AUTORITA’ DELLA DOTTRINA SPIRITICA

La dottrina spiritica e i suoi autori

AUTORITA’ DELLA DOTTRINA SPIRITICA

Messaggioda Fernanda » sabato 27 febbraio 2016, 15:21


Nel libro “IL VANGELO SECONDO GLI SPIRITI di Allan Kardec” capitolo II si parla sull’ "AUTORITA’ DELLA DOTTRINA SPIRITICA".

Vi invito tutti a leggere perché è molto esauriente quanto a tanti dubbi che ci facciamo, e con ragione...


II - AUTORITA’ DELLA DOTTRINA SPIRITICA

Controllo universale degli insegnamenti degli Spiriti
Se la dottrina spiritica fosse una concezione esclusivamente umana, non
avrebbe altra garanzia che l’intelletto di colui che l’avesse concepita; nessuno
quaggiù potrebbe avere la ragionevole pretesa di possedere da solo la verità
assoluta. Se gli Spiriti che l’hanno rivelata si fossero manifestati ad un sol
uomo, nulla ne potrebbe garantire l’origine, poiché si renderebbe necessario
credere sulla parola a chi affermasse di aver ricevuto il loro insegnamento.
Anche ammettendo da parte sua un’assoluta sincerità, egli potrebbe al
massimo convincere le persone del suo ambiente, potrebbe avere dei seguaci
settari, ma non potrebbe mai arrivare a convincere tutti.
Dio ha voluto che la nuova rivelazione arrivasse agli uomini per una via più
rapida e più certa: ecco perché ha incaricato gli Spiriti di recarla da un polo
all’altro, manifestandosi ovunque, senza dare a nessuno il privilegio esclusivo
di ascoltare le loro parole. Un uomo può essere ingannato, può ingannarsi da
se stesso: ma quando milioni di persone vedono e ascoltano la stessa cosa,
non può accadere altrettanto; vi è garanzia per ognuno e per tutti. D’altra
parte si può far scomparire un uomo, ma non si possono far sparire le masse;
si possono bruciare i libri ma non è possibile bruciare gli Spiriti (4): e poi, se
anche si bruciassero tutti i libri, la fonte della dottrina non inaridirebbe
egualmente, per la ragione che la fonte non è nulla sulla terra, ma sgorga
ovunque e tutti possono attingervi.
(4) “Il Vangelo secondo gli spiriti” è stato scritto da Allan Kardec nel 1862,
quando era ancora viva in lui l’impressione del rogo di Barcellona. Come è
noto, nel 1861, il vescovo di Barcellona ottenne dal Santo Uffizio il sequestro
alla dogana di trecento libri che Kardec aveva inviato alla libreria Lachâtre
di Barcellona, a richiesta di questa, oltre a numerosi opuscoli in difesa dello
spiritismo. Fra questi molte copie del “Libro degli Spiriti”, del “Libro dei
Medium” e di “Che cosa è lo Spiritismo?”, oltre ad opere dei Barone di
Guldenstubbe sulla scrittura diretta, della fanciulla medium Ermance
Dufau, su Giovanna d’Arco, e di altri, nonché copie della “Revue Spirite”, da
lui diretta, ecc. Tutti i libri furono bruciati in piazza, ad opera del boia della
Catalogna. Il rogo ebbe il solo effetto di moltiplicare in Spagna gli aderenti
allo Spiritismo, ed è forse la prima origine dell’immensa diffusione della
dottrina di Allan Kardec nell’America del Sud. (N.d.T.).
Anche se mancassero gli uomini per diffonderla, vi saranno sempre gli Spiriti,
che raggiungono tutti e che nessuno può raggiungere.
In realtà, dunque, sono gli Spiriti che diffondono queste dottrine, con l'aiuto
degli innumerevoli medium che essi suscitano in ogni luogo. Se non ci fosse
stato che un solo interprete, per favorito che fosse, lo Spiritismo sarebbe
appena conosciuto; questo interprete unico, a qualsiasi classe appartenesse,
sarebbe stato oggetto lui stesso della prevenzione di molti; non tutte le
nazioni l’avrebbero accettato, mentre il fatto che gli Spiriti, manifestandosi da
per tutto, a tutte le sette ed a tutti i partiti, sono accetti a tutti. Lo Spiritismo
non ha nazionalità, è al di fuori di tutti i singoli culti, non è imposto da
nessuna classe della società, poiché ognuno può ricevere istruzioni dai suoi
parenti e dai suoi amici d’oltretomba. Era necessario che tale fosse la sua
condizione perché potesse invitare tutti gli uomini alla fratellanza; se non si
fosse posto su un terreno neutro avrebbe mantenuto i dissensi, invece di
placarli.
E’ questa unità dell’insegnamento degli Spiriti a costituire la forza dello
Spiritismo, ed è questa la ragione del suo propagarsi così rapidamente.
Mentre la voce di un sol uomo, anche con l’ausilio della stampa, avrebbe
impiegato dei secoli per arrivare all’orecchio di tutti, ecco che migliaia di voci
si fanno ascoltare simultaneamente in tutti i punti della terra proclamando gli
stessi principi e comunicandoli così ai più ignoranti come ai più sapienti,
perché nessuno ne sia privato. E’ un vantaggio di cui non ha usufruito
nessuna delle dottrine apparse fino ad oggi. Se dunque lo Spiritismo è una
verità, non teme, né la cattiva volontà degli uomini, né le rivoluzioni morali,
né gli sconvolgimenti fisici del globo, poiché nessuna di queste remore può
raggiungere gli Spiriti.
Ma questo non è il solo vantaggio che nasce da una situazione tanto
eccezionale: lo Spiritismo ne trae una potentissima garanzia contro gli scismi
che potrebbero essere suscitati così dalle ambizioni di certuni come dalle
contraddizioni di certi Spiriti. Contraddizioni che sono senza dubbio uno
scoglio, ma che recano in se stesse il rimedio insieme al male.
Si sa che gli Spiriti, a causa delle differenze delle loro capacità sono lontani
dal possedere individualmente l’intera verità; che non è dato a tutti di
penetrare certi misteri; che la loro conoscenza è proporzionata alla loro
purezza; che gli Spiriti bassi non ne sanno più degli uomini, e meno di alcuni
uomini; che ci sono fra loro, come fra gli uomini, dei presuntuosi e dei falsi
saccenti che credono di sapere ciò che non sanno; dei sistematici che
prendono le loro idee per verità; e infine che gli Spiriti dell’ordine più elevato,
quelli che hanno raggiunto la smaterializzazione completa, sono i soli che
abbiano abbandonato le idee e i pregiudizi terrestri. Ma si sa pure che Spiriti
ingannatori non si fanno scrupolo di celarsi sotto falsi nomi per far accettare
le loro utopie. Ne deriva che, per tutto ciò che esorbita dall’insegnamento
esclusivamente morale, le rivelazioni che ognuno può ottenere hanno
carattere individuale e sono prive del suggello dell’autenticità; che debbono
essere considerate come opinioni personali di questo o quello Spirito e che
sarebbe imprudente accettarle e promulgarle quali verità assolute.
Il primo controllo, indubbiamente, è quello della ragione, alla quale occorre
sottoporre, senza eccezione, tutto ciò che viene dagli Spiriti: ogni teoria in
manifesta contraddizione col buon senso, con una logica rigorosa e con quei
dati positivi che si conoscono, deve essere respinta, quale che sia il
rispettabile nome di cui reca la firma. Ma questo controllo, in molti casi, è
insufficiente, a causa della scarsità di conoscenze di alcuni e della tendenza di
molti a considerare il loro giudizio personale come unico arbitro della verità.
In simili casi, che cosa fanno gli uomini che sanno di non poter avere assoluta
fiducia in se stessi? Si basano sull’opinione della maggioranza e si lasciano
guidare dal suo parere. La stessa cosa si deve fare di fronte agli insegnamenti
degli Spiriti che, d’altronde, ce ne forniscono i mezzi loro stessi.
La concordanza negli insegnamenti degli Spiriti è, dunque, il più sicuro
controllo, ma non basta, poiché è necessario che si verifichi sotto certe
condizioni. La meno valida di tutte è quella che può presentarsi quando un
medium interroga, lui stesso, diversi Spiriti circa un punto dubbio: è chiaro ed
evidente che se egli è sotto il dominio di una ossessione, o se ha a che fare con
uno Spirito ingannatore, questo può impartirgli gli stessi insegnamenti sotto
nomi diversi. E non si trova una garanzia sufficiente nemmeno nella
conformità che si può ottenere dai vari medium di un unico centro, perché
possono subire tutti la stessa influenza.
La sola garanzia seria dell’insegnamento degli Spiriti è quella che
nasce dalla concordanza fra le rivelazioni fatte spontaneamente,
col tramite di un gran numero di medium estranei gli uni agli altri,
e in diversi paesi.
Si capisce che non si tratta, qui, di comunicazioni relative ad interessi
secondari, ma di quanto concerne i principi stessi della dottrina. L’esperienza
prova che quando un nuovo principio deve trovare l’espressione è insegnato
spontaneamente in pari tempo e in luoghi diversi, e in identico modo, se
non nella forma almeno nella sostanza. Se, dunque, uno Spirito volesse
formulare un sistema stravagante, basato sulle sue sole idee ed estraneo alla
verità, resterà isolato e cadrà di fronte alla unanimità delle istruzioni date
ovunque altrove: se ne sono avuti già molti esempi. E’ questa unanimità che
ha fatto crollare tutti i sistemi parziali sorti alle origini dello Spiritismo,
quando ognuno spiegava i fenomeni a suo modo, prima che se ne
conoscessero le leggi che reggono i rapporti tra il mondo visibile e quello
invisibile.
Questa è la base su cui ci fondiamo quando formuliamo un principio della
dottrina. Non lo dichiariamo vero perché corrisponde alle nostre idee; non ci
atteggiamo in nessun modo ad arbitri supremi della verità e non diciamo a
nessuno: “Credete a ciò perché siamo noi a dirvelo”. La nostra stessa
opinione, ai nostri occhi, non è che un’opinione personale che può essere
giusta o errata, perché noi non siamo più infallibili degli altri. E non è
nemmeno perché ci viene insegnato un principio che esso per noi diviene
verità, ma è solo in quanto abbia ricevuto la sanzione della conformità
generale.
Nella nostra situazione, ricevendo le comunicazioni di circa mille centri
spiritici disseminati nei più diversi punti del globo, siamo in grado di vedere i
principi sui quali si fonda questa concordanza: è questa possibilità di
osservazione che ci ha guidati finora, ed è questa che ci guiderà nei nuovi
campi che lo Spiritismo è chiamato ad esplorare. E’ così che, studiando
attentamente le comunicazioni che ci pervengono da diversi luoghi, tanto
della Francia come dell’estero, grazie alla natura specialissima delle
rivelazioni, noi riconosciamo che si manifesta una tendenza ad avviarsi su di
una strada nuova e che è giunto il momento di fare un passo avanti. Spesso
tali rivelazioni, espresse talvolta con parole ambigue, non sono state
riconosciute da molti di coloro che le hanno ottenute; molti altri hanno
creduto di essere i soli a possederle. Prese isolatamente sarebbero senza
valore per noi: è solo il loro coincidere che ne costituisce la validità. Poi,
quando sarà arrivato il momento di presentarle in piena luce con la
pubblicità, ognuno ricorderà di aver ricevuto istruzioni nello stesso senso.
Questo è il movimento generale che noi osserviamo, che noi studiamo con
l’aiuto delle nostre guide spirituali, e che ci permette di giudicare della
opportunità per noi di fare una determinata cosa o di astenerci dal farla.
Questo controllo universale è una garanzia per la futura unità dello
Spiritismo, ed è questo che annullerà tutte le teorie contraddittorie. E’ qui
che, in avvenire, si cercherà il criterio della verità. Ciò che ha fatto il successo
della dottrina formulata nel “Libro degli Spiriti” e nel “Libro dei Medium” è
stato il fatto che ognuno ha potuto ricevere direttamente dagli Spiriti la
conferma di ciò che i due libri contengono.
Se gli Spiriti li avessero contraddetti in ogni luogo, questi libri avrebbero
seguito la sorte di tutte le concezioni puramente fantastiche. Lo stesso
sostegno della stampa non li avrebbe salvati dal naufragio: invece, pur privati
di tale appoggio, sono riusciti egualmente a fare un rapido cammino, perché
hanno avuto l’aiuto degli Spiriti la cui buona volontà li ha ricompensati, e di
gran lunga, della cattiva volontà degli uomini. Lo stesso accadrà a tutte le idee
emanate dagli Spiriti o dagli uomini che non riuscissero a sopportare la prova
di questo controllo la cui potenza non è contestabile da nessuno.
Supponiamo pure che certi Spiriti si compiacciano di dettare, a qualunque
titolo, un libro in senso contrario; supponiamo che la malevolenza, con
intenzione ostile e nell’intento di screditare la dottrina, suscitasse anche delle
comunicazioni apocrife; quale influenza potrebbero avere tali scritti se fossero
ovunque smentiti dagli Spiriti? Prima di lanciare un sistema in loro nome,
bisognerebbe assicurarsi la loro adesione. La distanza fra il sistema di un
singolo e quello di tutti è la distanza dall’unità all’infinito. Che valore
avrebbero tutti gli argomenti dei detrattori, sulla opinione delle masse,
quando milioni di voci amiche provenienti dallo spazio, in tutti gli angoli
dell’universo e nel seno di ogni famiglia, li combattessero risolutamente?
Sotto tale aspetto l’esperienza non ha forse già confermata la teoria? Che ne è
stato di tutte quelle pubblicazioni che, a quanto affermavano, dovevano
annientare lo Spiritismo? Quale di queste è riuscita soltanto a impedirne il
cammino? Fino ad oggi non si era mai considerato il quesito da questo punto
di vista che è incontestabilmente uno dei più gravi: ognuno ha fatto i conti con
se stesso, ma non ha fatto i conti con gli Spiriti.
Il principio della concordanza è anche una garanzia contro le alterazioni che
lo Spiritismo potrebbe subire a causa delle sette che volessero impadronirsene
a loro vantaggio e modificarlo a loro modo. Chi tentasse di farlo deviare dal
suo fine provvidenziale non vi riuscirebbe per la semplice ragione che gli
Spiriti, in forza della universalità del loro insegnamento, farebbero cadere
qualunque modifica che si allontanasse dalla verità.
Da tutto ciò deriva una verità basilare, che chiunque volesse mettersi contro la
corrente di idee stabilite e sanzionate potrebbe, sì, creare una piccola
perturbazione locale e momentanea, ma non potrebbe mai dominare il tutto:
tanto nel presente quanto, e meno ancora, nell’avvenire.
Ne risulta inoltre che le istruzioni date dagli Spiriti sui punti della dottrina
non ancora chiariti non potrebbero diventare leggi fino a che restassero
isolate; pertanto tali istruzioni debbono essere accettate soltanto con riserva e
considerate informative.
E’ necessario, perciò, pubblicarle con la maggiore prudenza: e, nel caso in cui
si credesse di doverle pubblicare, è importante presentarle solo come opinioni
individuali, più o meno probabili, ma che, in ogni modo, hanno bisogno di
conferma. E’ tale conferma che si deve attendere prima di presentare un
principio come verità assoluta, se non si vuol essere accusati di leggerezza o di
credulità inconsiderata.
Gli Spiriti superiori procedono nelle loro rivelazioni con una grande saggezza;
non affrontano che gradualmente i maggiori problemi della dottrina, a misura
che l’intelligenza è atta a capire le verità di un ordine più elevato e che le
circostanze sono propizie alla espressione di una nuova idea. Ecco perché non
hanno detto tutto fin dal principio, e non lo hanno ancora fatto, oggi. Essi non
cedono mai all’impazienza di coloro che hanno troppa fretta e che vogliono
cogliere i frutti prima che siano maturi. Sarebbe superfluo, dunque, voler
precorrere i tempi che la Provvidenza ha assegnato ad ogni cosa: gli Spiriti
veramente seri rifiuterebbero allora il loro concorso. Ma gli Spiriti leggeri, che
si preoccupano poco della verità, sono sempre pronti a rispondere a tutto,
ragione per la quale a proposito di tutti i problemi prematuri si hanno sempre
risposte contraddittorie.
I principi finora esposti non derivano da una teoria personale ma sono la
conseguenza necessaria delle condizioni in cui si manifestano gli Spiriti. E’ fin
troppo evidente che se uno Spirito dice qualcosa da un lato, mentre milioni di
Spiriti dicono il contrario altrove, non è presumibile che la verità sia dalla
parte di chi è solo, o quasi, a sostenere la sua opinione.
Pretendere di aver ragione da solo contro tutti gli altri sarebbe tanto illogico
da parte di uno Spirito quanto potrebbe esserlo da parte degli uomini. Gli
Spiriti veramente saggi, se non si sentono abbastanza illuminati su una
questione, non la decidono mai in modo assoluto: affermano di trattarla
soltanto dal loro punto di vista e sono i primi a consigliare di attenderne la
conferma.
Per quanto un’idea possa essere grande, bella e giusta, non è possibile che
trovi fin dal principio l’accordo di tutte le opinioni. I conflitti che ne seguono
sono la inevitabile conseguenza del movimento che sorge: sono anzi necessari
per far meglio rifulgere la verità, ed è utile che avvengano fin dall’inizio
perché le idee false siano più rapidamente scartate. Gli spiritisti che ne
ritraessero qualche timore debbono essere quindi pienamente rassicurati.
Tutte le pretese isolate cadranno per forza di cose di fronte al grande e
potente criterio del controllo universale.
Non è sull’opinione di un uomo che si creerà la convinzione, ma
sulla voce unanime degli Spiriti; non sarà un uomo, o un altro qualsiasi,
che fonderà l’ortodossia spiritica. Non sarà neppure uno Spirito che venga ad
imporsi su tutti. Sarà la universalità degli Spiriti che, per ordine di Dio,
vengono a comunicare su tutta la terra: questo è il carattere essenziale della
dottrina spiritica, questa è la sua forza, questa la sua autorità. Dio ha voluto
che la sua legge fosse stabilita su una base incrollabile e perciò non l’ha fatta
poggiare sulla fragile testa di un singolo.
Di fronte a questo potente aeropago che ignora le camarille, le rivalità gelose,
le sette, le nazioni, verranno ad infrangersi tutte le opposizioni, tutte le
ambizioni, tutte le pretese ad una supremazia individuale. Noi ci
schianteremmo da noi stessi se volessimo sostituire le nostre idee
personali ai suoi decreti sovrani. E’ solo questo aeropago che dirimerà
tutte le questioni che creano contese, che metterà a tacere tutti i dissensi e
darà torto o ragione a chi ne avrà diritto. Di fronte all’impotente accordo di
tutte le voci del cielo che potrà mai fare l’opinione di un uomo o di uno
Spirito? Meno della goccia d’acqua che si perde nell’Oceano, meno della voce
di un fanciullo soffocata dalla tempesta.
L’opinione universale, ecco il giudice supremo, quello che decide in ultima
istanza: essa è formata da tutte le opinioni individuali, se una di esse è vera
non ha che un peso relativo sulla bilancia, se è falsa non può prevalere su tutte
le altre. In questo immenso concerto le individualità si cancellano, e questo è
un nuovo scacco per l’orgoglio umano.
Questo armonioso complesso comincia già a profilarsi: non passerà il nostro
secolo prima che esso risplenda in tutta la sua magnificenza, chiarendo tutte
le incertezze; perché entro questo tempo voci potenti avranno ricevuto la
missione di farsi ascoltare per riunire tutti gli uomini sotto la stessa bandiera,
non appena il campo sarà abbastanza coltivato. Nel frattempo colui che
esitasse fra due sistemi opposti potrà osservare in quale senso si va formando
l’opinione generale, che è indizio certo del senso in cui si pronuncia la
maggioranza degli Spiriti sui diversi punti circa i quali comunicano, ed è
segno non meno sicuro di quale sarà, fra i due sistemi, quello che prevarrà.


Il link per chi vorresti scaricarlo: http://www.mediafire.com/download/4ym4m ... Kardec.pdf

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Re: AUTORITA’ DELLA DOTTRINA SPIRITICA

Messaggioda pierotto 52 » domenica 28 febbraio 2016, 16:31

: Smile : Ciao carissima Fernanda, hai detto bene: esauriente : book : A mio parere, una grande, logica, obbiettiva esposizione del grande lavoro che c'è dietro la ricerca di Kardec. Grazie :cuore8: Piera
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