Vita Oltre La Vita

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Allan Kardec

La vita dopo la morte

E-mail Stampa PDF
sole-nuvole

Cosa succede quando si muore? In quale dimensione si va a vivere? Esistono tantissimi libri meravigliosi che descrivono con grande esattezza cosa succede durante la disincarnazione e la vita nelle dimensioni spirituali, qui voglio dare un piccolo sunto, in gran parte basato sui libri di Allan Kardec e Chico Xavier.

Oltre al corpo fisico, l’uomo ha diversi altri involucri che sono:

Il doppio eterico (o corpo vitale), che è fatto di materia più sottile (atomi, particelle e fotoni) ed è visibile nella fotografia Kirlian sotto forma di Aura. Questa materia sottile o eterea è presente anche negli animali, nei vegetali e a livello primordiale persino nei cristalli. E’ la sede del principio vitale (o Prana). Fino all'età di 7 anni circa, il bambino è circondato anche dal corpo eterico materno che si disfa quando il corpo eterico del figlio è pienamente formato. Il sistema endocrino (ghiandolare) dell'uomo è l'espressione di questo involucro e dei suoi nodi (o centri) eterici (chakra), connessi alle varie ghiandole.

Il corpo astrale (o perispirito o anima o Kama-Rupa) che non appartiene al mondo fisico-materiale, ma è una sostanza non fisica che è già più sottile del fotone. Questo involucro è il corpo che rimane agli spiriti quando si disincarnano e vanno nel piano astrale o mondo degli spiriti. E’ la sede dei desideri, delle emozioni e delle passioni ed è presente anche negli animali ed è l'espressione del sistema nervoso. Anche questo corpo spirituale forma un’aura, ma è visibile solo dai veggenti. Questo si forma pienamente all'età di 14-15 anni circa, nel contempo viene abbandonato quello materno che fino a quell'età lo circondava.

Leggi tutto...
 

La Chiesa e la comunicazione con gli Spiriti

E-mail Stampa PDF

Le religioni cristiane hanno sempre combattuto la comunicazione con gli spiriti, considerata di per sè reale e possibile, ma interpretata sempre come opera del demonio, per via di un antico divieto biblico della legge ebraica di Mosè e quindi vietata come pratica pericolosissima. Kardec obietta ai cristiani che se le comunicazioni sono precedute da sincere preghiere a Dio e fatte rispettosamente con ottime intenzioni non vi è nulla di diverso da una comunicazione tra persone civili viventi. Al contrario se condotte senza preventive preghiere e solo per frivola curiosità o per divinazione allora il rischio di imbattersi in entità malevole è molto elevato; in questo senso gli spiritisti sono assolutamente d'accordo con gli altri cristiani. Ecco un brano dove Kardec risponde a un sacerdote cattolico che si appella al divieto ebraico di Mosè.

Sacerdote: - Se la Chiesa proibisce le comunicazioni cogli Spiriti, dei morti, è perché esse sono contrarie alla religione essendo formalmente condannate dal Vangelo e da Mosè. Quest'ultimo, sanzionando la pena di morte contro queste pratiche, prova quanto esse siano reprensibili agli occhi di Dio.

Kardec: - Io vi chiedo scusa, ma questa proibizione non è in nessuna parte del Vangelo; essa è solamente nella legge mosaica. Si tratta dunque di sapere se la Chiesa mette la legge mosaica al di sopra della legge evangelica, o in altri termini se essa è più ebraica che cristiana. Egli è anche da osservarsi che di tutte le religioni, quella che ha fatto meno opposizione allo Spiritismo, è l'ebraica, e che essa non ha invocato affatto, contro le evocazioni, la legge di Mosè sulla quale si appoggiano le religioni cristiane. Se le prescrizioni bibliche sono il codice della fede cristiana, perché interdire la lettura della Bibbia? Che si direbbe se si proibisse ad un cittadino di studiare il codice legislativo del suo paese?

Leggi tutto...
 

Cielo e Inferno - Allan Kardec

E-mail Stampa PDF

Samuel Philippe, uomo per bene

Samuel Philippe era un uomo dabbene in tutta l'accezione della parola: nessuno ricordava di avergli mai visto compiere una cattiva azione, o fare volontariamente torto a qualcuno. Pieno di una dedizione illimitata per gli amici, era sempre pronto a rendersi utile, anche a spese dei suoi stessi
interessi. Pene, fatiche, sacrifici, nulla gli era di peso quando si trattava di rendersi utile; e lo faceva naturalmente, senza ostentazione, meravigliandosi anzi che qualcuno gliene facesse un merito. Non aveva mai serbato rancore a coloro che gli avevano fatto del male, e li aiutava con la stessa premura che avrebbe dimostrato se gli avessero fatto del bene. Quando aveva a che fare con degli ingrati, si diceva: «Non sono io, quello che si deve compiangere: sono loro». Sebbene intelligente e dotato di molto spirito naturale, aveva avuto una vita di fatiche, oscura e disseminata di dure prove.

«Voi sapete di quante tribolazioni è stata disseminata la mia vita; non mi è mai mancato il coraggio nelle avversità. Grazie a Dio! Oggi me ne rallegro. Quante cose avrei perduto, se avessi ceduto allo scoraggiamento! Tremo al solo pensiero che, se avessi fallito, ciò che ho sopportato sarebbe stato inutile e io avrei dovuto ricominciare. O amici miei, penetrate questa verità: ne va della vostra felicità futura. No, certo, non è pagare la felicità a prezzo troppo alto, se la si acquista con pochi anni di sofferenza. Se sapeste come sono ben poca cosa gli anni, di fronte all'infinito!

Leggi tutto...
 

Allan Kardec e la dottrina dello Spiritismo

E-mail Stampa PDF

 

A cose nuove parole nuove: così richiede la chiarezza del linguaggio, per evitare la confusione che nascerebbe dall'attribuire diversi significati ad una stessa parola. Le parole spirituale, spiritualista, spiritualismo hanno un significato ben definito, e quindi se si volesse attribuirne loro uno nuovo per applicarlo alla dottrina degli Spiriti, si moltiplicherebbero gli equivoci.allan-kardec

Lo Spiritualismo è l'opposto del Materialismo, per la qual cosa coloro che credono di avere in sé qualche cosa di diverso dalla materia sono spiritualisti; ma da questo non consegue che essi credano all'esistenza degli Spiriti, e molto meno alla possibilità delle loro comunicazioni col mondo visibile. Per designare quindi questa credenza noi, invece delle parole spirituale e spiritualismo, adoperiamo quelle di spiritico e spiritismo, che hanno il pregio di essere assai chiare, lasciando alla parola spiritualismo il suo significato comune.

Noi dunque diremo che la dottrina spiritica, cioè lo Spiritismo, ha come principio la credenza nelle relazioni fra il mondo materiale e il mondo invisibile, cioè fra gli uomini e gli spiriti, e chiameremo spiritisti coloro che accettano questa dottrina.

Alan Kardec (Il libro degli Spiriti)


Dottrina: Insieme delle cognizioni apprese mediante studio approfondito. Complesso dei dogmi e dei principi della fede cristiana.

Codificare: Raggruppare norme secondo un ordine sistematico.

"Allan Kardec - è il nome con cui è conosciuto uno dei grandi pensatori del Cristianesimo spiritista. Si Chiamava in realtà Hippolyte Lèon Denizard Rivail. Nato a Lyon in Francia(1804) da famiglia borghese che lo educa a principi forti, di onestà e virtù. Dopo i primi studi a Bourg, i genitori nel 1814 lo mandano a studiare nel prestigioso Istituto Pedagogico di Jean Henry Pestalozzi a Yverdon, sul lago di Neuchatel, in Svizzera. Nell'istituto si seguivano i principi naturalistici del grande filosofo Jean Jacques Rousseau: i giovani vi venivano educati senza il ricorso, a quel tempo abituale, a punizioni corporali.

Leggi tutto...
 
Altri articoli...
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »


Pagina 1 di 2