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Home Chico Xavier un apostolo del bene
Chico Xavier

Parlando di Francisco Candido Xavier

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Piccola biografia di un apostolo del bene

blog.libero.it/MediumXavier

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La maggior parte degli uomini niente costruisce e vuole essere deificata. Francisco Cândido Xavier ha messo la sua vita al servizio delle nobili cause, e secondo Carlos A. Baccelli, nell’opera: “Chico Xavier, Medianità e Cuore”, dice di essere stato soltanto un granello di polvere. Indicato per il Premio Nobel della Pace e considerato, per i più di cento titoli di cittadinanza ricevuti, come cittadino del mondo, Chico intanto riconosce che niente siamo in Terra se non semplici depositari dei doni che Dio ci ha dato.

Nato il 2 aprile 1910 a Pedro Leopoldo - Stato di Minas Gerais, era un bambino povero e fino alla morte la sua vita fu una sequenza di prove, che ha saputo affrontare con pazienza e rassegnazione proprie delle anime nobili. Nella introduzione della sua prima opera a scrittura psicografica, “Parnaso dopo la Morte”, dettata da Spiriti Diversi, lui così si esprime:

"Non vengo nel campo della pubblicità per farmi un nome, perché il dolore, molto tempo fa, mi ha già convinto dell’inutilità delle futili cose che ancora sono stimate in questo mondo."

Le sue prove sono cominciate all’età di 5 anni, quando rimase orfano di madre, la signora Maria João de Deus, essendo obbligato a vivere con la madrina Rita, che lo picchiava 3 volte al giorno, sempre alla stessa ora. Quando gli sorgono le prime visioni, questa stessa madrina, su raccomandazione del prete locale, lo obbliga a pregare mille ave maria e a mettersi una pietra di 15 kg sulla testa durante le processioni, oltre ad alcune bottiglie come “premio di consolazione”, le cui cicatrici sono rimaste fino ad oggi. Tuttavia non si è mai sentito Chico lamentarsi contro la madrina. Il temperamento di lei era classificato da lui, come “benevolo”.

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Duemila Anni Fa - Chico Xavier

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Duemila anni fa è un libro psicografato dal grande Chico Xavier, l'autore è Emmanuel che racconta una sua incarnazione come il senatore Publio Lentulo ai tempi di Gesù. Ecco alcuni brani tratti dal libro.

Brano tratto dall'incontro tra Gesù e il senatore Publio Lentulo a Cafarnao.

Davanti ai suoi occhi ansiosi, si distingueva una personalità inconfondibile e unica. Si trattava di un uomo ancora giovane, che lasciava trasparire dagli occhi, profondamente misericordiosi, una bellezza soave e indefinibile. Lunghi e morbidi capelli gli incorniciavano il volto compassionevole, come se fossero fili castani, lievemente dorati da una luce sconosciuta. Con un sorriso divino, che rivelava immensa bontà e allo stesso tempo straordinaria energia, Egli irradiava dalla sua melanconica e maestosa figura un fascino irresistibile.

Fu allora che, in un gesto di dolce e sovrana bontà, il semplice Nazareno camminò verso di lui, quale visione concretizzata di uno degli dei di sue antiche credenze e, appoggiando affettuosamente la destra sulla sua fronte, esclamò in un linguaggio carismatico, che Publio intese perfettamente, come se stesse ascoltando la sua lingua patria, dandogli l'indimenticabile impressione che la parola era da spirito a spirito, da cuore a cuore: -Senatore, perché mi stai cercando- e spaziando lo sguardo profondo sul paesaggio, come se desiderasse che la sua voce fosse ascoltata da tutti gli uomini del pianeta, concluse con serena nobiltà: -Sarebbe stato meglio che mi avessi cercato pubblicamente e nell'ora più chiara del giorno, perché tu potessi acquisire, in una sola volta e per tutta la vita, la lezione sublime della fede e dell'umiltà... Ma io non sono venuto al mondo per violare le leggi supreme della natura e vengo incontro al tuo cuore triste.

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