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Home Allan Kardec e la dottrina dello Spiritismo
Allan Kardec

Karma e Reincarnazione

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Il Karma è la legge di causa-effetto, ogni effetto deve avere una causa, non può sorgere dal niente. Quando noi vediamo una pianta sappiamo che è nata da un seme, sappiamo che non è sorta dal nulla e la logica ci dice che così è per tutte le cose, anche se a volte questo nesso causale ci sfugge, perchè non è così ovvio. Nel '600 i naturalisti dell'epoca erano convinti che i pesci e tutti gli animali inferiori nascessero dal fango inanimato, cioè dal nulla. Se uno sosteneva il contrario veniva bruciato sul rogo, ci vollero due secoli per dimostrare la vera causa e cioè che la vita nasce dalla vita e non dal nulla. Oggi sono ancora in molti a credere che l'anima nasca insieme al corpo e che nasca con tutte le sue caratteristiche personali dal nulla, cioè senza nessun passato o causa precedente. Lo spirito è il prodotto di tutto il suo percorso passato.

Tutto quello che ci accade è per una ragione precisa. Non esistono errori. Non esiste il caso. Non esistono capricci divini. Il motivo risiede in qualcosa che abbiamo fatto in precedenza, o in questa vita o in qualcuna delle precedenti esistenze terrene o in quello che faremo nelle successive. E non ci accade per punizione, ma per darci la possibilità di cambiare e migliorare. E siamo noi stessi ad aver scelto le nostre prove, ben prima di nascere, proprio per questa finalità. Se qualcosa ci accade oggi può essere anche in preparazione di qualcosa che dovremo fare un domani.

Ogni qual volta una persona ci fa del male siamo noi ad aver creato quella situazione e quella persona, inconsapevolmente, ci sta in realtà regalando l'opportunità di cambiare, di vincere il nostro orgoglio, i nostri cattivi sentimenti. Oppure questo accade per qualcosa che dovremo fare in futuro. Se noi reagiamo male abbiamo fallito la prova, la prova che noi stessi ci siamo messi davanti, abbiamo sprecato un'opportunità per evolverci. La prova dipende esclusivamente da noi, la responsabilità è sempre e solo nostra se vogliamo o non vogliamo cambiare, sbagliamo se ce la prendiamo con chiunque altro.

Ultimo aggiornamento Venerdì 23 Ottobre 2009 16:02 Leggi tutto...
 

Allan Kardec e la dottrina dello Spiritismo

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A cose nuove parole nuove: così richiede la chiarezza del linguaggio, per evitare la confusione che nascerebbe dall'attribuire diversi significati ad una stessa parola. Le parole spirituale, spiritualista, spiritualismo hanno un significato ben definito, e quindi se si volesse attribuirne loro uno nuovo per applicarlo alla dottrina degli Spiriti, si moltiplicherebbero gli equivoci.allan-kardec

Lo Spiritualismo è l'opposto del Materialismo, per la qual cosa coloro che credono di avere in sé qualche cosa di diverso dalla materia sono spiritualisti; ma da questo non consegue che essi credano all'esistenza degli Spiriti, e molto meno alla possibilità delle loro comunicazioni col mondo visibile. Per designare quindi questa credenza noi, invece delle parole spirituale e spiritualismo, adoperiamo quelle di spiritico e spiritismo, che hanno il pregio di essere assai chiare, lasciando alla parola spiritualismo il suo significato comune.

Noi dunque diremo che la dottrina spiritica, cioè lo Spiritismo, ha come principio la credenza nelle relazioni fra il mondo materiale e il mondo invisibile, cioè fra gli uomini e gli spiriti, e chiameremo spiritisti coloro che accettano questa dottrina.

Alan Kardec (Il libro degli Spiriti)


Dottrina: Insieme delle cognizioni apprese mediante studio approfondito. Complesso dei dogmi e dei principi della fede cristiana.

Codificare: Raggruppare norme secondo un ordine sistematico.

"Allan Kardec - è il nome con cui è conosciuto uno dei grandi pensatori del Cristianesimo spiritista. Si Chiamava in realtà Hippolyte Lèon Denizard Rivail. Nato a Lyon in Francia(1804) da famiglia borghese che lo educa a principi forti, di onestà e virtù. Dopo i primi studi a Bourg, i genitori nel 1814 lo mandano a studiare nel prestigioso Istituto Pedagogico di Jean Henry Pestalozzi a Yverdon, sul lago di Neuchatel, in Svizzera. Nell'istituto si seguivano i principi naturalistici del grande filosofo Jean Jacques Rousseau: i giovani vi venivano educati senza il ricorso, a quel tempo abituale, a punizioni corporali.

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Settembre 2009 15:41 Leggi tutto...
 

La Chiesa e la comunicazione con gli Spiriti

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Le religioni cristiane hanno sempre combattuto la comunicazione con gli spiriti, considerata di per sè reale e possibile, ma interpretata sempre come opera del demonio, per via di un antico divieto biblico della legge ebraica di Mosè e quindi vietata come pratica pericolosissima. Kardec obietta ai cristiani che se le comunicazioni sono precedute da sincere preghiere a Dio e fatte rispettosamente con ottime intenzioni non vi è nulla di diverso da una comunicazione tra persone civili viventi. Al contrario se condotte senza preventive preghiere e solo per frivola curiosità o per divinazione allora il rischio di imbattersi in entità malevole è molto elevato; in questo senso gli spiritisti sono assolutamente d'accordo con gli altri cristiani. Ecco un brano dove Kardec risponde a un sacerdote cattolico che si appella al divieto ebraico di Mosè.

Sacerdote: - Se la Chiesa proibisce le comunicazioni cogli Spiriti, dei morti, è perché esse sono contrarie alla religione essendo formalmente condannate dal Vangelo e da Mosè. Quest'ultimo, sanzionando la pena di morte contro queste pratiche, prova quanto esse siano reprensibili agli occhi di Dio.

Kardec: - Io vi chiedo scusa, ma questa proibizione non è in nessuna parte del Vangelo; essa è solamente nella legge mosaica. Si tratta dunque di sapere se la Chiesa mette la legge mosaica al di sopra della legge evangelica, o in altri termini se essa è più ebraica che cristiana. Egli è anche da osservarsi che di tutte le religioni, quella che ha fatto meno opposizione allo Spiritismo, è l'ebraica, e che essa non ha invocato affatto, contro le evocazioni, la legge di Mosè sulla quale si appoggiano le religioni cristiane. Se le prescrizioni bibliche sono il codice della fede cristiana, perché interdire la lettura della Bibbia? Che si direbbe se si proibisse ad un cittadino di studiare il codice legislativo del suo paese?

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Settembre 2009 15:43 Leggi tutto...
 

Sulla Dannazione Eterna

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Allan Kardec risponde a un sacerdote cattolico che gli chiede se gli Spiriti contestano la dannazione eterna, le fiamme dell'Inferno, l'esistenza dell'uomo sulla Terra prima di Adamo, la reincarnazione.


Questi punti furono già da lungo tempo discussi, e non è lo Spiritismo che li mise in questione. Credete, se volete, alle fiamme ed alle torture materiali, se una tal cosa può impedirvi d'operare il male: ciò non le renderà più reali, se esse non esistono. Credete pure, se così vi piace, che noi non abbiamo che un'esistenza corporale: questo non v'impedirà di rinascere qui od altrove, se così deve essere, e malgrado voi; credete, se è vostra opinione, che il mondo sia stato creato tutto completo, in sei giorni: ciò non impedirà alla Terra di portare scritta nei suoi strati geologici la prova contraria; credete, se così volete, che Giosuè fermò il sole: questo non impedirà alla terra di girare; credete pure che l'uomo non è sulla Terra che da seimila anni: ciò non impedirà che i fatti ne dimostrino l'impossibilità. E che direte voi, se un bel giorno questa inesorabile geologia viene a dimostrare, con tracce patenti, l'anteriorità dell'uomo, come ha dimostrato tante altre cose? Credete dunque a tutto ciò che vorrete, anche al diavolo, se questa credenza può rendervi buono, umano e caritatevole verso il vostro simile. Lo Spiritismo come dottrina morale non impone che una cosa: la necessità di far il bene e di non far punto il male. E', lo ripeto, una scienza d'osservazione che ha delle conseguenze morali, e queste conseguenze sono la conferma e la prova dei grandi principi della religione; quanto alle questioni secondarie, egli le lascia alla coscienza di ognuno. Osservate bene, Signore, che lo Spiritismo non contesta come principi alcuni dei punti divergenti, dei quali avete parlato. Se voi aveste letto quanto ho scritto su questo proposito, voi avreste veduto che egli si limita a dar loro un'interpretazione più logica e più razionale di quella che volgarmente loro si dà. Così, per esempio, egli non nega punto il purgatorio; ne dimostra, al contrario, la necessità e la giustizia; e fa ancor di più, lo definisce. L'inferno è stato descritto come un'immensa fornace; ma è forse così che lo intende l'alta teologia? No, evidentemente; essa dice benissimo che è una figura; che il fuoco che ci brucia è un fuoco morale, simbolo dei più forti dolori.

Ultimo aggiornamento Martedì 15 Settembre 2009 11:48 Leggi tutto...
 
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