possono non interessare tutta l’umanità diventano - pur nondimeno – di grande interesse per tutti gli uomini della Terra che sono collegati spiritualmente anche all’avvenimento più banale o più singolare - che può riguardare un unico uomo - ad opera della risonanza energetica, della risonanza vibratoria. Essa è un elemento da non sottovalutare, è un elemento da prendere in considerazione seriamente per tutto ciò che riguarda il cosiddetto bene e il cosiddetto male. L’attenzione dovrebbe essere pertanto centrata, indirizzata non solo all’azione positiva ma anche al pensiero positivo. Ciò che si dice o si fa non resta entro gli ambiti soggettivi di una persona, di una famiglia, di una città.



Perché tutto questo accade? Voi pensate che succede perché ci sono i mass media che diramano le notizie, gli avvenimenti, ma io vi dico che - aldilà dei mass media - c’è una cassa di risonanza, un tam tam che proviene da ogni spirito e raggiunge tutti gli altri spiriti dell’umanità intera.

Quante volte abbiamo parlato dell’importanza dell’esempio che anche un singolo individuo può trasmettere con le sue azioni, con le sue parole! E non è un’esagerazione perché l’affinità energetica, l’affinità spirituale non può essere disconosciuta.

Se ogni cellula del vostro corpo ha una risonanza energetica con tutte le altre cellule del vostro organismo non si può disconoscere questa proprietà transitiva di tutto l’Universo creato.

La trasmissione energetica, la comunicazione - anche non verbale - tra gli stessi uomini è un fatto scontato e rimane sempre un fatto positivo, un elemento positivo anche quando si aggiungono elementi accessori, elementi prodotti dalla mente alterata, dall’ego alterato, tutto proteso a primeggiare, a dileggiare, a distruggere, a tentare di distruggere il fratello, fisicamente o spiritualmente.

Qualcuno si ricorderà del proverbio antichissimo: “Ferisce più una parola che la spada !”.

Noi ci accorgiamo come i nostri fratelli umani sono sempre più inclini a vituperare, a condannare il comportamento degli altri fratelli per potere emergere, loro stessi, con una pseudo integrità, con una pseudo superiorità. Tutta la vostra cronaca quotidiana è alimentata da questa tendenza ed è diventata eccessivamente destabilizzante dell’equilibrio interiore di molti uomini che cercano ancora di trovare la loro vera strada: la strada dell’emancipazione dagli altri, dagli schemi, dagli stereotipi della società,che sentono in netto contrasto con i valori autentici, con i valori sempre validi per ogni cultura e in ogni tempo.

Voi, miei cari fratelli, non lasciatevi coinvolgere in queste diatribe che veramente producono, in molti animi, scoramento, paura, incertezza nel vivere. Affidatevi sempre a quello che vi suggerisce la vostra coscienza, quella coscienza che non giudica, che non prevarica, che non condanna.

La moralità di cui tanto si discute tra la vostra gente è una falsa moralità. La vera moralità è quella interiore, quella che non si mostra esteriormente con le parole ma si evidenzia nel comportamento lineare di una vita, di una o più vite. La moralità consiste nel sentirsi vicini, uguali agli altri fratelli, anche a quelli che non hanno titoli, che non hanno capitali, che non hanno fama. I concetti morali - ai quali siete stati educati - sono da intendersi come regole di condominio piuttosto che concetti di moralità assoluta, di moralità universalmente condivisa. Se, poi, queste regole di condominio - regole per il quieto vivere - sono state inserite nei cosiddetti codici morali di comportamento, vanno eseguite, vanno rispettate ma - badate bene - non possono essere scambiate per i valori morali universali.

Ogni uomo che segue l’ispirazione interiore ha una condotta morale che è tutta tesa a non danneggiare il fratello, al rispetto del fratello, delle sue idee, dei suoi comportamenti. Anche il fratello che ha fatto proprio il valore della libertà da ogni preconcetto deve tendere a rispettare e a non calpestare i valori degli altri.

È uno stato di equilibrio, è uno stato di saggezza che non può essere alla portata di tutti, di tutti gli uomini; però è uno stato dell’essere verso cui tutti devono tendere, per farlo proprio.

Miei cari, l’equilibrio interiore porta all’equilibrio esteriore nei comportamenti, nel pensiero e nelle parole. Diffidate dunque da chi si esprime, da chi si comporta senza questi simboli di equilibrio!

Il coinvolgimento sociale - che dovrebbe essere un dovere di ogni persona, di ogni creatura - in certi momenti deve essere messo da parte. Bisogna astenersi da una presa diretta, da una posizione netta per evitare di farsi fagocitare emozionalmente dai meccanismi subdoli, dalla malvagità che guida le azioni di molti uomini. Restarne in disparte non significa restare indifferenti o dissociati. Alludiamo soltanto al coinvolgimento emotivo che deve restare fuori oltre che dall’azione, dalla parola. E anche dal pensiero. Però, devo aggiungere a tutto questo bailamme - che può apparire come un aggravarsi dei rapporti umani, della tolleranza tra gli uomini – vi devo comunicare, fratelli, che emerge sempre un elemento nuovo, un elemento positivo che viene fuori per quella svolta epocale cui va incontro l’umanità. È come la ninfea che affonda le radici nella melma e, sbocciando a pelo d’acqua, mostra una bellezza incredibilmente stupefacente.

Ricordate – sempre - che dall’apparente male nasce sempre un filone di bene. Dall’apparente disordine può venir fuori un ordine meraviglioso!

È vero, il tempo è sempre il vostro nemico ma anche un vostro amico quando bisogna aspettare che i semi marciscano per diventare piante. Senza il tempo, sul vostro piano, non nasce niente di buono e quel rinnovamento spirituale che è già stabilito, che già appartiene alla vostra gente, purtroppo si snoda, si articola attraverso le spire del tempo. In tal modo può spegnere in qualcuno la speranza - e anche la certezza - che il bene abbia a manifestarsi apertamente. Ma solo chi ha fede, certezza incrollabile, potrà vedere il cambiamento.

Il bene a cui alludiamo è la rinascita spirituale che viene fuori da ogni creatura che vede nell’altra creatura la propria immagine, la propria somiglianza, quella somiglianza con cui ci ha fatto il nostro Creatore, pur nell’apparente diversità di razza, di religione.

Se, guardandovi allo specchio, vedete le vostre fattezze, certamente non siete portati a disprezzare o a dileggiare quell’immagine: avete accettato voi stessi nell’interezza della vostra personalità e del vostro carattere. Perché, dunque, è così difficile, a volte impossibile, accettare gli altri che sono immagine di voi stessi? Vi fermate sempre a fattori, a elementi accessori - la bellezza, la cultura, la ricchezza - e su questi parametri costruite tutti i vostri valori e la vostra stessa infelicità.

Riflettete, fratelli, su questo ultimo elemento! Quando vi piangete addosso e vi sentite i più sfortunati della Terra, andate a ricercare le origini di questo fallimento dentro voi stessi.

Se riflettete opportunamente e serenamente, lo sconforto viene fuori dal non avere raggiunto questi falsi parametri, questi falsi valori. Allora, noi - Fratelli amorosi delle dimensioni dove le spirito è libero dal condizionamento della materia, dal peso del corpo - possiamo meglio indicarvi la soluzione, la strada per eliminare il malcontento, per far cessare l’infelicità.

Vi siete resi conto che ci sono uomini più sfortunati di voi che hanno un corpo paralizzato, che non hanno tutte le facoltà sensoriali e motorie dei cosiddetti sani? Eppure coltivano dentro di loro una gioia di vivere, una felicità che è tutta interiore. Cosa vi fa pensare tutto questo? Che bisogna guardare meglio alla propria vita senza paraocchi, i paraocchi che vi impone la società. Occorre guardare a trecentosessanta gradi, più di quanto fanno i vostri cavalli, per vedere anche quello che sta dietro di voi, oltre che a destra, a sinistra e in avanti. In questa visione così spaziosa ci sono tutti gli elementi per potervi sentire felici e soddisfatti, grati alla vita che vi è stata data, che vi è stata concessa.

Ma, se vi limitate a guardare in una sola direzione, la vostra vita vi appare squallida, senza luce, senza appigli a cui aggrapparvi. Talvolta bisogna discostarsi dal pensiero dominante di un periodo storico, di una cultura. È necessario per poter ritrovare la dignità, la vera dignità, quella che non si baratta e non si scambia con altri falsi valori.

Dedicate più tempo ai vostri giovani, ai vostri figli, introducendo un poco per volta qualche elemento delle vostre conoscenze spirituali, delle vostre certezze interiori perché ciò che dite, ciò che fate resterà sempre impresso nella loro coscienza, come una guida imperitura nel corso della loro vita.

Fate in modo di non assecondare tutti i loro desideri perché non è così che conquistate il loro amore, il loro rispetto! Una maggiore saggezza ed equilibrio nell’amministrare le sostanze economiche che avete a disposizione porterà questi giovani al rispetto del danaro e al sacrificio che comporta procurarselo per poter vivere.

Agite sempre secondo la voce interiore e non secondo la consuetudine continuamente proposta dal consumismo.

Ora mi fermo perché qualcuno potrebbe fare delle domande; siamo qui per esaudire le vostre richieste, fratelli.

P.V. dice di sentirsi preoccupata per un fratello, per ciò che riguarda la salute e anche per la situazione economica e non sa come aiutarlo.

R: Per quanto riguarda la sua salute tu puoi fare ben poco, sorella, perché questo ambito è affidato al suo programma. Puoi essergli vicino col tuo amore - come facciamo noi Fratelli di Luce mandandovi il nostro sostegno reale ma non potendo cambiare la vostra vita. Neanche tu puoi cambiare la vita, gli avvenimenti della sua vita.

Puoi essergli vicina aiutandolo anche economicamente rinunciando a qualche capriccio, a qualche spesa voluttuaria.

Faresti una grande cosa e ti sentiresti più soddisfatta. Però quello che puoi fare è sempre molto limitato. La sua salute certo non è delle migliori e col tempo va sempre peggiorando perché ha perso la gioia di vivere, perché non si dà aiuto da se stesso. In questo settore puoi fare tanto sorella, parlando alla sua mente e nel contempo al suo cuore, parlando delle tue certezze. Anche se pensi che non ti ascolta, apparentemente non ti ascolta. Tuttavia tutto quello che dirai e farai verrà assorbito dal suo spirito, verrà trattenuto dal suo essere e non verrà sprecato.

Noi ti aiuteremo in quelle che sono le nostre possibilità suggerendoti interventi, modi di fare, modi di agire e, poi, affidati sempre alla Misericordia, all’Amore divino, chiamaLo sempre in tuo aiuto, in ogni momento e in tutte le circostanze della tua vita.

Egli non riuscirà subito a vendere la sua attività perché c’è la crisi economica. Però tra un poco di tempo ci riuscirà. Forse è meglio per lui dare un taglio netto a quello che ha fatto finora che non gli ha prodotto nessuna gioia, nessuna soddisfazione.

Vi saluto, fratelli.




Si comunica che l'incontro di martedì 02.02.11 è saltato, per cui la prossima settimana non saranno inoltrati messaggi.
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1°Messaggio dall'anno Cerchio Grarigione Catania 11.01.2011

Messaggioda Fernanda » venerdì 18 febbraio 2011, 7:57

Questo messaggio, il secondo per data di quest'anno e che viene proposto solo ora per un disguido, riprende un argomento molto amato dalle nostre Care Guide: quello della guarigione spirituale.

Il primo messaggio dell'anno, quello di precedente datazione, si riferiva più direttamente a qualità, a prerogative dell'Assoluto -e ciò ben si adattava a rappresentare un primo messaggio annuale- Esso quale primo generatore dal Quale mai dobbiamo dimenticare di avere avuto i natali e che ci é Continua Fonte, Ragione di Vita. E tutto ciò al punto che cercare la traccia dell'Assoluto presente in noi può, da sola, sostituire qualunque altro tipo di cammino nello Spirito, che sia più o meno strutturato, codificato o condiviso.

Questo presente messaggio sottolinea ancora di più la sottile interdipendenza tra noi, il nostro corpo e quello dell'Universo: tutto ciò al punto che la struttura di quest'ultimo e quella cosmica sono viste come similari e corrispondenti. Le trasformazioni poi a cui sono soggette la nostra Galassia, così come, più direttamente, la nostra Terra, sono considerate quali naturali manifestazioni di eventi congeniti alla naturale struttura cosmica. Non c'è differenza sostanziale, non più, tra il piccolo granello e la Galassia. Abituarci a tale similitudine ci predispone per un salto oltre lo spazio e il tempo, che ci renderà più che degni delle "dimensioni" di Dio, delle Sue logiche. Già questo ci predisporrà a ritrovarci sempre più nella Gioia, quella di colui che si rende conto di come i sensi lo ingannino e di come fra i colori dell'arcobaleno non vi siano reali differenze, ma ciascuno di questi sia solo dovuto alla Luce, in una delle sue innumerevoli interpretazioni cromatiche. Allora le nostre cellule, tutte quante, saranno in festa; allora ci ricorderemo del riso che ci ha sempre accompagnato, ci ricorderemo che siamo stati noi a costruire le Galassie e che se noi siamo Gioia anche queste, con tutti i loro sistemi solari, terre abitate, fratelli celesti, possono diventarlo.

A tutti un abbraccio

Denis.



11.01.2011



Fratelli diletti, sono con voi; siamo con voi.



Questa sera, assieme ai fratelli della Comunità spirituale cui io appartengo, attiveremo, assieme a voi, un cerchio di luce, un arcobaleno che si estende da un punto all'altro della Terra in modo da irrorarla di prosperità, di pace, di benessere.

Attiviamoci insieme emettendo quella luce particolare prodotta dallo spirito che è foriera, portatrice di cambiamenti, di trasformazioni: tutto quello che l'umanità risvegliata attende. Un'attesa che non viene come manna dal Cielo ma come frutto di un lavoro reciproco, di un lavoro partecipativo di ogni essere e di tutti gli esseri di questo mondo.



Immaginate, dunque, e create col pensiero questo arco di colori delicati e sfumati che sovrasta la vostra Terra. Da ogni sfumatura di colore si propaga un elemento utile e indispensabile per le creature della Terra e per la Terra stessa. Ogni colore reca un dono, un dono specifico per sopperire ad una carenza cromatica della vostra Terra e dei suoi abitanti. Tutti i colori, poi, in una sola sintesi, prospettano benessere, prospettano pace, prospettano rinascita: la quiete dopo la tempesta, cosicché questo arco colorato assume la connotazione di una protezione massima, ma anche di una protezione specifica del pianeta Terra nei confronti di tutti i fenomeni siderali che potrebbero avere una ripercussione dannosa nei confronti della Terra.

Sapete che l'Universo è in continuo cambiamento, in continua trasformazione, e nella Galassia dove è situata la Terra si verificano, continuamente, delle radiazioni e dei fenomeni - non tutti positivi - per la madre Terra. Molte dispersioni energetiche che constatate, anche nelle stesse zolle della Terra, nei mari, nei fiumi non sono solo imputabili alla responsabilità umana, ma come conseguenza di fenomeni celesti cui la Terra stessa è soggetta. Non guardate a questi fenomeni come a un castigo divino o come effetto di una causa determinata dalla mano umana. L'universo è come una spugna che assorbe energia e propone ulteriore energia ed è lo stesso meccanismo che voi riscontrate, anche, nel vostro corpo fisico, nell'attività del vostro cuore che pompa sangue a tutto il corpo e assorbe ossigeno dal mondo circostante, dall'ambiente.

Ora immaginate l’Universo e, come fate col vostro cuore, irroratelo di amore, irroratelo di benessere; rivolgetevi all'Universo alla stessa maniera affinché possa asservire degnamente la vostra Terra e tutti gli abitanti, e possa essere di aiuto e di crescita per tutte le creature, sempre nel programma molto più ampio, molto più vasto: il Programma divino e, in ossequio al Programma divino. In tal modo, il programma più piccolo delle creature e della stessa Terra diventa ben poca cosa. Tuttavia non possiamo mai esimerci dal chiedere, per voi tutti fratelli umani, una protezione massima, un aiuto continuo per la vostra esistenza affinché il benessere e la serenità che impronta la vostra vita, che impronta i vostri giorni rendano più facile l'esecuzione del compito, il compito spirituale che è nel vostro programma.

Senza questi elementi si rischia di ritornare più volte, si rischia di rinascere finché non si è completato tale programma.

E noi non vi auguriamo questo evento che sarebbe una perdita di tempo, una fermata inutile, inutile ma, a volte, necessaria nell'ordine delle modalità del programma individuale. Noi vi auguriamo, fratelli, che possiate portare a termine quel disegno, quello che porta seco il vostro spirito, per potervi riabbracciare spiritualmente su altri piani di esistenza con una maggiore consapevolezza e con un grado molto più ampio del vostro essere.



Se il lavoro è ben fatto, se si sono eseguiti tutti i criteri per una buona riuscita, il passo successivo sarà di entrare a far parte di un altro livello, di un'altra dimensione, per tutti voi che mi ascoltate, che avete eseguito le direttive del vostro spirito, assieme, in concomitanza con i consigli amorosi di altri fratelli. Il servizio che avete operato non può essere dimenticato, minimizzato né disconosciuto da chicchessia, nel tempo e nello spazio e nell'eternità. Pertanto, ogni riconoscimento che su di voi indirizziamo non è diretto alla mente per la sua vanagloria, ma è diretto specificatamente al vostro spirito.



Vorremmo che foste certi, tutti quanti, che, nonostante i cosiddetti errori o le cosiddette cadute, avete realizzato, ognuno di voi ha realizzato, qualcosa di prezioso, qualcosa di valido e di eterno che non rimarrà su questa Terra soltanto, ma che è già impresso, incastonato nelle sfere dell'Universo, nella memoria universale.



Voi uomini lasciate i vostri possedimenti, i vostri averi, i vostri attaccamenti di tipo materiale in questa dimensione ma quello che ha realizzato il vostro cuore, come amore, come dedizione, come comprensione ve lo portate appresso perennemente, per l'eternità.

Come conseguenza, cresce anche la saggezza, cresce anche la lungimiranza che vi fa intravedere, che vi fa scorgere la prosecuzione del vostro programma, del vostro lavoro!

Nessuno potrà dire, quando sarà partito da questa dimensione, di non conoscere, di non capire a che cosa è servita questa vita; ed è questa una conquista meravigliosa, una conquista eccezionale, non diretta a tutti, ma a voi perché ve la siete meritata. In tal modo l'aspetto giustizia, l'aspetto verità del nostro Creatore si rivelerà per ognuno di voi come già succede, anche se in maniera più esigua, in maniera più ristretta.



Continuiamo a visualizzare e a dare corpo col pensiero alla Luce di un arcobaleno che circonda la Terra e nella stessa maniera, ogni creatura, animale e pianta, tutti i fratelli bisognosi di apporti energetici per la guarigione delle loro malattie, per la risoluzione dei loro problemi.

Circonda e avvolge ogni fratello che vuole risolvere i suoi problemi e trova in questa Luce le soluzioni.

Vedetevi all'interno di questa sfera trasformati e rivitalizzati da tutti i colori dell'arcobaleno, curati e guariti da ogni malanno, da ogni sofferenza dell'anima, da ogni preoccupazione mentale, così come vi vuole il nostro Creatore e Signore: felici e grati della vita.



Addio, fratelli.
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

Spirito Joanna de Ângelis
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