Ma...secondo voi?...

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Re: Ma...secondo voi?...

Messaggioda sara78 » mercoledì 12 settembre 2018, 11:53

Criceto uno ha scritto:Buona giornata a tutti!
Vi vorrei chiedere un parere riguardo a un dubbio che mi sorge sempre più spesso...sono ormai 9 mesi ch il "mio amore " ha cambiato dimensione e spesso faccio congetture e mi propongo di fare qualcosa per cambiare il corso degli eventi come se fosse possibile... potrebbe essere che essendo la nostra anima non legata al tempo, noi siamo portati a ragionare come se tutto fosse ancora possibile è che me se niente fosse perduto?
La mia psicoterapeuta dice che è semplicemente legato ad una mia non accettazione dell'evento e che anzi sarebbe ora che io iniziassi ad essere arrabbiata con lui, ma, a parte che non penso mi arrabbierò mai più con lui, non penso che il discorso possa esser così semplicistico e limitarsi ad una mia non accettazione...
Voi cosa ne pensate?
Forse sto solo delirando...
Grazie comunque di esserci
Vi abbraccio
Manuela


Ciao,
anche io ho perso l'amore della mia vita ormai quasi un anno fa e anche io vado da una terapeuta, ma sinceramente, ti dirò io, non mi ha mai detto niente di veramente utile ad accettare questo grande distacco, anzi, mi sono ritrovata a non condividere la "fretta" con la quale mi ha spronata a volte a rimontare in sella. Fai conto che mio marito è mancato il 20 di ottobre e prima di Natale ha iniziato la seduta dicendomi che dovevo iniziare a programmare l'idea di un nuovo partner! Rimasi molto scossa e rattristata, perchè invece (cosa che temo gli psicologi non accetterano mai) ciò che mi dava ( e mi da) più forza e più spinta nell'accettare la vita con il suo carico quotidiano di responsabilità ( ho due bambine) era ed è il sentire mio marito ancora accanto a me.
Purtroppo ho notato che la scienza medica e quindi anche la psicologia hanno solitamente un'inclinazione materialista: tutto deve essere funzionale e produttivo e quindi chiaramente il rimanere attaccati all'energia di un defunto si traduce solo in un inutile spreco di risorse che potremmo dedicare al rifarci una vita (come se niente fosse stato).
Io non so fino a che punto queste terapie siano utili. I tempi di elaborazione del lutto sono estremamente soggettivi e vanno seguiti e rispettati.
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Re: Ma...secondo voi?...

Messaggioda sara78 » mercoledì 12 settembre 2018, 11:56

sara78 ha scritto:
Criceto uno ha scritto:Buona giornata a tutti!
Vi vorrei chiedere un parere riguardo a un dubbio che mi sorge sempre più spesso...sono ormai 9 mesi ch il "mio amore " ha cambiato dimensione e spesso faccio congetture e mi propongo di fare qualcosa per cambiare il corso degli eventi come se fosse possibile... potrebbe essere che essendo la nostra anima non legata al tempo, noi siamo portati a ragionare come se tutto fosse ancora possibile è che me se niente fosse perduto?
La mia psicoterapeuta dice che è semplicemente legato ad una mia non accettazione dell'evento e che anzi sarebbe ora che io iniziassi ad essere arrabbiata con lui, ma, a parte che non penso mi arrabbierò mai più con lui, non penso che il discorso possa esser così semplicistico e limitarsi ad una mia non accettazione...
Voi cosa ne pensate?
Forse sto solo delirando...
Grazie comunque di esserci
Vi abbraccio
Manuela


Ciao,
anche io ho perso l'amore della mia vita ormai quasi un anno fa e anche io vado da una terapeuta, ma sinceramente, ti dirò io, non mi ha mai detto niente di veramente utile ad accettare questo grande distacco, anzi, mi sono ritrovata a non condividere la "fretta" con la quale mi ha spronata a volte a rimontare in sella. Fai conto che mio marito è mancato il 20 di ottobre e prima di Natale ha iniziato la seduta dicendomi che dovevo iniziare a programmare l'idea di un nuovo partner! Rimasi molto scossa e rattristata, perchè invece (cosa che temo gli psicologi non accetterano mai) ciò che mi dava ( e mi da) più forza e più spinta nell'accettare la vita con il suo carico quotidiano di responsabilità ( ho due bambine) era ed è il sentire mio marito ancora accanto a me.
Purtroppo ho notato che la scienza medica e quindi anche la psicologia hanno solitamente un'inclinazione materialista: tutto deve essere funzionale e produttivo e quindi chiaramente il rimanere attaccati all'energia di un defunto si traduce solo in un inutile spreco di risorse che potremmo dedicare al rifarci una vita (come se niente fosse stato).
Io non so fino a che punto queste terapie siano utili. I tempi di elaborazione del lutto sono estremamente soggettivi e vanno seguiti e rispettati.


E aggiungerei per conto mio : vorrei vedere lei a cercarsi un nuovo compagno di vita dopo due mesi dalla perdita del padre delle sue figlie!
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Re: Ma...secondo voi?...

Messaggioda Uranium » giovedì 13 settembre 2018, 20:37

Avete ragione da vendere, ragazze. Una laurea può forse creare lo psicologo, ma per fare l'uomo non basta un encefalo, ci vuole anche un cuore...E quello, di norma, non lo si conquista con lo studio. Posso riconoscere che certi consigli mirano a stimolare la rinascita dell'individuo, ma ci sono processi interiori che vanno elaborati, a volte per lungo tempo, e le conclusioni possono essere molto diverse. Credo che il dovere degli psicologi sia quello di aiutare il paziente a restare "a galla" nel mare della sua disperazione, non quello di stimolare il suo cinismo su basi del tutto personali: è questo, a mio modo di vedere, che fa di uno psicologo un professionista valido. E' un fatto che nessuno strizzacervelli, nessuno psichiatra, per quanto ricco e vario sia il suo lessico, possiede termini taumaturgici che possano lenire un dolore straziante come il vostro. E allora? Allora, a questo punto deve intervenire qualcos'altro, che non si esprime a parole ma che sa farsi valere molto di più: la solidarietà, la comprensione, la delicatezza, quell'umile forza d'animo che sa infondere il coraggio della continuazione senza forzarne i tempi.
Siate ossequienti ai richiami del vostro sentire personale e siate certe che dietro l'angolo della disperazione possono sempre nascondersi realtà sorprendenti.
Siate giusti più che buoni
Kempis

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