Paltalk room 23.09.2009

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Messaggioda Fernanda » domenica 27 settembre 2009, 0:39

Alert: Mercoledi dalle 22h - Amatevi e istruitevi - VSE - Allan Kardec - http://www.vitadopovita.it http://www.cerchioverde.net http://www.espiritismo.net

ariete1948: l'argomento che vuole introdurre pensarti sulla fisica quantica è molto importante
Giovanni: ricordiamoci che la fisica quantistica è solo una teoria probabilistica, non è un fatto
pensarti_1: non proprio Giovanni
Giovanni: questo è scritto nei libri di fisica
mantraluce_1: se è pr questo sono cinque le teorie ma tutte giuste che portano alla parola brana
Giovanni: ma sempre teorie sono
ariete1948: sarebbero le stringhe
moreno268: esatto
ariete1948: le brane?
moreno268: le superstringhe
mantraluce_1: no la brana è la menbrana cioè il piano di ogni multiverso
ariete1948: sarebbe il substrato della materia,energia,spazio,tempo
Giovanni: non ho capito niente che devo fare?
Fe_EspNet: appunto
Fe_EspNet: chiarisici per tutti
Fe_EspNet: sul discorso
ariete1948: mica facile fernanda
evina-r: ma non si può dare una spiegazione per i poveri profani?
ariete1948: la teoria dei quanti ci porta direttamente all'unità
ariete1948: al tutto uno
mantraluce_1: appunto GUERRIERO_DI_LUCE: Tutto è Uno
ariete1948: se tutto è uno non esiste nessuna separatività
GUERRIERO_DI_LUCE: L'INTEGRAZIONE TRA MATERIA E COSCIENZA
Giovanni: vi consiglio di leggervi la fisica unigravitazionale di Renato Palmieri che spiega molto meglio della fisica quantistica tutti i vari fenomeni fisici e si avvicina a Dio anche più della quantistica
ariete1948: quindi non esiste un dio esterno
Giovanni: e ha il pregio di essere anche molto più semplice
ariete1948: in realtà le difficoltà non esistono
ariete1948: le difficoltà sorgono nella nostra mente esteriore
ariete1948: le difficoltà sono maya
ariete1948: le difficoltà sono ologrammi creati da noi stessi
Virginy61: questo mi interessa tantissimo
Giovanni: Quanti uomini cadono per loro colpa! Quanti sono vittime della loroimprevidenza, del loro orgoglio, della loro ambizione!Quante persone sono rovinate dalla mancanza d’ordine, di perseveranza, perla loro cattiva condotta o per non aver saputo porre limiti ai loro desideri!
Giovanni: Quante unioni infelici sono dovute al fatto di essere nate per calcolo
diinteresse o per vanità, senza essere giustificate dall’amore!Quanti dissensi, quante liti funeste si sarebbero potute evitare con piùmoderazione e meno suscettibilità!
Vuotoassoluto: ciao a tutti
Giovanni: Quanti dissensi, quante liti funeste si sarebbero potute evitare con piùmoderazione e meno suscettibilità!Quante malattie, quante infermità sono le conseguenze dell’intemperanza edegli eccessi di ogni genere!
Giovanni: Quanti genitori sono infelici a causa dei loro figli, perché non hanno saputofin dal principio combatterne le cattive tendenze! Per debolezza o ignoranza,
Giovanni: hanno lasciato che si sviluppassero in essi i germi dell’orgoglio e della scioccavanità che inaridiscono il cuore, e poi, più tardi, quando raccolgono ciò chehanno seminato, si stupiscono e si affliggono per la loro mancanza dideferenza e per la loro ingratitudine.
Giovanni: Che tutti coloro che sono feriti dalle vicissitudini e dalle disillusioni della
vita,interroghino imparzialmente la loro coscienza: che risalgano di tappa in tappafino alle sorgenti dei mali che li affliggono e vedranno molto spesso chesaranno costretti a dire:
Giovanni: “Se io avessi fatto, o non avessi fatto, quellacosa, non sarei in questa
situazione”.
universale_1: salve tutti
Giovanni: Con chi prendersela, dunque, per tutte queste afflizioni, se non con se stessi?Così l’uomo, in moltissimi casi, è il creatore delle sue stesse disgrazie; ma,invece di riconoscerlo, trova più semplice e meno umiliante per la sua vanità,accusarne la sorte, la Provvidenza, il caso sfavorevole, la sua cattiva stella,quando la cattiva stella è solo la sua incuria.
evina-r: ciao salvatore
Giovanni: I mali di questo genere costituiscono, certamente, un notevolissimocontingente nelle vicissitudini della vita: l’uomo potrà evitarli provvedendo alsuo miglioramento morale ed intellettuale.
Giovanni: La legge umana scopre e punisce certe colpe: il condannato può dire,dunque, di subire le conseguenze di ciò che ha fatto. Ma la legge non puòscoprire tutte le colpe, perseguita più specialmente quelle che recanopregiudizio alla società, non quelle che nuocciono a coloro stessi
che lecommettono.
Giovanni: Ma Dio vuole il progresso di tutte le sue creature: per questonon lascia impunita nessuna deviazione dal dritto sentiero. Non c’è una colpa,per leggera che essa sia, non c’è una infrazione alla sua legge che non abbiaconseguenze necessarie e inevitabili, più o meno spiacevoli; ne consegue che,nelle piccole cose, come nelle grandi, l’uomo è sempre punito dove ha peccato.
Virginy61: ciao Salvo
Giovanni: Le sofferenze che ne derivano sono un avvertimento che ha agito male. Gliapportano dell’esperienza, gli fanno sentire la differenza fra il bene e il male ela necessità di migliorare se stesso per evitare in futuro ciò che è stato per luifonte di dolori.
Giovanni: Senza di esse non avrebbe nessuna ragione per emendarsi;fidando nell’impunità, ritarderebbe il suo progresso e quindi la sua futurafelicità.
Giovanni: Ma l’esperienza talvolta giunge in ritardo, quando la vita è stato sciupata eturbata, le forze sono esaurite, il male è senza rimedio. Allora l’uomo si dice:
Giovanni: “Se all’inizio della vita avessi saputo ciò che so adesso, quanti errori
avreievitato; se potessi ricominciare agirei in tutt’altro modo, ma ormai non c’èpiù tempo!”.
Giovanni: Come l’operaio ozioso dice: “ho perduto la mia giornata”, anchelui dice: “ho perduto la mia vita”.
Giovanni: Ma come per l’operaio il sole si leva l’indomani e comincia una nuova giornata che gli permetterà di riprendere iltempo perduto, così anche per lui, dopo che la notte sarà discesa, brillerà ilsole di una nuova vita, nella quale potrà profittare dell’esperienza del passato e mettere in atto le sue buone risoluzioni per l’avvenire.Cause anteriori
Giovanni: Cause anteriori delle afflizioni
Giovanni: Ma se ci sono mali dei quali l’uomo è causa prima in questa vita, ve nesono anche altri ai quali, almeno in apparenza, è totalmente estraneo e chesembrano colpirlo come per fatalità.
Giovanni: Tale, per esempio, è la perdita di essericari e di coloro che erano i sostegni della famiglia, tali gli incidenti chenessuna preveggenza poteva impedire, i rovesci di fortuna che sventano tuttele misure di prudenza, le catastrofi naturali,
Giovanni: eppoi le infermità innate,soprattutto quelle che impediscono a degli sventurati di guadagnarsi la vitacol lavoro: le deformità, l’idiozia, il cretinismo, eccetera.
Giovanni: Coloro che nascono in simili condizioni, certamente non hanno fatto nulla inquesta vita per meritare un così triste destino; destino senza compenso cheessi non potevano evitare, che sono impotenti a modificare da loro stessi e cheli pone alla mercé della pubblica commiserazione.
orleide_2: ciao a tutti
Giovanni: Perché, dunque, ci sonoesseri tanto disgraziati, mentre vicino a loro, sotto lo stesso tetto, nella stessafamiglia, altri sono invece favoriti in tutto?
Giovanni: E che dire poi di quei bambini che muoiono in tenera età e che della vita nonhanno conosciuto che la sofferenza?Giovanni: Sono problemi che nessuna filosofia èancora riuscita a risolvere, anomalie che nessuna religione è riuscita agiustificare, e che sarebbero la negazione della bontà, della giustizia e dellaprovvidenza di Dio, se si accetta l’ipotesi che l’anima è creata in pari tempo alcorpo e la sua sorte è fissata irrevocabilmente, dopo un soggiorno di
qualcheistante sulla terra.
Giovanni: Che hanno fatto, dunque, queste anime che sono appenauscite dalle mani del Creatore, per sopportare quaggiù tanta miseria e permeritare nell’avvenire una ricompensa qualsiasi o una qualsiasi punizione,non avendo potuto fare né il bene né il male?
marco-rg: mi spieghi perche'?
Virginy61: spiegate
marco-rg: ma se in un altra vita non ricordiamo niente come si fa' a capire ?
Giovanni: Le sofferenze dovute a cause anteriori, come quelle per le colpe attuali,spesso sono conseguenze naturali di ciò che si è commesso: ossia, per unarigorosa giustizia distributiva, l’uomo sopporta ciò che ha fatto sopportareagli altri.
Giovanni: Se è stato duro e inumano, potrà essere trattato duramente einumanamente; se è stato orgoglioso, potrà nascere in una condizioneumiliante: se è stato avaro, egoista, o se ha fatto cattivo uso della sua fortuna,potrà essere privato del necessario; se è stato un figlio ingrato, potrà soffrire acausa dei suoi figli, ecc.
Giovanni: La pluralità delle esistenze e la destinazione della terra come mondod’espiazione, spiegano così le anomalie della ripartizione, quaggiù, dellafelicità e della sventura tra i buoni e i malvagi.
Giovanni: L’anomalia non esiste che inapparenza, quando ci si basa sul punto di vista della vita presente. Ma se ci siinnalza col pensiero fino a poter abbracciare una serie di esistenze, si vedràche a ciascuno tocca la parte che egli merita (senza pregiudizio di quella chegli spetta nel mondo degli Spiriti) e che la giustizia di Dio è perenne.
Giovanni: L’uomo non deve perdere mai di vista il fatto che egli vive in un mondo inferiore, nel quale è costretto dalle sue imperfezioni. Ad ogni vicissitudine dovrà dire a se stesso che se appartenesse ad un mondo più progredito tuttociò non gli accadrebbe, e che dipende da lui stesso non ritornare più quaggiùriuscendo a migliorarsi.
Virginy61: ma perche' è cosi'????
Giovanni: La sofferenza che non provoca lagnanze può anche essere senza dubbioun’espiazione: ma questo è l’indizio che è stata piuttosto scelta volontariamente che non imposta, e la prova di una forte risolutezza, che è indice di progresso.
LORDGANDALF74: ciao!
evina-r: ciao luca
LORDGANDALF74: ciao eva!
Giovanni: Gli Spiriti non possono aspirare alla felicità perfetta che quando sono puri: qualsiasi macchia impedisce loro l’entrata nei mondi felici. Così come ipasseggeri di una nave colpita dalla peste, cui è interdetto l’ingresso fra lagente fino a che non siano sicuramente disinfettati.
Giovanni: Gli Spiriti si spogliano apoco a poco delle loro imperfezioni nelle successive esistenze corporee. Leprove della vita, quando sono sopportate bene, fanno progredire e, in quantoespiazioni, cancellano le colpe e purificano:
Giovanni: sono il rimedio che pulisce lapiaga e guarisce il malato. Più grave è il male e più energico deve essere ilrimedio. Colui che soffre molto deve pensare che aveva molto da espiare, edessere lieto di guarire presto.
Giovanni: Dipende da lui, dalla sua rassegnazione, renderevantaggiosa questa sofferenza, e non disperderne il frutto protestando.Altrimenti dovrebbe ricominciare.
Virginy61: piu' che purificazione è pazzia
marco-rg: sono qui
Giovanni: E’ vana l’obiezione che considera l’oblio come un ostacolo ad approfittaredell’esperienza delle esistenze anteriori. Se Dio ha ritenuto opportuno porreun velo sul passato, significa che questo doveva essere utile. Il ricordo, infatti,presenterebbe gravissimi inconvenienti:
Giovanni: potrebbe, in certi casi, stranamenteumiliarci oppure esaltare il nostro orgoglio, diventando così un ostacolo alnostro libero arbitrio: in ogni caso avrebbe indotto un turbamento inevitabilenelle relazioni sociali.
Giovanni: Lo Spirito si reincarna spesso nello stesso ambiente in cui è già vissuto, ed è inrelazione con le stesse persone che frequentava, allo scopo di riparare il maleche ha fatto loro.Giovanni: Se ne riconoscesse di quelle che ha odiato, forse il suo odio sirisveglierebbe, e, in ogni caso, sarebbe umiliato di fronte a quelle che haoffeso.
Giovanni: Dio ci ha dato, per migliorarci, solo ciò che ci è necessario e sufficiente: lavoce della coscienza e le nostre tendenze istintive. Ci toglie quanto potrebbenuocerci.
Giovanni: L’uomo, nascendo, porta con sé quanto ha acquisito; nasce come si è fatto:ogni esistenza è per lui un nuovo punto di partenza. Poco gli importa sapereche cosa è stato; è punito, vuol dire che ha fatto del male.
Giovanni: Le sue cattivetendenze attuali sono indizio di ciò che in lui deve essere ancora corretto, ed èsu questo punto che egli deve concentrare la sua attenzione, perché di ciò cheè riuscito a correggere non vi è più traccia in lui.
Giovanni: Le buone risoluzioni che hapreso sono la voce della coscienza che lo avverte di ciò che è bene o male e glidà la forza di resistere alle cattive tentazioni.
Giovanni: Questo oblio, d’altronde, non sussiste che durante la sua vita corporea.Tornato alla vita spirituale, lo Spirito ritrova il ricordo del passato. Non sitratta, dunque, che di una interruzione momentanea,
Giovanni: come quella che gliavviene durante la vita terrena, nel sonno, che non gli impedisce, l’indomani,di ricordare ciò che ha fatto il giorno prima ed i giorni precedenti.
Giovanni: Ma non è soltanto dopo la morte che lo Spirito conserva il ricordo del suo passato: si può affermare che non lo perde mai. L’esperienza prova che anche nell’incarnazione, durante il sonno del corpo,
Giovanni: quando lo Spirito gode di unacerta libertà, esso ha coscienza delle sue azioni anteriori: sa perché soffre e sa che soffre giustamente, in quanto il ricordo non scompare che durante la vita di relazione.
Giovanni: Ma, in mancanza di un preciso ricordo che potrebbe esserglipenoso e nuocere ai suoi rapporti sociali, egli, se sa metterli a profitto, trae
Giovanni: nuove forze da quegli istanti di emancipazione.
Virginy61: grazie
Giovanni: Ragioni per rassegnarsi
Giovanni: Con queste parole: “Beati gli afflitti, perché saranno consolati!”,Gesù indica tanto il compenso che attende coloro che soffrono, quanto larassegnazione che induce a benedire la sofferenza come preludio dellaguarigione.
Giovanni: Queste parole possono essere parafrasate così: Voi dovete considerarvi felicidi soffrire, perché i vostri dolori di quaggiù sono il debito da pagare per levostre colpe passate, e questi dolori,
Giovanni: sopportati pazientemente sulla terra,virisparmieranno secoli di sofferenza nella vita futura. Voi dovete dunqueessere felici che Dio vi riduca il vostro debito, permettendovi di regolarlo find’ora, assicurandovi così la tranquillità per l’avvenire.
Giovanni: L’uomo che soffre è simile a un debitore di una grossa somma, al quale ilcreditore dica: “Se voi me ne pagate oggi stesso la centesima parte, vi facciograzia per tutto il resto e sarete libero:
Giovanni: ma se non lo fate vi perseguiterò fino ache non abbiate pagato anche l’ultimo soldo”. Il debitore non sarebbe felice disopportare qualsiasi privazione per liberarsi di un grosso debito pagandonesoltanto la centesima parte? Invece di lamentarsi del suo creditore, non vorràringraziarlo?
Giovanni: Tale è il senso di queste parole: “Beati gli afflitti, perché saranno consolati”.Sono felici perché saldano il debito e dopo averlo saldato saranno liberi. Mase, saldando da un lato ci si copre di debiti dall’altro, non si arriverà mai adessere liberi.
Giovanni: Ora, ogni nuova colpa aumenta il debito, perché non ve n’è unasola, per quanto leggera essa sia, che non comporti la sua obbligatoria einevitabile punizione; se non sarà oggi sarà domani, se non sarà in questa vitasarà nell’altra.
Giovanni: Fra queste colpe è da giudicare primissima la mancanza disottomissione alla volontà di Dio. Perciò, se nelle afflizioni ci si lagna, se nonsi accettano con rassegnazione e come cosa che si è meritata, se si accusa Diodi ingiustizia, si contrae un nuovo debito che fa perdere il vantaggio chepoteva dare la sofferenza.
Giovanni: Allora sarà necessario ricominciare, proprio comese, a un creditore che vi tormenta, deste degli acconti ed ogni volta faceste conlui nuovi debiti.
Giovanni: Al suo ingresso nel mondo degli Spiriti, l’uomo è ancora come l’operaio che sipresenta il giorno di paga. Agli uni il principale dirà: “Ecco la paga dellevostre giornate di lavoro”; ad altri, ai felici della terra, a coloro che sonovissuti nell’ozio e che hanno posto la loro felicità nelle soddisfazioni d’amor
Giovanni: proprio e nei fasti mondani, dirà: “A voi non spetta nulla perché avetericevuto il vostro salario sulla terra. Andate e ricominciate ad eseguire ilvostro compito”.
Giovanni: L’uomo può o addolcire o rendere più amare le sue prove a seconda delmodo con cui considera la vita terrena. Soffre tanto più quanto più vede lungala durata della sua sofferenza, ma chi si colloca dal punto di vista spiritualecon un sol colpo d’occhio abbraccia tutta la vita corporea.
Giovanni: La vede come unpunto nell’infinito, ne comprende la brevità e si dice che questo momentopenoso sarà presto passato: la certezza di un prossimo avvenire felice losostiene e lo incoraggia, e invece di lamentarsi ringrazia il cielo per i doloriche lo fanno progredire.
Giovanni: Colui, al contrario, che non vede altro che la vitacorporea, la trova interminabile, e il dolore grava su lui con tutto il suo peso.
Giovanni: Il risultato di questo modo di vedere la vita è quello di diminuire l’importanzadelle cose di questo mondo, di indurre l’uomo a moderare i suoi desideri, diaccontentarsi della sua situazione senza invidiare quella degli altri, diattenuare l’impressione morale dei rovesci e dei disinganni che prova.
Giovanni: Ne traeuna calma ed una rassegnazione utili tanto alla salute del suo corpo che aquella della sua anima, mentre con l’invidia, la gelosia e l’ambizione simetterebbe volontariamente alla tortura e peggiorerebbe così le miserie e leangosce della sua breve esistenza.
Giovanni: http://spiritismo.co.cc/books/il-vangel ... kardec.pdf
Giovanni: qui potete scaricare il libro intero
elios116: salve
Virginy61: in questa vita materiale dobbiamo pagare il mutuo per anni.
ariete1948: ciao elios
evina-r: grazie è stata una lettura molto utile
Giovanni: se qualcuno ha delle domande?
Giovanni: già fatto
Virginy61: ma che vita è questa
Giovanni: http://www.vitaoltrelavita.it/vangeli.html
Fe_EspNet: é una vita che é corta pensando all'eternità che ci aspetta, all'incontro nell'aldilà
Giovanni: esatto
Fe_EspNet: Dio non punisci nessuno
Giovanni: esattamente
Giovanni: precisamente
Giovanni: fanno tenerezza adesso, ma che ne sai tu cosa hanno combinato in passato?
Fe_EspNet: posso dire un attimo una cosa?
Silviafedi: quando muoionopiccoli vuol dire che la loro vita terrena è finita
Giovanni: esattamente
Giovanni: altrimenti dovremmo concludere che Dio è un sadico ingiusto e terribile
Giovanni: macchè devi decodificare quando ti parlano nel modo più chiaro possibile
marco-rg: Dio ci ha creati e ci ha lasciati un mondo bellissimo e noi lo stiamo distrugendo
orleide_2: E anche, Fe, se lo spirito potrà chiedere di reincarnare come nmedium e lavorare per il bene di chi ha fatto dei male, ci sono tante altre forme di riscattare l'errore
orleide_2: ma non si deve interpretare la Bibbia di una forma cieca, marco
ariete1948: la bibbia è uno dei tanti libri scritta dagli uomini
ariete1948: per capire il linguaggio della bibbia occorre la chiave di lettura
mantraluce_1: la filosofia spirituale non è contro nulla e nessuno ma ha una riflessione indipendente
Fe_EspNet: trovi giusto tu rispondere per la responsabilità di altri??
evina-r: cosa imparerebbero allora coloro che sbagliano se rimediassero gli altri?
Fe_EspNet: Kytos, credo solo a questo se sono stata io stessala mia bisbisnonna delle altre vite!!!


:abbracci:
“L’essere umano è in qualsiasi situazione,
quello che aspira,
l’irradiazione di quello che sente,
gli interessi che coltiva.”

Spirito Joanna de Ângelis
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Re: Paltalk romm 23.09.2009

Messaggioda Fernanda » domenica 27 settembre 2009, 11:55

Ciao a tutti !!! : Love :

Volevo scrivere a proposito di mercoledì scorso.

Per me è importante chiarire che nelle leggi di Dio non c’è la violenza. La violenza la fa l’uomo : WallBash : .
La legge di causa e effetto ci porta a capire la metafora - chi con ferro ferisce con ferro sarà ferito - implica nel fatto che il dolore che causiamo al nostro prossimo sarà anche per noi il dolore da imparare allo stesso livello, che potrà venire con una malattia, un incidente, la perdita o la malattia di un figlio… ma sempre l’apprendimento del dolore nel quale siamo stati strumenti anche noi nuocendo l’altro.
Dio non ci ha creato per la sofferenza, anzi, ti ha datto un pianeta meraviglioso, libertà e intelligenza e se abbiamo usato male questi doni saremo noi stessi con il peso nella coscienza, della responsabilità, che sceglieremo le prove da ristrutturare la nostra mente in colpa quanto al male commesso.
Possiamo osservare questo fatto anche a livello collettivo, dove il dolore della fame o dell’epidemia, un incidente aereo, un incendio, ecc tutti riscatti da un dolore provocato in altri tempi o prove scelte per ragione che temporaneamente sconosciamo.
Comunque, le esperienze della vita sono infinite e vengono a portarci la crescita e lo sviluppo in diversi aspetti di evoluzione dell’essere umano.
Non sarà una ruota viva, dal momento che imparando ogni lezione non dovremo più ripeterli e, con questo concetto, possiamo dire anche che i nostri vizi dovranno essere lavorati da noi stessi di forma intrasferibile e anche se avremo avuto complicità in qualsiasi faccenda che abbiamo provocato il dolore o la disarmonia, sicuramente ci troveremo ancora legati a questi con cui dovremo rifare questo percorso di apprendimento e miglioria.

Vi lascio un abbraccio a tutti e spero che sia un buon filo di riflessione per tutti noi. :grazie1000:

Fernanda.
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