Messaggio Cerchi Guarigione di Catiania 11.11.11

Messaggio Cerchi Guarigione di Catiania 11.11.11

Messaggioda Fernanda » martedì 15 novembre 2011, 13:47

01.11.2011

Un saluto a tutti voi, fratelli. Come al solito, accorriamo felici al vostro richiamo, e sempre grati per l'occasione che ci prospettate: cioè a dire la possibilità di essere utili alla vostra crescita, alla vostra stessa esistenza. È un'utilità che fonda le sue basi sulla Legge dell'Amore universale; e, quindi, essere partecipi degli avvenimenti della vostra vita diventa un fatto scontato.
Qualcuno si chiede, perché abbiamo impostato la nostra esistenza sulla Legge dell'Amore universale? Perché essa è la linfa vitale che circola nell'albero dell'Universo e tutti quanti ne siamo facenti parte assorbendo amore e comunicando amore. L'amore si traduce - a volte - anche in saggezza, in conoscenza, un tipo di conoscenza senza gli orpelli inutili di cui è connotata la conoscenza umana.
La vera conoscenza è il bisogno di comunicare agli altri il grado di verità raggiunto, quel grado di verità riconosciuto con la massima umiltà e alla pari, sullo stesso livello!
Quindi, diffidate di chiunque si presenti a voi con quell'alone di conoscenza che non sia accompagnato dall'umiltà e dall'amore, dall’amore fraterno. Ormai siete consapevoli, siete adusi a distinguere la vera conoscenza dal sapere: l'insieme di concetti, di teorie inglobate dal cervello attraverso l'intelligenza e mediante lo studio. Noi non disprezziamo questo tipo di sapere ma facciamo la dovuta differenziazione fra il termine sapere e il termine conoscenza, anche se per voi umani i due termini possono apparire sinonimi.
L'uomo di conoscenza è quello che ha allargato la sua consapevolezza in maniera vertiginosa, e se è accresciuto il suo sapere è accresciuto anche l'amore, l'Amore universale.

L'uomo di conoscenza non ha più pregiudizi, non discrimina e non giudica!

L'uomo di conoscenza è sempre proteso alla comprensione anche verso il fratello che ignora, e perciò calpesta, la Legge d'Amore. Tale fratello comunemente viene chiamato peccatore, ma ha soltanto disconosciuto, ha ignorato la Legge su cui si regge tutto l'Universo.

Il cosiddetto peccatore è colui che ha messo al primo posto se stesso e ha ignorato i bisogni degli altri, ha ignorato le sofferenze degli altri fratelli. Quasi per non contaminarsi, ha creato una barriera di diffidenza. In questa perfetta solitudine, da egoista, pensa erroneamente di poter raggiungere obiettivi sempre maggiori, obiettivi superiori a quelli della cosiddetta massa: obiettivi di ricchezza, di celebrità, di superiorità. Ma noi che leggiamo nei cuori di questi fratelli sappiamo che all’apparente crescita umana si accompagna il tormento interiore, l'infelicità dell'animo.

Non c'è gioia duratura nella loro vita, e non può esistere quella pace, quella serenità tanto agognata, tanto desiderata da ogni uomo. Però, badate, non è la ricchezza di per sé, non sono gli averi a far crescere, a sviluppare questo malcontento dell'animo, piuttosto l’attaccamento agli averi e la visione egoistica della propria vita. Che cosa manca a questi fratelli? Manca l'elemento spirituale, non aver dato spazio all'elemento spirituale e aver costruito tutta la propria atmosfera, il proprio entourage su elementi materialistici. Cosa si porteranno dopo la morte? Non certo i possedimenti, le ville, i soldi, gli averi, la celebrità, ma quel grado di consapevolezza che si è conquistata, a volte a caro prezzo, con molti sacrifici, rinunciando anche a stare con gli amici per curare invece la parte spirituale.
A quante rinunzie di divertimenti e di allettamenti frivoli vi siete assoggettati per parlare con noi fratelli di altra dimensione!
Cosicché, dopo anni e anni di sodalizio attraverso i nostri consigli e le vostre giuste riflessioni, è venuta fuori quella crescita, quella trasformazione di cui più volte abbiamo parlato. Dal bruco, nasce la farfalla, ma occorre del tempo, occorre molta fatica.
La vita di un essere risvegliato deve essere sempre accompagnata, anche nel quotidiano, dalla presenza dello spirito e questa spiritualità si manifesta in mille modi, in mille maniere.
Non è nell’essere bigotti, nel parlare sempre di Dio che si rivela la spiritualità! Piuttosto è nel sentirsi sempre portatori di un elemento indissolubile, immortale e perciò fieri della propria dignità spirituale. Cosicché - in qualsiasi situazione della vita - non la si può avvilire, non la si può distruggere e relegare nelle bassezze del mondo materiale.
Nella stessa maniera si riconosce uguale dignità e valore agli altri fratelli, e a tutti gli esseri di questo Universo!
L’essere spirituale non può danneggiare il proprio fratello per il proprio vantaggio perché sa che questa azione avrà un ritorno, un ritorno negativo su di sé. Niente sfugge alla Legge di causa/effetto e si dovrà compensare sulla propria pelle il male arrecato ad altri. L'essere spirituale, l'uomo spirituale è sempre attento e riflessivo nel comportamento, nelle azioni, nel pensiero e con queste certezze interiori affronta la vita con maggiore serenità, con quella contentezza che ad altri manca; gode delle gioie della vita vivendo giorno per giorno senza preoccuparsi eccessivamente del futuro perché sa con certezza che il futuro è una propaggine del presente, una conseguenza logica.

Ora io mi fermo per dare la possibilità ad alcuni di voi di fare delle domande, se c'è questa necessità. Chiedete, fratelli.

D: Si chiede se la tecnica bio-energetica è efficace per le guarigioni.
R: Vedi fratello, tutto può essere d'aiuto all'essere umano quando veramente egli crede in quello che fa perché il potere sta in sé.
Esercitando questo potere, attirandoti l’energia positiva, tu puoi operare anche guarigioni miracolose, ma devi avere una certezza piena, totale, senza un'ombra di dubbio, senza tentennamenti. Quanto si verificano queste condizioni, allora avviene la guarigione.
Comunque, anche esercitarsi in queste tecniche può essere di grande utilità. È anche un modo come impegnare la mente in maniera positiva anziché farla andare a rimuginare sempre sulle cose negative, sui ricordi del passato.
Metti tutta la tua buona volontà e tutta la tua disponibilità interiore in questa tecnica e otterrai dei risultati. Ricordati sempre che il potere è in te.
Se non ci sono altre domande, io vado.
Addio, fratelli.


Commento
Non è un caso che questo messaggio sia giunto a tutti noi il giorno dedicato ad Ognissanti. Le qualità di Colui che è Santo sono lo Spirito di servizio, la dedizione, l'impegno per il supporto e la crescita dei fratelli meno fortunati in fede, intelletto, condizioni fisiche o capacità di sostentamento. Tali qualità di per Sè definiscono Santo Colui che ne è detentore e Santo lo scopo per cui tali Qualità vengono poste in essere e per cui simili azioni sono così prodotte.
Quando Dio chiama, Colui che è Santo sempre risponde. Ecco che allora la vera definizione, la più grande, profonda e adeguata di Santità è: la Capacità di riconoscere e rispondere, prontamente, al richiamo di Dio in noi.
Questo ci stanno dimostrando i nostri Fratelli maggiori. La saggezza che esprimono non può prescindere dal compiacimento che il richiamo di Dio ha prodotto in loro, quale metafora di unità, tramite l'aiuto incondizionato ai fratelli nel bisogno. La Gioia permanente del Loro persistere nell'Uno e del riproporre continuamente la Sua Unicità quale Unica Presenza Possibile è sufficiente ad invogliare chiunque si definisca positivista, materialista a oltranza, a riconsiderare i suoi assunti. La Pienezza di un Amore che non conosce ciò che è duale e quindi condizioni di sorta all'espressione di Sé, fa volgere l'attenzione a Ciò Che Vale, piuttosto che a ciò a cui attribuivamo valore. Il Senso di Realizzazione per un'azione ispirata dal Divino in noi e come tale proposta a noi stessi e ai fratelli, produce un distacco dai risultati di ciò che, contingente, andrà a morire per offrire il sicuro Rifugio della Divinità Imperitura.
Ecco che allora l'avere tradito il nostro io meschino, trova senz'altro atteggiamento solidale da parte degli aspetti meno nobili di noi, ma produce un iter di purificazione che porterà la nostra materia più densa a morire sulla croce della sofferenza egoica, fino a risorgere dopo tre giorni di decomposizione-riscatto-rigenerazione, in cui il sepolcro diventa utero e culla per una nuova Vita, ora sì veramente rinata dallo Spirito.
Forse non ci ricorderemo, una volta approdati a quelle Benedette Rive, quanto sia stato faticoso il Viaggio, e quante volte abbiamo perduto la speranza di calpestarle, di baciarle, presi come eravamo nel cercare di non esser travolti dalle onde del grande mare della vita.
Ma la Meta vale ampiamente il Viaggio. E quest'ultimo poi, se così condotto e condiviso, ci mostra già la Natura del Suo Obiettivo, fosse anche nei resoconti meravigliosi di Coloro che, come le Nostre Guide, tale Percorso l'hanno compiuto più volte.
Anche solo per arrivare ad avere la possibilità di indicarcene le caratteristiche, le vicissitudini, il decorso.
Anche solo per trasmetterci la Gioia del Viaggio...

Un abbraccio a tutti
Denis
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

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Re: Messaggio Cerchi Guarigione di Catiania 11.11.11

Messaggioda Edson » giovedì 17 novembre 2011, 13:29

Che bello testo.
Quante cose per imparare, per praticare.

Grazie Fernanda
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