Chico

La dottrina spiritica e i suoi autori

Chico

Messaggioda pierotto 52 » mercoledì 20 luglio 2016, 14:23

Dal libro "I morti ci parlano" di François Brune, una piccola biografia del grande Chico Xavier.

" Non si riscontra un gran margine di errore di trasmissione nemmeno nel caso del più celebre dei medium brasiliani, Francisco Candido Xavier, "Chico Xavier", come lo chiamano con affettuoso rispetto i brasiliani.
Egli nacque a Pedro Leopoldo nello stato di Minas Gerais, il 2 aprile 1910, in una famiglia numerosa. Sua madre morì quando aveva cinque anni, venne allora affidato alla sua madrina che non lo amava affatto e lo picchiava. Dopo due anni di sofferenze e di amarezze, ottenne di poter tornare al focolare paterno, grazie agli sforzi della giovane donna col quale suo padre si era risposato. Conobbe difficoltà materiali durante tutta l'infanzia e l'adolescenza. Molto presto, a otto anni e mezzo, il piccolo Chico cominciò a lavorare per contribuire ai bisogni dei suoi numerosi fratelli e sorelle. "Parallelamente a questa lotta per guadagnarsi il pane quotidiano, incominciarono a verificarsi nella sua esistenza dei fenomeni strani, che provocavano in lui acuti conflitti psicologici. A quattro anni e mezzo, percepiva già la presenza di spiriti che gli dicevano cose incomprensibili per un bambino. Nell'orto della sua madrina vedeva sua madre, disincarnata, che lo esortava ad avere pazienza e ad essere sereno durante la prova. Alla scuola pubblica, dove andò alle elementari, sentiva gli spiriti che gli dettavano dei versi e delle composizioni sugli argomenti più diversi. I conflitti interiori si aggravarono durante l'adolescenza, nella misura in cui la fede cattolica, nella quale era stato educato, reprimeva tutti questi fenomeni che non facevano che moltiplicarsi mano a mano che il tempo passava, senza che egli ne avesse una spiegazione verosimigliante.
All'età di 17 anni egli divenne spiritista, in seguito a una malattia che aveva colto un membro della sua famiglia. In effetti, una delle sue sorelle, Maria Pena Xavier, era caduta malata e non riuscì a guarire che grazie allo spiritismo, perché, in realtà, era posseduta dagli spiriti. E' così che il giovane Chico, scoprì la spiegazione di tutti gli strani fenomeni della sua infanzia e della sua adolescenza.
L'8 luglio 1927 egli ricevette il suo primo messaggio scritto e, da allora, non ha mai cessato la sua attività di scrittura medianica.
Lavorò per trent'anni come piccolo funzionario, visse sempre modestamente, contribuendo alla sussistenza dei suoi fratelli e cugini.
Nello stesso tempo, egli aveva già ricevuto, nel 1989, il testo di trecentoventi opere di seicento autori di lingua portoghese, tutti nell'aldilà, tra i quali un'antologia di poesie che rimane, da allora, l'incontestato best-seller della letteratura in quella lingua. I suoi libri raggiungevano già la quota di diciotto milioni di copie nel solo Brasile, e alcuni di essi erano già stati tradotti in trentatrè lingue. Nel 1992, in Brasile, mi hanno assicurato che queste cifre sono già state di gran lunga superate. Tuttavia, Chico Xavier non ha mai accettato un solo centesimo per queste opere che non erano sue e che lui aveva solo trasmesso. I suoi diritti vennero direttamente versati a diverse fondazioni di beneficienza.
Ogni venerdì e sabato avevano luogo delle sedute spiritiche pubbliche. Dalle 14 alle 18, sfilavano una sessantina di persone, per qualche minuto ciascuna, giusto il tempo di dare il proprio nome o quello di un defunto ed, eventualmente, un rapido commento. Poi, in un'altra stanza, dava consigli medici ai malati che avevano lasciato il loro nome. Tutto questo fino alla mezzanotte. Finalmente ritornava nella stanza principale per ricevere i messaggi personali. Seduto davanti a due o trecento persone, si toglieva gli occhiali, si nascondeva gli occhi con la mano sinistra e si metteva a scrivere con la mano destra, fino alle tre o alle quattro del mattino. Poi leggeva i messaggi ricevuti. Dopo sessant'anni ininterrotti di questo servizio spossante, essendo avanzato di età, le sedute sono state ridotte al sabato sera.
Questi messaggi sono stati oggetto di parecchie ricerche. Si troverà già uno studio di quarantacinque di questi messaggi nell'opera già citata A vida triunfa. Molte volte, sono apparsi così alla luce del giorno fatti completamente sconosciuti da tutti, sono stati riparati degli errori, sono stati ricevuti dei messaggi in lingua straniera. E tutto questo è stato rigorosamente verificato.
Un altro studio merita qui una particolare menzione, quello del professor Carlos Augusto Perandrea, grafologo non solo dei tribunali e al servizio delle banche, ma professore addetto alla formazione di innumerevoli esperti in tutto il Brasile. I suoi lavori sono un'assoluta autorità in materia. Egli mi ha mostrato come lavorava nel suo piccolo laboratorio personale a Londrina, e, in particolare, come aveva studiato un certo numero di messaggi ricevuti da Chico Xavier, paragonandoli a testi scritti , nella vita sulla terra, da coloro che avevano trasmesso i messaggi. Aveva così potuto provare che si ritrovava ogni volta, nei messaggi, una proporzione importante di caratteri calligrafici propri del defunto.
Quando ebbe luogo il secondo grande congresso internazionale sulla transcomunicazione, a San Paolo, Chico Xavier non potè venire, essendo troppo debole per spostarsi. Ma fu ugualmente il nostro presidente onorario che, di fronte al pubblico molto commosso, ci espresse attraverso una videocassetta tutta la sua gioia nel vedere che la tecnica moderna permetteva di confermare l'autenticità della comunicazione con l'aldilà di cui era stato testimone instancabile e così sovente calunniato!"

Ecco, qui finisce la piccola biografia nel testo di François Brune. Aggiungo che Chico morì il 30 giugno 2002, e su wikipedia, se si va a vedere, viene riportato che" Al suo amato popolo disse sempre che avrebbe voluto morire in un momento di felicità, così che nessuno sarebbe stato molto triste per la sua perdita, e morì due ore dopo che il Brasile aveva vinto contro la Germania ai Mondiali del penta-campionato."
Ma penso che tutti fossero comunque molto tristi di aver perso un uomo così immenso e umile. Grazie Chico :cuore8:
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