Room 28.10.2009

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Messaggioda evina.r » sabato 31 ottobre 2009, 22:51

STORIA DELLA METAFONIA

Il lavoro sulla metafonia iniziò negli anni '20 , con Thomas Edison che credeva che ci potesse essere, tra le onde lunghe e le onde corte, una frequenza radio in grado di rendere possibile una qualche forma di contatto telepatico con l'altro mondo e con Guglielmo Marconi, inventore della radio, che riteneva fosse possibile questo stesso contatto tramite le onde hertziane.

Sebbene la cosa non sia nota a molti cristiani - cattolici, protestanti e fondamentalisti - la Chiesa Cattolica ha avuto un atteggiamento positivo e di incoraggiamento nei confronti delle indagini sulla metafonia.

Due dei primissimi investigatori furono preti cattolici italiani, Padre Ernetti e Padre Gemelli, i quali si imbatterono casualmente nel fenomeno nel 1952 mentre stavano registrando dei canti gregoriani.
Padre Gemelli udì sul nastro la voce di suo padre che lo chiamava con il soprannome che aveva da bambino, e diceva "Zuccone, è chiaro, non sai che sono io?"
Profondamente perplesso a causa degli insegnamenti cattolici in materia di contatto con i morti, i due preti si recarono a Roma in visita a Papa Pio XII.
Il Papa li rassicurò:
Caro padre Gemelli, non ha davvero nessun motivo di preoccuparsi. L'esistenza di queste voci è un fatto rigorosamente scientifico e non ha nulla a che vedere con lo spiritismo. Il registratore è totalmente obiettivo. Riceve e registra solo le onde sonore da qualunque posto esse provengano. Questo esperimento potrebbe divenire la pietra angolare di un edificio per gli studi scientifici che rafforzerà la fede della gente nell'Aldilà
• Il cugino di Papa Pio XII, il Rev. Professor Dott. Gebhard Frei, co-fondatore dello Jung Institute, era uno parapsicologo noto a livello internazionale e uno stretto collaboratore di Raudive, uno dei pionieri della ricerca. Fu anche Presidente della Società Internazionale dei Parapsicologi Cattolici. È nota questa sua affermazione:
Tutto ciò che ho letto e sentito mi obbliga a credere che le voci provengono da entità trascendentali e individuali. Mi piaccia o no, non ho il diritto di dubitare della genuinità delle voci.

Ma il primo vero ricercatore della metafonia fu Friedrich Jurgenson. Questa è stata la sua prima esperienza:

Nell'anno 1959, Friedrich Jürgenson si trovava vicino a Stoccolma, nella propria casa di campagna. Da una finestra, decise di registrare il verso di alcuni uccelli utilizzando un magnetofono. Nel riascoltare il nastro, si rese conto di aver inciso non soltanto il verso degli uccelli, ma anche delle voci umane. Senza che, attorno a lui, vi fosse nessuno. Una di queste voci apparteneva ad un uomo, che in norvegese gli forniva alcune spiegazioni circa il verso di alcuni uccelli notturni. Pensando ad un malfunzionamento del proprio apparecchio, Jürgenson lo smontò e revisionò, senza però trovare alcun malfunzionamento. Senza trovare apparente spiegazione al fenomeno, Jürgenson accantonò il problema. Tuttavia, al lavoro con un apparecchio radiofonico, in altre occasioni ritenne di udire voci umane che lo chiamavano. Incuriosito da quel fenomeno, il danese decise di dedicarvi studi più approfonditi e, per i successivi mesi, riascoltò per ore ed ore le proprie registrazioni. Da allora Jurgenson incise oltre 70.000 voci, che furono poi convalidate nella loro autenticità da tecnici, fisici e psicologi, da Rol nel 1964, da Hans Bender (direttore dell'Istituto di Psicologia di frontiera a Friburgo) nel 1965.
La realtà delle voci ebbe, allora, un primo riconoscimento ufficiale.
Nel 1968 il filosofo e psicologo Konstantin Raudive, riprendendo il lavoro di Jurgenson, pubblicava le sue conclusioni nel libro “L'invisibile si fa udibile”. Le esperienze di Raudive annoverano circa 72.000 comunicazioni verbali. Secondo il ricercatore le voci erano da considerarsi fatti oggettivi, prodotti da una dimensione che egli definì “antimondo”.
Da quegli anni le esperienze si moltiplicarono, in molte parti del mondo.
Nominare tutti i ricercatori metafonici da allora ai giorni nostri sarebbe troppo lungo, ma voglio ricordare una ricercatrice che ha segnato l'inizio della mia ricerca metafonica: Gabriella Alvise, che a seguito della morte della giovane figlia, Roberta, decise di accostarsi alla metafonia, dopo che per caso lesse un articolo scritto sulle esperienze in questa materia da parte di Jurgenson. Pensate, le era caduta una rivista e si era aperta su una pagina che riportava un titolo curioso: “Qualcuno ci chiama dall'aldilà”.

LA MIA RICERCA

La mia ricerca è iniziata negli anni 80, dopo aver letto il libro scritto da Gabriella Alvisi: “Le voci dei viventi di ieri”. Ricordo che questo libro mi aveva molto colpita, per la semplicità con cui l'autrice descriveva questi contatti e per la possibilità da parte di chiunque di ottenerli.
Quindi, spinta dalla mia voglia di sapere cosa c'era dopo la morte, non avendo ancora letto nulla sull'argomento, assolutamente digiuna di qualsiasi istruzione in merito, coinvolsi mio fratello in una prova di registrazione, un giorno a casa dei miei genitori.
Accendemmo il registratore, un vecchio Geloso con le bobine, lo chiudemmo da solo in sala e andammo a mangiare con i nostri genitori.
Finito il pranzo, un po' ridacchiando, risentimmo se c'era qualcosa inciso, dando quasi per scontato che non avremmo sentito proprio niente, pronti a farci quattro risate.
Invece, dopo pochi minuti, si sentì una voce chiara, profonda, che diceva: “Sono un morto, aspetto il ponte”.
Ci siamo guardati in faccia, pallidissimi, abbiamo spento tutto e non abbiamo più riprovato per tanto tempo. Ma la curiosità era troppo grande e io a casa mia e Franco a casa sua, continuammo a registrare, pur facendocela sotto quando sentivamo delle voci. Ma non essendoci alcuna preparazione sull'argomento, presto la paura superò la curiosità e smettemmo quasi contemporaneamente di registrare, stanchi di notti passate in bianco con la testa sotto le coperte, a sentire cani che abbaiavano quando cani non c'erano o rumori strani (senz'altro frutto solo delle nostre paure).
Però la mia voglia di sapere non passava, così quando un giorno una mia amica trovò in una libreria esoterica un volantino che pubblicizzava un'associazione che studiava la medianità e i fenomeni medianici, ci iscrivemmo subito e fu lì che conobbi per la prima volta Kardec e la sua dottrina, fu lì che riuscii a darmi quelle risposte che cercavo da tanto tempo, fu lì che mi passò la paura di queste manifestazioni e quindi ricominciai a praticare la metafonia, e anche se in alcuni periodi difficili della mia vita la interruppi per più volte, ancora oggi la pratico. Non lo faccio per avere la prova dell'immortalità dello spirito, di questo sono profondamente convinta, lo faccio per la grande emozione che mi dà il sentire anche una sola parola sussurrata e per accogliere tutte quelle cose che sono sicura loro vogliono dirci e condividerle con gli altri.

TECNICHE DI REGISTRAZIONE

Prima di tutto ci tengo a precisare che la metafonia, come tutti gli altri sistemi di comunicazione con l'aldilà, apre una porta con l'altra dimensione e di là ci possono essere entità di luce come entità basse, quindi è necessario accostarsi a queste esperienze con la massima serietà, con spirito di ricerca e purezza d'intenti, il nostro atteggiamento dev'essere il più ricettivo possibile e il nostro cuore e la nostra mente devono essere sgombrati da sentimenti negativi e preoccupazioni.
Cerchiamo un angolo tranquillo della nostra casa e ogni volta che faremo la registrazione ci recheremo sempre nello stesso posto, possibilmente lo stesso giorno alla stessa ora, come se dovessimo recarci ad un appuntamento.
Ci sono diverse tecniche per praticare la metafonia:
- alcuni registrano solo col registratore, altri provocando rumore con l'acqua travasandola con un recipiente, altri ancora provocando rumori di altra natura, altri registrano una conversazione e riascoltano girando il nastro al contrario (questa è una funzione che si può sfruttare anche con un programma di registrazione col pc, oltre che col registratore a nastro).
Io registro con un programma che si chiama Adobe Audition e con la radio sintonizzata sulle onde corte (sw).
La radio deve essere sintonizzata su un programma straniero di una lingua che non sia simile a quella italiana, quindi non vanno bene né la lingua spagnola, né quella francese. La sintonia dev'essere per difetto o per eccesso, cioè il canale non dev'essere udibile alla perfezione, altrimenti si rischia di sentire solo la voce dello speaker.
Uso un microfono esterno, non quello del pc, troppo debole per cogliere tutti i rumori, il microfono dev'essere quindi abbastanza sensibile.
Una volta trovato il canale, inizio la registrazione con una preghiera o una breve meditazione, dico poi che voglio aprire il contatto con la spiritualità amica e chiedo per questo contatto la protezione del mio spirito guida.
Nel corso della registrazione pongo delle domande e attendo, prima di porre la domanda successiva, il tempo che prevedo sia necessario per l'eventuale loro risposta.
Alla fine della registrazione, che non dev'essere molto lunga, altrimenti il tempo del riascolto diventa infinito, ringrazio le entità che sono venute a comunicare con me e invito quelle che non sono nella luce a raggiungere la luce di Dio, ringrazio il mio spirito guida e chiudo il contatto.
Per il riascolto, che non effettuo mai subito dopo la registrazione, che mi porta via parecchia energia, vado nello stesso angolino scelto per la mia metafonia e, a piccoli pezzi, riascolto il tutto, pulendo col programma eventuali fruscii della radio, aumentando o diminuendo la velocità delle frasi per una comprensione maggiore.
Scrivo le parole appena le sento, così non rischio di dimenticarmene.
All'inizio sarà difficoltoso sentire anche solo una breve parola, ma si deve allenare l'orecchio: loro non hanno le corde vocali, quindi sfruttano i rumori ambientali o quelli della radio per comunicare, quindi si devono cercare nelle trasmissioni in lingua straniera quelle parole che si presenteranno in italiano molto chiaro, facendo un discorso sensato e coerente alla domanda a loro posta.
Si udranno anche dei sussurri sopra o sotto le nostre parole, quindi si dovrà cercare di ascoltare solo questi, non prestando attenzione alla frase sulla quale si sono formati.
All'inizio sembra difficile, ma vi assicuro che questo sistema di comunicazione è alla portata di tutti, ci vuole solo tanta costanza, tanta pazienza e tanta voglia di farlo.
Un programma di registrazione che si può usare all'inizio, in quanto molto semplice ed intuitivo, è Audacity, scaricabile gratuitamente a questo indirizzo: http://www.xnavigation.net/view/441/aud ... nload.html
LE MIE ESPERIENZE
“Arancione l'ombrello al collo”
Stavo facendo una registrazione e chiedevo notizie della compagna del mio ex marito, morta suicida, le chiedevo una frase di conferma da portare al suo compagno, qualcosa che potesse dargli la certezza della sua sopravvivenza. Stavo registrando con il registratore e col rumore dell'acqua, quando ho sentito questa frase: “arancione l'ombrello al collo”. Personalmente non diedi nessun significato a questa comunicazione, che non mi sembrava tanto sensata, ma quando sentii il mio ex marito e gliela riferii, lui corse subito da me con una foto. Era la foto di una bimba di otto anni, la figlia della compagna scomparsa, e nella foto aveva un ombrello aperto appoggiato al collo. L'ombrello non era arancione, ma aveva grossi spicchi colorati, ma il mio ex marito e la sua compagna lo chiamavano: l'ombrello arancione.
“Padre nostro, che disastro, una grande nave, preoccupatevi tutti!”
Eravamo nell'anno 2002 quando sentii questa registrazione insieme ad un gruppo di amici. Restammo impressionati ma riuscimmo a spiegarci questo messaggio solo quando, a distanza di poche settimane, arrivò la notizia che in Spagna, la petroliera Prestige, affondò nell'Atlantico, provocando un disastro ecologico senza precedenti.

“E' in via... a testa in giù”
Anni fa, la compagna del mio ex marito scomparve da casa, senza lasciare nessun messaggio, così lui mi chiese se potevo chiedere, in una registrazione metafonica, dove si trovava. Senza troppa convinzione, perché so che le risposte metafoniche sono cariche di significati ma difficilmente danno risposte a quesiti così “umani”, feci questa registrazione.
La risposta fu: “E' in via (il nome della via), a testa in giù”.
Dopo pochi giorni la ragazza tornò a casa, era in stato confusionale per una profonda depressione, ma disse di essersi effettivamente recata, nei suoi tanti giri, anche in questa via, che io non conoscevo. E la testa in giù indicava chiaramente il suo stato di disagio.

In ricordo di Franco
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Re: Room 28.10.2009

Messaggioda Fernanda » lunedì 2 novembre 2009, 2:01

Evina!!! : Yahooo : :cuore1:

Grazie di cuore :dicocuore: per la serata di mercoledì scorso.

Sei stata stupenda e ci hai coinvolto tutti nel studio. : book :

Grazie anche per il testo e speriamo sentirti altre volte nei prossimi studi!!! :complimentoni:

Un abbraccio forte forte e a presto, : Groupwave :

Fernanda.
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Re: Room 28.10.2009

Messaggioda edomerida67 » sabato 7 novembre 2009, 10:12

:cuore1: sono daccordo con fernanda anche perche' io me la sono persa e mi dispiace troppo ..prometti che ne farai un altra...
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