Lo spiritismo esce allo scoperto

Mercoledì 18 Febbraio 2009 21:40 Eva
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Lo Spiritismo esce allo scoperto

Colloquio con Regina Zanella di "Sentieri dello Spirito" di Milano.

Scheda storica

Non magia o superstizione, ma una dottrina filosofica basata su dati concreti. Non fede cieca, bensì incessante ricerca della verità effettuata con rigore scientifico. Allan Kardec diceva che non vi è fede incrollabile se non quella che può affrontare direttamente la ragione. Oggi, dopo anni di semioscurità, lo Spiritismo esce allo scoperto anche in Italia. Purtroppo molta ignoranza circonda questo universo, ma attenzione, avvertono gli adepti: non confondetelo con le manifestazioni medianiche.

Se ci sei batti un colpo dicevano gli attori dei vecchi film in bianco e nero, nel tentativo di scimmiottare i medium delle sedute spiritiche. Ed ecco che un nebbioso ectoplasma - prodotto da una singhiozzante macchina sputafumo - si innalzava alle spalle del protagonista della scena, in mezzo allo sbigottimento dei presenti. Vecchi stereotipi? Forse non tanto vecchi. Oggi, in un mondo dominato dal razionalismo, è difficile pensare a qualcosa che vada oltre la materia.

Allan Kardec, uno dei padri dello Spiritismo moderno

La nostra mente in genere rifiuta ciò che non può comprendere, e spesso un ghigno sarcastico è la ricetta più semplice per esorcizzare ciò che, in realtà, ci fa paura.

 

Ma come è possibile che il cosiddetto popolo razionale creda ciecamente in un qualcosa di così sovrannaturale come Dio, e allo stesso tempo si rifiuti di catalogare come «possibile» tutto ciò che fa parte dell’ultraterreno? Un paradosso. Eppure alcune documentazioni, racconti e fotografie farebbero accapponare la pelle anche al più radicale degli scettici. La domanda è costante: credere o no? La risposta è: superare i pregiudizi esaminando la materia con interesse scientifico, traendo le proprie conclusioni indipendentemente dalle convinzioni di partenza.

Molta ignoranza circonda l’universo dello spiritismo e la sua pratica: in realtà lo spiritismo non è altro che una dottrina filosofica basata sulla credenza in Dio, sulla reincarnazione, sulla vita in altri mondi e sulla carità, proprio come il Cristianesimo. Anzi, lo Spiritismo si potrebbe definire come «rivisitazione» del Cristianesimo in chiave moderna. Con la differenza che non ha sacerdoti, altari, immagini, sacramenti, concessioni d`indulgenza o qualsiasi altra forma di culto esteriore. Un «Cristianesimo redivivo» lo definisce Regina Zanella del gruppo `Sentieri dello Spirito` di Milano, quello del tempo del Cristo dove la reincarnazione non costituiva un tabù, la comunicazione con i trapassati era un fatto e non un'allusione, la predicazione era fatta in ogni luogo in modo semplice, senza la necessità di templi e sfarzi, la fraternità non era una parola ma un modo di vivere e concepire la vita, e  fuori dalla carità non vi era salvezza. La Chiesa, sin dalla notte dei tempi, ha sempre condannato questa pratica.

 

Una seduta spiritica

a. La Nota pastorale della Conferenza episcopale toscana afferma che la peggiore e più grave forma di divinazione è la negromanzia o spiritismo, ossia il ricorso agli spiriti dei morti per entrare in contatto con loro e svelare il futuro o qualche suo aspetto. A proposito della pratica delle sedute spiritiche, Monsignor Casale afferma: «Non si tratta di fenomeni su cui si può semplicemente sorridere o che possono essere trattati come mere curiosità. Occorre convincersi che la vita cristiana costituisce un tutto organico, e che un cedimento su questi punti porta con sé, presto o tardi, un cedimento generale». Lo spiritismo, dunque, viene visto dai vertici ecclesiastici come una minaccia per la stabilità della Chiesa.

Tuttavia ci troviamo di fronte a una dottrina che è anche - e soprattutto - basata su una serie di studi di carattere scientifico, dotata di moderne attrezzature e raffinata tecnologia. Una di queste è ad esempio l’oscilloscopio che misura la differenza tra frequenze della voce umana e ultraterrena, o la «telecamera a freddo» che filma le entità presenti in qualsiasi ambiente oltre ogni ragionevole dubbio. Ma come affrontare questo argomento? «Partiamo dal postulato che lo Spiritismo non vuole imporsi facendo del proselitismo, ma offre all’interessato dati concreti - afferma Zanella - perché deve essere accettato in primo luogo dalla ragione, non dalla fede cieca».

Diffuso in varie parti del mondo (negli Stati Uniti esistono più di 400 congregazioni con più di 180mila membri, e solo in Brasile rappresenta il terzo maggior gruppo religioso), lo Spiritismo assume connotazioni diverse a seconda del luogo in cui si trova: le peculiarità sono in genere date dal contesto. Tra i gruppi spiritisti italiani e quelli brasiliani, ad esempio, le diversità sono tali da farli sembrare due dottrine del tutto distinte.

Oggi in Italia stiamo assistendo al fiorire di diversi gruppi, e il numero delle persone che credono in questa dottrina è in continua ascesa. Gli spiritisti, così come gli spiriti, non si sono mai nascosti. «Tutt`altro - sostiene Zanella - anche se non possiamo negare che siamo spesso stati danneggiati dalla cattiva informazione».

Lo Spiritismo insomma non è una setta, ma secondo gli adepti una scienza, una filosofia di conseguenze morali, per cui religiosa. Molti scienziati italiani hanno collaborato per provare le teorie dello spiritismo; tra i più noti spiritisti italiani troviamo Ernesto Bozzano e Pietro Ubaldi, che sviluppò maggiormente la sua medianità in Brasile. Un supplemento speciale dell’`Italia del Popolo` di Milano, pubblicato nel 1892, conteneva i processi verbali di diciassette sedute tenute presso l`abitazione del dottor Finzi con l’intervento della medium Eusapia Paladino. Questo documento è firmato da dieci scienziati di diversi paesi, fra cui il premio Nobel Charles Richet e Cesare Lombroso, docente alla Facoltà medica di Torino. Nelle loro conclusioni gli sperimentatori affermano che, per le precauzioni adottate, sarebbe stato impossibile qualunque frode. Il complesso dei fenomeni osservati stabiliva secondo loro il trionfo di una verità ingiustamente avversata.

Ma quanti sono gli spiritisti in Italia? Secondo Zanella l’alto numero di gruppi medianici impedirebbe di effettuare un calcolo preciso sulla dimensione del fenomeno, inoltre non sarebbe facile distinguere le manifestazioni medianiche dallo spiritismo. Sarebbe quindi azzardato dare un numero specifico di spiritisti in Italia, poiché alcune persone lo sono e non sanno di esserlo. La riservatezza che protegge lo svolgimento delle cosiddette sedute impedisce inoltre di soddisfare la curiosità sul loro andamento: i risultati delle riunioni sono di ambito interno, salvo eventuali messaggi medianici che vengono divulgati al pubblico.

Spesso, secondo gli spiritisti, ci si trova di fronte a fenomeni paranormali senza nemmeno accorgersene. Secondo Zanella i medium brasiliani possono proferire intere conferenze in stato di trance senza che il pubblico se ne renda conto. Il riserbo sui colloqui fa parte dell`etica spiritista; non è un spettacolo ma un momento intimo, di aiuto, di assistenza, e questo è molto diverso da quanto accade in alcuni circoli medianici italiani. Quello che sappiamo di queste sedute ce lo ha fornito in parte Allan Kardec pseudonimo di Hippolyte Léon Denizard Rivail, autore delle cinque opere fondamentali di questa dottrina e considerato uno dei padri dello spiritismo moderno.

Non mi rivolgo a color che credono

e sono soddisfatti della loro fede,

ma a coloro che disertano le vostre file per incredulità

e che non avete saputo o potuto trattenere;

io vengo a proporre loro, sulle verità che essi rifiutano,

un interpretazione di natura che soddisfi la loro ragione

e che gliela faccia accettare

Allan Kardec – `Il mondo degli Spiriti`

Colloquio con Regina Zanella - `Sentieri dello spirito` - Milano

In Italia, ci diceva, è ancora impossibile quantificarne il numero. Ma quanti sono gli spiritisti in Brasile?

«Secondo un censimento Ibge (Istituto brasiliano di Geografia e Statistica) effettuato nel 2000, sarebbero 2,3 milioni. Ma secondo noi è un numero inesatto. Secondo stime popolari del 2003 il numero di brasiliani simpatizzanti e credenti alla reincarnazione si aggirava attorno a 30 milioni su una popolazione nazionale allora di circa 174 milioni. Gli spiritisti compongono il 3° maggior gruppo religioso del paese. Le istituzioni spiritiste regolarmente censite dalla Federazione brasiliana di spiritismo (Feb) sono 10mila, ma non tutte affiliate alla Feb. Vi sono inoltre associazioni di categoria quali medici, avvocati, magistrati, commissari di polizia e altre. Gli ospedali spiritisti sono circa cento e, fra di essi, la fondazione `André Luiz` di San Paolo che assiste a regime interno circa 800 pazienti tetraplegici. Le istituzioni assistenziali non si contano quasi più, solo la `Mansão do Caminho` per l’infanzia disagiata, fondata dal noto medium e oratore spiritista Divaldo Franco nel 1952 a Salvador, accoglie quotidianamente 3.200 bambini. Il popolo brasiliano è molto aperto alla spiritualità e non sempre pratica soltanto una religione. Molti vanno in chiesa di domenica e al centro spiritista in settimana e lo stesso può accadere per ebrei e adepti di altre religioni. Di fronte alla disperazione per la perdita di una persona cara, ogni frontiera viene abbattuta pur di ottenere una consolazione, un messaggio del caro trapassato».

Per quale motivo è impossibile stabilire il numero di quanti praticano lo Spiritismo in Italia?

«Per il semplice fatto che alcune persone lo sono e non sanno di esserlo. C’è ancora molta disinformazione e una persona può affermare di essere spiritista ma ignora la morale spiritica di carità e dell’aiuto gratuito disinteressato».

Quante sono le associazioni di spiritisti nel nostro paese?

«Personalmente ne conosco cinque, oltre a quella che dirigo. In Italia i cerchi e gruppi medianici sono numerosi e la medianità è vissuta intensamente. Il problema talvolta è saper distinguere le manifestazioni medianiche dallo Spiritismo».

Quali sono i gruppi più numerosi e da quante persone sono composti?

«Ci risulta siano i nostri gruppi di Milano e di Roma. A Milano se si considera la frequenza settimanale siamo fra le 40 e 60 persone».

Quali sono le principali differenze tra Spiritismo e Cattolicesimo?

«Bisogna premettere che sono uniti dal Cristianesimo. Quanto alle differenze, lo Spiritismo non ha sacerdoti, né usa nelle proprie riunioni e nella sua pratica altari, immagini, processioni, paramenti, candele, sacramenti, concessioni d`indulgenza, bevande alcoliche, incensi, o qualsiasi altro oggetto rituale o forma di culto esteriore».

In che rapporti sono queste due confessioni?

«Lo Spiritismo rispetta tutte le religioni e dottrine, valorizza tutti gli sforzi volti alla pratica del bene e lavora per la fraternità e la pace fra tutti i popoli e fra tutti gli uomini, indipendentemente da razza, colore, nazionalità, credo, livello culturale o sociale».

Perché gli spiritisti dicono che sia la loro dottrina - e non il Cattolicesimo - la religione «ortodossa»?

«Sinceramente non conosco questa affermazione. Posso aggiungere che consistendo l’ortodossia nell’accettazione integrale di una dottrina, lo spiritista lo è di fronte ai fondamenti dello Spiritismo anche se, essendo quest`ultimo anche una scienza, è in costante evoluzione. Kardec diceva: “Non vi è fede incrollabile se non quella che può affrontare direttamente la ragione, in tutte le epoche dell’Umanità”».

Lo Spiritismo si potrebbe definire «Cristianesimo pagano»?

«Piuttosto Cristianesimo redivivo, quello del tempo del Cristo dove la reincarnazione non costituiva un tabù, la comunicazione con i trapassati era un fatto e non un allusione, la predicazione era fatta in ogni luogo in modo semplice senza la necessità di templi e sfarzi, la fraternità non era una parola ma un modo di vivere e concepire la vita, e che fuori dalla carità non vi era salvezza».

Quali difficoltà, pregiudizi e ostacoli hanno trovato gli spiritisti nel nostro paese?

«Quelli nati dalla ignoranza su cosa sia lo Spiritismo e il materialismo. Ritenendo la letteratura di Allan Kardec materia del passato, si sono chiuse le porte della conoscenza. Non si arriva allo Spiritismo, come a qualsiasi altra filosofia o conoscenza spirituale se non attraverso la sua origine, alla sua vera fonte, sia essa di cent’anni o di millenni. Nel 2004 è stato pubblicato dalla casa editrice italobrasiliana Nazareno Edizioni il libro “Che cos’è lo Spiritismo” che potrebbe rappresentare un primo passo per chi desiderasse approfondire l’argomento. Per chi non ama leggere c’è un dvd molto interessante intitolato `Spiritismo` e sottotitolato in varie lingue. Entrambi si possono trovare presso la nostra associazione a Milano».

Da quale epoca lo Spiritismo è noto in Italia?

«Si potrebbe dire da quando è nato - nel 1857 in Francia - sebbene la pubblicazione del “Libro degli Spiriti” in Italia risalga a qualche anno più tardi. Purtroppo, l’edizione italiana non corrisponde totalmente alla pubblicazione originale, specie per l’allegato al suo interno, una tabella medianica che insegnerebbe a comunicare con gli spiriti. Se ci si ferma alla superficie, si ha una visione distorta sia a causa della tabella che della presentazione dell’opera che della stessa categoria assegnatale. Questo è stato, a mio parere, uno dei primi inciampi e una dei motivi che spiega l`ignoranza in materia nel nostro paese. A contribuire a un’interpretazione erronea vi fu la pubblicazione del “Nuovo Libro degli Spiriti”. La pratica medianica ancora oggi è confusa come Spiritismo, ma non tutti i medium sono spiritisti, ancor meno le categorie cosiddette dei maghi dell’occulto. Lo Spiritismo ha regole di condotta, di educazione e di sviluppo medianico precisi».

Ci sono differenze tra Spiritismo praticato in Brasile e quello in Italia?

«Non conosco tutti gli spiritisti italiani, per cui posso parlare solo della mia personale esperienza all`interno di una cerchia limitata. Fra i gruppi che considero spiritisti c’è una certa somiglianza, ma il contesto è del tutto diverso ed è naturale che alcune differenze ci siano. Per quanto riguarda i concetti generali sullo Spiritismo, le differenze osservate sono così numerose da sembrare due cose del tutto distinte. Mi piacerebbe conoscere e mettermi a contatto con altri spiritisti italiani e a questo fine è stata fondata la Fides, Federazione di categoria per convogliare associazioni, istituzioni e persone fisiche legate allo Spiritismo».

Per quale motivo avete recentemente deciso di uscire allo scoperto?

«Così come gli spiriti, gli spiritisti non si sono mai nascosti. Anzi, in ambito prettamente italiano si potrebbe pensare che lo Spiritismo non abbia messo radici nel nostro paese, ma non corrisponde al vero. L’Italia possiede la maggior biblioteca del paranormale e dello Spiritismo in Europa, la Bozzano – De Boni a Bologna».

Dove è possibile praticarlo in Italia?

«Anche in casa, poiché non si riassume nella pratica medianica. La sua maggiore espressione nella società si evidenzia nello studio e nella pratica del bene, e ciò si può fare anche a casa propria, attraverso il Vangelo in casa, o “Culto do Evangelo no Lar”, come è conosciuto in Brasile. Siamo a contatto con simpatizzanti e spiritisti in tutto il paese, persone che studiano e lo approfondiscono in ambito familiare, in attesa che si costituiscano dei gruppi nella propria città, e anche questo è un impegno della Fides: mettere in contatto le persone interessate, fornendo loro informazioni, testi di approfondimento e orientamento per la formazione di nuovi gruppi».

Fate sedute spiritiche? Come funzionano? Ha qualche aneddoto in proposito?

«La dizione “sedute spiritiche” ha maturato una connotazione fuorviante rispetto al suo vero significato: sarebbe più opportuno dire seduta medianica. La maggior parte delle case spiritiste hanno un servizio di assistenza spirituale attraverso la medianità. Il suo funzionamento è determinato dal tipo di assistenza o contatto e possono essere di diversi tipi. Nel nostro caso l’esito delle riunioni è di ambito interno, salvo eventuali messaggi medianici che vengono divulgati al pubblico in genere».

Attraverso quali canali pensate di farvi conoscere?

«Quelli consueti avendo presente che non cerchiamo proseliti ma facciamo divulgazione per coloro che si interessano all’argomento. Siamo presenti e raggiungibili laddove coloro che si interessino possono trovarci, specialmente attraverso le e-mail e siti internet. Articoli dedicati allo Spiritismo e sugli spiritisti in Brasile sono stati pubblicati sui settimanali `Visto` e `Chi`, il più recente lo scorso novembre. Anche la tv se ne è occupata. Più recentemente Marisa Laurito su Stream, Catherine Spaak su La7 nelle trasmissioni `Il Sogno dell’Angelo` e `Sesto Senso`, tra novembre e dicembre scorso. Nel nostro piccolo negli ultimi anni abbiamo organizzato incontri e dibattiti mettendo a confronto scienziati, studiosi e ricercatori italiani con quelli brasiliani. Il più recente nell`ottobre scorso, il Primo forum internazionale uomo e destino. A questi eventi partecipa un pubblico medio di 300 persone, e questo è significativo».

Quali manifestazioni intendete realizzare nel prossimo futuro?

«Durante quest`anno abbiamo valutato di dare più voce agli oratori italiani, anche se non necessariamente spiritisti, nei nostri incontri settimanali. L’importante è che ne condividano i principi. Contemporaneamente stiamo conducendo studi sulle opere principali dello Spiritismo: `Il Libro degli spiriti` e `Il Vangelo secondo lo Spiritismo`, nonché gli studi sulla medianità. Abbiamo altri progetti in corso come l’intrattenimento dei bambini e l’incontro al femminile “Donne, il futuro nelle mani” che si realizzerà il prossimo 12 febbraio. Ad aprile ospiteremo ancora il medium di pittura medianica Florêncio Anton, da Salvador di Bahia. Il suo lavoro è un tributo all’arte, alla medianità espressa in modo tangibile e inconfutabile, tanto che `Chi` e La7 le hanno dedicato bellissimi servizi. Per noi rimangono fondamentali gli interscambi fra gruppi e piccoli nuclei emergenti così come fra Brasile e Italia, fra paesi europei e Italia».

Ci sono personaggi famosi che praticano lo spiritismo? Ha qualche aneddoto sul loro conto?

«In Italia conosco personaggi legati alla medianità e simpatizzanti dello Spiritismo. Il settimanale `Di Più` dall’anno scorso ha una rubrica dedicata alle testimonianze di personaggi noti che hanno avuto qualche contatto con l’aldilà. Fra di essi lo stilista Alviero Martini che ho avuto l’opportunità di conoscere e intervistare qualche anno fa e il medico Antinori. In Brasile sono diversi i personaggi, compreso un ministro dell’attuale governo e un deputato, Luiz Bassuma, che il 3 ottobre scorso in occasione dell’anniversario della nascita di Allan Kardec, scrisse un messaggio medianico di fronte ai suoi colleghi».

E’ vero che anche la cantante Ornella Vanoni frequenta un bar di Milano che serve da punto di ritrovo per gli spiritisti?

«Ci sono stata con un’amica brasiliana evangelica, ho conosciuto un pastore donna brasiliana e una delle proprietarie di questo bar, per cui per quanto ne so si tratta di un ritrovo per gli Evangelici, che sono una ramificazione del cristianesimo. Gli Evangelici non ammettono la reincarnazione, il contatto medianico e si rifanno alla Bibbia mentre lo Spiritismo ha per base il Vangelo».

La fede cieca è il peggiore di tutti i principi!

Credere con fervore a un qualunque Dogma quando la ragione si rifiuta di accettarlo come verità, significa fare atto di annullamento e privarsi volontariamente del più bello dei doni che il Creatore ha fatto.

Significa rinunciare alla libertà di giudizio e al libero arbitrio che deve presiedere a tutte le cose, assieme alla giustizia e alla ragione.

Allan Kardec – `Il mondo degli Spiriti`

Scheda storica

Per tracciare l’evoluzione dello Spiritismo è necessario andare alle sue origini, il Cristianesimo. Il Vangelo e lo Spiritismo sono codici di orientamento nella vita umana che ebbero come precursori le istruzioni di Mosè e di Socrate. Manifestazioni di spiriti fra gli uomini, dando origine ai cosiddetti fenomeni paranormali, spiritisti o medianici, ebbero luogo in tutti i tempi. Esempi si trovano nella Bibbia, che oggi verrebbero definiti come sedute di materializzazione. Mosè preparò il popolo giudeo per ricevere, quindici secoli più tardi, il Cristianesimo. Durante la sua permanenza nel deserto, Mosè salì sul monte Sinai, dove ricevette la prima rivelazione: il Decalogo, due lastre “scritte dalle dita di Dio” (24:12). Uno dei primi codici morali dell’umanità arrivò per via medianica. Secondo Emmanuel, guida del noto medium brasiliano, Chico Xavier, il primo libro ricevuto dall`umanità, «un libro di pietra», proviene dal mondo spirituale, attraverso la psicografia (scrittura automatica). L’Umanità conobbe così la legge del taglione. Con questa legge, Mosè vietò anche la consultazione dei morti, per inibire gli abusi da parte degli uomini. Ciò proprio perché riteneva che la comunicazione fra mondo materiale e spirituale fosse una realtà. Non volle allora che l’uomo ne facesse un utilizzo improprio, che «…si indagasse dai morti la verità» (Deuteronomio 18:11). I precetti della legge mosaica si fondavano nell’amore e alla credenza in Dio, un Dio unico e punitivo. Fu preparata così, la seconda rivelazione, portata al mondo attraverso Gesù, il Cristo. Poco tempo dopo la morte di Mosè, per ordine del re Saul, lo stesso che aveva ordinato l’espulsione di tutti i medium che comunicassero con i morti (I Re 28:3 e I Samuele 28:9) fu chiamata la nota pitonessa di Endor, per evocare il profeta Samuele. Saul si stava preparando ad una battaglia e voleva conoscere la sua sorte. Il profeta non solo si materializzò davanti a Saul, come predisse la sua morte, insieme ai figli, proprio nella suddetta battaglia. Tutto l’episodio è raccontato nella Bibbia in I Re 28:7-25 e I Famule 28:7-20. Gesù durante la sua esistenza terrena diede origine a fenomeni spirituali, culminati in straordinarie apparizioni dopo la sua morte. Nell’età Media Giovanna D’Arco, grande medium, si lasciò immolare sul rogo per non voler rinnegare le voci spirituali che udiva e dalle quali riceveva orientamento. Durante i secoli medievali ogni sospetta attività medianica era dichiarata sommariamente pratica del demonio. Nell’epoca moderna la fenomenologia spirituale prese corpo lentamente. Lo Spiritismo ebbe in questo periodo importanti predecessori. Fra di essi Emmanuel Swedenborg (1688-1772), saggio svedese che dominò praticamente tutta la conoscenza del suo tempo, teologia compresa. Altra personalità degna di menzione è Franz Anton Mesmer, medico e musicista, scopritore del magnetismo guaritore (1734-1815). Mesmer esercitò per molti anni a Parigi e a Vienna, guarendo le persone gratuitamente, attraverso l’imposizione delle mani. Nel XVIII secolo vi fu la Società Teosofica di Parigi, i cui membri mantenevano rapporti con gli abitanti del mondo incorporeo. Nel XIX secolo visse Jean Reynaud che espose i fondamenti della dottrina spiritica: la reincarnazione e il progresso indefinito dello Spirito. Andrei Jackson Davis (1826-1910), medium nordamericano, scrisse diversi libri di istruzione spirituale e nel 1847 predisse la nascita dello Spiritismo. Ebbe come guida spirituale Emmanuel Swedenborg. La pietra miliare della storia della medianità fu l’episodio di Hydesville, negli Stati Uniti, con una famiglia le cui sorelle Kate, Margaret e Leah Fox nel marzo del 1848 si impegnarono per dimostrare la sopravvivenza dell’anima promuovendo la sperimentazione scientifica. Allora lo Spiritismo conobbe un periodo aureo di diffusione in tutta Europa e nelle Americhe. Nel 1855 W.R. Hayden introdusse in Inghilterra i nuovi esperimenti spirituali basati sui colpi. Medium come Florence Cook e Daniel D. Home, studiati da Willian Crookes, diedero importante e significativo contributo. In Francia nacquero le manifestazioni dei tavoli girevoli o ballerini. In questo periodo nacque Hippolyte Léon Denizard Rivail, divenuto più tardi Allan Kardec, codificatore e coniatore dello Spiritismo, alla cui edificazione lavorò instancabilmente. Sue sono le cinque opere principali: Il Libro degli Spiriti, Il Libro dei Medium, Il Vangelo Secondo lo Spiritismo, Il Cielo e l’Inferno, La Genesi. L’edificio spiritista fu completato da Gabriel Dellanne, negli aspetti scientifici; da Léon Dennis, negli aspetti dottrinari; da Camille Flamarion, astronomo e da Charles Richet, scienziato (premio Nobel in Medicina e Fisiologia nel 1913); da Willian Crookes, fisico e chimico; da Gustave Geley, biologo, e da altri. La medianità intellettuale si è ampiamente sviluppata in Brasile fin dalla nascita dello Spiritismo, fatto che Kardec stesso registrò nella sua rivista, la Revue Spirite. L’Italia ebbe grandi esponenti dello Spiritismo, fra di essi Ernesto Bozzano, filosofo e metapsichico; Cesare Lombroso, antropologo; Enrico Morselli, neurologo; la medium Eusapia Palladino; il medium Pietro Ubaldi. Si può affermare che lo Spiritismo prese corpo in Brasile, più di ogni altro paese, nonostante la sua nascita risalga alla Francia. I collaboratori e divulgatori moderni sono numerosi e ne stanno scrivendo la storia attuale. Gli spiritisti di tutto il mondo riconoscono nel medium Francisco Cândido Xavier (1910/2002) l’esempio, il modello del vero spiritista.

http://www.musibrasil.net/vsl_art.asp?id=1059

 

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