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Home Allan Kardec e la dottrina dello Spiritismo La Chiesa e la comunicazione con gli Spiriti

La Chiesa e la comunicazione con gli Spiriti

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Le religioni cristiane hanno sempre combattuto la comunicazione con gli spiriti, considerata di per sè reale e possibile, ma interpretata sempre come opera del demonio, per via di un antico divieto biblico della legge ebraica di Mosè e quindi vietata come pratica pericolosissima. Kardec obietta ai cristiani che se le comunicazioni sono precedute da sincere preghiere a Dio e fatte rispettosamente con ottime intenzioni non vi è nulla di diverso da una comunicazione tra persone civili viventi. Al contrario se condotte senza preventive preghiere e solo per frivola curiosità o per divinazione allora il rischio di imbattersi in entità malevole è molto elevato; in questo senso gli spiritisti sono assolutamente d'accordo con gli altri cristiani. Ecco un brano dove Kardec risponde a un sacerdote cattolico che si appella al divieto ebraico di Mosè.

Sacerdote: - Se la Chiesa proibisce le comunicazioni cogli Spiriti, dei morti, è perché esse sono contrarie alla religione essendo formalmente condannate dal Vangelo e da Mosè. Quest'ultimo, sanzionando la pena di morte contro queste pratiche, prova quanto esse siano reprensibili agli occhi di Dio.

Kardec: - Io vi chiedo scusa, ma questa proibizione non è in nessuna parte del Vangelo; essa è solamente nella legge mosaica. Si tratta dunque di sapere se la Chiesa mette la legge mosaica al di sopra della legge evangelica, o in altri termini se essa è più ebraica che cristiana. Egli è anche da osservarsi che di tutte le religioni, quella che ha fatto meno opposizione allo Spiritismo, è l'ebraica, e che essa non ha invocato affatto, contro le evocazioni, la legge di Mosè sulla quale si appoggiano le religioni cristiane. Se le prescrizioni bibliche sono il codice della fede cristiana, perché interdire la lettura della Bibbia? Che si direbbe se si proibisse ad un cittadino di studiare il codice legislativo del suo paese?

 

La proibizione fatta da Mosè aveva allora la sua ragione d'essere, poiché il legislatore ebreo, voleva che il suo popolo abbandonasse tutti gli usi imparati dagli Egizi, e quello ora in questione era un soggetto d'abuso. Non si evocavano i morti per rispetto od affezione verso di essi, né con un sentimento di pietà; era un mezzo di divinazione, l'oggetto di un traffico vergognoso sfruttato dal ciarlatanismo e dalla superstizione; Mosè, ha dunque avuto ragione di proibirlo. Se egli sanzionò contro questo abuso una penalità severa, egli è perché erano necessari mezzi rigorosi per governare questo popolo indisciplinato; così la pena di morte spesso è nella sua legislazione.

E' dunque a torto che voi vi appoggiate sulla severità del castigo per provare il grado di colpabilità dell'evocazione dei morti.

Se la proibizione di evocarli viene da Dio stesso, come lo pretende la Chiesa, deve essere Dio che, ha sanzionato la pena di morte contro i delinquenti. La pena ha dunque un'origine tanto sacra quanto la proibizione; perché non la si conservò? Tutte le leggi di Mosè sono promulgate in nome di Dio e per ordine suo. Se si crede che Dio ne sia l'autore, perché non si sono più osservate? Se la legge di Mosè è per la Chiesa un articolo di fede sopra un punto, perché non lo è su tutti? Perché ricorrervi in ciò di cui si ha bisogno, e respingerla in ciò che non conviene? Perché non se ne seguono tutte le prescrizioni, la circoncisione fra le altre, che Gesù subì e che egli non ha punto abolita? Altra contraddizione. Se Mosè ha proibito d'evocare gli Spiriti dei morti, egli è dunque perché questi Spiriti possono venire, se no la sua proibizione sarebbe stata inutile. Se essi potevano venire nel suo tempo, lo possono ancora oggidì; se sono gli Spiriti dei morti, non sono dunque esclusivamente demoni. Anzi tutto, bisogna essere logici.

Questa è altresì la ragione per la quale tutte le religioni, tanto i mussulmani quanto i cattolici, credendosi in possesso esclusivo della verità assoluta, riguardano come opera del demonio ogni dottrina che non sia interamente ortodossa dal loro punto di vista. Ora gli Spiriti non vengono a rovesciare la religione, ma, come Galileo, a rivelare nuove leggi di natura. Se alcuni punti di fede ne soffrono, è perchè, come la credenza al movimento del Sole, essi sono in contraddizione con queste leggi. La questione sta nel sapere se un articolo di fede può annullare una legge di natura che è opera di Dio; e se, riconosciuta questa legge, non è, più saggio interpretare il dogma nel senso della legge, invece di attribuire questa al demonio.

Anche gli spiritisti condannano senza riserve la divinazione, ossia la richiesta di prevedere il futuro o la fortuna, in quanto gli spiriti non conoscono affatto il futuro. Gli spiritisti condannano parimenti tutte le credenze di magia, stregoneria, satanismo, spesso erroneamente associate alla filosofia o alla dottrina dello Spiritismo, la quale le considera mere superstizioni. In questo senso gli spiritisti sono assolutamente d'accordo con gli altri cristiani.

In ogni caso nè Gesù Cristo, nè gli apostoli dopo di lui, hanno mai detto che comunicare con gli spiriti sia una cosa sbagliata o da non fare, anzi, nel Vangelo (Matteo 17:3, Marco 9:4 e Luca 9:30) Gesù parla con gli spiriti di Mosè ed Elia, davanti a Pietro, praticando appunto lo Spiritismo!

Se fosse una cosa sbagliata Gesù l'avrebbe senz'altro detto o gli apostoli l'avrebbero scritto nei Vangeli o negli Atti.

In altre parti del Vangelo (Matteo 19:8, Marco 10:5) Gesù spiega che le leggi di Mosè non bisogna prenderle alla lettera e ciò che Mosè vietò per il suo popolo 1200 anni prima, per la particolare durezza del loro cuore, già non era più vietato ai tempi di Gesù. Gli esempi sono molti.


La pratica dello Spiritismo da parte della Chiesa cattolica

Malgrado la posizione ufficiale della Chiesa cattolica sia contraria allo Spiritismo, alcune importanti personalità ecclesiastiche, tra cui persino due papi, papa Pio XII e papa Paolo VI erano molto favorevoli alle comunicazioni con gli Spiriti e ne incoraggiavano fortemente gli studi in Vaticano. Tra questi vengono ricordati padre Pellegrino Ernetti, padre Agostino Gemelli, padre Ulderico Pasquale Magni e padre Andreas Resch, il quale condusse esperimenti in prima persona e tenne persino dei corsi in Vaticano.

La metafonia o transcomunicazione strumentale, ossia la comunicazione con gli spiriti per mezzo di strumenti tecnici, come una radio o un registratore, nacque ad opera di due preti. Padre Pellegrino Ernetti, il 20 dicembre 1986 al CEMM di Milano, in una conferenza disse: "La metafonia o psicofonia è nata qui a Milano, testimone io vivente, il giorno 17 settembre 1952 all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Padre Agostino Gemelli ebbe il primo atto legale della metafonia. Padre Gemelli che era devotissimo a suo padre, lo invocava spesso quando si trovava in situazioni critiche 'Papà aiutami'. Ma la sorpresa fu quando tornammo indietro per ascoltare poi gli effetti. C'era la voce alta del suo papà che gli diceva: 'Sì, sono qui, sempre con te, che ti aiuto'. Padre Gemelli cominciò a vacillare, a tremare, a sudare. 'Ma... E' Papà... il tono della voce è quello... Il timbro è quello!' E fummo noi che gli dicemmo 'Ma padre, glielo dica al suo papà: Papà sei tu? Sei veramente tu? E lui non voleva. Perchè allora c'era il problema della medianità che egli non voleva toccare. Finalmente si decise e il papà gli rispose: 'Ma sì testone, non senti che sono io?'. La parola 'testone' era un appellativo con cui il padre chiamava sempre Agostino Gemelli. Quindi glielo disse proprio per farsi riconoscere. Chi ha letto la vita di padre Gemelli può ricordare che era intimo di Papa Pio XII e andammo in udienza privata, lui e noi, e raccontammo il fatto con molta semplicità. Pio XII, che era un uomo di altissima cultura, disse: 'Padre, questo è un fatto di scienza; non un fatto di medianità, perchè il magnetofono incide quello che gli si dà, e se qui è inciso qualche cosa, vuol dire che è avvenuto all'esterno. Continui pure, perchè il progresso della scienza deve continuare. La Chiesa non è contro il progresso della scienza, non ha nessuna intenzione di ripetere oggi il caso di Galileo".

Il teologo padre François Brune, nel suo libro I morti ci parlano, conferma pure che gli studi di padre Agostino Gemelli e padre Pellegrino Ernetti sulla comunicazione strumentale con gli Spiriti furono appoggiati da papa Pio XII, il quale disse: "Caro padre Gemelli, non ha davvero nessun motivo di preoccuparsi. L'esistenza di queste voci è un fatto rigorosamente scientifico. Questo esperimento potrebbe divenire la pietra angolare di un edificio per gli studi scientifici che rafforzerà la fede della gente nell'Aldilà".

Papa Paolo VI scrisse inoltre che "In Vaticano ho incontrato un atteggiamento favorevole nei confronti della metafonia" quando nominò Friedrich Jürgenson, famoso ricercatore del fenomeno delle voci elettroniche, Cavaliere dell'Ordine di S. Gregorio.

Padre Pistone, Superiore della Società di San Paolo in Inghilterra, dopo i colloqui con i defunti rilasciò la seguente dichiarazione: "Nelle Voci non vedo niente di contrario agli insegnamenti della Chiesa Cattolica; sono qualcosa di straordinario ma non c'è ragione di temerle, né vedo alcun pericolo".

Il Giusto Reverendo Mons. Prof. C. Pfleger commentò: "I fatti ci hanno dato la consapevolezza che fra la morte e la risurrezione c'è un altro stadio di esistenza post mortem. La teologia cristiana ha poco da dire riguardo a questo stadio".

Padre Gino Concetti, uno dei teologi più competenti del Vaticano, ha detto in una intervista: "Secondo il catechismo moderno, Dio consente ai nostri cari defunti, che vivono in una dimensione ultraterrena, di inviare messaggi per guidarci in certi momenti difficili della nostra vita. La Chiesa ha deciso di non proibire più il dialogo con i morti, a condizione che questi contatti siano motivati da seri propositi religiosi e scientifici".

Il cugino di papa Pio XII, Gebhard Frei, noto parapsicologo a livello internazionale e presidente della Società Internazionale dei Parapsicologi Cattolici affermò: "Tutto ciò che ho letto e sentito mi obbliga a credere che le voci provengono da entità trascendentali e individuali. Mi piaccia o no, non ho il diritto di dubitare della genuinità delle voci".

La Chiesa d'Inghilterra istituì un comitato per esaminare le prove sulla medianità. Dopo due anni di approfonditi studi e sedute con i più dotati medium d'Inghilterra, giunse alla conclusione che "L'ipotesi che le comunicazioni spiritiche provengono da spiriti disincarnati, è corretta".

Attualmente la posizione ufficiale della Chiesa cattolica è di vietare il fenomeno delle voci elettroniche, riconosciuto di per sè reale, per via dell'antico divieto della legge ebraica di Mosè. Per questo motivo si affannano al di là di tutte le evidenze a sminuire ogni coinvolgimento del Vaticano, negare ogni interesse da parte degli importanti ecclesiastici, tra cui persino papa Pio XII e papa Paolo VI, e minimizzare ogni possibile avvicinamento di teologi, ecclesiastici, papi, vescovi, ecc. Arrivano pure a negare le inequivocabili volontà e parole dei papi perchè intravedono il pericolo che le comunicazioni con gli spiriti potrebbero costituire, non per il divieto della legge mosaica, perchè potrebbero mettere in discussione l'autorità dei dogmi della Chiesa, come ad es. la Trinità o la reincarnazione.